Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Articolo 328 Codice Penale: Rifiuto di atti di ufficio. Omissione

    Articolo 328 Codice Penale: Rifiuto di atti di ufficio. Omissione

    Art. 328 c.p. – Rifiuto di atti d’ufficio. Omissione

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio, che indebitamente rifiuta un atto del suo uffico che, per ragioni di giustizia o di sicurezza pubblica, o di ordine pubblico o di igiene e sanità, deve essere compiuto senza ritardo, è punito con la reclusione da sei mesi a due anni.

    Fuori dei casi previsti dal primo comma, il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio, che entro trenta giorni dalla richiesta di chi vi abbia interesse non compie l’atto del suo ufficio e non risponde per esporre le ragioni del ritardo, è punito con la reclusione fino ad un anno o con la multa fino a lire due milioni.

    Tale richiesta deve essere redatta in forma scritta ed il termine di trenta giorni decorrere dalla ricezione della richiesta stessa .

  • Art. 329 c.p.: Rifiuto o ritardo di obbedienza commesso da un militare o da un agente della forza pubblica

    Art. 329 c.p.: Rifiuto o ritardo di obbedienza commesso da un militare o da un agente della forza pubblica

    Art. 329 c.p. Rifiuto o ritardo di obbedienza commesso da un militare o da un agente della forza pubblica

    In vigore dal 1° luglio 1931

    Il militare o l’agente della forza pubblica, il quale rifiuta o ritarda indebitamente di eseguire una richiesta fattagli dall’autorità competente nelle forme stabilite dalla legge, è punito con la reclusione fino a due anni.

  • Art. 330 Codice Penale: Abrogato

    Art. 330 Codice Penale: Abrogato

    Art. 330 c.p.

    Articolo abrogato dalla L. 12 giugno 1990, n. 146. Fonte: Normattiva.

  • Art. 331 c.p.: Interruzione d’un servizio pubblico o di pubblica necessità

    Art. 331 c.p.: Interruzione d’un servizio pubblico o di pubblica necessità

    Art. 331 c.p. – Interruzione d’un servizio pubblico o di pubblica necessità

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Chi, esercitando imprese di servizi pubblici o di pubblica necessità, interrompe il servizio, ovvero sospende il lavoro nei suoi stabilimenti, uffici o aziende, in modo da turbare la regolarità del servizio, è punito con la reclusione da sei mesi a un anno e con la multa non inferiore a lire cinquemila.

    I capi, promotori od organizzatori sono puniti con la reclusione da tre a sette anni e con la multa non inferiore a lire trentamila.

    Si applica la disposizione dell’ultimo capoverso dell’articolo precedente.

  • Art. 332 Codice Penale: Abrogato

    Art. 332 Codice Penale: Abrogato

    Art. 332 c.p.

    Articolo abrogato dalla L. 25 giugno 1999, n. 205. Fonte: Normattiva.

  • Art. 333 Codice Penale: Abrogato

    Art. 333 Codice Penale: Abrogato

    Art. 333 c.p.

    Articolo abrogato dalla L. 12 giugno 1990, n. 146. Fonte: Normattiva.

  • Art. 334 c.p.: Sottrazione o danneggiamento di cose sottoposte a sequestro disposto nel corso di un procedimento penale o dalla autorità amministrativa

    Art. 334 c.p.: Sottrazione o danneggiamento di cose sottoposte a sequestro disposto nel corso di un procedimento penale o dalla autorità amministrativa

    Art. 334 c.p. – Sottrazione o danneggiamento di cose sottoposte a sequestro disposto nel corso di un procedimento penale o dalla autorità amministrativa

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Chiunque sottrae, sopprime, distrugge, disperde o deteriora una cosa sottoposta a sequestro disposto nel corso di un procedimento penale o dall’autorità amministrativa e affidata alla sua custodia, al solo scopo di favorire il proprietario di essa, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da lire centomila a un milione.

    Si applicano la reclusione da tre mesi a due anni e la multa da lire sessantamila a lire seicentomila se la sottrazione, la soppressione, la distruzione, la dispersione o il deterioramento sono commessi dal proprietario della cosa, affidata alla sua custodia.

    La pena è della reclusione da un mese ad un anno e della multa fino a lire seicentomila, se il fatto è commesso dal proprietario della cosa medesima non affidata alla sua custodia.

  • Art. 335 c.p.: Violazione colposa di doveri inerenti alla custodia di cose sottoposte a sequestro disposto nel corso di un procedimento penale o dall’autorità amministrativa

    Art. 335 c.p.: Violazione colposa di doveri inerenti alla custodia di cose sottoposte a sequestro disposto nel corso di un procedimento penale o dall’autorità amministrativa

    Art. 335 c.p. – Violazione colposa di doveri inerenti alla custodia di cose sottoposte a sequestro disposto nel corso di un procedimento penale o dall’autorità amministrativa

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Chiunque, avendo in custodia una cosa sottoposta a sequestro disposto nel corso di un procedimento penale o dall’autorità amministrativa, per colpa ne cagiona la distruzione o la dispersione, ovvero ne agevola la sottrazione o la soppressione, è punito con la reclusione fino a sei mesi o con la multa fino a lire seicentomila .

  • Art. 323 c.p. – Abuso d’ufficio (abrogato)

    Art. 323 c.p. – Abuso d’ufficio (abrogato)

    Art. 323 c.p. – Abuso d’ufficio

    R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398 – Codice penale

    Articolo abrogato. Non è più in vigore: l’abrogazione è stata disposta dalla L. 9 agosto 2024, n. 114. Il testo previgente è riportato qui sotto a fini di consultazione storica.

    Testo previgente

    Salvo che il fatto non costituisca un più grave reato, il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio che, nello svolgimento delle funzioni o del servizio, in violazione [di specifiche regole di condotta espressamente previste dalla legge o da atti aventi forza di legge e dalle quali non residuino margini di discrezionalità] ovvero omettendo di astenersi in presenza di un interesse proprio o di un prossimo congiunto o negli altri casi prescritti, intenzionalmente procura a sé o ad altri un ingiusto vantaggio patrimoniale ovvero arreca ad altri un danno ingiusto è punito con la reclusione da uno a quattro anni.

    La pena è aumentata nei casi in cui il vantaggio o il danno hanno un carattere di rilevante gravità

  • Art. 324 Codice Penale: Abrogato

    Art. 324 Codice Penale: Abrogato

    Art. 324 c.p.

    Articolo abrogato dalla L. 26 aprile 1990, n. 86. Fonte: Normattiva.

  • Art. 325 c.p.: Utilizzazione d’invenzioni o scoperte conosciute

    Art. 325 c.p.: Utilizzazione d’invenzioni o scoperte conosciute

    Art. 325 c.p. – Utilizzazione d’invenzioni o scoperte conosciute per ragione di ufficio

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio, che impiega, a proprio o altrui profitto, invenzioni o scoperte scientifiche, o nuove applicazioni industriali, che egli conosca per ragione dell’ufficio o servizio, e che debbano rimanere segrete, è punito con la reclusione da uno a cinque anni e con la multa non inferiore a euro 516.

  • Art. 326 c.p.: Rivelazione ed utilizzazione di segreti di ufficio

    Art. 326 c.p.: Rivelazione ed utilizzazione di segreti di ufficio

    Art. 326 c.p. – Rivelazione ed utilizzazione di segreti di ufficio

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Il pubblico ufficiale o la persona incaricata di un pubblico servizio, che, violando i doveri inerenti alle funzioni o al servizio, o comunque abusando della sua qualità, rivela notizie di ufficio, le quali debbano rimanere segrete, o ne agevola in qualsiasi modo la conoscenza, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni.

    Se l’agevolazione è soltanto colposa, si applica la reclusione fino a un anno.

    Il pubblico ufficiale o la persona incaricata di un pubblico servizio, che, per procurare a sé o ad altri un indebito profitto patrimoniale, si avvale illegittimamente di notizie di ufficio, le quali debbano rimanere segrete, è punito con la reclusione da due a cinque anni. Se il fatto è commesso al fine procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto non patrimoniale o di cagionare ad altri un danno ingiusto, si applica la pena della reclusione fino a due anni .

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