Indice
  1. La guida
  2. Domande frequenti
  3. Vedi anche

La guida

In sintesi

  • L’art. 38 del DPR 600/1973 consente all’ufficio di determinare sinteticamente il reddito complessivo della persona fisica sulla base delle spese di qualsiasi genere sostenute nel periodo d’imposta.
  • Lo strumento statistico è il redditometro, fondato su elementi indicativi di capacità contributiva (spese, beni, indici di tenore di vita).
  • L’accertamento sintetico è ammesso solo se il reddito accertabile eccede di almeno un quinto (20%) quello dichiarato.
  • Il contribuente può sempre dare prova contraria: che le spese sono state finanziate con redditi esenti, già tassati alla fonte, di altri anni o con disinvestimenti/donazioni.

La norma (art. 38, commi 4 e 6, DPR 600/1973)

«L’ufficio, indipendentemente dalle disposizioni recate dai commi precedenti e dall’articolo 39, può sempre determinare sinteticamente il reddito complessivo del contribuente sulla base delle spese di qualsiasi genere sostenute nel corso del periodo d’imposta, salva la prova che il relativo finanziamento è avvenuto con redditi diversi da quelli posseduti nello stesso periodo d’imposta, o con redditi esenti o soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta o, comunque, legalmente esclusi dalla formazione della base imponibile. […] La determinazione sintetica del reddito complessivo […] è ammessa a condizione che il reddito complessivo accertabile ecceda di almeno un quinto quello dichiarato.»

Requisito Contenuto
Base dell’accertamento Spese sostenute e indici di capacità contributiva
Soglia di scostamento Reddito accertabile > di almeno 1/5 (20%) del dichiarato
Contraddittorio Obbligatorio: invito a comparire + accertamento con adesione
Prova contraria Redditi esenti, già tassati, di altri anni, disinvestimenti, liberalità

Tre casi pratici

Acquisto di un’auto di lusso

Un contribuente con reddito modesto acquista un’auto da 60.000 €; l’ufficio ricostruisce sinteticamente un reddito superiore.

Cosa fare: Dimostrare la provenienza della provvista: finanziamento bancario, vendita di un altro bene, risparmi di anni precedenti documentati dagli estratti conto.

Spese pagate da un familiare

Le spese contestate sono state in realtà sostenute dai genitori del contribuente.

Cosa fare: Provare la liberalità o il sostegno familiare (bonifici dei genitori, dichiarazioni, atti di donazione): le spese finanziate da terzi non sono reddito del contribuente.

Scostamento inferiore al quinto

L’accertamento ricostruisce un reddito che supera il dichiarato di meno del 20%.

Cosa fare: Eccepire il difetto del presupposto: senza lo scostamento di almeno un quinto l’accertamento sintetico è illegittimo.

Spunti pratici

  • L’accertamento sintetico è sempre preceduto da invito al contraddittorio e dall’avvio del procedimento di accertamento con adesione (art. 38, settimo comma).
  • La Cassazione (sent. n. 36688/2022) ha chiarito la portata dell’onere della prova contraria a carico del contribuente.
  • La prova contraria può riguardare sia la disponibilità di redditi non imponibili sia l’entità effettiva delle spese ricostruite dall’ufficio.

Norme collegate

Fonti affidabili

  • DPR 29 settembre 1973, n. 600, art. 38 (testo consolidato Agenzia delle Entrate)
  • Corte di Cassazione, sentenza n. 36688/2022
  • D.Lgs. 19 giugno 1997, n. 218 (accertamento con adesione)

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Domande frequenti

Quando scatta l'accertamento sintetico?

Quando il reddito ricostruito sulle spese eccede di almeno un quinto (20%) quello dichiarato.

Cos'è il redditometro?

È lo strumento statistico che ricostruisce il reddito in base a spese e indici di capacità contributiva individuati con decreto ministeriale.

Come si dà la prova contraria?

Dimostrando che le spese sono state finanziate con redditi esenti, già tassati, di altri anni, disinvestimenti o liberalità di terzi.

Ultimo aggiornamento redazionale: 14 maggio 2026
Informazione giuridica di carattere generale. Il testo della norma riproduce la fonte ufficiale vigente; il commento che segue è redazionale e ha finalità divulgativa. Questo contenuto non sostituisce in alcun modo il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato o a un consulente iscritto all'albo.