Autore: Andrea Marton

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Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 359 c.p.: Persone esercenti un servizio di pubblica necessità

    Art. 359 c.p.: Persone esercenti un servizio di pubblica necessità

    Art. 359 c.p. Persone esercenti un servizio di pubblica necessità

    In vigore dal 1° luglio 1931

    Agli effetti della legge penale, sono persone che esercitano un servizio di pubblica necessità:

    :1) i privati che esercitano professioni forensi o sanitarie, o altre professioni il cui esercizio sia per legge vietato senza una speciale abilitazione dello Stato, quando dell’opera di essi il pubblico sia per legge obbligato a valersi;

    :2) i privati che, non esercitando una pubblica funzione, né prestando un pubblico servizio, adempiono un servizio dichiarato di pubblica necessità mediante un atto della pubblica amministrazione.

  • Art. 361 c.p.: Omessa denuncia di reato da parte del pubblico ufficiale

    Art. 361 c.p.: Omessa denuncia di reato da parte del pubblico ufficiale

    Art. 361 c.p. – Omessa denuncia di reato da parte del pubblico ufficiale

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Il pubblico ufficiale, il quale omette o ritarda di denunciare all’Autorità giudiziaria, o ad un’altra Autorità che a quella abbia obbligo di riferirne, un reato di cui ha avuto notizia nell’esercizio o a causa delle sue funzioni, è punito con la multa da lire trecento a cinquemila.

    La pena è della reclusione fino ad un anno, se il colpevole è un ufficiale o un agente di polizia giudiziaria, che ha avuto comunque notizia di un reato del quale doveva fare rapporto.

    Le disposizioni precedenti non si applicano se si tratta di delitto punibile a querela della persona offesa.

  • Art. 362 c.p.: Omessa denuncia da parte di un incaricato di pubblico servizio

    Art. 362 c.p.: Omessa denuncia da parte di un incaricato di pubblico servizio

    Art. 362 c.p. – Omessa denuncia da parte di un incaricato di pubblico servizio

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    L’incaricato di un pubblico servizio, che omette o ritarda di denunciare all’Autorità indicata nell’articolo precedente un reato del quale abbia avuto notizia nell’esercizio o a causa del servizio, è punito con la multa fino a euro 103.

    Tale disposizione non si applica se si tratta di un reato punibile a querela della persona offesa né si applica ai responsabili delle comunità terapeutiche socio-riabilitative per fatti commessi da persone tossicodipendenti affidate per l’esecuzione del programma definito da un servizio pubblico .

  • Articolo 363 Codice Penale: Omessa denuncia aggravata

    Articolo 363 Codice Penale: Omessa denuncia aggravata

    Art. 363 c.p. Omessa denuncia aggravata

    In vigore dal 1° luglio 1931

    Nei casi preveduti dai due articoli precedenti, se la omessa o ritardata denuncia riguarda un delitto contro la personalità dello Stato, la pena è della reclusione da sei mesi a tre anni; ed è da uno a cinque anni, se il colpevole è un ufficiale o un agente di polizia giudiziaria.

  • Articolo 366 Codice Penale: Rifiuto di uffici legalmente dovuti

    Articolo 366 Codice Penale: Rifiuto di uffici legalmente dovuti

    Art. 366 c.p. – Rifiuto di uffici legalmente dovuti

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Chiunque, nominato dall’Autorità giudiziaria perito, interprete, ovvero custode di cose sottoposte a sequestro dal giudice penale, ottiene con mezzi fraudolenti l’esenzione dall’obbligo di comparire o di prestare il suo ufficio, è punito con la reclusione fino a sei mesi o con la multa da lire trecento a cinquemila.

    Le stesse pene si applicano a chi, chiamato dinanzi all’Autorità giudiziaria per adempiere ad alcuna delle predette funzioni, rifiuta di dare le proprie generalità, ovvero di prestare il giuramento richiesto, ovvero di assumere o di adempiere le funzioni medesime.

    Le disposizioni precedenti si applicano alla persona chiamata a deporre come testimonio dinanzi all’Autorità giudiziaria e ad ogni altra persona chiamata ad esercitare una funzione giudiziaria.

    Se il colpevole è un perito o un interprete, la condanna importa l’interdizione dalla professione o dall’arte.

  • Articolo 367 Codice Penale: Simulazione di reato

    Articolo 367 Codice Penale: Simulazione di reato

    Art. 367 c.p. Simulazione di reato

    In vigore dal 1° luglio 1931

    Chiunque, con denuncia, querela, richiesta o istanza, anche se anonima o sotto falso nome, diretta all’autorità giudiziaria o ad un’altra autorità che a quella abbia obbligo di riferirne, afferma falsamente essere avvenuto un reato, ovvero simula le tracce di un reato, in modo che si possa iniziare un procedimento penale per accertarlo, è punito con la reclusione da uno a tre anni.

  • Art. 368 Codice Penale: Calunnia

    Art. 368 Codice Penale: Calunnia

    Art. 368 c.p. – Calunnia

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Chiunque, con denunzia, querela, richiesta o istanza, anche se anonima o sotto falso nome, diretta all’Autorità giudiziaria o ad un’altra Autorità che a quella abbia obbligo di riferirne o alla Corte penale internazionale, incolpa di un reato taluno che egli sa innocente, ovvero simula a carico di lui le tracce di un reato, è punito con la reclusione da due a sei anni.

    La pena è aumentata se s’incolpa taluno di un reato pel quale la legge stabilisce la pena della reclusione superiore nel massimo a dieci anni, o un’altra pena più grave.

    La reclusione è da quattro a dodici anni, se dal fatto deriva una condanna alla reclusione superiore a cinque anni; è da sei a venti anni, se dal fatto deriva una condanna all’ergastolo; e si applica la pena dell’ergastolo, se dal fatto deriva una condanna alla pena di morte.

    Spiegazione

    Commette calunnia chi, con denuncia, querela o istanza all’autorità (anche anonima o sotto falso nome), incolpa di un reato una persona che sa innocente, oppure simula a suo carico le tracce di un reato. La pena è la reclusione (da due a sei anni).

    Come funziona e quando si applica

    Tutela sia l’amministrazione della giustizia sia l’onore dell’incolpato. Elemento essenziale è la consapevolezza dell’innocenza dell’accusato. Va distinta dalla simulazione di reato (art. 367), che non incolpa una persona determinata.

    Esempio pratico

    Chi denuncia qualcuno per un furto sapendo che non l’ha commesso, per danneggiarlo, risponde di calunnia.

    Domande frequenti

    Che differenza c’è tra calunnia e diffamazione?

    La calunnia (art. 368) è incolpare falsamente qualcuno di un reato davanti all’autorità sapendolo innocente; la diffamazione lede la reputazione comunicando con più persone.

    E la simulazione di reato?

    La simulazione (art. 367) riguarda la falsa notizia di un reato senza incolpare una persona determinata.

    Norme collegate

    Spiegazione divulgativa a scopo informativo, aggiornata alla normativa vigente; non sostituisce una consulenza legale sul caso concreto.

  • Articolo 369 Codice Penale: Autocalunnia

    Articolo 369 Codice Penale: Autocalunnia

    Art. 369 c.p. – Autocalunnia

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Chiunque, mediante dichiarazione ad alcuna delle Autorità indicate nell’articolo precedente, anche se fatta con scritto anonimo o sotto falso nome, ovvero mediante confessione innanzi all’Autorità giudiziaria, incolpa sé stesso di un reato che egli sa non avvenuto, o di un reato commesso da altri, è punito con la reclusione da uno a tre anni.

  • Art. 370 c.p.: Simulazione o calunnia per un fatto costituente contravvenzione

    Art. 370 c.p.: Simulazione o calunnia per un fatto costituente contravvenzione

    Art. 370 c.p. Simulazione o calunnia per un fatto costituente contravvenzione

    In vigore dal 1° luglio 1931

    Le pene stabilite negli articoli precedenti sono diminuite se la simulazione o la calunnia concerne un fatto preveduto dalla legge come contravvenzione.

  • Articolo 371 Codice Penale: Falso giuramento della parte

    Articolo 371 Codice Penale: Falso giuramento della parte

    Art. 371 c.p. Falso giuramento della parte

    In vigore dal 1° luglio 1931

    Chiunque, come parte in giudizio civile, giura il falso è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni.

    Nel caso di giuramento deferito d’ufficio, il colpevole non è punibile, se ritratta il falso prima che sulla domanda giudiziale sia pronunciata sentenza definitiva, anche se non irrevocabile.

    La condanna importa l’interdizione dai pubblici uffici.

  • Articolo 372 Codice Penale: Falsa testimonianza

    Articolo 372 Codice Penale: Falsa testimonianza

    Art. 372 c.p. – Falsa testimonianza

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Chiunque, deponendo come testimone innanzi all’Autorità giudiziaria o alla Corte penale internazionale , afferma il falso o nega il vero, ovvero tace, in tutto o in parte, ciò che sa intorno ai fatti sui quali è interrogato, è punito con la reclusione da due a sei anni.

    Spiegazione

    Punisce il testimone che, deponendo davanti all’autorità giudiziaria, afferma il falso, nega il vero o tace ciò che sa sui fatti su cui è interrogato. La pena è la reclusione (da due a sei anni).

    Come funziona e quando si applica

    Tutela il corretto funzionamento della giustizia. La punibilità è esclusa nei casi previsti dall’art. 384 (es. per salvare sé o un prossimo congiunto da un grave danno alla libertà o all’onore) e in caso di ritrattazione tempestiva (art. 376).

    Esempio pratico

    Chi mente come testimone in un processo commette falsa testimonianza; può però non essere punito se ritratta il falso prima della chiusura del dibattimento.

    Domande frequenti

    Cosa rischia chi mente come testimone?

    La reclusione per falsa testimonianza; la pena è esclusa se ritratta nei termini di legge (art. 376) o nei casi di non punibilità dell’art. 384.

    Anche tacere è reato?

    Sì: l’art. 372 punisce anche chi tace, in tutto o in parte, ciò che sa sui fatti su cui è interrogato.

    Norme collegate

    Spiegazione divulgativa a scopo informativo, aggiornata alla normativa vigente; non sostituisce una consulenza legale sul caso concreto.

  • Art. 358 c.p.: Nozione della persona incaricata di un pubblico servizio

    Art. 358 c.p.: Nozione della persona incaricata di un pubblico servizio

    Art. 358 c.p. – Nozione della persona incaricata di un pubblico servizio

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Agli effetti della legge penale, sono incaricati di un pubblico servizio coloro i quali, a qualunque titolo, prestano un pubblico servizio.

    Per pubblico servizio deve intendersi un’attività disciplinata nelle stesse forme della pubblica funzione, ma caratterizzata dalla mancanza dei poteri tipici di questa ultima, e con esclusione dello svolgimento di semplici mansioni di ordine e della prestazione di opera meramente materiale .

Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.