- Comuni e Province adottano il proprio statuto.
- Lo statuto disciplina norme fondamentali di organizzazione e attribuzioni degli organi.
- Tutela le minoranze e i diritti di partecipazione.
- È approvato con quorum qualificato dal consiglio.
- Costituisce fonte di rango sub-legislativo ma sovraordinata ai regolamenti.
Testo dell'articoloVigente
Art. 6 TUEL — Articolo 6
D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 — testo aggiornato
1. I comuni e le province adottano il proprio statuto.
2. Lo statuto, nell’ambito dei principi fissati dal presente testo unico, stabilisce le norme fondamentali dell’organizzazione dell’ente e, in particolare, specifica le attribuzioni degli organi e le forme di garanzia e di partecipazione delle minoranze, i modi di esercizio della rappresentanza legale dell’ente, anche in giudizio. Lo Statuto stabilisce, altresì, i criteri generali in materia di organizzazione dell’ente, le forme di collaborazione fra comuni e province, della partecipazione popolare, del decentramento, dell’accesso dei cittadini, alle informazioni e ai procedimenti amministrativi, lo stemma e il gonfalone e quanto ulteriormente previsto dal presente testo unico.
3. Gli statuti comunali e provinciali stabiliscono norme per assicurare condizioni di pari opportunità tra uomo e donna ai sensi della legge 10 aprile 1991, n. 125 , e per garantire la presenza di entrambi i sessi nelle giunte e negli organi collegiali non elettivi del comune e della provincia, nonché degli enti, aziende ed istituzioni da essi dipendenti.
4. Gli statuti sono deliberati dai rispettivi consigli con il voto favorevole dei due terzi dei consiglieri assegnati. Qualora tale maggioranza non venga raggiunta, la votazione è ripetuta in successive sedute da tenersi entro trenta giorni e lo statuto è approvato se ottiene per due volte il voto favorevole della maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati. Le disposizioni di cui al presente comma si applicano anche alle modifiche statutarie.
5. Dopo l’espletamento, del controllo da parte del competente organo regionale, lo statuto è pubblicato nel bollettino ufficiale della regione, affisso all’albo pretorio dell’ente per trenta giorni consecutivi ed inviato al Ministero dell’interno per essere inserito nella raccolta ufficiale degli statuti. Lo statuto entra in vigore decorsi trenta giorni dalla sua affissione all’albo pretorio dell’ente.
6. L’ufficio del Ministero dell’interno, istituito per la raccolta e la conservazione degli statuti comunali e provinciali, cura anche adeguate forme di pubblicità degli statuti stessi.
Commento
L'art. 6 è la disposizione più importante per comprendere la dimensione normativa dell'autonomia locale. Lo statuto è la "costituzione" dell'ente: stabilisce le regole fondamentali di organizzazione e definisce il modello di democrazia partecipativa che ogni Comune o Provincia intende perseguire.
Contenuto necessario dello statuto
Il TUEL elenca un contenuto minimo: attribuzioni degli organi, forme di garanzia delle minoranze, modi di esercizio della rappresentanza legale, criteri di organizzazione, partecipazione popolare, accesso e referendum, stemma e gonfalone. È una griglia che, pur essenziale, lascia ampi spazi di personalizzazione.
Procedimento di approvazione
Lo statuto è deliberato dal consiglio con il voto favorevole dei due terzi dei consiglieri assegnati. Se questo quorum non è raggiunto, la votazione è ripetuta in successive sedute e lo statuto è approvato se ottiene per due volte la maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati. Il procedimento mira a garantire ampio consenso intorno alla carta fondamentale dell'ente.
Posizione nel sistema delle fonti
Lo statuto si colloca sotto la legge ma sopra i regolamenti dell'ente. La sua violazione da parte di un atto comunale può essere fatta valere in sede amministrativa. In linea generale, le clausole statutarie generiche vanno specificate dai regolamenti, secondo una gerarchia interna che il TUEL presuppone.
Sinergie con la L. 241/1990
Molte previsioni statutarie sulla partecipazione e sull'accesso sono attuative dei principi della L. 241/1990 e del D.Lgs. 33/2013 sulla trasparenza. Lo statuto può prevedere strumenti aggiuntivi (bilancio partecipativo, consulte, referendum consultivi) che potenziano i diritti dei cittadini.
Indirizzi pratici
Il Ministero dell'Interno raccoglie copia degli statuti in un'apposita banca dati. ANCI fornisce schemi-tipo da adattare alle specificità locali. La Corte dei conti valuta se lo statuto preveda meccanismi adeguati di programmazione e controllo. In molti enti, l'aggiornamento dello statuto è un'occasione strategica per ridisegnare la governance.
Domande frequenti
Qual è il quorum per approvare lo statuto?
Due terzi dei consiglieri assegnati o, in alternativa, due votazioni con maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati.
Cosa accade se un atto viola lo statuto?
L'atto è illegittimo e può essere annullato; lo statuto si pone fra la legge e i regolamenti.
Lo statuto può ampliare i diritti di partecipazione?
Sì: il TUEL fissa un minimo, lo statuto può prevedere strumenti aggiuntivi, come referendum o bilancio partecipativo.
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