Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Donazioni ai partiti politici nel 730/2026: detrazione del 26%

    In sintesi

    • Detrazione del 26% sull’importo donato al partito politico, da indicare con il codice 62 nei righi da E8 a E10.
    • Limiti rigidi: la donazione deve essere compresa tra un minimo di 30 euro e un massimo di 30.000 euro annui. Sotto i 30 euro non spetta alcuna agevolazione.
    • Solo partiti iscritti al registro nazionale (prima sezione, art. 4 d.l. 149/2013): donare a un partito non iscritto non dà diritto alla detrazione.
    • Pagamento obbligatoriamente tracciabile: bonifico, carta di debito o credito, assegno bancario. La tracciabilità serve anche a identificare il donante.
    • La detrazione si riduce per redditi sopra 120.000 euro e si azzera a 240.000 euro.

    Come funziona la detrazione per le donazioni ai partiti politici

    Se nel 2025 hai versato una somma di denaro a un partito politico, puoi recuperare il 26% di quella cifra come detrazione d’imposta nella dichiarazione dei redditi 2026. Si tratta della stessa aliquota prevista per le donazioni alle ONLUS, ma con regole proprie che riguardano i limiti e i soggetti beneficiari.

    L’agevolazione spetta solo per le donazioni a partiti regolarmente iscritti nella prima sezione del registro nazionale dei partiti (istituito con il decreto-legge 28 dicembre 2013, n. 149). Se il partito non è nel registro, la detrazione non spetta. La norma prevede però un’eccezione: le donazioni fatte a partiti o associazioni promotrici di partiti ancora prima dell’iscrizione al registro sono ugualmente detraibili, a condizione che il partito risulti iscritto entro la fine dell’anno fiscale di riferimento.

    Un dettaglio importante riguarda i limiti: la donazione deve essere almeno di 30 euro e non può superare 30.000 euro nell’anno. Anche le donazioni fatte da candidati o eletti in conformità agli statuti del partito rientrano nell’agevolazione.

    Riepilogo detrazione per donazioni ai partiti politici
    Voce Valore
    Aliquota di detrazione 26%
    Importo minimo detraibile 30 euro
    Importo massimo detraibile 30.000 euro annui
    Codice da indicare nel 730 62 (righi da E8 a E10)
    Modalità di pagamento Tracciabile (bonifico, carta, assegno)
    Soggetti beneficiari ammessi Partiti iscritti al registro nazionale (d.l. 149/2013)

    Esempio pratico

    • Tizio ha versato 500 euro a un partito iscritto al registro nazionale tramite bonifico bancario. Nel 730/2026 indica 500 euro con il codice 62. La detrazione spettante è il 26% di 500 euro, cioè 130 euro che verranno sottratti direttamente dall’imposta dovuta. Se avesse versato 20 euro, la detrazione non sarebbe spettata perché sotto la soglia minima di 30 euro.

    Documenti necessari

    • Ricevuta del bonifico bancario o postale con causale ‘erogazione liberale a partito politico’
    • Estratto conto della carta di debito o credito (se il pagamento è avvenuto con carta)
    • Ricevuta rilasciata dal partito beneficiario con indicazione dell’importo e della data
    • Certificazione Unica (codice onere 62, se la donazione è stata comunicata dal datore di lavoro)

    Donazione ordinaria di un sostenitore

    Scenario. Caio è iscritto a un partito politico regolarmente registrato e nel 2025 ha versato 300 euro tramite carta di credito come contributo volontario.

    Come si applica. Caio indica 300 euro nei righi da E8 a E10 del 730/2026 con il codice 62. La donazione supera il minimo di 30 euro e non eccede il massimale di 30.000 euro. Chi gli presta assistenza fiscale calcolerà la detrazione del 26%, pari a 78 euro. L’estratto conto della carta è sufficiente come prova del pagamento tracciabile.

    In pratica

    • Codice da indicare: 62 nei righi da E8 a E10.
    • Detrazione spettante: 26% di 300 euro = 78 euro di imposta in meno.
    • Conservare l’estratto conto della carta o la ricevuta del bonifico.

    Donazione di un candidato alle elezioni

    Scenario. Sempronio è candidato alle elezioni regionali e nel 2025 ha versato 2.000 euro al proprio partito in conformità allo statuto del movimento.

    Come si applica. La norma prevede espressamente che le erogazioni dei candidati e degli eletti, effettuate in conformità a previsioni regolamentari o statutarie del partito, continuino ad essere detraibili al 26%. Sempronio indica 2.000 euro con il codice 62. La detrazione spettante è il 26% di 2.000 euro, cioè 520 euro. Deve però documentare che il versamento rispetta le regole statutarie del partito.

    In pratica

    • Le donazioni dei candidati/eletti rientrano nella stessa agevolazione, se conformi allo statuto.
    • Detrazione: 26% di 2.000 euro = 520 euro.
    • Tenere copia dello statuto o del regolamento che prevede il versamento.

    Quando rivolgersi a un professionista

    La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

    Fonti e approfondimenti

    Domande frequenti

    Quanto si detrae per una donazione a un partito politico?

    Si detrae il 26% dell’importo donato, a condizione che la donazione sia compresa tra 30 e 30.000 euro annui.

    Posso detrarre la quota associativa versata al partito?

    Dipende: solo le erogazioni liberali rientrano nell’agevolazione. Le semplici quote associative ordinarie non sono automaticamente detraibili, salvo che il partito le qualifichi come erogazioni liberali secondo il proprio statuto.

    Il partito deve essere iscritto da subito al registro?

    No. Se il partito si iscrive al registro entro la fine dell’anno fiscale, sono detraibili anche le donazioni fatte prima dell’iscrizione, purché il partito risulti poi regolarmente ammesso ai benefici.

    Cosa succede se pago in contanti?

    Il pagamento in contanti non è ammesso: la norma richiede che le erogazioni siano effettuate con modalità tracciabili (bonifico, carta, assegno) per garantire l’identificazione del donante.

    La detrazione si riduce se ho un reddito alto?

    Sì. Per redditi complessivi superiori a 120.000 euro la detrazione decresce gradualmente fino ad azzerarsi per redditi pari o superiori a 240.000 euro.

  • Art. 38 D.Lgs. 42/2004 – Articolo 38

    Art. 38 D.Lgs. 42/2004 – Articolo 38

    D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 – Codice dei beni culturali e del paesaggio

    1. I beni culturali restaurati o sottoposti ad altri interventi conservativi con il concorso totale o parziale dello Stato nella spesa, o per i quali siano stati concessi contributi in conto interessi, sono resi accessibili al pubblico secondo modalità fissate, caso per caso, da appositi accordi o convenzioni da stipularsi fra il Ministero ed i singoli proprietari all'atto della assunzione dell'onere della spesa ai sensi dell'articolo 34 o della concessione del contributo ai sensi degli articoli 35 e 37 .

    2. Gli accordi e le convenzioni stabiliscono i limiti temporali dell'obbligo di apertura al pubblico, tenendo conto della tipologia degli interventi, del valore artistico e storico degli immobili e dei beni in essi esistenti. Accordi e convenzioni sono trasmessi, a cura del soprintendente, al comune e alla città metropolitana nel cui territorio si trovano gli immobili.

  • Art. 37 D.Lgs. 42/2004 – Contributo in conto interessi

    Art. 37 D.Lgs. 42/2004 – Contributo in conto interessi

    D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 – Codice dei beni culturali e del paesaggio

    1. Il Ministero può concedere contributi in conto interessi sui mutui o altre forme di finanziamento accordati da istituti di credito ai proprietari, possessori o detentori a qualsiasi titolo di beni culturali per la realizzazione degli interventi conservativi autorizzati.

    2. Il contributo è concesso nella misura massima corrispondente agli interessi calcolati ad un tasso annuo di sei punti percentuali sul capitale erogato.

    3. Il contributo è corrisposto direttamente dal Ministero all'istituto di credito secondo modalità da stabilire con convenzioni.

    4. Il contributo di cui al comma 1 può essere concesso anche per interventi conservativi su opere di architettura contemporanea di cui il Ministero abbia riconosciuto, su richiesta del proprietario, il particolare valore artistico. (16) 17

  • Art. 36 D.Lgs. 42/2004 – Erogazione del contributo

    Art. 36 D.Lgs. 42/2004 – Erogazione del contributo

    D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 – Codice dei beni culturali e del paesaggio

    1. Il contributo è concesso dal Ministero a lavori ultimati e collaudati sulla spesa effettivamente sostenuta dal beneficiario.

    2. Possono essere erogati acconti sulla base degli stati di avanzamento dei lavori regolarmente certificati.

    3. Il beneficiario è tenuto alla restituzione degli acconti percepiti se gli interventi non sono stati, in tutto o in parte, regolarmente eseguiti. Per il recupero delle relative somme si provvede nelle forme previste dalla normativa in materia di riscossione coattiva delle entrate patrimoniali dello Stato.

  • Articolo 129 TU Giustizia Tributaria: Norme transitorie e finali

    Art. 129 D.Lgs. 175/2024 – Norme transitorie e finali

    Testo vigente – D.Lgs. 14 novembre 2024, n. 175 (Testo unico della giustizia tributaria) (aggiornato da Normattiva)

    1. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, sentito il Consiglio di presidenza della giustizia tributaria e i consigli nazionali dei professionisti abilitati alla difesa davanti alle corti di giustizia tributaria, sono emanate le norme tecniche per il processo tributario telematico, nonché approvati i modelli per la redazione degli atti processuali e per le deposizioni testimoniali, dei verbali e dei provvedimenti giurisdizionali. Il decreto indica altresì tutte le disposizioni tecnico-operative, anche di fonte regolamentare, adottate anteriormente alla data della sua adozione e che dalla medesima data restano abrogate.

    2. Con il decreto di cui al comma 1
    sono altresì stabilite, nei limiti delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente, le regole tecnico-operative per lo svolgimento da remoto delle udienze e camere di consiglio.

    3. Nei casi eccezionali previsti dalle norme tecniche per il processo tributario telematico, e, fino al momento della loro individuazione, previa autorizzazione espressa del Presidente della corte di giustizia tributaria di primo o di secondo grado ovvero, in corso di causa, del relativo Presidente di sezione, la notificazione, il deposito delle notifiche, degli atti processuali, dei documenti, e dei provvedimenti giurisdizionali e le relative comunicazioni possono essere effettuate con modalità cartacea.

  • Tirocini e borse di studio nel 730/2026: quando si dichiarano

    In sintesi

    • Che reddito è: l’indennità di tirocinio (curriculare o extracurriculare), la borsa lavoro e la borsa di studio tassabile sono somme per fini di studio o di addestramento professionale, quindi redditi assimilati al lavoro dipendente (art. 50, comma 1, lett. c, del TUIR), salvo una norma di esenzione.
    • Dove si scrive nel 730: quadro C, righi da C1 a C3, codice 2 nella colonna 1; ritenute nel rigo C9. Nella Certificazione Unica l’importo è nel punto 1 o 2.
    • Detrazione: è quella per lavoro dipendente, rapportata ai giorni indicati nel rigo C5, colonna 1.
    • Senza CU: se chi paga non è sostituto d’imposta, l’importo si dichiara lo stesso, con i documenti dei pagamenti.
    • Esonero: con solo redditi assimilati fino a 8.500 euro e un periodo di almeno 365 giorni non sei obbligato; il 730 serve comunque a recuperare le ritenute.
    • Figlio a carico: l’indennità di tirocinio conta per il limite di 4.000 euro (fino a 24 anni).

    Tirocinio, stage e borsa lavoro: come sono tassati

    Hai fatto un tirocinio extracurriculare con indennità, uno stage curriculare con un rimborso forfetario, una borsa lavoro o un percorso di inserimento? Per il fisco queste somme sono, di regola, «borse di studio, assegni, premi o sussidi per fini di studio o di addestramento professionale», che l’art. 50, comma 1, lett. c), del TUIR considera redditi assimilati al lavoro dipendente quando chi le riceve non è dipendente di chi le paga. Le istruzioni del 730/2026 ci fanno rientrare espressamente anche le somme corrisposte a chi partecipa a piani di inserimento professionale.

    Il nome non cambia la sostanza: «rimborso spese», «indennità di partecipazione» o «borsa» sono tassati allo stesso modo, salvo che una norma li esenti. L’elenco delle borse esenti (borse regionali per il diritto allo studio, dottorato, specializzazione, Erasmus+) è nella guida su quali borse di studio sono esenti o tassabili.

    Dove si inserisce l’indennità di tirocinio nel 730

    Indennità di tirocinio e borse tassabili nel 730/2026
    Dato Dove si trova Dove va nel 730
    Importo dell’indennità o della borsa CU 2026, punto 1 (tempo indeterminato) o 2 (tempo determinato) Righi da C1 a C3, colonna 3; colonna 1 codice 2
    Giorni CU 2026, punto 6 Rigo C5, colonna 1
    Ritenute IRPEF CU 2026, punto 21 Rigo C9, colonna 1
    Addizionale regionale trattenuta CU 2026, punto 22 Rigo C10

    Per le borse di studio i giorni del rigo C5 sono quelli del periodo di studio per cui la borsa è concessa: per un premio al rendimento la detrazione spetta per l’intero anno, per la frequenza di un corso per il periodo di frequenza obbligatoria (Appendice, «Periodo di lavoro – casi particolari»). Queste somme non vanno nella sezione II del quadro C (righi C6-C8), riservata ad assegni del coniuge, rendite e compensi per pubbliche funzioni.

    Tirocinio senza Certificazione Unica

    Se chi ha pagato non è sostituto d’imposta e non ha rilasciato la CU, l’indennità va comunque dichiarata, se non è esente: si indica l’importo ricevuto nei righi C1-C3 e i giorni nel rigo C5, calcolati comprendendo festivi e riposi e togliendo i giorni senza alcun compenso. Conserva la convenzione di tirocinio e le prove dei pagamenti.

    Devo fare il 730 se ho fatto un tirocinio? Esonero e rimborso

    Le istruzioni del 730/2026 esonerano chi ha solo redditi di lavoro dipendente o assimilati fino a 8.500 euro, con un periodo di lavoro non inferiore a 365 giorni; se il sostituto ha applicato ritenute, il contribuente può recuperarle presentando la dichiarazione. Per periodi più brevi o con più redditi conviene verificare la tabella dei casi di esonero all’inizio delle istruzioni. Anche quando non è obbligatorio, il 730 serve a chi vuole recuperare ritenute o far valere spese detraibili, come l’affitto o le spese mediche. Chi a fine tirocinio non ha più un datore di lavoro può presentare il 730 «senza sostituto»: il rimborso lo paga l’Agenzia delle Entrate.

    Tirocinio e figlio fiscalmente a carico

    L’indennità di tirocinio tassabile entra nel reddito complessivo e quindi nel limite per essere a carico dei genitori: 4.000 euro fino a 24 anni, 2.840,51 euro dopo. Un tirocinio di sei mesi a 800 euro al mese (4.800 euro) basta a superarlo; i genitori non possono più detrarre le spese sostenute per lui come familiare a carico (per esempio mediche o universitarie) e, se ha almeno 21 anni, perdono anche la detrazione per figli a carico.

    Esempio pratico

    • Tizio frequenta un master e riceve da una fondazione privata una borsa di 8.000 euro, senza norma di esenzione. La fondazione è sostituto d’imposta e certifica la somma nella CU 2026. Tizio riporta 8.000 euro in uno dei righi C1-C3 con il codice 2, i giorni del periodo di frequenza obbligatoria nel rigo C5 e le ritenute nel rigo C9. Caio invece riceve una borsa di dottorato universitaria, esente per legge: non deve dichiarare nulla per quella somma.

    Documenti necessari

    • Certificazione Unica 2026 (punti 1 o 2, 6, 21 e 22), se chi paga è sostituto d’imposta
    • Convenzione di tirocinio o lettera di assegnazione della borsa
    • Bando o atto istitutivo, per verificare se esiste una norma di esenzione
    • Estratto conto o ricevute dei pagamenti, se non c’è la CU

    Borsa lavoro da un programma di inserimento

    Scenario. Sempronio ha partecipato nel 2025 a un programma di inserimento lavorativo finanziato da una fondazione bancaria, ricevendo un assegno mensile per un totale di 9.600 euro. La fondazione ha rilasciato la CU 2026 con l’importo nel punto 2.

    Come si applica. Nessuna norma esenta questo assegno: i 9.600 euro sono reddito assimilato al lavoro dipendente. Sempronio li indica in uno dei righi C1-C3 con il codice 2 nella colonna 1, riporta nel rigo C5 i giorni indicati nel punto 6 della CU e le ritenute nel rigo C9. La detrazione è quella per lavoro dipendente, rapportata a quei giorni.

    In pratica

    • Il reddito va nella sezione I del quadro C, non nei righi C6-C8.
    • I giorni li trovi nel punto 6 della CU.
    • Se il soggetto non è sostituto d’imposta, dichiari l’importo ricevuto con i tuoi documenti.

    Tirocinio extracurriculare con indennità

    Scenario. Caio ha svolto un tirocinio extracurriculare di 6 mesi presso un’azienda privata, con un’indennità di 800 euro al mese, per un totale di 4.800 euro. L’azienda ospitante ha rilasciato la CU.

    Come si applica. L’indennità è reddito assimilato al lavoro dipendente. Caio riporta i 4.800 euro in uno dei righi C1-C3 con il codice 2 e i giorni del punto 6 della CU nel rigo C5. Chi presta l’assistenza fiscale calcola l’imposta e la detrazione per lavoro dipendente rapportata ai giorni del tirocinio: se l’azienda ha trattenuto più del dovuto, con il 730 Caio recupera la differenza. Se ha 24 anni o meno e vive con i genitori, quei 4.800 euro lo fanno uscire dal carico fiscale della famiglia.

    In pratica

    • Anche una piccola indennità di tirocinio va dichiarata se non c’è un’esenzione.
    • I tirocini curriculari, inseriti nel piano di studi, spesso non prevedono un’indennità; se c’è, si applicano le stesse regole.
    • Controlla l’effetto sul carico familiare prima di accettare un tirocinio a fine anno.

    Quando rivolgersi a un professionista

    La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

    Fonti e approfondimenti

    Domande frequenti

    Il tirocinio retribuito va dichiarato nel 730?

    Sì, se l’indennità non è esente: è reddito assimilato al lavoro dipendente (art. 50, comma 1, lett. c, del TUIR) e va nei righi da C1 a C3 del 730 con il codice 2. Se è l’unico reddito, fino a 8.500 euro con un periodo di almeno 365 giorni, non sei obbligato a presentare il 730, ma puoi farlo per recuperare le ritenute.

    In quale rigo del 730 va l’indennità di tirocinio o la borsa di studio?

    Nei righi da C1 a C3 (sezione I del quadro C), con il codice 2 in colonna 1 e l’importo del punto 1 o 2 della CU in colonna 3. I giorni vanno nel rigo C5, le ritenute nel rigo C9. Non va nei righi C6-C8.

    Il tirocinio curriculare va dichiarato?

    Se non c’è alcuna indennità non c’è nulla da dichiarare. Se il tirocinio curriculare prevede un’indennità o un rimborso forfetario, si applicano le stesse regole dell’extracurriculare, salvo una norma di esenzione.

    Ho ricevuto l’indennità senza Certificazione Unica: devo dichiararla?

    Sì, se non è esente. Indichi l’importo ricevuto nei righi C1-C3 e calcoli i giorni del rigo C5 sulla base del periodo, conservando la convenzione e le prove dei pagamenti.

    Con il 730 i tirocinanti possono avere un rimborso?

    Sì, se durante il tirocinio sono state trattenute ritenute superiori all’imposta dovuta o se ci sono spese detraibili. Chi non ha più un sostituto d’imposta presenta il 730 senza sostituto e riceve il rimborso dall’Agenzia delle Entrate.

    L’indennità di tirocinio conta per essere figlio a carico?

    Sì. Entra nel reddito complessivo: oltre 4.000 euro (fino a 24 anni) o 2.840,51 euro (dopo) il figlio non è più fiscalmente a carico. Le borse esenti invece non contano.

    La borsa di studio dell’università va dichiarata?

    Dipende dalla norma: borse regionali per il diritto allo studio, borse universitarie di dottorato e specializzazione ed Erasmus+ sono esenti; le borse senza esenzione si dichiarano nel quadro C come redditi assimilati.

    Il compenso per un piano di inserimento professionale è diverso da una borsa?

    No: le istruzioni del 730 lo indicano espressamente tra le somme per fini di studio e addestramento professionale, redditi assimilati al lavoro dipendente. Se non c’è una norma che lo esenta, va dichiarato nel quadro C.

  • Art. 35 D.Lgs. 42/2004 – Intervento finanziario del Ministero

    Art. 35 D.Lgs. 42/2004 – Intervento finanziario del Ministero

    D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 – Codice dei beni culturali e del paesaggio

    1. Il Ministero ha facoltà di concorrere alla spesa sostenuta dal proprietario, possessore o detentore del bene culturale per l'esecuzione degli interventi previsti dall'articolo 31, comma 1, per un ammontare non superiore alla metà della stessa. Se gli interventi sono di particolare rilevanza o riguardano beni in uso o godimento pubblico, il Ministero può concorrere alla spesa fino al suo intero ammontare.

    2. La disposizione del comma 1 si applica anche agli interventi sugli archivi storici previsti dall'articolo 30, comma 4.

    3. Per la determinazione della percentuale del contributo di cui al comma 1 si tiene conto di altri contributi pubblici e di eventuali contributi privati relativamente ai quali siano stati ottenuti benefici fiscali. (16) 17

  • Art. 34 D.Lgs. 42/2004 – Oneri per gli interventi conservativi imposti

    Art. 34 D.Lgs. 42/2004 – Oneri per gli interventi conservativi imposti

    D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 – Codice dei beni culturali e del paesaggio

    1. Gli oneri per gli interventi su beni culturali, imposti o eseguiti direttamente dal Ministero ai sensi dell'articolo 32, sono a carico del proprietario, possessore o detentore. Tuttavia, se gli interventi sono di particolare rilevanza ovvero sono eseguiti su beni in uso o godimento pubblico, il Ministero può concorrere in tutto o in parte alla relativa spesa. In tal caso, determina l'ammontare dell'onere che intende sostenere e ne dà comunicazione all'interessato.

    2. Se le spese degli interventi sono sostenute dal proprietario, possessore o detentore, il Ministero provvede al loro rimborso, anche mediante l'erogazione di acconti ai sensi dell'articolo 36, commi 2 e 3, nei limiti dell'ammontare determinato ai sensi del comma 1.

    3. Per le spese degli interventi sostenute direttamente, il Ministero determina la somma da porre a carico del proprietario, possessore o detentore, e ne cura il recupero nelle forme previste dalla normativa in materia di riscossione coattiva delle entrate patrimoniali dello Stato.

  • Art. 33 D.Lgs. 42/2004 – Procedura di esecuzione degli interventi conservativi imposti

    Art. 33 D.Lgs. 42/2004 – Procedura di esecuzione degli interventi conservativi imposti

    D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 – Codice dei beni culturali e del paesaggio

    1. Ai fini dell'articolo 32 il soprintendente redige una relazione tecnica e dichiara la necessità degli interventi da eseguire.

    2. La relazione tecnica è inviata, insieme alla comunicazione di avvio del procedimento, al proprietario, possessore o detentore del bene, che può far pervenire le sue osservazioni entro trenta giorni dal ricevimento degli atti.

    3. Il soprintendente, se non ritiene necessaria l'esecuzione diretta degli interventi, assegna al proprietario, possessore o detentore un termine per la presentazione del progetto esecutivo delle opere da effettuarsi, conformemente alla relazione tecnica.

    4. Il progetto presentato è approvato dal soprintendente con le eventuali prescrizioni e con la fissazione del termine per l'inizio dei lavori. Per i beni immobili il progetto presentato è trasmesso dalla soprintendenza al comune e alla città metropolitana , che possono esprimere parere motivato entro trenta giorni dalla ricezione della comunicazione.

    5. Se il proprietario, possessore o detentore del bene non adempie all'obbligo di presentazione del progetto, o non provvede a modificarlo secondo le indicazioni del soprintendente nel termine da esso fissato, ovvero se il progetto è respinto, si procede con l'esecuzione diretta.

    6. In caso di urgenza, il soprintendente può adottare immediatamente le misure conservative necessarie.

  • Art. 32 D.Lgs. 42/2004 – Interventi conservativi imposti

    Art. 32 D.Lgs. 42/2004 – Interventi conservativi imposti

    D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 – Codice dei beni culturali e del paesaggio

    1. Il Ministero può imporre al proprietario, possessore o detentore a qualsiasi titolo gli interventi necessari per assicurare la conservazione dei beni culturali, ovvero provvedervi direttamente.

    2. Le disposizioni del comma 1 si applicano anche agli obblighi di cui all'articolo 30, comma 4.

  • Art. 31 D.Lgs. 42/2004 – Interventi conservativi volontari

    Art. 31 D.Lgs. 42/2004 – Interventi conservativi volontari

    D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 – Codice dei beni culturali e del paesaggio

    1. Il restauro e gli altri interventi conservativi su beni culturali ad iniziativa del proprietario, possessore o detentore a qualsiasi titolo sono autorizzati ai sensi dell'articolo 21.

    2. In sede di autorizzazione, il soprintendente si pronuncia, a richiesta dell'interessato, sull'ammissibilità dell'intervento ai contributi statali previsti dagli articoli 35 e 37 e certifica eventualmente il carattere necessario dell'intervento stesso ai fini della concessione delle agevolazioni tributarie previste dalla legge.

    2-bis. L'ammissione dell'intervento autorizzato ai contributi statali previsti dall'articolo 37 è disposta dagli organi del Ministero in base all'ammontare delle risorse disponibili, determinate annualmente con decreto ministeriale, adottato di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze. 34

  • Art. 30 D.Lgs. 42/2004 – Obblighi conservativi

    Art. 30 D.Lgs. 42/2004 – Obblighi conservativi

    D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 – Codice dei beni culturali e del paesaggio

    1. Lo Stato, le regioni, gli altri enti pubblici territoriali nonché ogni altro ente ed istituto pubblico hanno l'obbligo di garantire la sicurezza e la conservazione dei beni culturali di loro appartenenza.

    2. I soggetti indicati al comma 1 e le persone giuridiche private senza fine di lucro , ivi compresi gli enti ecclesiastici civilmente riconosciuti, fissano i beni culturali di loro appartenenza, ad eccezione degli archivi correnti, nel luogo di loro destinazione nel modo indicato dal soprintendente.

    3. I privati proprietari, possessori o detentori di beni culturali sono tenuti a garantirne la conservazione.

    4. I soggetti indicati al comma 1 hanno l'obbligo di conservare i propri archivi nella loro organicità e di ordinarli. I soggetti medesimi hanno altresì l'obbligo di inventariare i propri archivi storici, costituiti dai documenti relativi agli affari esauriti da oltre quaranta anni ed istituiti in sezioni separate. Agli stessi obblighi di conservazione e inventariazione sono assoggettati i proprietari, possessori o detentori, a qualsiasi titolo, di archivi privati per i quali sia intervenuta la dichiarazione di cui all'articolo 13. Copia degli inventari e dei relativi aggiornamenti è inviata alla soprintendenza, nonché al Ministero dell'interno per gli accertamenti di cui all'articolo 125.

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