Testo dell'articoloVigente
Art. 68 TUEL – Articolo 68
D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 – testo aggiornato
1. La perdita delle condizioni di eleggibilità previste dal presente capo importa la decadenza dalla carica di sindaco, presidente della provincia, consigliere comunale, provinciale o circoscrizionale.
2. Le cause di incompatibilità, sia che esistano al momento della elezione sia che sopravvengano ad essa, importano la decadenza dalle predette cariche.
3. Ai fini della rimozione delle cause di ineleggibilità sopravvenute alle elezioni ovvero delle cause di incompatibilità sono applicabili le disposizioni di cui ai commi 2, 3, 5, 6 e 7 dell’articolo 60.
4. La cessazione dalle funzioni deve avere luogo entro dieci giorni dalla data in cui è venuta a concretizzarsi la causa di ineleggibilità o di incompatibilità.
In sintesi
Indice dei contenuti
L'articolo 68 chiude il ciclo dell'ineleggibilità: una causa che sopravviene durante il mandato produce decadenza, attraverso il procedimento dell'art. 69. La logica è la medesima dell'ineleggibilità originaria: tutelare l'imparzialità dell'amministratore e prevenire conflitti strutturali.
Cause considerate
Le cause sopravvenute possono derivare da assunzione di ruoli incompatibili (per esempio nomina a vertice di un ente partecipato), dall'instaurazione di rapporti di consulenza con il comune, dall'apertura di liti rilevanti. Il loro contenuto è analogo a quello delle cause originarie disciplinate dall'art. 60.
Procedimento di decadenza
Il consiglio contesta la causa all'amministratore. L'eletto ha dieci giorni per formulare osservazioni o rimuovere la causa. Trascorso il termine, il consiglio delibera definitivamente. La decadenza è impugnabile davanti al giudice ordinario competente.
Differenza con la decadenza per ineleggibilità originaria
L'ineleggibilità originaria, se non rilevata in tempo, comporta decadenza con effetti retroattivi limitati. L'ineleggibilità sopravvenuta opera ex nunc, con effetto dal momento dell'accertamento. La distinzione è importante per gli atti adottati medio tempore, che restano efficaci.
Procedura cautelare
In casi di particolare gravità, il consiglio può sospendere preventivamente l'amministratore, ma si tratta di misura eccezionale che richiede motivazione rigorosa. La sospensione opera fino alla deliberazione definitiva sulla decadenza.
Sostituzione
L'amministratore decaduto è sostituito secondo le regole generali (primo dei non eletti per i consiglieri; nuova nomina del sindaco per gli assessori; supplenza del vicesindaco e nuove elezioni nei casi del capo dell'ente). La continuità amministrativa è assicurata.
Casi pratici
Caso 1: assessore nominato in società partecipata
Tizio, assessore, viene nominato vertice di una società partecipata dal comune. Il consiglio gli contesta la causa di ineleggibilità sopravvenuta. Tizio sceglie di dimettersi dal nuovo incarico, rimuovendo la causa entro dieci giorni.
Caso 2: consigliere con causa pendente sopravvenuta
Caia, consigliera, avvia una causa civile contro il comune per un risarcimento. Il consiglio contesta la causa. Caia opta per la rinuncia alla causa civile, conservando il mandato consiliare e formalizzando la rinuncia entro il termine.
Domande frequenti
Se rimuovo la causa entro dieci giorni evito la decadenza?
Sì. La rimozione effettiva della causa nel termine perentorio impedisce la dichiarazione di decadenza. È opportuno documentare con precisione la data della rimozione.
Posso impugnare la deliberazione di decadenza?
Sì, davanti al tribunale ordinario competente per territorio, sezione civile, in funzione di giudice elettorale. Il rito è abbreviato per garantire celerità.
Gli atti adottati prima della decadenza restano validi?
Sì. L'ineleggibilità sopravvenuta produce effetti ex nunc: gli atti adottati prima dell'accertamento restano efficaci, salvi vizi propri di legittimità.