Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 355 c.p.: Inadempimenti di contratti di pubbliche forniture

    Art. 355 c.p.: Inadempimenti di contratti di pubbliche forniture

    Art. 355 c.p. – Inadempimento di contratti di pubbliche forniture

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Chiunque, non adempiendo gli obblighi che gli derivano da un contratto di fornitura concluso con lo Stato, o con un altro ente pubblico, ovvero con un’impresa esercente servizi pubblici o di pubblica necessità, fa mancare, in tutto o in parte, cose od opere, che siano necessarie a uno stabilimento pubblico o ad un pubblico servizio, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa non inferiore a euro 103.

    La pena è aumentata se la fornitura concerne:

    1° sostanze alimentari o medicinali, ovvero cose od opere destinate alle comunicazioni per terra, per acqua o per aria, o alle comunicazioni telegrafiche o telefoniche;

    2° cose od opere destinate all’armamento o all’equipaggiamento delle forze armate dello Stato;

    3° cose od opere destinate ad ovviare a un comune pericolo o ad un pubblico infortunio.

    Se il fatto è commesso per colpa, si applica la reclusione fino a un anno, ovvero la multa da euro 51 a euro 2.065.

    Le stesse disposizioni si applicano ai subfornitori, ai mediatori e ai rappresentanti dei fornitori, quando essi, violando i loro obblighi contrattuali, hanno fatto mancare la fornitura.

  • Articolo 356 Codice Penale: Frode nelle pubbliche forniture

    Articolo 356 Codice Penale: Frode nelle pubbliche forniture

    Art. 356 c.p. – Frode nelle pubbliche forniture

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Chiunque commette frode nella esecuzione dei contratti di fornitura o nell’adempimento degli altri obblighi contrattuali indicati nell’articolo precedente, è punito con la reclusione da uno a cinque anni e con la multa non inferiore a lire diecimila.

    La pena è aumentata nei casi preveduti dal primo capoverso dell’articolo precedente.

  • Articolo 357 Codice Penale: Nozione del pubblico ufficiale

    Articolo 357 Codice Penale: Nozione del pubblico ufficiale

    Art. 357 c.p. Nozione del pubblico ufficiale

    In vigore dal 1° luglio 1931

    Agli effetti della legge penale, sono pubblici ufficiali coloro i quali esercitano una pubblica funzione legislativa, giudiziaria o amministrativa.

    Agli stessi effetti è pubblica la funzione amministrativa disciplinata da norme di diritto pubblico e da atti autoritativi e caratterizzata dalla formazione e dalla manifestazione della volontà della pubblica amministrazione o dal suo svolgersi per mezzo di poteri autoritativi o certificativi.

  • Art. 358 c.p.: Nozione della persona incaricata di un pubblico servizio

    Art. 358 c.p.: Nozione della persona incaricata di un pubblico servizio

    Art. 358 c.p. – Nozione della persona incaricata di un pubblico servizio

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Agli effetti della legge penale, sono incaricati di un pubblico servizio coloro i quali, a qualunque titolo, prestano un pubblico servizio.

    Per pubblico servizio deve intendersi un’attività disciplinata nelle stesse forme della pubblica funzione, ma caratterizzata dalla mancanza dei poteri tipici di questa ultima, e con esclusione dello svolgimento di semplici mansioni di ordine e della prestazione di opera meramente materiale .

  • Art. 360 c.p.: Cessazione della qualità di pubblico ufficiale

    Art. 360 c.p.: Cessazione della qualità di pubblico ufficiale

    Art. 360 c.p. – Cessazione della qualità di pubblico ufficiale

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Quando la legge considera la qualità di pubblico ufficiale, o di incaricato di un pubblico servizio, o di esercente un servizio di pubblica necessità, come elemento costitutivo o come circostanza aggravante di un reato, la cessazione di tale qualità, nel momento in cui il reato è commesso, non esclude la esistenza di questo né la circostanza aggravante, se il fatto si riferisce all’ufficio o al servizio esercitato.

  • Articolo 346-bis Codice Penale: Traffico di influenze illecite

    Articolo 346-bis Codice Penale: Traffico di influenze illecite

    Art. 346-bis c.p. – Traffico di influenze illecite

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Chiunque, fuori dei casi di concorso nei reati di cui agli articoli 318, 319 e 319-ter e nei reati di corruzione di cui all’articolo 322-bis, utilizzando intenzionalmente allo scopo relazioni esistenti con un pubblico ufficiale o un incaricato di un pubblico servizio o uno degli altri soggetti di cui all’articolo 322-bis, indebitamente fa dare o promettere, a sé o ad altri, denaro o altra utilità economica, per remunerare un pubblico ufficiale o un incaricato di un pubblico servizio o uno degli altri soggetti di cui all’articolo 322-bis, in relazione all’esercizio delle sue funzioni, ovvero per realizzare un’altra mediazione illecita, è punito con la pena della reclusione da un anno e sei mesi a quattro anni e sei mesi.

    Ai fini di cui al primo comma, per altra mediazione illecita si intende la mediazione per indurre il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio o uno degli altri soggetti di cui all’articolo 322-bis a compiere un atto contrario ai doveri d’ufficio costituente reato dal quale possa derivare un vantaggio indebito.

    La stessa pena si applica a chi indebitamente dà o promette denaro o altra utilità economica.

    La pena è aumentata se il soggetto che indebitamente fa dare o promettere, a sé o ad altri, denaro o altra utilità economica riveste la qualifica di pubblico ufficiale o di incaricato di un pubblico servizio o una delle qualifiche di cui all’articolo 322-bis.

    La pena è altresì aumentata se i fatti sono commessi in relazione all’esercizio di attività giudiziarie o per remunerare il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio o uno degli altri soggetti di cui all’articolo 322-bis in relazione al compimento di un atto contrario ai doveri d’ufficio o all’omissione o al ritardo di un atto del suo ufficio .

  • Articolo 347 Codice Penale: Usurpazione di funzioni pubbliche

    Articolo 347 Codice Penale: Usurpazione di funzioni pubbliche

    Art. 347 c.p. – Usurpazione di funzioni pubbliche

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Chiunque usurpa una funzione pubblica o le attribuzioni inerenti a un pubblico impiego è punito con la reclusione fino a due anni.

    Alla stessa pena soggiace il pubblico ufficiale o impiegato il quale, avendo ricevuta partecipazione del provvedimento che fa cessare o sospende le sue funzioni o le sue attribuzioni, continua ad esercitarle.

    La condanna importa la pubblicazione della sentenza.

  • Articolo 348 Codice Penale: Abusivo esercizio di una professione

    Articolo 348 Codice Penale: Abusivo esercizio di una professione

    Art. 348 c.p. – Esercizio abusivo di una professione

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Chiunque abusivamente esercita una professione per la quale è richiesta una speciale abilitazione dello Stato è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da euro 10.000 a euro 50.000.

    La condanna comporta la pubblicazione della sentenza e la confisca delle cose che servirono o furono destinate a commettere il reato e, nel caso in cui il soggetto che ha commesso il reato eserciti regolarmente una professione o attività, la trasmissione della sentenza medesima al competente Ordine, albo o registro ai fini dell’applicazione dell’interdizione da uno a tre anni dalla professione o attività regolarmente esercitata.

    Si applica la pena della reclusione da uno a cinque anni e della multa da euro 15.000 a euro 75.000 nei confronti del professionista che ha determinato altri a commettere il reato di cui al primo comma ovvero ha diretto l’attività delle persone che sono concorse nel reato medesimo .

  • Articolo 349 Codice Penale: Violazione di sigilli

    Articolo 349 Codice Penale: Violazione di sigilli

    Art. 349 c.p. – Violazione di sigilli

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Chiunque viola i sigilli, per disposizione della legge o per ordine dell’Autorità apposti al fine di assicurare la conservazione o la identità di una cosa, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da lire mille a diecimila.

    Se il colpevole è colui che ha in custodia la cosa, la pena è della reclusione da tre a cinque anni e della multa da lire tremila a trentamila.

  • Articolo 350 Codice Penale: Agevolazione colposa

    Articolo 350 Codice Penale: Agevolazione colposa

    Art. 350 c.p. – Agevolazione colposa

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Se la violazione dei sigilli è resa possibile, o comunque agevolata, per colpa di chi ha in custodia la cosa, questi è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da lire trecentomila a un milione ottocentomila .

  • Articolo 351 Codice Penale: Violazione della pubblica custodia di cose

    Articolo 351 Codice Penale: Violazione della pubblica custodia di cose

    Art. 351 c.p. – Violazione della pubblica custodia di cose

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Chiunque sottrae, sopprime, distrugge, disperde o deteriora corpi di reato, atti, documenti, ovvero un’altra cosa mobile particolarmente custodita in un pubblico ufficio, o presso un pubblico ufficiale o un impiegato che presti un pubblico servizio, è punito, qualora il fatto non costituisca un più grave delitto, con la reclusione da uno a cinque anni.

  • Art. 352 c.p.: Vendita di stampati dei quali è stato ordinato il sequestro

    Art. 352 c.p.: Vendita di stampati dei quali è stato ordinato il sequestro

    Art. 352 c.p. – Vendita di stampati dei quali è stato ordinato il sequestro

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Chiunque vende, distribuisce o affigge, in luogo pubblico o aperto al pubblico, scritti o disegni, dei quali l’Autorità ha ordinato il sequestro, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da lire duecentomila a un milione duecentomila .

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