Autore: Andrea Marton

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Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 678 c.p.c.: Esecuzione del sequestro conservativo sui mobili

    Art. 678 c.p.c.: Esecuzione del sequestro conservativo sui mobili

    Art. 678 c.p.c. – Esecuzione del sequestro conservativo sui mobili

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    Il sequestro conservativo sui mobili e sui crediti si esegue secondo le norme stabilite per il pignoramento presso il debitore o presso terzi. In quest’ultimo caso il sequestrante deve, con l’atto di sequestro, citare il terzo e comparire davanti al tribunale del luogo di residenza del terzo stesso per rendere la dichiarazione di cui all’articolo 547. Il giudizio sulle controversie relative all’accertamento dell’obbligo del terzo è sospeso fino all’esito di quello sul merito, a meno che il terzo non chieda l’immediato accertamento dei propri obbligh).

    Se il credito è munito di privilegio sugli oggetti da sequestrare, il giudice può provvedere nei confronti del terzo detentore, a norma del secondo comma dell’articolo precedente.

    Si applica l’art. 610 se nel corso della esecuzione del sequestro sorgono difficoltà che non ammettono dilazione.

  • Art. 679 c.p.c.: Esecuzione del sequestro conservativo sugli immobili

    Art. 679 c.p.c.: Esecuzione del sequestro conservativo sugli immobili

    Art. 679 c.p.c. – Esecuzione del sequestro conservativo sugli immobili

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    Il sequestro conservativo sugli immobili si esegue con la trascrizione del provvedimento presso l’ufficio del conservatore dei registri immobiliari del luogo in cui i beni sono situati.

    Per la custodia dell’immobile si applica la disposizione dell’articolo 559.

  • Articolo 688 Codice di Procedura Civile: Forma dell’istanza

    Articolo 688 Codice di Procedura Civile: Forma dell’istanza

    Art. 688 c.p.c. – Forma dell’istanza

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    La denuncia di nuova opera o di danno temuto si propone con ricorso al giudice competente a norma dell’articolo 21.

    Quando vi è causa pendente per il merito, la denuncia si propone a norma dell’articolo 669-quater.

  • Art. 696-bis c.p.c.: Consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite

    Art. 696-bis c.p.c.: Consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite

    Art. 696-bis c.p.c. – Consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    L’espletamento di una consulenza tecnica, in via preventiva, può essere richiesto anche al di fuori delle condizioni di cui al primo comma dell’articolo 696, ai fini dell’accertamento e della relativa determinazione dei crediti derivanti dalla mancata o inesatta esecuzione di obbligazioni contrattuali o da fatto illecito. Il giudice procede a norma del terzo comma del medesimo articolo 696. Il consulente, prima di provvedere al deposito della relazione, tenta, ove possibile, la conciliazione delle parti.

    Se le parti si sono conciliate, si forma processo verbale della conciliazione.

    Il giudice attribuisce con decreto efficacia di titolo esecutivo al processo verbale, ai fini dell’espropriazione e dell’esecuzione in forma specifica e per l’iscrizione di ipoteca giudiziale.

    Il processo verbale è esente dall’imposta di registro.

    Se la conciliazione non riesce, ciascuna parte può chiedere che la relazione depositata dal consulente sia acquisita agli atti del successivo giudizio di merito.

    Si applicano gli articoli da 191 a 197, in quanto compatibili. Il conferimento dell’incarico al consulente o, se successivo, il giuramento di quest’ultimo determina la sospensione del procedimento fino al deposito del processo verbale di cui al secondo comma o della consulenza tecnica di ufficio e, comunque, per un periodo non superiore a sei mesi. La sospensione non impedisce l’espletamento della consulenza.

    .

    Il procedimento è definito con il decreto di cui al terzo comma o con il deposito della consulenza tecnica di ufficio e il giudice provvede successivamente alla liquidazione dell’onorario e delle spese dell’ausiliario.

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  • Art. 703 c.p.c.: Domande di reintegrazione e di manutenzione nel possesso

    Art. 703 c.p.c.: Domande di reintegrazione e di manutenzione nel possesso

    Art. 703 c.p.c. – Domande di reintegrazione e di manutenzione nel possesso

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    Le domande di reintegrazione e di manutenzione nel possesso si propongono con ricorso al giudice competente a norma dell’articolo 21.

    Il giudice provvede ai sensi degli articoli 669-bis e seguenti, in quanto compatibili . 113a L’ordinanza che accoglie o respinge la domanda è reclamabile ai sensi dell’articolo 669-terdecies.

    113a Se richiesto da una delle parti, entro il termine perentorio di sessanta giorni decorrente dalla comunicazione del provvedimento che ha deciso sul reclamo ovvero, in difetto, del provvedimento di cui al terzo comma, il giudice fissa dinanzi a sé l’udienza per la prosecuzione del giudizio di merito. Si applica l’articolo 669-novies, terzo comma .

  • Art. 704 c.p.c.: Domande di provvedimento possessorio nel corso

    Art. 704 c.p.c.: Domande di provvedimento possessorio nel corso

    Art. 704 c.p.c. – Domande di provvedimento possessorio nel corso di giudizio petitorio

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    Ogni domanda relativa al possesso, per fatti che avvengono durante la pendenza del giudizio petitorio, deve essere proposta davanti al giudice di quest’ultimo.

    La reintegrazione nel possesso può essere tuttavia domandata al giudice competente a norma dell’articolo 703, il quale dà i provvedimenti temporanei indispensabili; ciascuna delle parti può proseguire il giudizio dinanzi al giudice del petitorio, ai sensi dell’articolo 703 .

  • Art. 708 c.p.c. – Tentativo di conciliazione e provvedimenti del presidente (abrogato)

    Art. 708 c.p.c. – Tentativo di conciliazione e provvedimenti del presidente (abrogato)

    Art. 708 c.p.c. – Tentativo di conciliazione e provvedimenti del presidente

    R.D. 28 ottobre 1940, n. 1443 – Codice di procedura civile

    Articolo abrogato. Non è più in vigore: l’abrogazione è stata disposta dal D.Lgs. 10 ottobre 2022, n. 149, come modificato dalla L. 29 dicembre 2022, n. 197. Il testo previgente è riportato qui sotto a fini di consultazione storica.

    Testo previgente

    All’udienza di comparizione il presidente deve sentire i coniugi prima separatamente e poi congiuntamente, tentandone la conciliazione.

    Se i coniugi si conciliano, il presidente fa redigere il processo verbale della conciliazione.

    Se la conciliazione non riesce, il presidente, anche d’ufficio, sentiti i coniugi ed i rispettivi difensori, dà con ordinanza i provvedimenti temporanei e urgenti che reputa opportuni nell’interesse della prole e dei coniugi, nomina il giudice istruttore e fissa udienza di comparizione e trattazione davanti a questi.

    Nello stesso modo il presidente provvede, se il coniuge convenuto non compare, sentiti il ricorrente ed il suo difensore.

    [Contro i provvedimenti di cui al terzo comma si può proporre reclamo con ricorso alla Corte d’appello che si pronuncia in camera di consiglio.

    Il reclamo deve essere proposto nel termine perentorio di dieci giorni dalla notificazione del provvedimento]

  • Art. 709 c.p.c. – Notificazione dell’ordinanza e fissazione dell’udienza (abrogato)

    Art. 709 c.p.c. – Notificazione dell’ordinanza e fissazione dell’udienza (abrogato)

    Art. 709 c.p.c. – Notificazione dell’ordinanza e fissazione dell’udienza

    R.D. 28 ottobre 1940, n. 1443 – Codice di procedura civile

    Articolo abrogato. Non è più in vigore: l’abrogazione è stata disposta dal D.Lgs. 10 ottobre 2022, n. 149, come modificato dalla L. 29 dicembre 2022, n. 197. Il testo previgente è riportato qui sotto a fini di consultazione storica.

    Testo previgente

    L’ordinanza con la quale il presidente fissa l’udienza di comparizione davanti al giudice istruttore è notificata a cura dell’attore al convenuto non comparso, nel termine perentorio stabilito nell’ordinanza stessa, ed è comunicata al pubblico ministero.

    Tra la data dell’ordinanza, ovvero tra la data entro cui la stessa deve essere notificata al convenuto non comparso, e quella dell’udienza di comparizione e trattazione devono intercorrere i termini di cui all’articolo 163-bis ridotti a metà.

    Con l’ordinanza il presidente assegna altresì termine al ricorrente per il deposito in cancelleria di memoria integrativa, che deve avere il contenuto di cui all’articolo 163, terzo comma, numeri 2), 3), 4), 5) e 6), e termine al convenuto per la costituzione in giudizio ai sensi degli articoli 166 e 167, primo e secondo comma, nonché per la proposizione delle eccezioni processuali e di merito che non siano rilevabili d’ufficio.

    L’ordinanza deve contenere l’avvertimento al convenuto che la costituzione oltre il suddetto termine implica le decadenze di cui all’articolo 167 e che oltre il termine stesso non potranno più essere proposte le eccezioni processuali e di merito non rilevabili d’ufficio.

    I provvedimenti temporanei ed urgenti assunti dal presidente con l’ordinanza di cui al terzo comma dell’articolo 708 possono essere revocati o modificati dal giudice istruttore

  • Art. 709-bis c.p.c. – Udienza di comparizione e trattazione davanti al giudice istruttore (abrogato)

    Art. 709-bis c.p.c. – Udienza di comparizione e trattazione davanti al giudice istruttore (abrogato)

    Art. 709-bis c.p.c. – Udienza di comparizione e trattazione davanti al giudice istruttore

    R.D. 28 ottobre 1940, n. 1443 – Codice di procedura civile

    Articolo abrogato. Non è più in vigore: l’abrogazione è stata disposta dal D.Lgs. 10 ottobre 2022, n. 149, come modificato dalla L. 29 dicembre 2022, n. 197. Il testo previgente è riportato qui sotto a fini di consultazione storica.

    Testo previgente

    All’udienza davanti al giudice istruttore si applicano le disposizioni di cui agli articoli 180 e 183, commi primo, secondo [e dal quarto e al decimo] Si applica altresì l’articolo 184.

    [Nel caso in cui il processo debba continuare per la richiesta di addebito, per l’affidamento dei figli o per le questioni economiche, il tribunale emette sentenza non definitiva relativa alla separazione.

    Avverso tale sentenza è ammesso soltanto appello immediato che è deciso in camera di consiglio]

  • Art. 710 c.p.c. – Modificabilità dei provvedimenti relativi alla separazione dei coniugi (abrogato)

    Art. 710 c.p.c. – Modificabilità dei provvedimenti relativi alla separazione dei coniugi (abrogato)

    Art. 710 c.p.c. – Modificabilità dei provvedimenti relativi alla separazione dei coniugi

    R.D. 28 ottobre 1940, n. 1443 – Codice di procedura civile

    Articolo abrogato. Non è più in vigore: l’abrogazione è stata disposta dal D.Lgs. 10 ottobre 2022, n. 149, come modificato dalla L. 29 dicembre 2022, n. 197. Il testo previgente è riportato qui sotto a fini di consultazione storica.

    Testo previgente

    Le parti possono sempre chiedere, con le forme del procedimento in camera di consiglio, la modificazione dei provvedimenti riguardanti i coniugi e la prole conseguenti la separazione.

    Il tribunale, sentite le parti, provvede alla eventuale ammissione di mezzi istruttori e può delegare per l’assunzione uno dei suoi componenti.

    Ove il procedimento non possa essere immediatamente definito, il tribunale può adottare provvedimenti provvisori e può ulteriormente modificarne il contenuto nel corso del procedimento

  • Art. 711 c.p.c. – Separazione consensuale (abrogato)

    Art. 711 c.p.c. – Separazione consensuale (abrogato)

    Art. 711 c.p.c. – Separazione consensuale

    R.D. 28 ottobre 1940, n. 1443 – Codice di procedura civile

    Articolo abrogato. Non è più in vigore: l’abrogazione è stata disposta dal D.Lgs. 10 ottobre 2022, n. 149, come modificato dalla L. 29 dicembre 2022, n. 197. Il testo previgente è riportato qui sotto a fini di consultazione storica.

    Testo previgente

    Nel caso di separazione consensuale [previsto nell’ art. 158 del codice civile] , il presidente, su ricorso di entrambi i coniugi, deve sentirli nel giorno da lui stabilito e procurare di conciliarli nel modo indicato nell’articolo 708.

    Se il ricorso è presentato da uno solo dei coniugi, si applica l’articolo 706 ultimo comma.

    Se la conciliazione non riesce, si dà atto nel processo verbale del consenso dei coniugi alla separazione e delle condizioni riguardanti i coniugi stessi e la prole.

    La separazione consensuale acquista efficacia con la omologazione del tribunale, il quale provvede in camera di consiglio su relazione del presidente.

    Le condizioni della separazione consensuale sono modificabili a norma dell’

  • Art. 714 c.p.c. – Istruzione preliminare (abrogato)

    Art. 714 c.p.c. – Istruzione preliminare (abrogato)

    Art. 714 c.p.c. – Istruzione preliminare

    R.D. 28 ottobre 1940, n. 1443 – Codice di procedura civile

    Articolo abrogato. Non è più in vigore: l’abrogazione è stata disposta dal D.Lgs. 10 ottobre 2022, n. 149, come modificato dalla L. 29 dicembre 2022, n. 197. Il testo previgente è riportato qui sotto a fini di consultazione storica.

    Testo previgente

    All’udienza, il giudice istruttore, con l’intervento del pubblico ministero, procede all’esame dell’interdicendo o dell’inabilitando, sente il parere delle altre persone citate, interrogandole sulle circostanze che ritiene rilevanti ai fini della decisione e può disporre anche d’ufficio l’assunzione di ulteriori informazioni, esercitando tutti i poteri istruttori [previsti nell’ art. 419 del codice civile]

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