Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

Profilo LinkedIn ›

I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Articolo 637 Codice di Procedura Civile: Giudice competente

    Articolo 637 Codice di Procedura Civile: Giudice competente

    Art. 637 c.p.c. – Giudice competente

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    Per l’ingiunzione è competente il giudice di pace o, in composizione monocratica, il tribunale che sarebbe competente per la domanda proposta in via ordinaria.

    Per i crediti previsti nel n. 2 dell’articolo 633 è competente anche l’ufficio giudiziario che ha deciso la causa alla quale il credito si riferisce.

    Gli avvocati o i notai possono altresì proporre domanda d’ingiunzione contro i propri clienti al giudice competente per valore del luogo ove ha sede il consiglio dell’ordine al cui albo sono iscritti o il consiglio notarile dal quale dipendono.

  • Art. 638 c.p.c.: Forma della domanda e deposito

    Art. 638 c.p.c.: Forma della domanda e deposito

    Art. 638 c.p.c. – Forma della domanda e deposito

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    La domanda d’ingiunzione si propone con ricorso contenente, oltre i requisiti indicati nell’articolo 125, l’indicazione delle prove che si producono. Il ricorso deve contenere altresì l’indicazione del procuratore del ricorrente oppure, quando è ammessa la costituzione di persona, la dichiarazione di residenza o l’elezione di domicilio nel comune dove ha sede il giudice adito o l’indicazione dell’indirizzo di posta elettronica certificata risultante da pubblici elenchi o l’elezione di un domicilio digitale speciale .

    .

    Se mancano le indicazioni di cui al primo comma le notificazioni al ricorrente possono essere fatte presso la cancelleria, salvo quanto previsto dall’articolo 149-bis.

    .

    Il ricorso è depositato insieme con i documenti che si allegano.

  • Articolo 641 Codice di Procedura Civile: Accoglimento della domanda

    Articolo 641 Codice di Procedura Civile: Accoglimento della domanda

    Art. 641 c.p.c. – Accoglimento della domanda

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    Se esistono le condizioni previste nell’articolo 633, il giudice, con decreto motivato da emettere entro trenta giorni dal deposito del ricorso , ingiunge all’altra parte di pagare la somma o di consegnare la cosa o la quantità di cose chieste o invece di queste la somma di cui all’articolo 639 nel termine di quaranta giorni, con l’espresso avvertimento che nello stesso termine può essere fatta opposizione a norma degli articoli seguenti e che, in mancanza di opposizione, si procederà a esecuzione forzata.

    Quando concorrono giusti motivi, il termine può essere ridotto sino a dieci giorni oppure aumentato a sessanta. Se l’intimato risiede in uno degli altri Stati dell’Unione europea, il termine è di cinquanta giorni e può essere ridotto fino a venti giorni. Se l’intimato risiede in altri Stati, il termine è di sessanta giorni e, comunque, non può essere inferiore a trenta né superiore a centoventi .

    Nel decreto, eccetto per quello emesso sulla base di titoli che hanno già efficacia esecutiva secondo le vigenti disposizioni, il giudice liquida le spese e le competenze e ne ingiunge il pagamento.

  • Articolo 642 Codice di Procedura Civile: Esecuzione provvisoria

    Articolo 642 Codice di Procedura Civile: Esecuzione provvisoria

    Art. 642 c.p.c. – Esecuzione provvisoria

    In vigore dal 21 aprile 1942 (R.D. 1443/1940)

    Se il credito è fondato su cambiale, assegno bancario, assegno circolare, certificato di liquidazione di borsa,

    o su atto ricevuto da notaio o da altro pubblico ufficiale autorizzato, il giudice, su istanza del ricorrente,

    ingiunge al debitore di pagare o consegnare senza dilazione, autorizzando in mancanza l’esecuzione

    provvisoria del decreto e fissando il termine ai soli effetti dell’opposizione.

    L’esecuzione provvisoria può essere concessa anche se vi è pericolo di grave pregiudizio nel ritardo ovvero

    se il ricorrente produce documentazione sottoscritta dal debitore, comprovante il diritto fatto valere, il

    giudice può imporre al ricorrente una cauzione.

    In tali casi il giudice può anche autorizzare l’esecuzione senza l’osservanza del termine di cui all’art. 482.

  • Articolo 643 Codice di Procedura Civile: Notificazione del decreto

    Articolo 643 Codice di Procedura Civile: Notificazione del decreto

    Art. 643 c.p.c. – Notificazione del decreto

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    L’originale del ricorso e del decreto rimane depositato in cancelleria.

    Il ricorso e il decreto sono notificati per copia autentica a norma degli articoli 137 e seguenti.

    La notificazione determina la pendenza della lite.

  • Articolo 645 Codice di Procedura Civile: Opposizione

    Articolo 645 Codice di Procedura Civile: Opposizione

    Art. 645 c.p.c. – Opposizione

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    .

    L’opposizione si propone davanti all’ufficio giudiziario al quale appartiene il giudice che ha emesso il decreto. L’atto introduttivo è notificato al ricorrente nei modi di cui all’articolo 638.

    Contemporaneamente l’ufficiale giudiziario deposita copia dell’atto nel fascicolo d’ufficio contenente il decreto affinchè il cancelliere ne prenda nota.

    In seguito all’opposizione il giudizio si svolge secondo le norme del processo di cognizione davanti al giudice adito. Quando si svolge nelle forme del rito ordinario, l’anticipazione di cui all’articolo 163-bis, secondo comma, deve essere disposta fissando l’udienza per la comparizione delle parti non oltre trenta giorni dalla scadenza del termine minimo a comparire.

  • Art. 646 c.p.c.: Opposizione ai decreti riguardanti crediti di lavoro

    Art. 646 c.p.c.: Opposizione ai decreti riguardanti crediti di lavoro

    Art. 646 c.p.c. – Opposizione ai decreti riguardanti crediti di lavoro

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    Quando il decreto è stato pronunciato per crediti dipendenti da rapporti individuali di lavoro, entro cinque giorni dalla notificazione l’atto di opposizione deve essere denunciato a norma dell’art. 430 all’associazione sindacale legalmente riconosciuta alla quale appartiene l’opponente.

    In tale caso il termine per la comparizione in giudizio decorre dalla scadenza del ventesimo giorno successivo a quello della notificazione dell’opposizione.

    Durante il corso del termine stabilito per il tentativo di conciliazione, l’opponente può chiedere con ricorso al giudice la sospensione dell’esecuzione provvisoria del decreto. Il giudice provvede con decreto, che, in caso di accoglimento dell’istanza, deve essere notificato alla controparte.

  • Art. 647 c.p.c.: Esecutorietà per mancata opposizione o per mancata attività dell’opponente

    Art. 647 c.p.c.: Esecutorietà per mancata opposizione o per mancata attività dell’opponente

    Art. 647 c.p.c. – Esecutorietà per mancata opposizione o per mancata attività dell’opponente

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    Se non è stata fatta opposizione nel termine stabilito, oppure l’opponente non si è costituito, il giudice che ha pronunciato il decreto, su istanza anche verbale del ricorrente, lo dichiara esecutivo. Nel primo caso il giudice deve ordinare che sia rinnovata la notificazione, quando risulta o appare probabile che l’intimato non abbia avuto conoscenza del decreto.

    Quando il decreto è stato dichiarato esecutivo a norma del presente articolo, l’opposizione non può essere più proposta né proseguita, salvo il disposto dell’articolo 650, e la cauzione eventualmente prestata è liberata.

  • Art. 648 c.p.c.: Esecuzione provvisoria in pendenza di opposizione

    Art. 648 c.p.c.: Esecuzione provvisoria in pendenza di opposizione

    Art. 648 c.p.c. – Esecuzione provvisoria in pendenza di opposizione

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    Il giudice istruttore, se l’opposizione non è fondata su prova scritta o di pronta soluzione, può concedere, provvedendo in prima udienza, con ordinanza non impugnabile, l’esecuzione provvisoria del decreto, qualora non sia già stata concessa a norma dell’articolo 642. Il giudice deve concedere l’esecuzione provvisoria parziale del decreto ingiuntivo opposto limitatamente alle somme non contestate, salvo che l’opposizione sia proposta per vizi procedurali.

    Deve in ogni caso concederla, se la parte che l’ha chiesta offre cauzione per l’ammontare delle eventuali restituzioni, spese e danni.

    Se ricorrono ragioni di urgenza specificamente indicate nell’istanza, la parte costituita può chiedere che la decisione sulla concessione della provvisoria esecuzione sia pronunciata prima dell’udienza di comparizione. Il giudice, sentite le parti, provvede con ordinanza non impugnabile.

  • Art. 649 c.p.c.: Sospensione dell’esecuzione provvisoria

    Art. 649 c.p.c.: Sospensione dell’esecuzione provvisoria

    Art. 649 c.p.c. – Sospensione dell’esecuzione provvisoria

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    Il giudice istruttore, su istanza dell’opponente, quando ricorrono gravi motivi, può, con ordinanza non impugnabile, sospendere l’esecuzione provvisoria del decreto concesso a norma dell’articolo 642.

  • Articolo 656 Codice di Procedura Civile: Impugnazioni

    Articolo 656 Codice di Procedura Civile: Impugnazioni

    Art. 656 c.p.c. – Impugnazioni

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    Il decreto d’ingiunzione, divenuto esecutivo a norma dell’articolo 647, può impugnarsi per revocazione nei casi indicati nei numeri 1, 2, 5 e 6 dell’articolo 395 e con opposizione di terzo nei casi previsti nell’articolo 404 secondo comma.

  • Art. 658 c.p.c.: Intimazione di sfratto per morosità

    Art. 658 c.p.c.: Intimazione di sfratto per morosità

    Art. 658 c.p.c. – Intimazione di sfratto per morosità

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    Il locatore può intimare al conduttore , all’affittuario di azienda, all’affittuario coltivatore diretto, al mezzadro o al colono lo sfratto con le modalità stabilite nell’articolo precedente anche in caso di mancato pagamento del canone di affitto alle scadenze, e chiedere nello stesso atto l’ingiunzione di pagamento per i canoni scaduti.

    Se il canone consiste in derrate, il locatore deve dichiarare a norma dell’articolo 639 la somma che è disposto ad accettare in sostituzione.

Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.