Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 618 c.p.c.: Provvedimenti del giudice dell’esecuzione

    Art. 618 c.p.c.: Provvedimenti del giudice dell’esecuzione

    Art. 618 c.p.c. – Provvedimenti del giudice dell’esecuzione

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    Il giudice dell’esecuzione fissa con decreto l’udienza di comparizione delle parti davanti a sé e il termine perentorio per la notificazione del ricorso e del decreto, e dà, nei casi urgenti, i provvedimenti opportuni.

    All’udienza dà con ordinanza i provvedimenti che ritiene indilazionabili ovvero sospende la procedura. In ogni caso fissa un termine perentorio per l’introduzione del giudizio di merito, previa iscrizione a ruolo a cura della parte interessata, osservati i termini a comparire di cui all’articolo 163-bis, o altri se previsti, ridotti della metà. Quando il giudizio di merito è introdotto nelle forme del rito ordinario di cognizione, sono ridotti della metà anche i termini di cui agli articoli 165, 166, 171-bis e 171-ter.

    La causa è decisa con sentenza non impugnabile.

    .

    Sono altresì non impugnabili le sentenze pronunciate a norma dell’articolo precedente primo comma.

  • Articolo 618-bis Codice di Procedura Civile: Procedimento

    Articolo 618-bis Codice di Procedura Civile: Procedimento

    Art. 618-bis c.p.c. – Procedimento

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    Per le materie trattate nei capi I e II del titolo IV del libro secondo, le opposizioni all’esecuzione e agli atti esecutivi sono disciplinate dalle norme previste per le controversie individuali di lavoro in quanto applicabili.

    Resta ferma la competenza del giudice dell’esecuzione nei casi previsti dal secondo comma dell’articolo 615 e dal secondo comma dell’articolo 617 nei limiti dei provvedimenti assunti con ordinanza .

  • Articolo 619 Codice di Procedura Civile: Forma dell’opposizione

    Articolo 619 Codice di Procedura Civile: Forma dell’opposizione

    Art. 619 c.p.c. – Forma dell’opposizione

    In vigore dal 21 aprile 1942 (R.D. 1443/1940)

    Il terzo che pretende avere la proprietà o altro diritto reale sui beni pignorati può proporre opposizione con

    ricorso al giudice dell’esecuzione, prima che sia disposta la vendita o l’assegnazione dei beni.

    Il giudice fissa con decreto l’udienza di comparizione delle parti davanti a sé e il termine perentorio per la

    notificazione del ricorso e del decreto.

    Se all’udienza le parti raggiungono un accordo il giudice ne dà atto con ordinanza, adottando ogni

    altra decisione idonea ad assicurare, se del caso, la prosecuzione del processo esecutivo ovvero ad

    estinguere il processo, statuendo altresì in questo caso anche sulle spese, altrimenti il giudice provvede

    ai sensi dell’art. 616 tenuto conto della competenza per valore.

  • Art. 624 c.p.c.: Sospensione per opposizione all’esecuzione

    Art. 624 c.p.c.: Sospensione per opposizione all’esecuzione

    Art. 624 c.p.c. – Sospensione per opposizione all’esecuzione

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    Se è proposta opposizione all’esecuzione a norma degli articoli 615 e 619, il giudice dell’esecuzione, concorrendo gravi motivi, sospende, su istanza di parte, il processo con cauzione o senza.

    Contro l’ordinanza che provvede sull’istanza di sospensione è ammesso reclamo ai sensi dell’articolo 669-terdecies. La disposizione di cui al periodo precedente si applica anche al provvedimento di cui all’articolo 512, secondo comma. Nei casi di sospensione del processo disposta ai sensi del primo comma, se l’ordinanza non viene reclamata o viene confermata in sede di reclamo, e il giudizio di merito non è stato introdotto nel termine perentorio assegnato ai sensi dell’articolo 616, il giudice dell’esecuzione dichiara, anche d’ufficio, con ordinanza, l’estinzione del processo e ordina la cancellazione della trascrizione del pignoramento, provvedendo anche sulle spese.

    L’ordinanza è reclamabile ai sensi dell’articolo 630, terzo comma.

    La disposizione di cui al terzo comma si applica, in quanto compatibile, anche al caso di sospensione del processo disposta ai sensi dell’ articolo 618 .

  • Art. 624-bis c.p.c.: Sospensione su istanza delle parti

    Art. 624-bis c.p.c.: Sospensione su istanza delle parti

    Art. 624-bis c.p.c. – Sospensione su istanza delle parti

    Il giudice dell’esecuzione, su istanza di tutti i creditori muniti di titolo esecutivo, può, sentito il

    debitore, sospendere il processo fino a ventiquattro mesi. L’istanza può essere proposta fino a venti

    giorni prima della scadenza del termine per il deposito delle offerte di acquisto o, nel caso in cui la

    vendita senza incanto non abbia luogo, fino a quindici giorni prima dell’incanto. Sull’istanza il giudice

    provvede nei dieci giorni successivi al deposito, e, se l’accoglie, dispone, nei casi di cui al secondo

    comma dell’art. 490, che, nei cinque giorni successivi al deposito del provvedimento di sospensione, lo

    stesso sia comunicato al custode e pubblicato sul sito internet sul quale è pubblicata la relazione di

    stima. La sospensione è disposta per una sola volta. L’ordinanza è revocabile in qualsiasi momento,

    anche su richiesta di un solo creditore e sentito comunque il debitore.

    Entro dieci giorni dalla scadenza del termine la parte interessata deve presentare istanza per la

    fissazione dell’udienza in cui il processo deve proseguire.

    Nelle espropriazioni mobiliari l’istanza per la sospensione può essere presentata non oltre la fissazione

    della data di asporto dei beni ovvero fino a dieci giorni prima della data della vendita se questa deve

    essere espletata nei luoghi in cui essi sono custoditi e, comunque, prima della effettuazione della

    pubblicità commerciale ove disposta. Nelle espropriazioni presso terzi l’istanza di sospensione non può

    più essere proposta dopo la dichiarazione del terzo.

  • Art. 628 c.p.c.: Sospensione del termine d’efficacia del pignoramento

    Art. 628 c.p.c.: Sospensione del termine d’efficacia del pignoramento

    Art. 628 c.p.c. – Sospensione del termine d’efficacia del pignoramento

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    L’opposizione ai singoli atti esecutivi sospende il decorso del termine previsto nell’articolo 497.

  • Articolo 629 Codice di Procedura Civile: Rinuncia

    Articolo 629 Codice di Procedura Civile: Rinuncia

    Art. 629 c.p.c. – Rinuncia

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    Il processo si estingue se, prima dell’aggiudicazione o dell’assegnazione, il creditore pignorante e quelli intervenuti muniti di titolo esecutivo rinunciano agli atti.

    Dopo la vendita il processo si estingue se rinunciano agli atti tutti i creditori concorrenti.

    In quanto possibile, si applicano le disposizioni dell’articolo 306.

  • Art. 632 c.p.c.: Effetti dell’estinzione del processo

    Art. 632 c.p.c.: Effetti dell’estinzione del processo

    Art. 632 c.p.c. – Effetti dell’estinzione del processo

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    Con l’ordinanza che pronuncia l’estinzione è disposta sempre la cancellazione della trascrizione del pignoramento. Con la medesima ordinanza il giudice dell’esecuzione provvede alla liquidazione delle spese sostenute dalle parti, se richiesto, e alla liquidazione dei compensi spettanti all’eventuale delegato ai sensi dell’articolo 591- bis .

    Se l’estinzione del processo esecutivo si verifica prima dell’aggiudicazione o dell’assegnazione, essa rende inefficaci gli atti compiuti; se avviene dopo l’aggiudicazione o l’assegnazione, la somma ricavata è consegnata al debitore.

    Avvenuta l’estinzione del processo, il custode rende al debitore il conto, che è discusso e chiuso davanti al giudice dell’esecuzione.

    Si applica la disposizione dell’articolo 310 ultimo comma.

  • Articolo 633 Codice di Procedura Civile: Condizioni di ammissibilità

    Articolo 633 Codice di Procedura Civile: Condizioni di ammissibilità

    Art. 633 c.p.c. – Condizioni di ammissibilità

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    Su domanda di chi è creditore di una somma liquida di danaro o di una determinata quantità di cose fungibili, o di chi ha diritto alla consegna di una cosa mobile determinata, il giudice competente pronuncia ingiunzione di pagamento o di consegna:

    1) se del diritto fatto valere si dà prova scritta;

    2) se il credito riguarda onorari per prestazioni giudiziali o stragiudiziali o rimborso di spese fatte da avvocati, procuratori, cancellieri, ufficiali giudiziari o da chiunque altro ha prestato la sua opera in occasione di un processo;

    3) se il credito riguarda onorari, diritti o rimborsi spettanti ai notai a norma della loro legge professionale, oppure ad altri esercenti una libera professione o arte, per la quale esiste una tariffa legalmente approvata.

    L’ingiunzione può essere pronunciata anche se il diritto dipende da una controprestazione o da una condizione, purché il ricorrente offra elementi atti a far presumere l’adempimento della controprestazione o lo avveramento della condizione.

    COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 9 OTTOBRE 2002, N. 231 .

  • Articolo 634 Codice di Procedura Civile: Prova scritta

    Articolo 634 Codice di Procedura Civile: Prova scritta

    Art. 634 c.p.c. – Prova scritta

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    Sono prove scritte idonee a norma del numero 1 dell’articolo precedente le polizze e promesse unilaterali per scrittura privata e i telegrammi, anche se mancanti dei requisiti prescritti dal codice civile.

    Per i crediti relativi a somministrazioni di merci e di danaro nonché per prestazioni di servizi fatte da imprenditori che esercitano un’attività commerciale e da lavoratori autonomi, anche a persone che non esercitano tale attività, sono altresì prove scritte idonee gli estratti autentici delle scritture contabili di cui agli articoli 2214 e seguenti del codice civile nonché di quelle prescritte dalle leggi tributarie, purché tenute, anche con strumenti informatici, con l’osservanza delle norme stabilite dalla legge . Per i crediti di cui al presente comma costituiscono inoltre prova scritta idonea le fatture elettroniche trasmesse attraverso il Sistema di interscambio istituito dal Ministero dell’economia e delle finanze e gestito dall’Agenzia delle entrate.

  • Art. 635 c.p.c.: Prova scritta per i crediti dello Stato e degli enti pubblici

    Art. 635 c.p.c.: Prova scritta per i crediti dello Stato e degli enti pubblici

    Art. 635 c.p.c. – Prova scritta per i crediti dello Stato e degli enti pubblici

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    Per i crediti dello Stato, o di enti o istituti soggetti a tutela o vigilanza dello Stato, sono prove idonee anche i libri o registri della pubblica amministrazione, quando un funzionario all’uopo autorizzato o un notaio ne attesta la regolare tenuta a norma delle leggi e dei regolamenti. Restano salve le disposizioni delle leggi sulla riscossione delle entrate patrimoniali dello Stato e degli enti o istituti sopra indicati.

    Per i crediti derivanti da omesso versamento agli enti di previdenza e di assistenza dei contributi relativi ai rapporti indicati nell’articolo 459 secondo comma, sono altresì prove idonee gli accertamenti eseguiti dall’ispettorato corporativo e dai funzionari degli enti.

  • Articolo 637 Codice di Procedura Civile: Giudice competente

    Articolo 637 Codice di Procedura Civile: Giudice competente

    Art. 637 c.p.c. – Giudice competente

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    Per l’ingiunzione è competente il giudice di pace o, in composizione monocratica, il tribunale che sarebbe competente per la domanda proposta in via ordinaria.

    Per i crediti previsti nel n. 2 dell’articolo 633 è competente anche l’ufficio giudiziario che ha deciso la causa alla quale il credito si riferisce.

    Gli avvocati o i notai possono altresì proporre domanda d’ingiunzione contro i propri clienti al giudice competente per valore del luogo ove ha sede il consiglio dell’ordine al cui albo sono iscritti o il consiglio notarile dal quale dipendono.

Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.