Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 559 Codice Penale: Adulterio (dichiarato incostituzionale)

    Art. 559 Codice Penale: Adulterio (dichiarato incostituzionale)

    Art. 559 c.p. Adulterio

    Articolo dichiarato costituzionalmente illegittimo. Non è più applicabile: la Corte costituzionale lo ha dichiarato illegittimo con la sentenza n. 126 del 1968 (primo e secondo comma) e con la sentenza n. 147 del 1969 (terzo e quarto comma). Il testo è riportato qui sotto a fini di consultazione storica.

    La moglie adultera è punita con la reclusione fino a un anno. Con la stessa pena è punito il correo dell’adultera.

    La pena è della reclusione fino a due anni nel caso di relazione adulterina(1). Il delitto è punibile a querela del marito (2).

  • Art. 560 Codice Penale: Concubinato (dichiarato incostituzionale)

    Art. 560 Codice Penale: Concubinato (dichiarato incostituzionale)

    Art. 560 c.p. Concubinato

    Articolo dichiarato costituzionalmente illegittimo. Non è più applicabile: la Corte costituzionale, con la sentenza n. 147 del 1969, ne ha dichiarato l’illegittimità in tutti e tre i commi. Il testo è riportato qui sotto a fini di consultazione storica.

    Il marito che tiene una concubina nella casa coniugale, o notoriamente altrove, è punito con la reclusione fino a due anni(1).

    La concubina è punita con la stessa pena. Il delitto è punibile a querela della moglie.

  • Articolo 562 Codice Penale: Pena accessoria e sanzione civile

    Articolo 562 Codice Penale: Pena accessoria e sanzione civile

    Art. 562 c.p. Pena accessoria e sanzione civile(1)

    Articolo dichiarato costituzionalmente illegittimo. La Corte costituzionale, con la sentenza n. 147 del 1969, ne ha dichiarato l’illegittimità nella parte del primo comma relativa alla condanna per concubinato e nel secondo e terzo comma. Il testo è riportato qui sotto a fini di consultazione storica.

    La condanna per alcuno dei delitti preveduti dagli articoli 556 e 560 importa la perdita dell’autorità maritale.

    Con la sentenza di condanna per adulterio o per concubinato il giudice può, sull’istanza del coniuge offeso, ordinare i provvedimenti temporanei di indole civile, che ritenga urgenti nell’interesse del coniuge offeso e della prole.

    Tali provvedimenti sono immediatamente eseguibili, ma cessano di aver effetto se, entro tre mesi dalla sentenza di condanna, divenuta irrevocabile, non è presentata dinanzi al giudice civile domanda di separazione personale.

  • Articolo 563 Codice Penale: Estinzione del reato

    Articolo 563 Codice Penale: Estinzione del reato

    Art. 563 c.p. Estinzione del reato(1)

    Articolo dichiarato costituzionalmente illegittimo. Non è più applicabile: la Corte costituzionale, con la sentenza n. 147 del 1969, ne ha dichiarato l’illegittimità. Il testo è riportato qui sotto a fini di consultazione storica.

    Nei casi preveduti dagli articoli 559 e 560 la remissione della querela, anche se intervenuta dopo la condanna, estingue il reato. Estinguono altresì il reato:

    :1) la morte del coniuge offeso;

    :2) l’annullamento del matrimonio del colpevole di adulterio o di concubinato.

    L’estinzione del reato ha effetto anche riguardo al correo e alla concubina e ad ogni persona che sia concorsa nel reato; e, se vi è stata condanna, ne cessano l’esecuzione e gli effetti penali.

  • Art. 564 Codice Penale: Incesto

    Art. 564 Codice Penale: Incesto

    Art. 564 c.p. – Incesto

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Chiunque, in modo che ne derivi pubblico scandalo, commette incesto con un discendente o un ascendente, o con un affine in linea retta, ovvero con una sorella o un fratello, è punito con la reclusione da uno a cinque anni.

    La pena è della reclusione da due a otto anni nel caso di relazione incestuosa.

    Nei casi preveduti dalle disposizioni precedenti, se l’incesto è commesso da persona maggiore di età con persona minore degli anni diciotto, la pena è aumentata per la persona maggiorenne.

    La condanna pronunciata contro il genitore importa la perdita della responsabilità genitoriale o della tutela legale.

    Spiegazione

    Punisce chi, in modo che ne derivi pubblico scandalo, commette incesto con un discendente o ascendente, con un affine in linea retta, oppure con una sorella o un fratello. La pena è la reclusione (da uno a cinque anni; più grave in caso di relazione incestuosa).

    Come funziona e quando si applica

    Elemento essenziale e caratterizzante del reato è il pubblico scandalo: in sua assenza il fatto non è punibile ai sensi di questa norma. La disposizione tutela un bene di natura familiare e morale.

    Esempio pratico

    Il reato di incesto si configura solo quando dal fatto deriva pubblico scandalo; è questo l’elemento che la norma espressamente richiede.

    Domande frequenti

    L’incesto è reato in Italia?

    È punito dall’art. 564 c.p. solo se dal fatto deriva pubblico scandalo: è questo l’elemento essenziale richiesto dalla norma.

    Norme collegate

    Spiegazione divulgativa a scopo informativo, aggiornata alla normativa vigente; non sostituisce una consulenza legale sul caso concreto.

  • Art. 565 c.p.: Attentati alla morale famigliare commessi col mezzo della stampa periodica

    Art. 565 c.p.: Attentati alla morale famigliare commessi col mezzo della stampa periodica

    Art. 565 c.p. – Attentati alla morale famigliare commessi col mezzo della stampa periodica

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Chiunque nella cronaca dei giornali o di altri scritti periodici, nei disegni che ad essa si riferiscono, ovvero nelle inserzioni fatte a scopo di pubblicità sugli stessi giornali o scritti, espone o mette in rilievo circostanze tali da offendere la morale famigliare, è punito con la multa da lire mille a cinquemila.

  • Art. 552 c.p. – Procurata impotenza alla procreazione (abrogato)

    Art. 552 c.p. – Procurata impotenza alla procreazione (abrogato)

    Art. 552 c.p. – Procurata impotenza alla procreazione

    R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398 – Codice penale

    Articolo abrogato. Non è più in vigore: l’abrogazione è stata disposta dalla L. 22 maggio 1978, n. 194. Il testo previgente è riportato qui sotto a fini di consultazione storica.

    Testo previgente

    Chiunque compie, su persona dell’uno o dell’altro sesso, col consenso di questa, atti diretti a renderla impotente alla procreazione è punito con la reclusione da sei mesi a due anni e con la multa da lire mille a cinquemila.

    Alla stessa pena soggiace chi ha consentito al compimento di tali atti sulla propria persona

  • Art. 553 c.p. – Incitamento a pratiche contro la procreazione (abrogato)

    Art. 553 c.p. – Incitamento a pratiche contro la procreazione (abrogato)

    Art. 553 c.p. – Incitamento a pratiche contro la procreazione

    R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398 – Codice penale

    Articolo abrogato. Non è più in vigore: l’abrogazione è stata disposta dalla L. 22 maggio 1978, n. 194. Il testo previgente è riportato qui sotto a fini di consultazione storica.

    Testo previgente

    Chiunque pubblicamente incita a pratiche contro la procreazione o fa propaganda a favore di esse è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a lire diecimila.

    Tali pene si applicano congiuntamente se il fatto è commesso a scopo di lucro

  • Art. 554 c.p. – Contagio di sifilide e di blenorragia (abrogato)

    Art. 554 c.p. – Contagio di sifilide e di blenorragia (abrogato)

    Art. 554 c.p. – Contagio di sifilide e di blenorragia

    R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398 – Codice penale

    Articolo abrogato. Non è più in vigore: l’abrogazione è stata disposta dalla L. 22 maggio 1978, n. 194. Il testo previgente è riportato qui sotto a fini di consultazione storica.

    Testo previgente

    Chiunque, essendo affetto da sifilide e occultando tale suo stato, compie su taluno atti tali da cagionargli il pericolo di contagio, è punito, se il contagio avviene, con la reclusione da uno a tre anni.

    Alla stessa pena soggiace chi, essendo affetto da blenorragia e occultando tale suo stato, compie su taluno gli atti preveduti dalla disposizione precedente, se il contagio avviene e da esso deriva una lesione personale gravissima.

    In ambedue i casi il colpevole è punito a querela della persona offesa.

    Se il colpevole ha agito a fine di cagionare il contagio, si applicano le disposizioni degli articoli 583, 584 e 585

  • Art. 556 Codice Penale: Bigamia

    Art. 556 Codice Penale: Bigamia

    Art. 556 c.p. Bigamia

    In vigore dal 1° luglio 1931

    Chiunque, essendo legato da un matrimonio avente effetti civili, ne contrae un altro, pur avente effetti civili, è punito con la reclusione da uno a cinque anni. Alla stessa pena soggiace chi, non essendo coniugato, contrae matrimonio con persona legata da matrimonio avente effetti civili.

    La pena è aumentata se il colpevole ha indotto in errore la persona, con la quale ha contratto matrimonio, sulla libertà dello stato proprio o di lei.

    Se il matrimonio, contratto precedentemente dal bigamo, è dichiarato nullo, ovvero è annullato il secondo matrimonio per causa diversa dalla bigamia, il reato è estinto, anche rispetto a coloro che sono concorsi nel reato, e, se vi è stata condanna, ne cessano l’esecuzione e gli effetti penali.

  • Articolo 557 Codice Penale: Prescrizione del reato

    Articolo 557 Codice Penale: Prescrizione del reato

    Art. 557 c.p. – Prescrizione del reato

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Il termine della prescrizione per il delitto preveduto dall’articolo precedente decorre dal giorno in cui è sciolto uno dei due matrimoni o è dichiarato nullo il secondo per bigamia.

  • Art. 550 c.p. – Atti abortivi su donna ritenuta incinta (abrogato)

    Art. 550 c.p. – Atti abortivi su donna ritenuta incinta (abrogato)

    Art. 550 c.p. – Atti abortivi su donna ritenuta incinta

    R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398 – Codice penale

    Articolo abrogato. Non è più in vigore: l’abrogazione è stata disposta dalla L. 22 maggio 1978, n. 194. Il testo previgente è riportato qui sotto a fini di consultazione storica.

    Testo previgente

    Chiunque somministra a una donna creduta incinta mezzi diretti a procurarle l’aborto, o comunque commette su lei atti diretti a questo scopo, soggiace, se dal fatto deriva una lesione personale o la morte della donna, alle pene rispettivamente stabilite dagli articoli 582, 583 e 584.

    Qualora il fatto sia commesso col consenso della donna, la pena è diminuita

Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.