Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 187 octies TUF – (Poteri della CONSOB)

    Art. 187 octies TUF – (Poteri della CONSOB)

    Art. 187 octies D.Lgs. 58/1998 (TUF) – (Poteri della CONSOB)

    1. La Consob è l’autorità nazionale competente ai sensi dell’ articolo 22 del regolamento (UE) n. 596/2014, relativo agli abusi di mercato.

    2. La CONSOB compie tutti gli atti necessari all’accertamento delle violazioni delle disposizioni contenute nel regolamento (UE) n. 596/2014 e nel presente titolo, utilizzando i poteri ad essa attribuiti dal presente decreto.

    3. La CONSOB può nei confronti di chiunque possa essere informato sui fatti: a) richiedere notizie, dati o documenti sotto qualsiasi forma stabilendo il termine per la relativa comunicazione; b) richiedere le registrazioni esistenti relative a conversazioni telefoniche, a comunicazioni elettroniche e allo scambio di dati, stabilendo il termine per la relativa trasmissione; c) procedere ad audizione personale; c-bis) in relazione a strumenti derivati su merci, richiedere dati sulle operazioni e accedere direttamente ai sistemi dei partecipanti al mercato; d) procedere al sequestro dei beni che possono formare oggetto di confisca ai sensi dell’ articolo 187-sexies; e) procedere ad ispezioni, anche mediante autorizzazione di revisori legali o società di revisione legale a procedere a verifiche o ispezioni per suo conto quando sussistono particolari necessità e non sia possibile provvedere con risorse proprie; il soggetto autorizzato a procedere alle predette verifiche ed ispezioni agisce in veste di pubblico ufficiale; f) procedere a perquisizioni nei modi previsti dall’ articolo 33 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e dall’ articolo 52 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633.

    4. La CONSOB può altresì: a) avvalersi della collaborazione delle pubbliche amministrazioni, richiedendo la comunicazione di dati ed informazioni anche in deroga ai divieti di cui all’ articolo 25, comma 1, del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, ed accedere al sistema informativo dell’anagrafe tributaria secondo le modalità previste dagli articoli 2 e 3, comma 1, del decreto legislativo 12 luglio 1991, n. 212; a-bis) accedere direttamente, mediante apposita connessione telematica, ai dati contenuti negli elenchi di cui all’ articolo 55, comma 7, del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259; b) chiedere l’acquisizione presso il fornitore dei dati relativi al traffico di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, o acquisire direttamente tali dati mediante connessione telematica; c) richiedere la comunicazione di dati personali anche in deroga ai divieti di cui all’ articolo 25, comma 1, del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196; d) avvalersi, ove necessario, dei dati contenuti nell’anagrafe dei conti e dei depositi di cui all’ articolo 20, comma 4, della legge 30 dicembre 1991, n. 413, secondo le modalità indicate dall’ articolo 3, comma 4, lettera b), del decreto-legge 3 maggio 1991, n. 143, convertito, con modificazioni, dalla legge 5 luglio 1991, n. 197, nonché acquisire anche mediante accesso diretto i dati contenuti nell’archivio indicato all’ articolo 13 del decreto-legge 15 dicembre 1979, n. 625, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 febbraio 1980, n. 15; e) accedere direttamente, mediante apposita connessione telematica, ai dati contenuti nella Centrale dei rischi della Banca d’Italia, di cui alla deliberazione del Comitato interministeriale per il credito e il risparmio del 29 marzo 1994, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 91 del 20 aprile 1994. e-bis) avvalersi, ove necessario, anche mediante connessione telematica, dei dati contenuti nell’apposita sezione dell’anagrafe tributaria di cui all’ articolo 7, sesto comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 605.

    5. I poteri di cui al comma 3, lettere d) e f), e al comma 4, lettera b), sono esercitati previa autorizzazione del procuratore della Repubblica. Detta autorizzazione è necessaria anche in caso di esercizio dei poteri di cui al comma 3, lettere b) ed e), e al comma 4, lettera c), nei confronti di soggetti diversi dai soggetti abilitati e dagli altri soggetti vigilati ai sensi del regolamento (UE) n. 596/2014 e del presente decreto.

    6. Qualora sussistano elementi che facciano presumere l’esistenza di violazioni delle norme del regolamento (UE) n. 596/2014 e del presente titolo, la Consob può anche in via cautelare: a) ordinare la cessazione temporanea o permanente di qualunque pratica o condotta; b) salvo quanto previsto dall’articolo 114, comma 5, adottare tutte le misure necessarie a garantire che il pubblico sia correttamente informato con riguardo, tra l’altro, alla correzione di informazioni false o fuorvianti precedentemente divulgate, anche imponendo ai soggetti interessati di pubblicare una dichiarazione di rettifica.

    7. È fatta salva l’applicazione delle disposizioni degli articoli 199, 200, 201, 202 e 203 del codice di procedura penale, in quanto compatibili.

    8. Nei casi previsti dai commi 3, lettere c), d), e) e f), e 12 viene redatto processo verbale dei dati e delle informazioni acquisite o dei fatti accertati, dei sequestri eseguiti e delle dichiarazioni rese dagli interessati, i quali sono invitati a firmare il processo verbale e hanno diritto di averne copia.

    9. Quando si è proceduto a sequestro ai sensi del comma 3, lettera d), gli interessati possono proporre opposizione alla CONSOB.

    10. Sull’opposizione la decisione è adottata con provvedimento motivato emesso entro il trentesimo giorno successivo alla sua proposizione.

    11. I valori sequestrati devono essere restituiti agli aventi diritto quando: a) è deceduto l’autore della violazione; b) viene provato che gli aventi diritto sono terzi estranei all’illecito; c) l’atto di contestazione degli addebiti non è notificato nei termini prescritti dall’articolo 187-septies, comma 1; d) la sanzione amministrativa pecuniaria non è stata applicata entro il termine di due anni dall’accertamento della violazione.

    12. Nell’esercizio dei poteri previsti dai commi 2, 3 e 4 la CONSOB può avvalersi della Guardia di finanza che esegue gli accertamenti richiesti agendo con i poteri di indagine ad essa attribuiti ai fini dell’accertamento dell’imposta sul valore aggiunto e delle imposte sui redditi.

    13. Tutte le notizie, le informazioni e i dati acquisiti dalla Guardia di finanza nell’assolvimento dei compiti previsti dal comma 12 sono coperti dal segreto d’ufficio e vengono, senza indugio, comunicati esclusivamente alla CONSOB.

    14. Il provvedimento della CONSOB che infligge la sanzione pecuniaria ha efficacia di titolo esecutivo. Decorso inutilmente il termine fissato per il pagamento, la CONSOB procede alla esazione delle somme dovute in base alle norme previste per la riscossione, mediante ruolo, delle entrate dello Stato, degli enti territoriali, degli enti pubblici e previdenziali.

    15. Quando l’autore della violazione esercita un’attività professionale, il provvedimento che infligge la sanzione è trasmesso al competente ordine professionale. (12)

  • Art. 43 Rev. Leg. – Abrogazioni e disposizioni finali e transitorie

    Art. 43 Rev. Leg. – Abrogazioni e disposizioni finali e transitorie

    Art. 43 Rev. Leg. – Abrogazioni e disposizioni finali e transitorie

    D.Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39 – testo aggiornato

    1. Sono abrogati ma continuano ad essere applicati fino alla data di entrata in vigore dei regolamenti del Ministro dell’economia e delle finanze emanati ai sensi del presente decreto legislativo: a) il decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 88; b) la legge 13 maggio 1997, n. 132; c) il decreto del Presidente della Repubblica 6 marzo 1998, n. 99; d) la legge 8 luglio 1998, n. 222; e) la legge 30 luglio 1998, n. 266; f) il decreto del Presidente della Repubblica 12 luglio 2000, n. 233; g) il decreto legislativo 23 gennaio 2006, n. 28; h) l’articolo 52, comma 2-bis, del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385; i) l’articolo 161 del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58; j) l’articolo 162, commi 3 e 3-bis, del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58; k) l’articolo 163, comma 1, lettera b), comma 2, lettere a), b) e c), comma 4 e comma 5, del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58; l) articolo 2409-quinquies del codice civile.

    2. Le disposizioni emanate dalla Consob ai sensi delle norme abrogate o sostituite dal presente decreto continuano ad essere applicate, in quanto compatibili, fino alla data di entrata in vigore dei provvedimenti emanati dalla Consob ai sensi del presente decreto nelle corrispondenti materie. […]

    3. I principi di revisione che alla data di entrata in vigore del presente decreto risultano emanati ai sensi dell’articolo 162, comma 2, lettera a), del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, continuano ad essere applicati fino alla data di entrata in vigore dei principi di revisione emanati ai sensi dell’articolo 11 del presente decreto. Fino alla sottoscrizione della convenzione di cui all’articolo 12, comma 1, i principi di revisione sono emanati ai sensi dell’articolo 162, comma 2, lettera a), del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58.

    4. Fino all’emanazione dei provvedimenti previsti dagli articoli 2, 3, 4, 6, 7, 8 e 13, per revisore legale si intende il soggetto iscritto nel Registro dei revisori contabili ai sensi del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 88, e per società di revisione legale la società di revisione iscritta nell’Albo speciale delle società di revisione previsto dall’articolo 161 del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, o nel Registro di cui al decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 88.

    5. Fino all’emanazione dei provvedimenti di cui al comma 1 i revisori legali e le società di revisione diverse da quelle iscritte nell’Albo di cui all’articolo 161 del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, non possono effettuare la revisione legale dei conti degli enti di interesse pubblico.

    6. In deroga al comma 5, gli incarichi che «nell’esercizio in corso» alla data di entrata in vigore del presente decreto risultano già conferiti ai sensi dell’articolo 2409-quater del codice civile proseguono fino alla prima scadenza del mandato successiva all’emanazione dei provvedimenti di cui al comma 1.

    7. Fino all’emanazione dei provvedimenti di cui al comma 1, la Consob svolge l’attività di vigilanza di cui all’articolo 22, comma 1, con riferimento ai soggetti iscritti nell’Albo di cui all’articolo 161 del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58.

    8. Hanno diritto all’iscrizione nel Registro di cui all’articolo 2 le persone fisiche e le società che, al momento dell’entrata in vigore del Registro di cui al Capo III, sono già iscritti al Registro dei revisori contabili di cui all’articolo 1 del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 88, e all’Albo speciale delle società di revisione di cui all’articolo 161 del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58.

    9. Fino alla data di entrata in vigore dei provvedimenti di cui al comma 1, la Consob provvede all’iscrizione dei revisori e degli enti di revisione contabile di Paesi terzi di cui all’articolo 34, comma 1, in un’apposita sezione dell’albo speciale delle società di revisione previsto dall’articolo 161 del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, secondo i termini e le modalità dalla stessa stabiliti.

    10. I corrispettivi delle convenzioni di cui all’articolo 21, comma 3, sono determinati nel limite dell’ammontare delle risorse di cui all’articolo 21, comma 7, e tenuto conto delle altre spese derivanti dalle attività previste dal presente decreto. Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

  • Art. 187 duodecies TUF – (Rapporti tra procedimento penale e procedimento amministrativo e di opposizione)

    Art. 187 duodecies TUF – (Rapporti tra procedimento penale e procedimento amministrativo e di opposizione)

    Art. 187 duodecies D.Lgs. 58/1998 (TUF) – (Rapporti tra procedimento penale e procedimento amministrativo e di opposizione)

    1. Il procedimento amministrativo di accertamento e il procedimento di opposizione di cui all’articolo 187-septies non possono essere sospesi per la pendenza del procedimento penale avente ad oggetto i medesimi fatti o fatti dal cui accertamento dipende la relativa definizione.

  • Art. 1220 Codice della Navigazione – Comando di nave o di aeromobile oltre i limiti dell’abilitazione

    Art. 1220 Codice della Navigazione – Comando di nave o di aeromobile oltre i limiti dell’abilitazione

    R.D. 30 marzo 1942, n. 327 – Codice della navigazione

    Chi assume o ritiene il comando di una nave o di un aeromobile oltre i limiti della sua abilitazione al comando è punito con l'ammenda da lire duemila a cinquemila. Se la navigazione marittima ha luogo oltre gli stretti o il volo fuori del territorio nazionale, la pena è aumentata fino a un terzo.

  • Art. 80 Imp. Reg. – altre disposizioni

    Art. 80 Imp. Reg. – altre disposizioni

    Art. 80 Imp. Reg. – Altre disposizioni

    D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131 – testo aggiornato

    1. La disposizione del comma 3 dell’art. 21, relativa agli accolli di debiti e oneri, ha effetto dal 1 gennaio 1973 per gli atti pubblici formati, per gli atti giudiziari pubblicati o emanati e per le scritture private autenticate o presentate per la registrazione anteriormente alla data di entrata in vigore del presente testo unico, relativamente ai quali alla data stessa sia pendente controversia o non sia ancora decorso il termine di decadenza dell’azione della finanza o quello dell’azione del contribuente per il rimborso.

    2. L’imposta relativa alla riunione dell’usufrutto alla nuda proprietà trasferita a titolo oneroso con atti posti in essere quando era in vigore il regio decreto 30 dicembre 1923, n. 3269, si applica solo se la consolidazione dell’usufrutto si è verificata anteriormente alla data di entrata in vigore del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 634. Non si fa luogo a rimborso delle imposte già pagate, salvo i casi in cui alla data del 20 novembre 1985 risultasse presentato il ricorso.

    3. Rimangono ferme in quanto applicabili, le disposizioni dell’art. 77 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 634, e quella dell’art. 6 del decreto del Presidente della Repubblica 6 dicembre 1977, n. 914.

  • Art. 187 decies TUF – (Rapporti con la magistratura)

    Art. 187 decies TUF – (Rapporti con la magistratura)

    Art. 187 decies D.Lgs. 58/1998 (TUF) – (Rapporti con la magistratura)

    1. Quando ha notizia di uno dei reati previsti dal capo II il pubblico ministero ne informa senza ritardo il Presidente della CONSOB.

    2. Il Presidente della CONSOB trasmette al pubblico ministero, con una relazione motivata, la documentazione raccolta nello svolgimento dell’attività di accertamento nel caso in cui emergano elementi che facciano presumere la esistenza di un reato. La trasmissione degli atti al pubblico ministero avviene al più tardi al termine dell’attività di accertamento delle violazioni delle disposizioni di cui al presente titolo, capo III.

    3. La CONSOB e l’autorità giudiziaria collaborano tra loro, anche mediante scambio di informazioni, al fine di agevolare l’accertamento delle violazioni di cui al presente titolo anche quando queste non costituiscono reato. A tale fine la CONSOB può utilizzare i documenti, i dati e le notizie acquisiti dalla Guardia di finanza nei modi e con le forme previsti dall’ articolo 63, primo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e dall’ articolo 33, terzo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600.

  • Art. 187 bis TUF – (Abuso e comunicazione illecita di informazioni privilegiate)

    Art. 187 bis TUF – (Abuso e comunicazione illecita di informazioni privilegiate)

    Art. 187 bis D.Lgs. 58/1998 (TUF) – (Abuso e comunicazione illecita di informazioni privilegiate)

    1. Salve le sanzioni penali quando il fatto costituisce reato, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da ventimila euro a cinque milioni di euro chiunque viola il divieto di abuso di informazioni privilegiate e di comunicazione illecita di informazioni privilegiate di cui all’ articolo 14 del regolamento (UE) n. 596/2014.

    2. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 10 AGOSTO 2018, N.107.

    3. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 10 AGOSTO 2018, N.107.

    4. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 10 AGOSTO 2018, N.107.

    5. Le sanzioni amministrative pecuniarie previste dal presente articolo sono aumentate fino al triplo o fino al maggiore importo di dieci volte il profitto conseguito ovvero le perdite evitate per effetto dell’illecito quando, tenuto conto dei criteri elencati all’articolo 194-bis e della entità del prodotto o del profitto dell’illecito, esse appaiono inadeguate anche se applicate nel massimo.

    6. Per le fattispecie previste dal presente articolo il tentativo è equiparato alla consumazione. (12)

  • Art. 187 TUF – (Confisca)

    Art. 187 TUF – (Confisca)

    Art. 187 D.Lgs. 58/1998 (TUF) – (Confisca)

    In vigore dal 01/07/1998

    1. In caso di condanna per uno dei reati previsti dal presente capo è sempre ordinata la confisca dei beni che ne costituiscono il profitto

    2. Qualora non sia possibile eseguire la confisca a norma del comma 1, la stessa può avere ad oggetto una somma di denaro o beni di valore equivalente.

    3. Per quanto non stabilito nei commi 1 e 2 si applicano le disposizioni dell’ articolo 240 del codice penale. (12)

  • Art. 186 TUF – (Pene accessorie)

    Art. 186 TUF – (Pene accessorie)

    Art. 186 D.Lgs. 58/1998 (TUF) – (Pene accessorie)

    In vigore dal 01/07/1998

    1. La condanna per taluno dei delitti previsti dal presente capo importa l’applicazione delle pene accessorie previste dagli articoli 28, 30, 32-bis e 32-ter del codice penale per una durata non inferiore a sei mesi e non superiore a due anni, nonché la pubblicazione della sentenza su almeno due quotidiani, di cui uno economico, a diffusione nazionale.

  • Sanzioni disciplinari nel CCNL Ortofrutticoli e Agrumari: contestazione e difesa

    CCNL Ortofrutticoli e Agrumari

    Sanzioni disciplinari nel CCNL Ortofrutticoli e Agrumari: contestazione e difesa

    Un ritardo, un’assenza non giustificata, una violazione delle regole di sicurezza o un ammanco possono dare luogo a un provvedimento disciplinare. Prima di multa o sospensione, però, il datore deve rispettare una procedura precisa: contestazione scritta, almeno cinque giorni per difendersi, proporzionalità. Conoscerla è il modo migliore per far valere i propri diritti.

    In sintesi

    Nessuna sanzione disciplinare è valida senza la procedura dell’art. 7 Statuto: contestazione scritta e tempestiva, almeno 5 giorni per le giustificazioni, possibile assistenza sindacale. Per l’art. 98 del CCNL la scala va dal richiamo verbale (mancanze lievi) a quello scritto (recidiva), alla multa (max 4 ore di retribuzione) e alla sospensione (max 10 giorni), fino al licenziamento senza preavviso per le mancanze più gravi. La sanzione deve essere proporzionata e si impugna entro 20 giorni.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Fruitimprese · Flai-Cgil · Fisascat-Cisl · Uiltucs-Uil
    Istituti trattati
    Codice disciplinare · Contestazione e difesa · Scala delle sanzioni · Impugnazione
    Riferimenti
    Art. 7 L. 300/1970 (Statuto) · Artt. 2104-2106 c.c. · CCNL artt. 97-100 (obblighi, provvedimenti, contestazione)
    Fonte
    Testo del CCNL 2024-2027 pubblicato dalla Flai-Cgil, artt. 97-100 (PDF)

    Da dove nasce il potere disciplinare

    Il potere del datore di sanzionare non è arbitrario: trova fondamento e limiti nel codice civile e nello Statuto. Il lavoratore è tenuto alla diligenza nell’esecuzione della prestazione (art. 2104 c.c.) e a un obbligo di fedeltà (art. 2105 c.c.); la violazione di questi doveri legittima la reazione disciplinare, che però deve sempre essere proporzionata all’infrazione (art. 2106 c.c.). Il codice disciplinare del CCNL traduce questi principi in un elenco di mancanze e sanzioni, dando concretezza e prevedibilità al sistema.

    La scala delle sanzioni disciplinari

    Le sanzioni vanno dalla più lieve alla più grave, secondo un principio di gradualità e proporzionalità. I limiti massimi sono fissati dalla legge; l’art. 98 del CCNL abbina il richiamo verbale alle mancanze più lievi, quello scritto ai casi di recidiva, e riserva il licenziamento in tronco alle mancanze più gravi.

    Sanzioni disciplinari — limiti di legge (art. 7 L. 300/1970) e regole del CCNL (art. 98)
    Sanzione In che cosa consiste Limite o regola
    Richiamo verbale Per le mancanze più lievi (art. 98, n. 1) Unica sanzione senza contestazione scritta e senza i cinque giorni
    Richiamo scritto Nei casi di recidiva (art. 98, n. 2) Richiede contestazione scritta e difesa
    Multa Trattenuta sulla retribuzione, destinata dal CCNL alla Lega Italiana per la lotta contro i tumori Non oltre l’importo di 4 ore di retribuzione
    Sospensione dal lavoro e dalla retribuzione Allontanamento temporaneo non retribuito Massimo 10 giorni
    Licenziamento disciplinare Senza preavviso, per le mancanze più gravi: moralità e infedeltà, abuso di fiducia, concorrenza, violazione del segreto d’ufficio, infrazioni alle norme di sicurezza su lavorazione, deposito, vendita e trasporto, giusta causa Giusta causa o giustificato motivo soggettivo
    Ritardi: l’art. 98 prevede la trattenuta delle spettanze corrispondenti al ritardo più una multa di pari importo, raddoppiabile alla terza recidiva nell’anno solare, che deve figurare sul prospetto paga. Assenze ingiustificate: fino a tre giorni, trattenuta della retribuzione giornaliera di fatto e multa non oltre il 10% di essa; oltre tre giorni, o in caso di recidiva oltre la terza volta nell’anno solare, licenziamento senza preavviso. Le assenze vanno giustificate per iscritto entro 24 ore (art. 97).

    La procedura disciplinare passo per passo

    Anche per una contestazione su ritardi, assenze, cassa o sicurezza il datore deve rispettare l’art. 7 dello Statuto: è la procedura che rende valida la sanzione.

    1. Il codice disciplinare conoscibile

    Le mancanze sanzionabili e le relative sanzioni devono risultare da un codice disciplinare reso conoscibile ai lavoratori (di norma affisso). Gli obblighi del lavoratore sono nell’art. 97 del CCNL e le sanzioni nell’art. 98; le regole interne devono essere rese note con comunicazione scritta o affissione.

    2. La contestazione scritta e tempestiva

    Il datore deve contestare l’addebito per iscritto, in modo specifico e tempestivo rispetto al fatto: una contestazione tardiva o generica è viziata e la sanzione cade.

    3. I 5 giorni per difendersi

    Il lavoratore ha almeno 5 giorni per replicare e portare le proprie ragioni, con facoltà di farsi assistere dal sindacato. Solo dopo, e valutate le giustificazioni, il datore può decidere la sanzione.

    4. Proporzionalità e oblio

    La sanzione va commisurata alla gravità effettiva del comportamento; le sanzioni anteriori a 2 anni non possono più essere richiamate per aggravare quelle successive.

    Come si impugna una sanzione

    Chi ritiene la sanzione ingiusta o sproporzionata può reagire. Oltre alla via giudiziale, l’art. 7 dello Statuto prevede una tutela rapida: entro 20 giorni il lavoratore può promuovere la costituzione di un collegio di conciliazione e arbitrato presso l’Ispettorato territoriale del lavoro. In tal caso la sanzione resta sospesa fino alla pronuncia del collegio. È sempre possibile, in alternativa, rivolgersi al giudice del lavoro. L’art. 99 del CCNL rinvia alle procedure di conciliazione degli artt. 101 e seguenti, ma una nota a verbale sospende la vigenza degli artt. 101-105 fino a una nuova disciplina.

    Casi pratici

    Tizio — contestazione tardiva sull’ammanco di cassa
    A Tizio viene contestato un ammanco di cassa avvenuto due mesi prima. Poiché la contestazione non è tempestiva rispetto al fatto, il provvedimento disciplinare risulta viziato sul piano procedurale e può essere annullato, a prescindere dal merito.
    Caia — difesa con assistenza sindacale
    Caia, addetta al confezionamento, riceve la contestazione di un comportamento scorretto verso una collega. Entro 5 giorni chiede di essere sentita con l’assistenza del rappresentante sindacale e fornisce la sua versione; il datore, valutate le giustificazioni, si limita a un richiamo verbale (il richiamo scritto, per l’art. 98, è previsto nei casi di recidiva).

    Domande frequenti

    Entro quanto tempo posso difendermi da una contestazione disciplinare?
    Hai diritto ad almeno 5 giorni dalla contestazione per presentare le tue giustificazioni, anche oralmente, e puoi farti assistere da un rappresentante sindacale. Prima che siano decorsi i 5 giorni il datore non può applicare la sanzione (salvo il semplice rimprovero verbale).
    Una vecchia sanzione può essere usata contro di me?
    No, se è trascorso troppo tempo: l’art. 7 dello Statuto vieta di tenere conto delle sanzioni disciplinari decorsi 2 anni dalla loro applicazione. Una sanzione più vecchia non può quindi essere richiamata per aggravare, a titolo di recidiva, una sanzione successiva.
    Il licenziamento disciplinare segue la stessa procedura?
    Sì. Anche il licenziamento per motivi disciplinari (giusta causa o giustificato motivo soggettivo) richiede la previa contestazione scritta dell’addebito e il rispetto del diritto di difesa. Le conseguenze in caso di illegittimità dipendono dal regime applicabile (tutele crescenti o art. 18 a seconda della data di assunzione).
    La sanzione è valida se non mi hanno contestato nulla per iscritto?
    No. Salvo il semplice rimprovero verbale, ogni sanzione richiede una contestazione scritta, specifica e tempestiva e il rispetto dei 5 giorni per la difesa. Senza questi passaggi la sanzione è illegittima, a prescindere dal merito del fatto.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive 2024-2027, come darle, preavviso e telematiche, preavviso e licenziamento, ferie, permessi e ROL, maternità e congedi e tredicesima, quattordicesima e premi.

    Contenuto divulgativo aggiornato alle regole generali di legge (art. 7 L. 300/1970; artt. 2104-2106 c.c.). Le sanzioni e le regole sui ritardi e sulle assenze sono quelle degli artt. 97-99 del CCNL 2024-2027.

  • Sistema del prezzo-valore: come si tassa la casa

    In sintesi

    • Base imponibile ridotta: si usa il valore catastale (rendita rivalutata ×120, o ×110 per la prima casa) invece del prezzo effettivo.
    • Solo per persone fisiche: il meccanismo vale per le cessioni di abitazioni a chi non agisce come imprenditore.
    • Su richiesta in atto: l’acquirente deve chiedere espressamente al notaio di applicare il prezzo-valore nell’atto di compravendita.
    • Onorari notarili ridotti: oltre al risparmio fiscale, spetta anche una riduzione degli onorari del notaio.
    • Aliquota invariata: si applica comunque il 9% (o il 2% per la prima casa), ma sulla base catastale più bassa.

    Che cosa è il sistema del prezzo-valore

    Quando si compra una casa tra privati, la legge impone di pagare l’imposta di registro sul valore dell’immobile. Il problema è: qual è quel valore? In linea generale sarebbe il prezzo concordato tra le parti, che di solito riflette il mercato. Ma il fisco italiano ha previsto un’alternativa più favorevole: il sistema del prezzo-valore.

    Con questo meccanismo, la base su cui si calcola l’imposta non è il prezzo scritto nel contratto, bensì il cosiddetto valore catastale: un dato fiscale, di norma molto più basso del prezzo di mercato. Il risultato è che l’imposta di registro può ridursi in modo significativo, anche di diverse migliaia di euro.

    Il valore catastale si ottiene partendo dalla rendita catastale dell’immobile (indicata nella visura catastale), rivalutandola del 5% e moltiplicandola per 120 in caso di acquisto ordinario, oppure per 110 se si tratta di prima casa. L’acquirente deve però fare esplicita richiesta al notaio di inserire nell’atto la dichiarazione per l’applicazione del prezzo-valore.

    Il beneficio non si ferma all’imposta: la legge prevede anche una riduzione degli onorari notarili quando si usa questo sistema. Si tratta quindi di un doppio vantaggio economico, accessibile però solo alle persone fisiche che acquistano per uso privato e non nell’esercizio di un’attività d’impresa.

    Calcolo del valore catastale per il prezzo-valore
    Tipo di acquisto Moltiplicatore Aliquota registro
    Abitazione ordinaria (non prima casa) Rendita +5% × 120 9%
    Prima casa Rendita +5% × 110 2% (minimo 1.000 euro)
    Pertinenze della prima casa Rendita +5% × 110 2%

    Esempio pratico

    • Tizio acquista un appartamento per 220.000 euro. La rendita catastale è 650 euro. Valore catastale: 650 × 1,05 × 120 = 81.900 euro. Imposta di registro senza prezzo-valore: 220.000 × 9% = 19.800 euro. Con prezzo-valore: 81.900 × 9% = 7.371 euro. Risparmio: oltre 12.000 euro. Se fosse prima casa: 81.900 × 2% = 1.638 euro, con un minimo di 1.000 euro da verificare.

    Documenti necessari

    • Visura catastale dell’immobile (con rendita catastale aggiornata)
    • Atto di compravendita con richiesta espressa del prezzo-valore
    • Codice fiscale dell’acquirente (persona fisica)
    • Dichiarazione di prima casa nell’atto, se applicabile

    Tizio acquista una seconda casa

    Scenario. Tizio compra un bilocale in città come investimento per 180.000 euro. La rendita catastale è 520 euro. Non ha diritto alle agevolazioni prima casa.

    Come si applica. Tizio può chiedere al notaio di applicare il prezzo-valore. Il valore catastale è: 520 × 1,05 × 120 = 65.520 euro. L’imposta di registro sarà il 9% di 65.520, pari a circa 5.897 euro, invece di 180.000 × 9% = 16.200 euro. Il risparmio supera i 10.000 euro. L’acquisto è tra privati, quindi non c’è IVA e il prezzo-valore è applicabile.

    In pratica

    • Comunicare al notaio prima di firmare che si vuole applicare il prezzo-valore.
    • Verificare la rendita catastale sulla visura prima del rogito per stimare l’imposta.
    • Il risparmio fiscale è certo, ma l’atto deve riportare comunque il vero prezzo di vendita.

    Caio acquista la prima casa

    Scenario. Caio compra il suo primo appartamento per 150.000 euro. La rendita catastale è 480 euro. Soddisfa tutti i requisiti per l’agevolazione prima casa (residenza nel Comune entro 18 mesi, nessuna altra prima casa a suo nome).

    Come si applica. Caio applica il prezzo-valore con il moltiplicatore ridotto per la prima casa: 480 × 1,05 × 110 = 55.440 euro. L’aliquota è il 2%, quindi l’imposta è 55.440 × 2% = 1.109 euro. Senza prezzo-valore avrebbe pagato 150.000 × 2% = 3.000 euro. Oltre al risparmio fiscale, beneficia anche della riduzione degli onorari notarili prevista dalla legge.

    In pratica

    • Per la prima casa il moltiplicatore è 110 anziché 120: il valore catastale risulta ancora più basso.
    • L’imposta non può mai essere inferiore a 1.000 euro per la prima casa: verificare sempre il minimo.
    • Le pertinenze (box, cantina) dello stesso immobile seguono le stesse regole se acquistate insieme.

    Quando rivolgersi a un professionista

    La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

    Fonti e approfondimenti

    Domande frequenti

    Posso usare il prezzo-valore se compro da una società?

    No. Il sistema si applica solo alle cessioni tra privati o nei casi in cui la vendita non è soggetta a IVA. Se si compra da un’impresa con vendita soggetta a IVA, le regole sono diverse: si paga l’IVA sul prezzo e il registro diventa fisso.

    Devo dichiarare il vero prezzo in atto anche con il prezzo-valore?

    Sì, assolutamente. Il vero prezzo concordato deve sempre essere indicato nell’atto. Il prezzo-valore cambia solo la base di calcolo dell’imposta di registro, non obbliga a nascondere o modificare il corrispettivo reale.

    Cosa succede se non chiedo il prezzo-valore al momento del rogito?

    Il beneficio va richiesto espressamente nell’atto notarile. Non è possibile chiederlo in un secondo momento o a posteriori. Se si dimentica, l’imposta si calcola sul prezzo effettivo.

    La riduzione degli onorari notarili è automatica?

    Sì, quando si applica il prezzo-valore la legge prevede una riduzione degli onorari del notaio. Il notaio è tenuto ad applicarla; è utile chiedergli conferma preventiva.

    Vale anche per un appartamento ereditato che poi rivendo?

    Il prezzo-valore si applica all’acquirente che compra l’immobile, non alla provenienza dell’immobile stesso. Quel che conta è che il cedente non agisca come imprenditore e che l’acquirente sia una persona fisica privata.

    La rendita catastale influisce sull'IMU?

    Sì, la rendita catastale è la base anche per il calcolo dell’IMU. Verificarla prima del rogito è utile non solo per stimare l’imposta di registro, ma anche per capire i costi ricorrenti dell’immobile.

    Vedi anche: Imposta di registro e ipocatastali sulla donazione, Imposta di registro sulla divisione di eredità e immobili, Assegnazione agevolata dei beni ai soci, Registro dei trattamenti, Plusvalenza sulla vendita di un immobile entro 5 anni e Registro delle Imprese.

  • Art. 185 TUF – (Manipolazione del mercato)

    Art. 185 TUF – (Manipolazione del mercato)

    Art. 185 D.Lgs. 58/1998 (TUF) – (Manipolazione del mercato)

    In vigore dal 01/07/1998

    1. Chiunque diffonde notizie false o pone in essere operazioni simulate o altri artifizi concretamente idonei a provocare una sensibile alterazione del prezzo di strumenti finanziari, è punito con la reclusione da uno a sei anni e con la multa da euro ventimila a euro cinque milioni. La pena è della reclusione da due a sette anni e della multa da euro venticinquemila a euro sei milioni se il fatto è commesso mediante l’impiego di sistemi di intelligenza artificiale.

    1-bis. Non è punibile chi ha commesso il fatto per il tramite di ordini di compravendita o operazioni effettuate per motivi legittimi e in conformità a prassi di mercato ammesse, ai sensi dell’ articolo 13 del regolamento (UE) n. 596/2014.

    2. Il giudice può aumentare la multa fino al triplo o fino al maggiore importo di dieci volte il prodotto o il profitto conseguito dal reato quando, per la rilevante offensività del fatto, per le qualità personali del colpevole o per l’entità del prodotto o del profitto conseguito dal reato, essa appare inadeguata anche se applicata nel massimo.

    2-bis. COMMA ABROGATO DALLA L. 23 DICEMBRE 2021, N. 238.

    2-ter. COMMA ABROGATO DALLA L. 23 DICEMBRE 2021, N. 238. (12)

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