Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.
Metodo editoriale
Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
I contenuti più tecnici sono sottoposti a revisione di professionisti abilitati.
Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.
Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia
I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.
Il CCNL Vigilanza riconosce 26 giorni di ferie all’anno. Per le GPG si aggiungono 7 giorni di riposo compensativo annuali. 11 festività nazionali retribuite + Santo Patrono. Le ferie possono essere divise in più periodi purché almeno 2 settimane consecutive siano nello stesso anno. Per lavoro nelle festività: maggiorazione 50% + riposo compensativo.
Il CCNL Vigilanza riconosce 26 giorni di ferie lavorativi all’anno per tutti i lavoratori (GPG e Servizi Fiduciari). Il calcolo è di 2,17 giorni al mese di servizio (frazione di mese ≥15 giorni = mese intero).
Le ferie possono essere divise liberamente, purché almeno 2 settimane consecutive siano godute nello stesso anno di maturazione. Il resto entro 18 mesi dalla fine dell’anno.
Riposo compensativo specifico per GPG
Le GPG hanno 7 giorni di riposo compensativo aggiuntivi ogni anno, riconoscimento del rischio professionale dell’armata. Sono aggiuntivi alle ferie (totale: 26 + 7 = 33 giorni/anno di riposo retribuito).
I 7 giorni possono essere fruiti come permessi singoli (anche orari) o accumulati in periodi più lunghi. Non maturano per Servizi Fiduciari.
Per lavoro festivo (frequente per la vigilanza, servizio H24): retribuzione + maggiorazione 50% + giorno di riposo compensativo entro 30 giorni.
Le ferie non possono essere concesse durante il preavviso di licenziamento: il datore deve liquidarle in busta paga.
Permessi specifici
Permessi retribuiti aggiuntivi:
Visite mediche: 16h/anno con certificato
Lutto: 3 giorni per coniuge/genitori/figli
Matrimonio: 15 giorni
Donazione sangue: 1 giorno
Esami: giorno dell’esame
Formazione obbligatoria GPG: 16h/triennio retribuite (oltre alle ferie)
Permessi 104: 3 giorni/mese per familiari disabili
Casi pratici
Tizio – GPG IV con 33 giorni riposo totali
Tizio è GPG IV con 5 anni. Riposo totale annuo: 26 ferie + 7 compensativo + 11 festività = 44 giorni retribuiti (oltre ai riposi settimanali). Programma: 2 sett a luglio + 1 a Natale + 18 giorni sparsi.
Caia – SF lavoro a Capodanno
Caia è SF C, lavora il 1° gennaio (capodanno). Maggiorazione 50% sulle ore + giorno di riposo compensativo entro 30 giorni. Indennità extra: ~€90 lordi su turno di 8h.
Sempronio – GPG con figlio disabile (permessi 104)
Sempronio è GPG III, figlio con disabilità grave certificata. Fruisce 3 giorni/mese di permesso 104 retribuito al 100%. Anzianità e TFR maturano normalmente. Diritto soggettivo: datore non può negare.
Domande frequenti
Quanti giorni di ferie ha una guardia giurata?
26 giorni di ferie + 7 giorni di riposo compensativo (solo GPG) = 33 giorni totali. Per Servizi Fiduciari: 26 giorni. Più 11 festività nazionali.
Cos'è il riposo compensativo per GPG?
7 giorni/anno aggiuntivi specifici per le GPG (non Servizi Fiduciari), riconoscimento del rischio dell’armata. Cumulabili e fruibili come permessi.
Posso lavorare nelle festività?
Sì, è frequente per la vigilanza H24. Retribuzione + maggiorazione 50% + giorno di riposo compensativo entro 30 giorni. Il datore programma con calendario rotativo.
Le ferie nel periodo di preavviso sono permesse?
NO, il CCNL prevede esplicitamente che le ferie non possano essere godute durante il preavviso di licenziamento. Vanno liquidate in busta paga come “ferie non godute”.
Posso dividere le ferie?
Sì, ma almeno 2 settimane consecutive vanno godute nell’anno di maturazione. Il resto entro 18 mesi dalla fine dell’anno. Per turnisti il datore programma in calendario rotativo.
Le ore di formazione obbligatoria GPG sono retribuite?
Sì, 16h/triennio di formazione obbligatoria sono retribuite e non consumano ferie o permessi. Sono aggiuntive: il datore organizza i corsi e paga le ore di partecipazione.
Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Vigilanza Privata e Servizi Fiduciari. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.
Il CCNL Vigilanza fissa orario di 40 ore settimanali, distribuito tipicamente con sistema 5+1 (7h × 5 giorni + 1 giorno di riposo). Per le GPG: 7 giorni di riposo compensativo per ogni anno di servizio. Lavoro notturno (22-6) con maggiorazione 25%. Per i servizi 24/7: turni rotativi M/P/N con riposi obbligatori.
Il CCNL Vigilanza fissa l’orario standard a 40 ore settimanali, distribuite tipicamente con il sistema 5+1:
5 giorni di lavoro × 7 ore
1 giorno di riposo settimanale (di norma a turno tra colleghi)
+5 ore distribuite (es. straordinario o ore comprese in altro modo)
Per i servizi 24/7 (vigilanza notturna, piantonamenti continui) si applicano turni rotativi M/P/N con calendari plurisettimanali.
Riposo compensativo annuale per GPG
Per le GPG il CCNL prevede 7 giorni di riposo compensativo per ogni anno di servizio. Sono giorni aggiuntivi rispetto alle ferie, in considerazione del rischio professionale.
I giorni di riposo compensativo possono essere fruiti come permessi singoli o accumulati in periodi più lunghi. Tipicamente: 7 giorni/anno = ~1 settimana aggiuntiva di riposo per le GPG.
Lavoro notturno
Il lavoro notturno (22-6) prevede:
Maggiorazione del 25% sulla retribuzione oraria delle ore notturne
Limite legale: max 8 ore di lavoro effettivo a notte
Limite annuale: max 80 turni notturni/anno (per legge generale)
Visita medica obbligatoria per turnisti notturni ogni 2 anni
Vietato per donne in gravidanza fino al 1° anno bambino
Per GPG che fanno notturno frequente: +€200-400/mese di indennità notturna.
Straordinari e turni
Le ore eccedenti l’orario contrattuale (40h/sett medie) sono straordinario:
+30% per straordinario diurno feriale
+50% per straordinario notturno o festivo
I servizi a turnazione (M/P/N) hanno indennità di turno fissa €30-80/mese per il disagio dell’alternanza.
La modifica dell’orario individuale richiede preavviso di almeno 1 ciclo di turno (es. 1 settimana per chi fa turni settimanali) ed essere motivata da ragioni di servizio.
Casi pratici
Tizio – GPG IV con riposo compensativo 7gg
Tizio è GPG IV da 5 anni. Riposo compensativo cumulato: 7 × 5 = 35 giorni (oltre alle ferie). Fruisce 1 settimana aggiuntiva all’anno + giorni sparsi per impegni personali.
Caia – Servizi Fiduciari notturno fisso
Caia è SF C, addetta notturno fisso (22-6) in residence. Stipendio base €1.580 + indennità notturna 25% sulle 8 ore × 4 turni/sett × 4,33 sett = ~€460/mese aggiuntivi. Totale: ~€2.040 lordi/mese.
Sempronio – GPG turnista 5+1
Sempronio è GPG III, sistema 5+1. Lavora lun-ven (7h × 5 = 35h) + ore aggiuntive variabili (5h/sett). Sabato riposo, domenica di solito riposo (a rotazione). Orario mensile medio: 173h.
Domande frequenti
Quante ore lavora una guardia giurata?
40 ore settimanali con sistema 5+1: 7h × 5 giorni + 1 giorno di riposo. Più 5 ore aggiuntive distribuibili. Per turnisti M/P/N: calendario plurisettimanale con media 40h.
Cos'è il riposo compensativo GPG?
Per le GPG il CCNL prevede 7 giorni/anno di riposo compensativo aggiuntivo (oltre alle ferie). Riconoscimento del rischio professionale dell’armata. Cumulabile e fruibile come permessi.
Quanto pagano il notturno?
Maggiorazione 25% sulle ore notturne (22-6). Per GPG IV (€11,5/h base): +€2,88/h di indennità notturna. 4 turni di 8h/sett × 4,33 = ~€398/mese in più.
Posso essere chiamato a fare ore extra?
Sì, le ore eccedenti l’orario contrattuale sono straordinario (+30% diurno, +50% notturno/festivo). Il consenso preventivo è normalmente necessario salvo emergenze. Limite legale: 250h/anno.
Le modifiche all'orario sono libere?
No, la modifica dell’orario individuale deve essere motivata da ragioni di servizio proporzionate e comunicata con preavviso di almeno 1 ciclo di turno (es. 1 settimana per turnisti settimanali).
Posso rifiutare il turno notturno?
Solo per donne in gravidanza (sempre), genitori con figli fino a 12 anni (se possibili alternative), motivi sanitari documentati. Altrimenti il turno notturno è parte del contratto e non può essere rifiutato.
Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Vigilanza Privata e Servizi Fiduciari. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.
Chi paga: i proprietari e i titolari di diritti reali (usufrutto, enfiteusi, superficie) su terreni agricoli diversi dall’abitazione principale.
Base imponibile: il reddito dominicale rivalutato del 25% e poi moltiplicato per 135.
Aliquote: quella di base è lo 0,86% (8,6 per mille); il Comune può alzarla fino all’1,06% o ridurla, anche ad azzerarla.
Scadenze: acconto entro il 16 giugno, saldo entro il 16 dicembre (oppure tutto in unica soluzione entro il 16 giugno).
Esenzioni: coltivatori diretti e IAP sui terreni che coltivano, e terreni montani o di collina delimitata, ma le condizioni esatte dipendono dalla normativa vigente: verifica sempre.
Codice tributo F24: 3914 per i terreni.
Cos'è l'IMU e quando riguarda i terreni agricoli
L’IMU (imposta municipale propria) è il tributo che si paga ogni anno per il semplice fatto di possedere un immobile – o un terreno – in Italia. Non si tratta di un’imposta sul reddito: la devi versare anche se il terreno non produce nulla, o se non lo hai affittato a nessuno. Dal 2020 ha assorbito anche la TASI, quindi oggi c’è un unico tributo comunale sul possesso.
I terreni agricoli rientrano nell’IMU come categoria a sé stante, con una formula di calcolo diversa rispetto ai fabbricati. Il punto di partenza è il reddito dominicale, cioè il valore convenzionale del terreno stabilito dall’Agenzia delle Entrate e riportato nelle visure catastali. Non è il reddito che il terreno produce davvero, ma una cifra fissa legata alla classificazione catastale.
Sono tenuti a pagare i proprietari, i titolari di usufrutto, di enfiteusi o di superficie. Se il terreno è concesso in locazione finanziaria (leasing), paga l’utilizzatore, non il proprietario formale. Importante: esistono esenzioni significative – in particolare per i coltivatori diretti e per gli imprenditori agricoli professionali (IAP) che coltivano direttamente il fondo, e per i terreni ricadenti in zone montane o di collina delimitata. Le condizioni precise di queste esenzioni territoriali vengono stabilite e aggiornate per legge: prima di versare, verifica sempre la situazione del tuo Comune.
IMU terreni agricoli: schema di calcolo
Voce
Valore / Regola
Punto di partenza
Reddito dominicale (da visura catastale)
Rivalutazione
+25% sul reddito dominicale
Moltiplicatore
× 135
Aliquota di base
0,86% (8,6 per mille)
Aliquota massima comunale
1,06% (10,6 per mille)
Codice tributo F24
3914
Esempio pratico
Tizio possiede un terreno agricolo con reddito dominicale di 500 euro. La base imponibile si calcola così: 500 euro + 25% = 625 euro; 625 × 135 = 84.375 euro. Applicando l’aliquota di base dello 0,86%, l’IMU annua sarebbe 84.375 × 0,86% = circa 725 euro. Se il Comune ha deliberato un’aliquota diversa, il risultato cambia: per questo è indispensabile consultare la delibera comunale prima di versare.
Documenti necessari
Visura catastale del terreno (per leggere il reddito dominicale)
Delibera comunale sulle aliquote IMU per l’anno in corso
Modello F24 con codice tributo 3914
Documentazione IAP o iscrizione INPS come coltivatore diretto (se si rivendica l’esenzione)
Eventuale modello di dichiarazione IMU (da presentare al Comune entro il 30 giugno dell’anno successivo in caso di variazioni)
Tizio: proprietario non coltivatore
Scenario. Tizio possiede un terreno agricolo di medie dimensioni in pianura. Non lo coltiva direttamente: lo ha concesso in affitto a un vicino. Non è iscritto come coltivatore diretto né come IAP.
Come si applica. Tizio è soggetto IMU senza esenzioni particolari. Calcola la base imponibile partendo dal reddito dominicale indicato in visura, lo rivaluta del 25% e moltiplica per 135. Applica poi l’aliquota deliberata dal suo Comune (al massimo l’1,06%). Versa l’acconto entro il 16 giugno e il saldo entro il 16 dicembre. Usa il codice tributo 3914 sul modello F24, indicando il codice catastale del Comune dove si trova il terreno.
In pratica
Leggi il reddito dominicale dalla visura catastale e applica la formula: (reddito × 1,25) × 135.
Controlla la delibera comunale: l’aliquota può essere diversa da quella di base dello 0,86%.
Usa il codice tributo 3914 sull’F24 e indica il codice catastale del Comune.
Caio: coltivatore diretto con terreno in zona di pianura e in zona montana
Scenario. Caio è iscritto come coltivatore diretto INPS e coltiva personalmente due terreni agricoli: uno in pianura e uno in un Comune montano. Vuole sapere se deve pagare l’IMU su entrambi.
Come si applica. La normativa prevede esenzioni per i coltivatori diretti e per gli IAP, legate alle caratteristiche del terreno e all’effettiva coltivazione diretta. Per il terreno montano, la legge tipicamente riconosce ampie esenzioni, ma le condizioni esatte (altitudine, classificazione ISTAT del Comune) possono variare. Per il terreno in pianura, l’esenzione per coltivatori diretti si applica secondo le regole vigenti. Caio deve verificare, per ciascun terreno, se ricadono nelle zone esentate e se mantiene i requisiti soggettivi (iscrizione INPS, coltivazione diretta effettiva). In caso di dubbio, è opportuno rivolgersi al CAF o al patronato.
In pratica
Verifica la classificazione del Comune montano nell’elenco ISTAT e i requisiti soggettivi (iscrizione INPS come coltivatore diretto).
Conserva la documentazione che attesta la coltivazione diretta: potrebbe essere richiesta in caso di controllo.
Se spetta l’esenzione, non è comunque necessario versare l’IMU, ma potrebbe essere richiesta la dichiarazione IMU al Comune in caso di variazioni.
Quando rivolgersi a un professionista
La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.
Importi = paga base conglobata mensile (comprensiva di ex indennità di contingenza) del CCNL vigilanza privata e servizi fiduciari, rinnovato il 30 maggio 2023 e integrato con l’accordo del 16 febbraio 2024 (ASSIV, ANIVP, UNIV, Legacoop PS, AGCI, Confcooperative con Filcams-CGIL, Fisascat-CISL e UILTuCS; scadenza 31/12/2026). Le due scale: GPG = guardie particolari giurate (sezione vigilanza armata), Fiduciari = servizi fiduciari non armati (portierato, reception, controllo accessi). La tabella recepisce la tranche dal 1° aprile 2026; è già fissata l’ultima tranche dal 1° dicembre 2026: GPG Quadro = 2.434,74 € · liv. 1 = 2.086,89 € · liv. 2 = 1.946,09 € · liv. 3 = 1.723,31 € · liv. 4 = 1.528,88 € · liv. 5 = 1.450,44 € · liv. 6 = 1.350,44 €; Fiduciari A = 2.032,24 € · B = 1.849,18 € · C = 1.556,29 € · D = 1.300,00 € · E = 1.207,14 €. Il rinnovo ha introdotto anche la quattordicesima per gli operatori di sicurezza. Attenzione: molte fonti riportano la sola “paga base” non conglobata (importi più bassi): il confronto va fatto a parità di struttura retributiva.
Fonte: tabelle retributive ufficiali firmate allegate all’accordo integrativo del 16/2/2024 (PDF originale ASSIV verificato, tutte le tranche 2023-2026). Valori verificati il 3 luglio 2026; i rinnovi possono aggiornare gli importi.
Nota sui minimi. Il settore comprende due figure con minimi tabellari distinti: le Guardie Particolari Giurate (vigilanza armata) e gli addetti ai servizi fiduciari (portierato, reception, controllo accessi), questi ultimi con minimi sensibilmente più bassi. Il CCNL è oggetto di rinnovi recenti con incrementi scaglionati e una tantum per la vacanza contrattuale. I minimi per livello sono fissati dalle tabelle dell’accordo vigente: per gli importi esatti fa fede il testo ufficiale del CCNL applicato (esistono più CCNL di settore con minimi diversi).
Aumenti del rinnovo 2024-2026
Il rinnovo del 21 novembre 2024 ha definito aumenti scaglionati:
Aumenti proporzionati per altri livelli (più alti = aumenti maggiori). Vigenza prorogata al 31 dicembre 2026.
Le 14 mensilità delle GPG sono un retaggio storico dei tempi in cui la professione era considerata più rischiosa. Equivalgono a ~7,7% di stipendio annuo in più rispetto a 13 mensilità.
Indennità specifiche
Indennità che si sommano al minimo tabellare:
Indennità notturna: +25% sulle ore 22-6
Indennità festivo: +50% sulle ore festive
Stima netto per livello
Per single senza altre detrazioni:
Casi pratici
Tizio – GPG IV con 6 scatti massimi
Tizio è GPG IV con 18 anni anzianità (6 scatti maturati di = ). Minimo dic 2026: + scatti = /mese × 14 mensilità = lordi annui.
Caia – Servizi Fiduciari A coordinatrice
Caia è SF livello A (coordinatrice). Minimo aprile 2026: × 13 mens = lordi annui. Netto: ~. Stipendio competitivo per il settore.
Sempronio – GPG II trasporto valori notturno
Sempronio è GPG II trasporto valori. Stipendio + indennità trasporto + 8 notti × 8h × ,5 × 25% = = lordi/mese × 14 mens = annui.
Domande frequenti
Quanto guadagna una guardia giurata?
GPG IV livello (entry): ~ lordi × 14 mens = ~ annui. GPG II (specializzata): ~ × 14 = ~ annui. Più indennità e scatti.
Le GPG hanno 14 mensilità?
Sì, le GPG hanno 14 mensilità (12 + 13ª dicembre + 14ª luglio). I Servizi Fiduciari hanno 13 mensilità. È una differenza significativa: +7,7% di stipendio annuo per GPG.
Quando aumentano gli stipendi?
Dal 1° luglio 2026: + sul IV livello GPG, + sul livello D Servizi Fiduciari. Completano gli aumenti del rinnovo 2024-2026.
Cos'è l'indennità rischio GPG?
Una indennità mensile (-80) per le GPG armate, riconoscimento del rischio professionale. Si somma al minimo tabellare e si computa in 13ª e 14ª.
Quanti scatti di anzianità ci sono?
Massimo 6 scatti, uno ogni 3 anni di servizio continuativo. Importo -25 per scatto in base al livello. Massimo cumulato: ~-150 mensili dopo 18 anni.
I Servizi Fiduciari guadagnano meno delle GPG?
Sì, in media, a parità di livello. Però i livelli A-B Servizi Fiduciari (coordinatori/qualificati) possono guadagnare quanto le GPG II-III. La differenza si riduce per ruoli qualificati.
Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Vigilanza Privata e Servizi Fiduciari. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.
Due regimi diversi: se il riscatto è versato dall’interessato con reddito proprio, è deducibile (rigo E21); se è pagato da un familiare per un inoccupato a carico, è detraibile al 19% (codice 32, righi E8-E10).
Anche per gli inoccupati: chi non ha ancora iniziato a lavorare e non è iscritto ad alcuna forma previdenziale obbligatoria può comunque riscattare gli anni di laurea.
Include il corso ITS Academy: oltre alla laurea universitaria, è riscattabile anche la frequenza agli ITS Academy.
Valido ai fini pensionistici e della buonuscita (TFR): il riscatto aumenta gli anni di contribuzione utili sia per la pensione sia per il trattamento di fine rapporto.
Nessun massimale per la deduzione (rigo E21): l’intero importo versato abbassa il reddito complessivo.
Documenti essenziali: la ricevuta di pagamento dell’onere di riscatto e il provvedimento INPS di accoglimento della domanda.
Riscatto della laurea: deduzione o detrazione nel 730?
Il riscatto della laurea è uno strumento che consente di trasformare gli anni universitari in anni di contribuzione previdenziale, utili per anticipare la pensione o aumentarne l’importo. Dal punto di vista fiscale, il trattamento dei contributi versati per il riscatto dipende da una distinzione fondamentale: chi ha pagato e qual è la sua situazione lavorativa.
Se sei tu stesso a versare i contributi di riscatto – perché lavori e hai redditi propri – puoi dedurli dal tuo reddito complessivo indicandoli nel rigo E21 del Quadro E. La deduzione è integrale: non c’è un tetto massimo. In questo modo il tuo reddito imponibile si abbassa e paghi meno IRPEF.
Se invece i contributi di riscatto vengono versati da un tuo familiare (per esempio un genitore) perché tu sei ancora inoccupato e a carico – non hai ancora trovato lavoro dopo la laurea e non sei iscritto ad alcun ente previdenziale – allora la spesa viene trattata diversamente: il familiare che ha pagato può detrarre il 19% dell’importo versato, indicandolo con il codice 32 nei righi da E8 a E10 del Quadro E.
In entrambi i casi, la normativa consente il riscatto anche a chi non ha ancora iniziato a lavorare: questa possibilità, introdotta per i cosiddetti ‘riscatti agevolati’, permette ai neolaureati di costruire da subito la propria posizione previdenziale.
Riscatto laurea: quale agevolazione spetta a chi
Chi versa i contributi
Situazione del laureato
Agevolazione
Dove si indica
Il laureato stesso
Ha redditi propri (è al lavoro)
Deduzione integrale dal reddito
Rigo E21
Un familiare (es. genitore)
Inoccupato, fiscalmente a carico del familiare
Detrazione 19% sull'importo versato
Codice 32, righi E8-E10
Il laureato stesso
Inoccupato ma con qualche reddito proprio
Deduzione nella misura versata personalmente
Rigo E21
Datore di lavoro (contributi aggiuntivi)
Lavoratore dipendente
Già gestito dalla Certificazione Unica
Non compilare E21 se già dedotto
Esempio pratico
Tizio si è laureato a luglio 2022 e ha trovato lavoro a gennaio 2023. Nel 2025, dopo aver ricevuto il preventivo INPS, versa 9.600 euro per riscattare i 4 anni del corso di laurea magistrale. Poiché ha un reddito da lavoro dipendente, questi 9.600 euro vengono indicati nel rigo E21 e dedotti integralmente. Con un reddito complessivo di 32.000 euro e un’aliquota marginale del 35%, il risparmio IRPEF è di circa 3.360 euro.
Documenti necessari
Ricevuta di versamento dei contributi di riscatto (F24 o bollettino INPS)
Provvedimento INPS di accoglimento della domanda di riscatto
Certificato di laurea o attestato di frequenza ITS Academy
Certificazione Unica 2026 del datore di lavoro (per verificare se il datore ha già dedotto parte dell’importo)
Documentazione fiscale del familiare che ha pagato (se il versamento è stato fatto da un terzo per un inoccupato a carico)
Lavoratore che riscatta la laurea triennale
Scenario. Caio, 32 anni, lavora come dipendente con un reddito annuo di 27.000 euro. Nel 2025 versa 5.400 euro all’INPS per riscattare i 3 anni della laurea triennale.
Come si applica. Caio indica 5.400 euro nel rigo E21 della Sezione II del Quadro E. Non c’è alcun massimale: l’intera somma riduce il suo reddito complessivo da 27.000 a 21.600 euro. Con un’aliquota marginale del 23%, risparmia circa 1.240 euro di IRPEF. Se il datore di lavoro non ha già considerato questo importo nella Certificazione Unica, deve indicarlo per intero nel rigo E21.
In pratica
Verificare prima che il datore di lavoro non abbia già dedotto l’importo (controllare il punto 431 della Certificazione Unica).
Indicare l’intero importo versato nel rigo E21, senza tetto massimo.
Conservare la ricevuta F24 e il provvedimento INPS di accoglimento.
Genitore che paga il riscatto per il figlio inoccupato a carico
Scenario. Sempronio ha un figlio laureato magistrale, 28 anni, ancora a suo carico perché non ha trovato lavoro. Sempronio versa 7.200 euro all’INPS per riscattare i 5 anni di laurea del figlio.
Come si applica. Poiché il figlio è inoccupato e fiscalmente a carico, Sempronio non può indicare l’importo nel rigo E21 (deduzione). Deve invece indicare 7.200 euro con il codice 32 nei righi da E8 a E10 della Sezione I. La detrazione spetta nella misura del 19% su 7.200 euro, pari a 1.368 euro di imposta risparmiata – a condizione di aver pagato con strumento tracciabile.
In pratica
Usare il codice 32 nei righi E8-E10 (non il rigo E21) quando si paga per un familiare inoccupato a carico.
Il pagamento deve essere effettuato con strumento tracciabile (bonifico, carta) per avere diritto alla detrazione del 19%.
La detrazione si calcola sull’intero importo versato (non c’è una franchigia come per le spese sanitarie).
Quando rivolgersi a un professionista
La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.
Il CCNL Vigilanza distingue due categorie: GPG (Guardie Particolari Giurate, armate e specializzate) con 4 livelli (I-IV) e Servizi Fiduciari (portierato, controllo accessi, sorveglianza non armata) con 4 livelli (A-D). Le GPG richiedono porto d’arma e abilitazione prefettizia; i Servizi Fiduciari hanno mansioni di sorveglianza senza armi.
Il CCNL Vigilanza Privata e Servizi Fiduciari si applica a circa 110.000 lavoratori in due categorie distinte:
GPG (Guardia Particolare Giurata): guardie armate con abilitazione prefettizia, porto d’arma, formazione specifica. Servizi: piantonamenti, trasporto valori, antirapina, sorveglianza fisica
Servizi Fiduciari: addetti sorveglianza, portierato, controllo accessi, centrali operative. NON sono armati e NON hanno qualifica di GPG
Le due categorie hanno tabelle retributive, livelli, formazione e tutele distinti, anche se applicano lo stesso CCNL.
GPG: livelli I-IV per guardie armate
Le Guardie Particolari Giurate sono inquadrate in 4 livelli (dal più alto al più basso):
I livello: GPG senior, capisquadra, addetti centrali operative con coordinamento
II livello: GPG con specializzazioni (trasporto valori, antirapina, scorta blindato)
III livello: GPG operatore standard (piantonamento, sorveglianza)
IV livello: GPG entry level (portierato armato, ronde, controllo aree)
Tutte le GPG devono avere: licenza prefettizia, porto d’arma, formazione iniziale (200h) + aggiornamento annuale.
Servizi Fiduciari: livelli A-D non armati
I Servizi Fiduciari sono inquadrati in 4 livelli (dal più alto al più basso):
Livello A: capi servizio, coordinatori, addetti centrali operative non armati
Livello B: operatori sorveglianza qualificati, controllo accessi avanzato
Livello C: addetti portierato standard, ricezione, presidio
Livello D: addetti base sorveglianza, ricezione semplice
NON è richiesto porto d’arma. Formazione: addestramento aziendale + corsi specifici (primo soccorso, antincendio).
Differenze fondamentali tra le due categorie
Le principali differenze:
Aspetto
GPG
Servizi Fiduciari
Arma
Sì, obbligatoria
No
Licenza prefettizia
Sì
No
Formazione
200h + aggiornamento annuo
Aziendale
Stipendio
+25-35% vs Servizi Fiduciari
Inferiore
Mansioni tipiche
Antirapina, trasporto valori, piantonamenti
Portierato, accessi, sorveglianza non armata
Casi pratici
Tizio – GPG IV livello in supermercato
Tizio è GPG IV livello, antitaccheggio in supermercato. Stipendio base ~€1.390/mese × 14 mensilità = €19.460 annui. Porto d’arma e licenza prefettizia. Formazione annuale obbligatoria di 16h.
Caia – Addetta Servizi Fiduciari livello C
Caia è addetta portierato C in un complesso direzionale. Controllo accessi, gestione visitatori, monitoraggio CCTV. Stipendio ~€1.450 lordi/mese × 13 mens. No arma, no licenza prefettizia. Formazione aziendale 8h.
Sempronio – GPG II livello trasporto valori
Sempronio è GPG II livello, specializzato trasporto valori in blindato. Stipendio ~€1.700/mese × 14 mens + indennità trasporto valori €100/mese. Formazione specialistica antirapina (40h). Porto d’arma obbligatorio.
Domande frequenti
Differenza tra GPG e Servizi Fiduciari?
Le GPG sono guardie armate con licenza prefettizia e porto d’arma (mansioni di alto rischio). I Servizi Fiduciari sono addetti sorveglianza non armati (portierato, accessi). Stipendi GPG +25-35% rispetto a Servizi Fiduciari.
Che livello è una guardia di supermercato?
Tipicamente GPG IV livello (antitaccheggio, presidio). Per servizi più qualificati (sicurezza notturna, antirapina): GPG III o II. Per i centri commerciali con direzione: GPG I (capisquadra).
Devo avere porto d'arma per fare il guardiano?
Solo per GPG (Guardie Particolari Giurate). Per Servizi Fiduciari (portierato, sorveglianza non armata) NON serve porto d’arma né licenza prefettizia.
Quanti livelli ha il CCNL Vigilanza?
4 livelli per GPG (I-IV) e 4 livelli per Servizi Fiduciari (A-D), per un totale di 8 inquadramenti distinti. Le due categorie hanno tabelle retributive e tutele differenti.
Posso passare da Servizi Fiduciari a GPG?
Sì, ma serve: conseguire la licenza prefettizia, il porto d’arma, completare la formazione GPG (200h) e ottenere il decreto di nomina dal Prefetto. È una “promozione” significativa con cambio di categoria.
Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Vigilanza Privata e Servizi Fiduciari. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.
Regola di base: le cessioni di fabbricati sono esenti IVA salvo eccezioni tassative.
Imponibilità obbligatoria: la vendita effettuata dall’impresa costruttrice o ristrutturatrice entro 5 anni dall’ultimazione dei lavori è sempre imponibile IVA.
Opzione oltre i 5 anni: decorsi i 5 anni, l’impresa può optare per l’imponibilità anche su fabbricati abitativi e strumentali.
Aliquota prima casa: 4% per i fabbricati abitativi non di lusso acquistati con i requisiti ‘prima casa’.
Aliquota altre abitazioni: 10% per le cessioni abitative imponibili senza requisiti prima casa.
Reverse charge: se la cessione di un fabbricato strumentale è imponibile per opzione verso un soggetto passivo IVA, si applica l’inversione contabile.
Vendere un immobile con o senza IVA: come funziona
Comprare o vendere un immobile è una delle operazioni economiche più importanti nella vita di una persona o di un’impresa. Quando il venditore è un soggetto che agisce nell’esercizio di un’impresa, la vendita può essere soggetta a IVA. Ma non sempre: la legge prevede una regola generale di esenzione, con alcune eccezioni ben definite che dipendono da chi vende, da quanto tempo è passato dalla costruzione e dal tipo di immobile.
La distinzione fondamentale è tra fabbricati abitativi (appartamenti, case, ville a uso residenziale) e fabbricati strumentali (uffici, capannoni, negozi, laboratori). Per entrambe le categorie vale la stessa logica: esenzione come regola, imponibilità come eccezione – obbligatoria in alcuni casi, facoltativa (su opzione) in altri.
Le aliquote IVA applicabili variano in modo significativo a seconda del tipo di immobile e dell’acquirente. Capire quale aliquota si applica è essenziale per calcolare correttamente il costo totale dell’acquisto, perché l’IVA sulla cessione di un immobile non è detraibile se l’acquirente è un privato consumatore.
IVA sulla cessione di fabbricati: casi e aliquote
Tipo di fabbricato
Venditore e tempistica
Regime IVA
Aliquota
Abitativo (prima casa non di lusso)
Impresa costruttrice/ristrutturatrice entro 5 anni
Imponibile obbligatoria
4%
Abitativo (non prima casa)
Impresa costruttrice/ristrutturatrice entro 5 anni
Imponibile obbligatoria
10%
Abitativo
Impresa costruttrice/ristrutturatrice oltre 5 anni (con opzione)
Imponibile per opzione
10%
Strumentale (uffici, capannoni, negozi)
Impresa costruttrice entro 5 anni
Imponibile obbligatoria
22%
Strumentale
Qualsiasi soggetto passivo oltre 5 anni (con opzione)
Imponibile per opzione + reverse charge
22%
Abitativo o strumentale
Qualsiasi soggetto, nessuna delle condizioni sopra
Esente art. 10
–
Esempio pratico
Alfa Srl costruisce un capannone e lo ultimava nel marzo 2022. Lo vende a Beta Snc nel febbraio 2026: sono passati meno di 5 anni, quindi la cessione è imponibile IVA in modo obbligatorio al 22%. Il prezzo è 500.000 euro: Alfa Srl emette fattura con IVA di 110.000 euro. Poiché Beta Snc è soggetto passivo IVA, si applica il reverse charge: Alfa Srl emette fattura senza addebito di IVA (‘inversione contabile’) e Beta Snc integra il documento registrando 110.000 euro a debito e a credito.
Documenti necessari
Atto di compravendita (rogito notarile)
Visura catastale con categoria dell’immobile
Concessione o permesso di costruire (per verificare la data di ultimazione lavori)
Dichiarazione di fine lavori o certificato di agibilità (per calcolare i 5 anni)
Fattura di cessione con indicazione dell’aliquota o della norma di esenzione
Tizio vende l'appartamento che la sua impresa ha costruito due anni fa
Scenario. Tizio è socio di una piccola impresa edile che ha ultimato la costruzione di un appartamento nel 2024. Nel 2026 decide di venderlo. L’acquirente è un privato che vuole abitarci come prima casa.
Come si applica. La vendita avviene entro 5 anni dall’ultimazione (2024-2026): la cessione è imponibile IVA in modo obbligatorio, non è possibile scegliere l’esenzione. Poiché l’acquirente vuole usarlo come prima casa non di lusso, si applica l’aliquota ridotta del 4%. L’IVA viene calcolata sul prezzo di vendita concordato. L’acquirente privato non può detrarre l’IVA, perché non è soggetto passivo: il 4% è un costo definitivo per lui.
In pratica
Entro 5 anni dall’ultimazione, l’impresa costruttrice non può scegliere: la vendita è sempre imponibile IVA.
L’acquirente deve dichiarare i requisiti ‘prima casa’ per beneficiare dell’aliquota 4%.
L’aliquota si applica all’intero prezzo di compravendita indicato nel rogito.
Caio vende un ufficio che la sua società possiede da otto anni
Scenario. Caio è amministratore di una società che ha acquistato un ufficio nel 2018 (oltre 5 anni fa). Ora vuole venderlo a un’altra impresa. Si chiede se è obbligato ad applicare l’IVA.
Come si applica. Poiché sono passati più di 5 anni dall’ultimazione, la cessione non è imponibile in modo obbligatorio. La società di Caio può scegliere: o applica l’esenzione (nessuna IVA in fattura) oppure opta per l’imponibilità al 22%. Se opta per l’imponibilità e l’acquirente è un soggetto passivo IVA, scatta il reverse charge: la fattura viene emessa senza IVA con dicitura ‘inversione contabile’ e l’acquirente integra il documento registrando l’imposta a debito e a credito. L’opzione può convenire se la società ha crediti IVA da recuperare.
In pratica
Oltre i 5 anni, l’imponibilità è una scelta: la cessione strumentale è esente per default.
L’opzione per l’imponibilità si esercita nell’atto di compravendita (rogito).
Con il reverse charge, l’acquirente soggetto passivo integra e registra l’IVA: operazione neutra se ha piena detrazione.
Quando rivolgersi a un professionista
La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.
Il settore sanitario presenta rischi specifici: rischio biologico (HIV, HBV, HCV, TBC), rischio chimico (chemioterapici, disinfettanti), rischio fisico (sollevamento, radiazioni, posture). Il datore deve garantire DPI specifici, sorveglianza sanitaria, formazione, protocolli post-esposizione. Le tutele sono rafforzate dal D.Lgs. 81/2008 e dal CCNL.
I farmaci antiblastici sono pericolosi anche per il preparatore (mutageni, cancerogeni). Procedure rigorose obbligatorie.
Sollevamento pazienti e MMC
La movimentazione manuale dei carichi (MMC) è la principale causa di malattie professionali muscolo-scheletriche in sanità (ernia discale, lombalgia cronica). Tutele:
Ausili meccanici obbligatori per pazienti non collaboranti (sollevatori, teli scorrevoli)
Tecniche corrette di sollevamento (formazione obbligatoria)
Valutazione rischi con metodo MAPO per RSA
Limiti: max 25 kg in solitaria (15 kg per donne), uso ausili oltre
Una OSS che solleva 50+ pazienti al giorno senza ausili: 90% probabilità di ernia discale entro 10 anni di servizio.
Casi pratici
Tizio – Vaccino HBV gratuito
Tizio è infermiere neoassunto. Il datore offre vaccino HBV obbligatorio (3 dosi a 0-1-6 mesi). Gratuito + ore di permesso retribuito per somministrazione. Test sierologico a 1 mese dalla 3ª dose.
Caia – Esposizione a sangue HCV+
Caia (OSS) si punge con ago paziente HCV+. Protocollo post-esposizione: visita immediata + esami sangue + monitoraggio a 6 settimane, 3 e 6 mesi. No vaccino HCV. Infortunio sul lavoro INAIL aperto.
Sempronio – OSS con ernia discale
Sempronio è OSS in RSA, dopo 8 anni di servizio sviluppa ernia discale. INAIL riconosce malattia professionale (sollevamento pazienti senza ausili). Rendita invalidità permanente 15% = ~€110/mese a vita.
Domande frequenti
Quali rischi ha un infermiere?
Rischio biologico (HIV, HBV, HCV, TBC), chimico (chemioterapici, disinfettanti), fisico (sollevamento, radiazioni in radiologia), stress, aggressioni. Tutti tutelati dal D.Lgs. 81/2008 e dal CCNL.
Il vaccino HBV è obbligatorio?
È fortemente raccomandato per tutto il personale sanitario. Per alcune mansioni a rischio (sale operatorie, emodialisi) può essere obbligatorio. Il datore lo fornisce gratuitamente con permesso retribuito per somministrazione.
Cosa fare se mi pungo con un ago?
Subito: lavare con acqua e sapone, disinfettare. Comunicare immediatamente al responsabile, attivare protocollo post-esposizione: visita medica + esami sangue + eventuale profilassi anti-HIV (entro 72h). Aprire infortunio INAIL.
I DPI sono obbligatori?
Sì, il loro uso è obbligatorio per legge. Il rifiuto può essere sanzionato (richiamo scritto, sospensione, licenziamento in recidiva). Il datore deve fornirli gratuitamente e sostituirli se danneggiati.
Posso preparare chemioterapici in gravidanza?
NO, è VIETATO il lavoro con chemioterapici durante gravidanza e allattamento. Spostamento a mansioni non a rischio o maternità anticipata su autorizzazione ITL.
Il sollevamento manuale è ancora obbligatorio?
No, per pazienti non collaboranti gli ausili meccanici sono OBBLIGATORI (sollevatori, teli scorrevoli, transfer). Il datore deve fornirli. Il sollevamento manuale di >25 kg (15 kg per donne) richiede ausili obbligatori.
Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Sanità Privata (AIOP, ARIS). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.
Disabili (legge 104): i veicoli intestati a persone con disabilità sono esenti dal bollo, entro certi limiti di cilindrata o potenza stabiliti dalla normativa.
Auto storiche ultratrentennali: sono in genere esenti dal bollo ordinario; se circolano, pagano una tassa di circolazione forfettaria.
Auto ultraventennali di interesse storico: beneficiano di una riduzione del bollo, non dell’esenzione totale.
Veicoli elettrici: di norma esenti per i primi cinque anni dall’immatricolazione; successivamente molte Regioni applicano una tariffa ridotta.
Regole variabili per Regione: le condizioni esatte di esenzione e riduzione possono differire da Regione a Regione; verifica sempre le disposizioni locali.
Documentazione necessaria: per ottenere l’esenzione occorre presentare alla Regione i documenti che attestano il diritto (certificazione di disabilità, iscrizione ai registri storici, ecc.).
Quando non si paga (o si paga meno) il bollo auto
Il bollo auto è dovuto da chiunque sia intestatario di un veicolo iscritto al PRA. Esistono però categorie di veicoli – e di intestatari – per cui la legge prevede l’esenzione totale o una riduzione. Le tre principali riguardano le persone con disabilità, i veicoli storici e i veicoli elettrici.
È fondamentale sapere che le regole di dettaglio non sono uniformi su tutto il territorio nazionale: ogni Regione ha la facoltà di modulare le agevolazioni nell’ambito dei principi fissati dalla legge statale. Questo significa che i limiti esatti, le procedure e le eventuali condizioni aggiuntive possono variare a seconda della Regione in cui sei residente. Prima di dare per scontata un’esenzione, verifica sempre sul sito della tua Regione o contatta l’ufficio tributi competente.
Nei paragrafi che seguono descriviamo le tre categorie principali di esenzione o riduzione, le condizioni generali previste dalla normativa e cosa fare in pratica per ottenere il beneficio.
Riepilogo esenzioni e riduzioni bollo auto
Categoria
Beneficio
Condizioni principali
Disabili (legge 104)
Esenzione totale
Certificazione di disabilità; limiti di cilindrata/potenza; intestazione al disabile o al familiare a carico
Veicoli storici >30 anni
Esenzione bollo ordinario
Iscrizione al registro storico; tassa forfettaria se il veicolo circola
Veicoli storici 20-30 anni (interesse storico)
Riduzione del bollo
Certificato di rilevanza storica; aliquota ridotta (misura variabile per Regione)
Veicoli elettrici (primi 5 anni)
Esenzione totale
Decorre dalla data di prima immatricolazione
Veicoli elettrici (dopo 5 anni)
Tariffa ridotta (in molte Regioni)
Misura della riduzione variabile per Regione
Esempio pratico
Esempio indicativo (valori a titolo illustrativo): Tizio ha un familiare con disabilità certificata ai sensi della legge 104 e acquista un’auto di media cilindrata intestata a sé stesso come familiare fiscalmente a carico. Se rientra nei limiti previsti dalla sua Regione, l’auto è esente da bollo per tutta la durata dell’intestazione a favore del disabile. Caio ha invece comprato un’auto elettrica nuova: per i primi cinque anni dall’immatricolazione non paga il bollo; dal sesto anno inizia a versare una tariffa ridotta secondo le disposizioni della sua Regione, comunque inferiore a quella di un veicolo termico equivalente.
Documenti necessari
Certificazione di disabilità (verbale di invalidità o certificazione legge 104) per l’esenzione disabili
Libretto di circolazione del veicolo
Certificato di rilevanza storica o iscrizione al registro ASI/FMI per veicoli storici
Documentazione di acquisto o immatricolazione per veicoli elettrici (per calcolare i cinque anni di esenzione)
Modulo di autocertificazione o domanda di esenzione richiesto dalla Regione
Tizio: persona con disabilità e bollo auto
Scenario. Tizio è titolare di una certificazione di disabilità ai sensi della legge 104, art. 3, comma 3. Ha acquistato un’auto intestata a sé stesso e vuole sapere se deve pagare il bollo.
Come si applica. La normativa prevede l’esenzione dal bollo auto per i veicoli intestati a persone con disabilità (o a un familiare di cui il disabile è fiscalmente a carico), entro certi limiti di cilindrata o potenza fissati dalla legge. Tizio deve verificare che il suo veicolo rientri nei parametri previsti – se l’auto è troppo potente o di cilindrata troppo elevata, l’esenzione non si applica. Deve inoltre presentare alla propria Regione la documentazione necessaria (verbale di disabilità, dati del veicolo) per essere riconosciuto come avente diritto. Una volta ottenuto il riconoscimento, non dovrà versare il bollo finché permangono i requisiti.
In pratica
Verifica che il veicolo rientri nei limiti di cilindrata/potenza previsti dalla normativa per l’esenzione disabili.
Presenta alla tua Regione la certificazione di disabilità e i dati del veicolo per attivare l’esenzione.
L’esenzione vale anche se il veicolo è intestato a un familiare, purché il disabile risulti fiscalmente a suo carico.
Caio: auto d'epoca, paga il bollo?
Scenario. Caio possiede un’auto immatricolata oltre trent’anni fa, iscritta al registro ASI. Vuole sapere se deve pagare il bollo e se ci sono obblighi se decide di portarla in giro.
Come si applica. I veicoli storici con oltre trent’anni di anzianità sono in genere esenti dal bollo auto ordinario. Tuttavia, se Caio decide di fare circolare l’auto su strada, può essere tenuto a versare una tassa di circolazione forfettaria – un importo fisso, solitamente modesto, che prescinde dalla potenza del veicolo. Se invece l’auto ha tra i venti e i trent’anni ed è riconosciuta di interesse storico (con apposita certificazione), si applica una riduzione del bollo, non l’esenzione totale. La misura della riduzione dipende dalla Regione. In ogni caso, l’iscrizione al registro storico è il presupposto indispensabile per accedere al beneficio.
In pratica
Auto >30 anni: esente da bollo ordinario, ma se la usi su strada potrebbe essere dovuta una tassa di circolazione forfettaria.
Auto 20-30 anni con certificato di rilevanza storica: riduzione del bollo, non esenzione totale.
L’iscrizione al registro ASI o FMI è il requisito formale per accedere al beneficio: senza certificazione, si paga il bollo ordinario.
Quando rivolgersi a un professionista
La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.
Il CCNL Sanità Privata prevede enti di welfare: Fasiv (Fondo di Assistenza Sanitaria Integrativa), Mediafond (Fondo Pensione Complementare), formazione ECM finanziata. Fasiv eroga rimborsi sanitari ai lavoratori e familiari; Mediafond accumula TFR + contributi per la pensione complementare. Iscrizione obbligatoria.
I contributi a Fasiv e Mediafond (se aderito) sono obbligatori:
Fasiv: €10-15/mese a carico azienda. Iscrizione automatica all’assunzione
Mediafond: scelta entro 6 mesi dall’assunzione. Senza scelta: per aziende >50 dipendenti adesione tacita
Casi pratici
Tizio – Fasiv per visita oculistica
Tizio è D iscritto a Fasiv. Visita oculistica privata €80. Fasiv rimborsa 80% = €64. Tizio paga €16 di sua tasca. Rimborso entro 30 giorni dalla fattura.
Caia – OSS ECM corso gratuito
Caia è CS, deve acquisire crediti ECM. L’azienda organizza corso interno di 16h (16 crediti ECM). Corso gratuito + permesso retribuito. Caia completa i 50 crediti annui senza spese personali.
Sempronio – Mediafond con anticipo per master
Sempronio è D con 8 anni in Mediafond, patrimonio €13.500. Frequenta master infermieristica avanzata (€5.000). Chiede anticipo 70% = €9.450. Mediafond paga entro 60 giorni.
Domande frequenti
Cosa è Fasiv?
Il Fondo di Assistenza Sanitaria Integrativa del settore. Eroga rimborsi per visite, esami, ricoveri, cure odontoiatriche, prevenzione. Copre anche i familiari fiscalmente a carico. Iscrizione obbligatoria.
Cosa è Mediafond?
Il Fondo Pensione Complementare di settore. Accumula TFR + contributi dipendente (1%) + azienda (1,5%). Rendimenti storici ~2,5-3,5%. Tassazione vantaggiosa.
I corsi ECM sono gratuiti?
Sì, sono finanziati dal datore (obbligo CCNL). 50 ore/anno di permesso retribuito per corsi accreditati. L’azienda organizza spesso corsi interni o rimborsa quelli esterni.
Cosa sono i crediti ECM?
Crediti Educazione Continua in Medicina. Obbligatori per infermieri, OSS, fisioterapisti: 150 in 3 anni (50/anno) per mantenere l’abilitazione professionale. Mancato adempimento: sospensione dall’Ordine.
Fasiv copre la mia famiglia?
Sì, i familiari fiscalmente a carico (coniuge non lavoratore, figli) sono coperti automaticamente. Estensione opzionale per familiari non a carico con contributo aggiuntivo.
Conviene aderire a Mediafond?
Sì: contributo azienda gratuito (1,5%), rendimenti superiori alla rivalutazione TFR di legge, tassazione vantaggiosa. Anticipi per casa, salute, formazione.
Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Sanità Privata (AIOP, ARIS). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.
Cashback su acquisti propri: e’ un rimborso parziale del prezzo pagato, non una remunerazione per una prestazione. Non e’ reddito imponibile: equivale a uno sconto posticipato.
Referral e segnalazione: la commissione ricevuta per aver introdotto un nuovo cliente o utente e’ un compenso per una prestazione di fatto. Rientra nei redditi diversi da attivita’ commerciale non esercitata abitualmente se l’attivita’ e’ occasionale (quadro D, rigo D5 codice 1).
Referral abituale e organizzato: se guadagni commissioni di segnalazione in modo sistematico, la disciplina prevede l’obbligo di partita IVA come agente o mediatore.
Bonus di benvenuto o incentivo: i bonus monetari erogati dalle app in assenza di una vera prestazione (es. bonus accredito alla registrazione) sono in zona grigia; prevalentemente assimilati a premi/liberalita’ occasionali, ma il trattamento dipende dalle condizioni contrattuali.
Ritenuta d’acconto: le piattaforme italiane che erogano compensi referral devono applicare la ritenuta d’acconto e rilasciare la Certificazione Unica con causale V1.
La differenza tra cashback e referral: perche' cambia tutto
Molte app e piattaforme promettono guadagni facili: cashback sugli acquisti, commissioni per ogni amico invitato, bonus di benvenuto. Prima di chiedersi se dichiarare, bisogna capire la natura di ogni somma ricevuta.
Il cashback su acquisti propri non e’ un guadagno: e’ la restituzione parziale di una somma che hai gia’ pagato. Se compri un prodotto a 100 euro e ricevi indietro 5 euro di cashback, hai semplicemente pagato 95 euro. Non si tratta di reddito e non va dichiarato. Lo stesso vale per i punti fedelta’ convertibili in sconti su acquisti futuri: sono riduzioni di prezzo, non compensi.
Ben diverso e’ il referral, detto anche ‘programma segnalazione’: se ricevi una commissione perche’ hai convinto un amico a iscriversi o ad acquistare, stai svolgendo una prestazione assimilabile a quella di un mediatore o procacciatore d’affari. Il compenso e’ un reddito. Se l’attivita’ e’ occasionale, rientra nei redditi diversi da attivita’ commerciale non esercitata abitualmente (rigo D5 del quadro D con codice 1). Se e’ abituale e organizzata, serve la partita IVA.
Le piattaforme italiane che erogano commissioni referral superiori a determinati importi applicano una ritenuta d’acconto e rilasciano la Certificazione Unica con causale V1. Devi indicare il lordo nel rigo D5 e portare in detrazione la ritenuta.
Cashback e referral: e' reddito o no?
Tipo di beneficio
Natura
Tassabile?
Dove dichiarare
Cashback su propri acquisti
Rimborso parziale del prezzo (sconto posticipato)
No
Non va dichiarato
Punti fedelta' convertibili in sconti
Riduzione di prezzo futura
No
Non va dichiarato
Commissione referral (segnalazione amico)
Compenso per prestazione occasionale
Si'
730, quadro D, rigo D5 cod. 1
Commissioni referral sistematiche
Attivita' di mediazione/agenzia abituale
Si', P.IVA
Modello Redditi PF
Bonus di benvenuto/accredito registrazione
Liberalita' o incentivo contrattuale
Zona grigia – verificare condizioni
Rigo D5 cod. 1 se assimilabile a compenso
Esempio pratico
Caio usa una piattaforma di shopping online e riceve 80 euro di cashback nel corso del 2025 su propri acquisti: non dichiara nulla, e’ uno sconto. Nello stesso anno, Caio invita 20 amici alla piattaforma e per ogni iscrizione riceve 15 euro di commissione referral, per un totale di 300 euro. Questo e’ un compenso per una prestazione: Caio riporta 300 euro nel rigo D5 del quadro D (codice 1 in colonna 1, 300 euro in colonna 2). Se la piattaforma ha applicato una ritenuta, la indica in colonna 4 e la detrae dall’imposta finale.
Documenti necessari
Certificazione Unica rilasciata dalla piattaforma (causale V1, se applicata la ritenuta)
Estratto conto o riepilogo dei compensi referral ricevuti dalla piattaforma
Contratto o termini e condizioni del programma referral che specifichino la natura del compenso
Estratto conto bancario o PayPal con gli accrediti delle commissioni
Documentazione di eventuali spese inerenti l’attivita’ di segnalazione (se deducibili)
Caso 1 – Tizio: solo cashback su acquisti personali
Scenario. Tizio usa tre app di cashback diversi e nel 2025 ha ricevuto complessivamente 320 euro di rimborsi sulle proprie spese di supermercato, carburante e abbigliamento. Non ha mai segnalato amici per ottenere commissioni aggiuntive.
Come si applica. Il cashback e’ una riduzione del prezzo pagato, non un guadagno per una prestazione resa. Non si tratta di reddito ai fini IRPEF. Tizio non deve inserire nulla in dichiarazione per questi 320 euro. Dal punto di vista pratico, ha semplicemente acquistato beni a un costo netto inferiore.
In pratica
Il cashback su acquisti propri non e’ reddito e non va dichiarato.
Conservare comunque documentazione nel caso l’Agenzia delle Entrate richiedesse chiarimenti sulla natura delle somme ricevute.
Se la piattaforma emette una comunicazione fiscale (raro per il cashback puro), verificarne la natura prima di ignorarla.
Caso 2 – Caio: commissioni referral su piattaforma di investimento
Scenario. Caio promuove una piattaforma di investimento online tra conoscenti e colleghi. Per ogni nuovo utente che si iscrive e deposita almeno 500 euro, riceve una commissione di 50 euro. Nel 2025 ha segnalato 12 persone, guadagnando 600 euro. La piattaforma italiana ha applicato la ritenuta d’acconto e rilasciato la Certificazione Unica.
Come si applica. I 600 euro sono un compenso per una prestazione di mediazione/segnalazione a carattere occasionale. Rientrano nei redditi diversi da attivita’ commerciale non esercitata abitualmente (causale V1 nella CU). Caio inserisce nel rigo D5 del quadro D: codice 1 in colonna 1, lordo in colonna 2, ritenuta subita in colonna 4. Se invece Caio svolgesse questa attivita’ in modo sistematico (centinaia di segnalazioni, accordi strutturati con la piattaforma), dovrebbe aprire la partita IVA come agente o mediatore.
In pratica
Indicare il lordo (non il netto dopo ritenuta) nel rigo D5, colonna 2.
La ritenuta gia’ versata dalla piattaforma si detrae dall’imposta dovuta: non e’ persa.
Se le segnalazioni diventano continuative e organizzate, valutare l’apertura della partita IVA.
Quando rivolgersi a un professionista
La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.
Il CCNL Sanità Privata prevede 13 mensilità: 12 ordinarie + tredicesima a dicembre. La 13ª è pari a una mensilità intera per chi ha lavorato l’intero anno; chi ha lavorato meno riceve quota proporzionale. Va corrisposta entro il 20 dicembre. Eventuali premi aziendali (qualità, soddisfazione clienti) possono essere convertiti in welfare aziendale.
~150.000 (infermieri, OSS, ausiliari, amministrativi in case di cura, RSA, cliniche)
Tabella riepilogativa
13ª e premi CCNL Sanità Privata
Voce
Quantità
Scadenza
13ª mensilità
1 mensilità intera
Entro 20 dicembre
Premio aziendale (variabile)
€500-€2.000 tipici
Annuale o trimestrale
Welfare aziendale
Fino €3.000/anno detassato
A scelta lavoratore
Tredicesima: calcolo e scadenza
La 13ª è pari a una mensilità di retribuzione per chi ha lavorato dall’1 gennaio al 31 dicembre. La retribuzione di riferimento è quella al 30 novembre.
Per chi ha lavorato meno: 1/12 per ogni mese di servizio. Frazione di mese ≥15 giorni = mese intero.
Esempio: infermiere D (€1.700/mese), 8 mesi di servizio nel 2026. 13ª: €1.700 × 8/12 = €1.133 lordi a dicembre.
Composizione della 13ª
Nella 13ª entrano:
Minimo tabellare
Scatti di anzianità
Indennità fisse (turno, mansione)
EDR
NON entrano: rimborsi spese, indennità trasferta, premi una tantum, straordinari (variabili), indennità notturna variabile.
Premi aziendali variabili
Le aziende possono prevedere premi aziendali legati a parametri:
Qualità del servizio: valutazione pazienti, audit di reparto
Sicurezza: % infortuni, near miss
Formazione: ore di formazione ECM completate
Assenteismo basso: % presenze del team
Importi tipici: €500-€2.000/anno. Possono essere convertiti in welfare (no tasse) o detassati al 5% se in cash.
Welfare aziendale
Il welfare aziendale permette di convertire premi in beni/servizi senza tasse:
Spese sanitarie integrative (vista, dentista)
Spese scolastiche per figli (asilo nido, scuola)
Abbonamenti trasporti pubblici
Voucher carburante
Mutui prima casa
Limite: €3.000/anno detassato. Strumento apprezzato per il settore sanitario per spese familiari elevate.
Casi pratici
Tizio – 13ª intera infermiere D
Tizio è D, lavora tutto il 2026 (€1.700/mese). 13ª dicembre: €1.700 lordi. Netto: ~€1.250. Pagata entro il 20 dicembre.
Caia – Premio qualità OSS convertito in welfare
Caia è OSS, riceve premio qualità 2026 di €1.000. Sceglie 100% welfare: rimborso abbonamento bus €400 + voucher carburante €200 + asilo nido figlio €400. Netto effettivo: €1.000 vs €800 cash.
Sempronio – 13ª proporzionale per assunzione metà anno
Sempronio è assunto come A dal 1° giugno 2026. Mesi lavorati al 31 dicembre: 7. Stipendio €1.250. 13ª: €1.250 × 7/12 = €729 lordi a dicembre.
Domande frequenti
Quando si paga la 13ª nel CCNL Sanità Privata?
Entro il 20 dicembre di ogni anno. Pari a una mensilità intera per chi ha lavorato l’intero anno; proporzionale per chi ha lavorato meno.
Esiste anche la 14ª?
NO, il CCNL Sanità Privata prevede 13 mensilità (12 + 13ª). Non è prevista 14ª. Gli “extra” sono i premi aziendali variabili e il welfare.
Cosa entra nella 13ª?
Minimo tabellare + scatti + indennità fisse + EDR. NON entrano rimborsi spese, indennità trasferta, premi una tantum, straordinari variabili, indennità notturna se non strutturata.
I premi aziendali sono detassati?
Sì, fino a €3.000/anno con detassazione al 5% (sostitutiva IRPEF) se legati a parametri di produttività/qualità. In alternativa: welfare aziendale senza tasse né contributi.
Come si calcola la 13ª proporzionale?
Stipendio mensile × mesi lavorati / 12. Frazioni di mese ≥15 giorni contano come mese intero. Esempio: assunta dal 15 maggio = 7,5 mesi.
La maternità influisce sulla 13ª?
No, la 13ª matura integralmente anche durante la maternità obbligatoria (5 mesi). Per il congedo parentale: matura solo se retribuito (cioè quasi mai).
Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Sanità Privata (AIOP, ARIS). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.
Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.
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