Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 23 D.P.R. 115/2002 – Diritti

    Art. 23 D.P.R. 115/2002

    D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 – T.U. spese di giustizia

    1. Per la notificazione degli atti è dovuto il diritto unico, di cui all'articolo 34, salvo quanto previsto per la notifica degli atti a richiesta d'ufficio dall'articolo 25.

  • Art. 22 D.P.R. 115/2002 – Equiparazioni alla notifica a richiesta d’ufficio

    Art. 22 D.P.R. 115/2002

    D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 – T.U. spese di giustizia

    1. Alla notifica richiesta dall'amministrazione pubblica ammessa alla prenotazione a debito, alla notifica dell'invito al pagamento e alla notifica richiesta dal pubblico ministero, di cui agli articoli 145, 158, 212 e 248, si applica la disciplina della notifica a richiesta d'ufficio del processo in cui è inserita.

  • Art. 21 D.P.R. 115/2002 – Calcolo delle distanze

    Art. 21 D.P.R. 115/2002

    D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 – T.U. spese di giustizia

    1. Nel calcolo delle distanze computabili ai fini dell'indennità di trasferta si deve tener conto della più breve fra quelle che si possono percorrere per raggiungere il luogo dove l'atto deve essere eseguito.

    2. Le distanze sono calcolate secondo tavole note del Comune dove ha sede l'ufficio e, comunque, secondo tavole note, fondate su parametri obiettivi e comprovabili.

  • Articolo 1 L. 219/2017: Consenso informato

    Art. 1 L. 219/2017 – Consenso informato

    Testo vigente – Legge 22 dicembre 2017, n. 219 (aggiornato da Normattiva)

    1. La presente legge, nel rispetto dei principi di cui agli articoli 2, 13 e 32 della Costituzione e degli articoli 1, 2 e 3 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, tutela il diritto alla vita, alla salute, alla dignità e all'autodeterminazione della persona e stabilisce che nessun trattamento sanitario può essere iniziato o proseguito se privo del consenso libero e informato della persona interessata, tranne che nei casi espressamente previsti dalla legge.

    2. È promossa e valorizzata la relazione di cura e di fiducia tra paziente e medico che si basa sul consenso informato nel quale si incontrano l'autonomia decisionale del paziente e la competenza, l'autonomia professionale e la responsabilità del medico. Contribuiscono alla relazione di cura, in base alle rispettive competenze, gli esercenti una professione sanitaria che compongono l'equipe sanitaria. In tale relazione sono coinvolti, se il paziente lo desidera, anche i suoi familiari o la parte dell'unione civile o il convivente ovvero una persona di fiducia del paziente medesimo.

    3. Ogni persona ha il diritto di conoscere le proprie condizioni di salute e di essere informata in modo completo, aggiornato e a lei comprensibile riguardo alla diagnosi, alla prognosi, ai benefici e ai rischi degli accertamenti diagnostici e dei trattamenti sanitari indicati, nonché riguardo alle possibili alternative e alle conseguenze dell'eventuale rifiuto del trattamento sanitario e dell'accertamento diagnostico o della rinuncia ai medesimi. Può rifiutare in tutto o in parte di ricevere le informazioni ovvero indicare i familiari o una persona di sua fiducia incaricati di riceverle e di esprimere il consenso in sua vece se il paziente lo vuole. Il rifiuto o la rinuncia alle informazioni e l'eventuale indicazione di un incaricato sono registrati nella cartella clinica e nel fascicolo sanitario elettronico.

    4. Il consenso informato, acquisito nei modi e con gli strumenti più consoni alle condizioni del paziente, è documentato in forma scritta o attraverso videoregistrazioni o, per la persona con disabilità, attraverso dispositivi che le consentano di comunicare. Il consenso informato, in qualunque forma espresso, è inserito nella cartella clinica e nel fascicolo sanitario elettronico.

    5. Ogni persona capace di agire ha il diritto di rifiutare, in tutto o in parte, con le stesse forme di cui al comma 4, qualsiasi accertamento diagnostico o trattamento sanitario indicato dal medico per la sua patologia o singoli atti del trattamento stesso. Ha, inoltre, il diritto di revocare in qualsiasi momento, con le stesse forme di cui al comma 4, il consenso prestato, anche quando la revoca comporti l'interruzione del trattamento. Ai fini della presente legge, sono considerati trattamenti sanitari la nutrizione artificiale e l'idratazione artificiale, in quanto somministrazione, su prescrizione medica, di nutrienti mediante dispositivi medici. Qualora il paziente esprima la rinuncia o il rifiuto di trattamenti sanitari necessari alla propria sopravvivenza, il medico prospetta al paziente e, se questi acconsente, ai suoi familiari, le conseguenze di tale decisione e le possibili alternative e promuove ogni azione di sostegno al paziente medesimo, anche avvalendosi dei servizi di assistenza psicologica. Ferma restando la possibilità per il paziente di modificare la propria volontà, l'accettazione, la revoca e il rifiuto sono annotati nella cartella clinica e nel fascicolo sanitario elettronico.

    6. Il medico è tenuto a rispettare la volontà espressa dal paziente di rifiutare il trattamento sanitario o di rinunciare al medesimo e, in conseguenza di ciò, è esente da responsabilità civile o penale. Il paziente non può esigere trattamenti sanitari contrari a norme di legge, alla deontologia professionale o alle buone pratiche clinico-assistenziali; a fronte di tali richieste, il medico non ha obblighi professionali.

    7. Nelle situazioni di emergenza o di urgenza il medico e i componenti dell'equipe sanitaria assicurano le cure necessarie, nel rispetto della volontà del paziente ove le sue condizioni cliniche e le circostanze consentano di recepirla.

    8. Il tempo della comunicazione tra medico e paziente costituisce tempo di cura.

    9. Ogni struttura sanitaria pubblica o privata garantisce con proprie modalità organizzative la piena e corretta attuazione dei principi di cui alla presente legge, assicurando l'informazione necessaria ai pazienti e l'adeguata formazione del personale.

    10. La formazione iniziale e continua dei medici e degli altri esercenti le professioni sanitarie comprende la formazione in materia di relazione e di comunicazione con il paziente, di terapia del dolore e di cure palliative.

    11. È fatta salva l'applicazione delle norme speciali che disciplinano l'acquisizione del consenso informato per determinati atti o trattamenti sanitari. N O T E Avvertenza: Il testo delle note qui pubblicato è stato redatto dall'amministrazione competente per materia ai sensi dell'art. 10, commi 2 e 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge modificate o alle quali è operato il rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti.

  • Esonero contributivo donne nella ZES 2026: requisiti e importo, esempio

    In sintesi

    • Esonero parziale contributivo per datori di lavoro privati, escluso INAIL
    • Finalità esplicita: favorire pari opportunità per lavoratrici svantaggiate
    • ZES unica del Mezzogiorno espressamente citata tra le finalità dell’esonero
    • Durata massima: ventiquattro mesi dall’assunzione o dalla trasformazione
    • Categorie e procedure: rinviate a decreto attuativo ancora non pubblicato

    Cosa prevede la Legge di Bilancio 2026

    Il comma 153 della legge di bilancio 2026 (L. 199/2025) destina risorse – 154 milioni per il 2026 – per un esonero parziale dai contributi previdenziali dei datori di lavoro privati (escluso INAIL), per assunzioni a tempo indeterminato o trasformazioni, entro il 31 dicembre 2026, di personale non dirigenziale. La durata massima è di 24 mesi. Il perimetro delle lavoratrici svantaggiate e della ZES unica è rinviato a decreto attuativo non ancora pubblicato.

    Approfondimento normativo completo: Comma 153 LB 2026: esonero contributivo giovani, donne, ZES unica.

    L'esonero per lavoratrici svantaggiate e ZES unica: cosa prevede la norma

    Il comma 153 della legge di bilancio 2026 individua tre distinte finalità per l’esonero contributivo: l’occupazione giovanile stabile, le pari opportunità nel mercato del lavoro per le lavoratrici svantaggiate, e lo sviluppo occupazionale della ZES unica del Mezzogiorno. Le risorse stanziate costituiscono un limite di spesa, il che significa che l’accesso all’agevolazione potrà essere contingentato in base all’ordine di presentazione delle domande o ad altri criteri definiti dal decreto attuativo.

    La norma non definisce autonomamente il significato di ‘lavoratrice svantaggiata’: questa categoria richiamitera’ probabilmente la definizione gia’ in uso in altri provvedimenti di incentivo occupazionale (es. regolamento UE sugli aiuti di Stato all’occupazione), ma il decreto attuativo dovrà stabilirlo con precisione. Analogamente, per la ZES unica, la norma indica l’obiettivo di ridurre i divari territoriali ma non fissa la misura specifica dell’esonero né esclude che possa essere soggetto ad autorizzazione europea in materia di aiuti di Stato.

    Per il datore di lavoro che opera nel Mezzogiorno o che intende assumere personale femminile potenzialmente in condizione di svantaggio, il comma 153 rappresenta un segnale positivo da parte del legislatore. Tuttavia, senza il decreto attuativo non è possibile determinare l’entita’ dell’esonero, le condizioni documentali richieste e le procedure di accesso: la pianificazione delle assunzioni deve tenere conto di questa incertezza normativa.

    Requisiti e adempimenti principali

    • Essere datore di lavoro privato (escluso il settore pubblico)
    • Assumere o trasformare in tempo indeterminato personale non dirigenziale entro il 31 dicembre 2026
    • La lavoratrice deve rientrare nella definizione di ‘svantaggiata’ del decreto attuativo
    • Per la ZES: verificare che la struttura produttiva rientri nel perimetro geografico della ZES unica
    • Attendere il decreto attuativo per procedure di domanda e codici UNIEMENS specifici

    Caso 1: Tizio, imprenditore che assume una donna disoccupata di lungo periodo

    Scenario. Tizio gestisce una piccola manifattura tessile in Campania, territorio incluso nella ZES unica. Nel marzo 2026 intende assumere con contratto a tempo indeterminato una donna di 45 anni, disoccupata da oltre dodici mesi, con retribuzione lorda mensile di 1.600 euro. La sua impresa è privata e non ha particolari limitazioni dimensionali. Vuole capire se può beneficiare dell’esonero previsto dal comma 153 della legge di bilancio 2026 sia per la ZES sia per la categoria delle lavoratrici svantaggiate.

    Come si legge in pratica. La lavoratrice potrebbe rientrare in due delle finalità esplicitate dal comma 153: quella relativa alle lavoratrici svantaggiate e quella legata alla ZES unica del Mezzogiorno. Se il decreto attuativo confermasse entrambe le condizioni, Tizio potrebbe beneficiare dell’esonero parziale per un massimo di ventiquattro mesi a decorrere dall’assunzione. La misura esatta dell’esonero – percentuale sui contributi datoriali – non è determinabile prima del decreto. Tizio deve monitorarne la pubblicazione e preparare la documentazione che attesti lo stato di disoccupazione della lavoratrice e la localizzazione dell’unita’ produttiva nella ZES.

    Riepilogo Caso 1

    • Lavoratrice: donna 45 anni, disoccupata da oltre 12 mesi (potenzialmente svantaggiata)
    • Ubicazione: ZES unica Mezzogiorno (Campania)
    • Durata massima esonero: ventiquattro mesi
    • Contributi esclusi: premi e contributi INAIL restano dovuti
    • Documento da preparare: prova dello stato di disoccupazione e localizzazione ZES

    Caso 2: Caia, HR manager di una SRL siciliana che trasforma un contratto

    Scenario. Caia gestisce le risorse umane di una SRL con sede in Sicilia, territorio della ZES unica. La società ha in forza una collaboratrice con contratto a tempo determinato, retribuzione lorda mensile 2.000 euro. Nel novembre 2026 la SRL intende trasformare il contratto in tempo indeterminato. Caia verifica se la trasformazione possa beneficiare dell’esonero del comma 153 e per quale durata.

    Come si legge in pratica. La trasformazione da tempo determinato a indeterminato è espressamente inclusa nel comma 153, che la affianca all’assunzione diretta. Per la componente ZES unica, l’eventuale beneficio dipende dalle condizioni definite dal decreto attuativo e da un’eventuale autorizzazione europea in materia di aiuti di Stato. La durata massima dell’esonero parziale sarebbe ventiquattro mesi dalla data di trasformazione. Caia deve verificare che la collaboratrice rientri nelle categorie destinatarie e attendere le istruzioni operative prima di procedere con le denunce UNIEMENS specifiche per questo tipo di agevolazione.

    Riepilogo Caso 2

    • Operazione: trasformazione da determinato a indeterminato (novembre 2026)
    • Ubicazione: ZES unica Mezzogiorno (Sicilia)
    • Retribuzione lorda mensile: 2.000 euro (esempio)
    • Durata massima esonero: ventiquattro mesi dalla trasformazione
    • Attenzione: possibile autorizzazione UE per la componente ZES aiuti di Stato

    Caso 3: Sempronio, imprenditore al Nord che assume una donna svantaggiata

    Scenario. Sempronio ha un’impresa di logistica con sede in Lombardia, fuori dalla ZES unica. Nel settembre 2026 intende assumere con contratto a tempo indeterminato una donna di 32 anni con difficoltà di reinserimento lavorativo dopo un lungo periodo di inattività, retribuzione lorda mensile 1.900 euro. Si chiede se, senza operare nella ZES, possa comunque beneficiare dell’esonero del comma 153 della legge di bilancio 2026 per la componente ‘lavoratrici svantaggiate’.

    Come si legge in pratica. Il comma 153 cita le lavoratrici svantaggiate e la ZES unica come finalita’ distinte: non e’ quindi necessario operare nel Mezzogiorno per accedere alla componente relativa alle pari opportunità nel mercato del lavoro. Se il decreto attuativo definirà la categoria in modo da includere la lavoratrice di Sempronio, l’esonero parziale potrebbe applicarsi per ventiquattro mesi. Sempronio deve però attendere il decreto per conoscere la definizione operativa di ‘lavoratrice svantaggiata’ e le condizioni documentali da soddisfare, che potrebbero includere periodi minimi di inattivita’ o altri requisiti specifici.

    Riepilogo Caso 3

    • Ubicazione: Lombardia – fuori ZES unica
    • Categoria rilevante: lavoratrice svantaggiata (pari opportunità)
    • Retribuzione lorda mensile: 1.900 euro (esempio)
    • Durata massima esonero: ventiquattro mesi dall’assunzione
    • Definizione ‘lavoratrice svantaggiata’: da confermare con decreto attuativo

    Quando conviene una verifica

    Il decreto attuativo del comma 153 e’ atteso per definire categorie e procedure: pianifica l’assunzione con il supporto di un esperto. Parla con un consulente del lavoro.

    Norme e fonti collegate

    Domande frequenti

    Cosa si intende per 'lavoratrice svantaggiata' nel comma 153 della legge di bilancio 2026?

    Il comma 153 non fornisce una definizione autonoma di ‘lavoratrice svantaggiata’: la norma si limita a indicare come finalita’ ‘favorire le pari opportunita’ nel mercato del lavoro per le lavoratrici svantaggiate’, rinviando al decreto attuativo la definizione delle categorie ammissibili. In analoghi incentivi del passato, la categoria ha fatto riferimento a profili quali la disoccupazione di lunga durata, l’eta’ anagrafica o la condizione di inattività, spesso richiamando le definizioni dei regolamenti europei sugli aiuti di Stato: attendere il decreto è indispensabile per confermare l’accesso.

    Le aziende del Nord possono accedere all'esonero del comma 153 per le lavoratrici svantaggiate?

    Sì, in linea di principio. Il comma 153 distingue la finalità ZES unica da quella relativa alle lavoratrici svantaggiate: quest’ultima non è geograficamente limitata al Mezzogiorno. Un datore di lavoro privato ubicato in qualsiasi regione italiana potrebbe accedere all’esonero per la componente delle pari opportunità, a condizione che la lavoratrice rientri nella definizione che sarà fornita dal decreto attuativo. La componente ZES unica, invece, richiede una struttura produttiva nel perimetro della ZES unica del Mezzogiorno.

    L'esonero del comma 153 per la ZES unica richiede autorizzazione europea?

    Il testo del comma 153 segnala questa possibilità: la norma prevede la finalità di sostenere la ZES unica e di ridurre i divari territoriali, profili che in sede europea possono configurare un regime di aiuti di Stato soggetto a notifica o autorizzazione della Commissione europea. Il decreto attuativo dovrà chiarire se sia richiesta un’autorizzazione preventiva e, in tale caso, l’operativita’ dell’esonero per la componente ZES potrebbe essere posticipata rispetto all’entrata in vigore del decreto stesso.

    Qual è la durata dell'esonero contributivo per donne e ZES previsto dal comma 153?

    Il comma 153 fissa una durata massima di ventiquattro mesi per l’esonero parziale, decorrenti dalla data di assunzione a tempo indeterminato o dalla data di trasformazione del contratto da determinato a indeterminato. Non è prevista nella norma una durata differenziata per le diverse categorie di beneficiari (giovani, lavoratrici svantaggiate, ZES): il limite di ventiquattro mesi si applica uniformemente, fermo restando che il decreto attuativo potrebbe eventualmente articolarne l’applicazione.

    I contributi INAIL sono esonerabile nell'ambito del comma 153?

    No. Il comma 153 esclude espressamente i premi e contributi dovuti all’INAIL: questi restano integralmente a carico del datore di lavoro. L’esonero parziale riguarda unicamente la quota dei contributi previdenziali dovuta dal datore di lavoro privato, ovvero la componente INPS (o delle casse equivalenti), calcolata sulla retribuzione imponibile del lavoratore. Il datore di lavoro deve quindi continuare a versare regolarmente i premi assicurativi INAIL senza alcuna riduzione.

  • Art. 311-bis D.Lgs. 209/2005 – (Principio della rilevanza della violazione)

    Art. 311-bis D.Lgs. 209/2005 – (Principio della rilevanza della violazione)

    D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private

    1. Le sanzioni previste dall'articolo 310, comma 1, 310-bis, comma 1, e dall'articolo 310-quater si applicano quando le infrazioni rivestono carattere rilevante, secondo i criteri definiti dall'IVASS con regolamento tenendo conto dell'incidenza delle condotte sulla tutela degli assicurati e degli aventi diritto alle prestazioni assicurative, sulla complessiva organizzazione e sui profili di rischio aziendale nonché sull'esercizio delle funzioni di vigilanza.

  • Art. 248 Cod. Amb. – controlli

    Art. 248 Cod. Amb. – controlli

    D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 – testo aggiornato

    1. La documentazione relativa al piano della caratterizzazione del sito e al progetto operativo, comprensiva delle misure di riparazione, dei monitoraggi da effettuare, delle limitazioni d’uso e delle prescrizioni eventualmente dettate ai sensi dell’articolo 242, comma 4, è trasmessa alla provincia e all’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente competenti ai fini dell’effettuazione dei controlli sulla conformità degli interventi ai progetti approvati e sul rispetto dei tempi di esecuzione di cui all’articolo 242, comma 7 .

    2. Il completamento degli interventi di bonifica, di messa in sicurezza permanente e di messa in sicurezza operativa, nonché la conformità degli stessi al progetto approvato sono accertati dalla provincia mediante apposita certificazione sulla base di una relazione tecnica predisposta dall’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente territorialmente competente. Qualora la Provincia non provveda a rilasciare tale certificazione entro trenta giorni dal ricevimento della relazione tecnica provvede, nei successivi sessanta giorni, la Regione, previa diffida ad adempiere nel termine di trenta giorni.

    2-bis. Nel caso gli obiettivi individuati per la bonifica del suolo, sottosuolo e materiali di riporto siano raggiunti anticipatamente rispetto a quelli previsti per la falda, è possibile procedere alla certificazione di avvenuta bonifica limitatamente alle predette matrici ambientali, ad esito delle verifiche di cui alla procedura definita dal comma 7-bis dell’articolo

    242. In tal caso, la certificazione di avvenuta bonifica dovrà comprendere anche un piano di monitoraggio con l’obiettivo di verificare l’evoluzione nel tempo della contaminazione rilevata nella falda.

    3. La certificazione di cui al comma 2 costituisce titolo per lo svincolo delle garanzie finanziarie di cui all’articolo 242, comma 7.

  • Art. 290 D.Lgs. 209/2005 – Prescrizione dell’azione

    Art. 290 D.Lgs. 209/2005 – Prescrizione dell’azione

    D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private

    1. L'azione diretta che spetta al danneggiato nei confronti dell'impresa designata, nei casi previsti dall'articolo 283, comma 1, lettere a), b), d), d-bis) e d-ter), è soggetta al termine di prescrizione cui sarebbe soggetta l'azione verso il responsabile.

    2. L'azione che spetta al danneggiato nei confronti dell'impresa designata, nel caso previsto dall'articolo 283, comma 1, lettere c) e c-bis) , è proponibile fino a che non sia prescritta l'azione nei confronti dell'impresa … . 70

  • Art. 291 D.Lgs. 209/2005 – Pluralità di danneggiati e supero del massimale

    Art. 291 D.Lgs. 209/2005 – Pluralità di danneggiati e supero del massimale

    D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private

    1. Qualora vi siano più persone danneggiate nello stesso sinistro ed il risarcimento dovuto dal responsabile superi le somme assicurate, i diritti delle persone danneggiate nei confronti dell'impresa designata sono proporzionalmente ridotti fino alla concorrenza del limite di risarcibilità rispettivamente indicato dai commi 3 o 4 dell'articolo 283.

    2. L'impresa designata che, decorsi trenta giorni dall'incidente e ignorando l'esistenza di altre persone danneggiate, pur avendone ricercata l'identificazione con la normale diligenza, ha pagato ad alcuna di esse una somma superiore alla quota spettante, risponde verso le altre persone danneggiate nei limiti dell'eccedenza della somma assicurata rispetto alla somma versata.

    3. Nel caso di cui al comma 2, le altre persone danneggiate, il cui credito rimanesse insoddisfatto, hanno diritto di ripetere, da chi abbia ricevuto il risarcimento dall'impresa di assicurazione, quanto sarebbe loro spettato in applicazione del comma 1.

    4. Nei giudizi promossi fra l'impresa di assicurazione designata e le persone danneggiate sussiste litisconsorzio necessario, applicandosi l' articolo 102 del codice di procedura civile . L'impresa di assicurazione designata può effettuare il deposito di una somma, nei limiti del massimale, con effetto liberatorio nei confronti di tutte le persone aventi diritto al risarcimento, se il deposito è irrevocabile e vincolato a favore di tutti i danneggiati.

  • Art. 289 D.Lgs. 209/2005 – Effetti della liquidazione coatta sulle sentenze passate in giudicato e sui giudizi pendenti

    Art. 289 D.Lgs. 209/2005 – Effetti della liquidazione coatta sulle sentenze passate in giudicato e sui giudizi pendenti

    D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private

    1. Le sentenze ottenute dal danneggiato nei confronti dell'impresa di assicurazione sono opponibili, se passate in giudicato prima che sia stato pubblicato il decreto di liquidazione coatta, all'impresa designata per il risarcimento dei danni entro i limiti fissati dall'articolo 283, comma 4.

    2. Se il decreto di liquidazione coatta interviene prima della formazione del giudicato, il processo prosegue, nei confronti del commissario liquidatore e dell'impresa designata, decorsi sei mesi dalla pubblicazione del decreto di liquidazione coatta. In ogni caso le pronunce sono opponibili, entro i limiti di risarcibilità fissati dall'articolo 283, comma 4, nei confronti dell'impresa designata.

    3. La disposizione di cui al comma 1 si applica anche per le ordinanze ottenute dal danneggiato che versi in stato di bisogno.

  • Art. 288 D.Lgs. 209/2005 – (Diritti dei danneggiati nei confronti del Fondo di garanzia per le vittime della Strada)

    Art. 288 D.Lgs. 209/2005 – (Diritti dei danneggiati nei confronti del Fondo di garanzia per le vittime della Strada)

    D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private

    1. I danneggiati da veicoli assicurati con imprese con sede legale nel territorio della Repubblica che esercitano i rami di responsabilità civile dei veicoli a motore e dei natanti soggette a procedure di cui all'articolo 283, comma 1, lettere c) e c-bis), possono far valere, nei limiti delle somme indicate dall'articolo 283, comma 4, i diritti derivanti dal contratto nei confronti della CONSAP – Fondo di garanzia per le vittime della strada, richiedendo l'indennizzo direttamente all'impresa designata per il territorio in cui è avvenuto il sinistro.

    2. 2. Entro tre mesi dalla richiesta di cui al comma 1, l'impresa designata: a) formula un'offerta di indennizzo motivata con la quale chiarisce di essere tenuta a provvedere all'indennizzo, in quanto la richiesta non è contestata e i danni sono stati parzialmente o interamente quantificati o b) fornisce una risposta motivata con la quale chiarisce di non essere tenuta a provvedere all'indennizzo, o con la quale neghi la responsabilità ovvero dichiari che la responsabilità non è chiaramente determinata ovvero che i danni non sono stati interamente quantificati.

    3. Laddove l'indennizzo sia dovuto in conformità al comma 2, lettera a), l'impresa designata provvede a indennizzare il danneggiato senza indebito ritardo e in ogni caso entro tre mesi dall'accettazione, da parte del danneggiato, dell'offerta motivata di indennizzo. Ove i danni siano stati quantificati solo parzialmente, l'impresa designata provvede a indennizzare il danneggiato entro tre mesi dall'accettazione dell'offerta. La somma corrisposta è imputata alla liquidazione definitiva del danno.

    4. L'impresa designata non subordina il pagamento dell'indennizzo alla condizione che il danneggiato dimostri che la persona fisica o giuridica responsabile non è in grado o rifiuta di pagare, o a condizioni diverse da quelle stabilite nei commi 1, 2 e 3.

    5. Si applicano le disposizioni di cui all'articolo 146, comma 1, in quanto compatibili.

    70

  • Art. 287 D.Lgs. 209/2005 – Esercizio dell’azione di risarcimento

    Art. 287 D.Lgs. 209/2005 – Esercizio dell’azione di risarcimento

    D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private

    1. Nelle ipotesi previste dall'articolo 283, comma 1, lettere a), b) , c-bis) ,d) , d-bis) e d-ter), l'azione per il risarcimento dei danni causati dalla circolazione dei veicoli e dei natanti, per i quali vi è obbligo di assicurazione, può essere proposta solo dopo che siano decorsi sessanta giorni da quello in cui il danneggiato abbia chiesto il risarcimento del danno, a mezzo raccomandata, all'impresa designata, inviandone copia contestuale alla CONSAP – Fondo di garanzia per le vittime della strada. Nell'ipotesi prevista dall'articolo 283, comma 1, lettera c), l'azione per il risarcimento dei danni può essere proposta solo dopo che siano decorsi sei mesi dal giorno in cui il danneggiato ha richiesto il risarcimento del danno. 70

    2. Il danneggiato che, nell'ipotesi prevista dall'articolo 283, comma 1, lettera a), abbia fatto richiesta all'impresa designata, inviandone copia contestuale alla CONSAP – Fondo di garanzia per le vittime della strada, non è tenuto a rinnovare la domanda qualora successivamente venga identificata l'impresa di assicurazione del responsabile.

    3. L'azione per il risarcimento del danno deve essere esercitata esclusivamente nei confronti dell'impresa designata. La CONSAP – Fondo di garanzia per le vittime della strada può tuttavia intervenire nel processo, anche in grado di appello.

    4. Nei casi previsti dall'art. 283, comma 1, lettere b), d-bis) e d-ter), deve essere convenuto in giudizio anche il responsabile del danno.

    5. Nel giudizio promosso ai sensi dell'articolo 283, comma 1, lettere c) e c-bis , deve essere convenuto in giudizio anche il commissario liquidatore dell'impresa di assicurazione o altro soggetto che gestisce la procedura cui è soggetta l'impresa . 70

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