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Autore: Andrea Marton

  • Articolo 83 Legge Fallimentare

    Art. 83 L. Fall. – Contratto di edizione

    Contratto di edizione

  • Canoni non pagati e riconsegna in ritardo: esempi pratici sull’art. 1591 c.c.

    In sintesi

    • Il conduttore in ritardo nella restituzione deve corrispondere il corrispettivo convenuto.
    • Possono aggiungersi maggiori danni se provati.
    • La riconsegna va verbalizzata.
    • Canoni, chiavi, stato immobile e nuove locazioni sono prove centrali.
    • Il danno da mancata nuova locazione va documentato.

    Prima degli esempi: uscire dall’immobile non è solo lasciare le chiavi

    L’art. 1591 c.c. disciplina il danno per ritardata restituzione della cosa locata. Il conduttore che resta oltre la scadenza deve corrispondere il corrispettivo convenuto fino alla riconsegna, salvo maggior danno.

    La pratica ruota intorno a tre date: scadenza del contratto, effettiva liberazione e consegna delle chiavi. Senza verbale, le parti litigano su quando l’immobile era davvero disponibile.

    Il maggior danno non è automatico. Se il locatore sostiene di avere perso un nuovo conduttore o un canone più alto, deve provarlo con trattative, proposte, contratti e cronologia.

    Fascicolo riconsegna

    • contratto locazione;
    • data scadenza;
    • verbale consegna chiavi;
    • stato immobile;
    • proposte nuovo conduttore.

    Caso 1: negozio lasciato dopo tre mesi

    Scenario. Il conduttore commerciale resta nell’immobile oltre scadenza e paga solo parte dei canoni.

    Come si legge in pratica. Il locatore può chiedere corrispettivo fino alla riconsegna e maggior danno se dimostrato. Serve data certa di rilascio.

    Prove

    • contratto;
    • scadenza;
    • canoni insoluti;
    • chiavi;
    • verbale rilascio.

    Caso 2: immobile libero ma chiavi non restituite

    Scenario. Il conduttore dice di essere uscito, ma non riconsegna formalmente le chiavi.

    Come si legge in pratica. La disponibilità effettiva dell’immobile è decisiva. Senza chiavi o verbale, il locatore può sostenere di non aver riacquistato disponibilità.

    Documenti

    • messaggi uscita;
    • chiavi;
    • sopralluogo;
    • utenze;
    • verbale.

    Caso 3: nuovo contratto perso

    Scenario. Il locatore aveva un nuovo conduttore pronto, ma il vecchio non libera l’immobile.

    Come si legge in pratica. Il maggior danno richiede prova del nuovo accordo e della perdita economica.

    Prove danno

    • proposta nuovo conduttore;
    • canone offerto;
    • data ingresso;
    • rinuncia;
    • differenza canoni.

    Quando chiedere una verifica

    Per immobili locati, morosità o rilascio: verifica canoni, danni e documenti.

    Norme e fonti collegate

    Art. 1591 c.c., art. 1453 c.c..

    Fonti affidabili

    Domande frequenti

    Il conduttore deve pagare dopo scadenza?

    Sì, se trattiene l’immobile.

    Il maggior danno è automatico?

    No, va provato.

    Serve verbale riconsegna?

    È molto importante.

    Le chiavi contano?

    Sì, per la disponibilità dell’immobile.

  • Articolo 135 Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza

    Art. 135 CCII – Sostituzione del curatore

    D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14 — testo aggiornato ai correttivi D.Lgs. 83/2022 e D.Lgs. 136/2024.

    1. Al fine di evitare conflitti di interessi, il debitore e i creditori ammessi possono chiedere la sostituzione del curatore indicandone al tribunale le ragioni. Il tribunale, valutate le ragioni della richiesta e verificata l’assenza di conflitto di interessi in capo ai creditori istanti, provvede alla nomina del nuovo curatore.

    2. […]

  • Cartella di pagamento ricevuta: esempi pratici sull’art. 25 DPR 602/1973

    In sintesi

    • La cartella non va letta solo dal totale da pagare.
    • Bisogna identificare ente creditore, anno, atto precedente e notifica.
    • Pagamento, rateazione e contestazione sono strade diverse.
    • Le ricevute già pagate vanno abbinate alla cartella.
    • Prima di decidere serve una tabella voce per voce.

    Prima degli esempi: la cartella è un fascicolo, non un bollettino

    L’art. 25 DPR 602/1973 disciplina la cartella di pagamento come atto della riscossione. Nella pratica, la cartella concentra informazioni su ente creditore, ruolo, importi, sanzioni, interessi e termini.

    Il primo errore è guardare solo l’importo finale. Bisogna capire da dove nasce il debito: dichiarazione, avviso bonario, accertamento, contributi, multe o tributi locali.

    La gestione corretta parte da una scheda: quando è stata notificata, cosa contiene, se esistono atti precedenti, se qualcosa è già stato pagato e quali scadenze sono aperte.

    Prima di pagare o rateizzare

    • data notifica;
    • ente creditore;
    • anno e tributo;
    • atto presupposto;
    • pagamenti già fatti.

    Caso 1: cartella per F24 già pagato

    Scenario. Una società riceve una cartella IVA ma trova un F24 pagato con codice o anno diverso.

    Come si legge in pratica. Serve riconciliare delega, ricevuta e cassetto fiscale. Il problema può essere un mancato abbinamento, non un debito reale.

    Prove

    • F24;
    • ricevuta telematica;
    • anno corretto;
    • cartella;
    • istanza correzione.

    Caso 2: cartella da vecchio avviso mai visto

    Scenario. Il contribuente non ricorda l’avviso da cui nasce la cartella.

    Come si legge in pratica. Prima si ricostruisce la notifica dell’atto presupposto. Se l’atto precedente non è stato conosciuto, cambia la strategia.

    Cronologia

    • cartella;
    • estratto ruolo;
    • notifica avviso;
    • PEC/residenza;
    • termini.

    Caso 3: cartella mista con più enti

    Scenario. Nello stesso documento ci sono Agenzia Entrate, INPS e Comune.

    Come si legge in pratica. Ogni voce ha natura, termini e interlocutore diverso. Va separata prima di chiedere annullamento o rateazione.

    Mappa

    • ente;
    • tributo;
    • anno;
    • importo;
    • rimedio.

    Quando chiedere una verifica

    Se hai ricevuto una cartella e non sai se pagare, rateizzare o contestare: ricostruisci debito, notifiche e prove.

    Norme e fonti collegate

    DPR 602/1973 su Normattiva.

    Fonti affidabili

    Domande frequenti

    La cartella va pagata subito?

    Prima va verificata, poi si sceglie.

    Posso rateizzare una cartella?

    Spesso sì, se rientra nelle regole applicabili.

    Se ho già pagato cosa faccio?

    Serve prova del pagamento e richiesta mirata.

    L’ente creditore conta?

    Sì, per capire origine e rimedi.

  • Art. 71 T.U.B.: Organi della procedura

    Art. 71 T.U.B.: Organi della procedura

    Art. 71 T.U.B. – Organi della procedura.

    In vigore dal 01/12/2021

    Modificato da: Decreto legislativo del 08/11/2021 n. 193 Articolo 2

    “1. Con il provvedimento di scioglimento degli organi la Banca d’Italia nomina:

    a) uno o piu’ commissari straordinari;

    b) un comitato di sorveglianza, composto da tre a cinque membri, che nomina a maggioranza di voti il proprio presidente.

    2. Entro quindici giorni dalla comunicazione della nomina, i commissari depositano in copia gli atti di nomina degli organi della procedura e del presidente del comitato di sorveglianza per l’iscrizione nel registro delle imprese.

    3. (Comma abrogato, a decorrere dal 16 novembre 2015, dall’art. 1, comma 16, lett. c) decreto legislativo 16 novembre 2015 n. 181).

    4. Le indennita’ spettanti ai commissari e ai componenti il comitato di sorveglianza sono determinate dalla Banca d’Italia in base ai criteri dalla stessa stabiliti e sono a carico della banca sottoposta alla procedura. Se necessario, esse possono essere anticipate dalla Banca d’Italia.

    5. La Banca d’Italia, per ragioni d’urgenza e fino all’insediamento degli organi straordinari, puo’ nominare commissario provvisorio un proprio funzionario, che assume i medesimi poteri attribuiti ai commissari straordinari. Si applicano gli articoli 70, comma 3, e 72, comma 9.

    6. Agli organi della procedura si applica l’articolo 26, comma 3, lettere a) e d). I commissari devono, inoltre, possedere le competenze necessarie per svolgere le proprie funzioni ed essere esenti da conflitti di interesse.”

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  • Interpello fiscale: esempi pratici sull’art. 11 Statuto del contribuente

    In sintesi

    • L’interpello serve prima di compiere o consolidare scelte fiscali delicate.
    • Il quesito deve descrivere fatti reali e documentati.
    • Non sostituisce una consulenza generica.
    • Una domanda scritta male produce risposta inutile.
    • È utile per operazioni societarie, IVA e patrimonio.

    Prima degli esempi: una domanda fiscale va costruita bene

    L’art. 11 dello Statuto del contribuente disciplina l’interpello, cioè lo strumento con cui il contribuente può chiedere all’amministrazione una risposta su casi specifici nei limiti previsti dalla norma.

    L’interpello è utile quando l’operazione è reale, circostanziata e presenta un dubbio interpretativo o applicativo. Non serve a chiedere una valutazione generica su qualsiasi scelta fiscale.

    Il punto pratico è preparare la domanda come un dossier: fatti, documenti, norma, soluzione proposta, dubbi e conseguenze economiche.

    Prima di presentare interpello

    • fatti non ipotetici;
    • documenti disponibili;
    • norma dubbia;
    • soluzione proposta;
    • tempi dell’operazione.

    Caso 1: riorganizzazione societaria prima della vendita

    Scenario. Un gruppo vuole separare immobili e attività operativa prima di aprire una trattativa.

    Come si legge in pratica. Se il dubbio riguarda regime fiscale o abuso del diritto, la domanda deve descrivere ragioni economiche e passaggi concreti.

    Dossier

    • organigramma;
    • bilanci;
    • perizie;
    • ragioni economiche;
    • cronoprogramma.

    Caso 2: IVA su servizi esteri complessi

    Scenario. Una società vende servizi digitali e consulenze a clienti in più Paesi.

    Come si legge in pratica. Un interpello generico non basta. Bisogna mappare cliente, prestazione, luogo, fatturazione e documentazione.

    Mappa IVA

    • tipo servizio;
    • cliente B2B/B2C;
    • Paese;
    • contratto;
    • flusso fatture.

    Caso 3: patrimonio familiare e passaggio generazionale

    Scenario. Una famiglia valuta conferimenti e donazioni per proteggere partecipazioni.

    Come si legge in pratica. Prima della domanda serve chiarezza su obiettivi non fiscali: governance, continuità, liquidità e tutela eredi.

    Prima analisi

    • beni;
    • partecipazioni;
    • eredi;
    • statuti;
    • obiettivi.

    Quando chiedere una verifica

    Per operazioni patrimoniali o societarie da impostare prima: valuta se serve interpello o parere preventivo.

    Norme e fonti collegate

    Statuto del contribuente su Normattiva.

    Fonti affidabili

    Domande frequenti

    L’interpello serve per casi già chiusi?

    Di norma è pensato per chiarire prima.

    Basta fare una domanda semplice?

    No, servono fatti e documenti.

    È una consulenza gratuita?

    No, è una procedura con limiti precisi.

    Quando conviene?

    Quando il rischio fiscale è rilevante e il dubbio è specifico.

  • Articolo 82 Legge Fallimentare

    Art. 82 L. Fall. – Contratto di assicurazione

    Contratto di assicurazione

  • Articolo 134 Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza

    Art. 134 CCII – Revoca del curatore

    D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14 — testo aggiornato ai correttivi D.Lgs. 83/2022 e D.Lgs. 136/2024.

    1. Il tribunale può in ogni tempo, su proposta del giudice delegato o su richiesta del comitato dei creditori o d’ufficio, revocare il curatore.

    2. Il tribunale provvede con decreto motivato, sentiti il curatore e il comitato dei creditori.

    3. Contro il decreto di revoca o di rigetto dell’istanza di revoca del curatore è ammesso il reclamo alla corte di appello previsto dall’articolo 124. Il reclamo non sospende l’efficacia del decreto.

  • Articolo 12 Revisione Legale

    Art. 12 Rev. Leg. – [Elaborazione dei principi]

    [Elaborazione dei principi]

  • Articolo 26 Imposta di Registro

    Art. 26 Imp. Reg. – Presunzione di liberalità

    D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131 — testo aggiornato

    1. I trasferimenti immobiliari, escluse le permute aventi per oggetto immobili ma fino a concorrenza del minore dei valori permutati , ed i trasferimenti di partecipazioni sociali, quando il valore della partecipazione o la differenza tra valore e prezzo siano superiori all’importo di 350 milioni di lire, posti in essere tra coniugi ovvero tra parenti in linea retta o che tali siano considerati ai fini dell’imposta sulle successioni e donazioni si presumono donazioni se l’ammontare complessivo dell’imposta di registro e di ogni altra imposta dovuta per il trasferimento, anche se richiesta successivamente alla registrazione, risulta inferiore a quello delle imposte applicabili in caso di trasferimento a titolo gratuito, al netto delle detrazioni spettanti.

    2. Le parti contraenti devono dichiarare contestualmente se fra loro sussista o meno un rapporto di coniugio o di parentela in linea retta o che sia considerato tale ai sensi del comma 1. In mancanza di tale dichiarazione il trasferimento si considera a titolo gratuito ove al momento della registrazione non risulti comprovata l’inesistenza del rapporto; tuttavia l’inesistenza del rapporto di coniugio o di parentela in linea retta può essere provata entro un anno dalla stipulazione dell’atto e in tale caso spetta il rimborso della maggiore imposta pagata.

    3. La presunzione non opera per i conguagli pattuiti in sede di divisione e nelle vendite ai pubblici incanti.

    4. La presunzione di liberalità, se ricorre la condizione di cui al comma 1, vale anche per i provvedimenti che accertano l’acquisto per usucapione della proprietà di immobili o di diritti reali di godimento sugli stessi da parte del coniuge o di un parente in linea retta dal precedente proprietario o titolare di diritto reale di godimento.