Autore: Andrea Marton

  • Scatti di anzianità nel CCNL Grande Distribuzione (Federdistribuzione): maturazione, numero e importo

    CCNL Grande Distribuzione (Federdistribuzione)

    Scatti di anzianità nel CCNL Grande Distribuzione (Federdistribuzione): maturazione, numero e importo

    Gli scatti di anzianità sono aumenti automatici della retribuzione legati agli anni di servizio. A differenza degli aumenti dei minimi (che arrivano con i rinnovi), gli scatti maturano a scadenze fisse e restano acquisiti. Il CCNL ne stabilisce numero massimo, cadenza e valore: ecco come funzionano e cosa controllare nel cedolino.

    In sintesi

    Lo scatto di anzianità è un aumento automatico che matura con gli anni di servizio. Il CCNL fissa cadenza (di solito biennale o triennale), numero massimo e importo per livello: per i valori esatti si rinvia al contratto. Gli scatti già maturati sono irreversibili ed entrano nella base di calcolo di TFR e tredicesima. Da non confondere con gli aumenti dei minimi tabellari dei rinnovi.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Federdistribuzione · Filcams-Cgil · Fisascat-Cisl · Uiltucs-Uil
    Istituti trattati
    Aumenti periodici di anzianità · Maturazione · Importo per livello · Effetti su TFR e tredicesima
    Riferimenti
    Art. 2099 c.c. (retribuzione) · Art. 36 Cost. · Art. 2120 c.c. (incidenza TFR) · Scatti previsti dal CCNL
    Fonte
    Testo del CCNL depositato presso il CNEL

    Che cosa sono gli scatti di anzianità

    Gli scatti di anzianità sono aumenti periodici della retribuzione che maturano automaticamente con il crescere dell’anzianità di servizio presso lo stesso datore. Non sono previsti dalla legge: sono un istituto della contrattazione collettiva. La legge si limita a stabilire che la retribuzione è determinata anche dal contratto collettivo (art. 2099 c.c.) e deve essere proporzionata e sufficiente (art. 36 Cost.); il come — cadenza, numero, importo — lo decide il CCNL.

    La logica è semplice: più cresce l’esperienza maturata in azienda, più aumenta, entro certi limiti, la retribuzione. A differenza degli aumenti dei minimi tabellari — che valgono per tutti e arrivano con i rinnovi — lo scatto è legato alla posizione individuale del singolo lavoratore.

    Come matura lo scatto

    Lo scatto di anzianità si lega all’anzianità di servizio, cioè agli anni trascorsi alle dipendenze del datore. Il CCNL stabilisce gli elementi chiave:

    Elemento Regola tipica del CCNL
    Decorrenza dell’anzianità Dalla data di assunzione
    Cadenza dello scatto A scadenze fisse (spesso biennio o triennio)
    Tetto massimo Numero massimo di scatti previsto dal contratto
    Valore Importo per livello, indicato nelle tabelle
    I valori e il numero di scatti sono quelli del CCNL applicato: la voce «scatti di anzianità» nel cedolino va confrontata con le tabelle del contratto.

    Scatti e minimi tabellari: non confonderli

    Gli scatti dipendono dalla tua anzianità; gli aumenti dei minimi tabellari arrivano invece con i rinnovi del contratto e valgono per tutti. Sono due voci diverse della retribuzione.

    Decorrenza, irreversibilità e calcolo

    Tre principi valgono per quasi tutti i contratti:

    • decorrenza: lo scatto si vede in busta paga dal primo giorno del mese in cui matura l’anzianità richiesta (o dal mese successivo, secondo il CCNL);
    • irreversibilità: una volta maturato, lo scatto entra stabilmente nella retribuzione e non può essere tolto;
    • incidenza: essendo parte della retribuzione, gli scatti concorrono al calcolo del TFR (art. 2120 c.c., che computa nella base tutte le somme corrisposte in dipendenza del rapporto, salvo diversa previsione) e, secondo il CCNL, delle mensilità aggiuntive.
    Per il lavoro a tempo parziale gli scatti, come le altre voci, sono di norma riproporzionati all’orario ridotto secondo le regole del contratto.

    Casi pratici

    Tizio — ha raggiunto il numero massimo
    Tizio lavora da molti anni e ha maturato tutti gli scatti previsti dal CCNL: raggiunto il tetto, non ne maturano altri, ma quelli già acquisiti restano in busta paga. Gli aumenti successivi potranno arrivare solo dai rinnovi dei minimi tabellari.
    Caia — part-time e scatti
    Caia lavora part-time. Matura comunque gli scatti di anzianità alle scadenze previste; l’importo, come le altre voci retributive, è riproporzionato in base all’orario ridotto, secondo le regole del CCNL.

    Domande frequenti

    Gli scatti di anzianità sono obbligatori per legge?
    No. Sono un istituto previsto dalla contrattazione collettiva, non dalla legge. La legge stabilisce solo che la retribuzione è fissata anche dal contratto collettivo (art. 2099 c.c.) e deve essere proporzionata e sufficiente (art. 36 Cost.). Cadenza, numero e importo degli scatti dipendono quindi dal CCNL applicato.
    Ogni quanto matura uno scatto?
    Dipende dal CCNL: molti contratti prevedono una maturazione a cadenza fissa, spesso ogni due o tre anni di servizio, fino a un numero massimo di scatti. Per la cadenza esatta e il tetto applicabili al tuo settore occorre consultare le tabelle del contratto nazionale.
    Se cambio azienda riparto da zero con gli scatti?
    Di regola sì: l’anzianità di servizio che fa maturare gli scatti è quella presso lo stesso datore, e con un nuovo rapporto si riparte. Alcuni CCNL o accordi possono riconoscere l’anzianità pregressa in casi particolari (ad esempio passaggi di appalto con clausola sociale): va verificato nel contratto applicato.
    Che differenza c’è tra scatti di anzianità e aumenti del rinnovo?
    Gli scatti dipendono dalla tua anzianità di servizio e maturano a scadenze fisse, individuali. Gli aumenti dei minimi tabellari arrivano invece con il rinnovo del CCNL e valgono per tutti i lavoratori del livello. Sono due voci distinte della retribuzione.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi 2024-2027, come darle, preavviso e telematiche, preavviso e licenziamento, ferie, permessi e ROL, maternità e congedi parentali e tredicesima, quattordicesima e premi.

    Contenuto divulgativo aggiornato ai principi generali (art. 2099 c.c.; art. 36 Cost.; art. 2120 c.c.). Cadenza, numero massimo e importo degli scatti sono fissati dal CCNL vigente: per i valori esatti si rinvia sempre al testo contrattuale applicato.

  • Art. 84 D.Lgs. 209/2005 – Articolo abrogato

    Art. 84 D.Lgs. 209/2005 – Articolo abrogato

    D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private

    Articolo abrogato

  • Art. 205 RD 12/1941

    Art. 205 RD 12/1941

    Ordinamento giudiziario (Regio Decreto 30 gennaio 1941, n. 12)

    Articolo abrogato.

  • Ferie e permessi nel CCNL Turismo Pubblici Esercizi

    CCNL Turismo e Pubblici Esercizi

    In sintesi

    Il CCNL Turismo Pubblici Esercizi prevede 26 giorni di ferie annue per i lavoratori del settore. Una particolarità: assenze per maternità obbligatoria, malattia e infortunio non riducono il monte ferie. Per i lavoratori stagionali ferie e indennità sono proporzionate al periodo di lavoro. Il monte permessi comprende ex festività e riduzioni orario specifiche.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Federalberghi · FIPE · FAITA · Fiavet · Federreti · FILCAMS-CGIL · FISASCAT-CISL · UILTuCS-UIL
    Ultimo rinnovo
    5 luglio 2024 (tabelle in vigore da maggio 2026)
    Vigenza
    Aggiornato con rinnovi 2024-2026
    Platea
    ~1,3 milioni

    Tabella riepilogativa

    Ferie e permessi CCNL Turismo
    Voce Spettanza Note
    Ferie annue 26 giorni lavorativi Dopo anzianità minima
    Maternità e malattia Non riducono ferie Tutela ferie
    Ex festività 32 ore (4 giorni) Festività civili abolite
    Permessi specifici (matrimonio, lutto, ecc.) Variabili per evento Standard CCNL
    Stagionali: ferie Pro-rata Proporzionate al periodo

    26 giorni di ferie annue

    Il CCNL Turismo Pubblici Esercizi prevede 26 giorni di ferie annue per i lavoratori. Su settimana di 5,5 giorni corrispondono a circa 5 settimane di calendario.

    La maturazione è di 2,17 giorni al mese (26/12). Le ferie sono irrinunciabili e monetizzabili solo alla cessazione del rapporto.

    Tutela ferie durante maternità e malattia

    Una particolarità importante del CCNL Turismo: il periodo di maternità obbligatoria e i periodi di malattia o infortunio NON sono detratti dall’anzianità di servizio ai fini del calcolo del diritto alle ferie.

    Questo significa che chi è stato in maternità o malattia per parte dell’anno mantiene il diritto pieno alle ferie maturate per il periodo, senza riduzioni.

    Dal 1° dicembre 2027, anche il congedo parentale non comporterà riduzione di ferie, riposi, 13ª e 14ª.

    Ex festività e permessi specifici

    Oltre alle ferie, il CCNL prevede:

    • Ex festività: 32 ore (4 giorni) per festività civili abolite (S. Giuseppe, Ascensione, Corpus Domini, SS. Pietro e Paolo, Unità Nazionale)
    • Permessi per matrimonio: 15 giorni di calendario
    • Permessi per lutto: 3 giorni per familiare di primo grado
    • Permessi per esami: per studenti lavoratori
    • Permessi sindacali: per dirigenti sindacali e delegati

    Stagionali: ferie pro-rata

    Per i lavoratori stagionali (contratti a termine tipici del settore turistico):

    • Ferie maturate pro-rata sui mesi di servizio
    • Indennità sostitutiva delle ferie non godute nell’ultima busta paga di fine stagione
    • Anche 13ª e 14ª maturano pro-rata e sono erogate a fine stagione
    • Indennità di fine stagione aggiuntiva

    Casi pratici

    Tizio – Calcolo ferie con maternità
    Tizia (4° livello) è stata in maternità obbligatoria 5 mesi durante l’anno. Per il CCNL Turismo questo periodo non riduce il monte ferie: matura comunque i 26 giorni annui interi (non 21 come accadrebbe in alcuni altri CCNL).
    Caia – Permesso matrimoniale
    Caia (5° livello) si sposa. Richiede i 15 giorni di calendario di permesso matrimoniale (regolarmente retribuiti). Si aggiungono alle ferie e ai permessi ordinari.
    Sempronio – Stagionale 4 mesi
    Sempronio è cameriere stagionale (1° giugno – 30 settembre). Ferie maturate pro-rata: 26 × 4/12 = ~8,67 giorni. Non potendo fruirle, riceve indennità sostitutiva nell’ultima busta paga del 30 settembre. Stesso meccanismo per 13ª/14ª e indennità fine stagione.

    Domande frequenti

    Quanti giorni di ferie nel CCNL Turismo?
    26 giorni lavorativi annui. Su settimana 5,5 giorni corrispondono a ~5 settimane di calendario.
    La maternità riduce le ferie?
    No, una particolarità del CCNL Turismo: il periodo di maternità obbligatoria non è detratto dall’anzianità di servizio ai fini del calcolo delle ferie.
    Quanto dura il permesso matrimoniale?
    15 giorni di calendario, retribuiti normalmente. Si aggiungono a ferie ordinarie e altri permessi.
    Per i stagionali come funzionano le ferie?
    Maturano pro-rata sui mesi di servizio. Se non fruite durante la stagione, vengono pagate come indennità sostitutiva nell’ultima busta paga di fine stagione.
    Cosa cambia dal dicembre 2027?
    Anche il congedo parentale non comporterà più riduzione di ferie, riposi, 13ª e 14ª. Sarà parificato alla maternità obbligatoria.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi, Preavviso e licenziamento nel CCNL Turismo Pubblici Esercizi, Maternità e congedi nel CCNL Turismo Pubblici Esercizi, Tredicesima, quattordicesima e premi nel CCNL Turismo Pubblici Esercizi, Malattia e infortunio nel CCNL Turismo Pubblici Esercizi e Periodo di prova nel CCNL Turismo Pubblici Esercizi.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Turismo e Pubblici Esercizi. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Articolo 86 Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza

    Articolo 86 Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza

    Art. 86 CCII – Moratoria nel concordato in continuita’

    D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14 – testo aggiornato ai correttivi D.Lgs. 83/2022 e D.Lgs. 136/2024.

    1. Fermo quanto previsto nell’articolo 109, il piano può prevedere una moratoria per il pagamento dei creditori muniti di privilegio, pegno o ipoteca, salvo che sia prevista la liquidazione dei beni o diritti sui quali sussiste la causa di prelazione. Per i creditori assistiti dal privilegio previsto dall’articolo 2751-bis, n. 1, del codice civile può essere prevista una moratoria per il pagamento fino a sei mesi dall’omologazione.

  • Art. 1138 Codice della Navigazione – Impossessamento della nave o dell’aeromobile

    Art. 1138 Codice della Navigazione – Impossessamento della nave o dell’aeromobile

    R.D. 30 marzo 1942, n. 327 – Codice della navigazione

    I componenti dell'equipaggio di una nave o di un aeromobile, i quali se ne impossessano, sono puniti: 1) con la reclusione da dieci a venti anni, se il fatto è commesso mediante violenza o minaccia in danno del comandante, degli ufficiali della nave o dei graduati dell'aeromobile; 2) con la reclusione da tre a dodici anni, se il fatto è commesso clandestinamente o con mezzi fraudolenti. Per i promotori e per i capi la pena è aumentata fino a un terzo. Se il fatto è commesso da persona estranea all'equipaggio, le pene sono ridotte di un terzo.

  • Art. 170 D.P.R. 115/2002

    Art. 170 D.P.R. 115/2002

    D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 – T.U. spese di giustizia

    1. Avverso il decreto di pagamento emesso a favore dell'ausiliario del magistrato, del custode e delle imprese private cui è affidato l'incarico di demolizione e riduzione in pristino, il beneficiario e le parti processuali, compreso il pubblico ministero, possono proporre opposizione. L'opposizione è disciplinata dall' articolo 15 del decreto legislativo 1° settembre 2011, n. 150 .)) 29

    2. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 1 SETTEMBRE 2011, N. 150 . 29

    3. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 1 SETTEMBRE 2011, N. 150 . 29

  • Art. 114 TUEL – Articolo 114

    Art. 114 TUEL – Articolo 114

    D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 – testo aggiornato

    1. L’azienda speciale è ente strumentale dell’ente locale dotato di personalità giuridica, di autonomia imprenditoriale e di proprio statuto, approvato dal consiglio comunale o provinciale. L’azienda speciale conforma la propria gestione ai principi contabili generali contenuti nell’allegato n. 1 al decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 , e successive modificazioni, ed ai principi del codice civile . 83

    2. L’istituzione è organismo strumentale dell’ente locale per l’esercizio di servizi sociali, dotato di autonomia gestionale. L’istituzione conforma la propria gestione ai principi contabili generali e applicati allegati al decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive modificazioni e integrazioni ed adotta il medesimo sistema contabile dell’ente locale che lo ha istituito, nel rispetto di quanto previsto dall’art. 151, comma 2. L’ente locale che si avvale della facoltà di non tenere la contabilità economico patrimoniale di cui all’art. 232, comma 3, può imporre alle proprie istituzioni l’adozione della contabilità economico-patrimoniale. 83

    3. Organi dell’azienda e dell’istituzione sono il consiglio di amministrazione, il presidente e il direttore, al quale compete la responsabilità gestionale. Le modalità di nomina e revoca degli amministratori sono stabilite dallo statuto dell’ente locale.

    4. L’azienda e l’istituzione conformano la loro attività a criteri di efficacia, efficienza ed economicità ed hanno l’obbligo dell’equilibrio economico, considerando anche i proventi derivanti dai trasferimenti, fermo restando, per l’istituzione, l’obbligo del pareggio finanziario. 83

    5. Nell’ambito della legge, l’ordinamento ed il funzionamento delle aziende speciali sono disciplinati dal proprio statuto e dai regolamenti, quelli delle istituzioni sono disciplinati dallo statuto e dai regolamenti dell’ente locale da cui dipendono.

    5-bis. Le aziende speciali e le istituzioni si iscrivono e depositano i propri bilanci al registro delle imprese o nel repertorio delle notizie economico-amministrative della camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura del proprio territorio entro il 31 maggio di ciascun anno.

    6. L’ente locale conferisce il capitale di dotazione; determina le finalità e gli indirizzi; approva gli atti fondamentali; esercita la vigilanza; verifica i risultati della gestione; provvede alla copertura degli eventuali costi sociali.

    7. Il collegio dei revisori dei conti dell’ente locale esercita le sue funzioni anche nei confronti delle istituzioni. Lo statuto dell’azienda speciale prevede un apposito organo, di revisione, nonché forme autonome di verifica della gestione.

    8. 8. Ai fini di cui al comma 6 sono fondamentali i seguenti atti dell’azienda da sottoporre all’approvazione del consiglio comunale: 83 a) il piano-programma, comprendente un contratto di servizio che disciplini i rapporti tra ente locale ed azienda speciale; b) il budget economico almeno triennale; 83 c) il bilancio di esercizio; 83 d) il piano degli indicatori di bilancio. 83

    8-bis. Ai fini di cui al comma 6, sono fondamentali i seguenti atti dell’istituzione da sottoporre all’approvazione del consiglio comunale:

    a) il piano-programma, di durata almeno triennale, che costituisce il documento di programmazione dell’istituzione;

    b) il bilancio di previsione almeno triennale, predisposto secondo lo schema di cui all’allegato n. 9 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 , e successive modificazioni, completo dei relativi allegati;

    c) le variazioni di bilancio;

    d) il rendiconto della gestione predisposto secondo lo schema di cui all’allegato n. 10 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 , e successive modificazioni, completo dei relativi allegati.

    83

  • Art. 43 D.Lgs. 150/2022 – Principi generali e obiettivi

    Art. 43 D.Lgs. 150/2022 – Principi generali e obiettivi

    D.Lgs. 10 ottobre 2022, n. 150 – testo aggiornato

    1. La giustizia riparativa in materia penale si conforma ai seguenti principi: a) la partecipazione attiva e volontaria della persona indicata come autore dell’offesa e della vittima del reato e degli altri eventuali partecipanti alla gestione degli effetti pregiudizievoli causati dall’offesa; b) l’equa considerazione dell’interesse della vittima del reato e della persona indicata come autore dell’offesa; c) il coinvolgimento della comunità nei programmi di giustizia riparativa; d) il consenso alla partecipazione ai programmi di giustizia riparativa; e) la riservatezza sulle dichiarazioni e sulle attività svolte nel corso dei programmi di giustizia riparativa; f) la ragionevolezza e proporzionalità degli eventuali esiti riparativi consensualmente raggiunti; g) l’indipendenza dei mediatori e la loro equiprossimità rispetto ai partecipanti ai programmi di giustizia riparativa; h) la garanzia del tempo necessario allo svolgimento di ciascun programma.

    2. I programmi di giustizia riparativa tendono a promuovere il riconoscimento della vittima del reato, la responsabilizzazione della persona indicata come autore dell’offesa e la ricostituzione dei legami con la comunità.

    3. L’accesso ai programmi di giustizia riparativa è assicurato ai soggetti che vi hanno interesse con le garanzie previste dal presente decreto ed è gratuito.

    4. L’accesso ai programmi di giustizia riparativa è sempre favorito, senza discriminazioni e nel rispetto della dignità di ogni persona. Può essere limitato soltanto in caso di pericolo concreto per i partecipanti, derivante dallo svolgimento del programma.

  • Art. 129 Cod. Amb. – accessi ed ispezioni

    Art. 129 Cod. Amb. – accessi ed ispezioni

    D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 – testo aggiornato

    1. L’autorità competente al controllo è autorizzata a effettuare le ispezioni, i controlli e i prelievi necessari all’accertamento del rispetto dei valori limite di emissione, delle prescrizioni contenute nei provvedimenti autorizzatori o regolamentari e delle condizioni che danno luogo alla formazione degli scarichi. Il titolare dello scarico è tenuto a fornire le informazioni richieste e a consentire l’accesso ai luoghi dai quali origina lo scarico.

  • Art. 182 TULPS – Procedimento di assegnazione al confino di polizia

    Art. 182 TULPS

    R.D. 18 giugno 1931, n. 773 – Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza

    L'assegnazione al contino di polizia è pronunciata con ordinanza dalla Commissione provinciale di cui all'art. 166, su rapporto motivato del questore.

    Nell'ordinanza è determinata la durata.

    La Commissione può ordinare l'immediato arresto delle persone proposte per l'assegnazione al confino.

    Il denunziato che si presenta alla Commissione o è tradotto dinanzi ad essa in istato di arresto per l'interrogatorio, può farsi assistere dal difensore .

  • Art. 174 D.P.R. 115/2002

    Art. 174 D.P.R. 115/2002

    D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 – T.U. spese di giustizia

    1. Il pagamento è eseguito dall'ufficio postale a richiesta del beneficiario.

    2. Il pagamento è sempre eseguito dall'ufficio postale se nel Comune dove ha sede l'ufficio che dispone il pagamento non esistono sportelli del concessionario o se particolari circostanze ne impediscono il regolare funzionamento.