Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche

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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Riforma fiscale 2024 – D.Lgs. 13/2024: cause di esclusione e decadenza dal CPB

D.Lgs. 13/2024 – Riforma fiscale 2024 (L. delega 111/2023)

CPB esclusioni e decadenza. Il commento approfondisce contenuto, ambito di applicazione, novità rispetto alla previgente disciplina e impatto pratico per contribuenti e operatori.

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In sintesi

  • Le cause di esclusione dal CPB sono tassative: omessa dichiarazione, condanne per reati tributari, indebita compensazione, contestazioni di cause di non punibilità.
  • La decadenza dal CPB opera in caso di: cessazione attività, ricavi inferiori del 50% rispetto al concordato, accertamento per gravi violazioni, omessa dichiarazione anche solo per uno dei due anni.
  • La decadenza riapre l’accertamento ordinario per i periodi interessati.
  • In caso di operazioni straordinarie (fusione, scissione, conferimento), opera la decadenza salvo conservazione delle condizioni del concordato.
  • Cause specifiche di decadenza si applicano anche alla versione forfetaria del CPB.
Indice dei contenuti

Le cause di esclusione e di decadenza dal CPB rappresentano il punto critico dell’istituto. Il D.Lgs. 13/2024 le enumera in modo dettagliato proprio perché la “concordazione preventiva” richiede confini certi: senza di essi, il contribuente non saprebbe se l’adesione lo tutela davvero o se può essere riaperta. Per il professionista che valuta l’adesione, queste cause sono il vero perimetro di rischio.

Cause di esclusione (ex ante)

Le cause di esclusione operano prima dell’adesione e impediscono l’accesso al CPB. Sono tipizzate: omessa presentazione della dichiarazione dei redditi o IRAP per uno dei tre periodi precedenti; condanne definitive per reati tributari del D.Lgs. 74/2000 (anche con sentenza patteggiata); reati 231/2001 in materia tributaria; indebita compensazione di crediti d’imposta; contestazione di cause di non punibilità in materia di CFD (compensazione fraudolenta da dichiarazione fraudolenta); applicazione di tassazione separata, agevolata o regimi non compatibili (eccezione: forfetario, con CPB dedicato); operazioni straordinarie incompatibili con la continuità (es. cessione totale).

Decadenza (ex post)

La decadenza opera dopo l’adesione e fa cadere gli effetti del concordato. Le cause sono: cessazione dell’attività (chiusura PIVA, conferimento totale d’azienda); flessione dei ricavi superiore al 50% rispetto al concordato (clausola di salvaguardia recessione); accertamento per gravi violazioni (frode, omessa dichiarazione, false fatture); omessa dichiarazione anche per uno solo dei due anni del concordato; operazioni straordinarie incompatibili con la prosecuzione (fusione che modifica radicalmente il perimetro, scissione, conferimento). La decadenza è dichiarata dall’AdE con atto motivato.

Effetti della decadenza

La decadenza riapre l’accertamento ordinario per i periodi interessati. Il contribuente perde la copertura concordataria e torna in regime ordinario: il reddito imponibile è quello effettivo, gli accertamenti possibili. Non vi è penalizzazione formale, ma cessa il vantaggio del concordato. È importante notare che le imposte già pagate sul reddito concordato non si perdono: in caso di reddito effettivo inferiore, possono dare diritto a rimborso (per la quota non dovuta) all’esito della decadenza.

La clausola del 50%

La clausola della riduzione dei ricavi del 50% è la principale tutela del contribuente contro lo scenario recessivo grave. Se i ricavi effettivi sono inferiori del 50% rispetto al concordato (ad esempio per crisi di settore, calamità, perdita di clienti rilevanti), il CPB decade automaticamente. È un correttivo importante: senza di esso, il rischio dell’adesione sarebbe scoraggiante. La giurisprudenza ne preciserà l’interpretazione (es. ricavi mensili o annuali, eventuali deroghe).

Operazioni straordinarie

Per le operazioni straordinarie (fusione, scissione, conferimento, trasformazione) la regola è graduale. La continuità sostanziale dell’attività è il criterio: se l’attività prosegue senza modifiche radicali del perimetro economico, il concordato continua a operare. Cambiamenti radicali (ingresso di nuovi rami, scissione di parte rilevante) determinano decadenza. Il contribuente che programma operazioni straordinarie deve valutare l’impatto sul CPB.

Difesa contro la decadenza

L’atto di decadenza è impugnabile davanti al giudice tributario nei termini ordinari. Il contribuente può contestare l’insussistenza dei presupposti (la flessione dei ricavi non era del 50%, la presunta violazione non è grave, ecc.). È quindi una procedura non automatica: la decadenza richiede atto motivato dell’AdE e può essere oggetto di contenzioso.

Strategia di adesione

Per il contribuente che valuta l’adesione al CPB, le cause di esclusione e decadenza sono il vero centro di valutazione. Vanno considerati: la stabilità del settore (rischio di crisi che attivi la clausola del 50%), la pulizia della posizione fiscale (assenza di violazioni gravi), la coerenza con eventuali progetti straordinari. È in genere consigliabile l’adesione per attività stabili e in linea con il concordato proposto; più rischiosa per attività cicliche o in fase di trasformazione.

Casi pratici

Caso 1: ricavi crollati per crisi di settore

Tizio è ristoratore aderente al CPB 2024-2025 con ricavi concordati di 200.000 euro l’anno. Nel 2025 una crisi di settore (es. epidemia, evento eccezionale) gli fa crollare i ricavi a 80.000. La flessione è del 60% rispetto al concordato: opera la clausola di decadenza automatica. Tizio paga imposte sui ricavi effettivi e può chiedere rimborso delle eccedenze versate nel 2024 in regime concordataria.

Caso 2: omessa dichiarazione

Caia è aderente al CPB. Per il periodo 2025 dimentica di presentare la dichiarazione dei redditi entro i termini (anche con ravvedimento). L’omissione è causa di decadenza dal CPB: l’adesione perde efficacia, l’AdE può accertare il reddito effettivo per il 2025 e per il 2024. Caia perde i vantaggi del concordato e si espone a sanzioni per omessa dichiarazione (ridotte se ravveduta, gravi se solo all’esito del controllo).

Domande frequenti

Quando posso essere escluso dal CPB?

Quando ricorrono cause tassative: omessa dichiarazione, condanne per reati tributari (anche patteggiate), indebita compensazione, contestazione di cause di non punibilità in materia di CFD, regimi fiscali incompatibili.

Cosa succede se i miei ricavi crollano?

Se la flessione è inferiore al 50%, il concordato resta efficace e devi pagare imposte sul reddito concordato. Se la flessione supera il 50%, il CPB decade automaticamente e torni in regime ordinario.

Una fusione fa perdere il CPB?

Dipende. Se l’operazione altera radicalmente il perimetro economico, sì. Se l’attività prosegue con continuità sostanziale, no. La valutazione è caso per caso e deve essere fatta in anticipo per gestire l’impatto.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-23
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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