In sintesi
- La domanda di assegno unico già accolta non va rifatta: resta attiva finché non interviene una revoca, una rinuncia o una decadenza
- Va invece presentata la DSU 2026: entro il 30 giugno l’INPS ricalcola gli importi con gli arretrati da marzo; senza ISEE aggiornato, da marzo si riceve l’importo minimo di 58,30 euro per figlio minorenne
- Nel 2026 conviene rifare l’ISEE anche a chi lo aveva alto: la franchigia casa a 91.500 euro (comma 208 LB 2026) può abbassarlo e far salire l’assegno
- La domanda va aggiornata (non rifatta) per i nuovi nati, i cambi di IBAN e le variazioni del nucleo
- Una domanda nuova serve solo a chi non l’ha mai presentata o l’ha vista decadere: l’assegno spetta a tutti, senza tetto ISEE
Cosa prevede la Legge di Bilancio 2026
Il comma 208 della L. 199/2025 non introduce una soglia ISEE di accesso all’assegno unico: innalza a 91.500 euro la franchigia sull’abitazione principale nel calcolo del patrimonio ISEE (120.000 nei capoluoghi di città metropolitane, +2.500 euro per figlio oltre il primo) e rafforza la scala di equivalenza per i nuclei con due o più figli. Per gennaio e febbraio 2026 l’INPS ha usato l’ISEE valido al 31 dicembre 2025; il nuovo indicatore produce effetti da marzo.
Approfondimento normativo completo: Comma 208 LB26: ISEE prestazioni familiari, franchigia casa a 91.500 euro.
Domanda e DSU: cosa va davvero rinnovato nel 2026
La confusione più frequente riguarda la differenza tra domanda e DSU. La domanda di assegno unico, una volta accolta, non scade: l’INPS continua a pagare senza bisogno di ripresentarla ogni anno. La DSU (la dichiarazione da cui nasce l’ISEE), invece, scade il 31 dicembre di ogni anno: senza una DSU 2026, da marzo l’assegno scende automaticamente all’importo minimo, pari nel 2026 a 58,30 euro al mese per ciascun figlio minorenne (circolare INPS n. 7 del 30 gennaio 2026).
La regola d’oro è quindi una sola: presentare la nuova DSU entro il 30 giugno 2026. In quel caso l’INPS ricalcola gli importi sulla base del nuovo ISEE e riconosce gli arretrati da marzo; presentandola dopo, il ricalcolo vale solo dalle mensilità successive. Per il 2026 gli importi sono stati rivalutati dell’1,4%: la quota base per figlio minorenne va da 203,80 euro al mese (ISEE fino a circa 17.444 euro) a 58,30 euro (ISEE da 46.582,71 euro in su, o assente).
Il 2026 aggiunge un motivo in più per rifare l’ISEE, anche per chi negli anni scorsi lo aveva alto e si accontentava del minimo: con la franchigia sull’abitazione principale portata a 91.500 euro e la scala di equivalenza rafforzata per i nuclei con più figli, l’ISEE ricalcolato può risultare sensibilmente più basso, facendo salire l’assegno di fascia. Attenzione all’equivoco circolato su questa norma: 91.500 euro non è un tetto ISEE oltre il quale l’assegno si perde — l’assegno unico è universale e spetta a prescindere dall’ISEE.
La domanda va invece aggiornata quando cambia qualcosa: nascita di un figlio (si aggiunge alla domanda esistente, non se ne fa una nuova), variazione dell’IBAN, figlio che compie 18 anni (servono i requisiti di studio, tirocinio o lavoro con reddito limitato per la fascia 18-21), variazioni di affido o del nucleo. Una domanda davvero nuova serve solo a chi non l’ha mai presentata o a chi è decaduto (per esempio per rinuncia o per revoca).
Checklist assegno unico 2026
- Domanda già accolta: non rifarla, verificare solo che risulti attiva sul portale INPS;
- Presentare la DSU 2026 entro il 30 giugno: ricalcolo con arretrati da marzo;
- Aggiornare la domanda per nuovi nati, IBAN, figli che compiono 18 anni;
- Chi non ha mai fatto domanda: presentarla comunque, l’assegno spetta anche con ISEE alto o assente (importo minimo);
- Famiglie proprietarie della casa: il nuovo ISEE con franchigia a 91.500 euro può far salire l’importo.
Caso 1: domanda attiva dal 2023, nessuna novità nel nucleo
Scenario. Tizio e Caia percepiscono l’assegno unico per due figli di 5 e 9 anni dal 2023. Nessuna variazione nel nucleo. Si chiedono se a inizio 2026 debbano rifare la domanda.
Come si legge in pratica. Nessuna nuova domanda: quella accolta resta valida. L’unico adempimento è la DSU 2026, da presentare entro il 30 giugno per non perdere gli arretrati da marzo. Essendo proprietari dell’abitazione, il nuovo calcolo con franchigia a 91.500 euro può abbassare l’ISEE rispetto al 2025: se scende di fascia, l’importo mensile sale per entrambi i figli.
Riepilogo Caso 1
- Domanda: già attiva, non va ripresentata
- DSU 2026: entro il 30 giugno per gli arretrati da marzo
- Gennaio-febbraio 2026: pagati sull’ISEE valido al 31/12/2025
- Franchigia casa: possibile ISEE più basso e assegno più alto
- Nessun altro adempimento richiesto
Caso 2: nuovo nato a gennaio 2026
Scenario. Sempronia percepisce l’assegno per la figlia di 4 anni. A gennaio 2026 nasce il secondo figlio. Cosa deve fare?
Come si legge in pratica. Non serve una nuova domanda: il nuovo nato si aggiunge alla domanda esistente e, se la variazione avviene entro 120 giorni dalla nascita, l’assegno decorre dal settimo mese di gravidanza (art. 4 D.Lgs. 230/2021). Con due figli scatta anche la maggiorazione della scala di equivalenza (0,1) nel nuovo ISEE e la franchigia casa aumenta di 2.500 euro. Da verificare inoltre il bonus nuovi nati da 1.000 euro (ISEE fino a 40.000, art. 1, co. 206, L. 207/2024) e, quando il bambino andrà al nido, il bonus potenziato da 3.600 euro per i nati dal 2024.
Riepilogo Caso 2
- Nuovo nato: si aggiunge alla domanda esistente (entro 120 giorni dalla nascita)
- DSU 2026: da aggiornare con il nuovo componente
- Scala di equivalenza e franchigia casa: entrambe migliorano con il secondo figlio
- Bonus nuovi nati 1.000 euro: da richiedere se ISEE fino a 40.000
- Prospettiva nido: bonus 3.600 euro per i nati dal 2024 con ISEE fino a 40.000
Caso 3: ISEE 96.000 euro, mai presentata domanda
Scenario. Caio e il coniuge, professionisti con due figli minorenni, hanno un ISEE 2026 di 96.000 euro. Non hanno mai chiesto l’assegno unico convinti di esserne esclusi.
Come si legge in pratica. L’esclusione non esiste: l’assegno unico non ha un tetto ISEE di accesso. Oltre la soglia tabellare di 46.582,71 euro (o senza ISEE) spetta l’importo minimo: 58,30 euro al mese per ciascun figlio minorenne nel 2026, cioè circa 1.400 euro l’anno per due figli. Conviene presentare la domanda subito: la prestazione non è retroattiva oltre le regole ordinarie di decorrenza. Il valore di 91.500 euro del comma 208 non c’entra con l’accesso: è la franchigia sull’abitazione nel calcolo ISEE, che semmai può avvicinare la famiglia alla soglia tabellare.
Riepilogo Caso 3
- ISEE 96.000 euro: oltre la soglia tabellare (46.582,71), ma nessuna esclusione
- Assegno: importo minimo, 58,30 euro/mese per figlio minorenne
- Due figli: circa 116,60 euro al mese, circa 1.400 euro l’anno
- Domanda: da presentare subito, la decorrenza segue la domanda
- 91.500 euro: franchigia casa nel calcolo ISEE, non soglia di accesso
Quando conviene una verifica
Un CAF o un patronato può verificare lo stato della domanda sul portale INPS, elaborare la DSU 2026 con le nuove regole e stimare l’importo spettante con le tabelle della circolare INPS 7/2026.
Norme e fonti collegate
Domande frequenti
La domanda di assegno unico va rifatta ogni anno?
No. La domanda accolta resta attiva senza bisogno di ripresentarla. Va rifatta solo se è decaduta, revocata o mai presentata. Ogni anno va invece rinnovata la DSU per l’ISEE.
Cosa succede se non presento l’ISEE 2026?
L’assegno continua ad arrivare, ma da marzo scende all’importo minimo: 58,30 euro al mese per ciascun figlio minorenne. Presentando la DSU entro il 30 giugno 2026, l’INPS ricalcola e paga gli arretrati da marzo.
Con un ISEE sopra 91.500 euro perdo l’assegno unico?
No, per due ragioni: l’assegno unico non ha alcun tetto ISEE (oltre 46.582,71 euro spetta il minimo), e i 91.500 euro del comma 208 LB 2026 non sono una soglia di accesso ma la franchigia sull’abitazione principale nel calcolo del patrimonio ISEE.
È nato un figlio: devo fare una nuova domanda?
No: il nuovo nato si aggiunge alla domanda già attiva, preferibilmente entro 120 giorni dalla nascita per non perdere le mensilità spettanti. Va poi aggiornata anche la DSU.
Mio figlio compie 18 anni nel 2026: l’assegno continua?
Può continuare fino ai 21 anni se il figlio studia, svolge un tirocinio o un lavoro con reddito limitato, è disoccupato registrato o svolge il servizio civile. La condizione va dichiarata aggiornando la domanda; per i figli con disabilità non c’è limite di età.
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