Autore: Andrea Marton

  • Art. 143 L. 633/1941

    Art. 143 L. 633/1941

    Testo vigente verificato su Normattiva. Scheda in arricchimento editoriale.

    L'autorità giudiziaria, se riconosce che sussistono gravi ragioni morali invocate dall'autore, ordina il divieto della riproduzione, diffusione, esecuzione, rappresentazione o spaccio dell'opera, a condizione del pagamento di una indennità a favore degli interessati, fissando la somma dell'indennizzo e il termine per il pagamento.

    L'autorità giudiziaria può anche pronunciare provvisoriamente il divieto con decreto su ricorso, se sussistono ragioni di urgenza, prima della scadenza del termine indicato nell'ultimo comma dell'articolo precedente, previo, occorrendo, il pagamento di una idonea cauzione.

    Se l'indennità non è pagata nel termine fissato dall'autorità giudiziaria cessa di pieno diritto l'efficacia della sentenza.

    La continuazione della riproduzione, diffusione, esecuzione, rappresentazione o spaccio dell'opera, dopo trascorso il termine per ricorrere all'autorità giudiziaria, previsto nell'ultimo comma dell'articolo precedente, dopo dichiarato sospeso il commercio dell'opera, è soggetto alle sanzioni civili e penali comminate da questa legge per le violazioni del diritto di autore.

    Fonte: Normattiva.it.

  • Art. 163 D.Lgs. 42/2004 – Perdita di beni culturali

    Art. 163 D.Lgs. 42/2004 – Perdita di beni culturali

    D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 – Codice dei beni culturali e del paesaggio

    1. Se, per effetto della violazione degli obblighi stabiliti dalle disposizioni della sezione I del Capo IV e della sezione I del Capo V del Titolo I della Parte seconda , il bene culturale non sia più rintracciabile o risulti uscito dal territorio nazionale, il trasgressore è tenuto a corrispondere allo Stato una somma pari al valore del bene.

    2. Se il fatto è imputabile a più persone queste sono tenute in solido al pagamento della somma.

    3. Se la determinazione della somma fatta dal Ministero non è accettata dall'obbligato, la somma stessa è determinata da una commissione composta di tre membri da nominarsi uno dal Ministero, uno dall'obbligato e un terzo dal presidente del tribunale. Le spese relative sono anticipate dall'obbligato.

    4. La determinazione della commissione è impugnabile in caso di errore o di manifesta iniquità.

  • Art. 91 L. 354/1975 – Copertura finanziaria

    Art. 91 L. 354/1975 – Copertura finanziaria

    Legge 26 luglio 1975, n. 354 – Norme sull’ordinamento penitenziario e sull’esecuzione delle misure privative e limitative della libertà

    All’onere derivante dall’attuazione della presente legge, valutato in lire 25 miliardi per l’anno finanziario 1975, si provvede mediante riduzione di pari importo dello stanziamento iscritto al capitolo 6856 dello stato di previsione della spesa del Ministero del tesoro per l’anno finanziario medesimo.
    Il Ministro per il tesoro è autorizzato a provvedere, con propri decreti, alle occorrenti variazioni di bilancio.

  • ISEE precompilato 2026: cosa cambia e come funziona, esempio

    In sintesi

    • Dal 2026 la DSU tramite CAF si presenta prioritariamente in forma precompilata dall’INPS.
    • L’INPS utilizza i dati dell’Anagrafe nazionale della popolazione residente (ANPR) e del pubblico registro automobilistico (PRA).
    • Le modalità operative e tecniche saranno aggiornate con decreto del Ministro del lavoro, di concerto con l’Autorità delegata per le politiche della famiglia.
    • Il decreto è emesso sentiti INPS, Agenzia delle entrate e Garante per la protezione dei dati personali.
    • Il trattamento dei dati personali resta disciplinato dal DPCM 5 dicembre 2013, n. 159.

    Cosa prevede la Legge di Bilancio 2026

    Dal 1° gennaio 2026 (comma 209 L. 199/2025) la DSU presentata via CAF avviene prioritariamente in modalità precompilata. L’INPS coopera con il Ministero dell’interno (ANPR) e con l’ACI (PRA). Le modalità operative saranno definite con decreto ministeriale, ancora non pubblicato.

    Approfondimento normativo completo: Comma 209 LB 2026: ISEE precompilata, INPS coopera con Interno e ACI.

    Che cosa cambia con l'ISEE precompilato dal 2026

    Il comma 209 della Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) introduce una modifica strutturale alle modalità di presentazione della Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU): a decorrere dal 1° gennaio 2026, chi si rivolge a un Centro di Assistenza Fiscale (CAF) per richiedere l’ISEE deve farlo prioritariamente in modalità precompilata. L’INPS, cioè, predispone una bozza di dichiarazione già compilata con i dati in suo possesso, che il contribuente verifica e, se necessario, integra o corregge.

    La novità più rilevante sul piano tecnico riguarda le fonti informative che l’INPS può ora utilizzare. Il comma 209 modifica l’articolo 10 del decreto legislativo 15 settembre 2017, n. 147, aggiungendo che l’INPS coopera con il Ministero dell’interno – per accedere all’Anagrafe nazionale della popolazione residente (ANPR) – e con l’Automobile Club d’Italia, per accedere al pubblico registro automobilistico (PRA). Questo significa che i dati anagrafici e quelli relativi ai veicoli intestati al nucleo familiare potranno essere inseriti automaticamente nella bozza di DSU.

    Attenzione: la norma è in attesa di decreto attuativo. Le modalità operative e tecniche che consentono al cittadino – anche tramite CAF – di gestire la dichiarazione precompilata saranno definite con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con l’Autorità politica delegata in materia di politiche per la famiglia, sentiti INPS, Agenzia delle entrate e Garante per la protezione dei dati personali. Fino alla pubblicazione di tale decreto, non è ancora possibile indicare le procedure esatte da seguire presso i CAF.

    Checklist: cosa sapere prima di presentare la DSU nel 2026

    • Verificare se il CAF di riferimento ha già attivato la procedura di DSU precompilata, poiché il decreto attuativo non è ancora pubblicato.
    • Controllare i dati anagrafici presenti nell’ANPR, perché saranno tra quelli che l’INPS inserirà automaticamente nella bozza.
    • Accertarsi dell’intestazione dei veicoli di proprietà del nucleo familiare, dato che il PRA è ora fonte ufficiale per la DSU precompilata.
    • Non modificare i dati precompilati senza verificarli: in caso di dati errati occorre segnalarlo al CAF con la documentazione a supporto.
    • Tenere a disposizione tutta la documentazione relativa al patrimonio mobiliare e immobiliare, che potrebbe non essere già presente nella bozza precompilata.

    Caso 1 – Tizio: famiglia con un'auto intestata al capofamiglia

    Scenario. Tizio, 45 anni, lavora come dipendente. Deve rinnovare l’ISEE per il figlio iscritto all’università. Ha un’autovettura intestata a suo nome e la famiglia è regolarmente iscritta all’ANPR del comune di residenza.

    Come si legge in pratica. Dal 2026, quando Tizio si reca al CAF, l’operatore visualizza una bozza di DSU già compilata con i dati anagrafici del nucleo familiare (tratti dall’ANPR) e con l’autovettura intestata a Tizio (tratta dal PRA). Tizio verifica i dati, li conferma e integra solo le informazioni patrimoniali e reddituali non ancora disponibili nelle banche dati INPS. Nota: le modalità precise dipenderanno dal decreto attuativo ancora da pubblicare.

    Riepilogo caso Tizio

    • Accesso tramite CAF con presentazione in modalità precompilata.
    • Dati anagrafici del nucleo familiare prelevati dall’ANPR.
    • Autovettura intestata a Tizio acquisita dal PRA.
    • Tizio verifica e integra la bozza con i dati mancanti.
    • Procedura operativa definitiva soggetta al decreto ministeriale.

    Caso 2 – Caia: nucleo familiare con dati anagrafici recentemente aggiornati

    Scenario. Caia, 38 anni, si è trasferita in un nuovo comune sei mesi fa e ha aggiornato la propria residenza nell’ANPR. Deve richiedere l’ISEE per accedere a un asilo nido comunale a tariffa agevolata.

    Come si legge in pratica. Grazie alla cooperazione con l’ANPR, la bozza di DSU precompilata recepisce automaticamente la nuova residenza di Caia e la composizione aggiornata del suo nucleo familiare. Caia non dovrà allegare il certificato di residenza, poiché il dato è già presente nella dichiarazione. Dovrà però verificare che la variazione sia stata correttamente acquisita e integrare le informazioni patrimoniali. Nota: anche per Caia le procedure specifiche saranno operative solo dopo il decreto attuativo.

    Riepilogo caso Caia

    • Variazione di residenza recepita automaticamente dall’ANPR nella bozza DSU.
    • Riduzione dei documenti da produrre al CAF per i dati già disponibili.
    • Verifica obbligatoria dei dati precompilati prima della sottoscrizione.
    • Integrazione necessaria per le informazioni patrimoniali non presenti nelle banche dati.
    • Il decreto attuativo determinerà la procedura effettiva di gestione e correzione dei dati.

    Caso 3 – Sempronio: intestatario di più veicoli, vuole verificare la correttezza della DSU

    Scenario. Sempronio, 52 anni, ha due autovetture intestate a suo nome nel PRA. Deve presentare l’ISEE per accedere a una misura di sostegno al reddito. Teme che i dati sui veicoli possano essere errati o non aggiornati.

    Come si legge in pratica. Con la nuova cooperazione INPS-ACI, i dati del PRA saranno acquisiti automaticamente nella bozza. Sempronio potrà verificare al CAF che le due autovetture siano correttamente registrate. Se uno dei veicoli risultasse venduto ma non ancora aggiornato nel PRA, Sempronio dovrà presentare la documentazione del passaggio di proprietà e segnalare la discrepanza all’operatore CAF, che potrà correggere la bozza. Il meccanismo di rettifica sarà disciplinato dal decreto attuativo.

    Riepilogo caso Sempronio

    • I dati di entrambe le autovetture intestate a Sempronio sono acquisiti dal PRA.
    • In caso di dati non aggiornati nel PRA, occorre produrre documentazione a supporto della rettifica.
    • Il CAF gestisce le correzioni rispetto alla bozza precompilata.
    • Il trattamento dei dati personali è disciplinato dal DPCM 5 dicembre 2013, n. 159.
    • Le modalità di rettifica operative saranno definite nel decreto attuativo non ancora pubblicato.

    Quando conviene una verifica

    Un esperto può aiutarti a verificare la correttezza della tua dichiarazione e a orientarti nelle procedure del 2026. Hai dubbi sulla tua DSU o sull'ISEE precompilato?.

    Norme e fonti collegate

    Domande frequenti

    Dal 2026 posso ancora presentare la DSU in forma ordinaria al CAF?

    Il comma 209 stabilisce che la presentazione avvenga prioritariamente in modalità precompilata. Il termine «prioritariamente» lascia aperta la possibilità di presentazione ordinaria in casi residuali, ma le condizioni esatte saranno determinate dal decreto attuativo del Ministro del lavoro. Fino alla pubblicazione di tale decreto, conviene rivolgersi al proprio CAF per conoscere le modalità disponibili.

    Cosa succede se i dati precompilati dall'INPS sono sbagliati?

    La bozza di DSU precompilata potrà essere verificata e corretta dal contribuente, anche tramite l’operatore CAF, prima della sottoscrizione. Le modalità operative di rettifica saranno definite nel decreto attuativo. È importante controllare con attenzione i dati relativi al nucleo familiare (fonte ANPR), ai veicoli intestati (fonte PRA) e alle informazioni reddituali e patrimoniali già in possesso dell’INPS.

    Il passaggio all'ISEE precompilato modifica il calcolo dell'ISEE o i suoi valori soglia?

    No. Il comma 209 interviene esclusivamente sulle modalità di presentazione della DSU e sulle fonti informative utilizzate dall’INPS per precompilarne la bozza. Il metodo di calcolo dell’ISEE, le soglie di accesso alle prestazioni e le componenti della dichiarazione restano invariati rispetto alla disciplina vigente.

    Quando entra in vigore il decreto attuativo sull'ISEE precompilato?

    La legge non fissa un termine espresso per l’adozione del decreto. Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali deve emanarlo di concerto con l’Autorità delegata per le politiche della famiglia, sentiti INPS, Agenzia delle entrate e Garante per la protezione dei dati personali. Questa pagina sarà aggiornata non appena il decreto sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

    Il mio CAF è obbligato a offrire il servizio di DSU precompilata dal 1° gennaio 2026?

    La norma stabilisce che la presentazione avviene prioritariamente in modalità precompilata a decorrere dal 1° gennaio 2026, ma le modalità operative dipendono dall’aggiornamento tecnico delle piattaforme INPS e dalle istruzioni che seguiranno il decreto attuativo. In fase transitoria, i CAF opereranno secondo le indicazioni dell’INPS. È consigliabile contattare il proprio CAF per conoscere le procedure in vigore.

  • Art. 42 L. 633/1941

    Art. 42 L. 633/1941

    Testo vigente verificato su Normattiva. Scheda in arricchimento editoriale.

    L'autore dell'articolo o altra opera che sia stato riprodotto in un'opera collettiva ha diritto di riprodurlo in estratti separati o raccolti in volume, purché indichi l'opera collettiva dalla quale è tratto e la data di pubblicazione.

    Trattandosi di articoli apparsi in riviste o giornali, l'autore, salvo patto contrario, ha altresì il diritto di riprodurli in altre riviste o giornali.

    Fonte: Normattiva.it.

  • Art. 403 DPR 495/1992 – Anagrafe nazionale degli abilitati alla guida

    Art. 403 DPR 495/1992 – Anagrafe nazionale degli abilitati alla guida

    Decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495 – Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada

    1. L'anagrafe nazionale degli abilitati alla guida, costituita presso la Direzione generale della M.C.T.C., ai sensi dell'articolo 226, commi da 10 a 12, del codice, contiene i dati relativi alle abilitazioni di cui all'articolo 116 del codice, è completamente informatizzata ed i suoi dati sono gestiti all'interno del sistema informatico della Direzione generale della M.C.T.C. in cinque distinte sezioni ad accesso diretto, tra loro strettamente interconnesse e capaci di fornire una visione selezionata o complessiva dei dati da cui risultano popolate.

    2. La sezione "abilitazioni" contiene, per ogni conducente e per ognuna delle abilitazioni conseguite, i dati relativi al procedimento di emissione del documento di guida, dalla richiesta dell'autorizzazione per esercitarsi alla guida agli esiti degli esami, ove ricorrano, nonché a tutti i procedimenti successivi quali il rilascio, il rinnovo, la revisione, la sospensione, la revoca; contiene inoltre i dati relativi ai certificati di abilitazione professionale.

    3. La sezione "anagrafica" contiene i dati anagrafici delle persone fisiche che risultano avere conseguito l'abilitazione alla guida.

    4. La sezione "infrazioni" contiene i dati relativi alle infrazioni commesse da ciascun abilitato alla guida, con l'indicazione del luogo, della data, del tipo di infrazione e dell'organo accertatore con menzione del verbale di contestazione e della targa del veicolo alla guida del quale l'infrazione stessa è stata commessa.

    5. La sezione "sanzioni" contiene i dati relativi alle sanzioni comminate sia che trattasi di sanzione amministrativa pecuniaria sia di sanzione amministrativa accessoria, sia di sanzione penale, sia di sanzione amministrativa accessoria alla sanzione penale, a seguito di infrazione alle norme della circolazione stradale.

    6. La sezione "incidenti" contiene, per ogni conducente, i dati relativi agli incidenti in cui il conducente stesso sia stato coinvolto, con l'indicazione, per ciascun incidente, dei dati del veicolo, delle modalità, del tempo e del luogo ove lo stesso si sia verificato, della natura e dell'entità dei danni, delle conseguenze che ne siano derivate, nonché i dati relativi allo stato dei procedimenti in corso fino alla applicazione delle sanzioni di cui al comma

    5. 7. Le sezioni di cui ai commi 2 e 3 verranno popolate automaticamente utilizzando i dati già disponibili nel sistema informatico della Direzione generale della M.C.T.C. e verranno continuamente aggiornate dagli uffici centrali e periferici della stessa Direzione generale della M.C.T.C. e del Ministero dell'interno, per il tramite del collegamento informatico integrato già esistente fra i sistemi informativi della Direzione generale della M.C.T.C. e della Direzione generale per l'amministrazione generale e per gli affari del personale del Ministero dell'interno. Le sezioni di cui ai commi 4 e 5 verranno popolate utilizzando i dati già disponibili nel sistema informatico della Direzione generale della M.C.T.C. e verranno continuamente aggiornate con i dati trasmessi, su supporto magnetico o per via telematica, dall'organo che ha accertato l'infrazione e dall'organo che ha erogato la sanzione. La sezione di cui al comma 6 verrà gradualmente popolata e in seguito continuamente aggiornata con i dati trasmessi per via telematica o su supporto magnetico, dall'autorità di polizia che ha rilevato l'incidente e dalla compagnia di assicurazione cui l'incidente stesso è stato denunciato. Il trasferimento dei dati necessari al popolamento ed all'aggiornamento delle sezioni di cui ai commi 4, 5 e 6 verrà eseguito secondo i tracciati record che verranno stabiliti con decreto del Ministro dei trasporti, nel termine di un mese decorrente, rispettivamente, dalla data di accertamento dell'infrazione, dalla data di irrogazione della sanzione, dalla data dell'incidente e, per le compagnie di assicurazione, dalla data di presentazione della denuncia dell'incidente.

    8. L'accesso e la consultazione dell'anagrafe avverrà con le modalità di cui all'articolo 402, comma

    8. 9. L'anagrafe degli abilitati alla guida è in contatto telematico con l'archivio delle strade e con l'archivio dei veicoli di cui agli articoli 401 e 402.

  • Assumo un giovane nel 2026: che esonero contributivo ottengo? esempio

    In sintesi

    • Esonero parziale contributivo a carico del datore di lavoro privato (escluso INAIL)
    • Durata massima dell’esonero: ventiquattro mesi
    • Assunzioni a tempo indeterminato o trasformazioni da determinato, entro il 31 dicembre 2026
    • Personale non dirigenziale: i dirigenti sono esclusi
    • Categorie e modalita’ definite da decreto attuativo non ancora pubblicato

    Cosa prevede la Legge di Bilancio 2026

    Il comma 153 della legge di bilancio 2026 (L. 199/2025) autorizza la spesa per riconoscere ai datori di lavoro privati un esonero parziale dai contributi previdenziali (escluso INAIL) per assunzioni a tempo indeterminato o trasformazioni da tempo determinato, effettuate tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2026, di personale non dirigenziale. La durata massima e’ di ventiquattro mesi. Le categorie beneficiarie (giovani, lavoratrici svantaggiate, ZES unica) e le modalita’ attuative sono rinviate a decreto.

    Approfondimento normativo completo: Comma 153 LB 2026: esonero contributivo giovani, donne, ZES unica.

    Come funziona l'esonero contributivo per le nuove assunzioni 2026

    Il comma 153 della legge di bilancio 2026 introduce uno strumento di incentivo all’occupazione stabile rivolto ai datori di lavoro privati. La norma prevede un esonero parziale dai contributi previdenziali dovuti dal datore di lavoro – con esclusione dei premi INAIL, che restano dovuti per intero – per le assunzioni effettuate nell’anno 2026. L’esonero si applica per una durata massima di ventiquattro mesi a partire dall’assunzione o dalla trasformazione.

    Le categorie di lavoratori destinatarie dell’esonero – giovani per l’occupazione stabile, lavoratrici svantaggiate per le pari opportunita’, lavoratori nella ZES unica del Mezzogiorno – sono indicate dalla norma ma il perimetro preciso, le procedure di accesso, i codici UNIEMENS e le regole di cumulo con altri esoneri sono rinviati a un decreto attuativo non ancora pubblicato. La norma fissa stanziamenti di spesa per il 2026, 2027 e 2028, che costituiscono limite di spesa: l’esonero e’ quindi contingentato.

    Per il datore di lavoro che intende assumere personale nel 2026, la misura e’ di potenziale interesse ma impone cautela nella pianificazione: senza il decreto attuativo non e’ possibile conoscere con certezza le categorie ammesse, la misura percentuale dell’esonero parziale e le modalita’ operative di fruizione. Attendere la pubblicazione del decreto prima di impostare le procedure di assunzione e’ la scelta piu’ prudente.

    Requisiti e adempimenti principali

    • Essere un datore di lavoro privato (la norma esclude il settore pubblico)
    • Assumere personale non dirigenziale a tempo indeterminato tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2026
    • In alternativa, trasformare un contratto da tempo determinato a tempo indeterminato nello stesso periodo
    • Verificare che il lavoratore rientri nelle categorie destinatarie (da definire con decreto attuativo)
    • Attendere il decreto attuativo per procedure di domanda, codici UNIEMENS e regole di cumulo

    Caso 1: Tizio, titolare di un'impresa artigiana con tre dipendenti

    Scenario. Tizio gestisce un’officina meccanica con tre dipendenti. Nel giugno 2026 intende assumere un giovane operaio qualificato con contratto a tempo indeterminato, retribuzione lorda mensile di circa 1.800 euro. Tizio si interroga se l’assunzione possa beneficiare dell’esonero contributivo previsto dal comma 153 della legge di bilancio 2026 e per quanto tempo si applica.

    Come si legge in pratica. Se il decreto attuativo confermera’ l’inclusione della categoria ‘giovani’ nel senso definito dalla norma, e Tizio rispetta le condizioni di accesso, l’assunzione potrebbe beneficiare dell’esonero parziale per un massimo di ventiquattro mesi. La misura esatta dell’esonero parziale – percentuale o importo massimo mensile – dipende dal decreto attuativo. A titolo puramente illustrativo, i contributi previdenziali a carico del datore di lavoro sono ordinariamente pari a una quota della retribuzione lorda; l’esonero ne ridurrebbe una parte per la durata consentita. Tizio non puo’ pero’ determinare l’importo esatto prima della pubblicazione delle istruzioni operative.

    Riepilogo Caso 1

    • Retribuzione lorda mensile del neo-assunto: 1.800 euro (esempio)
    • Durata massima esonero: ventiquattro mesi dall’assunzione
    • Natura del beneficio: esonero parziale contributi datoriali (escluso INAIL)
    • Misura percentuale: da definire con decreto attuativo
    • Azione: verificare con consulente del lavoro dopo pubblicazione del decreto

    Caso 2: Caia, SRL che vuole trasformare un contratto a termine

    Scenario. Caia e’ responsabile HR di una SRL nel settore dei servizi. La societa’ ha in forza una dipendente con contratto a tempo determinato scadente nel luglio 2026, con retribuzione lorda mensile di 2.200 euro. Caia valuta se la trasformazione del contratto in tempo indeterminato entro il 31 dicembre 2026 possa consentire alla SRL di beneficiare dell’esonero contributivo del comma 153 della legge di bilancio 2026.

    Come si legge in pratica. Il comma 153 prevede espressamente anche le trasformazioni da tempo determinato a tempo indeterminato effettuate tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2026. La dipendente dovrebbe inoltre rientrare nelle categorie destinatarie (es. lavoratrice svantaggiata, secondo la definizione che fornira’ il decreto attuativo). Se entrambe le condizioni sono soddisfatte, la SRL potrebbe beneficiare dell’esonero parziale per un massimo di ventiquattro mesi dalla data di trasformazione. Caia deve monitorare la pubblicazione del decreto per conoscere la procedura di domanda e i codici da utilizzare nelle denunce UNIEMENS.

    Riepilogo Caso 2

    • Operazione: trasformazione da tempo determinato a indeterminato entro 31/12/2026
    • Retribuzione lorda mensile: 2.200 euro (esempio)
    • Esonero applicabile: parziale, durata massima ventiquattro mesi
    • Esclusione: premi e contributi INAIL restano dovuti per intero
    • Verifica: la lavoratrice deve rientrare nelle categorie del decreto attuativo

    Caso 3: Sempronio, impresa nel Mezzogiorno all'interno della ZES unica

    Scenario. Sempronio e’ titolare di una societa’ di logistica con sede operativa in Calabria, territorio incluso nella ZES unica del Mezzogiorno. Nel settembre 2026 intende assumere due operatori di magazzino con contratto a tempo indeterminato, retribuzione lorda mensile di circa 1.700 euro ciascuno. Vuole capire se l’ubicazione nella ZES unica offra condizioni aggiuntive rispetto all’esonero ordinario.

    Come si legge in pratica. Il comma 153 della legge di bilancio 2026 menziona esplicitamente la ZES unica del Mezzogiorno tra le finalita’ dell’esonero, accanto all’occupazione giovanile e alle pari opportunita’. Questo suggerisce che il decreto attuativo potrebbe prevedere condizioni specifiche – o priorita’ nell’accesso alle risorse stanziate – per le assunzioni effettuate nella ZES. Tuttavia, senza il decreto non e’ possibile stabilire se l’esonero per la ZES abbia misura diversa da quello ordinario. Sempronio deve attendere le istruzioni operative, anche perche’ la componente ZES potrebbe essere soggetta ad autorizzazione europea in materia di aiuti di Stato.

    Riepilogo Caso 3

    • Localizzazione: ZES unica del Mezzogiorno (Calabria)
    • Assunzioni previste: due operatori con contratto a tempo indeterminato
    • ZES espressamente citata tra le finalita’ del comma 153
    • Misura e condizioni specifiche ZES: da definire con decreto attuativo
    • Possibile autorizzazione UE (aiuti di Stato) per la componente ZES

    Quando conviene una verifica

    Il decreto attuativo del comma 153 non e’ ancora pubblicato: pianifica le assunzioni 2026 con il supporto di un esperto. Parla con un consulente del lavoro.

    Norme e fonti collegate

    Domande frequenti

    Cosa prevede esattamente il comma 153 della legge di bilancio 2026 sull'esonero contributivo?

    Il comma 153 della legge di bilancio 2026 autorizza risorse – 154 milioni per il 2026, 400 milioni per il 2027, 271 milioni per il 2028 – per un esonero parziale dai contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro privati, con esclusione dei premi INAIL, della durata massima di ventiquattro mesi. Si rivolge alle assunzioni o trasformazioni a tempo indeterminato effettuate tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2026 di personale non dirigenziale. Le categorie destinatarie e le modalita’ operative sono rinviate a decreto attuativo.

    Chi rientra tra i lavoratori 'giovani' per l'esonero contributivo 2026?

    Il comma 153 non definisce un’eta’ anagrafica precisa per la categoria ‘giovani’: la norma cita l’obiettivo di ‘incrementare l’occupazione giovanile stabile’ come finalita’ dell’esonero, ma la definizione operativa – inclusa l’eventuale soglia d’eta’ – e’ rinviata al decreto attuativo. Non e’ quindi possibile indicare con certezza se si tratti di lavoratori under 30, under 35 o altra fascia: attendere il decreto e confrontarsi con il consulente del lavoro e’ indispensabile.

    I premi INAIL sono compresi nell'esonero contributivo del comma 153?

    No. Il comma 153 esclude espressamente i premi e contributi dovuti all’INAIL: questi restano interamente a carico del datore di lavoro indipendentemente dall’esonero. L’agevolazione riguarda unicamente la quota dei contributi previdenziali di pertinenza del datore di lavoro, ovvero la componente destinata all’INPS o alle casse equivalenti.

    L'esonero si applica anche alle trasformazioni da tempo determinato a indeterminato?

    Si’. Il comma 153 prevede espressamente l’esonero anche per la trasformazione del contratto da tempo determinato a tempo indeterminato effettuata nel periodo dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026, laddove prevista. Anche in questo caso la durata massima e’ di ventiquattro mesi e le condizioni di ammissibilita’ dovranno essere verificate rispetto al decreto attuativo.

    L'esonero del comma 153 si puo' cumulare con altri incentivi all'assunzione vigenti?

    Il comma 153 non contiene una disciplina espressa del cumulo con altri esoneri contributivi. Le regole di compatibilita’ e cumulo con misure come gli incentivi per i percettori di NASpI, gli incentivi per l’assunzione di disabili o altri esoneri settoriali saranno definite dal decreto attuativo. In attesa della pubblicazione, il datore di lavoro non puo’ pianificare con certezza strategie di cumulo; il consulente del lavoro potra’ fornire orientamenti sulla base della prassi INPS sugli esoneri analoghi.

  • Detrazione premi assicurazione rischio calamità naturali su immobili

    In sintesi

    • Aliquota ordinaria: 19% sui premi pagati per assicurazioni contro eventi calamitosi su unità immobiliari ad uso abitativo
    • Aliquota speciale: 90% se il contratto assicurativo è stipulato contestualmente alla cessione del Sismabonus al 110% ad un’impresa di assicurazione
    • Codice 43: contratti stipulati dal 1° gennaio 2018 al 31 dicembre 2024
    • Codice 54: contratti stipulati dal 1° gennaio 2025
    • Soggetto al riordino detrazioni: per redditi superiori a 75.000 euro si applicano i nuovi tetti complessivi introdotti dalla Legge di Bilancio 2025
    • Pagamento tracciabile: obbligatorio per fruire della detrazione del 19%

    Come funziona la detrazione per le assicurazioni contro le calamità

    Hai stipulato una polizza che copre la tua abitazione dai rischi di terremoto, alluvione o altri eventi calamitosi? Il premio che paghi ogni anno può darti diritto a una detrazione del 19% nel modello 730. Si tratta di un’agevolazione pensata per incentivare le famiglie a proteggersi dai rischi naturali, che in Italia sono particolarmente rilevanti.

    La polizza deve riguardare unità immobiliari ad uso abitativo. Non è necessario che sia l’abitazione principale: anche una seconda casa o un appartamento affittato a uso residenziale rientrano, purché la destinazione d’uso sia abitativa. Il contratto deve essere stato stipulato a partire dal 1° gennaio 2018.

    Esiste poi un caso speciale: se hai ceduto il credito Sismabonus al 110% a un’impresa di assicurazione e contestualmente hai stipulato una polizza per il rischio sismico, la detrazione sui premi assicurativi sale al 90%. Questa aliquota più elevata si applica solo in quel preciso abbinamento (cessione del sismabonus + polizza calamità), e il credito corrispondente alla detrazione sui premi non può essere ulteriormente ceduto.

    Aliquote e codici per la detrazione assicurazioni calamità
    Situazione Aliquota Codice onere Rigo 730
    Polizza calamità stipulata dal 01/01/2018 al 31/12/2024 19% 43 da E8 a E10
    Polizza calamità stipulata dal 01/01/2025 19% 54 da E8 a E10
    Polizza calamità contestuale a cessione Sismabonus 110% 90% 81 da E8 a E10

    Esempio pratico

    • Esempio: Caio è proprietario di un appartamento in una zona a rischio sismico. Nel 2025 paga il premio annuale di una polizza multirischio (terremoto + alluvione) di 450 euro, contratto firmato nel 2023. Tratta il codice onere 43 (contratto fino al 31/12/2024): detrazione del 19% su 450 euro = 85,50 euro di imposta risparmiata. Se avesse stipulato la stessa polizza nel 2025, userebbe il codice 54 con la medesima aliquota del 19%.

    Documenti necessari

    • Contratto di assicurazione con data di stipula e indicazione del rischio coperto (eventi calamitosi)
    • Quietanza di pagamento del premio 2025 (deve attestare il pagamento tracciabile)
    • Per la polizza contestuale al sismabonus: atto di cessione del credito d’imposta e contratto assicurativo collegato
    • Documentazione attestante che l’immobile è ad uso abitativo (visura catastale o atto di proprietà)

    Proprietario con polizza calamità su prima casa stipulata nel 2022

    Scenario. Sempronia è proprietaria di un appartamento in zona sismica dove vive. Nel 2022 ha stipulato una polizza che copre il rischio di terremoto e alluvione. Nel 2025 paga il premio annuale di 600 euro con addebito diretto sul conto corrente.

    Come si applica. Il contratto è stato stipulato nel 2022, cioè tra il 2018 e il 2024: si usa il codice 43. La detrazione del 19% si applica sull’importo del premio pagato (600 euro): risparmio fiscale di 600 × 19% = 114 euro. Il pagamento con addebito bancario soddisfa il requisito della tracciabilità.

    In pratica

    • Indica il premio nel rigo da E8 a E10 del 730, codice 43 per contratti fino al 31/12/2024
    • Conserva la quietanza di pagamento e il contratto assicurativo
    • Se il reddito supera 75.000 euro, considera che questa spesa rientra nel nuovo ‘riordino delle detrazioni’ introdotto dalla Legge di Bilancio 2025

    Nuova polizza stipulata nel 2025 dopo interventi sismici

    Scenario. Tizio ha ristrutturato il proprio immobile nel 2024 con interventi antisismici. Nel 2025 decide di tutelare ulteriormente la casa stipulando una nuova polizza rischio calamità, pagando un premio di 520 euro.

    Come si applica. Il contratto è del 2025: si usa il codice 54. Il trattamento fiscale è identico al codice 43 (aliquota 19%), ma la spesa rientra nel ‘riordino delle detrazioni’ introdotto per i redditi sopra i 75.000 euro. Per redditi fino a 75.000 euro non cambia nulla rispetto al passato. Detrazione: 520 × 19% = 98,80 euro.

    In pratica

    • Usa il codice 54 per i contratti stipulati dal 1° gennaio 2025 in poi
    • La detrazione del 19% spetta per intero fino a redditi di 120.000 euro, poi si riduce progressivamente azzerandosi a 240.000 euro
    • Per la speciale aliquota del 90% è necessario aver ceduto il Sismabonus al 110% a un’impresa di assicurazione contestualmente alla polizza

    Quando rivolgersi a un professionista

    La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

    Fonti e approfondimenti

    Domande frequenti

    La polizza deve coprire solo il terremoto o anche altri rischi?

    Le istruzioni parlano di ‘rischio di eventi calamitosi’ senza specificare il tipo di calamità. Una polizza multirischio (terremoto, alluvione, frane, ecc.) che includa il rischio calamità su un immobile abitativo è ammessa. Verifica che il contratto menzioni espressamente la copertura di eventi calamitosi.

    Vale anche per la seconda casa o solo per l'abitazione principale?

    L’agevolazione riguarda le unità immobiliari ad uso abitativo in generale, non solo l’abitazione principale. Una seconda casa a uso residenziale è inclusa.

    Come si calcola la detrazione se il reddito supera i 75.000 euro?

    Per redditi sopra 75.000 euro, la Legge di Bilancio 2025 ha introdotto un tetto complessivo sulle detrazioni (articolo 16-ter del TUIR). La spesa per premi calamità (contratti dal 2025) rientra in questo conteggio. La detrazione del 19% rimane però integra fino a 120.000 euro di reddito; decresce poi fino ad azzerarsi a 240.000 euro.

    Cosa cambia tra il codice 43 e il codice 54?

    Sostanzialmente nulla sul piano dell’aliquota (entrambi danno diritto al 19%). Cambia il periodo di stipula: codice 43 per contratti dal 01/01/2018 al 31/12/2024, codice 54 per contratti dal 01/01/2025. Ai fini del riordino delle detrazioni, le polizze con codice 54 (dal 2025) rientrano nel tetto complessivo per redditi sopra 75.000 euro.

    Il premio può essere pagato in contanti?

    No. La detrazione del 19% richiede il pagamento con strumenti tracciabili: bonifico, carta di debito, carta di credito, carta prepagata, assegno bancario o circolare. Il pagamento in contanti non dà diritto alla detrazione.

    La detrazione del 90% è cumulabile con quella del 19%?

    No. La detrazione del 90% (codice 81) si applica in un caso specifico: polizza stipulata contestualmente alla cessione del credito sismabonus al 110% a un’impresa di assicurazione. In quel caso si usa l’aliquota del 90% e non quella ordinaria del 19%. Sono due regimi alternativi, non cumulabili.

  • Art. 219 D.Lgs. 259/2003 – Disposizione finanziaria

    Art. 219 D.Lgs. 259/2003 – Disposizione finanziaria

    Codice delle comunicazioni elettroniche (D.Lgs. 1 agosto 2003, n. 259)

    1. Dall’attuazione del Codice non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato. articolo precedente articolo successivo

  • Art. 165 D.Lgs. 42/2004 – Violazione di disposizioni in materia di circolazione internazionale

    Art. 165 D.Lgs. 42/2004 – Violazione di disposizioni in materia di circolazione internazionale

    D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 – Codice dei beni culturali e del paesaggio

    1. Fuori dei casi di concorso nel delitto previsto dall'articolo 174, comma 1, chiunque trasferisce all'estero le cose o i beni indicati nell'articolo 10, in violazione delle disposizioni di cui alle sezioni I e II del Capo V del Titolo I della Parte seconda, è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 77,50 a euro 465.

  • Art. 3 L. 633/1941 – Opere collettive

    Testo della norma consultabile sul portale ufficiale Normattiva. Di seguito la lettura divulgativa a cura della redazione.

  • Valore doganale delle merci: come si determina

    In sintesi

    • Base del dazio: il valore doganale è la cifra su cui si applica l’aliquota della Tariffa Doganale Comune per calcolare quanto si paga all’importazione.
    • Valore di transazione: di norma coincide con il prezzo effettivamente pagato o da pagare per la merce al venditore estero.
    • Componente CIF: al prezzo della merce si aggiungono le spese di trasporto e assicurazione fino al punto di ingresso nel territorio doganale dell’UE.
    • Tariffa Doganale Comune: l’aliquota del dazio dipende dal codice di classificazione della merce (Nomenclatura Combinata a 8 cifre, estesa a 10 nel TARIC) e dall’origine del prodotto.
    • Origine preferenziale: se la merce proviene da un Paese con cui l’UE ha un accordo commerciale, il dazio può essere ridotto o azzerato, a condizione di documentare l’origine.
    • Franchigie per privati: le spedizioni da Paesi extra-UE sono esenti da dazi fino a 150 euro di valore intrinseco; i regali tra privati sono esenti fino a 45 euro.

    Cos'è il valore doganale e perché conta

    Quando un’azienda o un privato importa merci da un Paese fuori dall’Unione Europea, la dogana applica un dazio, cioè una tassa che spetta all’UE come ‘risorsa propria’. Questo dazio non si calcola su un importo stabilito arbitrariamente, ma su una base precisa: il valore doganale della merce.

    Capire come si forma il valore doganale è quindi il punto di partenza per stimare il costo reale di un’importazione. Un errore nel calcolo – o una dichiarazione incompleta – può portare a recuperi e sanzioni da parte dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

    La regola generale dice che il valore doganale corrisponde al valore di transazione, cioè al prezzo che è stato pagato o che dovrà essere pagato per la merce, aumentato delle spese di trasporto e assicurazione sino al punto di ingresso nell’UE. Questo metodo di calcolo è noto come valore CIF (Cost, Insurance, Freight), dalla frontiera doganale europea.

    Non è detto però che il valore di fattura coincida sempre con il valore doganale. Ci sono casi in cui la dogana può contestare il prezzo dichiarato – per esempio se tra acquirente e venditore esiste un rapporto di collegamento che potrebbe aver influenzato il prezzo – e ricorre ad altri metodi di determinazione previsti dalla normativa.

    Elementi che compongono il valore doganale (metodo CIF)
    Componente Incluso nel valore doganale?
    Prezzo pagato al fornitore estero (valore di transazione) Sì – è la base di partenza
    Trasporto dalla sede del venditore fino alla frontiera UE Sì – si aggiunge al prezzo
    Assicurazione sul trasporto fino alla frontiera UE Sì – si aggiunge al prezzo
    Dazio doganale stesso No – è calcolato sul valore doganale
    IVA all'importazione No – è separata e calcolata su valore doganale + dazio
    Spese di sdoganamento interne al territorio UE No – successive all'importazione

    Esempio pratico

    • Alfa Srl importa dalla Cina 500 unità di un componente elettronico al prezzo di 10.000 euro. Il trasporto via mare fino al porto di Genova (frontiera doganale UE) costa 800 euro e l’assicurazione 120 euro. Il valore doganale è quindi 10.000 + 800 + 120 = 10.920 euro. Se il codice TARIC del prodotto prevede un’aliquota del 5%, il dazio ammonta a 10.920 × 5% = 546 euro. L’IVA all’importazione (22%) si calcola poi su 10.920 + 546 = 11.466 euro, pari a circa 2.522 euro.

    Documenti necessari

    • Fattura commerciale del fornitore estero (con prezzo, quantità, descrizione merce)
    • Polizza di carico o lettera di vettura (Bill of Lading, CMR, AWB) con costi di trasporto
    • Polizza assicurativa o attestato del premio assicurativo
    • Lista di imballaggio (packing list)
    • Certificato di origine o dichiarazione di origine su fattura (per eventuale dazio preferenziale)
    • Informazione Tariffaria Vincolante (ITV) se richiesta per la classificazione del prodotto

    Caso 1 – Tizio importa abbigliamento da un Paese senza accordo preferenziale

    Scenario. Tizio è titolare di un negozio di abbigliamento e acquista capi da un fornitore turco. Il valore della merce è 8.000 euro; il trasporto via autocarro fino alla frontiera italiana (Ventimiglia) costa 600 euro; l’assicurazione è 80 euro. La Turchia, per quella categoria merceologica, non beneficia di un accordo di preferenza tariffaria con l’UE.

    Come si applica. Il valore doganale è 8.000 + 600 + 80 = 8.680 euro. L’aliquota del dazio applicabile al codice TARIC dei capi (ipotizziamo 12%) produce un dazio di circa 1.042 euro. Tizio deve presentare la dichiarazione doganale di importazione con la fattura, il documento di trasporto e la polizza assicurativa. Non potendo esibire un certificato EUR.1 o dichiarazione di origine valida per la Turchia su quella merce, non ottiene riduzioni.

    In pratica

    • Il prezzo in fattura non è il valore doganale: occorre aggiungere trasporto e assicurazione fino alla frontiera UE.
    • Senza prova dell’origine preferenziale si paga il dazio ordinario previsto dal TARIC.
    • Conservare tutti i documenti di trasporto e assicurazione: sono obbligatori in caso di controllo.

    Caso 2 – Caio importa ricambi industriali con Informazione Tariffaria Vincolante

    Scenario. Caio gestisce un’impresa di manutenzione industriale e importa regolarmente ricambi meccanici dagli Stati Uniti. In passato ha avuto un rilievo doganale perché aveva classificato i pezzi sotto un codice TARIC con aliquota inferiore a quella corretta. Per evitare altri problemi, decide di richiedere un’Informazione Tariffaria Vincolante (ITV) all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli prima della prossima spedizione.

    Come si applica. L’ITV è un atto amministrativo che certifica il codice di classificazione TARIC applicabile a quel prodotto, valido in tutta l’UE per un periodo definito. Una volta ottenuta, Caio dichiara il codice ITV nelle successive importazioni: se la dogana contesta, l’ITV fa testo. Il valore doganale si calcola nel modo consueto (prezzo + trasporto + assicurazione fino alla frontiera UE). Grazie all’ITV, il codice è certo e Caio può calcolare in anticipo il costo esatto del dazio.

    In pratica

    • Se il prodotto è difficile da classificare, l’ITV è lo strumento ufficiale per avere certezza: vale in tutta l’UE.
    • Una classificazione errata espone a recupero del dazio non pagato e a sanzioni amministrative.
    • L’ITV si richiede all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli prima di effettuare l’importazione.

    Quando rivolgersi a un professionista

    La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

    Fonti e approfondimenti

    Domande frequenti

    Cosa si intende per valore doganale?

    È la base imponibile su cui si calcola il dazio all’importazione. Di norma coincide con il prezzo pagato al fornitore estero, aumentato delle spese di trasporto e assicurazione fino alla frontiera doganale dell’UE (valore CIF).

    Il prezzo in fattura è sempre uguale al valore doganale?

    Non sempre. Al prezzo di fattura vanno aggiunte le spese di trasporto e assicurazione fino alla frontiera UE. Inoltre, se la dogana ritiene che il prezzo dichiarato non rispecchi il valore reale di mercato – per esempio perché acquirente e venditore sono collegati – può rettificarlo.

    Cosa sono i dazi antidumping?

    Sono dazi aggiuntivi applicati a specifiche merci provenienti da determinati Paesi quando la Commissione Europea accerta che vengono vendute a prezzi artificialmente bassi danneggiando i produttori UE. Si sommano al dazio ordinario previsto dal TARIC.

    Qual è la franchigia dai dazi per le spedizioni ricevute da privati?

    Le spedizioni da Paesi extra-UE sono esenti da dazi fino a un valore intrinseco di 150 euro. Se si tratta di un regalo tra privati, la franchigia scende a 45 euro. Sopra tali soglie si pagano i dazi previsti dal TARIC e, di norma, anche l’IVA all’importazione.

    Cos'è l'Informazione Tariffaria Vincolante (ITV) e quando conviene richiederla?

    È un provvedimento ufficiale dell’Agenzia delle Dogane che certifica il codice di classificazione TARIC di un prodotto. È vincolante in tutta l’UE e tutela l’importatore in caso di contestazione. Conviene richiederla quando il prodotto è complesso o difficile da classificare, o quando si effettuano importazioni ripetute dello stesso articolo.

    Come si dimostra l'origine preferenziale per pagare meno dazi?

    Con documenti specifici: il certificato EUR.1 rilasciato dall’autorità doganale del Paese esportatore, la dichiarazione di origine su fattura oppure, per gli esportatori registrati, tramite il sistema REX. La documentazione deve accompagnare la dichiarazione doganale di importazione.

    Vedi anche: Classificazione doganale delle merci, Sdoganamento, Dichiarazione doganale, IVA all’importazione, Base imponibile IVA e Art. 5 IRAP.