- Ogni ente adotta un regolamento di contabilità in attuazione del TUEL e del D.Lgs. 118/2011.
- Il regolamento disciplina procedure contabili, organizzazione finanziaria e strumenti operativi.
- Garantisce la coerenza con i principi armonizzati e l'autonomia organizzativa.
- Si raccorda con lo statuto e con gli altri regolamenti dell'ente.
- Costituisce strumento essenziale di governance finanziaria.
Testo dell'articoloVigente
Art. 152 TUEL — Articolo 152
D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 — testo aggiornato
1. Con il regolamento di contabilità ciascun ente locale applica i principi contabili stabiliti dal presente testo unico e dal decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 , e successive modificazioni , con modalità organizzative corrispondenti alle caratteristiche di ciascuna comunità, ferme restando le disposizioni previste dall’ordinamento per assicurare l’unitarietà ed uniformità del sistema finanziario e contabile. 83
2. Il regolamento di contabilità assicura, di norma, la conoscenza consolidata dei risultati globali delle gestioni relative ad enti od organismi costituiti per l’esercizio di funzioni e servizi.
3. Il regolamento di contabilità stabilisce le norme relative alle competenze specifiche dei soggetti dell’amministrazione preposti alla programmazione, adozione ed attuazione dei provvedimenti di gestione che hanno carattere finanziario e contabile, in armonia con le disposizioni del presente testo unico e delle altre leggi vigenti.
4. I regolamenti di contabilità sono approvati nel rispetto delle norme della parte seconda del presente testo unico, da considerarsi come principi generali con valore di limite inderogabile, con eccezione delle sottoelencate norme, le quali non si applicano qualora il regolamento di contabilità dell’ente rechi una differente disciplina: a) art. 177; 83 b) art. 185, comma 3; 83 c) articoli 197 e 198; 83 d) art. 205; 83 e) articoli 213 e 219 ; 83 f) articoli 235, commi 2 e 3, 237, 238.
Commento
L'articolo 152 disciplina il regolamento di contabilità, atto regolamentare attraverso cui ogni ente locale declina la propria autonomia organizzativa in materia contabile, in attuazione dei principi fissati dal TUEL e dal D.Lgs. 118/2011.
La fonte regolamentare di secondo livello
Il regolamento di contabilità è un atto regolamentare adottato dal consiglio comunale o provinciale. Si colloca, in linea generale, in una posizione intermedia tra la legge statale e la prassi operativa: completa il quadro normativo statale con le scelte organizzative dell'ente, in piena sinergia con i principi della Legge 241/1990 sull'azione amministrativa e con il principio costituzionale di buon andamento.
I contenuti tipici
I contenuti tipici comprendono la disciplina dell'organizzazione del servizio finanziario, le procedure di formazione del bilancio e del rendiconto, le modalità di gestione di entrate e spese, i flussi documentali, le procedure di controllo. Il regolamento può inoltre definire le competenze degli organi di revisione, le procedure di gestione del fondo crediti di dubbia esigibilità e del fondo pluriennale vincolato, le modalità di rapporto con il tesoriere.
L'autonomia organizzativa
Pur dovendo rispettare i principi della contabilità armonizzata, l'ente dispone di significativa autonomia nella scelta delle modalità operative. Le opzioni dipendono dalle dimensioni dell'ente, dalla complessità della struttura, dai sistemi informativi disponibili. Un regolamento ben costruito è quello che riesce a coniugare rigore tecnico e snellezza operativa, evitando appesantimenti procedurali superflui.
Il raccordo con lo statuto e gli altri regolamenti
Il regolamento di contabilità deve dialogare con lo statuto dell'ente, con il regolamento sull'ordinamento degli uffici e dei servizi, con il regolamento dei controlli interni, con il regolamento dei contratti. La coerenza del sistema regolamentare è essenziale per evitare antinomie e per garantire chiarezza operativa al personale.
Aggiornamenti e adeguamenti
Il regolamento richiede aggiornamenti periodici, in particolare a fronte di modifiche normative significative. Le indicazioni della Corte dei conti in sede di controllo, le buone pratiche di ANCI, gli orientamenti del Ministero dell'economia e di Funzione Pubblica offrono, in linea generale, riferimenti utili per il continuo affinamento dello strumento, che resta un presidio fondamentale di governance finanziaria.
Profili di trasparenza e accessibilità
Il regolamento, una volta approvato, è soggetto a pubblicazione e accessibilità nei termini previsti dalla disciplina sulla trasparenza, in piena sinergia con i principi della Legge 241/1990. La sua chiarezza espositiva costituisce, in linea generale, indicatore della maturità organizzativa dell'ente: un regolamento ben scritto facilita l'attività di tutti gli operatori e consente al consiglio di esercitare consapevolmente la funzione di indirizzo. ANCI fornisce in via generale schemi-tipo che possono essere adattati alle specificità di ciascun ente, mentre le indicazioni di Funzione Pubblica orientano i profili organizzativi connessi alla performance.
Domande frequenti
Chi adotta il regolamento di contabilità?
Il regolamento di contabilità è adottato dal consiglio comunale o provinciale, organo titolare della potestà regolamentare in materia di contabilità e finanza.
Quali sono i suoi contenuti tipici?
Disciplina l'organizzazione del servizio finanziario, le procedure di bilancio e rendiconto, la gestione di entrate e spese, i flussi documentali, le procedure di controllo e di rapporto con tesoriere e organo di revisione.
Il regolamento può derogare ai principi armonizzati?
No, il regolamento opera all'interno della cornice dei principi contabili armonizzati stabiliti dal D.Lgs. 118/2011 e dal TUEL, declinando le modalità organizzative coerenti con tali principi.
Vedi anche