Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Massime giurisprudenziali
  4. Pronunce Corte Costituzionale
  5. Prassi e linee guida
  6. Casi pratici
  7. Domande frequenti
  8. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 183 c.c. – Esclusione dall’amministrazione

Testo vigente – R.D. 262/1942 (aggiornato da Normattiva)

Se uno dei coniugi è minore o non può amministrare ovvero se ha male amministrato, l’altro coniuge può chiedere al giudice di escluderlo dall’amministrazione.

Il coniuge privato dell’amministrazione può chiedere al giudice di esservi reintegrato, se sono venuti meno i motivi che hanno determinato l’esclusione.

La esclusione opera di diritto riguardo al coniuge interdetto e permane sino a quando non sia cessato lo stato di interdizione .

In sintesi

  • L'esclusione dall'amministrazione può essere chiesta al giudice se un coniuge è minore, incapace di amministrare o ha gestito male i beni comuni.
  • Il coniuge escluso può chiedere la reintegrazione quando vengono meno i motivi dell'esclusione.
  • Il coniuge interdetto è automaticamente escluso dall'amministrazione senza necessità di provvedimento giudiziale.
  • L'esclusione per interdizione permane fino alla revoca dell'interdizione stessa.
Indice dei contenuti

Il coniuge minore, incapace o che ha male amministrato i beni comuni può essere escluso dall'amministrazione su richiesta dell'altro coniuge. L'interdetto è escluso di diritto.

Ratio

L'art. 183 c.c. risponde all'esigenza di proteggere il patrimonio comune da una gestione inadeguata o impossibile da parte di uno dei coniugi. Il legislatore ha individuato tre distinte ipotesi, minore età, incapacità amministrativa e mala gestio, che giustificano la concentrazione del potere gestorio in capo all'altro coniuge.

Analisi

Le prime due ipotesi (minorità e incapacità di amministrare) presuppongono condizioni soggettive oggettive e non imputabili al coniuge. La terza ipotesi (mala amministrazione) richiede invece la prova di una gestione concretamente pregiudizievole per il patrimonio comune. Il procedimento è di volontaria giurisdizione davanti al Tribunale. L'esclusione per interdizione opera invece ipso iure, senza necessità di domanda, in coerenza con l'effetto generale dell'interdizione (art. 414 c.c.).

Quando si applica

La minorità del coniuge ricorre, ad esempio, nel caso di matrimoni contratti con dispensa (art. 84 c.c.). L'incapacità di amministrare include l'inabilitazione e la prodigalità giudizialmente accertata. La mala amministrazione comprende atti di disposizione avventati, dissipazione del patrimonio, omessa cura dei beni.

Connessioni

La norma si collega all'art. 180 c.c. (coamministrazione), all'art. 414 c.c. (interdizione), all'art. 415 c.c. (inabilitazione). Dopo l'esclusione, l'amministrazione spetta integralmente all'altro coniuge ai sensi dell'art. 180, secondo comma, c.c.

Casi pratici

Caso 1: Caso 1

Tizio, amministratore della comunione, è dichiarato interdetto per infermità mentale. Caio richiede al giudice l'esclusione di Tizio dall'amministrazione. Il giudice accoglie: Caio amministra da solo fino al venir meno dello stato di interdizione.

Caso 2: Caso 2

Sempronio amministra male il patrimonio comune, disperdendo danaro in investimenti azzardati. Mevio provoca esclusione giudiziale. Una volta venuti meno i motivi (riabilitazione, migliore competenza provata), Mevio può chiedere reintegro di Sempronio all'amministrazione.

Domande frequenti

Chi può chiedere l'esclusione dall'amministrazione?

Solo l'altro coniuge. L'esclusione è pronunciata dal giudice, non opera di diritto salvo per l'interdetto.

Quali sono i motivi di esclusione?

Minore età, incapacità di amministrare (inabilitazione, interdizione), cattiva amministrazione del patrimonio comune.

L'interdetto rimane escluso definitivamente?

No: l'esclusione opera finché persiste lo stato di interdizione; cessato l'interdetto, l'altro coniuge può chiedere reintegro.

Come si prova la cattiva amministrazione?

Con documenti contabili, atti d'investimento azzardati, alienazioni senza causa, inadempienza ai bisogni della famiglia.

Chi amministra dopo l'esclusione?

L'altro coniuge assume l'amministrazione esclusiva sino al reintegro del primo o scioglimento della comunione.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-08
Fonti consultate: 1 fonte verificate
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.