Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Articolo 253 Codice Penale: Distruzione o sabotaggio di opere militari

    Articolo 253 Codice Penale: Distruzione o sabotaggio di opere militari

    Art. 253 c.p. – Distruzione o sabotaggio di opere militari

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Chiunque distrugge, o rende inservibili, in tutto o in parte, anche temporaneamente, navi, aeromobili, convogli, strade, stabilimenti, depositi o altre opere militari o adibite al servizio delle forze armate dello Stato è punito con la reclusione non inferiore a otto anni.

    Si applica la pena di morte:

    1° se il fatto è commesso nell’interesse di uno Stato in guerra contro lo Stato italiano;

    2° se il fatto ha compromesso la preparazione o la efficienza bellica dello Stato, ovvero le operazioni militari.

  • Articolo 254 Codice Penale: Agevolazione colposa

    Articolo 254 Codice Penale: Agevolazione colposa

    Art. 254 c.p. Agevolazione colposa

    In vigore dal 1° luglio 1931

    Quando l’esecuzione del delitto preveduto dall’articolo precedente è stata resa possibile, o soltanto agevolata, per colpa di chi era in possesso o aveva la custodia o la vigilanza delle cose ivi indicate, questi è punito con la reclusione da uno a cinque anni.

  • Art. 255 c.p.: Soppressione, falsificazione o sottrazione di atti o documenti concernenti la sicurezza dello Stato

    Art. 255 c.p.: Soppressione, falsificazione o sottrazione di atti o documenti concernenti la sicurezza dello Stato

    Art. 255 c.p. – Soppressione, falsificazione o sottrazione di atti o documenti concernenti la sicurezza dello Stato

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Chiunque, in tutto o in parte, sopprime, distrugge o falsifica, ovvero carpisce, sottrae o distrae, anche temporaneamente, atti o documenti concernenti la sicurezza dello Stato od altro interesse politico, interno o internazionale, dello Stato è punito con la reclusione non inferiore a otto anni.

    Si applica la pena di morte se il fatto ha compromesso la preparazione o la efficienza bellica dello Stato, ovvero le operazioni militari.

  • Art. 256 c.p.: Procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello Stato

    Art. 256 c.p.: Procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello Stato

    Art. 256 c.p. – Procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello Stato

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Chiunque si procura notizie che, nell’interesse della sicurezza dello Stato o, comunque, nell’interesse politico, interno o internazionale, dello Stato, debbono rimanere segrete è punito con la reclusione da tre a dieci anni.

    Agli effetti delle disposizioni di questo titolo, fra le notizie che debbono rimanere segrete nell’interesse politico dello Stato sono comprese quelle contenute in atti del Governo, da esso non pubblicati per ragioni d’ordine politico, interno o internazionale.

    Se si tratta di notizie di cui l’Autorità competente ha vietato la divulgazione, la pena è della reclusione da due a otto anni.

    Si applica la pena di morte se il fatto ha compromesso la preparazione o la efficienza bellica dello Stato, ovvero le operazioni militari.

  • Articolo 257 Codice Penale: Spionaggio politico o militare

    Articolo 257 Codice Penale: Spionaggio politico o militare

    Art. 257 c.p. – Spionaggio politico o militare

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Chiunque si procura, a scopo di spionaggio politico o militare, notizie che, nell’interesse della sicurezza dello Stato o, comunque, nell’interesse politico, interno o internazionale, dello Stato, debbono rimanere segrete è punito con la reclusione non inferiore a quindici anni.

    Si applica la pena di morte:

    1° se il fatto è commesso nell’interesse di uno Stato in guerra con lo Stato italiano;

    2° se il fatto ha compromesso la preparazione o la efficienza bellica dello Stato, ovvero le operazioni militari.

  • Art. 258 c.p.: Spionaggio di notizie di cui è stata vietata la divulgazione

    Art. 258 c.p.: Spionaggio di notizie di cui è stata vietata la divulgazione

    Art. 258 c.p. – Spionaggio di notizie di cui è stata vietata la divulgazione

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Chiunque si procura, a scopo di spionaggio politico o militare, notizie di cui l’Autorità competente ha vietato la divulgazione è punito con la reclusione non inferiore a dieci anni.

    Si applica l’ergastolo se il fatto è commesso nell’interesse di uno Stato in guerra con lo Stato italiano.

    Si applica la pena di morte se il fatto ha compromesso la preparazione o la efficienza bellica dello Stato, ovvero le operazioni militari.

  • Articolo 259 Codice Penale: Agevolazione colposa

    Articolo 259 Codice Penale: Agevolazione colposa

    Art. 259 c.p. Agevolazione colposa

    In vigore dal 1° luglio 1931

    Quando l’esecuzione di alcuni dei delitti preveduti dagli articoli 255, 256, 257 e 258 è stata resa possibile, o soltanto agevolata, per colpa di chi era in possesso dell’atto o documento o a cognizione della notizia, questi è punito con la reclusione da uno a cinque anni.

    Si applica la reclusione da tre a quindici anni se sono state compromesse la preparazione o la efficienza bellica dello Stato ovvero le operazioni militari.

    Le stesse pene si applicano quando l’esecuzione dei delitti suddetti è stata resa possibile o soltanto agevolata per colpa di chi aveva la custodia o la vigilanza dei luoghi o delle zone di terra, di acqua o di aria, nelle quali è vietato l’accesso nell’interesse militare dello Stato.

  • Art. 262 c.p.: Rivelazione di notizie di cui sia stata vietata la divulgazione

    Art. 262 c.p.: Rivelazione di notizie di cui sia stata vietata la divulgazione

    Art. 262 c.p. – Rivelazione di notizie di cui sia stata vietata la divulgazione

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Chiunque rivela notizie, delle quali l’Autorità competente ha vietato la divulgazione, è punito con la reclusione non inferiore a tre anni.

    Se il fatto è commesso in tempo di guerra, ovvero ha compromesso la preparazione o la efficienza bellica dello Stato o le operazioni militari, la pena è della reclusione non inferiore a dieci anni.

    Se il colpevole ha agito a scopo di spionaggio politico o militare, si applica, nel caso preveduto dalla prima parte di questo articolo, la reclusione non inferiore a quindici anni; e, nei casi preveduti dal primo capoverso, la pena di morte.

    Le pene stabilite nelle disposizioni precedenti si applicano anche a chi ottiene la notizia.

    Se il fatto è commesso per colpa, la pena è della reclusione da sei mesi a due anni, nel caso preveduto dalla prima parte di questo articolo, e da tre a quindici anni qualora concorra una delle circostanze indicate nel primo capoverso.

  • Articolo 263 Codice Penale: Utilizzazione dei segreti di Stato

    Articolo 263 Codice Penale: Utilizzazione dei segreti di Stato

    Art. 263 c.p. – Utilizzazione dei segreti di Stato

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio, che impiega a proprio o altrui profitto invenzioni o scoperte scientifiche o nuove applicazioni industriali che egli conosca per ragione del suo ufficio o servizio, e che debbano rimanere segrete nell’interesse della sicurezza dello Stato, è punito con la reclusione non inferiore a cinque anni e con la multa non inferiore a lire diecimila.

    Se il fatto è commesso nell’interesse di uno Stato in guerra con lo Stato italiano, o se ha compromesso la preparazione o la efficienza bellica dello Stato, ovvero le operazioni militari, il colpevole è punito con la morte.

  • Articolo 264 Codice Penale: Infedeltà in affari di Stato

    Articolo 264 Codice Penale: Infedeltà in affari di Stato

    Art. 264 c.p. Infedeltà in affari di Stato

    In vigore dal 1° luglio 1931

    Chiunque, incaricato dal Governo italiano di trattare all’estero affari di Stato, si rende infedele al mandato è punito, se dal fatto possa derivare nocumento all’interesse nazionale, con la reclusione non inferiore a cinque anni.

  • Articolo 265 Codice Penale: Disfattismo politico

    Articolo 265 Codice Penale: Disfattismo politico

    Art. 265 c.p. Disfattismo politico

    In vigore dal 1° luglio 1931

    Chiunque, in tempo di guerra, diffonde o comunica voci o notizie false, esagerate o tendenziose, che possano destare pubblico allarme o deprimere lo spirito pubblico o altrimenti menomare la resistenza della nazione di fronte al nemico, o svolge comunque un’attività tale da recare nocumento agli interessi nazionali, è punito con la reclusione non inferiore a cinque anni.

    La pena è non inferiore a quindici anni:

    :1) se il fatto è commesso con propaganda o comunicazioni dirette a militari;

    :2) se il colpevole ha agito in seguito a intelligenze con lo straniero.

    La pena è dell’ergastolo se il colpevole ha agito in seguito a intelligenze col nemico.

  • Articolo 248 Codice Penale: Somministrazione al nemico di provvigioni

    Articolo 248 Codice Penale: Somministrazione al nemico di provvigioni

    Art. 248 c.p. Somministrazione al nemico di provvigioni

    In vigore dal 1° luglio 1931

    Chiunque, in tempo di guerra, somministra, anche indirettamente, allo Stato nemico provvigioni, ovvero altre cose, le quali possano essere usate a danno dello Stato italiano, è punito con la reclusione non inferiore a cinque anni.

    Tale disposizione non si applica allo straniero che commette il fatto all’estero

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