Indice
Testo dell'articoloVigente
Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 183 c.c. – Esclusione dall’amministrazione
Testo vigente – R.D. 262/1942 (aggiornato da Normattiva)
Se uno dei coniugi è minore o non può amministrare ovvero se ha male amministrato, l’altro coniuge può chiedere al giudice di escluderlo dall’amministrazione.
Il coniuge privato dell’amministrazione può chiedere al giudice di esservi reintegrato, se sono venuti meno i motivi che hanno determinato l’esclusione.
La esclusione opera di diritto riguardo al coniuge interdetto e permane sino a quando non sia cessato lo stato di interdizione .
Vedi anche
→Cod. civ. art. 182 - Art. 182 Codice Civile: Amministrazione affidata ad uno solo dei→Cod. civ. art. 184 - Art. 184 Codice Civile: Atti compiuti senza il necessario consens…→Cod. proc. civ. art. 1 - Articolo 1 Codice di Procedura Civile - Giurisdizione dei giudici…→Imp. successioni art. 1 - Art. 1 D.Lgs. 346/1990 - Oggetto dell’imposta→Cost. art. 2 - Diritti inviolabili→Art. 181 Codice Civile: Rifiuto di consenso→Art. 185 Codice Civile: Amministrazione dei beni personali del→Art. 180 Codice Civile: Amministrazione dei beni della comunione→Art. 186 Codice Civile: Obblighi gravanti sui beni della comunione→Art. 179 Codice Civile: Beni personali→Art. 187 Codice Civile: Obbligazioni contratte dai coniugi prima del→Art. 178 Codice Civile: Beni destinati all’esercizio di impresa
Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
In sintesi
Indice dei contenuti
Il coniuge minore, incapace o che ha male amministrato i beni comuni può essere escluso dall'amministrazione su richiesta dell'altro coniuge. L'interdetto è escluso di diritto.
Ratio
L'art. 183 c.c. risponde all'esigenza di proteggere il patrimonio comune da una gestione inadeguata o impossibile da parte di uno dei coniugi. Il legislatore ha individuato tre distinte ipotesi, minore età, incapacità amministrativa e mala gestio, che giustificano la concentrazione del potere gestorio in capo all'altro coniuge.
Analisi
Le prime due ipotesi (minorità e incapacità di amministrare) presuppongono condizioni soggettive oggettive e non imputabili al coniuge. La terza ipotesi (mala amministrazione) richiede invece la prova di una gestione concretamente pregiudizievole per il patrimonio comune. Il procedimento è di volontaria giurisdizione davanti al Tribunale. L'esclusione per interdizione opera invece ipso iure, senza necessità di domanda, in coerenza con l'effetto generale dell'interdizione (art. 414 c.c.).
Quando si applica
La minorità del coniuge ricorre, ad esempio, nel caso di matrimoni contratti con dispensa (art. 84 c.c.). L'incapacità di amministrare include l'inabilitazione e la prodigalità giudizialmente accertata. La mala amministrazione comprende atti di disposizione avventati, dissipazione del patrimonio, omessa cura dei beni.
Connessioni
La norma si collega all'art. 180 c.c. (coamministrazione), all'art. 414 c.c. (interdizione), all'art. 415 c.c. (inabilitazione). Dopo l'esclusione, l'amministrazione spetta integralmente all'altro coniuge ai sensi dell'art. 180, secondo comma, c.c.
Casi pratici
Caso 1: Caso 1
Tizio, amministratore della comunione, è dichiarato interdetto per infermità mentale. Caio richiede al giudice l'esclusione di Tizio dall'amministrazione. Il giudice accoglie: Caio amministra da solo fino al venir meno dello stato di interdizione.
Caso 2: Caso 2
Sempronio amministra male il patrimonio comune, disperdendo danaro in investimenti azzardati. Mevio provoca esclusione giudiziale. Una volta venuti meno i motivi (riabilitazione, migliore competenza provata), Mevio può chiedere reintegro di Sempronio all'amministrazione.
Domande frequenti
Chi può chiedere l'esclusione dall'amministrazione?
Solo l'altro coniuge. L'esclusione è pronunciata dal giudice, non opera di diritto salvo per l'interdetto.
Quali sono i motivi di esclusione?
Minore età, incapacità di amministrare (inabilitazione, interdizione), cattiva amministrazione del patrimonio comune.
L'interdetto rimane escluso definitivamente?
No: l'esclusione opera finché persiste lo stato di interdizione; cessato l'interdetto, l'altro coniuge può chiedere reintegro.
Come si prova la cattiva amministrazione?
Con documenti contabili, atti d'investimento azzardati, alienazioni senza causa, inadempienza ai bisogni della famiglia.
Chi amministra dopo l'esclusione?
L'altro coniuge assume l'amministrazione esclusiva sino al reintegro del primo o scioglimento della comunione.
Fonti consultate: 1 fonte verificate