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Preavviso e licenziamento nel CCNL della Grande Distribuzione Organizzata
Il CCNL della Distribuzione Moderna Organizzata disciplina i termini di preavviso sia per il licenziamento sia per le dimissioni volontarie. La durata varia in base al livello di inquadramento e all’anzianità di servizio. Conoscere queste regole è essenziale per gestire correttamente la fine del rapporto di lavoro.
Il CCNL Federdistribuzione fissa termini di preavviso che variano da circa 15 giorni (livelli inferiori, breve anzianità) a diversi mesi (livelli superiori, lunga anzianità). In caso di licenziamento per giusta causa o dimissioni per giusta causa il preavviso non è dovuto. L’indennità sostitutiva è sempre dovuta se il preavviso non viene erogato.
Tabella riepilogativa
| Livello | Fino a 5 anni di anzianità | Oltre 5 anni | Note |
|---|---|---|---|
| Quadri e I livello | Diversi mesi (verificare CCNL) | Diversi mesi aumentati | Preavviso più lungo per ruoli con alta responsabilità |
| II e III livello | Indicativamente 45-60 giorni | Indicativamente 60-90 giorni | Valori indicativi; verificare tabelle CCNL |
| IV e V livello | Indicativamente 20-30 giorni | Indicativamente 30-45 giorni | Livelli più diffusi tra addetti vendita e cassieri |
| VI e VII livello | Indicativamente 15 giorni | Indicativamente 20-30 giorni | Mansioni elementari; preavviso più breve |
Avvertenza critica: i valori riportati sono indicativi e derivano dalla struttura generale dei contratti del terziario-distribuzione. Per i termini esatti del CCNL DMO Federdistribuzione è obbligatorio consultare il testo contrattuale o le tabelle pubblicate dalle parti firmatarie. Qualsiasi calcolo sul preavviso dovuto deve basarsi sul testo ufficiale.
Cos’è il preavviso e come funziona
Il preavviso è il periodo che deve intercorrere tra la comunicazione di recesso (da parte del datore o del lavoratore) e la cessazione effettiva del rapporto di lavoro. La sua funzione è permettere alla controparte di organizzarsi: il datore per trovare un sostituto, il lavoratore per trovare una nuova occupazione.
Durante il periodo di preavviso il lavoratore continua a prestare la propria attività e a percepire la retribuzione ordinaria. Il datore può tuttavia liberarlo dall’obbligo di lavorare (c.d. «dispensa dal preavviso»), ma è comunque tenuto a corrispondere la retribuzione per tutta la durata del preavviso.
Indennità sostitutiva del preavviso
Se una delle parti non rispetta il preavviso, è tenuta a corrispondere all’altra l’indennità sostitutiva del preavviso, pari alla retribuzione globale di fatto (non solo al minimo tabellare) relativa al periodo di preavviso non goduto. Questa regola vale:
- quando il datore licenzia senza rispettare il preavviso (senza giusta causa): deve pagare l’indennità sostitutiva al lavoratore;
- quando il lavoratore si dimette senza rispettare il preavviso: il datore può trattenere l’indennità sostitutiva dalla liquidazione finale.
L’indennità sostitutiva del preavviso è imponibile ai fini IRPEF e previdenziali e si computa nella base di calcolo del TFR.
Giusta causa: nessun preavviso
Sia il datore sia il lavoratore possono recedere senza preavviso in presenza di «giusta causa» (art. 2119 c.c.), cioè un comportamento tanto grave da non consentire nemmeno la prosecuzione provvisoria del rapporto. Esempi tipici nella GDO:
- per il datore: furto di merce o denaro da parte del lavoratore; grave insubordinazione; falsificazione di documenti; rissa in servizio;
- per il lavoratore: molestie sessuali o mobbing da parte del datore; mancato pagamento sistematico della retribuzione; atti illeciti del datore ai danni del lavoratore.
Il licenziamento per giusta causa non dà luogo al pagamento dell’indennità sostitutiva del preavviso, ma il lavoratore conserva il diritto al TFR e agli altri istituti maturati.
Licenziamento per giustificato motivo
Il licenziamento individuale nel rispetto del preavviso richiede un giustificato motivo (soggettivo o oggettivo):
- GMO soggettivo: inadempimento del lavoratore agli obblighi contrattuali (es. scarso rendimento reiterato, violazione di norme disciplinari);
- GMO oggettivo: ragioni organizzative, economiche o produttive (es. riduzione del personale per chiusura di un reparto o di un punto vendita).
La legge n. 604/1966 e il d.lgs. 23/2015 (tutele crescenti per i neo-assunti) disciplinano le conseguenze del licenziamento illegittimo. Il lavoratore ha 60 giorni dalla ricezione della lettera di licenziamento per impugnarla stragiudizialmente, e 180 giorni per depositare il ricorso al Giudice del Lavoro.
Casi pratici
Domande frequenti
Quanto preavviso spetta in caso di licenziamento nella GDO?
Le dimissioni richiedono preavviso?
Cos’è la giusta causa di licenziamento?
Cosa succede se il datore non rispetta il preavviso?
Le dimissioni durante la maternità richiedono convalida?
Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL della Distribuzione Moderna Organizzata sottoscritto il 23 aprile 2024 da Federdistribuzione, Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria (Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, Uiltucs-Uil) o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.
Domande frequenti
Quanto preavviso spetta in caso di licenziamento nella GDO?
I termini di preavviso variano in base al livello di inquadramento e all'anzianità di servizio. Per i livelli più bassi e breve anzianità sono di circa 15 giorni; per i livelli più elevati e lunga anzianità possono superare i 2-3 mesi. Per i valori esatti consultare le tabelle del CCNL DMO.
Le dimissioni richiedono preavviso?
Sì. Anche il lavoratore che si dimette volontariamente deve rispettare il periodo di preavviso previsto dal CCNL. Se non lo rispetta, il datore può trattenere dalla liquidazione finale l'indennità sostitutiva pari alla retribuzione del periodo non lavorato.
Cos'è la giusta causa di licenziamento?
La giusta causa è un comportamento del lavoratore così grave da non consentire la prosecuzione nemmeno provvisoria del rapporto (art. 2119 c.c.). In questo caso il datore può recedere senza preavviso e senza indennità sostitutiva. Esempi tipici: furto, grave insubordinazione, falsificazione di documenti.
Cosa succede se il datore non rispetta il preavviso?
Se il datore licenzia senza rispettare il preavviso contrattuale (senza giusta causa), deve corrispondere al lavoratore l'indennità sostitutiva del preavviso, pari alla retribuzione globale dei giorni non lavorati nel periodo di preavviso.
Le dimissioni durante la maternità richiedono convalida?
Sì. Le dimissioni della lavoratrice madre (e del padre nei periodi protetti) presentate durante il periodo di tutela (gravidanza e primo anno del figlio) devono essere convalidate dall'Ispettorato Territoriale del Lavoro o dal centro per l'impiego, pena la nullità.