Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Massime giurisprudenziali
  4. Pronunce Corte Costituzionale
  5. Prassi e linee guida
  6. Casi pratici
  7. Domande frequenti
  8. Vedi anche

Testo dell'articoloAbrogato

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 21 c.c. Deliberazioni dell'assemblea

Articolo abrogato dalla l. 31 maggio 1995, n. 218

[Abrogato]

Scheda in aggiornamento. Il commento professionale, i casi pratici e le FAQ per questo articolo sono in corso di redazione.
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In sintesi

  • Regola generale: le deliberazioni richiedono la maggioranza dei voti e la presenza di almeno la metà degli associati.
  • Seconda convocazione: la deliberazione è valida qualunque sia il numero dei presenti.
  • Conflitto di interessi degli amministratori: nelle delibere di approvazione del bilancio e in quelle sulla loro responsabilità, gli amministratori non hanno diritto di voto.
  • Modifiche all'atto costitutivo o allo statuto: servono almeno tre quarti degli associati presenti e il voto favorevole della maggioranza dei presenti (salvo diversa previsione statutaria).
  • Scioglimento e devoluzione del patrimonio: occorre il voto favorevole di almeno tre quarti degli associati.
Indice dei contenuti

Le deliberazioni assembleari richiedono maggioranza di voti e presenza di almeno metà degli associati.

Ratio

L'art. 21 c.c. bilancia due esigenze contrapposte: garantire la democraticità interna dell'associazione, assicurando che le decisioni riflettano la volontà della maggioranza, e tutelare la stabilità dell'ente, richiedendo consensi qualificati per le scelte più rilevanti. Il legislatore ha graduato i quorum in funzione della gravità degli effetti della deliberazione: più incisiva è la decisione, più ampio deve essere il consenso.

Analisi

La norma fissa due livelli di quorum. Il quorum ordinario si applica alle deliberazioni comuni: occorre la presenza di almeno la metà degli associati e il voto favorevole della maggioranza dei votanti. La seconda convocazione deroga al solo quorum costitutivo, rendendo valida la delibera indipendentemente dal numero dei presenti, per evitare la paralisi dell'ente. Il quorum rafforzato opera per le modifiche all'atto costitutivo o allo statuto (tre quarti degli associati presenti e maggioranza dei presenti, derogabile dallo statuto) e per lo scioglimento e la devoluzione del patrimonio (tre quarti di tutti gli associati, inderogabile). La previsione dell'esclusione dal voto degli amministratori nelle delibere sul bilancio e sulla loro responsabilità è espressione del principio di prevenzione dei conflitti di interessi, analogo all'art. 2373 c.c. per le società.

Quando si applica

L'art. 21 c.c. si applica direttamente alle associazioni riconosciute (artt. 14-35 c.c.) e, per analogia o rinvio, alle associazioni non riconosciute (art. 36 c.c.), nella misura in cui lo statuto non disponga diversamente per i quorum ordinari. Le disposizioni sui quorum rafforzati per lo scioglimento sono inderogabili. La norma trova applicazione anche negli enti del Terzo Settore iscritti al RUNTS, fatte salve le disposizioni speciali del d.lgs. 117/2017.

Connessioni

La norma si collega agli artt. 14-16 c.c. (costituzione e statuto dell'associazione), all'art. 20 c.c. (convocazione dell'assemblea), all'art. 23 c.c. (annullamento delle deliberazioni), all'art. 2373 c.c. (conflitto di interessi nelle società, applicato per analogia) e agli artt. 24-25 c.c. (esclusione degli associati e scioglimento). Per gli ETS, il riferimento è il d.lgs. 117/2017, in particolare gli artt. 24-25 CTS.

Casi pratici

Caso 1: Caso 1

Tizio partecipa all'assemblea di un'associazione dove, con la presenza della metà dei soci, si delibera a maggioranza di voti; la deliberazione è valida.

Caso 2: Caso 2

Caio propone di modificare lo statuto ma la richiesta richiede la presenza di tre quarti degli associati e il voto della maggioranza dei presenti; il quorum è più alto.

Domande frequenti

Quale quorum è necessario per la validità delle deliberazioni ordinarie?

Occorre la presenza di almeno la metà degli associati.

Come si decidono le deliberazioni in prima convocazione?

A maggioranza di voti con la presenza di almeno la metà degli associati.

Cosa accade in seconda convocazione?

In seconda convocazione la deliberazione è valida qualunque sia il numero degli intervenuti.

Quale quorum è richiesto per modificare l'atto costitutivo?

Occorrono la presenza di almeno tre quarti degli associati e il voto favorevole della maggioranza dei presenti.

Le modifiche statutarie hanno lo stesso quorum delle deliberazioni ordinarie?

No, richiedono un quorum più elevato: tre quarti degli associati in presenza.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-08
Fonti consultate: 1 fonte verificate
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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