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Ultimo aggiornamento: 16 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
  • I CASP devono mantenere in ogni momento tutele prudenziali pari al maggiore tra il requisito patrimoniale minimo permanente (Allegato IV, in funzione del tipo di servizio) e un quarto delle spese fisse generali dell'anno precedente.
  • I CASP di nuova costituzione, senza un anno di attività, utilizzano le spese fisse previste nelle proiezioni trasmesse con la domanda di autorizzazione.
  • Le spese fisse generali si calcolano sottraendo dagli oneri totali i bonus discrezionali, le partecipazioni ai profitti e le spese non ricorrenti.
  • Le tutele prudenziali possono essere costituite da fondi propri (capitale primario di classe 1) oppure da una polizza assicurativa con specifici requisiti minimi di copertura.
  • La polizza assicurativa deve avere durata di almeno un anno, preavviso di cancellazione di 90 giorni, essere sottoscritta con assicuratore autorizzato e coprire una serie di rischi operativi e legali tassativamente elencati.

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 67 Reg. (UE) 2023/1114 — Requisiti prudenziali

Regolamento (UE) 2023/1114 del Parlamento europeo e del Consiglio del 31 maggio 2023 relativo ai mercati delle cripto-attività (Markets in Crypto-Assets, MiCA)

1. I prestatori di servizi per le cripto-attività dispongono in ogni momento di tutele prudenziali pari almeno al più elevato degli elementi seguenti:

a) l’importo dei requisiti patrimoniali minimi permanenti di cui all’allegato IV, in funzione del tipo dei servizi per le cripto-attività prestati;

b) un quarto delle spese fisse generali dell’anno precedente, soggette a revisione annuale.

2. I prestatori di servizi per le cripto-attività che non sono in attività da un anno a decorrere dalla data in cui hanno iniziato a prestare servizi utilizzano, per il calcolo di cui al paragrafo 1, lettera b), le spese fisse generali previste incluse nelle loro proiezioni per i primi 12 mesi di prestazione di servizi, quali trasmesse unitamente alla domanda di autorizzazione.

3. Ai fini del paragrafo 1, lettera b), i prestatori di servizi per le cripto-attività calcolano le loro spese fisse generali dell’anno precedente utilizzando i dati risultanti dalla disciplina contabile applicabile, sottraendo gli elementi seguenti dalle spese totali dopo la distribuzione agli azionisti e ai soci dei profitti del bilancio annuale sottoposto alla più recente revisione o, qualora non disponibile, del bilancio annuale convalidato dall’autorità nazionale di vigilanza:

a) bonus per il personale e altra remunerazione, nella misura in cui tali bonus e tale remunerazione dipendono da un profitto netto dei prestatori di servizi per le cripto-attività nell’anno in questione;

b) quote di partecipazione ai profitti per dipendenti, amministratori e soci;

c) altre forme di partecipazione ai profitti e altra remunerazione variabile, nella misura in cui sono pienamente discrezionali;

d) spese non ricorrenti da attività non ordinarie.

4. Le tutele prudenziali di cui al paragrafo 1 assumono una delle forme seguenti o una combinazione delle stesse:

a) fondi propri, costituiti da elementi e strumenti del capitale primario di classe 1 di cui agli articoli da 26 a 30 del regolamento (UE) n. 575/2013 dopo la piena deduzione, a norma dell’articolo 36 di tale regolamento, senza l’applicazione di soglie per l’esenzione a norma degli articoli 46 e 48 di tale regolamento;

b) una polizza assicurativa che copra i territori dell’Unione in cui sono prestati servizi per le cripto-attività o una garanzia analoga.

5. La polizza assicurativa di cui al paragrafo 4, lettera b), è resa pubblica sul sito web del prestatore di servizi per le cripto-attività e presenta almeno le caratteristiche seguenti:

a) ha una durata iniziale non inferiore ad un anno;

b) il termine di preavviso per la cancellazione è di almeno 90 giorni;

c) è sottoscritta con un’impresa autorizzata a fornire un’assicurazione, conformemente al diritto dell’Unione o nazionale;

d) è fornita da un soggetto terzo.

6. La polizza assicurativa di cui al paragrafo 4, lettera b), comprende una copertura contro tutti i rischi seguenti:

a) perdita di documenti;

b) rilascio di dichiarazioni false o fuorvianti;

c) atti, errori od omissioni che determinano la violazione: i) di obblighi legali e regolamentari; ii) dell’obbligo di agire in modo onesto, corretto e professionale nei confronti dei clienti; iii) degli obblighi di riservatezza; i) di obblighi legali e regolamentari; ii) dell’obbligo di agire in modo onesto, corretto e professionale nei confronti dei clienti; iii) degli obblighi di riservatezza;

i) di obblighi legali e regolamentari;

ii) dell’obbligo di agire in modo onesto, corretto e professionale nei confronti dei clienti;

iii) degli obblighi di riservatezza;

d) omissione di stabilire, attuare e mantenere procedure appropriate per prevenire i conflitti di interesse;

e) perdite dovute a interruzioni dell’operatività o a disfunzioni del sistema;

f) ove applicabile al modello di business, negligenza grave nella tutela delle cripto-attività e dei fondi dei clienti;

g) responsabilità dei prestatori di servizi per le cripto-attività nei confronti dei clienti a norma dell’articolo 75, paragrafo 8.

In sintesi

  • I CASP devono mantenere in ogni momento tutele prudenziali pari al maggiore tra il requisito patrimoniale minimo permanente (Allegato IV, in funzione del tipo di servizio) e un quarto delle spese fisse generali dell'anno precedente.
  • I CASP di nuova costituzione, senza un anno di attività, utilizzano le spese fisse previste nelle proiezioni trasmesse con la domanda di autorizzazione.
  • Le spese fisse generali si calcolano sottraendo dagli oneri totali i bonus discrezionali, le partecipazioni ai profitti e le spese non ricorrenti.
  • Le tutele prudenziali possono essere costituite da fondi propri (capitale primario di classe 1) oppure da una polizza assicurativa con specifici requisiti minimi di copertura.
  • La polizza assicurativa deve avere durata di almeno un anno, preavviso di cancellazione di 90 giorni, essere sottoscritta con assicuratore autorizzato e coprire una serie di rischi operativi e legali tassativamente elencati.
Indice dei contenuti

Finalità e struttura dei requisiti prudenziali per i CASP

L'articolo 67 del Regolamento MiCA stabilisce il quadro dei requisiti prudenziali minimi che i prestatori di servizi per le cripto-attività (CASP) devono rispettare in via continuativa. La norma appartiene al Titolo V, Capo 2, che disciplina i requisiti organizzativi e operativi comuni a tutti i CASP, indipendentemente dal tipo di servizio prestato (custodia, exchange, gestione di piattaforma, consulenza, ecc.).

La logica dei requisiti prudenziali per i CASP richiama — pur con adattamenti — quella applicata agli intermediari finanziari tradizionali: un operatore di mercato deve detenere un «cuscinetto» patrimoniale sufficiente per coprire i propri obblighi di fronte a scenari di stress operativo o di exit ordinata dal mercato. A differenza delle banche e degli istituti di moneta elettronica, i CASP non raccolgono depositi propri in senso stretto (i fondi dei clienti sono segregati e non entrano nel bilancio del CASP), ma sostengono rischi operativi, di responsabilità contrattuale e di interruzione dell'attività che giustificano comunque requisiti patrimoniali.

Il requisito «maggiore tra due misure»: il principio di floor

Il cuore della norma è il principio del floor: il CASP deve sempre mantenere tutele prudenziali pari ad almeno il maggiore tra:

  • Il requisito patrimoniale minimo permanente previsto dall'Allegato IV del Regolamento MiCA, differenziato per tipo di servizio. I requisiti variano tra 50.000 euro (per servizi a minore complessità operativa, come la consulenza o la ricezione e trasmissione di ordini) e 150.000 euro (per servizi a maggiore rischio, come la custodia e amministrazione o la gestione di una piattaforma di negoziazione). Il CASP che presta più servizi si orienta sul requisito più elevato tra quelli applicabili;
  • Un quarto delle spese fisse generali dell'esercizio precedente: si tratta di un indicatore dinamico, aggiornato annualmente, che cresce al crescere delle dimensioni operative del CASP. Per un operatore con 10 milioni di euro di spese fisse annue, il requisito su questa base sarebbe di 2,5 milioni di euro, ben superiore al floor dell'Allegato IV.

Il meccanismo del floor garantisce che anche i CASP più piccoli mantengano un capitale minimo sufficiente, mentre quello basato sulle spese fisse assicura che i CASP più grandi detengano tutele proporzionate alla loro complessità operativa.

Il calcolo delle spese fisse generali

Il paragrafo 3 definisce con precisione come calcolare le spese fisse generali dell'anno precedente. Il punto di partenza è il totale delle spese risultante dalla disciplina contabile applicabile, al netto delle distribuzioni di utili. Da questo totale si sottraggono:

  • Bonus e remunerazione variabile dipendenti dal profitto netto dell'anno: compensi che il CASP non è obbligato a erogare se l'anno è deficitario;
  • Quote di partecipazione ai profitti per dipendenti, amministratori e soci;
  • Altra remunerazione variabile pienamente discrezionale: l'elemento chiave è la discrezionalità; se l'impegno contrattuale è vincolante, la componente rimane nelle spese fisse;
  • Spese non ricorrenti da attività non ordinarie: es. costi di ristrutturazione straordinaria, perdite su contenziosi eccezionali.

La ratio è che le spese prudenzialmente rilevanti sono quelle che il CASP è certo di dover sostenere anche in condizioni avverse; le componenti discrezionali e straordinarie non misurano adeguatamente il livello di «burn rate» fisso dell'azienda.

Forme ammesse di tutela prudenziale: fondi propri e polizza assicurativa

Il paragrafo 4 prevede due forme alternative (o combinate) per soddisfare i requisiti prudenziali:

Forma 1 — Fondi propri: elementi e strumenti del capitale primario di classe 1 (Common Equity Tier 1, CET1) definiti dagli articoli 26-30 del Regolamento (UE) n. 575/2013 (CRR), al netto delle deduzioni previste dall'articolo 36 dello stesso regolamento, senza le soglie di esenzione degli articoli 46 e 48. In sostanza: azioni ordinarie, riserve di utili e strumenti assimilati, ma senza beneficiare degli allentamenti previsti per le banche di medie e grandi dimensioni. Per un CASP di nuova costituzione, il capitale versato in sede di autorizzazione costituisce la componente principale di questo pilastro.

Forma 2 — Polizza assicurativa: una polizza che copra l'intera Unione europea in cui il CASP presta servizi. I requisiti formali della polizza sono analiticamente elencati nel paragrafo 5: durata iniziale non inferiore a un anno, preavviso per la cancellazione di almeno 90 giorni (sufficiente per trovare un'alternativa o raccogliere capitale), emittente autorizzato ai sensi del diritto dell'Unione o nazionale, soggetto terzo (non una compagnia assicurativa del gruppo).

La scelta della polizza assicurativa come alternativa ai fondi propri è peculiare rispetto alla tradizione bancaria, ma è coerente con il modello di business di molti CASP che preferiscono non immobilizzare capitale in eccesso rispetto al floor dell'Allegato IV, trasferendo invece il rischio operativo al mercato assicurativo.

La copertura della polizza: i rischi assicurati

Il paragrafo 6 elenca i rischi che la polizza deve necessariamente coprire:

  • Perdita di documenti;
  • Rilascio di dichiarazioni false o fuorvianti;
  • Violazioni di obblighi legali e regolamentari, obblighi di condotta verso i clienti e obblighi di riservatezza;
  • Omissione di procedure per la gestione dei conflitti di interesse;
  • Perdite da interruzioni operative o disfunzioni di sistema;
  • Negligenza grave nella custodia delle cripto-attività e dei fondi dei clienti (ove rilevante per il modello di business);
  • Responsabilità verso i clienti ai sensi dell'articolo 75, paragrafo 8 (responsabilità del CASP per perdite sui token del cliente in caso di hacking o malfunzionamenti).

La copertura obbligatoria mappa i principali profili di rischio operativo e legale dei CASP: dalla perdita di chiavi private, ai cyber-attack con accesso non autorizzato ai wallet dei clienti, alla violazione di obblighi informativi. La polizza deve essere resa pubblica sul sito web del CASP (par. 5), garantendo trasparenza verso i clienti sulle coperture disponibili.

Gestione del requisito nel tempo: aggiornamento annuale e nuovi CASP

Per i CASP operativi da almeno un anno, il requisito basato sulle spese fisse è aggiornato annualmente sulla base dei dati contabili dell'esercizio precedente. Il CASP deve monitorare continuativamente il livello delle proprie tutele prudenziali e adottare misure correttive (aumento di capitale, rinnovo/estensione della polizza) prima che le tutele scendano sotto il livello richiesto.

Per i CASP di nuova costituzione, che non dispongono di un anno storico di spese, il paragrafo 2 prevede che il calcolo si basi sulle proiezioni di spesa per i primi 12 mesi incluse nella domanda di autorizzazione trasmessa ai sensi dell'articolo 62. Queste proiezioni devono essere realistiche e non conservative al ribasso per aggirare il requisito: un'autorità competente che rilevi una significativa divergenza tra proiezioni e spese effettive può rivedere il requisito e richiedere integrazioni patrimoniali.

Casi pratici

Caso 1:

Caso 2:

Caso 3:

Domande frequenti

A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 100 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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