Testo dell'articoloAbrogato
Art. 183-bis c.p.c. – Passaggio dal rito ordinario al rito semplificato di cognizione
R.D. 28 ottobre 1940, n. 1443 – Codice di procedura civile
Articolo abrogato. Non è più in vigore: l’abrogazione è stata disposta dal D.Lgs. 31 ottobre 2024, n. 164. Il testo previgente è riportato qui sotto a fini di consultazione storica.
Testo previgente
All’udienza di trattazione il giudice, valutata la complessità della lite e dell’istruzione probatoria e sentite le parti, se rileva che in relazione a tutte le domande proposte ricorrono i presupposti di cui al primo comma dell’articolo 281-decies, dispone con ordinanza non impugnabile la prosecuzione del processo nelle forme del rito semplificato e si applica il comma quinto dell’articolo 281-duodecies
Questa disposizione non è più in vigore. Gli estremi dell'atto che l'ha abrogata sono indicati qui sopra. Il testo resta consultabile a fini di ricostruzione storica: non va usato per valutare una situazione attuale.
Per la disciplina vigente parti dall'indice: Codice di Procedura Civile.
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Vedi anche
→Cod. proc. civ. art. 183 - Art. 183 c.p.c.: Prima comparizione delle parti e trattazione de→Cod. proc. civ. art. 184 - Art. 184 c.p.c.: Udienza di assunzione dei mezzi di prova→Cod. civ. art. 1 - Art. 1 Codice Civile Capacità giuridica→Imp. successioni art. 1 - Art. 1 D.Lgs. 346/1990 - Oggetto dell’imposta→Cost. art. 2 - Diritti inviolabili→Articolo 184-bis Codice di Procedura Civile: [Abrogato]→Art. 182 c.p.c.: Difetto di rappresentanza o di autorizzazione→Articolo 185 Codice di Procedura Civile: Tentativo di conciliazione→Art. 185-bis c.p.c.: Proposta di conciliazione del giudice→Art. 181 c.p.c.: Mancata comparizione delle parti→Articolo 186 Codice di Procedura Civile: Pronuncia dei provvedimenti→Art. 186-bis c.p.c.: Ordinanza per il pagamento di somme non contestate
Informazione giuridica di carattere generale. Il testo della norma riproduce la fonte ufficiale vigente; il commento che segue è redazionale e ha finalità divulgativa. Questo contenuto non sostituisce in alcun modo il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato o a un consulente iscritto all'albo.
In sintesi
Indice dei contenuti
Nelle cause monocratiche il giudice, valutata la complessità, può disporre con ordinanza non impugnabile la prosecuzione nelle forme del rito semplificato.
Ratio della norma
L'art. 183-bis c.p.c. risponde all'esigenza di flessibilita processuale e di economia dei giudizi, consentendo al giudice monocratico di indirizzare la causa verso il rito piu adeguato alla sua effettiva complessita. La disposizione realizza il principio di proporzionalita delle forme processuali rispetto al contenuto della controversia, evitando che cause semplici siano trattate con il piu macchinoso rito ordinario. L'obiettivo e ridurre i tempi del processo civile e razionalizzare l'uso delle risorse giudiziarie, in coerenza con le finalita acceleratorie del PNRR.
Analisi del testo
La norma circoscrive l'applicazione alle cause in cui il tribunale giudica in composizione monocratica, escludendo quindi le controversie collegiali. Il giudice, nell'udienza di trattazione, valuta due parametri: la complessita della lite e quella dell'istruzione probatoria. La conversione avviene con ordinanza non impugnabile, previa audizione delle parti, garanzia minima del contraddittorio. La pronuncia produce l'effetto di assoggettare il prosieguo del processo agli artt. 281-decies e seguenti c.p.c., con conseguente compressione delle fasi processuali.
Quando si applica
La conversione e disposta tipicamente quando emerge che la causa non richiede un'ampia attivita istruttoria, ad esempio nei giudizi documentali, nelle azioni di adempimento contrattuale con prove gia formate, o nelle controversie di diritto puro. Il giudice puo attivare l'art. 183-bis c.p.c. anche d'ufficio, senza necessita di istanza di parte, purche siano sentite tutte le parti costituite. La valutazione e discrezionale e non sindacabile, stante l'inoppugnabilita dell'ordinanza.
Connessioni con altre norme
L'art. 183-bis c.p.c. si collega direttamente agli artt. 281-decies e seguenti c.p.c., che disciplinano il rito semplificato di cognizione introdotto dal D.Lgs. 149/2022 (Riforma Cartabia). La norma e stata originariamente introdotta dall'art. 14 del D.L. 132/2014, convertito con modificazioni dalla L. 162/2014, e successivamente riformata per coordinarla con il nuovo rito unificato. Si raccorda inoltre con l'art. 183 c.p.c. sull'udienza di trattazione e con l'art. 281-quater c.p.c. sulla composizione monocratica.
Casi pratici
Gli esempi che seguono sono scenari illustrativi a scopo divulgativo, non sentenze reali.
Tizio cita in giudizio Caio per il pagamento di 25.000 euro derivanti da un contratto di fornitura non onorato, producendo fatture, ddt e corrispondenza commerciale. All'udienza di trattazione il giudice, rilevato che la causa e documentale e non richiede prove orali, sentite le parti, dispone con ordinanza non impugnabile la prosecuzione nelle forme del rito semplificato ex art. 183-bis c.p.c., applicando gli artt. 281-decies ss. c.p.c.
Sempronio agisce contro la societa Beta Srl per la risoluzione di un contratto di locazione commerciale, articolando numerose prove testimoniali su trattative, vizi dell'immobile e danni. Il giudice, valutata la complessita dell'istruzione probatoria e la pluralita delle questioni di fatto controverse, ritiene non opportuna la conversione e mantiene il rito ordinario, proseguendo con la concessione dei termini ex art. 183, comma 6, c.p.c.
Domande frequenti
L'ordinanza di conversione al rito semplificato e impugnabile?
No, l'art. 183-bis c.p.c. prevede espressamente che l'ordinanza sia non impugnabile. Le parti non possono proporre reclamo ne ricorso autonomo, salvo eventualmente censurare il provvedimento con l'impugnazione della sentenza definitiva.
Quando il giudice puo disporre la conversione al rito semplificato?
Il giudice puo disporla nell'udienza di trattazione, dopo aver valutato la complessita della lite e dell'istruzione probatoria e aver sentito le parti. L'apprezzamento e discrezionale e tipicamente avviene quando la causa appare documentale o di limitata complessita.
L'art. 183-bis c.p.c. si applica anche al rito collegiale?
No, la norma si applica esclusivamente alle cause in cui il tribunale giudica in composizione monocratica. Per le cause collegiali resta il rito ordinario, salve le specifiche discipline previste per determinate materie.
Cosa cambia dopo la conversione al rito semplificato?
Dopo l'ordinanza ex art. 183-bis c.p.c. il processo prosegue secondo gli artt. 281-decies e seguenti c.p.c., con tempi piu rapidi, istruttoria semplificata e decisione che puo essere assunta anche all'esito della prima udienza utile, in coerenza con la Riforma Cartabia (D.Lgs. 149/2022).