Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
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  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
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Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Articolo 220 Codice Penale: Esecuzione dell’ordine di ricovero

    Articolo 220 Codice Penale: Esecuzione dell’ordine di ricovero

    Art. 220 c.p. – Esecuzione dell’ordine di ricovero

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    L’ordine di ricovero del condannato nella casa di cura e di custodia è eseguito dopo che la pena restrittiva della libertà personale sia stata scontata o sia altrimenti estinta.

    Il giudice, nondimeno, tenuto conto delle particolari condizioni d’infermità psichica del condannato, può disporre che il ricovero venga eseguito prima che sia iniziata o abbia termine la esecuzione della pena restrittiva della libertà personale.

    Il provvedimento è revocato quando siano venute meno le ragioni che lo determinarono, ma non prima che sia decorso il termine minimo stabilito nell’articolo precedente.

    Il condannato, dimesso dalla casa di cura e di custodia, è sottoposto all’esecuzione della pena.

  • Articolo 221 Codice Penale: Ubriachi abituali

    Articolo 221 Codice Penale: Ubriachi abituali

    Art. 221 c.p. Ubriachi abituali

    In vigore dal 1° luglio 1931

    Quando non debba essere ordinata altra misura di sicurezza detentiva, i condannati alla reclusione per delitti commessi in stato di ubriachezza, qualora questa sia abituale, o per delitti commessi sotto l’azione di sostanze stupefacenti all’uso delle quali siano dediti, sono ricoverati in una casa di cura e di custodia.

    Tuttavia, se si tratta di delitti per i quali sia stata inflitta la reclusione per un tempo inferiore a tre anni, al ricovero in una casa di cura e di custodia può essere sostituita la libertà vigilata.

    Il ricovero ha luogo in sezioni speciali, e ha la durata minima di sei mesi.

  • Articolo 222 Codice Penale: Ricovero in un manicomio giudiziario

    Articolo 222 Codice Penale: Ricovero in un manicomio giudiziario

    Art. 222 c.p. Ricovero in un manicomio giudiziario

    In vigore dal 1° luglio 1931

    Nel caso di proscioglimento per infermità psichica, ovvero per intossicazione cronica da alcool o da sostanze stupefacenti, ovvero per sordomutismo , è sempre ordinato il ricovero dell’imputato in un manicomio giudiziario per un tempo non inferiore a due anni; salvo che si tratti di contravvenzioni o di delitti colposi o di altri delitti per i quali la legge stabilisce la pena pecuniaria o la reclusione per un tempo non superiore nel massimo a due anni, nei quali casi la sentenza di proscioglimento è comunicata all’Autorità di pubblica sicurezza.

    La durata minima del ricovero nel manicomio giudiziario è di dieci anni, se per il fatto commesso la legge stabilisce la pena di morte (1) o l’ergastolo, ovvero di cinque se per il fatto commesso la legge stabilisce la pena della reclusione per un tempo non inferiore nel minimo a dieci anni.

    Nel caso in cui la persona ricoverata in un manicomio giudiziario debba scontare una pena restrittiva della libertà personale, l’esecuzione di questa è differita fino a che perduri il ricovero nel manicomio.

    Le disposizioni di questo articolo si applicano anche ai minori degli anni quattordici o maggiori dei quattordici e minori dei diciotto, prosciolti per ragione di età, quando abbiano commesso un fatto preveduto dalla legge come reato, trovandosi in alcuna delle condizioni indicate nella prima parte dell’articolo stesso.

  • Art. 223 c.p.: Ricovero dei minori in un riformatorio giudiziario

    Art. 223 c.p.: Ricovero dei minori in un riformatorio giudiziario

    Art. 223 c.p. Ricovero dei minori in un riformatorio giudiziario

    In vigore dal 1° luglio 1931

    Il ricovero in un riformatorio giudiziario è misura di sicurezza speciale per i minori, e non può avere durata inferiore a un anno.

    Qualora tale misura di sicurezza debba essere, in tutto o in parte, applicata o eseguita dopo che il minore abbia compiuto gli anni ventuno, ad essa è sostituita la libertà vigilata, salvo che il giudice ritenga di ordinare l’assegnazione a una colonia agricola, o ad una casa di lavoro.

  • Articolo 211 Codice Penale: Esecuzione delle misure di sicurezza

    Articolo 211 Codice Penale: Esecuzione delle misure di sicurezza

    Art. 211 c.p. Esecuzione delle misure di sicurezza

    In vigore dal 1° luglio 1931

    Le misure di sicurezza aggiunte a una pena detentiva sono eseguite dopo che la pena è stata scontata o è altrimenti estinta.

    Le misure di sicurezza, aggiunte a pena non detentiva, sono eseguite dopo che la sentenza di condanna è divenuta irrevocabile.

    L’esecuzione delle misure di sicurezza temporanee non detentive, aggiunte a misure di sicurezza detentive, ha luogo dopo la esecuzione di queste ultime.

  • Art. 211-bis c.p.: Rinvio dell’esecuzione delle misure di sicurezza

    Art. 211-bis c.p.: Rinvio dell’esecuzione delle misure di sicurezza

    Art. 211-bis c.p. Rinvio dell’esecuzione delle misure di sicurezza

    Alle misure di sicurezza previste dal presente capo si applicano gli articoli 146 e 147.

    Se la misura di sicurezza deve essere eseguita nei confronti dell’autore di un delitto consumato o tentato commesso con violenza contro le persone ovvero con l’uso di armi e vi sia concreto pericolo che il soggetto commetta nuovamente uno dei delitti indicati il giudice può ordinare il ricovero in una casa di cura o in altro luogo di cura comunque adeguato alla situazione o alla patologia della persona. (1)

  • Art. 212 c.p.: Casi di sospensione o di trasformazione di misure di sicurezza

    Art. 212 c.p.: Casi di sospensione o di trasformazione di misure di sicurezza

    Art. 212 c.p. Casi di sospensione o di trasformazione di misure di sicurezza

    In vigore dal 1° luglio 1931

    L’esecuzione di una misura di sicurezza applicata a persona imputabile è sospesa se questa deve scontare una pena detentiva, e riprende il suo corso dopo l’esecuzione della pena.

    Se la persona sottoposta a una misura di sicurezza detentiva è colpita da un’infermità psichica, il giudice ne ordina il ricovero in un manicomio giudiziario, ovvero in una casa di cura e di custodia.

    Quando sia cessata l’infermità, il giudice, accertato che la persona è socialmente pericolosa, ordina che essa sia assegnata ad una colonia agricola o ad una casa di lavoro ovvero a un riformatorio giudiziario se non crede di sottoporla a libertà vigilata.

    Se l’infermità psichica colpisce persona sottoposta a misura di sicurezza non detentiva o a cauzione di buona condotta , e l’infermo viene ricoverato in un manicomio comune, cessa l’esecuzione di dette misure. Nondimeno, se si tratta di persona sottoposta a misura di sicurezza personale non detentiva, il giudice, cessata l’infermità, procede a nuovo accertamento ed applica una misura di sicurezza personale non detentiva qualora la persona risulti ancora pericolosa.

  • Art. 213 c.p.: Stabilimenti destinati alla esecuzione delle misure di sicurezza detentive. Regime educativo, curativo e di lavoro

    Art. 213 c.p.: Stabilimenti destinati alla esecuzione delle misure di sicurezza detentive. Regime educativo, curativo e di lavoro

    Art. 213 c.p. Stabilimenti destinati alla esecuzione delle misure di sicurezza detentive. Regime educativo, curativo e di lavoro

    In vigore dal 1° luglio 1931

    Le misure di sicurezza detentive sono eseguite negli stabilimenti a ciò destinati.

    Le donne sono assegnate a stabilimenti separati da quelli destinati agli uomini.

    In ciascuno degli stabilimenti è adottato un particolare regime educativo o curativo e di lavoro, avuto riguardo alle tendenze e alle abitudini criminose della persona e, in genere, al pericolo sociale che da essa deriva.

    Il lavoro è remunerato. Dalla remunerazione è prelevata una quota per il rimborso delle spese di mantenimento.

    Per quanto concerne il mantenimento dei ricoverati nei manicomi giudiziari, si osservano le disposizioni sul rimborso delle spese di spedalità.

  • Art. 214 c.p.: Inosservanza delle misure di sicurezza detentive

    Art. 214 c.p.: Inosservanza delle misure di sicurezza detentive

    Art. 214 c.p. Inosservanza delle misure di sicurezza detentive

    In vigore dal 1° luglio 1931

    Nel caso in cui la persona sottoposta a misura di sicurezza detentiva si sottrae volontariamente alla esecuzione di essa, ricomincia a decorrere il periodo minimo di durata della misura di sicurezza dal giorno in cui a questa è data nuovamente esecuzione.

    Tale disposizione non si applica nel caso di persona ricoverata in un manicomio giudiziario o in una casa di cura e di custodia.

  • Art. 215 Codice Penale: Specie

    Art. 215 Codice Penale: Specie

    Art. 215 c.p. Specie

    In vigore dal 1° luglio 1931

    Le misure di sicurezza personali si distinguono in detentive e non detentive.

    Sono misure di sicurezza detentive:

    1) l’assegnazione a una colonia agricola o ad una casa di lavoro;

    2) il ricovero in una casa di cura e di custodia;

    3) il ricovero in un manicomio giudiziario ;

    4) il ricovero in un riformatorio giudiziario.

    Sono misure di sicurezza non detentive:

    1) la libertà vigilata;

    2) il divieto di soggiorno in uno o più comuni, o in una o più province;

    3) il divieto di frequentare osterie e pubblici spacci di bevande alcooliche;

    4) l’espulsione dello straniero dallo Stato.

    Quando la legge stabilisce una misura di sicurezza senza indicarne la specie, il giudice dispone che si applichi la libertà vigilata a meno che, trattandosi di un condannato per delitto, ritenga di disporre l’assegnazione di lui a una colonia agricola o ad una casa di lavoro.

  • Art. 216 c.p.: Assegnazione a una colonia agricola o ad una casa di lavoro

    Art. 216 c.p.: Assegnazione a una colonia agricola o ad una casa di lavoro

    Art. 216 c.p. Assegnazione a una colonia agricola o ad una casa di lavoro

    In vigore dal 1° luglio 1931

    Sono assegnati a una colonia agricola o ad una casa di lavoro:

    1) coloro che sono stati dichiarati delinquenti abituali; professionali o per tendenza ;

    2) coloro che essendo stati dichiarati delinquenti abituali, professionali o per tendenza, e non essendo più sottoposti a misura di sicurezza, commettono un nuovo delitto, non colposo, che sia nuova manifestazione della abitualità, della professionalità o della tendenza a delinquere;

    3) le persone condannate o prosciolte negli altri casi indicati espressamente nella legge.

  • Articolo 209 Codice Penale: Persona giudicata per più fatti

    Articolo 209 Codice Penale: Persona giudicata per più fatti

    Art. 209 c.p. Persona giudicata per più fatti

    In vigore dal 1° luglio 1931

    Quando una persona ha commesso, anche in tempi diversi, più fatti per i quali siano applicabili più misure di sicurezza della medesima specie, è ordinata una sola misura di sicurezza.

    Se le misure di sicurezza sono di specie diversa, il giudice valuta complessivamente il pericolo che deriva dalla persona e, in relazione ad esso, applica una o più misure di sicurezza stabilite dalla legge.

    Sono in ogni caso applicate le misure di sicurezza detentive alle quali debba essere sottoposta la persona, a cagione del pericolo presunto dalla legge.

    Le disposizioni precedenti si applicano anche nel caso di misure di sicurezza in corso di esecuzione, o delle quali non siasi ancora iniziata l’esecuzione.

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