Testo dell'articoloVigente
Art. 157 c.c. – Cessazione degli effetti della separazione
Testo vigente – R.D. 262/1942 (aggiornato da Normattiva)
I coniugi possono di comune accordo far cessare gli effetti della sentenza di separazione, senza che sia necessario l’intervento del giudice, con una espressa dichiarazione o con un comportamento non equivoco che sia incompatibile con lo stato di separazione.
La separazione può essere pronunziata nuovamente soltanto in relazione a fatti e comportamenti intervenuti dopo la riconciliazione .
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Vedi anche
→Cod. civ. art. 156-bis - Art. 156 bis Codice Civile: Cognome della moglie→Cod. civ. art. 158 - Art. 158 Codice Civile: Separazione consensuale→Cod. proc. civ. art. 1 - Articolo 1 Codice di Procedura Civile - Giurisdizione dei giudici…→Imp. successioni art. 1 - Art. 1 D.Lgs. 346/1990 - Oggetto dell’imposta→Cost. art. 2 - Diritti inviolabili→Art. 156 Codice Civile: Effetti della separazione sui rapporti→Art. 155-sexies c.c. – Poteri del giudice e ascolto del minore (abrogato)→Art. 155-quinquies c.c. – Disposizioni in favore dei figli maggiorenni (abrogato)→Art. 155-quater c.c. – Assegnazione della casa familiare e prescrizioni in tema di residenza (abrogato)→Art. 155-ter c.c. – Revisione delle disposizioni concernenti l’affidamento dei figli (abrogato)→Art. 155-bis c.c. – Affidamento a un solo genitore e opposizione all’affidamento condiviso (abrogato)→Art. 155 c.c.: Provvedimenti riguardo ai figli
Informazione giuridica di carattere generale. Il testo della norma riproduce la fonte ufficiale vigente; il commento che segue è redazionale e ha finalità divulgativa. Questo contenuto non sostituisce in alcun modo il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato o a un consulente iscritto all'albo.
In sintesi
Indice dei contenuti
La riconciliazione tra coniugi separati fa cessare gli effetti della separazione per accordo espresso o comportamento non equivoco incompatibile con lo stato di separazione.
Ratio
La norma riflette il favor legislativo per il ripristino dell'unità familiare, consentendo ai coniugi di sanare la frattura coniugale senza l'onere di un nuovo procedimento giudiziario. Il legislatore ha inteso privilegiare l'autonomia privata nella ricomposizione del rapporto matrimoniale.
Analisi
L'art. 157 c.c. disciplina due modalità di riconciliazione: la dichiarazione espressa e il comportamento concludente. Il comportamento non equivoco ha generato un ampio dibattito: la ripresa della convivenza è l'indice più rilevante, ma non l'unico. La giurisprudenza richiede che il comportamento sia univocamente diretto a ripristinare la comunione di vita coniugale, escludendo atti sporadici o ambigui. La riconciliazione produce effetti ex nunc. Il secondo comma introduce il principio della novità dei fatti: una nuova domanda è ammissibile soltanto se fondata su circostanze verificatesi dopo la riconciliazione.
Quando si applica
La norma si applica ogni volta che coniugi separati intendano far cessare gli effetti della separazione. Non trova applicazione in caso di divorzio già intervenuto.
Connessioni
Art. 150 c.c. (diritto di vivere separati); art. 151 c.c. (separazione giudiziale); art. 156 c.c. (obblighi nella separazione); artt. 708 e ss. c.p.c.; L. n. 898/1970 (divorzio, la riconciliazione interrompe il termine).
Casi pratici
Caso 1: Tizio e Caio erano separati legalmente
Dopo tre anni di convivenza ripresa, dichiarano di comune accordo davanti al giudice di voler cessare gli effetti della separazione. La sentenza originaria decade e il matrimonio ripristina pienamente la sua efficacia.
Caso 2: Caso 2
Sempronio, separato, riesce a riconciliarsi con il coniuge ma non formalizza in giudizio. Tuttavia, il loro comportamento non equivoco (condivisione della casa, beni comuni gestiti congiuntamente) manifesta incompatibilità con lo stato di separazione: gli effetti cessano di diritto.
Domande frequenti
La riconciliazione deve essere formalizzata davanti a un notaio o a un giudice?
No. L'art. 157 c.c. non richiede alcuna forma solenne: è sufficiente una dichiarazione espressa o un comportamento non equivoco come la ripresa della convivenza.
La ripresa di rapporti occasionali equivale a riconciliazione?
No. La giurisprudenza prevalente esclude che atti sporadici o ambigui integrino un comportamento non equivoco. È necessaria una ripresa stabile e univoca della vita coniugale.
Cosa succede agli obblighi di mantenimento dopo la riconciliazione?
Con la cessazione degli effetti della separazione vengono meno gli obblighi di mantenimento fissati nella sentenza, poiché si ripristina la piena comunione di vita tra i coniugi.
Dopo la riconciliazione si può chiedere di nuovo la separazione?
Sì, ma solo in base a fatti e comportamenti verificatisi dopo la riconciliazione. Non è possibile invocare nuovamente circostanze già poste a fondamento della separazione precedente.
La riconciliazione interrompe il termine per il divorzio?
Sì. La riconciliazione interrompe il decorso del termine di separazione richiesto per proporre domanda di divorzio. Dopo l'eventuale nuova separazione, il termine ricomincia a decorrere da capo.
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