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Testo dell'articoloVigente
Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 55 c.p.p. – Funzioni della polizia giudiziaria
Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)
Funzioni della polizia giudiziaria
1. La polizia giudiziaria deve, anche di propria iniziativa, prendere notizia dei reati, impedire che vengano portati a conseguenze ulteriori, ricercarne gli autori, compiere gli atti necessari per assicurare le fonti di prova e raccogliere quant’altro possa servire per l’applicazione della legge penale.
2. Svolge ogni indagine e attività disposta o delegata dall’autorità giudiziaria.
3. Le funzioni indicate nei commi 1 e 2 sono svolte dagli ufficiali e dagli agenti di polizia giudiziaria.
Vedi anche
→Cod. proc. pen. art. 54-quater - quater c.p.p.: Richiesta di trasmissione degli atti a un→Cod. proc. pen. art. 56 - Art. 56 c.p.p.: Servizi e sezioni di polizia giudiziaria→Cod. pen. art. 1 - Art. 1 c.p.: (Reati e pene: disposizione espressa di legge)→Reati Tributari art. 1 - Art. 1 D.Lgs. 74/2000 - Definizioni→D.Lgs. 231/2001 art. 1 - Art. 1 D.Lgs. 231/2001 - Soggetti→Art. 54-bis c.p.p.: Contrasti positivi tra uffici del pubblico m→Art. 54 c.p.p.: Contrasti negativi tra pubblici ministeri→Art. 53 c.p.p.: Autonomia del pubblico ministero nell’udienza. C→Art. 57 c.p.p.: Ufficiali e agenti di polizia giudiziaria→Articolo 52 Codice di Procedura Penale: Astensione→Art. 58 c.p.p.: Disponibilità della polizia giudiziaria→Art. 51 c.p.p.: Uffici del pubblico ministero. Attribuzioni del
Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
In sintesi
Indice dei contenuti
La polizia giudiziaria, anche di propria iniziativa, prende notizia dei reati, ne impedisce conseguenze ulteriori, cerca gli autori e raccoglie le fonti di prova; agisce inoltre su delega dell'autorità giudiziaria.
Ratio della norma
L'art. 55 c.p.p. delinea il ruolo della polizia giudiziaria (PG) nel modello accusatorio, distinguendo le funzioni di iniziativa da quelle di esecuzione. La PG non è un organo investigativo autonomo separato: è un'articolazione operativa che opera sotto la direzione del pubblico ministero (art. 327 c.p.p.) e svolge attività materiale di accertamento del reato. La ratio è di efficacia (gli organi di polizia hanno strumenti operativi adeguati per la fase iniziale), bilanciata da garanzia (il controllo del PM sull'andamento delle indagini assicura il rispetto delle regole processuali e dei diritti dell'indagato).
Analisi del testo
Comma 1, funzioni d'iniziativa. (a) «Prendere notizia dei reati»: la PG riceve denunce, querele, esposti e ne dà comunicazione al PM (art. 347 c.p.p.). (b) «Impedire che vengano portati a conseguenze ulteriori»: arresto in flagranza, sequestri d'urgenza, atti diretti a interrompere reati permanenti. (c) «Ricercare gli autori»: identificazione, perquisizioni, intercettazioni d'urgenza in ipotesi tipiche. (d) «Compiere gli atti necessari per assicurare le fonti di prova»: rilievi, sequestri, sopralluoghi, conservazione di tracce. (e) «Raccogliere quant'altro possa servire per l'applicazione della legge penale»: clausola residuale che attribuisce alla PG ogni attività utile, nei limiti delle proprie competenze. Comma 2, funzioni delegate: la PG svolge ogni indagine disposta o delegata dall'autorità giudiziaria. La delega è strumento ordinario del PM, regolato dagli artt. 370 e 378 c.p.p. Comma 3, soggetti: le funzioni sono svolte da ufficiali e agenti di PG, le cui categorie sono individuate dall'art. 57 c.p.p. (Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza, Polizia Municipale per i propri reati di competenza, eccetera).
Quando si applica
L'art. 55 governa l'intera fase pre-procedimentale e procedimentale fino al rinvio a giudizio. La PG opera in modo autonomo nelle prime fasi, ma è sottoposta al controllo del PM sin dalla comunicazione della notizia di reato (art. 347 c.p.p.). Ha poteri tipici (assicurazione fonti di prova, sequestro, identificazione, sommarie informazioni) ma anche limiti rigorosi: non può interrogare l'indagato senza difensore (art. 350 c.p.p.: garanzie); non può effettuare intercettazioni se non in casi tassativi (art. 267 c.p.p. su autorizzazione del giudice); deve comunicare al PM gli atti compiuti (art. 357 c.p.p. per documentazione). Le attività della PG confluiscono nel fascicolo del pubblico ministero (art. 373 c.p.p.).
Connessioni con altre norme
L'art. 55 si raccorda con: l'art. 56 c.p.p. (servizi di PG), l'art. 57 (ufficiali e agenti di PG), l'art. 109 Cost. (PG come braccio dell'autorità giudiziaria), l'art. 327 c.p.p. (direzione delle indagini da parte del PM), gli artt. 347-356 (attività della PG: comunicazione notizia di reato, identificazione, sommarie informazioni, perquisizioni, sequestri, arresti in flagranza), gli artt. 370 e 378 (delega di indagini al PM e poteri di iniziativa). La PG è inoltre disciplinata dal codice antimafia (D.Lgs. 159/2011) per i reati di criminalità organizzata, e da norme speciali in materia di intercettazioni (D.L. 152/1991 e D.Lgs. 216/2017).
Casi pratici
Caso 1: arresto in flagranza e attività d'urgenza
Tizio, agente di Polizia di Stato, sorprende Caio mentre sta scassinando un'auto. Tizio interviene immediatamente: applicando l'art. 55, comma 1, lett. a-d c.p.p., procede all'arresto in flagranza ex art. 380 c.p.p., assicura le tracce (impronte, strumenti di scasso), identifica Caio, redige il verbale di arresto. Comunica subito il fatto al PM (art. 347 c.p.p.) e mette a disposizione gli atti compiuti. La PG ha agito d'iniziativa nella fase più calda dell'evento. Il PM, una volta informato, dirige le successive attività investigative e decide sull'esercizio dell'azione penale.
Caso 2: indagine delegata dal PM
Il PM, in un procedimento per truffa, delega ai carabinieri l'audizione di alcuni testimoni e l'acquisizione di documentazione bancaria presso istituti di credito. La PG agisce nella veste delegata ex art. 55, comma 2 c.p.p. e art. 370 c.p.p.: redige verbali di sommarie informazioni testimoniali (art. 351 c.p.p.), acquisisce i documenti, trasmette gli atti al PM. Le attività delegate hanno la stessa efficacia di quelle compiute personalmente dal PM, ma restano sotto la sua direzione: il PM può modificare le delega o intervenire direttamente in qualsiasi momento (art. 327 c.p.p.).
Domande frequenti
Quali sono le funzioni della polizia giudiziaria?
Sono funzioni miste, di iniziativa e di esecuzione. D'iniziativa la PG: prende notizia dei reati, impedisce conseguenze ulteriori, cerca gli autori, assicura le fonti di prova, raccoglie ogni elemento utile per l'applicazione della legge penale. Su delega del PM, svolge le specifiche attività d'indagine richieste (audizioni, perquisizioni, sequestri, accertamenti tecnici).
La polizia giudiziaria può agire senza l'autorizzazione del PM?
Sì, nelle fasi iniziali e nei casi d'urgenza, ma deve subito informare il PM. L'art. 347 c.p.p. impone alla PG di comunicare la notizia di reato senza ritardo. Per atti tipici (perquisizione, sequestro, arresto in flagranza, fermo) la PG ha poteri propri ma con limiti precisi e con obbligo di convalida da parte del giudice o del PM nei termini di legge. Per atti più invasivi (intercettazioni) è invece sempre necessaria l'autorizzazione del giudice.
Chi sono gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria?
Sono indicati dall'art. 57 c.p.p. e da leggi speciali. Le forze di polizia ordinarie (Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza) hanno funzioni di PG generali. Altre figure hanno funzioni di PG limitate alle proprie competenze: Polizia Municipale per reati commessi nel proprio territorio, Capitanerie di porto per reati marittimi, Polizia Penitenziaria per reati commessi all'interno del carcere. La distinzione tra ufficiali e agenti incide sui poteri esercitabili (per esempio gli ufficiali hanno poteri più estesi nell'arresto).
Cosa accade se la PG agisce in violazione delle proprie funzioni?
Gli atti illegittimi sono inutilizzabili (art. 191 c.p.p.) e possono fondare nullità del procedimento. Per esempio, una perquisizione effettuata fuori dei casi consentiti, un'intercettazione non autorizzata, un'audizione in violazione delle garanzie del difensore producono inutilizzabilità degli elementi raccolti. La parte interessata può eccepire l'inutilizzabilità in ogni stato e grado del processo.
La PG dipende dall'autorità giudiziaria o dall'esecutivo?
L'art. 109 Cost. stabilisce che l'autorità giudiziaria dispone direttamente della polizia giudiziaria. Si tratta di principio fondamentale del sistema accusatorio: la PG, quando svolge funzioni giudiziarie, è alle dipendenze funzionali del PM, anche se gerarchicamente fa capo al Ministero competente (Interno per Polizia di Stato e Carabinieri, Economia per Guardia di Finanza). Il bilanciamento garantisce indipendenza investigativa e controllo giurisdizionale.
Fonti consultate: 1 fonte verificate