Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche

Testo dell'articoloAbrogato

Art. 176 c.c. – Amministrazione dopo lo scioglimento del matrimonio

R.D. 16 marzo 1942, n. 262 – Codice civile

Articolo abrogato. Non è più in vigore: l’abrogazione è stata disposta dalla L. 19 maggio 1975, n. 151. Il testo previgente è riportato qui sotto a fini di consultazione storica.

Testo previgente

Nel caso previsto dal secondo comma dell’ , se mancano disposizioni del costituente, l’amministrazione spetta al coniuge superstite.

Se mancano entrambi i genitori e non è stata fatta alcuna designazione dal costituente o dal coniuge superstite, l’amministrazione spetta al maggiore dei figli, salvo che per le ragioni indicate nell’art. 174 il tribunale ritenga di affidarla a un altro dei figli.

Se nessuno dei figli ha raggiunto la maggiore età o è emancipato, l’amministratore è nominato dall’autorità giudiziaria

Questa disposizione non è più in vigore. Gli estremi dell'atto che l'ha abrogata sono indicati qui sopra. Il testo resta consultabile a fini di ricostruzione storica: non va usato per valutare una situazione attuale.
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In sintesi

  • Articolo abrogato per effetto della legge 19 maggio 1975, n. 151 (riforma del diritto di famiglia).
  • Regolava in origine l'amministrazione dei beni coniugali nel periodo successivo allo scioglimento del matrimonio.
  • La materia è oggi disciplinata dalle norme sulla comunione legale e sul suo scioglimento (artt. 191 ss. c.c.).
  • L'abrogazione riflette il superamento del modello patriarcale di gestione del patrimonio familiare.
Indice dei contenuti

L'art. 176 c.c. disciplinava l'amministrazione dei beni dopo lo scioglimento del matrimonio: norma abrogata dalla riforma del diritto di famiglia del 1975.

Ratio

L'art. 176 c.c., nella sua formulazione originaria risalente al codice civile del 1942, si inseriva in un sistema fondato sulla potestà maritale e sulla preminenza gestoria del marito sui beni della famiglia. La norma regolava la fase transitoria successiva allo scioglimento del matrimonio, assicurando continuità amministrativa in un contesto in cui la moglie era giuridicamente limitata nella capacità di agire.

Analisi

Con l'entrata in vigore della legge 19 maggio 1975, n. 151, il legislatore ha operato una riforma organica del diritto di famiglia, eliminando le disposizioni incompatibili con il principio costituzionale di eguaglianza tra i coniugi sancito dall'art. 29 Cost. L'art. 176 c.c. è stato abrogato in quanto la sua ratio risultava inconciliabile con il nuovo assetto paritario. Le questioni relative all'amministrazione dei beni dopo lo scioglimento della comunione legale trovano oggi disciplina negli artt. 191 e seguenti del codice civile.

Quando si applica

La norma non è più applicabile. Per le fattispecie relative all'amministrazione dei beni coniugali dopo lo scioglimento del matrimonio occorre fare riferimento alla disciplina vigente in materia di comunione legale (artt. 177-197 c.c.).

Connessioni

Artt. 191-197 c.c. (scioglimento della comunione legale); art. 29 Cost. (eguaglianza morale e giuridica dei coniugi); legge n. 151/1975 (riforma del diritto di famiglia).

Casi pratici

Caso 1: Tizio e Caio si divorziassero (o sciogliessero il matrimonio)

I beni della comunione in custodia durante l'amministrazione congiunta devono essere amministrati da uno dei due, salvo convenzione diversa, fino alla divisione definitiva.

Caso 2: Caso 2

Sempronio, vedovo, amministra il patrimonio rimasto dalla comunione con la defunta moglie a favore della prole minore. Le norme sull'amministrazione successoria si applicano fino al compimento della maggiore età dei figli.

Domande frequenti

Perché l'art. 176 c.c. è stato abrogato?

È stato abrogato dalla legge n. 151/1975, che ha riformato il diritto di famiglia eliminando le norme fondate sulla potestà maritale e incompatibili con il principio costituzionale di eguaglianza tra i coniugi.

Cosa disciplinava originariamente l'art. 176 c.c.?

Regolava l'amministrazione dei beni coniugali nella fase successiva allo scioglimento del matrimonio, in un contesto normativo in cui la gestione era prevalentemente affidata al marito.

Quale norma ha sostituito l'art. 176 c.c.?

La materia è oggi disciplinata dagli artt. 191 e seguenti del codice civile, che regolano lo scioglimento della comunione legale e la successiva fase liquidatoria.

La riforma del 1975 ha abrogato solo l'art. 176 c.c.?

No, la legge n. 151/1975 ha operato una riforma organica dell'intero diritto di famiglia, modificando o abrogando numerose disposizioni del codice civile del 1942.

Il regime patrimoniale tra coniugi è ancora disciplinato dal codice civile?

Sì, gli artt. 159 e seguenti del codice civile disciplinano i regimi patrimoniali della famiglia, tra cui la comunione legale (regime ordinario) e la separazione dei beni.

Ultimo aggiornamento redazionale: 8 maggio 2026
Fonti consultate: 1 fonte verificate
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. È un progetto individuale: la selezione delle fonti, la stesura dei commenti e la revisione sono curate direttamente dall’autore. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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