Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • CCNL Ceramica 2026: livelli di inquadramento, categorie e mansioni

    CCNL Ceramica

    In sintesi

    Il CCNL Ceramica articola i lavoratori in categorie professionali distinte per operai e impiegati. Gli operai sono inquadrati in livelli che vanno dall’operaio comune (livello base) all’operaio specializzato e alla figura di conduzione-impianti. Gli impiegati seguono una scala da esecutivo a direttivo. Il passaggio di livello avviene su maturazione stabile di mansioni superiori ai sensi dell’art. 2103 c.c.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Confindustria Ceramica · Filctem-CGIL · Femca-CISL · Uiltec-UIL
    Ultimo rinnovo
    22 luglio 2024, reso definitivo il 20 settembre 2024 dopo l’approvazione delle assemblee dei lavoratori
    Vigenza
    In vigore fino al 30 giugno 2027. Aumento medio di 205 euro al livello D1 in quattro tranche: 55 euro dal 1° settembre 2024, 40 dal 1° luglio 2025, 50 dal 1° luglio 2026 e 60 dal 1° giugno 2027, più una tantum di 710 euro lordi pagata con la retribuzione di ottobre 2024
    Platea
    25.312 lavoratori in 458 aziende (archivio CNEL, codice B122): piastrelle, refrattari, ceramica sanitaria, stoviglieria, ceramica tecnica, tubi in grès

    Tabella riepilogativa

    Categorie e livelli CCNL Ceramica – Profili tipo indicativi
    Categoria/Livello Area Profilo tipo
    Livello 1 (base) Operai Operaio comune, addetto movimentazione materiali
    Livello 2 Operai Operaio qualificato, addetto linea smaltatura
    Livello 3 Operai Operaio specializzato, conduttore forno tunnel
    Livello 4 Operai/Tecnici Operaio altamente specializzato, capo-squadra reparto
    Impiegato esecutivo Impiegati Addetto data-entry, segreteria d’ordine
    Impiegato d’ordine Impiegati Contabile junior, assistente commerciale
    Impiegato qualificato Impiegati Tecnico di laboratorio, programmatore CAD-CAM
    Impiegato direttivo Impiegati Responsabile produzione, responsabile qualita

    La struttura di inquadramento nel settore ceramico

    Il CCNL Ceramica (piastrelle, materiali refrattari, ceramica sanitaria, stoviglieria, ceramica tecnica) copre le aziende industriali del comparto ceramico, con forte concentrazione nel distretto di Sassuolo-Scandiano (provincia di Modena e Reggio Emilia), uno dei poli ceramici piu importanti al mondo per produzione di piastrelle e sanitari.

    Il sistema di inquadramento distingue nettamente tra la componente operaia – legata ai cicli produttivi, alla conduzione degli impianti e al controllo qualita in linea – e la componente impiegatizia, che include figure tecniche di laboratorio, commerciali e amministrative.

    La contrattazione aziendale integrativa, diffusissima nel distretto, puo elevare i minimi tabellari e definire profili mansionali piu dettagliati rispetto al livello nazionale.

    Operai: dalla movimentazione alla conduzione forni

    Per gli operai il livello piu basso riguarda la movimentazione e le mansioni ausiliarie (scarico materie prime, pallettizzazione). Il livello qualificato comprende gli addetti a linee automatizzate di smaltatura, decorazione digitale e confezionamento.

    Il livello specializzato include i conduttori di forni a tunnel e i tecnici di cabina, figure strategiche per il ciclo continuo. La loro formazione richiede anni di esperienza specifica e la loro reperibilita e limitata.

    Al vertice si trovano i capi-squadra di reparto o i tecnici altamente specializzati che coordinano personale e impianti, con responsabilita di processo su turni.

    Impiegati e quadri tecnici

    La categoria impiegatizia nel settore ceramico e caratterizzata da una forte presenza di tecnici di laboratorio (analisi chimiche degli impasti, controllo parametri di cottura, test di resistenza meccanica e assorbimento) e di programmatori CAD-CAM per la decorazione digitale delle superfici.

    I livelli direttivi comprendono responsabili di produzione, responsabili qualita e responsabili di reparto forni, figure che rispondono alla direzione di stabilimento e che spesso sono inclusi nei percorsi aziendali di formazione continua.

    I Quadri – ove previsti dalla contrattazione aziendale – corrispondono a funzioni di rilevante importanza a carattere continuativo e godono di tutele specifiche (assicurazione professionale, accesso a fondi previdenza complementare aggiuntivi).

    Passaggi di categoria e art. 2103 c.c.

    Il passaggio di livello avviene per maturazione stabile di mansioni superiori, ai sensi dell’art. 2103 c.c. come novellato dal D.Lgs. 81/2015 (Jobs Act). La norma consente il demansionamento solo nei casi tassativamente previsti (ristrutturazione documentata, accordo individuale).

    Il CCNL puo prevedere periodi minimi di permanenza nel livello superiore prima del riconoscimento definitivo. Ai sensi dell’art. 2103, settimo comma, c.c., l’assegnazione a mansioni superiori diviene definitiva, salvo diversa volontà del lavoratore, dopo il periodo fissato dai contratti collettivi o, in mancanza, dopo sei mesi continuativi, se non ha avuto luogo per ragioni sostitutive di altro lavoratore in servizio.

    Casi pratici

    Tizio – Conduttore forno richiede upgrade a livello specializzato
    Tizio e operaio qualificato (livello 2) e da sei mesi conduce autonomamente il forno tunnel del reparto cottura, senza sostituire alcun altro lavoratore. Maturando stabilmente mansioni di livello superiore, chiede il riconoscimento formale al livello 3 (operaio specializzato). L’azienda, previa verifica della continuita, procede all’upgrade con il relativo aumento tabellare.
    Caia – Tecnica di laboratorio con progressione a impiegata qualificata
    Caia e impiegata d’ordine addetta all’assistenza al laboratorio chimico. Dopo due anni esegue autonomamente analisi sugli impasti ceramici e redige rapporti tecnici. Su accordo con la direzione, viene reinquadrata come impiegata qualificata. L’aumento di livello comporta un incremento del minimo tabellare di circa 130-150 euro mensili lordi.
    Sempronio – Capo-squadra senza riconoscimento formale
    Sempronio (livello 3) coordina di fatto la squadra del turno di notte da diciotto mesi, assegnando compiti e gestendo le anomalie di impianto. Non ha pero il riconoscimento formale di capo-squadra di livello 4. Acquisisce il diritto all’inquadramento superiore ai sensi dell’art. 2103 c.c. e, dopo segnalazione all’ufficio del personale, ottiene il passaggio con effetto retroattivo.

    Domande frequenti

    Quanti livelli ha il CCNL Ceramica?
    Il contratto articola gli operai in livelli da base a specializzato (4 livelli principali) e gli impiegati da esecutivo a direttivo. La contrattazione aziendale puo prevedere ulteriori gradi intermedi.
    Chi applica il CCNL Ceramica?
    Le aziende industriali del settore ceramico, delle piastrelle, dei sanitari, della stoviglieria, dei materiali refrattari e della ceramica tecnica, associate a Confindustria Ceramica.
    Quando si ha diritto al passaggio di livello?
    Dopo il periodo fissato dai contratti collettivi o, in mancanza, dopo sei mesi continuativi di mansioni del livello superiore (art. 2103 c.c.), salvo che l’assegnazione abbia avuto luogo per ragioni sostitutive di altro lavoratore in servizio.
    Cosa distingue un operaio specializzato da un qualificato?
    L’operaio specializzato padroneggia competenze tecnico-pratiche complesse (es. conduzione forni, regolazione parametri di cottura) che richiedono formazione specifica e autonomia decisionale in caso di anomalia di impianto.
    I Quadri sono previsti nel CCNL Ceramica?
    Si, per le figure con funzioni di rilevante importanza a carattere continuativo. Le tutele specifiche (assicurazione professionale, previdenza integrativa) sono definite in sede aziendale o nel contratto integrativo di distretto.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi tabellari per livello, preavviso, dimissioni e licenziamento, ferie, permessi, ex-festivita e ROL, maternita, paternita e congedi parentali, scatti di anzianita, tredicesima e mensilita aggiuntive e malattia, infortunio e periodo di comporto.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Ceramica. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • CNLG 2026: previdenza, INPGI confluito in INPS e assistenza sanitaria Casagit

    CCNL Giornalisti

    In sintesi

    Dal 1° luglio 2022 l’INPGI (Istituto Nazionale di Previdenza dei Giornalisti Italiani) e confluito nell’INPS per la gestione sostitutiva. I giornalisti dipendenti sono ora iscritti alla gestione INPS come i lavoratori dipendenti ordinari. Rimane operativa la Casagit per l’assistenza sanitaria integrativa e il fondo di previdenza complementare di settore.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    FIEG (Federazione Italiana Editori Giornali) · FNSI (Federazione Nazionale Stampa Italiana)
    Ultimo rinnovo
    CNLG 2013-2016, firmato il 24 giugno 2014; non più rinnovato
    Vigenza
    Scaduto il 31 marzo 2016 e applicato in attesa del rinnovo
    Platea
    ~15.000 giornalisti dipendenti (professionisti e pubblicisti) di quotidiani, periodici, agenzie, testate online, emittenti radio-tv

    Tabella riepilogativa

    Sistema previdenziale e assistenziale dei giornalisti dipendenti – 2026
    Ente / Istituto Funzione Stato 2026
    INPS (ex INPGI gestione sostitutiva) Pensione obbligatoria, malattia, maternita, NASPI Operativo dal 1° luglio 2022; aliquote INPS ordinarie
    INPGI gestione separata Previdenza dei giornalisti autonomi/pubblicisti non dipendenti Ancora operativa per la componente autonoma
    Casagit Salute Assistenza sanitaria integrativa (rimborso cure, visite, ricoveri) Operativa; finanziata da contributo editore + giornalista
    Fondo previdenza complementare Pensione integrativa di settore Disponibile; alimentato da TFR + contributo volontario
    Contratto assicurativo INAIL Infortuni sul lavoro e malattie professionali Ora gestito tramite INPS per i dipendenti ex-INPGI

    La confluenza INPGI-INPS del 2022: cosa e cambiato

    La L. 234/2021 (legge di bilancio 2022) ha disposto la confluenza della gestione sostitutiva INPGI nell’INPS a partire dal 1° luglio 2022. Da quella data, i giornalisti dipendenti iscritti alla ex gestione sostitutiva INPGI sono stati trasferiti all’INPS come qualsiasi lavoratore dipendente del settore privato.

    Le conseguenze principali: (1) le aliquote contributive sono ora quelle INPS ordinarie (33% ripartite tra datore e dipendente); (2) la pensione e calcolata con le regole INPS (sistema contributivo o misto); (3) malattia, maternita e NASPI sono gestite direttamente dall’INPS. Le anzianita contributive maturate presso l’INPGI sono state integralmente trasferite e riconosciute dall’INPS.

    Casagit: l'assistenza sanitaria integrativa dei giornalisti

    La Casagit Salute e la cassa di assistenza sanitaria integrativa dei giornalisti, operativa da decenni. E finanziata da contributi congiunti dell’editore e del giornalista dipendente, definiti dal CNLG e dagli accordi attuativi. La Casagit rimborsa, entro massimali definiti, spese per: visite specialistiche, ricoveri ospedalieri, esami diagnostici, odontoiatria, fisioterapia, protesi.

    L’iscrizione alla Casagit e obbligatoria per i giornalisti dipendenti coperti dal CNLG. Il contributo dell’editore e parte integrante del costo del lavoro, ma non comparisce nella busta paga come voce retributiva diretta.

    Previdenza complementare: fondo di settore e scelte individuali

    I giornalisti dipendenti possono alimentare la previdenza complementare con quote di TFR e/o contributi volontari. Il settore ha un fondo di riferimento negoziato da FIEG e FNSI; in alternativa i giornalisti possono aderire a fondi pensione aperti o PIP (Piani Individuali Pensionistici). Con la confluenza INPGI-INPS, la previdenza complementare ha acquisito maggiore rilevanza per i giornalisti, poiche la pensione INPS tendenzialmente sostituisce una quota del reddito inferiore rispetto al passato INPGI.

    Casi pratici

    Tizio – Pensione con anzianita maturata in parte all’INPGI
    Tizio ha lavorato dal 2000 al 2022 con contributi all’INPGI e dal 2022 al 2030 con contributi all’INPS. Il calcolo della pensione unifica le due anzianita: i periodi INPGI sono stati trasferiti all’INPS e valorizzati con le regole del sistema contributivo. Tizio riceverà una pensione INPS calcolata sull’intera carriera, con rivalutazione dei contributi versati secondo il tasso di crescita del PIL.
    Caia – Casagit e rimborso spese dentistiche
    Caia si sottopone a cure ortodontiche per 2.000 euro. La Casagit rimborsa, entro i massimali del piano assistenziale, una quota delle spese odontoiatriche documentate. Caia presenta la documentazione al portale Casagit entro i termini previsti e ottiene un rimborso parziale secondo la tabella dei massimali vigente.
    Sempronio – TFR al fondo pensione complementare di settore
    Sempronio ha conferito il TFR annuo al fondo pensione complementare di settore sin dal 2007. Il fondo gestisce un comparto bilanciato e un comparto obbligazionario. Sempronio sta per compiere 65 anni: puo richiedere la prestazione pensionistica complementare in forma di rendita (o in parte come capitale, fino al 50% del montante) per integrare la pensione INPS.

    Domande frequenti

    I giornalisti dipendenti vanno ancora all'INPGI?
    No: dal 1° luglio 2022 la gestione sostitutiva INPGI e confluita nell’INPS. I giornalisti dipendenti sono ora iscritti all’INPS come qualsiasi lavoratore del settore privato.
    Cosa rimane dell'INPGI?
    La gestione separata INPGI rimane operativa per i giornalisti autonomi e i pubblicisti non dipendenti che non rientrano nella gestione sostitutiva. Questa componente non e confluita nell’INPS nel 2022.
    La Casagit e obbligatoria?
    Si per i giornalisti dipendenti coperti dal CNLG: l’iscrizione e automatica e il contributo e a carico congiunto dell’editore e del giornalista.
    Cosa rimborsa la Casagit?
    Visite specialistiche, ricoveri ospedalieri, esami diagnostici, odontoiatria, fisioterapia, protesi, entro i massimali del piano assistenziale in vigore. I massimali sono periodicamente aggiornati dalla Casagit.
    La pensione INPS del giornalista tiene conto dei contributi versati all'INPGI?
    Si: le anzianita contributive maturate presso l’INPGI fino al 30 giugno 2022 sono state integralmente trasferite all’INPS e valorizzate nel calcolo pensionistico.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi mensili per qualifica e anzianita, preavviso, dimissioni e licenziamento del giornalista dipendente, ferie, permessi retribuiti e festivita del giornalista dipendente, maternita, paternita e congedi parentali del giornalista dipendente, malattia, infortunio e periodo di comporto del giornalista dipendente e TFR e indennita di fine rapporto del giornalista dipendente.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Giornalisti. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • CNLG 2026: scatti di anzianita e mensilita aggiuntive del giornalista dipendente

    CCNL Giornalisti

    In sintesi

    Il CNLG FIEG-FNSI, firmato il 24 giugno 2014 per il 2013-2016 e non più rinnovato, prevede aumenti periodici di anzianità pari al 6% del minimo di categoria più contingenza, fino a 15 (i primi tre ogni due anni, poi ogni tre: art. 13), la tredicesima a dicembre (30/26 della retribuzione mensile, art. 15) e, al 30 giugno, l’indennità redazionale con tetti per qualifica (art. 16). Premi aziendali e quote variabili nascono da accordi con il comitato di redazione.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    FIEG (Federazione Italiana Editori Giornali) · FNSI (Federazione Nazionale Stampa Italiana)
    Ultimo rinnovo
    CNLG 2013-2016, firmato il 24 giugno 2014; non più rinnovato
    Vigenza
    Scaduto il 31 marzo 2016 e applicato in attesa del rinnovo
    Platea
    ~15.000 giornalisti dipendenti (professionisti e pubblicisti) di quotidiani, periodici, agenzie, testate online, emittenti radio-tv

    Tabella riepilogativa

    Scatti e mensilita aggiuntive CNLG – riepilogo
    Istituto Importo / Frequenza Fonte
    Aumento periodico di anzianità (art. 13) 6% del minimo di categoria più contingenza, fino a 15: i primi tre ogni due anni, poi ogni tre CNLG; dal redattore con oltre 30 mesi di anzianità professionale
    Tredicesima mensilità (art. 15) 30/26 della retribuzione mensile, a dicembre; dodicesimi per i nuovi assunti CNLG
    Indennità redazionale (art. 16) Retribuzione mensile con tetto per qualifica da 567,07 € a 1.154,28 €, più un’aggiunta di pari importo CNLG; al 30 giugno
    Premio aziendale / MBO Variabile; definito da accordo con comitato di redazione Accordo aziendale; non obbligatorio
    Indennità di sede (grandi città) Variabile; definita da accordo aziendale Accordo aziendale; non universale

    Aumenti periodici di anzianità: automatismi e base di calcolo

    Dal redattore con oltre 30 mesi di anzianità professionale in su il giornalista ha diritto, indipendentemente dagli aumenti di merito, a un massimo di 15 aumenti periodici (art. 13 del CNLG FIEG-FNSI 2013-2016). Ciascuno vale il 6% del minimo di stipendio della categoria più la contingenza in vigore quando matura. I primi tre maturano ogni due anni di anzianità nella stessa azienda, i successivi ogni tre. Non serve una richiesta né una valutazione del direttore. Il mancato riconoscimento è un inadempimento che si può far valere davanti al giudice del lavoro.

    La tredicesima: calcolo proporzionale e pagamento

    La tredicesima mensilità si paga a dicembre ed è pari a 30/26 della retribuzione mensile, compresi i compensi fissi percepiti da oltre sei mesi consecutivi (art. 15). I nuovi assunti che hanno superato la prova hanno diritto a tanti dodicesimi quanti sono i mesi dalla data di assunzione al 31 dicembre. Al 30 giugno si aggiunge l’indennità redazionale, pari alla retribuzione mensile con un tetto per qualifica, più un’aggiunta di pari importo (art. 16).

    La tredicesima entra nella base di calcolo del TFR (viene inclusa nella retribuzione utile annua) e nella base di calcolo dei ratei di ferie e permessi.

    Premi aziendali e retribuzione variabile

    Molte grandi testate – specie i quotidiani nazionali e le agenzie di stampa – riconoscono ai giornalisti premi aziendali o MBO (Management by Objectives) legati a indicatori di performance redazionale (traffico web, scoop editoriali, progetti speciali). Questi premi sono definiti da accordi aziendali negoziati con il comitato di redazione e il FNSI.

    I premi aziendali non sono obbligatori contrattualmente, ma una volta istituiti e riconosciuti per piu anni possono acquisire il carattere di uso aziendale, rendendo piu difficile la loro soppressione unilaterale.

    Casi pratici

    Tizio – Aumenti periodici dopo 14 anni
    Tizio è redattore con oltre 30 mesi di anzianità professionale e lavora da 14 anni nella stessa testata. Primi tre aumenti: dopo 2, 4 e 6 anni. Dal quarto la cadenza è triennale: dopo 9 e 12 anni maturano il quarto e il quinto. Ne ha quindi 5 (3 + 2); ciascuno vale il 6% del minimo di categoria più contingenza in vigore quando è maturato (art. 13). Il minimo di categoria non è nel testo aperto che abbiamo consultato, quindi non indichiamo la cifra in euro.
    Caia – Tredicesima in caso di assunzione a metà anno
    Caia, superata la prova, è assunta il 1° luglio 2026 con una retribuzione mensile di 2.800 euro lordi. Tredicesima intera: 2.800 × 30 ÷ 26 = 3.230,77 euro. Per i mesi dall’assunzione al 31 dicembre (6) spettano 6/12: 3.230,77 × 6 ÷ 12 = 1.615,38 euro lordi (art. 15). Il 30 giugno 2027 maturerà anche l’indennità redazionale (art. 16).
    Sempronio – Premio aziendale come uso aziendale
    Il periodico di Sempronio ha corrisposto per 5 anni consecutivi un premio aziendale natalizio di 1.500 euro. Nell’anno 6 l’editore decide di non erogarlo per motivi economici. Sempronio, con il supporto del FNSI, eccepisce che la prassi consolidata costituisce uso aziendale. Il giudice del lavoro potrebbe riconoscere il diritto al premio come voce retributiva acquisita.

    Domande frequenti

    Quanti aumenti periodici di anzianità ha un giornalista?
    Fino a 15 (art. 13 del CNLG): i primi tre ogni due anni, i successivi ogni tre. Ciascuno vale il 6% del minimo di categoria più la contingenza.
    La tredicesima è dovuta anche in caso di dimissioni?
    Sì, in dodicesimi: tanti quanti sono i mesi di servizio nell’anno (art. 15). Viene liquidata alla cessazione del rapporto.
    E prevista la quattordicesima nel CNLG?
    No, non e prevista in via generale dal CNLG. Solo alcune testate la riconoscono per accordo aziendale interno.
    Un premio aziendale puo diventare fisso?
    Se corrisposto stabilmente per piu anni con carattere di generalita e automaticita, il premio puo acquisire il carattere di uso aziendale e non puo essere soppresso unilateralmente dall’editore senza accordo sindacale.
    Gli aumenti di anzianità entrano nel calcolo del TFR?
    Fanno parte della retribuzione mensile e, in quanto continuativi, rientrano di regola nella base del TFR; l’incidenza esatta è nella scheda sul TFR del giornalista.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi mensili per qualifica e anzianita, preavviso, dimissioni e licenziamento del giornalista dipendente, ferie, permessi retribuiti e festivita del giornalista dipendente, maternita, paternita e congedi parentali del giornalista dipendente, malattia, infortunio e periodo di comporto del giornalista dipendente e TFR e indennita di fine rapporto del giornalista dipendente.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Giornalisti. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • CNLG 2026: praticantato, accesso alla professione giornalistica e tipologie contrattuali

    CCNL Giornalisti

    In sintesi

    Il praticantato giornalistico di 18 mesi e il principale canale di accesso all’albo dei professionisti. Il CNLG disciplina anche il contratto a termine per sostituzioni e picchi editoriali, il co.co.co. giornalistico (con soglie di reddito oltre le quali scatta l’obbligo di assunzione) e la possibilita di apprendistato professionalizzante in alcune realta editoriali.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    FIEG (Federazione Italiana Editori Giornali) · FNSI (Federazione Nazionale Stampa Italiana)
    Ultimo rinnovo
    CNLG 2013-2016, firmato il 24 giugno 2014; non più rinnovato
    Vigenza
    Scaduto il 31 marzo 2016 e applicato in attesa del rinnovo
    Platea
    ~15.000 giornalisti dipendenti (professionisti e pubblicisti) di quotidiani, periodici, agenzie, testate online, emittenti radio-tv

    Tabella riepilogativa

    Tipologie contrattuali dei giornalisti – quadro sintetico
    Tipologia Disciplina Note principali
    Praticantato (contratto tipico) 18 mesi; CNLG art. 33 e L. 69/1963 Minimo ~1.900 €/mese; accesso esame di Stato OdG
    Contratto a tempo indeterminato Forma ordinaria dopo esame di Stato Piena applicazione CNLG; redattore con anzianita
    Contratto a termine D.Lgs. 81/2015; limiti 24 mesi + proroghe Causali redazionali specifiche; stessa retribuzione del TD
    Co.co.co. giornalistico Art. 2 D.Lgs. 81/2015 + accordi FIEG/FNSI Soglie di reddito e di collaborazione oltre le quali scatta obbligo di assunzione
    Apprendistato professionalizzante D.Lgs. 81/2015 art. 44; max 3 anni Poco diffuso; possibile in alcune testate locali
    Contratto a progetto (abrogato) Abrogato dal D.Lgs. 81/2015 Residui co.co.co. regolati dall’art. 2 D.Lgs. 81/2015

    Il praticantato: l'unica via ordinaria alla professione

    Il praticantato giornalistico di 18 mesi e disciplinato dall’art. 33 della L. 69/1963 e dal CNLG. Puo svolgersi presso: testate registrate con redazione di almeno 6 professionisti, agenzie di stampa, emittenti radio-tv, testate online riconosciute, scuole di giornalismo riconosciute dall’OdG (Ordine dei Giornalisti).

    Al termine, il praticante sostiene l’esame di Stato davanti a una commissione mista. Il superamento consente l’iscrizione all’albo dei professionisti e l’acquisizione della qualifica contrattuale di redattore. L’accesso via scuola di giornalismo e sempre piu diffuso, poiche garantisce formazione strutturata e spesso una migliore preparazione all’esame.

    Il contratto a termine in editoria

    Gli editori possono assumere giornalisti con contratto a tempo determinato per esigenze temporanee documentate: sostituzione di redattori assenti, picchi editoriali stagionali, progetti speciali (elezioni, eventi, supplementi). Il CNLG non deroga alle regole generali del D.Lgs. 81/2015: durata massima 24 mesi (proroghe incluse), stessa retribuzione del tempo indeterminato, periodo di comporto proporzionale all’anzianita.

    Co.co.co. giornalistico e obbligo di assunzione

    Il collaboratore coordinato e continuativo (co.co.co.) giornalistico e una figura ibrida diffusissima nel settore, specie nelle testate locali, online e nei periodici. L’art. 2 del D.Lgs. 81/2015 prevede che, in presenza di determinati requisiti (etero-organizzazione, continuita, superamento di soglie di reddito o di volume di collaborazioni), il rapporto sia ricondotto al lavoro subordinato con piena applicazione del CNLG.

    Gli accordi FIEG/FNSI definiscono soglie specifiche per il settore: il superamento comporta l’obbligo dell’editore di procedere all’assunzione con contratto subordinato.

    Casi pratici

    Tizio – Praticante in una scuola di giornalismo riconosciuta
    Tizio si iscrive a una scuola di giornalismo biennale riconosciuta dall’OdG. I 18 mesi di praticantato si svolgono in parte in aula e in parte in redazioni convenzionate. Al termine supera l’esame di Stato e viene assunto da una testata online a tempo indeterminato come redattore a zero anni di anzianita, con minimo tabellare di circa 2.600 euro lordi mensili.
    Caia – Co.co.co. oltre la soglia e obbligo di assunzione
    Caia collabora con un settimanale da 3 anni, invia mediamente 15 articoli al mese e percepisce 2.200 euro mensili dall’editore. L’accordo FIEG/FNSI prevede che, oltre determinate soglie di collaborazione continuativa e di reddito, il rapporto si presuma subordinato. Caia, con l’assistenza del sindacato FNSI, ottiene il riconoscimento della subordinazione e l’assunzione a tempo indeterminato con il CNLG.
    Sempronio – Contratto a termine non prorogabile
    Sempronio e assunto a tempo determinato per 18 mesi per coprire la redazione economia durante un ampliamento editoriale. Alla scadenza l’editore vorrebbe prorogare ulteriormente, ma i 18 mesi gia consumati piu eventuali proroghe non possono superare i 24 mesi totali senza convertire il rapporto in tempo indeterminato (o senza causale giustificativa ai sensi del D.Lgs. 81/2015).

    Domande frequenti

    Dove si puo svolgere il praticantato giornalistico?
    Presso testate registrate con almeno 6 professionisti in redazione, agenzie di stampa, emittenti radio-tv, testate online riconosciute, scuole di giornalismo riconosciute dall’OdG.
    Un co.co.co. giornalistico puo chiedere di essere assunto?
    Si, se supera le soglie di continuita e di reddito previste dagli accordi FIEG/FNSI e/o dall’art. 2 D.Lgs. 81/2015 in termini di etero-organizzazione. Il FNSI assiste i collaboratori in queste vertenze.
    Il contratto a termine del giornalista paga lo stesso stipendio del tempo indeterminato?
    Si: il CNLG impone la stessa retribuzione tabellare sia per i contratti a termine che per quelli a tempo indeterminato. Non sono ammesse retribuzioni ridotte per i rapporti temporanei.
    E possibile l'apprendistato giornalistico?
    Si, e previsto dal D.Lgs. 81/2015 come apprendistato professionalizzante (max 3 anni), ma e poco diffuso nel settore. La via ordinaria resta il praticantato ex L. 69/1963.
    Esiste ancora il contratto a progetto per i giornalisti?
    No: il contratto a progetto e stato abrogato dal D.Lgs. 81/2015 (Jobs Act). I residui co.co.co. giornalistici sono regolati dall’art. 2 D.Lgs. 81/2015 che prevede la riconduzione alla subordinazione in presenza di etero-organizzazione.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi mensili per qualifica e anzianita, preavviso, dimissioni e licenziamento del giornalista dipendente, ferie, permessi retribuiti e festivita del giornalista dipendente, maternita, paternita e congedi parentali del giornalista dipendente, malattia, infortunio e periodo di comporto del giornalista dipendente e TFR e indennita di fine rapporto del giornalista dipendente.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Giornalisti. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • CNLG 2026: maternita, paternita e congedi parentali del giornalista dipendente

    CCNL Giornalisti

    In sintesi

    Il CNLG recepisce e integra il D.Lgs. 151/2001 (Testo Unico maternita/paternita) e le modifiche introdotte dal D.Lgs. 105/2022 (congedo paternita obbligatorio a 10 giorni). La giornalista madre ha diritto al congedo obbligatorio di 5 mesi con integrazione contrattuale. Il padre ha 10 giorni obbligatori e puo fruire del congedo parentale al 80% nei primi 3 mesi.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    FIEG (Federazione Italiana Editori Giornali) · FNSI (Federazione Nazionale Stampa Italiana)
    Ultimo rinnovo
    CNLG 2013-2016, firmato il 24 giugno 2014; non più rinnovato
    Vigenza
    Scaduto il 31 marzo 2016 e applicato in attesa del rinnovo
    Platea
    ~15.000 giornalisti dipendenti (professionisti e pubblicisti) di quotidiani, periodici, agenzie, testate online, emittenti radio-tv

    Tabella riepilogativa

    Maternita, paternita e congedi CNLG – quadro sintetico 2026
    Istituto Durata Retribuzione / Integrazione
    Congedo di maternita obbligatorio 5 mesi (2 ante + 3 post parto; flessibile) INPS 80% + integrazione contrattuale al 100%
    Congedo di paternita obbligatorio 10 giorni lavorativi (D.Lgs. 105/2022) INPS 100% della retribuzione giornaliera
    Congedo parentale facoltativo (madre o padre) Fino a 6 mesi ciascuno (12 complessivi, entro i 14 anni del figlio) Primi 3 mesi: 80% INPS (D.Lgs. 105/2022); mesi successivi: 30%
    Riposi giornalieri per allattamento 2 ore/giorno (1 ora se orario < 6 ore) fino al 1° anno di vita Retribuiti al 100% dall’INPS
    Congedo per malattia del figlio Illimitato fino a 3 anni; 10 gg lavorativi/anno da 3 a 14 anni Non retribuito (possibile integrazione da accordo aziendale)
    Divieto di licenziamento Dalla gestazione fino al 1° anno di vita del figlio Norme imperative; violazione = nullita del licenziamento

    Congedo di maternita: 5 mesi con integrazione al 100%

    La giornalista madre ha diritto al congedo obbligatorio di maternita di 5 mesi (normalmente 2 mesi prima del parto e 3 dopo, con possibilita di posticipare l’astensione pre-parto a 1 mese mantenendo i restanti post-parto). Durante il congedo, l’INPS eroga l’80% della retribuzione; il CNLG prevede l’integrazione contrattuale fino al 100%, a carico dell’editore.

    Il divieto di licenziamento si estende dalla gestazione fino al compimento del primo anno di vita del figlio.

    Congedo di paternita: 10 giorni obbligatori

    Il D.Lgs. 105/2022 ha portato a 10 giorni lavorativi il congedo obbligatorio di paternita (era 1 giorno fino al 2019). I 10 giorni devono essere fruiti da 2 mesi prima a 5 mesi dopo il parto e sono retribuiti al 100% dall’INPS.

    Congedo parentale facoltativo e novita D.Lgs. 105/2022

    Il congedo parentale facoltativo spetta a ciascun genitore per un massimo di 6 mesi (12 complessivi, non cedibili). Il D.Lgs. 105/2022 ha aumentato l’indennita per i primi 3 mesi di congedo parentale fruiti entro i 6 anni del figlio all’80% della retribuzione (rispetto al precedente 30%). Dal 4° mese in poi l’indennita scende al 30%. Il CNLG puo prevedere integrazioni aggiuntive per accordo aziendale.

    Casi pratici

    Tizio – Congedo di paternita obbligatorio
    Tizio e un redattore il cui figlio nasce il 10 marzo 2026. Ha diritto a 10 giorni lavorativi di congedo obbligatorio di paternita entro il 10 agosto 2026. I 10 giorni sono retribuiti al 100% dall’INPS e non incidono sulle ferie. Tizio puo frazionarli, ma deve comunicarli preventivamente all’editore.
    Caia – Congedo di maternita flessibile
    Caia e una caposervizio incinta. Opta per il congedo flessibile: si astiene dal lavoro solo 1 mese prima del parto e fruisce dei restanti 4 mesi dopo. Durante i 5 mesi riceve dall’INPS l’80% della retribuzione; l’editore integra al 100% come previsto dal CNLG. Il suo ruolo di caposervizio e tutelato: al rientro riprende le stesse funzioni.
    Sempronio – Congedo parentale al 80% nei primi 3 mesi
    Sempronio vuole stare con il figlio di 4 mesi per 3 mesi. Con il D.Lgs. 105/2022, i 3 mesi di congedo parentale fruiti entro i 6 anni del figlio sono retribuiti all’80% dalla retribuzione media (non dalla retribuzione piena). Se l’accordo aziendale del suo periodico prevede integrazione, Sempronio riceve una quota aggiuntiva.

    Domande frequenti

    Quanto dura il congedo di maternita obbligatorio?
    5 mesi: normalmente 2 mesi prima del parto e 3 mesi dopo. Con l’opzione flessibile (in assenza di rischi per la salute) si puo posticipare a 1 mese pre-parto e 4 mesi post-parto.
    Quanti giorni di paternita spettano al giornalista padre?
    10 giorni lavorativi obbligatori (D.Lgs. 105/2022), da fruire da 2 mesi prima a 5 mesi dopo il parto, retribuiti al 100% dall’INPS.
    Il CNLG integra il congedo di maternita al 100%?
    Si: durante il congedo obbligatorio di maternita, l’INPS eroga l’80% e l’editore integra la differenza fino al 100% della retribuzione contrattuale.
    Cosa cambia con il D.Lgs. 105/2022 per il congedo parentale?
    I primi 3 mesi di congedo parentale fruiti entro i 6 anni del figlio sono stati portati all’80% della retribuzione (prima erano al 30%). Dal 4° mese e per i mesi successivi l’indennita rimane al 30%.
    Una giornalista puo essere licenziata durante la gravidanza?
    No: il divieto di licenziamento e assoluto dalla gestazione fino al compimento del primo anno di vita del figlio. Il licenziamento in violazione di questo divieto e nullo.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi mensili per qualifica e anzianita, preavviso, dimissioni e licenziamento del giornalista dipendente, ferie, permessi retribuiti e festivita del giornalista dipendente, malattia, infortunio e periodo di comporto del giornalista dipendente, TFR e indennita di fine rapporto del giornalista dipendente e orario di lavoro, riposi settimanali e lavoro festivo del giornalista.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Giornalisti. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • CNLG 2026: malattia, infortunio e periodo di comporto del giornalista dipendente

    CCNL Giornalisti

    In sintesi

    Il CNLG garantisce al giornalista dipendente la conservazione del posto durante la malattia per un periodo di comporto di 18 mesi nel triennio, con retribuzione integrata al 100% per i primi mesi. In caso di infortunio sul lavoro si applica la normativa INAIL con integrazione contrattuale. Il superamento del comporto legittima il licenziamento.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    FIEG (Federazione Italiana Editori Giornali) · FNSI (Federazione Nazionale Stampa Italiana)
    Ultimo rinnovo
    CNLG 2013-2016, firmato il 24 giugno 2014; non più rinnovato
    Vigenza
    Scaduto il 31 marzo 2016 e applicato in attesa del rinnovo
    Platea
    ~15.000 giornalisti dipendenti (professionisti e pubblicisti) di quotidiani, periodici, agenzie, testate online, emittenti radio-tv

    Tabella riepilogativa

    Malattia e comporto CNLG – principali regole
    Fattispecie Disciplina
    Periodo di comporto (conservazione posto) 18 mesi complessivi nel triennio per malattia non professionale
    Integrazione retributiva (primi 3 mesi) 100% della retribuzione (intero stipendio contrattuale)
    Integrazione retributiva (dal 4° al 9° mese) 100% per i primi 6 mesi; riduzione contrattuale oltre
    Ricovero ospedaliero Trattamento invariato durante il ricovero; puo sospendere il decorso del comporto per accordo aziendale
    Infortunio sul lavoro INAIL + integrazione contrattuale al 100% per l’intera durata della prognosi
    Malattia professionale Come infortunio: INAIL + integrazione contrattuale; comporto non applicabile
    Superamento comporto Legittima il licenziamento per giustificato motivo oggettivo; obbligo di preavviso

    Il periodo di comporto: 18 mesi nel triennio

    Il CNLG fissa il periodo di comporto – ovvero il periodo massimo durante il quale il giornalista puo assentarsi per malattia con diritto alla conservazione del posto – in 18 mesi nell’arco di un triennio. Questo periodo e tra i piu generosi del panorama contrattuale italiano, a riflesso della natura intellettuale della professione e della sua storia sindacale.

    Il computo del triennio e mobile: si guarda ai 36 mesi precedenti l’ultima assenza per verificare se sia stato superato il limite cumulativo.

    Integrazione della retribuzione durante la malattia

    Durante la malattia, l’INPS eroga l’indennita di malattia (pari al 50-66% della retribuzione base) a partire dal 4° giorno. Il CNLG prevede che l’editore integri la retribuzione fino al 100% del trattamento contrattuale per i primi periodi di assenza. L’integrazione riduce progressivamente per le assenze di lunga durata, secondo le modalita puntualmente definite dal contratto collettivo.

    Infortunio sul lavoro e malattia professionale

    In caso di infortunio sul lavoro o malattia professionale, si applica la copertura INAIL (che nel caso dei giornalisti opera attraverso INPS a seguito della confluenza INPGI). Il CNLG prevede l’integrazione contrattuale fino al 100% della retribuzione per tutta la durata della prognosi. Il periodo di assenza per infortunio non e computato nel comporto per malattia comune.

    Casi pratici

    Tizio – Malattia lunga e avvicinamento al comporto
    Tizio si ammala gravemente e accumula 14 mesi di assenza negli ultimi 3 anni. E a 4 mesi dal limite di comporto di 18 mesi nel triennio. L’editore gli notifica per iscritto l’approssimarsi del termine e lo invita a rientrare se le condizioni di salute lo consentono. Tizio ottiene un certificato medico che documenta la necessita di ulteriori 6 mesi di assenza: supererebbe il comporto.
    Caia – Infortunio sul tragitto casa-lavoro
    Caia si infortuna in un incidente stradale sul tragitto diretto dalla propria abitazione alla redazione (infortunio in itinere). L’infortunio e coperto dall’INAIL. Durante l’intera prognosi (3 mesi) il CNLG garantisce l’integrazione contrattuale al 100%. Il periodo di assenza non si computa nel comporto per malattia comune.
    Sempronio – Superamento del comporto e licenziamento
    Sempronio supera i 18 mesi di comporto nel triennio per una malattia cronica documentata. L’editore puo licenziarlo per giustificato motivo oggettivo (art. 2110 c.c.). Sempronio ha diritto all’intero preavviso contrattuale (o all’indennita sostitutiva) e al TFR maturato. Il licenziamento non puo avvenire senza il rispetto della procedura di preavviso.

    Domande frequenti

    Quanto dura il comporto per malattia nel CNLG?
    18 mesi complessivi nell’arco di un triennio (36 mesi precedenti). E uno dei periodi di comporto piu lunghi tra i contratti collettivi italiani.
    L'editore integra lo stipendio durante la malattia?
    Si: il CNLG prevede l’integrazione fino al 100% della retribuzione contrattuale, almeno per i primi mesi di assenza. L’INPS eroga l’indennita di malattia e l’editore integra la differenza.
    L'infortunio sul tragitto casa-lavoro e coperto?
    Si: l’infortunio in itinere e coperto dall’INAIL (ora operante attraverso INPS per i giornalisti) e il CNLG garantisce l’integrazione al 100% per l’intera prognosi.
    Il periodo di assenza per infortunio conta nel comporto?
    No: le assenze per infortunio sul lavoro e malattia professionale non vengono computate nel periodo di comporto per malattia comune.
    Cosa succede al superamento del comporto?
    L’editore puo licenziare il giornalista per giustificato motivo oggettivo (art. 2110 c.c.), con obbligo di rispettare il preavviso contrattuale e liquidare il TFR maturato.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi mensili per qualifica e anzianita, preavviso, dimissioni e licenziamento del giornalista dipendente, ferie, permessi retribuiti e festivita del giornalista dipendente, maternita, paternita e congedi parentali del giornalista dipendente, TFR e indennita di fine rapporto del giornalista dipendente e orario di lavoro, riposi settimanali e lavoro festivo del giornalista.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Giornalisti. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • CNLG 2026: ferie, permessi retribuiti e festivita del giornalista dipendente

    CCNL Giornalisti

    In sintesi

    Il CNLG riconosce al giornalista dipendente 30 giorni di ferie annuali (oltre le domeniche e i festivi). I permessi retribuiti includono i ROL (riduzione orario di lavoro) e i permessi per eventi familiari. Le festivita nazionali non godute danno diritto a riposo compensativo o a indennita sostitutiva.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    FIEG (Federazione Italiana Editori Giornali) · FNSI (Federazione Nazionale Stampa Italiana)
    Ultimo rinnovo
    CNLG 2013-2016, firmato il 24 giugno 2014; non più rinnovato
    Vigenza
    Scaduto il 31 marzo 2016 e applicato in attesa del rinnovo
    Platea
    ~15.000 giornalisti dipendenti (professionisti e pubblicisti) di quotidiani, periodici, agenzie, testate online, emittenti radio-tv

    Tabella riepilogativa

    Ferie e permessi CNLG – quadro sintetico
    Istituto Durata / Quantita Note
    Ferie annuali 30 giorni lavorativi Maturazione proporzionale; godimento entro 18 mesi dalla maturazione
    ROL / permessi ex-festivi Da accordo aziendale; indicativamente 4-6 giorni/anno Giornate maturate per festivita soppresse e riduzioni orario
    Permesso matrimoniale 15 giorni di calendario Retribuito; non computato nelle ferie
    Permesso per lutto 3 giorni lavorativi per coniuge, figli, genitori Estensione a 5 giorni per accordo aziendale
    Permesso per donazione sangue 1 giorno per donazione Secondo L. 584/1967 e accordo aziendale
    Festivita nazionali 11 giorni + 1 (Patrono) Se lavorate, danno diritto a riposo compensativo o indennita

    Le ferie: 30 giorni e regime di godimento

    Il CNLG riconosce al giornalista dipendente 30 giorni lavorativi di ferie annuali, indipendentemente dall’anzianita di servizio. Le ferie maturano proporzionalmente al servizio prestato nel corso dell’anno solare e devono essere godute entro 18 mesi dalla fine dell’anno di maturazione, salvo cause di servizio documentate.

    L’editore non puo sostituire le ferie non godute con un’indennita sostitutiva durante il rapporto di lavoro, salvo che il mancato godimento sia imputabile a esigenze aziendali eccezionali. Le ferie maturate e non godute si liquidano alla cessazione del rapporto.

    ROL e permessi da festivita soppresse

    I giornalisti accumulano permessi ROL (Riduzione Orario di Lavoro) originati dalla soppressione di alcune festivita civili avvenuta con L. 54/1977. Nella prassi redazionale questi permessi, pari indicativamente a 4-6 giorni annui, vengono gestiti tramite accordi aziendali che ne regolano le modalita di fruizione e accumulazione.

    Permessi per eventi familiari e altre fattispecie

    Il CNLG e la legge riconoscono permessi retribuiti per: matrimonio (15 giorni), lutti familiari (3 giorni per coniuge, figli, genitori; espandibili per accordo aziendale), donazione sangue (1 giorno). Ulteriori permessi possono derivare dalla L. 104/1992 per assistenza a familiari con disabilita grave e dalla normativa sui congedi parentali.

    Casi pratici

    Tizio – Ferie non godute alla cessazione del rapporto
    Tizio si dimette dopo 5 anni di servizio e non ha goduto 12 giorni di ferie dell’ultimo anno. L’editore e obbligato a liquidare le ferie non godute in busta paga con la retribuzione globale giornaliera (minimo mensile + tredicesima / 365 x 30, secondo i criteri contrattuali).
    Caia – Permesso matrimoniale durante un periodo di elezioni
    Caia si sposa durante una campagna elettorale intensa. Il direttore non puo rifiutare il permesso matrimoniale di 15 giorni: si tratta di un diritto contrattuale non rinviabile unilateralmente dall’editore. Caia deve comunicare la data con congruo anticipo per consentire l’organizzazione della copertura redazionale.
    Sempronio – ROL non goduti in un periodico mensile
    Sempronio accumula 6 giorni di ROL che non riesce a fruire nell’anno per impegni editoriali. L’accordo aziendale del periodico prevede che i ROL non goduti entro il 31 marzo dell’anno successivo siano monetizzati. Sempronio riceve quindi la liquidazione dei 6 giorni nella busta paga di aprile.

    Domande frequenti

    Quanti giorni di ferie spettano a un giornalista?
    30 giorni lavorativi annui, indipendentemente dall’anzianita. Maturano proporzionalmente al servizio prestato nell’anno solare.
    Le ferie non godute si possono monetizzare?
    Solo alla cessazione del rapporto di lavoro. Durante il rapporto, l’editore non puo unilateralmente convertire le ferie in indennita: deve garantire il godimento effettivo.
    Cosa sono i ROL dei giornalisti?
    Permessi retribuiti derivanti dalla riduzione dell’orario di lavoro e dalla soppressione di festivita civili (L. 54/1977). Indicativamente 4-6 giorni annui, gestiti da accordi aziendali.
    Il permesso matrimoniale si cumula alle ferie?
    No: il permesso matrimoniale di 15 giorni e un istituto autonomo e non viene computato nel monte ferie annuale.
    Quante festivita nazionali ha il giornalista?
    11 festivita nazionali piu il Santo Patrono del Comune di residenza dell’azienda. Se lavorate per esigenze editoriali, danno diritto a riposo compensativo o indennita sostitutiva.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi mensili per qualifica e anzianita, preavviso, dimissioni e licenziamento del giornalista dipendente, maternita, paternita e congedi parentali del giornalista dipendente, malattia, infortunio e periodo di comporto del giornalista dipendente, TFR e indennita di fine rapporto del giornalista dipendente e orario di lavoro, riposi settimanali e lavoro festivo del giornalista.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Giornalisti. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • CNLG 2026: qualifiche e inquadramento del giornalista dipendente

    CCNL Giornalisti

    In sintesi

    Il CNLG distingue sei qualifiche principali: praticante, redattore (con anzianita da 0 a oltre 30 anni), caposervizio, caporedattore, vicedirettore e direttore. Il praticante svolge i 18 mesi obbligatori prima di accedere all’esame di Stato per l’iscrizione all’albo dei professionisti.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    FIEG (Federazione Italiana Editori Giornali) · FNSI (Federazione Nazionale Stampa Italiana)
    Ultimo rinnovo
    CNLG 2013-2016, firmato il 24 giugno 2014; non più rinnovato
    Vigenza
    Scaduto il 31 marzo 2016 e applicato in attesa del rinnovo
    Platea
    ~15.000 giornalisti dipendenti (professionisti e pubblicisti) di quotidiani, periodici, agenzie, testate online, emittenti radio-tv

    Tabella riepilogativa

    Qualifiche CNLG – scala gerarchica e caratteristiche principali
    Qualifica Requisito di accesso Ruolo tipico
    Praticante Iscrizione registro praticanti OdG Redazione notizie sotto supervisione; 18 mesi obbligatori
    Redattore Superamento esame di Stato OdG Produzione autonoma di contenuti; mansioni giornalistiche tipiche
    Caposervizio Nomina del direttore; esperienza redazionale Coordinamento di una sezione o servizio della redazione
    Caporedattore Nomina del direttore; percorso da caposervizio Responsabilita di piu servizi; sostituzione del vicedirettore
    Vicedirettore Nomina editoriale; di norma da caporedattore Affianca il direttore; assume la direzione in sua assenza
    Direttore responsabile Elenco direttori OdG; nomina editore Responsabilita penale della testata; indirizzo editoriale

    Il praticantato: porta di accesso alla professione

    Il praticantato giornalistico dura 18 mesi (art. 33 L. 69/1963) e deve svolgersi presso una testata riconosciuta o una scuola di giornalismo convenzionata con l’Ordine dei Giornalisti. Il praticante e iscritto all’apposito registro e lavora in redazione sotto supervisione di un professionista.

    Al termine dei 18 mesi il praticante sostiene l’esame di Stato (scritto + orale). Il superamento determina l’iscrizione all’albo dei professionisti e l’acquisizione della qualifica contrattuale di redattore.

    Redattore: la qualifica base del professionista

    Il redattore e la qualifica fondamentale del giornalista professionista dipendente. Il CNLG non prevede livelli numerici: il trattamento economico e modulato sull’anzianita di servizio tramite aumenti periodici di anzianità (art. 13 del CNLG). Il redattore svolge in autonomia le mansioni giornalistiche tipiche: raccolta notizie, interviste, elaborazione testi, aggiornamento digitale.

    Figure direttive: da caposervizio a direttore

    Le figure di caposervizio e caporedattore svolgono funzioni di coordinamento redazionale e ricevono un’indennita di funzione aggiuntiva rispetto al minimo di redattore. La nomina dipende dalla volonta del direttore e dell’editore.

    Il direttore responsabile risponde penalmente del contenuto della testata (L. 47/1948) ed e iscritto nell’elenco direttori dell’Ordine. Il suo trattamento economico e di norma negoziato individualmente con l’editore.

    Casi pratici

    Tizio – Praticante che non supera l’esame di Stato
    Tizio completa i 18 mesi di praticantato ma non supera l’esame di Stato alla prima sessione. Il contratto di praticantato cessa alla scadenza: l’editore non e obbligato a mantenere il rapporto. Tizio dovra trovare un nuovo incarico per completare le pratiche necessarie a sostenere una seconda sessione d’esame.
    Caia – Nomina a caposervizio e indennita di funzione
    Caia e redattrice con 10 anni di anzianita in un quotidiano nazionale. Il direttore la nomina caposervizio della sezione economia. Il CNLG le riconosce un’indennita di funzione (indicativamente 200-350 euro lordi mensili aggiuntivi). In caso di revoca del ruolo, Caia torna al minimo di redattore con l’anzianita intatta.
    Sempronio – Giornalista pubblicista dipendente
    Sempronio e giornalista pubblicista assunto a tempo indeterminato da un periodico. Il CNLG si applica anche ai pubblicisti dipendenti con minimi e tutele analoghi al professionista. Sempronio matura anzianità e aumenti periodici come il collega professionista. Il pubblicista puo svolgere attivita extragioranlistica entro i limiti di compatibilita con l’iscrizione all’OdG.

    Domande frequenti

    Quanto dura il praticantato giornalistico?
    18 mesi, come stabilito dall’art. 33 della L. 69/1963. Si svolge presso testate riconosciute o scuole di giornalismo convenzionate con l’Ordine dei Giornalisti.
    Qual e la differenza tra professionista e pubblicista nel CNLG?
    Il professionista svolge l’attivita giornalistica in via esclusiva; il pubblicista in modo non esclusivo. Entrambi possono essere assunti con il CNLG con identici minimi e tutele normative.
    Come si diventa caposervizio?
    Per nomina del direttore responsabile, che valuta l’esperienza redazionale. Non e prevista una soglia minima di anzianita, ma nella prassi si tratta di redattori con almeno 5-7 anni di esperienza.
    Il direttore e sempre coperto dal CNLG?
    Puo essere regolato dal CNLG (con trattamento superiore ai minimi) oppure da contratto individuale negoziato con l’editore. Le testate maggiori negoziano di norma contratti individuali per i direttori.
    Cosa succede se l'editore cambia il direttore?
    Il cambio di direzione non incide sui rapporti di lavoro dei redattori. Tuttavia il nuovo orientamento editoriale puo generare conflitti di coscienza che attivano la clausola di coscienza contrattuale (art. 32 CNLG).

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Giornalisti. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • CCNL Panificazione: lavoro notturno strutturale, HACCP e sicurezza alimentare

    CCNL Panificazione

    In sintesi

    La panificazione artigiana presenta due specificità rilevanti in materia di lavoro: il turno notturno strutturale (l’impasto e la cottura iniziano tra le 2 e le 5 del mattino) con relative tutele per i lavoratori notturni, e gli obblighi HACCP (D.Lgs. 193/2007) per la sicurezza alimentare, che impongono formazione, procedure documentate e libretto sanitario per il personale a contatto con gli alimenti.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Assipan-Confcommercio · Fiesa-Assopanificatori Confesercenti · Flai-CGIL · Fai-CISL · Uila-UIL
    Ultimo rinnovo
    18 luglio 2024
    Vigenza
    In vigore fino al 31 dicembre 2026. Aumento a regime di 183 euro al livello A2 per i panifici artigiani e di 280 euro lordi mensili al livello 3B per la panificazione industriale, in quattro tranche: 35 euro a febbraio 2024, 25 a luglio 2024, 62 a novembre 2025 e 61 a settembre 2026, oltre a una una tantum di 100 euro per i panifici artigianali in due rate da 50 euro (agosto e ottobre 2024)
    Platea
    circa 80.000 addetti

    Tabella riepilogativa

    Obblighi HACCP e sicurezza alimentare nel panificio
    Obbligo Riferimento normativo A carico di
    Formazione HACCP del personale Reg. CE 852/2004 + D.Lgs. 193/2007 Datore (costo formazione)
    Manuale HACCP / autocontrollo Reg. CE 852/2004 Datore (titolare OSA)
    Libretto sanitario (ove previsto dalla ASL) Normativa regionale Datore (costo visita)
    Sorveglianza sanitaria lavoratori notturni D.Lgs. 66/2003 art. 14 Datore (visita annuale)
    Valutazione rischi chimici/biologici panificio D.Lgs. 81/2008 Datore (DVR)
    DPI (guanti, grembiule, scarpe antinfortunistiche) D.Lgs. 81/2008 Datore (fornitura gratuita)

    Il lavoro notturno strutturale: tutele e limiti

    La panificazione artigiana è uno dei settori in cui il lavoro notturno non è un’eccezione ma la norma strutturale del ciclo produttivo: l’impasto del pane richiede tempi lunghi di lievitazione e la cottura deve avvenire nelle prime ore del mattino per garantire il prodotto fresco. Questo significa che la grande maggioranza dei panettieri lavora stabilmente in fascia 2-8, collocandosi pienamente nella definizione di lavoratore notturno del D.Lgs. 66/2003.

    I lavoratori notturni stabili godono di:

    • Sorveglianza sanitaria annuale obbligatoria a carico del datore (visita con medico competente)
    • Limite di 8 ore medie nelle 24, calcolate su un periodo di riferimento di 4 mesi
    • Diritto di precedenza nel passaggio al turno diurno in caso di incompatibilità sanitaria certificata
    • Maggiorazione retributiva per le ore in fascia notturna (di norma 20-30% sulla paga base oraria)

    HACCP: formazione e responsabilità in panificio

    Il sistema HACCP (Hazard Analysis Critical Control Points) è obbligatorio per tutti gli operatori del settore alimentare (OSA) ai sensi del Regolamento CE 852/2004 e del D.Lgs. 193/2007. Il titolare del panificio è il responsabile della sicurezza alimentare (OSA) e deve:

    • Elaborare e aggiornare il manuale di autocontrollo HACCP con analisi dei pericoli biologici (contaminazione da batteri, muffe), chimici (detergenti, pesticidi) e fisici (corpi estranei)
    • Formare tutto il personale a contatto con gli alimenti sulle procedure HACCP (temperatura di conservazione, igiene personale, prevenzione contaminazioni crociate)
    • Conservare la documentazione delle attività di controllo e delle non conformità per almeno 2 anni

    Il costo della formazione HACCP è a carico del datore. La mancata formazione del personale espone il titolare a sanzioni da parte della ASL in sede di ispezione.

    Sicurezza sul lavoro: rischi specifici della panificazione

    Il panificio presenta rischi lavorativi specifici che il datore deve includere nel Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) ai sensi del D.Lgs. 81/2008:

    • Rischio termico: temperature elevate in prossimità dei forni (fino a 300 gradi); obbligo di DPI termici e pause di riposo
    • Rischio da polveri di farina (allergeni respiratori): asma del fornaio, dermatite da contatto; obbligo di ventilazione e DPI respiratori per esposizioni superiori ai limiti
    • Rischio ergonomico: movimentazione manuale di carichi pesanti (sacchi farina 25 kg), posture incongrue; obbligo di formazione e ausili meccanici
    • Rischio biologico: presenza di muffe e agenti biologici nell’ambiente di lavoro; pulizia e sanificazione periodica

    Il datore deve fornire gratuitamente i DPI (dispositivi di protezione individuale) idonei ai rischi specifici: guanti resistenti al calore, grembiule, scarpe antinfortunistiche, protezioni uditive nei locali con macchinari rumorosi.

    Casi pratici

    Tizio – Incompatibilità sanitaria con il turno notturno
    Tizio, lavoratore notturno da 8 anni, riceve dal medico competente (visita annuale obbligatoria) una valutazione di incompatibilità temporanea con il lavoro notturno per disturbi del sonno documentati. Il datore è obbligato a trasferire Tizio al turno diurno per almeno 6 mesi, mantenendo il livello e la retribuzione (senza la maggiorazione notturna, non più applicabile).
    Caia – Sanzione HACCP per mancata formazione
    L’ASL ispeziona il panificio di Caia e rileva che due dipendenti assunti nei 6 mesi precedenti non hanno ancora completato la formazione HACCP. Il titolare riceve una diffida a regolarizzare entro 30 giorni. In caso di inottemperanza, la sanzione amministrativa prevista può arrivare a diverse migliaia di euro per ogni lavoratore non formato.
    Sempronio – Asma del fornaio e malattia professionale
    Sempronio sviluppa sintomi respiratori dopo 4 anni di esposizione alle polveri di farina. Il medico competente rileva una bronchite asmatica occupazionale riconducibile all’attivita’ lavorativa. La condizione viene denunciata come malattia professionale all’INAIL. Sempronio ha diritto all’indennizzo INAIL e, in caso di inidoneità alla mansione, al trasferimento ad altre mansioni compatibili nello stesso panificio o, se impossibile, al licenziamento per inabilità con tutele di legge.

    Domande frequenti

    La formazione HACCP è obbligatoria per tutti i dipendenti del panificio?
    Si: tutto il personale a contatto diretto con gli alimenti (panettieri, pasticceri, addetti vendita che manipolano prodotti) deve ricevere formazione HACCP. La formazione va aggiornata periodicamente e il costo è a carico del datore.
    Il libretto sanitario è ancora obbligatorio per i panettieri?
    Il libretto sanitario (certificato di idoneità sanitaria) è stato abolito a livello nazionale nel 2008, ma alcune Regioni o ASL locali possono ancora richiederlo per il personale alimentare. È necessario verificare la normativa regionale applicabile.
    Cosa succede se il panettiere sviluppa un'allergia alla farina?
    Se il medico competente certifica l’inidoneita’ alla mansione per allergia occupazionale, il datore deve cercare mansioni alternative compatibili. In assenza di soluzioni, il licenziamento per giustificato motivo oggettivo può avvenire con le tutele previste dal Jobs Act e dal CCNL (preavviso, TFR, eventuale NASPI).
    Quante ore di formazione sicurezza sono obbligatorie per un panettiere?
    Il D.Lgs. 81/2008 e l’Accordo Stato-Regioni del 2011 prevedono: formazione generale di 4 ore + formazione specifica di 8 ore per i lavoratori a rischio basso/medio (come il personale di panificio). Totale: 12 ore al momento dell’assunzione, con aggiornamento quinquennale di 6 ore.
    I lavoratori notturni devono fare la visita medica?
    Si: il D.Lgs. 66/2003 impone la sorveglianza sanitaria annuale obbligatoria per i lavoratori notturni. La visita è effettuata dal medico competente nominato dal datore e riguarda la valutazione dell’idoneita’ al lavoro notturno continuativo.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi mensili per livello, preavviso, dimissioni e licenziamento, ferie, permessi e festività, maternità, paternità e congedi parentali, malattia, infortunio e periodo di comporto e periodo di prova, assunzione, apprendistato e tipologie contrattuali.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Panificazione. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Art. 37 D.Lgs. 81/2015 – Norme previdenziali nella somministrazione

    Art. 37 D.Lgs. 81/2015 – Norme previdenziali nella somministrazione

    D.Lgs. 15 giugno 2015, n. 81 – Disciplina organica dei contratti di lavoro (Jobs Act)

    1. Nei confronti dei lavoratori che svolgono attività di somministrazione si applicano le norme sulla assicurazione obbligatoria contro la disoccupazione involontaria e contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, nonché le norme relative alla tutela della maternità, di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, e alla tutela dei congedi parentali, di cui al decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 80, e le norme sulla maternità e paternità nei rapporti di lavoro e nei contratti di collaborazione nonché le norme in materia di tutele assicurative obbligatorie per i lavoratori dipendenti.

  • Art. 127 L. 633/1941

    Art. 127 L. 633/1941

    Testo vigente verificato su Normattiva. Scheda in arricchimento editoriale.

    La pubblicazione o la riproduzione dell'opera deve aver luogo entro il termine fissato dal contratto; tale termine non può essere superiore a due anni, decorrenti dal giorno della effettiva consegna all'editore dell'esemplare completo e definitivo dell'opera.

    In mancanza di termini contrattuali, la pubblicazione o la riproduzione dell'opera deve aver luogo non oltre due anni dalla richiesta scritta fattane all'editore.

    L'autorità giudiziaria può peraltro fissare un termine più breve quando sia giustificato dalla natura dell'opera e da ogni altra circostanza del caso.

    È nullo ogni patto che contenga rinuncia alla fissazione di un termine o che contenga fissazione di un termine superiore al termine massimo sopra stabilito.

    Il termine di due anni non si applica alle opere collettive.

    Fonte: Normattiva.it.

  • Art. 36 D.Lgs. 81/2015 – Diritti sindacali nella somministrazione

    Art. 36 D.Lgs. 81/2015 – Diritti sindacali nella somministrazione

    D.Lgs. 15 giugno 2015, n. 81 – Disciplina organica dei contratti di lavoro (Jobs Act)

    1. I lavoratori somministrati hanno diritto di esercitare presso l’utilizzatore, per tutta la durata della somministrazione, i diritti di libertà e di attività sindacale nonché di partecipare alle assemblee del personale dipendente delle imprese utilizzatrici.

    2. Per tutta la durata della missione, i lavoratori somministrati hanno diritto di fruire di tutti i servizi sociali e assistenziali di cui godono i dipendenti dell’utilizzatore addetti alla stessa unità produttiva, esclusi quelli il cui godimento sia condizionato alla iscrizione ad associazioni o società cooperative, purché preesistenti alla data di ricorso alla somministrazione di lavoro.

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