Detrazione del 75% delle spese sostenute dal 2022 al 2025 per interventi di superamento delle barriere architettoniche in edifici gia’ esistenti.
I massimali di spesa variano in base al tipo di edificio: 50.000 euro per unifamiliari e unita’ indipendenti, 40.000 euro per unita’ in edifici da 2 a 8 appartamenti, 30.000 euro per edifici con piu’ di 8 unita’ (importi da moltiplicare per il numero di unita’).
La detrazione e’ suddivisa in 5 rate annuali di pari importo.
Dal 30 dicembre 2023 la detrazione copre anche interventi limitati a scale, rampe, ascensori, servoscala e piattaforme elevatrici.
Il bonus non richiede lavori energetici abbinati se l’edificio e’ vincolato ai sensi del Codice dei beni culturali o se gli interventi energetici sono vietati da regolamenti edilizi.
Il pagamento deve avvenire con strumenti tracciabili: bonifico bancario o postale, carte di credito/debito.
Che cos'e' il bonus barriere architettoniche al 75%
Il bonus barriere architettoniche e’ una detrazione IRPEF del 75% pensata per chi interviene su un edificio esistente per renderlo accessibile a tutti, in particolare alle persone con difficolta’ motorie o agli anziani. Puoi detrarre tre quarti della spesa sostenuta, spalmate in cinque anni.
L’agevolazione e’ attiva per le spese sostenute dal 1 gennaio 2022 al 31 dicembre 2025. Nel 730/2026 dichiari quindi le spese del 2025 (prima rata) oppure le rate successive di spese gia’ sostenute negli anni precedenti.
Dal 30 dicembre 2023 la norma e’ stata parzialmente modificata: per le spese sostenute da quella data, la detrazione al 75% spetta esclusivamente per interventi che riguardano scale, rampe, ascensori, servoscala e piattaforme elevatrici. Gli altri interventi di abbattimento barriere restano coperti dal Sismabonus o dall’ecobonus a seconda dei casi.
Massimali di spesa per tipo di edificio (codici 21 e 22 quadro E)
Tipo di edificio
Massimale per unita' immobiliare
Codice 730
Edificio unifamiliare o unita' indipendente con accesso autonomo
50.000 euro
21
Edificio da 2 a 8 unita' immobiliari
40.000 euro x n. unita'
22
Edificio con piu' di 8 unita' immobiliari
30.000 euro x n. unita'
22
Esempio pratico
Caio abita in un appartamento all’interno di un edificio condominiale composto da 6 unita’. Il condominio installa un ascensore nel 2025: spesa totale 120.000 euro. Il massimale e’ 40.000 euro x 6 unita’ = 240.000 euro. L’intera spesa di 120.000 euro rientra nel limite. Detrazione totale del condominio: 75% di 120.000 = 90.000 euro, in 5 rate da 18.000 euro. A Caio spetta la quota millesimale: se e’ al 20%, detrae 3.600 euro all’anno per 5 anni.
Documenti necessari
Fatture dell’impresa che ha eseguito i lavori
Bonifico bancario o postale da cui risultino causale, codice fiscale del pagante e partita IVA del beneficiario
Documentazione che attesti la natura dell’intervento (relazione tecnica, permessi edilizi se richiesti)
Per condomini: delibera assembleare e tabella millesimale di ripartizione delle spese
Per conduttori (inquilini): dichiarazione di consenso del proprietario all’esecuzione dei lavori
Caso 1 – Ascensore in condominio piccolo
Scenario. Tizio vive al terzo piano di un palazzo con 4 appartamenti. Il condominio ha installato un ascensore nel 2025, spendendo 60.000 euro. A Tizio spetta il 25% delle spese condominiali (quota millesimale).
Come si applica. Il massimale per un edificio da 2 a 8 unita’ e’ 40.000 euro per appartamento: qui 40.000 x 4 = 160.000 euro totali. La spesa di 60.000 euro rientra abbondantemente. Detrazione del condominio: 75% di 60.000 = 45.000 euro in 5 rate. Quota di Tizio (25%): 45.000 x 25% = 11.250 euro totali, cioe’ 2.250 euro per rata. Nel 730/2026 Tizio porta la prima rata di 2.250 euro, indicando il codice fiscale del condominio.
In pratica
Massimale abbondantemente rispettato: 160.000 euro disponibili, spesi 60.000.
Prima rata di Tizio nel 730/2026: 2.250 euro.
Compilare colonna 3 del rigo con il codice fiscale del condominio.
Caso 2 – Villa unifamiliare con rampa per anziani
Scenario. Sempronio possiede una villa unifamiliare. La madre anziana vive con lui e ha difficolta’ a salire i gradini dell’ingresso. Nel 2025 ha fatto costruire una rampa di accesso al piano terra. Spesa: 18.000 euro.
Come si applica. Per gli edifici unifamiliari il massimale e’ 50.000 euro. La spesa di 18.000 euro e’ ampiamente sotto il limite. Detrazione: 75% di 18.000 = 13.500 euro in 5 rate da 2.700 euro ciascuna. Nel 730/2026 Sempronio dichiara la prima rata e compila anche la sezione III-B con i dati catastali dell’immobile.
In pratica
75% di 18.000 euro = 13.500 euro di detrazione totale.
5 rate da 2.700 euro all’anno.
La rampa rientra nell’agevolazione se e’ parte dell’accesso all’edificio.
Quando rivolgersi a un professionista
La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.
Quanto si detrae con il bonus barriere architettoniche?
La detrazione e’ del 75% delle spese sostenute, nel limite massimo previsto per il tuo tipo di edificio. Per una villetta unifamiliare il tetto e’ 50.000 euro; per un condominio dipende dal numero di unita’.
In quante rate si recupera la detrazione?
In 5 rate annuali di pari importo. Se hai speso nel 2025, la prima rata la recuperi nel 730/2026, la quinta nel 730/2030.
Quali interventi rientrano nel bonus?
Dal 30 dicembre 2023 la detrazione al 75% spetta per interventi su scale, rampe, ascensori, servoscala e piattaforme elevatrici. Per spese sostenute prima di quella data, rientravano piu’ in generale tutti gli interventi di superamento e eliminazione di barriere architettoniche.
Spetta anche se non ci sono disabili in famiglia?
Si’. La legge non richiede che il beneficiario o un suo familiare sia disabile. Il bonus si applica a interventi su edifici gia’ esistenti indipendentemente dalla condizione dell’occupante.
Come si compila il 730 per questo bonus?
Si usa la sezione III-A del quadro E, righi E41-E43. Nella colonna 2 si indica il codice ’21’ per edifici unifamiliari e unita’ indipendenti, oppure ’22’ per i condomini. Per le spese 2025 vanno anche compilati i dati catastali nella sezione III-B.
E' cumulabile con altri bonus?
Non direttamente. Se l’intervento rientra anche nel Superbonus, la detrazione al 75% si applica solo se l’eliminazione delle barriere e’ eseguita congiuntamente agli interventi ‘trainanti’ Superbonus. In assenza di quei presupposti, il 75% si applica autonomamente.
Detrazione del 19% per fisioterapia e riabilitazione nel rigo E1 come spese sanitarie
Franchigia di 129,11 euro: la detrazione si applica solo sulla parte di spesa che supera questa soglia
Professionista abilitato: la prestazione deve essere resa da un fisioterapista o da una figura sanitaria riconosciuta
Pagamento tracciabile obbligatorio: bonifico, carta o bancomat (no contanti), salvo strutture pubbliche o accreditate SSN
Spese per familiari a carico incluse: puoi detrarre anche quelle pagate per coniuge o figli a tuo carico
Fisioterapia e riabilitazione: cosa si può detrarre
Le spese sostenute nel 2025 per sedute di fisioterapia, riabilitazione motoria o trattamenti riabilitativi danno diritto a una detrazione del 19% nel Modello 730/2026. Rientrano tra le spese sanitarie del rigo E1, a condizione che la prestazione sia resa da una figura professionale sanitaria abilitata, come un fisioterapista iscritto all’albo.
Come per tutte le spese mediche, la detrazione non si calcola sull’intera somma spesa, ma solo sulla parte che supera la franchigia di 129,11 euro. Questa è la quota che resta sempre a tuo carico: se nell’anno hai speso meno di 129,11 euro in totale di spese sanitarie, non hai diritto ad alcuna detrazione.
Dal 2020 è obbligatorio pagare con strumenti tracciabili (bonifico, carta di credito, bancomat). I pagamenti in contanti non danno diritto alla detrazione. L’unica eccezione riguarda le prestazioni rese direttamente da strutture pubbliche o da strutture private accreditate al Servizio Sanitario Nazionale.
Se sei una persona con disabilità e hai bisogno di assistenza riabilitativa continuativa, esiste una regola diversa e più favorevole che vale la pena conoscere: le spese di assistenza infermieristica e riabilitativa rientrano nelle spese mediche deducibili (non detraibili) del rigo E25, senza franchigia e senza limite di importo.
Riepilogo detrazione fisioterapia e riabilitazione
Voce
Importo / regola
Aliquota di detrazione
19%
Franchigia (parte non detraibile)
129,11 euro
Pagamento ammesso
Tracciabile (bonifico, carta, bancomat)
Professionista richiesto
Fisioterapista o figura sanitaria abilitata
Rateizzazione opzionale
4 rate se spese sanitarie totali superano 15.493,71 euro
Esempio pratico
Esempio: Caio ha sostenuto nel 2025 spese per 10 sedute di fisioterapia pari a 450 euro totali, tutte pagate con bonifico a una clinica privata non accreditata SSN. La base di calcolo è 450 – 129,11 = 320,89 euro. La detrazione spettante è il 19% di 320,89 euro, cioè circa 60,97 euro in meno di imposta da pagare.
Documenti necessari
Fattura o ricevuta fiscale del fisioterapista o della struttura, con codice fiscale del paziente e indicazione della prestazione
Ricevuta di pagamento tracciabile (estratto conto, ricevuta bonifico, ricevuta carta)
Attestazione della qualifica professionale del fisioterapista (in caso di richiesta da parte del Fisco)
Se la struttura è accreditata SSN, documentazione che lo attesti (in tal caso il pagamento in contanti è ammesso)
Tizio fa fisioterapia dopo un infortunio in un centro privato
Scenario. Tizio si è sottoposto a 15 sedute di fisioterapia nel 2025 presso un centro privato non convenzionato, pagando 600 euro con carta di credito. Il fisioterapista ha emesso regolare fattura.
Come si applica. Le spese rientrano nel rigo E1 come spese sanitarie. La detrazione del 19% si calcola su 600 – 129,11 = 470,89 euro. Il risparmio fiscale è circa 89,47 euro. Il pagamento con carta soddisfa il requisito della tracciabilità.
In pratica
Conserva le fatture con il tuo codice fiscale e i dati del professionista e della prestazione svolta
Tieni l’estratto conto o la ricevuta della carta come prova del pagamento tracciabile
Inserisci il totale nel rigo E1: il CAF calcola la detrazione al netto della franchigia di 129,11 euro
Sempronio paga la riabilitazione del padre non a carico con patologia esente
Scenario. Il padre di Sempronio ha una patologia cronica che dà diritto all’esenzione dal ticket sanitario. Sempronio ha pagato 800 euro per sedute di riabilitazione del padre, che non è fiscalmente a carico perché ha un reddito proprio.
Come si applica. Le spese sanitarie per un familiare non fiscalmente a carico ma con patologia esente seguono regole speciali: vanno indicate nel rigo E2, non nel rigo E1. Il limite massimo di spesa detraibile in questo rigo è 6.197,48 euro. La detrazione del 19% si calcola sull’importo che supera la franchigia di 129,11 euro, considerando la somma dei righi E1 ed E2.
In pratica
Verifica che il padre abbia una patologia inclusa nell’elenco delle patologie esenti dal ticket (disponibile su salute.gov.it)
L’importo va inserito nel rigo E2, non nel rigo E1: la differenza è importante per non perdere la detrazione
Il massimale per il rigo E2 è 6.197,48 euro per anno
Quando rivolgersi a un professionista
La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.
Le spese di fisioterapia privata si possono detrarre?
Sì, se la prestazione è resa da un fisioterapista abilitato e il pagamento è tracciabile. La detrazione è del 19% sulla parte che supera la franchigia di 129,11 euro.
Ho bisogno di una prescrizione medica per detrarre la fisioterapia?
Le istruzioni non richiedono esplicitamente una prescrizione medica per la detrazione nel rigo E1. Tuttavia, la fattura deve indicare chiaramente la natura sanitaria della prestazione e la qualifica del professionista.
Posso detrarre le spese di riabilitazione pagate in contanti?
No. Dal 2020 il pagamento deve essere tracciabile (bonifico, carta, bancomat). L’eccezione vale solo per strutture pubbliche o accreditate al SSN, dove il contante è ancora ammesso.
Sono una persona con disabilità: vale la stessa regola?
No. Per le persone con disabilità le spese di assistenza infermieristica e riabilitativa rientrano nel rigo E25 (spese per assistenza specifica), che prevede la deduzione integrale dal reddito senza franchigia.
Posso detrarre la fisioterapia pagata per mia moglie a carico?
Sì. Le spese sanitarie sostenute per i familiari fiscalmente a carico vanno incluse nel rigo E1 insieme alle tue. Il documento di spesa può essere intestato al familiare a carico.
Se supero 15.493,71 euro di spese sanitarie totali, cosa succede?
Puoi scegliere di rateizzare la detrazione in quattro quote annuali uguali, barrando l’apposita casella nel 730. Il calcolo lo esegue il CAF o il sostituto.
I compensi da sondaggi e micro-task online sono, in genere, redditi da attività commerciali o di lavoro autonomo non esercitate abitualmente: rigo D5 del 730.
Il cashback puro (rimborso di una quota di spesa effettuata) non è reddito imponibile: non va dichiarato.
I premi e bonus in denaro erogati da app e programmi di fidelizzazione possono configurare redditi diversi se non sono semplici rimborsi.
Non esiste una franchigia di esenzione automatica per questi proventi: ogni compenso concorre al reddito complessivo.
La prova della spesa: conserva screenshot, email di pagamento e estratti conto per documentare la natura del provento.
Se il pagamento arriva dall’estero, occorre valutare se l’intermediario ha già applicato ritenute; in caso contrario il reddito va dichiarato.
Come capire se i guadagni da app e sondaggi vanno dichiarati
Molte persone utilizzano app per sondaggi retribuiti, piattaforme di micro-task o programmi di cashback e si ritrovano a incassare piccole somme nel corso dell’anno. La domanda frequente è: devo dichiarare questi guadagni nel 730?
La risposta dipende dalla natura del provento. Un rimborso percentuale su acquisti effettuati (cashback classico) non è un reddito: è la restituzione di una parte di denaro già tuo. Non va dichiarato. Diverso è il caso in cui ricevi un compenso in cambio di un’attività svolta – rispondere a un sondaggio, completare un compito, testare un prodotto – oppure un premio in denaro per aver raggiunto una soglia. In queste ipotesi si configura un reddito.
Dal punto di vista fiscale, questi compensi rientrano nella categoria dei redditi diversi, in particolare come proventi da attività commerciali o di lavoro autonomo non esercitate abitualmente. Vanno inseriti nel rigo D5 del Modello 730 (o nel quadro RL del Modello Redditi PF). Se i pagamenti arrivano da piattaforme straniere senza applicazione di ritenute, l’obbligo di dichiarazione è invariato.
Natura dei proventi da app e online: schema fiscale
Tipo di provento
Natura fiscale
Dove dichiararlo
Compenso per sondaggio, micro-task, test prodotto
Reddito da attività commerciale/lavoro autonomo occasionale
730 rigo D5 codice 1 o 2
Premio in denaro per soglia raggiunta
Reddito diverso occasionale (valutare natura)
730 rigo D5 codice 1 o 2
Cashback puro (rimborso % su acquisti)
Non e' reddito imponibile
Non va dichiarato
Vincita a giochi online esteri senza ritenuta applicata
Reddito diverso (art. 67 TUIR)
730 rigo D4 codice 9
Esempio pratico
Tizio, dipendente, nel 2025 ha risposto a sondaggi online per un totale di 180 euro e ha ricevuto 50 euro di cashback da una carta di credito. I 180 euro da sondaggi sono un compenso per un’attivita’ svolta: vanno dichiarati nel rigo D5, codice 1 del 730, come reddito da attivita’ commerciale non esercitata abitualmente. I 50 euro di cashback non vanno dichiarati: sono la restituzione di parte del denaro gia’ speso. Il reddito netto da sondaggi (180 euro, al netto di eventuali spese documentate) concorre al reddito complessivo di Tizio.
Documenti necessari
Email o notifiche di pagamento ricevute dalle piattaforme
Estratti conto o storico transazioni del portafoglio digitale (PayPal, Revolut, ecc.)
Screenshot della dashboard della piattaforma con riepilogo annuale dei guadagni
Eventuale documentazione di spese sostenute per svolgere l’attivita’ (es. connessione internet dedicata, se sostenuta specificamente per l’attivita’)
Certificazione Unica se la piattaforma e’ italiana e ha applicato ritenute d’acconto
Caio: sondaggista part-time da divano
Scenario. Caio e’ pensionato e nel 2025 ha partecipato a sondaggi su due piattaforme online, guadagnando 420 euro totali. Una piattaforma e’ italiana e ha applicato una ritenuta d’acconto del 20%; l’altra e’ straniera e ha pagato senza ritenute.
Come si applica. I compensi di entrambe le piattaforme sono redditi diversi da attivita’ commerciale occasionale. Caio deve dichiarare il totale lordo di 420 euro nel rigo D5, codice 1 del 730. La ritenuta applicata dalla piattaforma italiana appare nella Certificazione Unica e va indicata nella colonna delle ritenute. Per la parte pagata dalla piattaforma estera senza ritenuta, Caio inserisce comunque il compenso lordo: non ci sono ritenute da compensare, ma il reddito concorre all’IRPEF.
In pratica
Somma i compensi lordi di tutte le piattaforme: italiane ed estere.
Le ritenute subite (Certificazione Unica) si compensano con l’IRPEF dovuta.
Per i pagamenti esteri senza ritenuta, dichiari comunque il lordo nel rigo D5.
Sempronia: app di cashback e premi fedeltà
Scenario. Sempronia usa un’app di cashback: nel 2025 ha ricevuto 90 euro di rimborso sugli acquisti e 60 euro come premio per aver raggiunto una soglia di spesa mensile per tre mesi di fila.
Come si applica. I 90 euro di cashback puro sono una restituzione parziale di denaro speso: non sono reddito e non vanno dichiarati. I 60 euro di premio soglia sono piu’ incerti: se il programma li eroga come compenso per un comportamento specifico (un obiettivo raggiunto), possono configurare un reddito diverso. In caso di dubbio, la scelta prudente e’ dichiararli nel rigo D5 come reddito da attivita’ commerciale occasionale. L’importo e’ comunque modesto e l’imposta sarebbe minima.
In pratica
Cashback su acquisti: non e’ reddito, non si dichiara.
Premi per obiettivi raggiunti: possono essere redditi diversi; in caso di dubbio, dichiarali nel rigo D5.
Importi bassi generano imposte modeste, ma l’omissione rimane formalmente irregolare.
Quando rivolgersi a un professionista
La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.
Devo dichiarare anche 10 o 20 euro guadagnati con sondaggi online?
In teoria sì: non esiste una franchigia automatica di esenzione per i redditi diversi occasionali. Esiste solo la condizione generale di esonero dalla dichiarazione quando l’imposta complessivamente dovuta non supera 10,33 euro, ma si tratta di un’ipotesi molto residuale.
Il cashback della carta di credito e' un reddito?
No, il cashback classico – cioe’ la restituzione di una percentuale degli acquisti effettuati – non e’ reddito imponibile. E’ una riduzione del prezzo che hai gia’ pagato. Non va dichiarato.
Come mi comporto se la piattaforma straniera non mi ha rilasciato nessun documento?
L’obbligo di dichiarare non dipende dalla documentazione ricevuta, ma dalla percezione del reddito. Dovrai ricostruire i guadagni dallo storico della piattaforma o dal tuo estratto conto e dichiararli nel rigo D5. Conserva screenshot come prova.
Se guadagno da queste app ogni mese, divento un lavoratore autonomo con partita IVA?
Non necessariamente per gli importi in gioco, ma la frequenza mensile e la continuita’ nel tempo sono elementi che l’Agenzia delle Entrate potrebbe valutare come indicatori di abitualita’. In linea generale, per importi molto bassi e attivita’ non organizzate il rischio e’ contenuto, ma e’ opportuno monitorare la situazione nel tempo.
Le vincite nei giochi online vanno dichiarate allo stesso modo?
No. Le vincite da giochi online stranieri su cui non e’ stata applicata alcuna ritenuta vanno nel rigo D4, codice 9 del 730 (altri redditi diversi senza ritenuta), non nel rigo D5. Le vincite da giochi italiani con ritenuta a titolo d’imposta, invece, non vanno dichiarate.
Detrazione del 19% anche sulle spese sanitarie pagate per i familiari fiscalmente a carico
Il familiare è fiscalmente a carico se ha un reddito non superiore a 2.840,51 euro (4.000 euro per figli under 24)
Il documento può essere intestato al familiare a carico: la detrazione spetta comunque a chi ha sostenuto la spesa
Se entrambi i genitori pagano le spese del figlio, ciascuno detrae la propria quota: annotare la percentuale sul documento
Spese per familiari non a carico con patologia esente: regola speciale, rigo E2, limite 6.197,48 euro
Chi sono i familiari a carico e cosa cambia per le spese sanitarie
Quando paghi le spese mediche di un familiare che dipende economicamente da te, puoi detrarre quelle spese nella tua dichiarazione dei redditi esattamente come faresti per le tue. La detrazione è sempre del 19% e si applica sulla parte di spesa che supera la franchigia di 129,11 euro, considerando insieme le spese tue e quelle dei familiari a carico.
Un familiare è considerato fiscalmente a carico quando ha avuto nell’anno un reddito complessivo non superiore a 2.840,51 euro. Per i figli di età non superiore a 24 anni il limite è più alto: 4.000 euro. Questo limite vale indipendentemente dall’anagrafe o dalla convivenza: un figlio che vive altrove può essere comunque a tuo carico se il suo reddito non supera la soglia.
Una regola pratica utile: la fattura o la ricevuta della spesa può essere intestata al familiare a carico, non necessariamente a te. La detrazione spetta comunque a chi ha effettivamente pagato la spesa. Se però il documento è intestato al figlio, occorre che i genitori annotino la quota che ciascuno ha sostenuto, quando vogliono ripartirla in modo diverso dal 50%.
Esiste anche una situazione speciale per i familiari che non sono a tuo carico ma hanno una patologia grave che dà diritto all’esenzione dal ticket sanitario. In questo caso puoi comunque detrarre le spese che hai pagato per loro, ma con regole diverse e un limite massimo di 6.197,48 euro, da indicare nel rigo E2 del quadro E.
Familiari a carico: limiti di reddito e regole principali
Familiare
Limite di reddito per essere a carico
Detrazione spese sanitarie
Coniuge, genitori e altri ascendenti conviventi (dal 2025 fratelli, suoceri, generi e nuore non possono più essere a carico)
2.840,51 euro
19%, rigo E1
Figli di età non superiore a 24 anni
4.000 euro
19%, rigo E1
Coniuge fiscalmente a carico dell'altro
2.840,51 euro
L'intera spesa va al coniuge non a carico
Familiare non a carico con patologia esente
Qualsiasi reddito
19%, rigo E2, max 6.197,48 euro
Esempio pratico
Esempio: Tizio ha sostenuto nel 2025 700 euro di spese sanitarie per sé e 400 euro di spese mediche per la figlia di 20 anni fiscalmente a carico. Il totale da indicare nel rigo E1 è 1.100 euro. La detrazione si calcola su 1.100 – 129,11 = 970,89 euro. Tizio recupera il 19% di questa cifra, cioè circa 184,47 euro di imposte in meno.
Documenti necessari
Fattura o ricevuta sanitaria intestata al contribuente o al familiare a carico
Ricevuta di pagamento tracciabile (bonifico, carta, bancomat) per prestazioni sanitarie private
Documentazione che attesti lo stato di familiare fiscalmente a carico (dichiarazione reddituale del familiare se richiesta)
Per spese ripartite tra i genitori: annotazione della percentuale di ripartizione sul documento di spesa
Per patologie esenti: certificazione medica attestante la patologia che dà diritto all’esenzione ticket
Caio paga le spese mediche dei genitori fiscalmente a carico
Scenario. I genitori di Caio vivono con lui e sono a suo carico perché hanno una pensione modesta, inferiore a 2.840,51 euro annui ciascuno. Nel 2025 Caio ha pagato per loro 1.200 euro di visite specialistiche e analisi del sangue, oltre a 300 euro di spese sanitarie proprie.
Come si applica. Caio inserisce nel rigo E1 il totale di 1.500 euro (300 proprie + 1.200 dei genitori). La detrazione del 19% si calcola su 1.500 – 129,11 = 1.370,89 euro. Il risparmio fiscale è circa 260,47 euro. Le ricevute possono essere intestate ai genitori.
In pratica
Verifica ogni anno che il reddito dei genitori non superi 2.840,51 euro: anche una piccola pensione integrativa potrebbe fare superare il limite
Somma le spese dei genitori alle tue nel rigo E1: non serve un rigo separato per ciascun familiare
Se le fatture sono intestate ai genitori, conservale comunque: la detrazione spetta a Caio che ha pagato
Sempronio e la moglie dividono le spese sanitarie dei figli
Scenario. Sempronio e la moglie hanno due figli a carico. Nel 2025 hanno pagato insieme 800 euro di spese mediche per i figli. La fattura è intestata a un figlio.
Come si applica. Se vogliono dividere la spesa al 50%, ciascuno mette 400 euro nel proprio rigo E1 e annota sul documento la ripartizione. Se invece vogliono attribuire tutta la spesa a uno solo dei due (per esempio perché l’altro ha meno imposta da pagare), possono farlo scrivendo ‘100%’ sul documento. Se uno dei coniugi è fiscalmente a carico dell’altro, chi sostiene la spesa detrae l’intero importo.
In pratica
Scrivete sul documento la percentuale di ripartizione scelta: il 50% si assume automaticamente se non indicate nulla
Conviene attribuire la spesa al coniuge che paga più IRPEF: la detrazione vale di più se c’è più imposta da scalare
La ripartizione deve rispettare quanto effettivamente pagato da ciascuno
Quando rivolgersi a un professionista
La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.
Posso detrarre le spese sanitarie pagate per i miei genitori?
Sì, se i tuoi genitori sono fiscalmente a carico, cioè hanno un reddito non superiore a 2.840,51 euro. Le loro spese sanitarie vanno sommate alle tue nel rigo E1.
Mia figlia di 22 anni ha un reddito da lavoro part-time: è ancora a mio carico?
Dipende dall’importo. Per i figli di età non superiore a 24 anni il limite è 4.000 euro di reddito complessivo. Se il reddito part-time è inferiore a questa cifra, è ancora a tuo carico e puoi detrarre le sue spese sanitarie.
La fattura del medico deve essere intestata a me o al familiare?
Può essere intestata al familiare a carico o a te: in entrambi i casi la detrazione spetta a chi ha effettivamente sostenuto la spesa.
Posso detrarre le spese di un convivente non coniugato?
Solo se il convivente rientra tra i ‘familiari’ ai sensi del TUIR e risulta fiscalmente a carico. Il convivente more uxorio (partner non sposato) non è considerato familiare fiscalmente a carico dalle istruzioni: le sue spese non danno diritto a detrazione nel tuo 730.
Mia madre ha una malattia cronica esente da ticket ma ha una pensione superiore ai limiti: posso detrarre comunque?
Sì, ma con regole diverse. Le spese per familiari non a carico con patologie esenti vanno nel rigo E2, con un limite massimo di 6.197,48 euro. La detrazione si applica sulla parte che eccede la franchigia di 129,11 euro.
Gli eredi possono detrarre le spese sanitarie del defunto?
Sì. Le istruzioni prevedono che gli eredi abbiano diritto alla detrazione per le spese sanitarie sostenute per il defunto dopo il suo decesso.
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