In sintesi
L'art. 25-novies del D.Lgs. 231/2001 estende la responsabilità amministrativa degli enti ai delitti in materia di diritto d'autore previsti dalla L. 633/1941 (Legge sul diritto d'autore). Le fattispecie presupposto includono: la riproduzione abusiva di opere (art. 171, co. 1, lett. a-bis) e co. 3, L. 633/1941), la duplicazione abusiva di software e database (art. 171-bis), la distribuzione, la proiezione e la trasmissione abusiva di opere audiovisive e musicali (art. 171-ter), la mancata comunicazione dei dati identificativi per la decodifica (art. 171-septies) e le violazioni sulla protezione dei sistemi di accesso condizionato (art. 171-octies). La sanzione pecuniaria è fino a cinquecento quote; in caso di condanna si applicano le sanzioni interdittive previste dall'art. 9, co. 2, per non oltre un anno. L'art. 174-quinquies L. 633/1941 preserva ulteriori misure specifiche già previste dalla disciplina del diritto d'autore. Il MOG deve prevedere protocolli di licenza e audit sul software installato.
Testo dell'articoloVigente
Art. 25 novies D.Lgs. 231/2001 Responsabilita Enti — (Delitti in materia di violazione del diritto d’autore)
In vigore dal 04/07/2001
1. In relazione alla commissione dei delitti previsti dagli articoli 171, primo comma, lettera a-bis), e terzo comma, 171-bis, 171-ter, 171-septies e 171-octies della legge 22 aprile 1941, n. 633 , si applica all'ente la sanzione pecuniaria fino a cinquecento quote.
2. Nel caso di condanna per i delitti di cui al comma 1 si applicano all'ente le sanzioni interdittive previste dall'articolo 9, comma 2, per una durata non superiore ad un anno. Resta fermo quanto previsto dall'articolo 174-quinquies della citata legge n. 633 del 1941 . (17) ((20))
Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Commento
L'art. 25-novies risponde all'esigenza di responsabilizzare gli enti rispetto a condotte di sfruttamento commerciale non autorizzato di opere protette: il riferimento agli artt. 171-bis e 171-ter è particolarmente rilevante per le imprese che distribuiscono contenuti digitali, gestiscono piattaforme streaming, vendono software o trasmettono opere audiovisive in contesti commerciali. Non si tratta di mero uso personale non autorizzato, ma di violazioni dotate di rilevanza penale — soglia che l'art. 25-novies presuppone per l'imputazione all'ente.
Nella prassi applicativa, il rischio maggiore riguarda due scenari: la duplicazione e la distribuzione commerciale di software privo di licenza (art. 171-bis), frequente in imprese che installano software su larga scala senza corretta gestione delle licenze, e la trasmissione o proiezione pubblica di opere audiovisive prive di autorizzazione (art. 171-ter), rilevante per enti che gestiscono locali pubblici, hotel, compagnie di trasporto o piattaforme online. Le Linee guida Confindustria raccomandano che il MOG includa una sezione dedicata alla gestione della proprietà intellettuale, con audit periodici sulle licenze software, procedure di acquisizione dei diritti e formazione del personale IT e legale.
Il richiamo all'art. 174-quinquies L. 633/1941 significa che le misure preventive specifiche — quali la distruzione delle copie abusive o la cessazione immediata dell'attività illecita — restano applicabili indipendentemente dal procedimento 231. Per un'adeguata valutazione del rischio e la strutturazione del MOG si raccomanda il ricorso a un professionista legale qualificato.
Casi pratici
Caso 1: Azienda manifatturiera e software gestionale senza licenza
Caso 2: Catena alberghiera e trasmissione abusiva di contenuti audiovisivi
Domande frequenti
Una società IT che installa software privo di licenza su workstation aziendali risponde ai sensi del D.Lgs. 231/2001?
Sì, se la condotta integra il reato ex art. 171-bis L. 633/1941 (duplicazione abusiva a fini di lucro o con danno patrimoniale all'autore) ed è commessa nell'interesse o a vantaggio dell'ente. Il risparmio sui costi di licenza è il tipico «vantaggio» che fonda la responsabilità 231. Un audit periodico sulle licenze software è il presidio minimo del MOG.
Le sanzioni interdittive ex art. 25-novies possono bloccare l'attività dell'impresa?
In caso di condanna, le misure interdittive dell'art. 9, co. 2, D.Lgs. 231/2001 — tra cui sospensione dell'attività, revoca di licenze e divieto di contrattare con la PA — possono essere applicate per non più di un anno. La loro operatività concreta dipende dall'attività svolta dall'ente e dal ruolo che le violazioni di copyright hanno avuto nel suo business.
Cosa distingue le violazioni penali del diritto d'autore da quelle meramente civili?
Le violazioni penali (artt. 171 ss. L. 633/1941) richiedono dolo e, in alcuni casi, il fine di lucro o un danno economico rilevante; integrano reati presupposto ai fini 231. Le violazioni civili, invece, fondano unicamente risarcimento del danno e inibitoria, senza coinvolgere la responsabilità penale dell'autore materiale né quella amministrativa dell'ente.
Vedi anche