Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • CCNL Orafi, Argentieri e Gioiellieri: tredicesima, premi e mensilità aggiuntive

    CCNL Orafi, Argentieri e Gioiellieri

    CCNL Orafi, Argentieri e Gioiellieri: tredicesima, premi e mensilità aggiuntive

    La tredicesima è l’unica mensilità aggiuntiva garantita a livello nazionale dal CCNL Orafi, Argentieri e Gioiellieri. Il premio di risultato, dove presente, è negoziato nei distretti di Valenza, Vicenza e Arezzo. Tutto ciò che occorre sapere su calcolo, maturazione e ratei.

    In sintesi

    Il CCNL Orafi, Argentieri e Gioiellieri prevede la tredicesima mensilità per tutti i lavoratori, corrisposta entro dicembre. Per gli operai vale 173 ore di retribuzione; per gli impiegati è pari a una mensilità di fatto. La quattordicesima non è prevista dal contratto nazionale; eventuale premio di risultato è negoziato a livello aziendale.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Confindustria Federorafi · FIM-CISL · FIOM-CGIL · UILM-UIL
    Ultimo rinnovo
    10 febbraio 2026
    Vigenza
    1° gennaio 2025 – 31 dicembre 2028
    Tredicesima
    Sì (obbligatoria per legge e CCNL)
    Quattordicesima
    Non prevista dal contratto nazionale

    Tabella riepilogativa tredicesima

    Tredicesima mensilità – CCNL Orafi, Argentieri e Gioiellieri (valori indicativi)
    Livello Minimo mensile (giu. 2025) Tredicesima lorda (operai: 173 ore) Tredicesima lorda (impiegati: 1 mese)
    7 (incl. ind. funzione) 2.464,97 € 2.464,97 € 2.464,97 €
    6 2.212,40 € 2.212,40 € 2.212,40 €
    5 1.928,22 € 1.928,22 € 1.928,22 €
    4 1.804,87 € 1.804,87 € 1.804,87 €
    3 1.734,59 € 1.734,59 € 1.734,59 €
    2 1.574,39 € 1.574,39 € 1.574,39 €

    La tredicesima è calcolata sulla retribuzione di fatto (minimo + scatti + superminimi), non sul solo minimo tabellare. I valori indicati si riferiscono al solo minimo tabellare. La tredicesima è soggetta a tassazione ordinaria IRPEF e contribuzione previdenziale come il normale stipendio.

    Cos’è la tredicesima e chi ne ha diritto

    La tredicesima mensilità (o gratifica natalizia) è una retribuzione aggiuntiva che il datore è tenuto a corrispondere a tutti i lavoratori dipendenti. Nel settore privato la sua erogazione è garantita da norme di legge, dalla contrattazione collettiva e dalla prassi consolidata. Nel CCNL Orafi, Argentieri e Gioiellieri è espressamente prevista e ne sono disciplinate le modalità di calcolo per operai e impiegati.

    Ne hanno diritto tutti i lavoratori con contratto a tempo indeterminato o determinato, i lavoratori in part-time (in misura proporzionale) e i lavoratori assunti con contratto di apprendistato (in misura proporzionale all’anzianità maturata nell’anno).

    Calcolo della tredicesima: operai e impiegati a confronto

    Il CCNL distingue la modalità di calcolo tra le due categorie:

    • Operai: la tredicesima è pari a 173 ore di retribuzione normale (il divisore orario del contratto è 173, ottenuto dividendo il minimo mensile per il numero convenzionale di ore mensili). La retribuzione oraria è quindi: minimo mensile ÷ 173.
    • Impiegati: la tredicesima è pari a una mensilità della retribuzione di fatto (minimo tabellare + scatti di anzianità maturati + eventuali superminimi non assorbibili). Non include le componenti variabili (straordinari, premi).

    In entrambi i casi, se il lavoratore ha prestato servizio per l’intero anno (da gennaio a dicembre), matura l’intera tredicesima. In caso di rapporto iniziato o cessato durante l’anno, spettano tanti dodicesimi quanti sono i mesi interi di servizio (una frazione di mese superiore a 15 giorni si arrotonda a mese intero).

    La quattordicesima: non prevista dal contratto nazionale

    A differenza di alcuni altri contratti nazionali (es. commercio, turismo), il CCNL Orafi, Argentieri e Gioiellieri non prevede una quattordicesima mensilità a livello nazionale. Questo istituto può essere presente in contratti integrativi aziendali o accordi di distretto, ma non costituisce un diritto minimo garantito da questo CCNL. Prima di affidarsi alla presenza della quattordicesima, è quindi necessario verificare il proprio contratto aziendale.

    Premio di risultato e contrattazione di secondo livello

    Il premio di risultato (PDR) è un istituto retributivo variabile legato al raggiungimento di obiettivi definiti a livello aziendale o di distretto (es. produttività, qualità, presenza). Il CCNL nazionale non ne fissa importi: rimanda alla contrattazione di secondo livello.

    Nei tre principali distretti oraferi italiani esistono accordi integrativi che prevedono premi aziendali o territoriali. Il PDR è tassato in modo agevolato: l’imposta sostitutiva è dell’1% entro 5.000 euro per i premi erogati nel 2026 e nel 2027 (art. 1, comma 9, L. 199/2025) e del 10% entro 3.000 euro negli altri anni (art. 1, comma 182, L. 208/2015), per i dipendenti del settore privato con reddito da lavoro dipendente non superiore a 80.000 € nell’anno precedente; si applica salvo espressa rinuncia scritta del lavoratore.

    Casi pratici

    Tizio — Operaio (liv. 5), tredicesima intera
    Tizio ha lavorato per l’intero anno 2026 al livello 5 con minimo tabellare 1.928,22 €. La tredicesima è pari a 173 ore di retribuzione: retribuzione oraria = 1.928,22 ÷ 173 = 11,14 €. Tredicesima lorda = 11,14 × 173 = 1.928,22 € (in pratica, una mensilità intera al minimo). Avendo 2 scatti biennali (29,64 € ciascuno), la tredicesima effettiva è calcolata sulla retribuzione di fatto: 1.928,22 + 59,28 = 1.987,50 €.
    Caia — Impiegata (liv. 6) assunta a luglio, tredicesima pro-quota
    Caia è assunta il 1° luglio 2026. A dicembre ha maturato 6 mesi interi di servizio. Ha diritto a 6/12 della tredicesima: 2.212,40 € × 6/12 = 1.106,20 € lordi. Se l’azienda ha un accordo di premio di risultato per il distretto di Arezzo, Caia può aver diritto anche a una quota del PDR proporzionale ai mesi lavorati, se l’accordo lo prevede.
    Sempronio — Operaio che cessa il rapporto in novembre
    Sempronio rassegna le dimissioni con effetto 15 novembre 2026. Ha maturato 10 mesi e mezzo. I mesi interi sono 10; la metà mese (16-30 nov.) si arrotonda a mese intero perché supera i 15 giorni: dunque ha diritto a 11/12 della tredicesima. L’azienda la eroga nella busta paga finale insieme alla liquidazione del TFR.

    Domande frequenti

    Il CCNL Orafi Argentieri prevede la quattordicesima?
    No. Il CCNL Orafi, Argentieri e Gioiellieri non prevede una quattordicesima mensilità a livello nazionale. Eventuali mensilità aggiuntive possono essere previste da accordi aziendali o integrativi territoriali.
    Come si calcola la tredicesima per un operaio?
    Per gli operai, la tredicesima è pari a 173 ore di retribuzione normale. Il rateo mensile è 1/12 per ogni mese intero lavorato nell’anno.
    Come si calcola la tredicesima per un impiegato?
    Per gli impiegati la tredicesima è pari a una mensilità della retribuzione di fatto (minimo + scatti + superminimi). Il rateo mensile è 1/12 per ogni mese intero di servizio.
    Quando viene pagata la tredicesima nel settore orafo?
    La tredicesima viene corrisposta entro il mese di dicembre, di norma contestualmente alla busta paga o prima delle festività natalizie.
    Il premio di risultato è previsto dal CCNL?
    Il CCNL non fissa importi di premio di risultato a livello nazionale. Il premio viene negoziato a livello aziendale o territoriale ed è tassato in modo agevolato con imposta sostitutiva (1% fino a 5.000 € per i premi erogati nel 2026 e nel 2027; 10% fino a 3.000 € negli altri anni) nei limiti di legge.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi 2025-2028, preavviso, modulo telematico, giusta causa, preavviso e licenziamento, ferie, permessi e ROL, maternità, paternità e congedi parentali e malattia e infortunio.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate all’ipotesi di accordo di rinnovo del CCNL Orafi, Argentieri e Gioiellieri del 10 febbraio 2026. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria (FIM-CISL, FIOM-CGIL, UILM-UIL) o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • CCNL Spedizionieri e Corrieri: welfare, Sanilog ed Ebilog

    CCNL Spedizionieri e Corrieri

    Welfare, Sanilog ed Ebilog nel CCNL Spedizionieri e Corrieri

    Il sistema di welfare contrattuale nel settore logistica e spedizioni si articola in tre pilastri: Sanilog per la salute, Priamo per la pensione complementare ed Ebilog per la bilateralità. Guida a diritti e obblighi per lavoratori e aziende.

    In sintesi

    Il CCNL Logistica, Trasporto Merci e Spedizione prevede tre pilastri di welfare: Sanilog (fondo sanitario, oltre 351.000 iscritti, prestazioni via Unisalute e AXA), Priamo (pensione complementare, 1% a carico dell’azienda e 1% del lavoratore) ed Ebilog (ente bilaterale, 4 euro mensili per lavoratore). L’adesione è obbligatoria per tutte le aziende che applicano il CCNL.

    Dati contrattuali

    Contratto
    CCNL Logistica, Trasporto Merci e Spedizione
    Parti sindacali
    Filt-Cgil · Fit-Cisl · Uiltrasporti
    Rinnovo
    6 dicembre 2024, vigenza fino al 31 dicembre 2027
    Fondo sanitario
    Sanilog (sanilog.info)
    Pensione complementare
    Priamo (fondopriamo.it)
    Ente bilaterale
    Ebilog (ebilog.it)

    Tabella riepilogativa

    Pilastri welfare CCNL Logistica, Trasporto Merci e Spedizione
    Ente Tipo Contributo mensile Prestazioni principali
    Sanilog Fondo sanitario integrativo Contribuzione semestrale (importo su sanilog.info) Visite, ricoveri, odonto, maternità, fisioterapia
    Ebilog Ente bilaterale 4,00 € (3,50 datoriale + 0,50 lavoratore) Formazione, sussidi, relazioni industriali
    Priamo Fondo pensione complementare 1% azienda + 1% lavoratore, più il TFR (solo per chi aderisce) Pensione complementare, anticipazioni

    L’importo esatto della contribuzione a Sanilog varia e deve essere verificato sul sito ufficiale sanilog.info (versamenti semestrali con scadenza il 16 novembre e il 16 maggio). Le percentuali di contribuzione a Priamo si riferiscono alle disposizioni del rinnovo del 6 dicembre 2024; verificare gli aggiornamenti su fondopriamo.it.

    Sanilog: il fondo sanitario integrativo

    Sanilog è il Fondo di Sanità Integrativa per i dipendenti del settore logistica, trasporto merci e spedizione. È stato istituito su iniziativa delle organizzazioni sindacali e datoriali firmatarie del CCNL e conta:

    • oltre 11.600 aziende aderenti;
    • oltre 351.815 lavoratori iscritti;
    • presenza capillare su tutto il territorio nazionale.

    Le prestazioni sanitarie sono erogate tramite due compagnie assicurative convenzionate:

    • Unisalute: prestazioni generali (visite specialistiche, ricoveri, diagnostica, fisioterapia, pacchetto maternità);
    • AXA-Odontonetwork: cure odontoiatriche.

    Il lavoratore accede alle prestazioni tramite il portale Sanilog o contattando le strutture convenzionate. I rimborsi per spese già sostenute si richiedono con la documentazione medica e fiscale.

    Ebilog: l’ente bilaterale e la formazione

    Ebilog (Ente Bilaterale Nazionale per il settore Logistica, Trasporto Merci e Spedizione) è un’associazione no profit costituita ai sensi dell’art. 36 del codice civile. È finanziato dalla contribuzione mensile di:

    • 3,50 euro a carico del datore di lavoro per ogni lavoratore in forza (non in prova);
    • 0,50 euro a carico del lavoratore;
    • totale: 4,00 euro mensili per lavoratore, per 12 mensilità, versati nei modi fissati dall’ente.

    Ebilog svolge funzioni di:

    • supporto alla formazione professionale dei lavoratori del settore;
    • erogazione di sussidi in situazioni di difficoltà (integrazioni a cassa integrazione, sostegno a lavoratori in mobilità);
    • certificazione delle commissioni per la contrattazione di prossimità;
    • raccolta dati e studi sul settore.

    Priamo: la pensione complementare del settore

    Priamo è il fondo pensione complementare negoziale riservato ai lavoratori del settore trasporti e logistica. Dal 1° ottobre 2017 ha incorporato il precedente fondo Previlog (specifico per la logistica). Priamo è un fondo pensione negoziale a contribuzione definita, autorizzato dalla COVIP.

    Le quote previste dall’art. 50 del CCNL, confermate nel Testo Unico dell’ottobre 2025:

    • 1% della retribuzione mensile a carico dell’azienda;
    • 1% a carico del lavoratore, che può versare di più;
    • la quota di TFR: l’1% della retribuzione utile per chi lavorava già prima del 29 aprile 1993, la quota di legge per gli assunti successivi.

    L’adesione è volontaria. Il rinnovo del 6 dicembre 2024 ha aumentato il contributo aziendale (+0,5%, e un ulteriore +0,2% per i neoiscritti sotto i 35 anni) solo per il personale viaggiante delle cooperative iscritto a Previdenza Cooperativa, non per gli iscritti a Priamo.

    Il welfare di Fedespedi per le aziende associate

    Per le aziende aderenti a Fedespedi (Federazione Italiana Spedizionieri) è attiva anche una convenzione con Aon per servizi welfare aggiuntivi tramite la piattaforma OneFlex. Questa piattaforma consente ai dipendenti delle aziende aderenti di accedere a servizi di welfare aziendale (rimborsi, voucher, benefit) in aggiunta agli strumenti contrattuali di Sanilog, Ebilog e Priamo. Questo strumento è però facultativo e dipende dall’adesione aziendale a Fedespedi, non dal CCNL in sé.

    Casi pratici

    Tizio – Rimborso dentista tramite Sanilog
    Tizio ha bisogno di un intervento di implantologia. Verifica sul portale Sanilog se la prestazione è coperta e quali strutture odontoiatriche sono convenzionate AXA-Odontonetwork nella sua città. Se sceglie una struttura convenzionata ottiene uno sconto diretto senza anticipare la spesa. Se invece va dal suo dentista di fiducia (non convenzionato), può chiedere il rimborso presentando fattura e documentazione clinica entro i termini indicati dal regolamento Sanilog.
    Caia – Iscrizione a Priamo come neoassunta
    Caia, 26 anni, è assunta il 1° marzo 2026 con una retribuzione mensile utile di 1.900 euro. Ha 6 mesi (fino al 31 agosto 2026) per scegliere dove destinare il TFR. Se aderisce a Priamo versa l’1% (19 euro al mese) e l’azienda aggiunge un altro 1% (19 euro); al fondo va anche il TFR, circa 164 euro al mese (1.900 × 14 ÷ 13,5 ÷ 12). Totale: circa 202 euro al mese.
    Sempronio – Azienda che non versa a Ebilog
    Sempronio scopre che la sua azienda non ha mai versato i contributi a Ebilog (4 euro mensili per lavoratore) da quando è stato assunto 2 anni fa. L’azienda viola il CCNL. Sempronio segnala la situazione alla RSA aziendale (Filt-Cgil) che procede con una formale contestazione. Ebilog può avviare le procedure di recupero delle somme arretrate. Sempronio, per il futuro, ha diritto a tutte le prestazioni Ebilog dal momento in cui i contributi saranno regolarizzati.

    Domande frequenti

    Cos’è Sanilog e chi ne beneficia?
    Sanilog è il fondo di sanità integrativa per i dipendenti del settore logistica, trasporto merci e spedizione. Conta oltre 351.000 iscritti e 11.600 aziende. Le prestazioni includono visite specialistiche, ricoveri, cure odontoiatriche (tramite AXA), fisioterapia e un pacchetto maternità.
    L’adesione a Sanilog è obbligatoria?
    Sì. Tutte le aziende che applicano il CCNL Logistica devono aderire a Sanilog ed Ebilog. La contribuzione è semestrale; in caso di inadempienza l’azienda risponde delle prestazioni non erogate.
    Cos’è Ebilog e cosa offre ai lavoratori?
    Ebilog è l’Ente Bilaterale Nazionale del settore, finanziato con 4 euro mensili per lavoratore (3,50 datoriale + 0,50 lavoratore). Offre supporto alla formazione, sussidi in caso di difficoltà e gestione della bilateralità contrattuale.
    Cos’è Priamo e quanto contribuisce il datore?
    Priamo è il fondo pensione complementare negoziale del settore. Chi aderisce versa l’1% della retribuzione e l’azienda aggiunge l’1%, più la quota di TFR (art. 50). L’aumento dello 0,5% (e dello 0,2% per gli under 35) deciso nel 2024 riguarda solo il personale viaggiante delle cooperative iscritto a Previdenza Cooperativa.
    Se l’azienda non versa i contributi a Sanilog ed Ebilog cosa succede?
    L’azienda viola il CCNL. Il lavoratore può segnalare l’inadempienza alle OO.SS. (Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti) o all’ITL. Ebilog può procedere al recupero forzato dei contributi arretrati.

    Fonti: CCNL Logistica, Trasporto Merci e Spedizione, Testo Unico (Legacoop, ottobre 2025), art. 50 · Ipotesi di rinnovo del 6 dicembre 2024 · Fondo Sanilog. Dati verificati su queste fonti a ottobre 2026.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi 2025-2026, preavviso, modulo telematico, giusta causa, preavviso e licenziamento, ferie, permessi e ROL, maternità, paternità e congedi e tredicesima, quattordicesima e premi.

    Le informazioni hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Logistica, Trasporto Merci e Spedizione del 6 dicembre 2024. Per le condizioni aggiornate di Sanilog consultare sanilog.info; per Ebilog consultare ebilog.it; per Priamo consultare fondopriamo.it. Per situazioni specifiche consultare un consulente del lavoro, le organizzazioni sindacali (Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti) o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Art. 214 D.Lgs. 36/2023 – Camera arbitrale, albo degli arbitri ed elenco dei segretari

    Art. 214 D.Lgs. 36/2023 – Camera arbitrale, albo degli arbitri ed elenco dei segretari

    D.Lgs. 31 marzo 2023, n. 36 – Codice dei contratti pubblici. Testo vigente letto su Normattiva il 7 ottobre 2026.

    1. Presso l’ANAC è istituita la Camera arbitrale per i contratti pubblici relativi a lavori, servizi, forniture.

    2. La Camera arbitrale cura la formazione e la tenuta dell’Albo degli arbitri per i contratti pubblici, redige il relativo codice deontologico e provvede agli adempimenti necessari alla costituzione e al funzionamento del collegio arbitrale.

    3. Sono organi della Camera arbitrale il Presidente e il consiglio arbitrale.

    4. Il consiglio arbitrale, composto da cinque membri, è nominato dall’ANAC fra soggetti dotati di particolare competenza nella materia dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, per garantire l’indipendenza e l’autonomia dell’istituto, nonché dotati dei requisiti di onorabilità stabiliti dalla medesima Autorità. Al suo interno, l’ANAC sceglie il Presidente. L’incarico ha durata quinquennale ed è retribuito nella misura determinata dal provvedimento di nomina nei limiti delle risorse attribuite all’Autorità stessa. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 53 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, come modificato dall’articolo 1, comma 42, lettera l), della legge 6 novembre 2012, n. 190, durante il periodo di appartenenza, e nei successivi tre anni, i soggetti iscritti all’Albo non possono espletare incarichi professionali in favore delle parti dei giudizi arbitrali da essi decisi, ivi compreso l’incarico di arbitro di parte.

    5. Per l’espletamento delle sue funzioni la Camera arbitrale si avvale di una struttura di segreteria con personale fornito dall’ANAC.

    6. La Camera arbitrale cura annualmente la rilevazione dei dati emergenti dal contenzioso in materia di contratti pubblici e li trasmette all’Autorità e alla Cabina di regia di cui all’articolo 221.

    7. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 1, comma 18, della legge 6 novembre 2012, n. 190, possono essere iscritti all’Albo degli arbitri della Camera arbitrale i soggetti appartenenti alle seguenti categorie:

    a) magistrati ordinari, amministrativi, contabili, militari, magistrati e giudici tributari a riposo;

    b) avvocati iscritti agli albi ordinari e speciali abilitati al patrocinio davanti alle magistrature superiori e in possesso dei requisiti per la nomina a consigliere di Cassazione;

    c) tecnici in possesso del diploma di laurea in ingegneria e architettura abilitati all’esercizio della professione da almeno dieci anni e iscritti ai relativi albi;

    d) professori universitari, anche in quiescenza, nelle materie giuridiche e tecniche e dirigenti delle pubbliche amministrazioni, con provata esperienza nella materia dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture.

    8. Sul sito dell’ANAC sono pubblicati l’elenco degli arbitrati in corso e definiti, i dati relativi alle vicende dei medesimi, i nominativi e i compensi degli arbitri e dei periti.

    9. L’iscrizione all’Albo degli arbitri e all’elenco dei periti ha validità triennale e può essere nuovamente ottenuta decorsi due anni dalla scadenza del triennio. Sono fatti salvi i casi di ricusazione di cui all’articolo 815 del codice di procedura civile.

    L’ulteriore disciplina relativa all’Albo degli arbitri, all’elenco dei periti e all’elenco dei segretari è disposta dall’allegato V.1.

  • Art. 213 D.Lgs. 36/2023 – Arbitrato

    Art. 213 D.Lgs. 36/2023 – Arbitrato

    D.Lgs. 31 marzo 2023, n. 36 – Codice dei contratti pubblici. Testo vigente letto su Normattiva il 7 ottobre 2026.

    1. Le controversie su diritti soggettivi, derivanti dall’esecuzione dei contratti relativi a lavori, servizi, forniture, concorsi di progettazione e di idee, comprese quelle conseguenti al mancato raggiungimento dell’accordo bonario di cui agli articoli 210 e 211, possono essere deferite ad arbitri. L’arbitrato si applica anche alle controversie relative a contratti in cui sia parte una società a partecipazione pubblica oppure una società controllata o collegata a una società a partecipazione pubblica, ai sensi dell’articolo 2359 del codice civile, o che comunque abbiano a oggetto opere o forniture finanziate con risorse a carico dei bilanci pubblici.

    2. La stazione appaltante o l’ente concedente può direttamente indicare nel bando o nell’avviso con cui indice la gara oppure, per le procedure senza bando, nell’invito, se il contratto conterrà o meno la clausola compromissoria. In questi casi, l’aggiudicatario può rifiutare la clausola compromissoria entro venti giorni dalla conoscenza dell’aggiudicazione. In tal caso la clausola compromissoria non è inserita nel contratto. È nella facoltà delle parti di compromettere la lite in arbitrato nel corso dell’esecuzione del contratto.

    3. È nulla la clausola compromissoria inserita senza autorizzazione nel bando o nell’avviso con cui è indetta la gara ovvero, per le procedure senza bando, nell’invito. La clausola è inserita previa autorizzazione motivata dell’organo di governo della amministrazione aggiudicatrice.

    4. Il collegio arbitrale è composto da tre membri ed è nominato dalla Camera arbitrale per i contratti pubblici relativi a lavori, servizi, forniture di cui all’articolo 214. Ciascuna delle parti, nella domanda di arbitrato o nell’atto di resistenza alla domanda, designa l’arbitro di propria competenza. Il Presidente del collegio arbitrale è designato dalla Camera arbitrale tra i soggetti iscritti all’Albo di cui al comma 2 dell’articolo 214. Il Presidente e gli arbitri sono scelti tra soggetti di provata indipendenza ed esperienza nella materia oggetto del contratto cui l’arbitrato si riferisce.

    5. La nomina degli arbitri per la risoluzione delle controversie nelle quali è parte una pubblica amministrazione avviene nel rispetto dei principi di pubblicità e di rotazione, oltre che delle disposizioni del codice.

    6. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 815 del codice di procedura civile, non possono essere nominati arbitri:

    a) i magistrati ordinari, amministrativi, contabili e militari in servizio, i magistrati e i giudici tributari in servizio nonché gli avvocati e procuratori dello Stato in servizio;

    b) coloro che nell’ultimo anno hanno esercitato le funzioni di arbitro di parte, o nell’ultimo biennio quelle di difensore in giudizi arbitrali disciplinati dal presente articolo, salvo che l’esercizio della difesa costituisca adempimento di dovere d’ufficio del dipendente pubblico;

    c) coloro che, prima del collocamento a riposo, hanno trattato ricorsi in sede civile, penale, amministrativa, contabile, militare e tributaria proposti dal soggetto che ha richiesto l’arbitrato;

    d) coloro che hanno espresso parere, a qualunque titolo, nelle materie oggetto dell’arbitrato;

    e) coloro che hanno predisposto il progetto o il capitolato di gara o resi i relativi pareri;

    f) coloro che hanno diretto, sorvegliato o collaudato i lavori, i servizi o le forniture a cui si riferiscono le controversie;

    g) coloro che hanno partecipato a qualunque titolo alla procedura per la quale è in corso l’arbitrato.

    7. La nomina del collegio arbitrale effettuata in violazione delle disposizioni di cui ai commi 4, 5 e 6 determina la nullità del lodo.

    8. Per la nomina del collegio arbitrale, la domanda di arbitrato, l’atto di resistenza ed eventuali controdeduzioni sono trasmessi alla Camera arbitrale. Sono altresì trasmesse le designazioni di parte.

    Contestualmente alla nomina del Presidente, la Camera arbitrale comunica alle parti la misura e le modalità del deposito da effettuarsi in acconto del corrispettivo arbitrale. Il Presidente del collegio arbitrale nomina, se necessario, il segretario, anche scegliendolo tra il personale interno all’ANAC.

    9. Le parti determinano la sede del collegio arbitrale; in mancanza di indicazione della sede del collegio arbitrale ovvero di accordo fra le parti, questa deve intendersi stabilita presso la sede della Camera arbitrale.

    10. Ai giudizi arbitrali si applicano le disposizioni del codice di procedura civile, salvo quanto disposto dal presente codice. In particolare, sono ammissibili tutti i mezzi di prova previsti dal codice di procedura civile, con esclusione del giuramento in tutte le sue forme.

    11. I termini che gli arbitri hanno fissato alle parti per le loro allegazioni e istanze istruttorie sono considerati perentori solo se vi sia una previsione in tal senso nella convenzione di arbitrato o in un atto scritto separato o nel regolamento processuale che gli arbitri stessi si sono dati.

    12. Il lodo si ha per pronunciato con l’ultima sottoscrizione e diviene efficace con il suo deposito presso la Camera arbitrale.

    Entro quindici giorni dalla pronuncia del lodo è corrisposta, a cura degli arbitri e a carico delle parti, una somma pari all’uno per mille del valore della relativa controversia. Detto importo è direttamente versato all’ANAC.

    13. Il deposito del lodo presso la Camera arbitrale precede quello da effettuarsi presso la cancelleria del tribunale ai sensi e per gli effetti dell’articolo 825 del codice di procedura civile. Il deposito del lodo presso la Camera arbitrale è effettuato, a cura del collegio arbitrale, in tanti originali quante sono le parti, oltre a uno per il fascicolo d’ufficio, oppure con modalità informatiche e telematiche determinate dall’ANAC. Su richiesta di parte il rispettivo originale è restituito, con attestazione dell’avvenuto deposito, ai fini degli adempimenti di cui all’articolo 825 del codice di procedura civile.

    14. Il lodo è impugnabile, oltre che per motivi di nullità, anche per violazione delle regole di diritto relative al merito della controversia. L’impugnazione è proposta nel termine di novanta giorni dalla notificazione del lodo e non è più proponibile dopo il decorso di centottanta giorni dalla data del deposito del lodo presso la Camera arbitrale.

    15. Su istanza di parte la Corte d’appello può sospendere, con ordinanza, l’efficacia del lodo, se ricorrono gravi e fondati motivi.

    Si applica l’articolo 351 del codice di procedura civile. Quando sospende l’efficacia del lodo, o ne conferma la sospensione disposta dal Presidente, il collegio verifica se il giudizio è in condizione di essere definito. In tal caso, fatte precisare le conclusioni, ordina la discussione orale nella stessa udienza o camera di consiglio, ovvero in una udienza da tenersi entro novanta giorni dall’ordinanza di sospensione; all’udienza pronunzia sentenza a norma dell’articolo 281-sexies del codice di procedura civile. Se ritiene indispensabili incombenti istruttori, il collegio provvede su di essi con la stessa ordinanza di sospensione e ne ordina l’assunzione in una udienza successiva di non oltre novanta giorni; quindi provvede ai sensi dei periodi precedenti. La disciplina relativa ai compensi degli arbitri è disposta dall’allegato V.1. PERIODO SOPPRESSO DAL D.LGS. 31 DICEMBRE 2024, N. 209.

  • Art. 212 D.Lgs. 36/2023 – Transazione

    Art. 212 D.Lgs. 36/2023 – Transazione

    D.Lgs. 31 marzo 2023, n. 36 – Codice dei contratti pubblici. Testo vigente letto su Normattiva il 7 ottobre 2026.

    1. Le controversie relative a diritti soggettivi derivanti dall’esecuzione dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture possono essere risolte mediante transazione nel rispetto del codice civile solo ed esclusivamente nell’ipotesi in cui non risulti possibile esperire altri rimedi alternativi all’azione giurisdizionale.

    2. Ove il valore dell’importo oggetto di concessione o rinuncia sia superiore a 100.000 euro, ovvero a 200.000 euro in caso di lavori pubblici, è acquisito, qualora si tratti di amministrazioni centrali, il parere dell’Avvocatura dello Stato oppure, qualora si tratti di amministrazioni sub centrali, di un legale interno alla struttura o, in mancanza di legale interno, del funzionario più elevato in grado competente per il contenzioso.

    3. La proposta di transazione può essere formulata sia dal soggetto aggiudicatario che dal dirigente competente, sentito il RUP.

    4. La transazione ha forma scritta a pena di nullità.

  • Part-time e lavoro a orario ridotto nel CCNL Vetro e Lampade (Assovetro)

    CCNL Vetro e Lampade (Assovetro)

    Part-time e lavoro a orario ridotto nel CCNL Vetro e Lampade (Assovetro)

    Il contratto a tempo parziale consente di ridurre l’orario rispetto al tempo pieno mantenendo tutte le tutele del lavoro subordinato, riproporzionate alla durata della prestazione. Forma scritta, lavoro supplementare, trasformazione e diritto di precedenza ne sono i punti chiave, regolati dal D.Lgs. 81/2015 e dal CCNL di settore.

    In sintesi

    Il contratto part-time richiede forma scritta con indicazione di durata e collocazione dell’orario. Il lavoro supplementare e le clausole elastiche operano nei limiti di legge e di CCNL; il trattamento è riproporzionato; la trasformazione FT/PT è volontaria e opera il diritto di precedenza al tempo pieno (D.Lgs. 81/2015).

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Assovetro (Confindustria) · Filctem-Cgil · Femca-Cisl · Uiltec-Uil
    Istituti trattati
    Forme del part-time · Lavoro supplementare · Trasformazione e diritto di precedenza
    Riferimenti
    D.Lgs. 81/2015, artt. 4-12 (disciplina del part-time) · D.Lgs. 66/2003 (riposi) · CCNL per limiti, maggiorazioni e clausole
    Fonte
    Testo del CCNL depositato presso il CNEL

    Le forme del part-time

    Il tempo parziale può articolarsi in tre forme, a seconda di come la riduzione dell’orario si distribuisce nel tempo. La distinzione rileva soprattutto per l’applicazione del lavoro supplementare e delle clausole elastiche.

    Le tre forme di part-time
    Forma Come si articola l’orario Esempio
    Orizzontale Riduzione dell’orario giornaliero, su tutti i giorni lavorativi 4 ore al giorno, dal lunedì al venerdì
    Verticale Orario pieno ma solo in alcuni giorni, settimane o mesi Tre giornate intere a settimana
    Misto Combinazione di orizzontale e verticale Alcuni giorni pieni e altri a orario ridotto
    Il contratto part-time deve essere stipulato per iscritto e indicare durata e collocazione dell’orario (D.Lgs. 81/2015). Gli importi di maggiorazione del lavoro supplementare e le condizioni delle clausole elastiche sono fissati dal CCNL: per i valori esatti si rinvia al testo contrattuale vigente.

    Lavoro supplementare e clausole elastiche

    Anche dove il part-time è meno diffuso, la sua gestione passa per due istituti che la legge disegna e il CCNL completa.

    Lavoro supplementare

    È la prestazione resa oltre l’orario part-time concordato, entro il limite del tempo pieno. Il D.Lgs. 81/2015 ne ammette il ricorso e rimette al CCNL la disciplina di numero massimo, causali e maggiorazione. È cosa diversa dallo straordinario, che presuppone il superamento del tempo pieno.

    Clausole elastiche

    Permettono di variare la collocazione dell’orario o di aumentarne la durata; richiedono patto scritto, preavviso di due giorni lavorativi e compensazioni stabilite dal CCNL. Il rifiuto di sottoscriverle non può giustificare il licenziamento.

    Tutele per categorie protette

    Studenti, lavoratori con patologie oncologiche, genitori di figli piccoli e titolari di permessi L. 104 godono di facoltà rafforzate di revoca o non adesione alle clausole elastiche e, in alcuni casi, di un diritto alla trasformazione del rapporto.

    Trattamento e principio di non discriminazione

    Il lavoratore part-time non può ricevere un trattamento meno favorevole rispetto al collega a tempo pieno comparabile: ha gli stessi diritti, riproporzionati alla minore durata della prestazione (art. 7, D.Lgs. 81/2015). Sono riproporzionati, tra l’altro, la retribuzione, le ferie, le mensilità aggiuntive e il TFR; restano invece pieni i diritti non frazionabili (ad esempio le tutele in materia di salute e sicurezza). Anche l’anzianità di servizio si calcola per intero, come per un rapporto a tempo pieno.

    Trasformazione del rapporto e diritto di precedenza

    Il passaggio da tempo pieno a part-time, e viceversa, è volontario: richiede l’accordo delle parti e la forma scritta. Il rifiuto del lavoratore di trasformare il rapporto non costituisce giustificato motivo di licenziamento.

    La legge tutela inoltre alcune situazioni: chi è affetto da patologie oncologiche o gravi, i genitori di figli piccoli e chi assiste familiari con L. 104 hanno priorità o un vero e proprio diritto alla trasformazione in part-time. Specularmente, il lavoratore che ha trasformato il rapporto in part-time gode di un diritto di precedenza nelle assunzioni a tempo pieno per mansioni equivalenti, secondo i criteri del CCNL.

    Casi pratici

    Tizio — trasformazione da tempo pieno a part-time
    Tizio chiede di passare al part-time. La trasformazione non è un atto unilaterale: richiede l’accordo delle parti e la forma scritta. Il suo rifiuto di trasformare il rapporto, o quello del datore, non può di per sé giustificare un licenziamento. Se in futuro vorrà tornare al tempo pieno, avrà un diritto di precedenza sulle assunzioni a tempo pieno per mansioni equivalenti.
    Caia — ferie e tredicesima nel part-time
    Caia è part-time verticale (lavora solo il mattino). Ferie, tredicesima e TFR le spettano riproporzionati alla durata effettiva della prestazione, secondo il principio di non discriminazione: non un trattamento diverso, ma proporzionato. La maturazione segue le regole del CCNL applicate alla quota di orario svolto.

    Domande frequenti

    Il contratto part-time deve essere scritto?
    Sì. La forma scritta è richiesta e il contratto deve indicare la durata della prestazione e la collocazione dell’orario. La sua assenza può essere fatta valere dal lavoratore per ottenere l’accertamento del rapporto e, a certe condizioni, il riconoscimento di un orario pieno.
    Che differenza c’è tra lavoro supplementare e straordinario?
    Il lavoro supplementare è quello reso dal part-time oltre l’orario concordato ma entro il tempo pieno; lo straordinario presuppone invece il superamento dell’orario a tempo pieno. Hanno discipline e maggiorazioni diverse, fissate dal CCNL.
    Ferie e tredicesima del part-time sono dimezzate?
    Non dimezzate, ma riproporzionate alla durata della prestazione, in applicazione del principio di non discriminazione. L’anzianità di servizio, invece, si computa per intero.
    Da part-time ho diritto a tornare a tempo pieno?
    Hai un diritto di precedenza nelle assunzioni a tempo pieno per mansioni equivalenti, secondo i criteri del D.Lgs. 81/2015 e del CCNL. La trasformazione vera e propria richiede comunque l’accordo tra le parti.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi 2026, preavviso, modulo telematico, giusta causa, preavviso e licenziamento 2026, ferie, permessi e ROL 2026, maternità, paternità e congedi 2026 e tredicesima, quattordicesima e premi 2026.

    Contenuto divulgativo aggiornato alle regole generali di legge (D.Lgs. 81/2015). Per limiti del lavoro supplementare, maggiorazioni e condizioni delle clausole elastiche si rinvia sempre al testo del CCNL vigente.

  • Art. 211 D.Lgs. 36/2023 – Accordo bonario per i servizi e le forniture

    Art. 211 D.Lgs. 36/2023 – Accordo bonario per i servizi e le forniture

    D.Lgs. 31 marzo 2023, n. 36 – Codice dei contratti pubblici. Testo vigente letto su Normattiva il 7 ottobre 2026.

    1. Le disposizioni dell’articolo 210 si applicano, in quanto compatibili, anche ai contratti di servizi e di fornitura continuativa o periodica di beni, quando insorgano controversie circa l’esatta esecuzione delle prestazioni dovute.

  • Art. 205 D.Lgs. 36/2023 – Procedure di aggiudicazione del contraente generale

    Art. 205 D.Lgs. 36/2023 – Procedure di aggiudicazione del contraente generale

    D.Lgs. 31 marzo 2023, n. 36 – Codice dei contratti pubblici. Testo vigente letto su Normattiva il 7 ottobre 2026.

    1. Il bando individua il progetto di fattibilità tecnico-economica e indica, in relazione alle caratteristiche e alla complessità dell’opera e del risultato da perseguire, il numero minimo e massimo di concorrenti invitati, assicurando in ogni caso una effettiva concorrenza. Quando le domande di partecipazione superano il numero massimo indicato, l’ente concedente seleziona gli operatori economici da invitare, sulla base di criteri pertinenti all’oggetto del contratto, resi noti nel bando.

    2. L’aggiudicazione avviene secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, individuata, oltre che in base ai criteri ordinari di aggiudicazione degli appalti, tenendo conto in particolare:

    a) del valore tecnico ed estetico delle varianti;

    b) dell’incremento di valore del prefinanziamento, rispetto a quello indicato nel bando, offerto dal concorrente;

    c) di ogni altro elemento idoneo al miglior perseguimento del risultato amministrativo dedotto nel contratto.

    3. Il bando di gara può prevedere che l’offerente dimostri:

    a) l’assenza dei motivi di esclusione indicati agli articoli 94, 95, 96, 97 e 98, ferma restando la necessità di accertare sempre il possesso dei requisiti generali da parte dell’offerente che risulti poi aggiudicatario;

    b) la disponibilità di risorse finanziarie, rivolte al prefinanziamento, proporzionate all’opera da realizzare;

    c) il possesso, da parte delle imprese affidatarie designate in sede di gara o dello stesso offerente, di requisiti professionali e finanziari idonei allo svolgimento delle prestazioni richieste.

    4. Non possono concorrere alla medesima gara imprese collegate.

    L’operatore che partecipa alla gara, singolarmente o facendo parte di un raggruppamento temporaneo o consorzio, non può parteciparvi quale membro di altro raggruppamento temporaneo, associazione o consorzio, anche stabile.

    5. Il contraente generale in possesso della richiesta classifica di qualificazione può partecipare alla procedura di gara in associazione o consorzio con altre imprese purché queste ultime siano ammesse, per qualunque classifica, al sistema di qualificazione ovvero siano qualificabili, per qualunque classifica. Le imprese associate o consorziate concorrono alla dimostrazione dei requisiti di cui al comma 1.

    1. Gli affidamenti degli enti concedenti operanti nei settori speciali sono disciplinati, oltre che dalle disposizioni della presente Parte, dalle relative norme del Libro III.

    2. Gli affidamenti degli enti concedenti diversi da quelli indicati nel comma 6 sono disciplinati, oltre che dalle disposizioni della presente Parte, dalle norme del Libro II, Parte IV.

  • Plusvalenza sulla vendita di un immobile entro 5 anni

    In sintesi

    • La rivendita di un fabbricato entro 5 anni dall’acquisto genera una plusvalenza tassabile come reddito diverso (art. 67 c.1 lett. b TUIR).
    • Sono esenti: gli immobili ricevuti per successione, l’abitazione principale del cedente o dei familiari, e gli immobili posseduti da oltre 5 anni.
    • La plusvalenza si calcola sottraendo dal corrispettivo di vendita il costo di acquisto o costruzione, aumentato delle spese inerenti documentate.
    • La tassazione ordinaria avviene con IRPEF a scaglioni, ma il venditore può scegliere un’imposta sostitutiva con aliquota fissa chiedendola al notaio nell’atto.
    • Il riferimento storico per l’imposta sostitutiva è 26%; verificare l’aliquota vigente al momento dell’atto.
    • La scelta tra IRPEF e sostitutiva dipende dall’aliquota marginale del contribuente e deve essere valutata caso per caso.

    Quando la rivendita di un immobile è tassata

    Chi vende un fabbricato poco tempo dopo averlo acquistato deve fare i conti con le plusvalenze immobiliari. L’art. 67, comma 1, lett. b del TUIR classifica come reddito diverso il guadagno realizzato cedendo un immobile entro cinque anni dall’acquisto o dalla costruzione, con alcune importanti eccezioni.

    Non si tratta di una norma contro i proprietari, ma di un presidio contro l’attività speculativa: chi compra e rivende rapidamente un immobile traendo profitto dalla differenza di prezzo è tenuto a tassare tale guadagno. Diverso è il caso di chi vende la propria abitazione o di chi ha ricevuto l’immobile in eredità.

    Comprendere quando scatta la tassazione, come si determina la plusvalenza e quale regime fiscale conviene scegliere permette di affrontare la vendita senza sorprese. In questa guida analizziamo le regole per i fabbricati, rimandando a trattazioni separate la disciplina dei terreni edificabili e di quelli agricoli.

    Riepilogo: plusvalenza tassabile o esente?
    Situazione Trattamento fiscale
    Fabbricato venduto entro 5 anni dall'acquisto (acquistato a titolo oneroso) Plusvalenza tassabile (reddito diverso)
    Fabbricato acquisito per successione, rivenduto a qualsiasi data Esente: non si genera plusvalenza tassabile
    Abitazione principale del cedente o dei familiari per la maggior parte del periodo Esente: condizione verificata sulla destinazione d'uso prevalente
    Fabbricato posseduto da oltre 5 anni Esente: il termine quinquennale è decorso
    Terreni edificabili (qualsiasi durata del possesso) Sempre tassabili (regole proprie, non trattate qui)

    Esempio pratico

    • Tizio acquista un appartamento nel marzo 2021 al prezzo di 180.000 euro, sostenendo 6.000 euro tra imposte di registro, spese notarili e piccoli interventi documentati. Nel settembre 2024, dopo circa tre anni e mezzo, lo rivende a 220.000 euro. La plusvalenza lorda è pari a 220.000 meno 186.000, cioè 34.000 euro. Poiché Tizio ha un reddito complessivo medio-alto, l’IRPEF ordinaria lo colpirebbe con aliquota marginale elevata; decide quindi di optare per l’imposta sostitutiva, chiedendola direttamente al notaio nell’atto di vendita. Il notaio calcola l’imposta sulla plusvalenza di 34.000 euro applicando l’aliquota vigente (il riferimento storico è 26%), la trattiene e la versa per conto di Tizio, che non dovrà riportare nulla in dichiarazione dei redditi.

    Documenti necessari

    • Art. 67, comma 1, lett. b del TUIR: norma istitutiva della plusvalenza da rivendita infraquinquennale.
    • Art. 68 TUIR: criteri di determinazione delle plusvalenze e dei costi deducibili.
    • Art. 1, comma 496, L. 266/2005: introduzione dell’opzione per l’imposta sostitutiva tramite il notaio.
    • Circolare Agenzia delle Entrate n. 19/E del 2014: chiarimenti su abitazione principale e calcolo del periodo.
    • Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate sulle modalità di versamento da parte dei notai.

    Caso 1 – Vendita di appartamento acquistato e ristrutturato

    Scenario. Caio acquista un immobile da ristrutturare nel 2022, effettua lavori di manutenzione straordinaria per i quali conserva tutte le fatture, e rivende l’appartamento nel 2025, entro i 5 anni dall’acquisto. L’immobile non è mai stato la sua abitazione principale.

    Come si applica. La plusvalenza è tassabile. Il costo da contrapporre al corrispettivo di vendita comprende il prezzo di acquisto, le imposte pagate all’atto (registro o IVA), le spese notarili e le spese incrementative documentate, tra cui i costi di ristrutturazione. Caio ha interesse a raccogliere tutte le ricevute e le fatture per massimizzare il costo riconosciuto e minimizzare la plusvalenza imponibile. Al momento del rogito può scegliere tra IRPEF ordinaria e imposta sostitutiva.

    In pratica

    • Conservare tutte le fatture dei lavori edili: concorrono ad aumentare il costo e riducono la plusvalenza.
    • Verificare con un commercialista l’aliquota marginale IRPEF personale prima di scegliere il regime.
    • L’opzione per la sostitutiva va espressa nell’atto notarile: non è modificabile in un secondo momento.

    Caso 2 – Immobile ricevuto in eredità e rivenduto subito

    Scenario. Tizio eredita un appartamento dalla madre nel 2023 e, avendo già la propria abitazione, decide di venderlo nel 2024 senza aspettare anni.

    Come si applica. Nessuna plusvalenza è tassabile. La norma esclude espressamente gli immobili acquisiti per successione dall’applicazione dell’art. 67, comma 1, lett. b TUIR. Tizio può vendere liberamente, indipendentemente da quanto tempo è trascorso dall’apertura della successione. Non occorre richiedere né calcolare alcuna imposta sostitutiva. Rimane consigliabile documentare correttamente l’acquisizione a titolo ereditario nell’atto di vendita.

    In pratica

    • L’esenzione per successione vale a prescindere dal tempo trascorso dalla morte del de cuius.
    • Nell’atto di vendita indicare sempre l’origine ereditaria del titolo: evita contestazioni successive.
    • Verificare che l’accettazione dell’eredità e la dichiarazione di successione siano in regola prima di procedere al rogito.

    Quando rivolgersi a un professionista

    La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

    Fonti e approfondimenti

    Domande frequenti

    Quando decorre il termine dei 5 anni?

    Il termine si computa dall’atto di acquisto o, se l’immobile è stato costruito, dalla data di ultimazione dei lavori. La vendita entro quel termine genera plusvalenza tassabile; oltre i 5 anni l’operazione è esente.

    Cosa si intende per abitazione principale ai fini dell'esenzione?

    L’esenzione si applica se l’immobile è stato adibito ad abitazione principale del cedente o dei suoi familiari per la maggior parte del periodo intercorso tra l’acquisto e la vendita. Non è sufficiente un breve utilizzo: la destinazione deve essere prevalente nel tempo.

    Le spese di ristrutturazione sono sempre deducibili dal calcolo della plusvalenza?

    Le spese incrementative documentate (lavori di ristrutturazione, manutenzione straordinaria) sono riconosciute in aumento del costo purché siano adeguatamente documentate con fatture e quietanze. Le spese di manutenzione ordinaria non incrementano il valore dell’immobile ai fini del calcolo.

    Come si esercita l'opzione per l'imposta sostitutiva?

    L’opzione si chiede direttamente al notaio in sede di rogito, prima che l’atto sia concluso. Il notaio calcola l’imposta, la trattiene dal corrispettivo e la versa all’Erario. Una volta esercitata nell’atto, la scelta non è revocabile.

    Se scelgo l'imposta sostitutiva, devo dichiarare la plusvalenza nel 730 o nel modello Redditi?

    No. Quando si applica l’imposta sostitutiva tramite il notaio, la plusvalenza non confluisce nel reddito complessivo e non va indicata in dichiarazione dei redditi. L’adempimento è assolto integralmente dal notaio.

    I terreni seguono le stesse regole dei fabbricati?

    No. I terreni edificabili sono sempre tassati come redditi diversi, indipendentemente dalla durata del possesso. I terreni agricoli seguono regole proprie. La disciplina dei cinque anni descritta in questa guida riguarda esclusivamente i fabbricati (unità immobiliari urbane).

    Qual è l'aliquota dell'imposta sostitutiva?

    Il riferimento storico è 26%. Tuttavia l’aliquota può essere modificata da norme successive; verificare sempre l’aliquota vigente al momento dell’atto con il notaio o con un commercialista.

    Vedi anche: Vendere l’auto usata tra privati, Plusvalenza su immobile ricevuto in donazione, Plusvalenze da vendita immobili, Sistema del prezzo-valore, Imposta di registro e ipocatastali sulla donazione e Imposta di registro sulla divisione di eredità e immobili.

  • Art. 203 D.Lgs. 36/2023 – Affidamento di servizi globali

    Art. 203 D.Lgs. 36/2023 – Affidamento di servizi globali

    D.Lgs. 31 marzo 2023, n. 36 – Codice dei contratti pubblici. Testo vigente letto su Normattiva il 7 ottobre 2026.

    1. L’affidamento di servizi globali si realizza mediante la conclusione di contratti, anche diversi da quelli disciplinati dalle disposizioni della presente Parte, con cui l’operatore economico è tenuto a perseguire un risultato amministrativo mediante le prestazioni professionali e specialistiche dedotte in obbligazione in cambio di un corrispettivo determinato in relazione al risultato ottenuto e alla attività normalmente necessaria per ottenerlo.

    2. I contratti di affidamento di servizi globali possono essere sottoscritti solo da un operatore economico in possesso della specifica qualificazione prevista dall’articolo 207, oltre che dei requisiti generali per la partecipazione alle procedure di affidamento.

    3. Le parti determinano il contenuto dei contratti di affidamento dei servizi globali nei limiti imposti dalle disposizioni della presente Parte, tenendo conto dei bandi-tipo e dei contratti-tipo redatti dall’ANAC.

  • Art. 200 D.Lgs. 36/2023 – Contratti di rendimento energetico o di prestazione energetica

    Art. 200 D.Lgs. 36/2023 – Contratti di rendimento energetico o di prestazione energetica

    D.Lgs. 31 marzo 2023, n. 36 – Codice dei contratti pubblici. Testo vigente letto su Normattiva il 7 ottobre 2026.

    1. Nel caso di contratti di rendimento energetico o di prestazione energetica (EPC), i ricavi di gestione dell’operatore economico sono determinati e pagati in funzione del livello di miglioramento dell’efficienza energetica o di altri criteri di prestazione energetica stabiliti contrattualmente, purché quantificabili in relazione ai consumi. La misura di miglioramento dell’efficienza energetica, calcolata secondo le norme in materia di attestazione della prestazione energetica degli immobili e delle altre infrastrutture energivore, è resa disponibile all’ente concedente a cura dell’operatore economico e deve essere verificata e monitorata durante l’intera durata del contratto, anche avvalendosi di apposite piattaforme informatiche adibite per la raccolta, l’organizzazione, la gestione, l’elaborazione, la valutazione e il monitoraggio dei consumi energetici.

  • Art. 407 DPR 495/1992

    Art. 407 DPR 495/1992

    Decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495 – Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada

    1. Le disposizioni del presente regolamento sono applicate con i termini e le decorrenze stabilite per le singole disposizioni del codice cui si riferiscono. Fino alle relative date si applicano le disposizioni regolamentari previgenti, salvo diverse disposizioni delle corrispondenti norme transitorie del codice.

Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.