Indice
La guida
In sintesi
- Il conguaglio confronta le ritenute già trattenute durante l’anno con l’imposta dovuta calcolata nella dichiarazione.
- Se risulta un credito, il datore di lavoro rimborsa la differenza in busta paga a partire da luglio (per i pensionati da agosto o settembre).
- Se risulta un debito, il datore di lavoro trattiene le somme dalla retribuzione, anche a rate fino a dicembre.
- Il limite di 12 euro: il sostituto non effettua rimborsi né trattenute se l’importo per singola imposta è pari o inferiore a 12 euro.
- Si può rateizzare: da 2 a 6 rate (massimo 5 per i pensionati), con interessi dello 0,33% mensile, entro il 16 dicembre.
- Rimborso che non arriva: se le ritenute del mese non bastano, il sostituto rimborsa nei mesi successivi; se non può rimborsare, il credito passa nella Certificazione Unica e si recupera nella dichiarazione dell’anno dopo.
Che cosa è il conguaglio e come funziona
Quando presenti il 730, chi presta assistenza fiscale calcola l’imposta effettiva dovuta per l’anno. Questa cifra viene confrontata con le ritenute che il tuo datore di lavoro o ente pensionistico ha già trattenuto mensilmente durante l’anno. La differenza tra quanto hai pagato in anticipo e quanto avresti dovuto pagare si chiama conguaglio.
Se durante l’anno sono state trattenute troppe ritenute rispetto all’imposta dovuta, risulta un credito: il fisco ti deve restituire la differenza. Se invece le ritenute sono state insufficienti, risulta un debito: devi versare l’importo mancante. In entrambi i casi, con il modello 730 e in presenza di un sostituto d’imposta, queste operazioni avvengono automaticamente in busta paga, senza bisogno di recarsi allo sportello o usare il modello F24.
Le istruzioni del 730/2026 precisano che il datore di lavoro o l’ente pensionistico deve eseguire il rimborso, o trattenere le somme dovute, ‘a partire dalla prima retribuzione utile successiva al momento in cui il sostituto ha ricevuto il prospetto di liquidazione, in genere dal mese di luglio’. Per i pensionati le operazioni partono ‘dal secondo mese successivo’, in genere da agosto o settembre.
- Tutte le spese che riducono le imposte, con i tetti aggiornati
- Le 4 regole che fanno perdere le detrazioni (tracciabilit\xc3\xa0, tetto oltre 75.000 \xe2\x82\xac...)
- Documenti da preparare e date del 730/2026
Se il contribuente non ha un sostituto d’imposta (ad esempio ha presentato il 730 senza sostituto), il rimborso è erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate a partire da dicembre, sul conto corrente se è stato comunicato l’IBAN, oppure tramite titoli di credito emessi da Poste Italiane.
| Situazione | Modalità | Tempistica |
|---|---|---|
| Credito IRPEF con sostituto | Rimborso in busta paga | Da luglio (dipendenti) |
| Credito IRPEF con sostituto pensionati | Rimborso in rata di pensione | Da agosto o settembre |
| Debito IRPEF con sostituto | Trattenuta in busta paga (anche a rate) | Da luglio, fino al 16 dicembre |
| Credito IRPEF senza sostituto | Rimborso da Agenzia Entrate (IBAN o Poste) | Da dicembre |
| Debito IRPEF senza sostituto | Pagamento con modello F24 | Termini previsti per modello REDDITI |
| Importo per imposta uguale o inferiore a 12 euro | Nessuna operazione | Non si rimborsa ne trattiene |
Esempio pratico
-
Tizio ha presentato il 730/2026 tramite il Caf a maggio. Il prospetto di liquidazione 730-3 mostra un credito IRPEF di 320 euro: durante il 2025 il datore di lavoro ha trattenuto ritenute eccessive, perché Tizio ha avuto molte spese detraibili (spese sanitarie, interessi sul mutuo) non considerate nelle ritenute mensili. A luglio il datore di lavoro accredita i 320 euro in busta paga insieme allo stipendio, senza alcuna azione da parte di Tizio. Se invece il prospetto avesse mostrato un debito di 180 euro, la stessa somma sarebbe stata trattenuta dalla busta paga di luglio, o su più rate se Tizio avesse richiesto la rateizzazione.
Documenti necessari
- Certificazione Unica 2026 (con ritenute trattenute nell’anno)
- Prospetto di liquidazione 730-3 (mostra credito o debito risultante)
- Modello 730/2026 completo
- Modello F24 (solo se 730 senza sostituto e risulta un debito)
- IBAN del conto corrente (per accredito rimborso senza sostituto)
Tizio: credito da rimborso in busta paga
Scenario. Tizio, lavoratore dipendente, ha presentato il 730 con spese mediche e interessi sul mutuo. Il prospetto di liquidazione 730-3 mostra un credito IRPEF di 450 euro e un credito di addizionale regionale di 30 euro.
Come si applica. Il datore di lavoro riceve il modello 730-4 dall’Agenzia delle Entrate e provvede a rimborsare le somme a partire dalla prima retribuzione utile, generalmente luglio. Le istruzioni specificano che il sostituto ‘deve effettuare i rimborsi relativi all’IRPEF e alle altre imposte’. I 450 euro di credito IRPEF e i 30 euro di addizionale regionale verranno accreditati in busta paga, separatamente o insieme, a seconda della prassi aziendale. Tizio non deve fare nulla.
In pratica
- Il rimborso arriva direttamente in busta paga a luglio, senza richieste o pratiche aggiuntive.
- Sia l’IRPEF sia le addizionali vengono rimborsate, ma ogni imposta è gestita separatamente.
- Se l’importo da rimborsare per una singola imposta è uguale o inferiore a 12 euro, il rimborso non viene effettuato.
Caia: debito e scelta di rateizzare
Scenario. Caia è una lavoratrice dipendente. Dal 730 emerge un debito IRPEF di 600 euro, perché ha avuto un secondo lavoro part-time per alcuni mesi e le ritenute non sono state sufficienti. Preferisce non pagare tutto in una volta.
Come si applica. Le istruzioni del 730/2026 prevedono la possibilità di rateizzare il pagamento del debito. Caia può indicare nel rigo F6, colonna 7, il numero di rate desiderate, da 2 a 6 (massimo 5 per i pensionati; da 2 a 7 con il 730 senza sostituto). Il versamento rateale deve concludersi entro il 16 dicembre, e il sostituto calcola gli interessi dovuti per la rateazione, pari allo 0,33% mensile. Le rate vengono trattenute direttamente dalle buste paga mensili.
In pratica
- La rateizzazione si richiede indicando il numero di rate nel rigo F6 del modello 730.
- Gli interessi sulla rateizzazione sono pari allo 0,33% mensile, calcolati dal sostituto d’imposta.
- L’ultima rata non può andare oltre il 16 dicembre, quindi il sostituto adegua il numero di rate effettive.
Rimborso 730 non arrivato in busta paga: i motivi più comuni
Se il rimborso non compare nella busta paga di luglio (o nella pensione di agosto o settembre), di solito la causa è una di queste:
| Situazione | Cosa succede | Fonte |
|---|---|---|
| Il datore ha ricevuto il prospetto di liquidazione (730-4) dopo l’elaborazione degli stipendi di luglio | Il rimborso parte dalla prima retribuzione utile dopo la ricezione, quindi anche ad agosto o settembre | Istruzioni 730/2026, cap. 8; art. 19 D.M. 164/1999 |
| Sei pensionato | L’ente pensionistico opera dal secondo mese successivo alla ricezione: in genere agosto o settembre | Istruzioni 730/2026, cap. 8 |
| Le ritenute del mese non bastano a coprire il credito | Il sostituto usa tutte le ritenute che versa per quel mese e, se non bastano, rimborsa il resto sulle ritenute dei mesi successivi dello stesso anno: il rimborso arriva «a rate» | Art. 19, comma 2, D.M. 164/1999 |
| Il credito di una singola imposta è di 12 euro o meno | Il sostituto non lo rimborsa | Istruzioni 730/2026, cap. 8 |
| L’Agenzia ha avviato un controllo preventivo sul 730 | Il rimborso lo eroga l’Agenzia delle Entrate, a partire da dicembre ed entro il sesto mese dal termine per la trasmissione | Istruzioni 730/2026, cap. 8 |
| Il sostituto non ha potuto rimborsare (per esempio perché il rapporto di lavoro è finito) | Il credito non rimborsato risulta dalla Certificazione Unica (punto 64) e si recupera nella dichiarazione successiva, nel rigo F3 | Istruzioni 730/2026, rigo F3 |
| Hai presentato un 730 integrativo con un credito | Il sostituto lo rimborsa riducendo le ritenute di dicembre | Art. 19, comma 3, D.M. 164/1999 |
Conguaglio IRPEF di fine anno e conguaglio del 730: la differenza
In busta paga possono comparire due conguagli diversi. Il conguaglio di fine anno lo fa il datore di lavoro sulle proprie ritenute: entro il 28 febbraio dell’anno successivo, o alla cessazione del rapporto, ricalcola l’imposta sugli stipendi pagati tenendo conto delle detrazioni spettanti (art. 23, comma 3, D.P.R. 600/1973). Il conguaglio del 730 arriva dopo la dichiarazione, di solito da luglio: il datore applica il risultato del prospetto di liquidazione, che tiene conto anche di spese detraibili, altri redditi e crediti che non conosceva.
Quando rivolgersi a un professionista
La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.
Fonti e approfondimenti
- Istruzioni Modello 730/2026 – Agenzia delle Entrate: capitolo 8 «Rimborsi, trattenute e pagamenti», rigo F6 (rateizzazione e acconti), rigo F3 (crediti non rimborsati dal sostituto)
- Art. 19 D.M. 164/1999 (operazioni di conguaglio del sostituto) – Normattiva
- Art. 23 D.P.R. 600/1973 (conguaglio di fine anno) – Normattiva
- Per chi non ha un datore di lavoro: 730 senza sostituto d’imposta: come arriva il rimborso
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Domande frequenti
Quando arriva il rimborso del 730?
Per i lavoratori dipendenti dalla prima retribuzione utile dopo che il datore ha ricevuto il prospetto di liquidazione, in genere da luglio. Per i pensionati dal secondo mese successivo, in genere agosto o settembre. Con il 730 senza sostituto il rimborso lo paga l’Agenzia delle Entrate a partire da dicembre.
Perché non ho ricevuto il rimborso del 730 nella busta paga di luglio o agosto?
Le cause più frequenti sono: prospetto di liquidazione arrivato al datore dopo l’elaborazione degli stipendi, ritenute del mese insufficienti (il resto arriva nei mesi successivi), credito di 12 euro o meno, controllo preventivo dell’Agenzia, rapporto di lavoro cessato. In quest’ultimo caso il credito si recupera nella dichiarazione dell’anno dopo, rigo F3.
Il rimborso del 730 può arrivare in più mesi?
Sì. Il sostituto rimborsa riducendo le ritenute del mese; se nemmeno l’insieme delle ritenute che versa basta, rimborsa il resto sulle ritenute dei mesi successivi dello stesso anno (art. 19, comma 2, D.M. 164/1999).
Se ho un debito, devo pagarlo tutto subito?
No. Puoi rateizzarlo indicando nel rigo F6, colonna 7, da 2 a 6 rate (massimo 5 per i pensionati), con trattenute mensili. Il pagamento deve finire entro il 16 dicembre e sulle rate si applicano interessi dello 0,33% mensile.
Cosa succede se la retribuzione di luglio non basta a coprire il debito?
La parte che non trova capienza, maggiorata degli interessi previsti per l’incapienza, viene trattenuta nei mesi successivi fino alla fine dell’anno.
Posso ridurre l’acconto IRPEF di novembre?
Sì. Se prevedi meno reddito o più detrazioni, puoi comunicare per iscritto al sostituto d’imposta entro il 10 ottobre che non vuoi versare l’acconto di novembre o vuoi versarne uno inferiore, indicando l’importo che ritieni dovuto.
Il rimborso arriva sempre in busta paga?
Solo se hai un sostituto d’imposta che effettua il conguaglio. Con il 730 senza sostituto il rimborso lo eroga l’Agenzia delle Entrate a partire da dicembre, sull’IBAN comunicato o con un titolo di credito di Poste Italiane.
Che differenza c’è tra conguaglio di fine anno e conguaglio del 730?
Il conguaglio di fine anno lo fa il datore entro il 28 febbraio dell’anno dopo (o alla cessazione del rapporto) sulle ritenute degli stipendi. Il conguaglio del 730 arriva da luglio e applica il risultato della dichiarazione, comprese spese detraibili e altri redditi.