Art. 42 Codice Privacy
Articolo abrogato dal D.Lgs. 10 agosto 2018, n. 101. Fonte: Normattiva.
Autore
Andrea Marton
Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.
Metodo editoriale
Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia
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Articolo abrogato dal D.Lgs. 10 agosto 2018, n. 101. Fonte: Normattiva.
Articolo abrogato dal D.Lgs. 10 agosto 2018, n. 101. Fonte: Normattiva.
Articolo abrogato dal D.Lgs. 10 agosto 2018, n. 101. Fonte: Normattiva.
Articolo abrogato dal D.Lgs. 10 agosto 2018, n. 101. Fonte: Normattiva.
Articolo abrogato dal D.Lgs. 10 agosto 2018, n. 101. Fonte: Normattiva.
Articolo abrogato dal D.Lgs. 10 agosto 2018, n. 101. Fonte: Normattiva.
Testo vigente (aggiornato da Normattiva)
1.
Fermo restando quanto previsto dalle disposizioni concernenti la redazione e il contenuto di sentenze e di altri provvedimenti giurisdizionali dell’autorità giudiziaria di ogni ordine e grado, l’interessato può chiedere per motivi legittimi, con richiesta depositata nella cancelleria o segreteria dell’ufficio che procede prima che sia definito il relativo grado di giudizio, che sia apposta a cura della medesima cancelleria o segreteria, sull’originale della sentenza o del provvedimento, un’annotazione volta a precludere, in caso di riproduzione della sentenza o provvedimento in qualsiasi forma, … l’indicazione delle generalità e di altri dati identificativi del medesimo interessato riportati sulla sentenza o provvedimento.
2.
Sulla richiesta di cui al comma 1 provvede in calce con decreto, senza ulteriori formalità, l’autorità che pronuncia la sentenza o adotta il provvedimento.
La medesima autorità può disporre d’ufficio che sia apposta l’annotazione di cui al comma 1, a tutela dei diritti o della dignità degli interessati.
3.
Nei casi di cui ai commi 1 e 2, all’atto del deposito della sentenza o provvedimento, la cancelleria o segreteria vi appone e sottoscrive anche con timbro la seguente annotazione, recante l’indicazione degli estremi del presente articolo: “In caso di diffusione omettere le generalità e gli altri dati identificativi di….”.
4.
In caso di diffusione anche da parte di terzi di sentenze o di altri provvedimenti recanti l’annotazione di cui al comma 2, o delle relative massime giuridiche, è omessa l’indicazione delle generalità e degli altri dati identificativi dell’interessato.
5.
Fermo restando quanto previsto dall’ articolo 734-bis del codice penale relativamente alle persone offese da atti di violenza sessuale, chiunque diffonde sentenze o altri provvedimenti giurisdizionali dell’autorità giudiziaria di ogni ordine e grado è tenuto ad omettere in ogni caso, anche in mancanza dell’annotazione di cui al comma 2, le generalità, altri dati identificativi o altri dati anche relativi a terzi dai quali può desumersi anche indirettamente l’identità di minori, oppure delle parti nei procedimenti in materia di rapporti di famiglia e di stato delle persone.
6.
Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano anche in caso di deposito di lodo ai sensi dell’ articolo 825 del codice di procedura civile .
La parte può formulare agli arbitri la richiesta di cui al comma 1 prima della pronuncia del lodo e gli arbitri appongono sul lodo l’annotazione di cui al comma 3, anche ai sensi del comma 2.
Il collegio arbitrale costituito presso la camera arbitrale per i lavori pubblici ai sensi dell’ articolo 209 del Codice dei contratti pubblici di cui al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50 , provvede in modo analogo in caso di richiesta di una parte.
7.
Fuori dei casi indicati nel presente articolo è ammessa la diffusione in ogni forma del contenuto anche integrale di sentenze e di altri provvedimenti giurisdizionali.
Articolo in vigore. Su Normattiva questo articolo non risulta abrogato: la scheda lo indicava erroneamente come non più vigente ed è stata corretta il 15 settembre 2026.
Articolo abrogato dal D.Lgs. 18 maggio 2018, n. 51. Fonte: Normattiva.
Articolo abrogato dal D.Lgs. 18 maggio 2018, n. 51. Fonte: Normattiva.
Articolo abrogato dal D.Lgs. 10 agosto 2018, n. 101. Fonte: Normattiva.
Articolo abrogato dal D.Lgs. 10 agosto 2018, n. 101. Fonte: Normattiva.
Articolo abrogato dal D.Lgs. 10 agosto 2018, n. 101. Fonte: Normattiva.