Art. 359 c.p. Persone esercenti un servizio di pubblica necessità
In vigore dal 1° luglio 1931
Agli effetti della legge penale, sono persone che esercitano un servizio di pubblica necessità:
:1) i privati che esercitano professioni forensi o sanitarie, o altre professioni il cui esercizio sia per legge vietato senza una speciale abilitazione dello Stato, quando dell’opera di essi il pubblico sia per legge obbligato a valersi;
:2) i privati che, non esercitando una pubblica funzione, né prestando un pubblico servizio, adempiono un servizio dichiarato di pubblica necessità mediante un atto della pubblica amministrazione.

Spiegazione
Commette calunnia chi, con denuncia, querela o istanza all’autorità (anche anonima o sotto falso nome), incolpa di un reato una persona che sa innocente, oppure simula a suo carico le tracce di un reato. La pena è la reclusione (da due a sei anni).
Come funziona e quando si applica
Tutela sia l’amministrazione della giustizia sia l’onore dell’incolpato. Elemento essenziale è la consapevolezza dell’innocenza dell’accusato. Va distinta dalla simulazione di reato (art. 367), che non incolpa una persona determinata.
Esempio pratico
Chi denuncia qualcuno per un furto sapendo che non l’ha commesso, per danneggiarlo, risponde di calunnia.
Domande frequenti
Che differenza c’è tra calunnia e diffamazione?
La calunnia (art. 368) è incolpare falsamente qualcuno di un reato davanti all’autorità sapendolo innocente; la diffamazione lede la reputazione comunicando con più persone.
E la simulazione di reato?
La simulazione (art. 367) riguarda la falsa notizia di un reato senza incolpare una persona determinata.
Norme collegate
Spiegazione divulgativa a scopo informativo, aggiornata alla normativa vigente; non sostituisce una consulenza legale sul caso concreto.