Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • I contenuti più tecnici sono sottoposti a revisione di professionisti abilitati.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 375 DPR 495/1992

    Art. 375 DPR 495/1992

    Decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495 – Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada

    (Art. 178 e 179 Cod. Str.) (Documenti di viaggio e cronotachigrafo)

    1. I libretti individuali, gli estratti del registro di servizio e le copie dell'orario di servizio sono disciplinate dal Regolamento n. 3820/85 del Consiglio delle Comunità Europee del 20 dicembre 1985 e successive modificazioni.

    2. L'avvenuta regolarizzazione del cronotachigrafo, nelle ipotesi previste dall'articolo 179, comma 7, del codice, è soggetta alla verifica da parte dell'Ufficio Metrico Provinciale, o di una officina da questi autorizzata, ai sensi della legge 13 novembre 1978, n. 727.

    3. L'Ufficio o l'officina di cui al comma 2 rilasciano certificazione dell'avvenuta regolarizzazione e dell'esito positivo della verifica. La certificazione è fatta pervenire, a cura del titolare della licenza, all'organo che ha proceduto alla contestazione della violazione.

  • Art. 60 D.Lgs. 504/1995 – Addizionali dell’accisa

    Art. 60 D.Lgs. 504/1995 – Addizionali dell’accisa

    Testo unico delle accise (D.Lgs. 26 ottobre 1995, n. 504)

    1. Le disposizioni del presente titolo, ad eccezione di quanto disposto dall’articolo 52, comma 3, valgono anche per le addizionali dell’accisa sull’energia elettrica, quando per la loro applicazione sono previste le stesse modalità dell’accisa.

  • Art. 1196 Codice della Navigazione – Inosservanza delle norme sull’abbandono della nave e sull’obbligo di consultazione dell’equipaggio

    Art. 1196 Codice della Navigazione – Inosservanza delle norme sull’abbandono della nave e sull’obbligo di consultazione dell’equipaggio

    R.D. 30 marzo 1942, n. 327 – Codice della navigazione

    Il comandante, che in caso di abbandono della nave o dell'aeromobile in pericolo non osserva le norme stabilite dal presente codice, è punito, qualora il fatto non costituisca un più grave reato, con l'arresto fino a tre mesi ovvero con l'ammenda fino a lire cinquemila. 59 La stessa sanzione si applica al comandante, che omette di sentire il parere dei componenti dell'equipaggio, nei casi in cui tale parere è richiesto. ———— AGGIORNAMENTO Il D.Lgs. 30 dicembre 1999, n. 507, ha disposto (con l'art. 14, comma 3, lettera a che "nel primo comma le parole "qualora il fatto non costituisca un più grave reato, con l'arresto fino a tre mesi ovvero con l'ammenda fino a lire un milione" sono sostituite dalle seguenti: "se il fatto non costituisce reato, con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire due milioni a lire dodici milioni"."

  • Part-time e lavoro a orario ridotto nel CCNL Marittimi e Lavoro Portuale

    CCNL Marittimi e Lavoro Portuale

    Part-time e lavoro a orario ridotto nel CCNL Marittimi e Lavoro Portuale

    Il contratto a tempo parziale consente di ridurre l’orario rispetto al tempo pieno mantenendo tutte le tutele del lavoro subordinato, riproporzionate alla durata della prestazione. Forma scritta, lavoro supplementare, trasformazione e diritto di precedenza ne sono i punti chiave, regolati dal D.Lgs. 81/2015 e dal CCNL di settore.

    In sintesi

    Il contratto part-time richiede forma scritta con indicazione di durata e collocazione dell’orario. Il lavoro supplementare e le clausole elastiche operano nei limiti di legge e di CCNL; il trattamento è riproporzionato; la trasformazione FT/PT è volontaria e opera il diritto di precedenza al tempo pieno (D.Lgs. 81/2015).

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Associazione datoriale di categoria · CGIL · CISL · UIL di categoria
    Istituti trattati
    Forme del part-time · Lavoro supplementare · Trasformazione e diritto di precedenza
    Riferimenti
    D.Lgs. 81/2015, artt. 4-12 (disciplina del part-time) · D.Lgs. 66/2003 (riposi) · CCNL per limiti, maggiorazioni e clausole
    Fonte
    Testo del CCNL depositato presso il CNEL

    Le forme del part-time

    Il tempo parziale può articolarsi in tre forme, a seconda di come la riduzione dell’orario si distribuisce nel tempo. La distinzione rileva soprattutto per l’applicazione del lavoro supplementare e delle clausole elastiche.

    Le tre forme di part-time
    Forma Come si articola l’orario Esempio
    Orizzontale Riduzione dell’orario giornaliero, su tutti i giorni lavorativi 4 ore al giorno, dal lunedì al venerdì
    Verticale Orario pieno ma solo in alcuni giorni, settimane o mesi Tre giornate intere a settimana
    Misto Combinazione di orizzontale e verticale Alcuni giorni pieni e altri a orario ridotto
    Il contratto part-time deve essere stipulato per iscritto e indicare durata e collocazione dell’orario (D.Lgs. 81/2015). Gli importi di maggiorazione del lavoro supplementare e le condizioni delle clausole elastiche sono fissati dal CCNL: per i valori esatti si rinvia al testo contrattuale vigente.

    Lavoro supplementare e clausole elastiche

    Anche dove il part-time è meno diffuso, la sua gestione passa per due istituti che la legge disegna e il CCNL completa.

    Lavoro supplementare

    È la prestazione resa oltre l’orario part-time concordato, entro il limite del tempo pieno. Il D.Lgs. 81/2015 ne ammette il ricorso e rimette al CCNL la disciplina di numero massimo, causali e maggiorazione. È cosa diversa dallo straordinario, che presuppone il superamento del tempo pieno.

    Clausole elastiche

    Permettono di variare la collocazione dell’orario o di aumentarne la durata; richiedono patto scritto, preavviso di due giorni lavorativi e compensazioni stabilite dal CCNL. Il rifiuto di sottoscriverle non può giustificare il licenziamento.

    Tutele per categorie protette

    Studenti, lavoratori con patologie oncologiche, genitori di figli piccoli e titolari di permessi L. 104 godono di facoltà rafforzate di revoca o non adesione alle clausole elastiche e, in alcuni casi, di un diritto alla trasformazione del rapporto.

    Trattamento e principio di non discriminazione

    Il lavoratore part-time non può ricevere un trattamento meno favorevole rispetto al collega a tempo pieno comparabile: ha gli stessi diritti, riproporzionati alla minore durata della prestazione (art. 7, D.Lgs. 81/2015). Sono riproporzionati, tra l’altro, la retribuzione, le ferie, le mensilità aggiuntive e il TFR; restano invece pieni i diritti non frazionabili (ad esempio le tutele in materia di salute e sicurezza). Anche l’anzianità di servizio si calcola per intero, come per un rapporto a tempo pieno.

    Trasformazione del rapporto e diritto di precedenza

    Il passaggio da tempo pieno a part-time, e viceversa, è volontario: richiede l’accordo delle parti e la forma scritta. Il rifiuto del lavoratore di trasformare il rapporto non costituisce giustificato motivo di licenziamento.

    La legge tutela inoltre alcune situazioni: chi è affetto da patologie oncologiche o gravi, i genitori di figli piccoli e chi assiste familiari con L. 104 hanno priorità o un vero e proprio diritto alla trasformazione in part-time. Specularmente, il lavoratore che ha trasformato il rapporto in part-time gode di un diritto di precedenza nelle assunzioni a tempo pieno per mansioni equivalenti, secondo i criteri del CCNL.

    Casi pratici

    Tizio — trasformazione da tempo pieno a part-time
    Tizio chiede di passare al part-time. La trasformazione non è un atto unilaterale: richiede l’accordo delle parti e la forma scritta. Il suo rifiuto di trasformare il rapporto, o quello del datore, non può di per sé giustificare un licenziamento. Se in futuro vorrà tornare al tempo pieno, avrà un diritto di precedenza sulle assunzioni a tempo pieno per mansioni equivalenti.
    Caia — ferie e tredicesima nel part-time
    Caia è part-time verticale (lavora solo il mattino). Ferie, tredicesima e TFR le spettano riproporzionati alla durata effettiva della prestazione, secondo il principio di non discriminazione: non un trattamento diverso, ma proporzionato. La maturazione segue le regole del CCNL applicate alla quota di orario svolto.

    Domande frequenti

    Il contratto part-time deve essere scritto?
    Sì. La forma scritta è richiesta e il contratto deve indicare la durata della prestazione e la collocazione dell’orario. La sua assenza può essere fatta valere dal lavoratore per ottenere l’accertamento del rapporto e, a certe condizioni, il riconoscimento di un orario pieno.
    Che differenza c’è tra lavoro supplementare e straordinario?
    Il lavoro supplementare è quello reso dal part-time oltre l’orario concordato ma entro il tempo pieno; lo straordinario presuppone invece il superamento dell’orario a tempo pieno. Hanno discipline e maggiorazioni diverse, fissate dal CCNL.
    Ferie e tredicesima del part-time sono dimezzate?
    Non dimezzate, ma riproporzionate alla durata della prestazione, in applicazione del principio di non discriminazione. L’anzianità di servizio, invece, si computa per intero.
    Da part-time ho diritto a tornare a tempo pieno?
    Hai un diritto di precedenza nelle assunzioni a tempo pieno per mansioni equivalenti, secondo i criteri del D.Lgs. 81/2015 e del CCNL. La trasformazione vera e propria richiede comunque l’accordo tra le parti.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi 2024, preavviso, modulo telematico, giusta causa, preavviso e licenziamento, ferie, permessi e ROL, maternità e congedi e tredicesima, quattordicesima e premi.

    Contenuto divulgativo aggiornato alle regole generali di legge (D.Lgs. 81/2015). Per limiti del lavoro supplementare, maggiorazioni e condizioni delle clausole elastiche si rinvia sempre al testo del CCNL vigente.

  • Art. 1201-bis Codice della Navigazione – Inosservanza dell’ordine di approdo

    Art. 1201-bis Codice della Navigazione – Inosservanza dell’ordine di approdo

    R.D. 30 marzo 1942, n. 327 – Codice della navigazione

    Il comandante di un aeromobile nazionale o straniero che, sorvolando il territorio dello Stato, non ottemperà all'ordine di approdo previsto nell'articolo 803, o, avendo sorvolato una zona vietata, omette di approdare nel più vicino aeroporto è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire due milioni a lire dodici milioni . Si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire dieci milioni a lire sessanta milioni quando si tratti di aeromobile adibito al trasporto di persone. Con le stesse sanzioni è punito il comandante di un aeromobile nazionale il quale, sorvolando il territorio di uno Stato estero, non ottemperà all'ordine di approdo impartito dalle competenti autorità dello Stato il cui territorio è sorvolato. Ai fini di cui al comma precedente sono equiparati agli aeromobili nazionali gli aeromobili immatricolati all'estero., quando sono utilizzati da persona che abbia la residenza permanente ovvero la sede principale degli affari nel territorio dello Stato. Nei casi previsti dal primo e dal secondo comma non è ammesso il pagamento in misura ridotta ai sensi dell'articolo 16 della legge 24 novembre 1981, n. 689.

  • CCNL Dirigenti Industria: responsabilita, deleghe, dirigente apicale e dirigente minore

    CCNL Dirigenti Industria

    In sintesi

    Il dirigente industriale assume responsabilita che vanno oltre il semplice rapporto di lavoro subordinato: puo essere destinatario di deleghe di funzione (sicurezza, ambiente, antinfortunistica) con rilevanza penale, risponde personalmente per danni causati da negligenza grave, e puo essere soggetto attivo di reati nell’ambito del D.Lgs. 231/2001 (responsabilita amministrativa degli enti). La distinzione tra dirigente apicale e dirigente minore e cruciale ai fini della responsabilita 231 e della tutela in caso di licenziamento.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Confindustria · Federmanager
    Ultimo rinnovo
    24 luglio 2024 (accordo di rinnovo)
    Vigenza
    Fino al 31 dicembre 2027
    Platea
    ~100.000 dirigenti industriali

    Tabella riepilogativa

    Responsabilita del dirigente industriale per area
    Area Dirigente apicale Dirigente minore
    Responsabilita 231 (reati presupposto) Soggetto apicale ex art. 5 D.Lgs. 231/2001 Soggetto subordinato ex art. 5
    Delega sicurezza (D.Lgs. 81/2008) Puo delegare al dirigente minore con atto formale Destinatario di delega; risponde penalmente nel perimetro delegato
    Responsabilita civile verso terzi Art. 2049 c.c. (responsabilita preponente) + diritto di rivalsa Come apicale nel perimetro delegato
    Tutela in caso di licenziamento Indennita supplementare piu alta Indennita supplementare piu contenuta
    Obbligo di non concorrenza durante il rapporto Art. 2105 c.c. (fedele al datore) Art. 2105 c.c. (idem)

    Dirigente apicale vs dirigente minore: le differenze

    La distinzione tra dirigente apicale e dirigente minore non e codificata nel CCNL ma e elaborata dalla giurisprudenza e dalla dottrina in base alla concreta autonomia gestionale:

    • Il dirigente apicale e l’alter ego dell’imprenditore: gestisce l’intera azienda o una sua parte rilevante con ampia autonomia, riferisce direttamente al CdA o all’AD, ha poteri di spesa e firma rilevanti
    • Il dirigente minore ha poteri piu circoscritti, risponde a un superiore gerarchico, gestisce un settore o una funzione con autonomia limitata

    Questa distinzione rileva soprattutto per: (a) l’indennita supplementare in caso di licenziamento (piu alta per l’apicale); (b) la responsabilita ex D.Lgs. 231/2001.

    Responsabilita ex D.Lgs. 231/2001

    Il D.Lgs. 231/2001 prevede la responsabilita amministrativa dell’ente per reati commessi da:

    • Soggetti apicali: chi esercita funzioni di rappresentanza, amministrazione o direzione dell’ente (incluso il dirigente apicale)
    • Soggetti subordinati: chi e sottoposto alla direzione o vigilanza dei soggetti apicali (incluso il dirigente minore)

    Il dirigente apicale puo attivare la responsabilita 231 dell’ente con i propri reati (es. corruzione, market abuse, reati ambientali, sicurezza sul lavoro). Il dirigente minore attiva la responsabilita se l’ente non ha esercitato adeguata vigilanza. Il Modello Organizzativo 231 (MOG) e la misura esimente: la sua adozione ed effettiva attuazione esclude la responsabilita dell’ente.

    Deleghe di funzione in materia di sicurezza

    Il D.Lgs. 81/2008 (T.U. Sicurezza) prevede che il datore di lavoro possa delegare ai dirigenti funzioni in materia di sicurezza (art. 16). La delega deve essere:

    • Conferita per atto scritto con data certa
    • Assegnata a soggetto con adeguata professionalita
    • Dotata dei poteri organizzativi e di spesa necessari
    • Accettata dal delegato per iscritto

    Il dirigente delegatario risponde penalmente (art. 55 D.Lgs. 81/2008) per le violazioni commesse nel perimetro della delega. Il delegante (datore/apicale) mantiene l’obbligo di vigilanza sul corretto esercizio della delega. La responsabilita penale in materia di sicurezza e una delle maggiori esposizioni del dirigente industriale.

    Casi pratici

    Tizio – Responsabilita 231 del dirigente apicale
    Tizio, direttore generale, autorizza pagamenti a un agente estero sapendo che una parte e destinata a corruzione di funzionari pubblici stranieri. L’ente e perseguito ex D.Lgs. 231/2001 per corruzione internazionale (art. 322-bis c.p.). Tizio e indagato penalmente come soggetto apicale. Se l’azienda aveva un MOG adottato ed efficace, la sanzione all’ente puo essere esclusa, ma la responsabilita penale personale di Tizio rimane.
    Caia – Delega sicurezza e infortunio sul lavoro
    Caia, direttore di stabilimento, ha ricevuto delega formale ex art. 16 D.Lgs. 81/2008 per la sicurezza dello stabilimento. Un operaio subisce un grave infortunio per mancata fornitura dei DPI. Caia e indagata per lesioni colpose gravi (art. 590 c.p.). La delega la rende responsabile nel perimetro assegnatole. Il delegante (AD) e tenuto a vigilare sull’effettivo esercizio della delega.
    Sempronio – Dirigente minore e indennita supplementare ridotta
    Sempronio e responsabile IT (5 dipendenti, nessun potere di firma, riporta al CTO). Viene licenziato per ingiustificato motivo. Il Collegio Arbitrale qualifica Sempronio come dirigente minore: l’indennita supplementare e quantificata in 8 mensilita (vs le 15-18 che avrebbe avuto un apicale con pari anzianita). L’anzianita di 7 anni e il livello di responsabilita limitato orientano verso la fascia bassa del range contrattuale.

    Domande frequenti

    Cosa distingue il dirigente apicale dal dirigente minore?
    Il dirigente apicale ha ampia autonomia gestionale, e l’alter ego dell’imprenditore, riporta direttamente al vertice societario e ha poteri rilevanti. Il dirigente minore ha autonomia piu limitata e risponde a un superiore. La distinzione e elaborata dalla giurisprudenza caso per caso e rileva per responsabilita 231 e indennita supplementare.
    Il dirigente puo rifiutare una delega di funzione in materia di sicurezza?
    Si: la delega richiede accettazione scritta del delegatario. Il dirigente puo rifiutare se non ha le competenze o i poteri di spesa necessari. Accettare una delega senza risorse adeguate espone il dirigente a responsabilita penale senza possibilita di difesa efficace.
    Il MOG 231 protegge il dirigente dalla responsabilita penale?
    No: il MOG esime l’ente dalla responsabilita amministrativa 231, non il dirigente dalla responsabilita penale personale. Il dirigente risponde penalmente per i propri reati indipendentemente dall’adozione del MOG da parte dell’azienda.
    L'azienda puo rivalersi sul dirigente per danni causati a terzi?
    Si in caso di dolo o colpa grave del dirigente (art. 2049 c.c. + principio limitato di rivalsa). Per colpa lieve il rischio ricade sull’ente. Le polizze D&O (Directors & Officers) tutelano il dirigente dai costi di difesa legale e dalle rivalse aziendali.
    Cosa sono le polizze D&O?
    Le polizze Directors & Officers (D&O) coprono i dirigenti dai costi di difesa legale e dalle sanzioni civili derivanti da azioni connesse all’esercizio delle proprie funzioni (es. azioni di responsabilita da parte di azionisti, rivalse aziendali). Sono benefit sempre piu comuni nelle aziende industriali di medie e grandi dimensioni.

    Stesso CCNL: consulta anche TMCG, tabelle retributive e struttura RGA, preavviso, licenziamento e indennita supplementare, ferie, permessi e assenze retribuite, maternita, paternita e congedi parentali, malattia, infortunio e periodo di comporto e TFR, calcolo e destinazione a Previndai.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Dirigenti Industria. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Art. 379 DPR 495/1992 – Guida sotto l’influenza dell’alcool

    Art. 379 DPR 495/1992 – Guida sotto l’influenza dell’alcool

    Decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495 – Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada

    1. L'accertamento dello stato di ebbrezza ai sensi dell'articolo 186, comma 4, del codice, si effettua mediante l'analisi dell'aria alveolare espirata: qualora, in base al valore della concentrazione di alcool nell'aria alveolare espirata, la concentrazione alcoolemica corrisponda o superi 0,8 grammi per litro (g/l), il soggetto viene ritenuto in stato di ebbrezza.

    2. La concentrazione di cui al comma 1 dovrà risultare da almeno due determinazioni concordanti effettuate ad un intervallo di tempo di 5 minuti.

    3. Nel procedere ai predetti accertamenti, ovvero qualora si provveda a documentare il rifiuto opposto dall'interessato, resta fermo in ogni caso il compito dei verbalizzanti di indicare nella notizia di reato, ai sensi dell' articolo 347 del codice di procedura penale, le circostanze sintomatiche dell'esistenza dello stato di ebbrezza, desumibili in particolare dallo stato del soggetto e dalla condotta di guida.

    4. L'apparecchio mediante il quale viene effettuata la misura della concentrazione alcoolica nell'aria espirata è denominato etilometro…. Esso, oltre a visualizzare i risultati delle misurazioni e dei controlli propri dell'apparecchio stesso, deve anche, mediante apposita stampante, fornire la corrispondente prova documentale.

    5. Gli etilometri devono rispondere ai requisiti stabiliti con disciplinare tecnico approvato con decreto del Ministro dei trasporti e della navigazione di concerto con il Ministro della sanità. I requisiti possono essere aggiornati con provvedimento degli stessi Ministri, quando particolari circostanze o modificazioni di carattere tecnico lo esigano.

    6. La Direzione generale della M.C.T.C. provvede all'omologazione del tipo degli etilometri che, sulla base delle verifiche e prove effettuate dal Centro Superiore Ricerche e Prove Autoveicoli e Dispositivi (CSRPAD), rispondono ai requisiti prescritti.

    7. Prima della loro immissione nell'uso gli etilometri devono essere sottoposti a verifiche e prove presso il CSRPAD (visita preventiva).

    8. Gli etilometri in uso devono essere sottoposti a verifiche di prova dal CSRPAD secondo i tempi e le modalità stabilite dal Ministero dei trasporti e della navigazione, di concerto con il Ministero della sanità. In caso di esito negativo delle verifiche e prove, l'etilometro è ritirato dall'uso.

    9. Il Ministero dei trasporti e della navigazione determina, aggiornandolo, l'ammontare dei diritti dovuti dai richiedenti per le operazioni previste nei commi 6, 7 e 8.

  • Art. 126 T.U. Stupefacenti – Accompagnamento del tossicodipendente in affidamento

    Art. 126 T.U. Stupefacenti – Accompagnamento del tossicodipendente in affidamento

    D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 – Testo Unico in materia di stupefacenti e sostanze psicotrope

    1. Durante il periodo di affidamento di cui all'art. 94 e all'art. 4-sexies del decreto-legge 22 aprile 1985, n. 144, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 1985, n. 297, il responsabile della comunita' puo' accompagnare o far accompagnare da persona di sua fiducia il tossicodipendente fuori della comunita' in casi di necessita' o di urgenza dipendenti da ragioni di assistenza sanitaria o da gravi motivi familiari dandone immediate comunicazione all'autorita' giudiziaria. Torna al sommario

  • Art. 86 Reg. (UE) 2022/2065 – Rappresentanza

    Art. 86 Reg. (UE) 2022/2065 – Rappresentanza

    Regolamento (UE) 2022/2065 del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 ottobre 2022 relativo a un mercato unico dei servizi digitali (regolamento sui servizi digitali, Digital Services Act)

    1. Fatta salva la direttiva (UE) 2020/1828 o qualsiasi altro tipo di rappresentanza a norma del diritto nazionale, i destinatari dei servizi intermediari hanno almeno il diritto di incaricare un organismo, un'organizzazione o un'associazione di esercitare per loro conto i diritti conferiti dal presente regolamento, purché l'organismo, l'organizzazione o l'associazione soddisfino tutte le condizioni seguenti:

    a) operano senza scopo di lucro;

    b) sono debitamente costituiti secondo il diritto di uno Stato membro;

    c) i loro obiettivi statutari includono un interesse legittimo a garantire che sia rispettato il presente regolamento.

    2. I fornitori di piattaforme online adottano le misure tecniche e organizzative necessarie per garantire che i reclami presentati dagli organismi, le organizzazioni o le associazioni di cui al paragrafo 1 del presente articolo a nome dei destinatari dei servizi avvalendosi dei meccanismi di cui all'articolo 20, paragrafo 1, siano trattati e decisi in via prioritaria e senza indugio.

  • Art. 137 Reg. (UE) 2023/1114 – Commissioni per attività di vigilanza

    Art. 137 Reg. (UE) 2023/1114 – Commissioni per attività di vigilanza

    Regolamento (UE) 2023/1114 del Parlamento europeo e del Consiglio del 31 maggio 2023 relativo ai mercati delle cripto-attività (Markets in Crypto-Assets, MiCA)

    1. L’ABE impone commissioni sugli emittenti di token collegati ad attività significativi e sugli emittenti di token di moneta elettronica significativi. Dette commissioni coprono i costi sostenuti dall’ABE per l’esercizio delle sue funzioni di vigilanza in relazione agli emittenti di token collegati ad attività significativi e agli emittenti di token di moneta elettronica significativi conformemente agli articoli 117 e 119, nonché per il rimborso dei costi eventualmente sostenuti dalle autorità competenti nello svolgimento delle attività previste a norma del presente regolamento, in particolare a seguito di una delega dei compiti conformemente all’articolo 138.

    2. L’importo delle commissioni addebitate a un singolo emittente di un token collegato ad attività significativo è proporzionato alle dimensioni delle sue attività di riserva e copre tutti i costi sostenuti dall’ABE per l’esercizio delle sue funzioni di vigilanza ai sensi del presente regolamento. L’importo delle commissioni addebitate a un singolo emittente di un token di moneta elettronica significativo è proporzionato al volume del token di moneta elettronica emesso in cambio di fondi e copre tutti i costi derivanti dall’esecuzione delle funzioni di vigilanza dell’ABE ai sensi del presente regolamento, compreso il rimborso di qualsiasi costo sostenuto come conseguenza dell’esecuzione di tali funzioni.

    3. La Commissione adotta un atto delegato conformemente all’articolo 139 entro il 30 giugno 2024 al fine di integrare il presente regolamento per specificare ulteriormente il tipo di commissioni, le fattispecie per cui sono esigibili, il loro importo e le modalità di pagamento e la metodologia per calcolare l’importo massimo per soggetto di cui al paragrafo 2 del presente articolo che può essere addebitato dall’ABE.

  • Art. 200 D.Lgs. 259/2003 – Norme tecniche

    Art. 200 D.Lgs. 259/2003 – Norme tecniche

    Codice delle comunicazioni elettroniche (D.Lgs. 1 agosto 2003, n. 259)

    1. Il Ministero, di concerto con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, stabilisce i requisiti tecnici cui debbono soddisfare le stazioni e gli apparati radioelettrici a bordo degli aeromobili nazionali che, a norma delle disposizioni particolari che li regolano, abbiano l’obbligo o la facoltà di installarli. articolo precedente articolo successivo

  • Art. 139 Reg. (UE) 2023/1114 – Esercizio della delega

    Art. 139 Reg. (UE) 2023/1114 – Esercizio della delega

    Regolamento (UE) 2023/1114 del Parlamento europeo e del Consiglio del 31 maggio 2023 relativo ai mercati delle cripto-attività (Markets in Crypto-Assets, MiCA)

    1. Il potere di adottare atti delegati è conferito alla Commissione alle condizioni stabilite nel presente articolo.

    2. Il potere di adottare atti delegati di cui all’articolo 3, paragrafo 2, all’articolo 43, paragrafo 11, all’articolo 103, paragrafo 8, all’articolo 104, paragrafo 8, all’articolo 105, paragrafo 7, all’articolo 134, paragrafo 10 e all’articolo 137, paragrafo 3, è conferito alla Commissione per un periodo di 36 mesi a decorrere dal 29 giugno 2023. La Commissione elabora una relazione relativa alla delega di poteri al più tardi nove mesi prima della scadenza del periodo di 36 mesi. La delega di poteri è tacitamente prorogata per periodi di identica durata, a meno che il Parlamento europeo o il Consiglio non si oppongano a tale proroga al più tardi tre mesi prima della scadenza di ciascun periodo.

    3. La delega di potere di cui all’articolo 3, paragrafo 2, all’articolo 43, paragrafo 11, all’articolo 103, paragrafo 8, all’articolo 104, paragrafo 8, all’articolo 105, paragrafo 7, all’articolo 134, paragrafo 10 e all’articolo 137, paragrafo 3, può essere revocata in qualsiasi momento dal Parlamento europeo o dal Consiglio. La decisione di revoca pone fine alla delega di potere ivi specificata. Gli effetti della decisione decorrono dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea o da una data successiva ivi specificata. Essa non pregiudica la validità degli atti delegati già in vigore.

    4. Prima dell’adozione dell’atto delegato la Commissione consulta gli esperti designati da ciascuno Stato membro nel rispetto dei principi stabiliti nell’accordo interistituzionale «Legiferare meglio» del 13 aprile 2016.

    5. Non appena adotta un atto delegato, la Commissione ne dà contestualmente notifica al Parlamento europeo e al Consiglio.

    6. L’atto delegato adottato ai sensi dell’articolo 3, paragrafo 2, dell’articolo 43, paragrafo 11, dell’articolo 103, paragrafo 8, dell’articolo 104, paragrafo 8, dell’articolo 105, paragrafo 7, dell’articolo 134, paragrafo 10 e dell’articolo 137, paragrafo 3, entra in vigore solo se né il Parlamento europeo né il Consiglio hanno sollevato obiezioni entro il termine di tre mesi dalla data in cui esso è stato loro notificato o se, prima della scadenza di tale termine, sia il Parlamento europeo che il Consiglio hanno informato la Commissione che non intendono sollevare obiezioni. Tale termine è prorogato di tre mesi su iniziativa del Parlamento europeo o del Consiglio.