- Valorizza le forme associative e gli organismi di partecipazione popolare.
- Prevede partecipazione nei procedimenti che incidono su situazioni soggettive.
- Si richiama esplicitamente la L. 241/1990.
- Promuove referendum consultivi su materie di competenza locale.
- Esprime il principio di democrazia partecipativa.
Testo dell'articoloVigente
Art. 8 TUEL — Articolo 8
D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 — testo aggiornato
1. I comuni, anche su base di quartiere o di frazione, valorizzano le libere forme associative e promuovono organismi di partecipazione popolare all’amministrazione locale. I rapporti di tali forme associative sono disciplinati dallo statuto.
2. Nel procedimento relativo, all’adozione di atti che incidono su situazioni giuridiche soggettive devono essere previste forme di partecipazione degli interessati secondo le modalità stabilite dallo statuto, nell’osservanza dei principi stabiliti dalla legge 7 agosto 1990, n. 241 .
3. Nello statuto devono essere previste forme di consultazione della popolazione nonché procedure per l’ammissione di istanze, petizioni e proposte di cittadini singoli o associati dirette a promuovere interventi per la migliore tutela di interessi collettivi e devono essere, altresì, determinate le garanzie per il loro tempestivo esame. Possono essere, altresì, previsti referendum anche su richiesta di un adeguato numero di cittadini.
4. Le consultazioni e i referendum di cui al presente articolo devono riguardare materie di esclusiva competenza locale e non possono avere luogo in coincidenza con operazioni elettorali provinciali, comunali e circoscrizionali.
5. Lo statuto, ispirandosi ai principi di cui alla legge 8 marzo 1994, n. 203 , e al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 , promuove forme di partecipazione alla vita pubblica locale dei cittadini dell’Unione europea e degli stranieri regolarmente soggiornanti.
Commento
L'art. 8 disciplina la partecipazione popolare all'amministrazione locale. La norma mette al centro non solo i cittadini come singoli, ma anche le associazioni e gli organismi rappresentativi del tessuto sociale.
Forme associative e organismi di partecipazione
Comuni e Province valorizzano comitati, consulte, organismi di quartiere o frazione. È in questa cornice che si collocano gli istituti di democrazia di prossimità, dai consigli di quartiere alle assemblee di cittadini.
La partecipazione procedimentale
Quando un procedimento incide su situazioni giuridiche soggettive, lo statuto deve prevedere forme di coinvolgimento, in linea con la L. 241/1990. Si pensi all'avviso di avvio del procedimento o all'accesso agli atti durante l'istruttoria.
Referendum consultivi
Lo statuto può prevedere referendum su materie di competenza locale. Non sono vincolanti in senso stretto, ma esprimono un indirizzo politico che gli organi sono chiamati a considerare.
Sinergia con la L. 241/1990
L'art. 8 e la L. 241/1990 vanno letti come un sistema: la prima fonda i principi di partecipazione, la seconda li traduce in regole procedimentali. Il loro raccordo è essenziale per evitare violazioni che possono determinare l'annullabilità del provvedimento.
Profili pratici
ANCI propone schemi di regolamento sulla partecipazione che molti Comuni adottano. Il Ministero dell'Interno monitora le buone pratiche. Il bilancio partecipativo, l'urbanistica partecipata e i tavoli di confronto sono esempi di applicazione concreta dell'art. 8.
Domande frequenti
Quali forme di partecipazione possono prevedere gli statuti?
Consulte, comitati, referendum, bilancio partecipativo, audizioni pubbliche, istanze e petizioni.
I referendum locali sono vincolanti?
Di regola sono consultivi, ma esprimono un indirizzo che gli organi devono motivare se intendono discostarsene.
Qual è il legame con la L. 241/1990?
L'art. 8 conferma e amplia i principi di partecipazione procedimentale fissati dalla legge generale sul procedimento.
Vedi anche