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Autore: Andrea Marton
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Corte cost. n. 17/2021 – Liberazione anticipata e revoca: la Corte respinge l’estensione al “quasi reato”
Leggi la decisione integraleTesto integrale ufficiale della pronuncia (Consulta OnLine) e PDF dal sito della Corte.La Corte costituzionale ha dichiarato inammissibili le questioni sulla revoca della liberazione anticipata. Il giudice chiedeva di equiparare la sentenza di proscioglimento per “quasi reato” alla condanna ai fini della revoca, ma la Corte non puo` introdurre per via additiva nuovi casi di revoca in danno del condannato.
Di cosa si tratta
La liberazione anticipata e` lo sconto di pena che riduce la durata della detenzione per il condannato che ha partecipato all’opera di rieducazione. La legge prevede la revoca del beneficio in caso di condanna per delitto non colposo. Nel caso esaminato il giudice si chiedeva se anche una sentenza di proscioglimento per il cosiddetto “quasi reato” (art. 115 cod. pen.) potesse giustificare la revoca.
La questione di legittimità costituzionale
Il Tribunale di sorveglianza di Bologna ha sollevato questioni di legittimita` costituzionale dell’art. 54, comma 3, della legge n. 354 del 1975 (ordinamento penitenziario), in riferimento agli artt. 3 e 27, terzo comma, della Costituzione, nella parte in cui non equipara la sentenza di proscioglimento per “quasi reato” alla sentenza di condanna ai fini della revoca della liberazione anticipata.
La decisione della Corte
La Corte ha dichiarato inammissibili le questioni. Ha osservato che la liberazione anticipata e la sua revoca attengono alla dimensione sostanziale del trattamento punitivo; un intervento additivo che ampli i casi di revoca a danno del condannato e` precluso, perché in malam partem, e rientra nelle scelte riservate al legislatore.
Il principio
In materia penale la Corte non puo` introdurre per via additiva nuovi casi di revoca di un beneficio penitenziario con effetti sfavorevoli al condannato: l’ampliamento delle ipotesi di revoca della liberazione anticipata, incidendo sul trattamento punitivo in senso peggiorativo, e` riservato alle scelte discrezionali del legislatore.
Domande e risposte
Cos’è la liberazione anticipata?
È una riduzione della pena detentiva concessa al condannato che partecipa all’opera di rieducazione; incide direttamente sulla durata della pena, comportando un’anticipata scarcerazione.
Perché la questione è stata dichiarata inammissibile?
Perché il giudice chiedeva alla Corte un intervento additivo per estendere i casi di revoca del beneficio a danno del condannato: un effetto in malam partem che la Corte non puo` produrre, essendo riservato al legislatore.
Cosa significa “quasi reato” ex art. 115 cod. pen.?
È l’ipotesi di accordo o istigazione non seguiti dal reato: il fatto non e` punito come delitto, ma puo` dar luogo a una misura di sicurezza in caso di pericolosita` sociale.
Norme collegate
- Art. 3 della Costituzione — principio di uguaglianza invocato come parametro dal giudice rimettente
- Art. 27 della Costituzione — finalita` rieducativa della pena, terzo comma, invocata come parametro
Corte cost. n. 16/2021 – Appalti pubblici: la Regione non puo` imporre il criterio del minor prezzo
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La Corte costituzionale ha dichiarato illegittime alcune norme della Regione Siciliana che imponevano alle stazioni appaltanti il criterio del minor prezzo e prorogavano di 36 mesi gli affidamenti del trasporto pubblico locale. La disciplina delle gare pubbliche rientra nella tutela della concorrenza, materia riservata allo Stato.
Di cosa si tratta
Una legge della Regione Siciliana del 2019 obbligava le stazioni appaltanti a usare il criterio del minor prezzo per gli appalti di lavori sotto la soglia comunitaria, fissava le modalita` di calcolo della soglia di anomalia delle offerte e prorogava di 36 mesi i contratti provvisori del trasporto pubblico locale. Il Governo ha impugnato queste previsioni perche` la regolazione delle gare e delle concessioni spetta allo Stato.
La questione di legittimità costituzionale
Il Presidente del Consiglio dei ministri ha impugnato gli artt. 4, commi 1 e 2, e 13 della legge della Regione Siciliana n. 13 del 2019, in riferimento all’art. 117, secondo comma, lettera e), e all’art. 117, primo comma, della Costituzione. Secondo il ricorrente le norme regionali intervenivano in materia di criteri di aggiudicazione e di proroga delle concessioni del trasporto pubblico, ambiti riconducibili alla tutela della concorrenza, di competenza esclusiva statale.
La decisione della Corte
La Corte ha dichiarato l’illegittimita` costituzionale dell’art. 4, commi 1 e 2, e dell’art. 13 della legge regionale. Ha ritenuto che la scelta del criterio di aggiudicazione e la disciplina della soglia di anomalia appartengono alla tutela della concorrenza, cosi` come la proroga delle concessioni del trasporto pubblico locale, che solo il legislatore statale puo` disporre. Le censure sull’art. 117, primo comma, Cost. sono rimaste assorbite.
Il principio
Spetta allo Stato, e non alle Regioni, dettare i criteri di aggiudicazione degli appalti e disciplinare la proroga delle concessioni del trasporto pubblico locale, trattandosi di materia attinente alla tutela della concorrenza riservata alla competenza esclusiva statale dall’art. 117, secondo comma, lettera e), Cost.
Domande e risposte
Perché la Regione non puo` imporre il criterio del minor prezzo?
Perché i criteri di aggiudicazione degli appalti rientrano nella tutela della concorrenza, che l’art. 117, secondo comma, lettera e), Cost. riserva alla competenza esclusiva dello Stato. Il Codice dei contratti pubblici demanda alla singola stazione appaltante la scelta del criterio.
Chi ha sollevato la questione?
Il Presidente del Consiglio dei ministri, con ricorso in via principale contro la legge della Regione Siciliana n. 13 del 2019.
Cosa accade alla proroga dei contratti di trasporto pubblico?
La proroga di 36 mesi prevista dall’art. 13 della legge regionale e` stata dichiarata illegittima: solo lo Stato puo` adottare misure di proroga delle concessioni del trasporto pubblico locale, in conformita` all’art. 117, secondo comma, lettera e), Cost.
Norme collegate
- Art. 117 della Costituzione — parametro invocato: le norme regionali invadono la tutela della concorrenza, riservata allo Stato