Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 274 c.p.: Illecita partecipazione ad associazioni aventi carattere internazionale

    Art. 274 c.p.: Illecita partecipazione ad associazioni aventi carattere internazionale

    Art. 274 c.p. – Illecita partecipazione ad associazioni aventi carattere internazionale

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Chiunque partecipa nel territorio dello Stato ad associazioni, enti o istituti, o sezioni di essi, di carattere internazionale, per i quali non sia stata conceduta l’autorizzazione del Governo, è punito con la multa da lire mille a diecimila.

    La stessa pena si applica al cittadino, residente nel territorio dello Stato, che senza l’autorizzazione del Governo partecipa ad associazioni, enti o istituti di carattere internazionale, che abbiano sede all’estero.

  • Art. 275 c.p. – Accettazione di onorificenze o utilità da uno Stato nemico (abrogato)

    Art. 275 c.p. – Accettazione di onorificenze o utilità da uno Stato nemico (abrogato)

    Art. 275 c.p. – Accettazione di onorificenze o utilità da uno Stato nemico

    R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398 – Codice penale

    Articolo abrogato. Non è più in vigore: l’abrogazione è stata disposta dalla L. 25 giugno 1999, n. 205. Il testo previgente è riportato qui sotto a fini di consultazione storica.

    Testo previgente

    Il cittadino, che, da uno Stato in guerra con lo Stato italiano, accetta gradi o dignità accademiche, titoli, decorazioni o altre pubbliche insegne onorifiche, pensioni o altre utilità, inerenti ai predetti gradi, dignità, titoli, decorazioni o onorificenze, è punito con la reclusione fino a un anno

  • Art. 276 c.p.: Attentato contro il Presidente della Repubblica

    Art. 276 c.p.: Attentato contro il Presidente della Repubblica

    Art. 276 c.p. – Attentato contro il Presidente della Repubblica

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Chiunque attenta alla vita, alla incolumità o alla libertà personale del Presidente della Repubblica, è punito con l’ergastolo.

    96a

  • Art. 266 c.p.: Istigazione di militari a disobbedire alle leggi

    Art. 266 c.p.: Istigazione di militari a disobbedire alle leggi

    Art. 266 c.p. Istigazione di militari a disobbedire alle leggi

    In vigore dal 1° luglio 1931

    Chiunque istiga i militari a disobbedire alle leggi o a violare il giuramento dato o i doveri della disciplina militare o altri doveri inerenti al proprio stato, ovvero fa a militari l’apologia di fatti contrari alle leggi, al giuramento, alla disciplina o ad altri doveri militari, è punito, per ciò solo, se il fatto non costituisce un più grave delitto, con la reclusione da uno a tre anni.

    La pena è della reclusione da due a cinque anni se il fatto è commesso pubblicamente.

    Le pene sono aumentate se il fatto è commesso in tempo di guerra.

    Agli effetti della legge penale, il reato si considera avvenuto pubblicamente quando il fatto è commesso:

    1) col mezzo della stampa, o con altro mezzo di propaganda;

    2) in luogo pubblico o aperto al pubblico e in presenza di più persone;

    3) in una riunione che, per il luogo in cui è tenuta, o per il numero degli intervenuti, o per lo scopo od oggetto di essa, abbia carattere di riunione non privata (1).

  • Articolo 267 Codice Penale: Disfattismo economico

    Articolo 267 Codice Penale: Disfattismo economico

    Art. 267 c.p. – Disfattismo economico

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Chiunque, in tempo di guerra, adopera mezzi diretti a deprimere il corso dei cambi, o ad influire sul mercato dei titoli o dei valori, pubblici o privati, in modo da esporre a pericolo la resistenza della nazione di fronte al nemico, è punito con la reclusione non inferiore a cinque anni e con la multa non inferiore a lire trentamila.

    Se il colpevole ha agito in seguito a intelligenze con lo straniero, la reclusione non può essere inferiore a dieci anni.

    La reclusione è non inferiore a quindici anni se il colpevole ha agito in seguito a intelligenze col nemico.

  • Articolo 268 Codice Penale: Parificazione degli Stati alleati

    Articolo 268 Codice Penale: Parificazione degli Stati alleati

    Art. 268 c.p. Parificazione degli Stati alleati

    In vigore dal 1° luglio 1931

    Le pene stabilite negli articoli 247 e seguenti si applicano anche quando il delitto è commesso a danno di uno Stato estero alleato o associato, a fine di guerra, con lo Stato italiano.

  • Art. 269 c.p. – Attività antinazionale del cittadino all’estero (abrogato)

    Art. 269 c.p. – Attività antinazionale del cittadino all’estero (abrogato)

    Art. 269 c.p. – Attività antinazionale del cittadino all’estero

    R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398 – Codice penale

    Articolo abrogato. Non è più in vigore: l’abrogazione è stata disposta dalla L. 24 febbraio 2006, n. 85. Il testo previgente è riportato qui sotto a fini di consultazione storica.

    Testo previgente

    Il cittadino, che, fuori del territorio dello Stato, diffonde o comunica voci o notizie false, esagerate o tendenziose sulle condizioni interne dello Stato, per modo da menomare il credito o il prestigio dello Stato all’estero, o svolge comunque un’attività tale da recare nocumento agli interessi nazionali, è punito con la reclusione non inferiore a cinque anni

  • Articolo 270 Codice Penale: Associazioni sovversive

    Articolo 270 Codice Penale: Associazioni sovversive

    Art. 270 c.p. Associazioni sovversive

    In vigore dal 1° luglio 1931

    Chiunque nel territorio dello Stato promuove, costituisce, organizza o dirige associazioni dirette e idonee a sovvertire violentemente gli ordinamenti economici o sociali costituiti nello Stato ovvero a sopprimere violentemente l’ordinamento politico e giuridico dello Stato, è punito con la reclusione da cinque a dieci anni.

    Chiunque partecipa alle associazioni di cui al primo comma è punito con la reclusione da uno a tre anni.

    Le pene sono aumentate per coloro che ricostituiscono, anche sotto falso nome o forma simulata, le associazioni di cui al primo comma, delle quali sia stato ordinato lo scioglimento (1).

  • Art. 270-bis c.p.: Associazioni con finalità di terrorismo anche internazionale o di eversione dell’ordine democratico

    Art. 270-bis c.p.: Associazioni con finalità di terrorismo anche internazionale o di eversione dell’ordine democratico

    Art. 270-bis c.p. Associazioni con finalità di terrorismo anche internazionale o di eversione dell’ordine democratico

    Chiunque promuove, costituisce, organizza, dirige o finanzia associazioni che si propongono il compimento di atti di violenza con finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine democratico è punito con la reclusione da sette a quindici anni.

    Chiunque partecipa a tali associazioni è punito con la reclusione da cinque a dieci anni.

    Ai fini della legge penale, la finalità di terrorismo ricorre anche quando gli atti di violenza sono rivolti contro uno Stato estero, un’istituzione e un organismo internazionale.

    Nei confronti del condannato è sempre obbligatoria la confisca delle cose che servirono o furono destinate a commettere il reato e delle cose che ne sono il prezzo, il prodotto, il profitto o che ne costituiscono l’impiego (1).

  • Articolo 270-ter Codice Penale: Assistenza agli associati

    Articolo 270-ter Codice Penale: Assistenza agli associati

    Art. 270-ter c.p. Assistenza agli associati

    Chiunque, fuori dei casi di concorso nel reato o di favoreggiamento, dà rifugio o fornisce vitto, ospitalità, mezzi di trasporto, strumenti di comunicazione a taluna delle persone che partecipano alle associazioni indicate negli articoli 270 e 270-bis è punito con la reclusione fino a quattro anni. La pena è aumentata se l’assistenza è prestata continuativamente. Non è punibile chi commette il fatto in favore di un prossimo congiunto (1).

  • Articolo 263 Codice Penale: Utilizzazione dei segreti di Stato

    Articolo 263 Codice Penale: Utilizzazione dei segreti di Stato

    Art. 263 c.p. – Utilizzazione dei segreti di Stato

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio, che impiega a proprio o altrui profitto invenzioni o scoperte scientifiche o nuove applicazioni industriali che egli conosca per ragione del suo ufficio o servizio, e che debbano rimanere segrete nell’interesse della sicurezza dello Stato, è punito con la reclusione non inferiore a cinque anni e con la multa non inferiore a lire diecimila.

    Se il fatto è commesso nell’interesse di uno Stato in guerra con lo Stato italiano, o se ha compromesso la preparazione o la efficienza bellica dello Stato, ovvero le operazioni militari, il colpevole è punito con la morte.

  • Articolo 264 Codice Penale: Infedeltà in affari di Stato

    Articolo 264 Codice Penale: Infedeltà in affari di Stato

    Art. 264 c.p. Infedeltà in affari di Stato

    In vigore dal 1° luglio 1931

    Chiunque, incaricato dal Governo italiano di trattare all’estero affari di Stato, si rende infedele al mandato è punito, se dal fatto possa derivare nocumento all’interesse nazionale, con la reclusione non inferiore a cinque anni.

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