Oltre all’IRPEF statale, in busta paga si pagano le addizionali regionale e comunale: imposte locali che finanziano Regioni e Comuni. Molti lavoratori si chiedono perché compaiano l’anno dopo, perché varino da città a città e come mai a volte aumentino la trattenuta per mesi. Questa guida spiega che cosa sono, come si calcolano e con quali tempi si pagano, con un taglio pratico.
Che cosa sono le addizionali IRPEF
Le addizionali IRPEF sono tributi locali che si aggiungono all’imposta sul reddito statale. Si distinguono in:
- addizionale regionale, a favore della Regione di residenza;
- addizionale comunale, a favore del Comune di residenza.
Servono a finanziare le funzioni di Regioni e Comuni (tra cui, per la regionale, la spesa sanitaria). Si pagano alla Regione e al Comune del domicilio fiscale al 1º gennaio dell’anno a cui si riferiscono, non al luogo di lavoro (art. 50 del D.Lgs. 446/1997, comma 5; art. 1 del D.Lgs. 360/1998, comma 4). Per i dipendenti il domicilio fiscale coincide di regola con la residenza anagrafica.
Aliquote variabili e base di calcolo
Le aliquote non sono uniformi: ogni Regione e ogni Comune le fissa entro i limiti stabiliti dalla legge. L’addizionale regionale parte da un’aliquota di base dell’1,23%, che le Regioni a statuto ordinario possono maggiorare fino a 2,1 punti, anche con aliquote diverse per scaglione di reddito (art. 6 del D.Lgs. 68/2011). L’addizionale comunale la decide il singolo Comune, fino a un massimo di 0,8 punti, e può prevedere una soglia di esenzione per i redditi bassi (art. 1 del D.Lgs. 360/1998, commi 3 e 3-bis). Le aliquote comunali si consultano sulla pagina del Dipartimento delle Finanze con le aliquote comunali.
La base di calcolo è il reddito imponibile IRPEF. Per questo motivo due lavoratori con lo stesso stipendio ma residenti in comuni diversi possono pagare addizionali differenti. Per conoscere le aliquote esatte occorre fare riferimento alle delibere della propria Regione e del proprio Comune.
Perché si pagano a saldo (e con acconto)
Le addizionali funzionano in modo diverso dall’IRPEF mensile. L’addizionale dovuta su un certo anno si determina a fine anno, sul reddito effettivo, e si versa l’anno successivo:
- l’addizionale regionale si paga a saldo nell’anno seguente;
- l’addizionale comunale si paga a saldo nell’anno seguente e, in più, con un acconto versato nello stesso anno di competenza (calcolato sul reddito dell’anno prima).
Questo spiega perché in busta paga le addizionali compaiono con uno sfasamento temporale rispetto allo stipendio cui si riferiscono. L’acconto comunale è pari al 30% dell’addizionale calcolata sul reddito dell’anno precedente, con l’aliquota e la soglia di esenzione dell’anno precedente.
Quando le addizionali regionali e comunali non si pagano
- Se l’IRPEF netta è zero. Le addizionali sono dovute solo se per lo stesso anno risulta dovuta l’IRPEF al netto delle detrazioni e dei crediti d’imposta. Chi ha un reddito interamente coperto dalle detrazioni (incapiente) non paga né la regionale né la comunale.
- Se il reddito è sotto la soglia di esenzione deliberata dal Comune per l’addizionale comunale.
Attenzione al rovescio: se l’IRPEF netta è dovuta anche per pochi euro, le addizionali si calcolano sull’intero reddito imponibile, perché le detrazioni riducono l’imposta e non la base.
Come compaiono in busta paga
Il datore di lavoro, come sostituto d’imposta, calcola le addizionali con il conguaglio di fine anno e le trattiene rateizzandole nell’anno successivo. Le regole sono queste:
Addizionali in busta paga: quando si trattengono
| Voce |
Quanto |
Rate in busta paga |
| Addizionale regionale (saldo dell’anno prima) |
Intera addizionale dell’anno precedente |
Fino a 11 rate, dal mese dopo il conguaglio (di solito gennaio) fino alla busta di novembre |
| Addizionale comunale, saldo |
Addizionale dell’anno precedente meno l’acconto già trattenuto |
Fino a 11 rate, con lo stesso calendario della regionale |
| Addizionale comunale, acconto |
30% dell’addizionale calcolata sul reddito dell’anno precedente |
Fino a 9 rate, da marzo a novembre dell’anno in corso |
Fonti: art. 50 del D.Lgs. 446/1997, comma 4; art. 1 del D.Lgs. 360/1998, comma 5. Per questo da marzo a novembre in busta paga si vedono tre voci insieme, e a dicembre di solito nessuna: a dicembre il datore fa il conguaglio e calcola le addizionali che tratterrà dall’anno dopo. Se il conguaglio slitta a febbraio, anche le rate del saldo partono più tardi.
Esempio di calcolo dell’addizionale in busta paga
Ipotesi: reddito imponibile di 28.000 euro sia nel 2024 sia nel 2025, Regione all’aliquota di base dell’1,23%, Comune allo 0,8% senza soglia di esenzione, IRPEF netta dovuta. Le aliquote sono un’ipotesi: quelle vere vanno lette nelle delibere del proprio territorio.
Addizionali 2025 trattenute nel 2026 (esempio)
| Voce |
Calcolo |
Totale |
Rata mensile |
| Regionale 2025 (saldo) |
28.000 × 1,23% |
344,40 € |
31,31 € × 11 (gennaio-novembre 2026) |
| Comunale 2025, saldo |
28.000 × 0,8% = 224,00 meno acconto 67,20 |
156,80 € |
14,25 € × 11 (gennaio-novembre 2026) |
| Comunale 2026, acconto |
30% di 224,00 |
67,20 € |
7,47 € × 9 (marzo-novembre 2026) |
Nella busta paga di aprile 2026 le addizionali pesano quindi circa 53 euro (31,31 + 14,25 + 7,47).
In caso di cessazione del rapporto in corso d’anno, le addizionali residue non ancora trattenute vengono prelevate in un’unica soluzione sull’ultima busta paga, insieme al conguaglio. Chi cambia lavoro può quindi trovare trattenute concentrate nell’ultima retribuzione, e nelle prime buste del nuovo datore può non vedere alcuna addizionale: gli importi trattenuti e quelli ancora da trattenere sono indicati nella Certificazione Unica.
Cambio di residenza: quale Comune e quale Regione
Conta il domicilio fiscale al 1º gennaio dell’anno a cui si riferisce l’addizionale, e il cambio di residenza ha effetto dal sessantesimo giorno successivo. Le istruzioni del modello 730/2026 lo traducono così: per il domicilio al 1º gennaio 2025 vale il comune precedente se il trasferimento è avvenuto dal 3 novembre 2024 in poi, quello nuovo se è avvenuto entro il 2 novembre 2024. Chi si trasferisce ad agosto 2025 paga quindi le addizionali 2025 al vecchio Comune e alla vecchia Regione, e quelle 2026 ai nuovi.
Primo anno di lavoro
Chi è assunto in corso d’anno, ad esempio a novembre, paga le addizionali di quell’anno l’anno dopo, con le rate del saldo, e solo se per quell’anno risulta dovuta l’IRPEF netta. Nello stesso anno successivo partono, da marzo, le rate dell’acconto comunale.
Casi pratici
Caso 1 — sfasamento. Un dipendente nota che da gennaio la trattenuta aumenta e da marzo cresce ancora: da gennaio partono i saldi dell’anno precedente, da marzo si aggiunge l’acconto comunale dell’anno in corso. Tutte le rate finiscono con la busta di novembre.
Caso 2 — cambio lavoro. Una lavoratrice si dimette a giugno: sull’ultima busta paga le vengono trattenute in un’unica soluzione le addizionali residue non ancora versate.
Domande frequenti
Perché pago addizionali diverse da un mio collega?
Perché le aliquote di Regione e Comune variano da territorio a territorio, entro i limiti di legge, e contano in base al domicilio fiscale al 1º gennaio. Due lavoratori con lo stesso stipendio ma residenze diverse possono pagare addizionali diverse.
Perché le addizionali arrivano l’anno dopo?
Perché si calcolano con il conguaglio di fine anno sul reddito effettivo e si trattengono l’anno successivo: la regionale e il saldo della comunale in un massimo di 11 rate da gennaio, l’acconto comunale del 30% in un massimo di 9 rate da marzo, tutte entro la busta di novembre.
Quando le addizionali regionali e comunali non si pagano?
Quando per lo stesso anno l’IRPEF netta, cioè dopo detrazioni e crediti d’imposta, è pari a zero, oppure, per la sola comunale, quando il reddito è sotto la soglia di esenzione deliberata dal Comune.
Su cosa si calcolano le addizionali?
Sul reddito complessivo IRPEF al netto degli oneri deducibili. Le detrazioni non riducono la base: riducono l’imposta. Le aliquote sono nelle delibere della Regione e del Comune di residenza.
Se cambio residenza quale addizionale comunale pago?
Quella del Comune del domicilio fiscale al 1º gennaio dell’anno di riferimento. Il cambio ha effetto dal sessantesimo giorno: chi si trasferisce dal 3 novembre in poi conserva per l’anno successivo il domicilio precedente.
Se cambio lavoro pago tutto subito?
Alla cessazione del rapporto le addizionali residue non ancora trattenute vengono prelevate in un’unica soluzione sull’ultima busta paga, insieme al conguaglio fiscale di fine rapporto.
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