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La guida
Preavviso e licenziamento nel CCNL della Grande Distribuzione Organizzata
Il CCNL della Distribuzione Moderna Organizzata disciplina i termini di preavviso sia per il licenziamento sia per le dimissioni volontarie. La durata varia in base al livello di inquadramento e all’anzianità di servizio. Conoscere queste regole è essenziale per gestire correttamente la fine del rapporto di lavoro.
Il CCNL Federdistribuzione fissa termini di preavviso che vanno da 15 giorni di calendario (VI e VII livello, fino a 5 anni di servizio) a 120 giorni (Quadri e I livello, oltre 10 anni) per il licenziamento (art. 231); per le dimissioni i termini sono più brevi (art. 236). In caso di giusta causa il preavviso non è dovuto. L’indennità sostitutiva è dovuta se il preavviso non viene dato e comprende i ratei di tredicesima e quattordicesima, ma non entra nel TFR (art. 233).
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Tabella riepilogativa
| Livello | Fino a 5 anni di servizio | Oltre 5 e fino a 10 anni | Oltre 10 anni |
|---|---|---|---|
| Quadri e I livello | 60 | 90 | 120 |
| II e III livello | 30 | 45 | 60 |
| IV e V livello | 20 | 30 | 45 |
| VI e VII livello | 15 | 20 | 20 |
| Livello | Fino a 5 anni di servizio | Oltre 5 e fino a 10 anni | Oltre 10 anni |
|---|---|---|---|
| Quadri e I livello | 45 | 60 | 90 |
| II e III livello | 20 | 30 | 45 |
| IV e V livello | 15 | 20 | 30 |
| VI e VII livello | 10 | 15 | 15 |
Fonte: artt. 231, 232, 233 e 236 del Testo unico CCNL DMO del 29 settembre 2025. I termini decorrono dal primo o dal sedicesimo giorno di ciascun mese e si contano in giorni di calendario; per il part-time hanno la stessa durata del tempo pieno (art. 89). Le dimissioni vanno rassegnate per iscritto con mezzo che certifichi la data di ricevimento, oggi con la procedura telematica. Approfondimento sulle dimissioni: preavviso per le dimissioni nel CCNL Federdistribuzione.
Cos’è il preavviso e come funziona
Il preavviso è il periodo che deve intercorrere tra la comunicazione di recesso (da parte del datore o del lavoratore) e la cessazione effettiva del rapporto di lavoro. La sua funzione è permettere alla controparte di organizzarsi: il datore per trovare un sostituto, il lavoratore per trovare una nuova occupazione.
Durante il periodo di preavviso il lavoratore continua a prestare la propria attività e a percepire la retribuzione ordinaria. Il datore può tuttavia liberarlo dall’obbligo di lavorare (c.d. «dispensa dal preavviso»), ma è comunque tenuto a corrispondere la retribuzione per tutta la durata del preavviso.
Indennità sostitutiva del preavviso
Se una delle parti non rispetta il preavviso, è tenuta a corrispondere all’altra l’indennità sostitutiva del preavviso, pari alla retribuzione di fatto dell’art. 191 relativa al periodo di preavviso non goduto, comprensiva dei ratei di tredicesima e quattordicesima (art. 232). Questa regola vale:
- quando il datore licenzia senza rispettare il preavviso (senza giusta causa): deve pagare l’indennità sostitutiva al lavoratore;
- quando il lavoratore si dimette senza rispettare il preavviso: il datore può trattenere l’indennità sostitutiva dalla liquidazione finale.
L’indennità sostitutiva del preavviso è imponibile ai fini IRPEF e previdenziali ma, secondo l’art. 233, c. 3, del CCNL, è esclusa dalla base di calcolo del TFR.
Giusta causa: nessun preavviso
Sia il datore sia il lavoratore possono recedere senza preavviso in presenza di «giusta causa» (art. 2119 c.c.), cioè un comportamento tanto grave da non consentire nemmeno la prosecuzione provvisoria del rapporto. Esempi tipici nella GDO:
- per il datore: furto di merce o denaro da parte del lavoratore; grave insubordinazione; falsificazione di documenti; rissa in servizio;
- per il lavoratore: molestie sessuali o mobbing da parte del datore; mancato pagamento sistematico della retribuzione; atti illeciti del datore ai danni del lavoratore.
Il licenziamento per giusta causa non dà luogo al pagamento dell’indennità sostitutiva del preavviso, ma il lavoratore conserva il diritto al TFR e agli altri istituti maturati.
Licenziamento per giustificato motivo
Il licenziamento individuale nel rispetto del preavviso richiede un giustificato motivo (soggettivo o oggettivo):
- GMO soggettivo: inadempimento del lavoratore agli obblighi contrattuali (es. scarso rendimento reiterato, violazione di norme disciplinari);
- GMO oggettivo: ragioni organizzative, economiche o produttive (es. riduzione del personale per chiusura di un reparto o di un punto vendita).
La legge n. 604/1966 e il d.lgs. 23/2015 (tutele crescenti per i neo-assunti) disciplinano le conseguenze del licenziamento illegittimo. Il lavoratore ha 60 giorni dalla ricezione della lettera di licenziamento per impugnarla stragiudizialmente, e 180 giorni per depositare il ricorso al Giudice del Lavoro.
Casi pratici
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Domande frequenti
Quanto preavviso spetta in caso di licenziamento nella GDO?
Le dimissioni richiedono preavviso?
Cos’è la giusta causa di licenziamento?
Cosa succede se il datore non rispetta il preavviso?
Le dimissioni durante la maternità richiedono convalida?
Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi 2024-2027, come darle, preavviso e telematiche, ferie, permessi e ROL, maternità e congedi parentali, tredicesima, quattordicesima e premi e malattia e infortunio.
Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL della Distribuzione Moderna Organizzata sottoscritto il 23 aprile 2024 da Federdistribuzione, Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria (Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, Uiltucs-Uil) o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.