Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

Profilo LinkedIn ›

I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Articolo 583 Codice Penale: Circostanze aggravanti

    Articolo 583 Codice Penale: Circostanze aggravanti

    Art. 583 c.p. – Circostanze aggravanti

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    La lesione personale è grave, e si applica la reclusione da tre a sette anni:

    1° se dal fatto deriva una malattia che metta in pericolo la vita della persona offesa, ovvero una malattia o un’incapacità di attendere alle ordinarie occupazioni per un tempo superiore ai quaranta giorni;

    2° se il fatto produce l’indebolimento permanente di un senso o di un organo;

    3° NUMERO ABROGATO DALLA L. 22 MAGGIO 1978, N. 194.

    La lesione personale è gravissima, e si applica la reclusione da sei a dodici anni, se dal fatto deriva:

    1° una malattia certamente o probabilmente insanabile;

    2° la perdita di un senso;

    3° la perdita di un arto, o una mutilazione che renda l’arto inservibile, ovvero la perdita dell’uso di un organo o della capacità di procreare, ovvero una permanente e grave difficoltà della favella;

    4° NUMERO ABROGATO DALLA L. 19 LUGLIO 2019, N. 69 ;

    5° NUMERO ABROGATO DALLA L. 22 MAGGIO 1978, N. 194.

  • Articolo 567 Codice Penale: Alterazione di stato

    Articolo 567 Codice Penale: Alterazione di stato

    Art. 567 c.p. Alterazione di stato

    In vigore dal 1° luglio 1931

    Chiunque, mediante la sostituzione di un neonato, ne altera lo stato civile è punito con la reclusione da tre a dieci anni. Si applica la reclusione da cinque a quindici anni a chiunque, nella formazione di un atto di nascita, altera lo stato civile di un neonato, mediante false certificazioni, false attestazioni o altre falsità

  • Art. 568 c.p.: Occultamento di stato di un fanciullo legittimo

    Art. 568 c.p.: Occultamento di stato di un fanciullo legittimo

    Art. 568 c.p. – Occultamento di stato di un (figlio

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    ) Chiunque depone o presenta un fanciullo, già iscritto nei registri dello stato civile come figlio nato nel matrimonio o riconosciuto , in un ospizio di trovatelli o in un altro luogo di beneficenza, occultandone lo stato, è punito con la reclusione da uno a cinque anni.

  • Articolo 569 Codice Penale: Pena accessoria

    Articolo 569 Codice Penale: Pena accessoria

    Art. 569 c.p. – Pena accessoria

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    La condanna pronunciata contro il genitore per alcuno dei delitti preveduti da questo capo importa la perdita della responsabilità genitoriale o della tutela legale.

  • Art. 570 c.p.: Violazione degli obblighi di assistenza familiare

    Art. 570 c.p.: Violazione degli obblighi di assistenza familiare

    Art. 570 c.p. – Violazione degli obblighi di assistenza famigliare

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Chiunque, abbandonando il domicilio domestico, o comunque serbando una condotta contraria all’ordine o alla morale delle famiglie, si sottrae agli obblighi di assistenza inerenti alla responsabilità genitoriale , alla tutela legale, o alla qualità di coniuge, è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa da lire mille a diecimila.

    Le dette pene si applicano congiuntamente a chi:

    1° malversa o dilapida i beni del figlio minore o del pupillo o del coniuge;

    2° fa mancare i mezzi di sussistenza ai discendenti di età minore, ovvero inabili al lavoro, agli ascendenti o al coniuge, il quale non sia legalmente separato per sua colpa.

    Il delitto è punibile a querela della persona offesa salvo nei casi previsti dal numero 1 e, quando il reato è commesso nei confronti dei minori, dal numero 2 del precedente comma.

    Le disposizioni di questo articolo non si applicano se il fatto è preveduto come più grave reato da un’altra disposizione di legge.

  • Art. 571 c.p.: Abuso dei mezzi di correzione o di disciplina

    Art. 571 c.p.: Abuso dei mezzi di correzione o di disciplina

    Art. 571 c.p. Abuso dei mezzi di correzione o di disciplina

    In vigore dal 1° luglio 1931

    Chiunque abusa dei mezzi di correzione o di disciplina in danno di una persona sottoposta alla sua autorità, o a lui affidata per ragione di educazione, istruzione, cura, vigilanza o custodia, ovvero per l’esercizio di una professione o di un’arte, è punito, se dal fatto deriva il pericolo di una malattia nel corpo o nella mente, con la reclusione fino a sei mesi.

    Se dal fatto deriva una lesione personale, si applicano le pene stabilite negli articoli 582 e 583, ridotte a un terzo; se ne deriva la morte, si applica la reclusione da tre a otto anni.

  • Art. 572 c.p.: Maltrattamenti contro familiari e conviventi

    Art. 572 c.p.: Maltrattamenti contro familiari e conviventi

    Art. 572 c.p. – Maltrattamenti contro familiari e conviventi

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Chiunque, fuori dei casi indicati nell’articolo precedente, maltratta una persona della famiglia o comunque convivente ovvero non più convivente nel caso in cui l’agente e la vittima siano legati da vincoli nascenti dalla filiazione , o una persona sottoposta alla sua autorità o a lui affidata per ragioni di educazione, istruzione, cura, vigilanza o custodia, o per l’esercizio di una professione o di un’arte, è punito con la reclusione da tre a sette anni.

    La pena è aumentata fino alla metà se il fatto è commesso in presenza o in danno di persona minore, di donna in stato di gravidanza o di persona con disabilità come definita ai sensi dell’articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, ovvero se il fatto è commesso con armi.

    COMMA ABROGATO DAL D.L. 14 AGOSTO 2013, N. 93, CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA L. 15 OTTOBRE 2013, N. 119.

    Se dal fatto deriva una lesione personale grave, si applica la reclusione da quattro a nove anni; se ne deriva una lesione gravissima, la reclusione da sette a quindici anni; se ne deriva la morte, la reclusione da dodici a ventiquattro anni.

    Il minore di anni diciotto che assiste ai maltrattamenti di cui al presente articolo si considera persona offesa dal reato.

    La pena è aumentata da un terzo alla metà quando il fatto è commesso come atto di odio o di discriminazione o di prevaricazione o come atto di controllo o possesso o dominio in quanto donna, o in relazione al rifiuto della donna di instaurare o mantenere un rapporto affettivo o come atto di limitazione delle sue libertà individuali .

  • Articolo 573 Codice Penale: Sottrazione consensuale di minorenni

    Articolo 573 Codice Penale: Sottrazione consensuale di minorenni

    Art. 573 c.p. – Sottrazione consensuale di minorenni

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Chiunque sottrae un minore, che abbia compiuto gli anni quattordici, col consenso di esso, al genitore esercente la responsabilità genitoriale o al tutore, ovvero lo ritiene contro la volontà del medesimo genitore o tutore, è punito, a querela di questo, con la reclusione fino a due anni.

    La pena è diminuita, se il fatto è commesso per fine di matrimonio; è aumentata, se è commesso per fine di libidine.

    Si applicano le disposizioni degli articoli 525 e 544.

  • Articolo 574 Codice Penale: Sottrazione di persone incapaci

    Articolo 574 Codice Penale: Sottrazione di persone incapaci

    Art. 574 c.p. – Sottrazione di persone incapaci

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Chiunque sottrae un minore degli anni quattordici, o un infermo di mente, al genitore esercente la responsabilità genitoriale , al tutore, o al curatore, o a chi ne abbia la vigilanza o la custodia, ovvero lo ritiene contro la volontà dei medesimi, è punito, a querela del genitore esercente la responsabilità genitoriale , del tutore o del curatore, con la reclusione da uno a tre anni.

    Alla stessa pena soggiace, a querela delle stesse persone, chi sottrae o ritiene un minore che abbia compiuto gli anni quattordici, senza il consenso di esso, per fine diverso da quello di libidine o di matrimonio.

    Si applicano le disposizioni degli articoli 525 e 544.

  • Art. 574-bis c.p.: Sottrazione e trattenimento di minore all’estero

    Art. 574-bis c.p.: Sottrazione e trattenimento di minore all’estero

    Art. 574-bis c.p. – Sottrazione e trattenimento di minore all’estero

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque sottrae un minore al genitore esercente la responsabilità genitoriale o al tutore, conducendolo o trattenendolo all’estero contro la volontà del medesimo genitore o tutore, impedendo in tutto o in parte allo stesso l’esercizio della responsabilità genitoriale, è punito con la reclusione da uno a quattro anni.

    Se il fatto di cui al primo comma è commesso nei confronti di un minore che abbia compiuto gli anni quattordici e con il suo consenso, si applica la pena della reclusione da sei mesi a tre anni.

    Se i fatti di cui al primo e secondo comma sono commessi da un genitore in danno del figlio minore, la condanna comporta la sospensione dall’esercizio della responsabilità genitoriale.

  • Articolo 566 Codice Penale: Supposizione o soppressione di stato

    Articolo 566 Codice Penale: Supposizione o soppressione di stato

    Art. 566 c.p. Supposizione o soppressione di stato

    In vigore dal 1° luglio 1931

    Chiunque fa figurare nei registri dello stato civile una nascita inesistente è punito con la reclusione da tre a dieci anni.

    Alla stessa pena soggiace chi, mediante l’occultamento di un neonato, ne sopprime lo stato civile.

  • Art. 564 Codice Penale: Incesto

    Art. 564 Codice Penale: Incesto

    Art. 564 c.p. – Incesto

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Chiunque, in modo che ne derivi pubblico scandalo, commette incesto con un discendente o un ascendente, o con un affine in linea retta, ovvero con una sorella o un fratello, è punito con la reclusione da uno a cinque anni.

    La pena è della reclusione da due a otto anni nel caso di relazione incestuosa.

    Nei casi preveduti dalle disposizioni precedenti, se l’incesto è commesso da persona maggiore di età con persona minore degli anni diciotto, la pena è aumentata per la persona maggiorenne.

    La condanna pronunciata contro il genitore importa la perdita della responsabilità genitoriale o della tutela legale.

    Spiegazione

    Punisce chi, in modo che ne derivi pubblico scandalo, commette incesto con un discendente o ascendente, con un affine in linea retta, oppure con una sorella o un fratello. La pena è la reclusione (da uno a cinque anni; più grave in caso di relazione incestuosa).

    Come funziona e quando si applica

    Elemento essenziale e caratterizzante del reato è il pubblico scandalo: in sua assenza il fatto non è punibile ai sensi di questa norma. La disposizione tutela un bene di natura familiare e morale.

    Esempio pratico

    Il reato di incesto si configura solo quando dal fatto deriva pubblico scandalo; è questo l’elemento che la norma espressamente richiede.

    Domande frequenti

    L’incesto è reato in Italia?

    È punito dall’art. 564 c.p. solo se dal fatto deriva pubblico scandalo: è questo l’elemento essenziale richiesto dalla norma.

    Norme collegate

    Spiegazione divulgativa a scopo informativo, aggiornata alla normativa vigente; non sostituisce una consulenza legale sul caso concreto.

Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.