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Ultimo aggiornamento: 16 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
In sintesi
  • Incremento di 2.231.000 euro per ciascuno degli anni 2026 e 2027 dell’autorizzazione di spesa di cui all’art. 1, c. 451-bis, della L. 197/2022.
  • Lo stanziamento aggiuntivo è finalizzato a sostenere le iniziative previste dal comma 5 dello stesso art. 1 della LB 2026.
  • La copertura grava sulle risorse del fondo istituito dal comma 5, in logica di partita di giro interna al perimetro del fondo stesso.
  • Trattasi di norma di rimodulazione contabile senza effetto di nuovo indebitamento netto.
  • Operatività immediata dal 1° gennaio 2026, senza necessità di decreti attuativi.
Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Comma 6 Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) — Fondi Coperture Finanziarie

In vigore dal: In vigore dal 1° gennaio 2026.

Testo coordinato

. Per le finalità di cui al comma 5, l’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma 451-bis, della legge 29 , è incrementata di 2.231.000 euro per ciascuno degli anni 2026 e 2027, a valere sulle risorsedicembre 2022, n. 197 del fondo di cui al medesimo comma 5.

Inquadramento della norma

Il comma 6 dell’art. 1 della L. 30 dicembre 2025, n. 199 (Legge di Bilancio 2026) dispone l’incremento di 2.231.000 euro per ciascuno degli anni 2026 e 2027 dell’autorizzazione di spesa di cui all’art. 1, comma 451-bis, della L. 29 dicembre 2022, n. 197 (Legge di Bilancio 2023). L’incremento è espressamente collegato alle finalità perseguite dal precedente comma 5 della stessa manovra e trova copertura, in modo significativo, «a valere sulle risorse del fondo di cui al medesimo comma 5».

Il meccanismo di copertura: la «partita di giro»

La tecnica utilizzata dal legislatore è quella della rimodulazione contabile interna a un fondo già esistente: si rafforza una specifica autorizzazione di spesa, ma la provvista non viene reperita su nuove risorse, bensì spostata da una linea di intervento all’altra del medesimo perimetro. Si tratta di una scelta non neutra. Sul piano dell’art. 17 della L. 196/2009 (norme sulla copertura finanziaria delle leggi), la rimodulazione non genera oneri ulteriori a carico del bilancio dello Stato e non incide quindi sul saldo netto da finanziare fissato dal comma 1 della medesima manovra. Sul piano sostanziale, però, riduce la disponibilità del fondo originario per altre finalità concorrenti.

L’autorizzazione di spesa richiamata: art. 1, c. 451-bis, L. 197/2022

Il rinvio all’art. 1, comma 451-bis, della L. 197/2022 deve essere letto in combinato disposto con il testo vigente di quella disposizione, che è stata oggetto di modifiche successive (in particolare con la L. 213/2023 e la L. 207/2024). L’autorizzazione di spesa è collocata nell’ambito degli interventi di finanza pubblica gestiti dal Ministero dell’economia e delle finanze. L’importo di 2,231 milioni di euro è cifra modesta sul piano macro-fiscale, ma non irrilevante: rappresenta il segnale di una specifica volontà di rafforzamento mirato di una misura preesistente.

Il legame con il comma 5: lettura sistematica

Il comma 6 non è auto-comprensibile senza il comma 5 della LB 2026, che istituisce o disciplina il fondo a cui il comma 6 fa riferimento. La lettura sistematica suggerisce che le risorse incrementali siano destinate a uno scopo definito a monte: il commercialista che assista enti, associazioni o imprese beneficiarie dovrà quindi verificare le condizioni di accesso, i termini di scadenza e le modalità di rendicontazione previste dal comma 5 e dagli eventuali atti attuativi successivi.

Effetti contabili e finanziari

Sul piano dei conti pubblici, l’effetto del comma 6 è neutro: 2,231 milioni in più sull’autorizzazione di spesa, 2,231 milioni in meno sul fondo che fa da capienza. Per la Corte dei conti, in sede di parificazione del rendiconto generale dello Stato, l’intervento è tracciabile attraverso il sistema unico di contabilità economico-patrimoniale ai sensi dell’art. 38-ter della L. 196/2009. Il MEF è tenuto a riportare la rimodulazione nelle relazioni periodiche al Parlamento sui flussi del fondo.

Decreti attuativi e adempimenti

Il comma 6 non rinvia a decreti attuativi propri: si limita a incrementare una posta già iscritta in bilancio. L’operatività è quindi immediata, salvo gli eventuali atti attuativi già previsti dal richiamato c. 451-bis della L. 197/2022 e dal comma 5 della LB 2026. Per i destinatari finali, l’accesso alle risorse incrementali segue le procedure ordinarie del fondo di origine, senza necessità di nuovi bandi o avvisi specifici.

Limiti e criticità

Va segnalato che la cifra (2,231 milioni) appare oggettivamente modesta rispetto alla scala dei fondi richiamati: la sua rilevanza pratica dipende interamente dal contenuto del comma 5 e dal numero potenziale di beneficiari. Per il professionista che assista clienti potenzialmente interessati, è cruciale monitorare i provvedimenti di gestione del fondo (decreti ministeriali, circolari di assegnazione, eventuali avvisi pubblici) per cogliere le finestre di accesso. La modesta entità suggerisce anche un’alta probabilità di esaurimento rapido delle risorse, secondo l’ordine cronologico delle istanze ammissibili.

Considerazioni di tecnica legislativa

Il comma 6 esemplifica la prassi consolidata di stratificazione normativa che caratterizza le leggi di bilancio: una disposizione di poche righe modifica indirettamente un’altra norma (l’art. 1, c. 451-bis, L. 197/2022) già a sua volta innestata in una legge di bilancio precedente. Per l’operatore giuridico ciò comporta la necessità di consultare sempre il testo coordinato aggiornato, evitando la lettura isolata della singola legge di bilancio.

Domande frequenti

Quanto vale l’incremento previsto dal comma 6?

Il comma 6 dispone un incremento di 2.231.000 euro per ciascuno degli anni 2026 e 2027 dell’autorizzazione di spesa di cui all’art. 1, c. 451-bis, della L. 197/2022. Si tratta dunque di 4,462 milioni di euro complessivi sul biennio. L’importo è modesto rispetto alla scala della manovra, ma significativo sul piano del rafforzamento mirato di una linea di intervento preesistente. La copertura non grava su nuove risorse: il finanziamento è reperito a valere sul fondo istituito o disciplinato dal precedente comma 5 della stessa LB 2026, configurando una rimodulazione contabile interna senza effetto di nuovo indebitamento netto.

Quale autorizzazione di spesa viene incrementata?

L’autorizzazione di spesa richiamata è quella prevista dall’art. 1, comma 451-bis, della L. 29 dicembre 2022, n. 197 (Legge di Bilancio 2023). Quella disposizione era stata già oggetto di modifiche successive con le leggi di bilancio per il 2024 e per il 2025. Per individuarne la portata operativa è indispensabile consultare il testo coordinato aggiornato della L. 197/2022 e i provvedimenti attuativi già emanati dal Ministero dell’economia e delle finanze. Il comma 6 della LB 2026 non modifica la natura dell’autorizzazione, ma ne potenzia esclusivamente la dotazione finanziaria per il biennio 2026-2027.

Da dove arrivano le risorse?

La copertura è reperita «a valere sulle risorse del fondo di cui al medesimo comma 5». Si tratta quindi di una partita di giro: l’incremento dell’autorizzazione di spesa è finanziato spostando risorse da una posta all’altra del medesimo fondo. Sul piano dell’art. 17 della L. 196/2009 (norme di copertura finanziaria) la rimodulazione è neutra: non genera oneri ulteriori per il bilancio dello Stato e non incide sul saldo netto da finanziare fissato dal comma 1. Sul piano sostanziale, però, riduce di pari importo la disponibilità residua del fondo per altre finalità concorrenti.

Sono necessari decreti attuativi?

No. Il comma 6 è self-executing: si limita a incrementare una posta già iscritta in bilancio e produce effetti dal 1° gennaio 2026. Restano fermi gli eventuali decreti attuativi già previsti dall’art. 1, c. 451-bis, della L. 197/2022 e dal comma 5 della stessa LB 2026, che disciplinano modalità di accesso e rendicontazione delle risorse. Per i potenziali beneficiari l’operatività segue dunque le procedure ordinarie del fondo di origine, senza necessità di nuovi bandi o avvisi. È consigliabile monitorare il sito istituzionale del MEF per eventuali circolari interpretative.

Quale impatto pratico per il commercialista?

L’impatto operativo del comma 6 è limitato al perimetro dei soggetti beneficiari del fondo di cui al comma 5. Per il consulente che assista enti, associazioni o imprese potenzialmente interessate, è cruciale: (i) verificare la sussistenza dei requisiti previsti dall’art. 1, c. 451-bis, L. 197/2022; (ii) monitorare i provvedimenti di gestione del fondo (decreti ministeriali e circolari di assegnazione); (iii) presentare tempestivamente le istanze, dato che la modesta entità dell’incremento (2,231 mln/anno) suggerisce un esaurimento rapido secondo l’ordine cronologico di ammissione. La rimodulazione non comporta nuove agevolazioni fiscali in senso tecnico.

Andrea Marton, Tax Advisor e Responsabile Editoriale di La Legge in Chiaro
A cura di
Dott. Andrea Marton — Tax Advisor, Consulente Fiscale
Responsabile editoriale di La Legge in Chiaro per i 17 codici e testi unici italiani (Costituzione, C.C., C.P., C.P.C., C.P.P., C.d.S., Codice del Consumo, TUIR, T.U.IVA, T.U.B., IRAP, CCII, Antiriciclaggio, Successioni, Accertamento, T.U. Edilizia, Legge di Bilancio 2026). Contenuti redatti con linguaggio chiaro, fonti ufficiali aggiornate e revisione professionale a cura della Redazione. Profilo completo →
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