Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 243 c.p.: Intelligenze con lo straniero a scopo di guerra contro lo Stato italiano

    Art. 243 c.p.: Intelligenze con lo straniero a scopo di guerra contro lo Stato italiano

    Art. 243 c.p. – Intelligenze con lo straniero a scopo di guerra contro lo Stato italiano

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Chiunque tiene intelligenze con lo straniero affinchè uno Stato estero muova guerra o compia atti di ostilità contro lo Stato italiano, ovvero commette altri fatti diretti allo stesso scopo, è punito con la reclusione non inferiore a dieci anni.

    Se la guerra segue, si applica la pena di morte; se le ostilità si verificano, si applica l’ergastolo.

  • Art. 244 c.p.: Atti ostili verso uno Stato estero, che espongono lo Stato italiano al pericolo di guerra

    Art. 244 c.p.: Atti ostili verso uno Stato estero, che espongono lo Stato italiano al pericolo di guerra

    Art. 244 c.p. – Atti ostili verso uno Stato estero, che espongono lo Stato italiano al pericolo di guerra

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Chiunque, senza l’approvazione del Governo, fa arruolamenti o compie altri atti ostili contro uno Stato estero, in modo da esporre lo Stato italiano al pericolo di una guerra, è punito con la reclusione da sei a diciotto anni ; se la guerra avviene, è punito con l’ergastolo.

    Qualora gli atti ostili siano tali da turbare soltanto le relazioni con un Governo estero, ovvero da esporre lo Stato italiano o i suoi cittadini, ovunque residenti, al pericolo di rappresaglie o di ritorsioni, la pena è della reclusione da tre a dodici anni . Se segue la rottura delle relazioni diplomatiche, o se avvengono le rappresaglie o le ritorsioni, la pena è della reclusione da cinque a quindici anni .

  • Art. 245 c.p.: Intelligenze con lo straniero per impegnare lo Stato italiano alla neutralità o alla guerra

    Art. 245 c.p.: Intelligenze con lo straniero per impegnare lo Stato italiano alla neutralità o alla guerra

    Art. 245 c.p. Intelligenze con lo straniero per impegnare lo Stato italiano alla neutralità o alla guerra

    In vigore dal 1° luglio 1931

    Chiunque tiene intelligenze con lo straniero per impegnare o per compiere atti diretti a impegnare lo Stato italiano alla dichiarazione o al mantenimento della neutralità, ovvero alla dichiarazione di guerra, è punito con la reclusione da cinque a quindici anni.

    La pena è aumentata se le intelligenze hanno per oggetto una propaganda col mezzo della stampa.

  • Art. 246 c.p.: Corruzione del cittadino da parte dello straniero

    Art. 246 c.p.: Corruzione del cittadino da parte dello straniero

    Art. 246 c.p. – Corruzione del cittadino da parte dello straniero

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Il cittadino, che, anche indirettamente, riceve o si fa promettere dallo straniero, per sé o per altri, denaro o qualsiasi utilità, o soltanto ne accetta la promessa, al fine di compiere atti contrari agli interessi nazionali, è punito, se il fatto non costituisce un più grave reato, con la reclusione da tre a dieci anni e con la multa da lire cinquemila a ventimila.

    Alla stessa pena soggiace lo straniero che dà o promette il denaro o l’utilità.

    La pena è aumentata:

    1° se il fatto è commesso in tempo di guerra;

    2° se il denaro o l’utilità sono dati o promessi per una propaganda col mezzo della stampa.

  • Articolo 247 Codice Penale: Favoreggiamento bellico

    Articolo 247 Codice Penale: Favoreggiamento bellico

    Art. 247 c.p. – Favoreggiamento bellico

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Chiunque, in tempo di guerra, tiene intelligenze con lo straniero per favorire le operazioni militari del nemico a danno dello Stato italiano, o per nuocere altrimenti alle operazioni militari dello Stato italiano, ovvero commette altri fatti diretti agli stessi scopi, è punito con la reclusione non inferiore a dieci anni; e, se raggiunge l’intento, con la morte.

  • Articolo 248 Codice Penale: Somministrazione al nemico di provvigioni

    Articolo 248 Codice Penale: Somministrazione al nemico di provvigioni

    Art. 248 c.p. Somministrazione al nemico di provvigioni

    In vigore dal 1° luglio 1931

    Chiunque, in tempo di guerra, somministra, anche indirettamente, allo Stato nemico provvigioni, ovvero altre cose, le quali possano essere usate a danno dello Stato italiano, è punito con la reclusione non inferiore a cinque anni.

    Tale disposizione non si applica allo straniero che commette il fatto all’estero

  • Art. 249 c.p.: Partecipazione a prestiti a favore del nemico

    Art. 249 c.p.: Partecipazione a prestiti a favore del nemico

    Art. 249 c.p. Partecipazione a prestiti a favore del nemico

    In vigore dal 1° luglio 1931

    Chiunque, in tempo di guerra, partecipa a prestiti o a versamenti a favore dello Stato nemico, o agevola le operazioni ad essi relative, è punito con la reclusione non inferiore a cinque anni.

    Tale disposizione non si applica allo straniero che commette il fatto all’estero.

  • Art. 241 c.p.: Attentati contro l’integrità, l’indipendenza e l’unità dello Stato

    Art. 241 c.p.: Attentati contro l’integrità, l’indipendenza e l’unità dello Stato

    Art. 241 c.p. – Attentati contro l’integrità, l’indipendenza e l’unità dello Stato

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque compie atti violenti diretti e idonei a sottoporre il territorio dello Stato o una parte di esso alla sovranità di uno Stato straniero, ovvero a menomare l’indipendenza o l’unità dello Stato, è punito con la reclusione non inferiore a dodici anni.

    La pena è aggravata se il fatto è commesso con violazione dei doveri inerenti l’esercizio di funzioni pubbliche .

  • Art. 233 c.p.: Divieto di soggiorno in uno o più Comuni o in una o più Provincie

    Art. 233 c.p.: Divieto di soggiorno in uno o più Comuni o in una o più Provincie

    Art. 233 c.p. – Divieto di soggiorno in uno o più Comuni o in una o più Provincie

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Al colpevole di un delitto contro la personalità dello Stato o contro l’ordine pubblico, ovvero di un delitto commesso per motivi politici o occasionato da particolari condizioni sociali o morali esistenti in un determinato luogo, può essere imposto il divieto di soggiornare in uno o più Comuni o in una o più Provincie, designati dal giudice.

    Il divieto di soggiorno ha una durata non inferiore a un anno.

    Nel caso di trasgressione, ricomincia a decorrere il termine minimo, e può essere ordinata inoltre la libertà vigilata.

  • Art. 234 c.p.: Divieto di frequentare osterie e pubblici spacci

    Art. 234 c.p.: Divieto di frequentare osterie e pubblici spacci

    Art. 234 c.p. Divieto di frequentare osterie e pubblici spacci di bevande alcooliche

    In vigore dal 1° luglio 1931

    Il divieto di frequentare osterie e pubblici spacci di bevande alcooliche ha la durata minima di un anno.

    Il divieto è sempre aggiunto alla pena, quando si tratta di condannati per ubriachezza abituale o per reati commessi in stato di ubriachezza, sempre che questa sia abituale.

    Nel caso di trasgressione, può essere ordinata inoltre la libertà vigilata o la prestazione di una cauzione di buona condotta.

  • Articolo 237 Codice Penale: Cauzione di buona condotta

    Articolo 237 Codice Penale: Cauzione di buona condotta

    Art. 237 c.p. – Cauzione di buona condotta

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    La cauzione di buona condotta è data mediante il deposito, presso la Cassa delle ammende, di una somma non inferiore a euro 103,29, né superiore a euro 2.065,83.

    In luogo del deposito, è ammessa la prestazione di una garanzia mediante ipoteca o anche mediante fideiussione solidale.

    La durata della misura di sicurezza non può essere inferiore a un anno, né superiore a cinque, e decorre dal giorno in cui la cauzione fu prestata .

  • Art. 238 c.p.: Inadempimento dell’obbligo di prestare cauzione

    Art. 238 c.p.: Inadempimento dell’obbligo di prestare cauzione

    Art. 238 c.p. Inadempimento dell’obbligo di prestare cauzione

    In vigore dal 1° luglio 1931

    Qualora il deposito della somma non sia eseguito o la garanzia non sia prestata, il giudice sostituisce alla cauzione la libertà vigilata.

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