Autore: Andrea Marton

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Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 197 D.Lgs. 36/2023 – Definizione e disciplina

    Art. 197 D.Lgs. 36/2023 – Definizione e disciplina

    D.Lgs. 31 marzo 2023, n. 36 – Codice dei contratti pubblici. Testo vigente letto su Normattiva il 7 ottobre 2026.

    1. Le parti determinano il contenuto del contratto di disponibilità nei limiti imposti dalle disposizioni di cui al presente articolo, tenendo conto dei bandi-tipo predisposti dall’ANAC e dei contratti-tipo predisposti dal DIPE, di concerto con l’Autorità di regolazione di settore e con il Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato.

    2. Il corrispettivo del contratto di disponibilità si compone di un canone di disponibilità, commisurato all’effettivo periodo per il quale l’operatore economico ha garantito il godimento dell’opera, sempre che il mancato o ridotto godimento non rientri nel rischio a carico dell’ente concedente ai sensi del comma 4.

    3. Quando è convenuto il trasferimento della proprietà dell’opera all’ente concedente il corrispettivo si compone anche:

    a) di un eventuale contributo in corso d’opera, non superiore al 50 per cento del costo di costruzione dell’opera;

    b) di un prezzo di trasferimento, da pagare al termine del contratto, determinato in relazione al valore di mercato residuo dell’opera e tenendo conto dell’importo già versato a titolo di canone di disponibilità e di eventuale contributo in corso d’opera.

    4. Se non è diversamente convenuto tra le parti e salvo quanto disposto dal comma 5, il rischio del mancato o ritardato rilascio di autorizzazioni oppure di ogni altro atto amministrativo incidente sul compimento o sulla gestione tecnica dell’opera è a carico dell’ente concedente.

    5. Il rischio del mancato o ritardato rilascio di atti di approvazione o di assenso, da parte di autorità diverse dall’ente concedente, attinenti alla progettazione e alle eventuali varianti in corso d’opera è a carico dell’operatore economico.

    6. Le varianti in corso d’opera sono comunicate dall’operatore economico all’ente concedente al fine di consentire a quest’ultimo di opporsi quando alterino le caratteristiche specifiche dell’opera indicate nel capitolato prestazionale.

    7. Il contratto determina i modi di attribuzione alle parti degli eventuali oneri sopravvenuti, incidenti sul corrispettivo pattuito per il compimento e la gestione dell’opera, derivanti da disposizioni normative o da provvedimenti dell’autorità.

    8. L’ente concedente può attribuire all’operatore economico la qualità di autorità espropriante, come definita all’articolo 3 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilità, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327, con il potere di espropriare e di curare il relativo procedimento.

    9. L’ente concedente redige, unitamente al bando o all’avviso, avvalendosi anche dei bandi-tipo e dei contratti-tipo dell’ANAC, un capitolato che indica le caratteristiche specifiche dell’opera, i criteri di determinazione e di riduzione del corrispettivo e i modi di prestazione di garanzie e cauzioni, anche funzionali ad assicurare l’esatto adempimento delle obbligazioni contrattuali.

    10. Il bando indica i criteri, secondo l’ordine di importanza loro attribuita, in base ai quali si procede alla valutazione comparativa tra le diverse offerte.

    11. Il contratto di disponibilità può essere sottoscritto solo dall’operatore economico in possesso dei requisiti generali di qualificazione e di partecipazione alle procedure di affidamento.

    12. L’ente concedente, nei modi previsti dal contratto, ha il diritto di controllare lo svolgimento dei lavori e di verificare prima della consegna l’opera compiuta, eventualmente proponendo le necessarie modificazioni e varianti, sempre che queste non alterino caratteristiche specifiche dell’opera indicate nel capitolato prestazionale.

    13. Il contratto determina i casi e i modi di modificazione del contratto, anche attraverso la riduzione del canone di disponibilità, idonei a ricondurlo a equità, anche tenendo conto della esigenza di tutelare i creditori indicati all’articolo 199.

  • Art. 87 L. 354/1975 – Norme di esecuzione

    Art. 87 L. 354/1975 – Norme di esecuzione

    Legge 26 luglio 1975, n. 354 – Norme sull’ordinamento penitenziario e sull’esecuzione delle misure privative e limitative della libertà

    Con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro per la grazia e giustizia, di concerto con il Ministro per il tesoro, entro sei mesi dalla entrata in vigore della presente legge, sarà emanato il regolamento di esecuzione. Per quanto concerne la materia della istruzione negli istituti di prevenzione e di pena il regolamento di esecuzione sarà emanato di concerto anche con il Ministro per la pubblica istruzione.
    Fino all’emanazione del suddetto regolamento restano applicabili, in quanto non incompatibili con le norme della presente legge, le disposizioni del regolamento vigente.
    Entro il termine indicato nel primo comma dovranno essere emanate le norme che disciplinano lo ingresso in carriera del personale di concetto dei ruoli degli educatori per adulti e degli assistenti sociali per adulti.
    Le disposizioni concernenti l’affidamento al servizio sociale e il regime di semilibertà entreranno in vigore un anno dopo la pubblicazione della presente legge nella Gazzetta Ufficiale.

  • Art. 196 D.Lgs. 36/2023 – Definizione e disciplina

    Art. 196 D.Lgs. 36/2023 – Definizione e disciplina

    D.Lgs. 31 marzo 2023, n. 36 – Codice dei contratti pubblici. Testo vigente letto su Normattiva il 7 ottobre 2026.

    1. Per finanziare la realizzazione, l’acquisizione e il completamento di opere pubbliche o di pubblica utilità gli enti concedenti possono stipulare contratti di locazione finanziaria (leasing).

    2. La società di locazione finanziaria acquista da un operatore economico un bene esistente o da realizzare e lo cede in godimento, per un determinato periodo di tempo, alla pubblica amministrazione a fronte del pagamento di un canone periodico fisso e comprensivo di eventuali servizi accessori.

    3. Se lo schema di contratto prevede il trasferimento del rischio operativo, ai sensi dell’articolo 177, si applicano, per quanto non previsto dal presente articolo, le norme sulle concessioni e sugli altri contratti di partenariato pubblico-privato. In caso contrario si applicano le disposizioni in materia di appalto pubblico di lavori.

    4. Per l’aggiudicazione del contratto di cui al comma 1 l’ente concedente pone a base di gara almeno un progetto di fattibilità, comprensivo del piano finanziario. L’aggiudicatario predispone i successivi livelli progettuali ed esegue l’opera.

    5. Se l’offerente è un raggruppamento temporaneo di imprese costituito dal soggetto finanziatore e da uno o più soggetti realizzatori, ciascuno è responsabile in relazione alla specifica obbligazione assunta nel contratto. Il soggetto finanziatore può presentare l’offerta anche singolarmente, ricorrendo in tal caso all’avvalimento del soggetto realizzatore.

    6. Uno o più soggetti costituenti l’associazione temporanea di imprese, in caso di apertura della liquidazione giudiziale, inadempimento o sopravvenienza di qualsiasi causa impeditiva all’adempimento dell’obbligazione, possono essere sostituiti in fase di gara o di esecuzione con altri soggetti aventi medesimi requisiti e caratteristiche. L’ente concedente può negare l’assenso solo nelle ipotesi in cui il soggetto indicato a subentrare non sia in possesso dei necessari requisiti soggettivi e oggettivi.

    7. L’adempimento delle obbligazioni dell’ente concedente resta in ogni caso condizionato all’esito positivo del collaudo, ovvero della verifica di conformità in ordine alla gestione funzionale dell’opera secondo le modalità stabilite. Il soggetto aggiudicatario assicura la corretta manutenzione del bene sino al momento del riscatto.

    8. L’opera oggetto di locazione finanziaria segue il regime di opera pubblica ai fini urbanistici, edilizi ed espropriativi a condizione che, nel contratto medesimo, sia stabilito che al termine del periodo di locazione il committente è obbligato al riscatto.

    L’ente concedente può concedere il diritto di superficie sull’area pubblica dove realizzare l’opera.

    9. L’opera può essere realizzata anche su un’area nella disponibilità dell’aggiudicatario. Si applica, anche in tal caso, il primo periodo del comma 8.

    10. Il contratto prevede la facoltà di riscatto anticipato.

  • Art. 194 D.Lgs. 36/2023 – Società di scopo

    Art. 194 D.Lgs. 36/2023 – Società di scopo

    D.Lgs. 31 marzo 2023, n. 36 – Codice dei contratti pubblici. Testo vigente letto su Normattiva il 7 ottobre 2026.

    1. Per gli affidamenti superiori alla soglia di cui all’articolo 14, comma 1, lettera a), il bando di gara per l’affidamento di una concessione nella forma della finanza di progetto prevede che l’aggiudicatario costituisca una società di scopo in forma di società per azioni o a responsabilità limitata, anche consortile.

    Il bando di gara indica l’ammontare minimo del capitale sociale della società. In caso di concorrente costituito da più soggetti, nell’offerta è indicata, a pena di esclusione, la quota di partecipazione al capitale sociale di ciascun soggetto.

    2. I lavori da eseguire e i servizi da prestare da parte delle società di scopo si intendono realizzati e prestati in proprio anche nel caso in cui siano affidati direttamente dalle suddette società ai propri soci, originari o subentrati, sempre che essi siano in possesso dei requisiti stabiliti dalle vigenti norme legislative e regolamentari.

    3. La società di scopo, senza che ciò costituisca cessione di contratto, subentra nel rapporto di concessione senza necessità di approvazione o autorizzazione amministrativa. Essa sostituisce l’aggiudicatario in tutti i rapporti con l’ente concedente. Nel caso di versamento di un prezzo in corso d’opera da parte dell’ente concedente, i soci della società restano solidalmente responsabili con la società di scopo nei confronti dell’amministrazione per l’eventuale rimborso del contributo percepito. In alternativa, la società di scopo può fornire alla pubblica amministrazione garanzie bancarie e assicurative per la restituzione delle somme versate a titolo di prezzo in corso d’opera, liberando in tal modo i soci. Le garanzie cessano alla data di emissione del certificato di collaudo dell’opera. Il contratto di concessione stabilisce le modalità per l’eventuale cessione delle quote della società di scopo, fermo restando che i soci che hanno concorso a formare i requisiti per la qualificazione sono tenuti a partecipare alla società e a garantire, nei limiti di cui sopra, il buon adempimento degli obblighi del concessionario sino alla data di emissione del certificato di collaudo dell’opera. L’ingresso nel capitale sociale della società di scopo e lo smobilizzo delle partecipazioni da parte di banche e altri investitori istituzionali, di cui all’articolo 193, comma 1, quarto periodo, che non abbiano concorso a formare i requisiti per la qualificazione, possono tuttavia avvenire in qualsiasi momento.

    4. Il contratto di concessione disciplina altresì le modalità di sostituzione dei soci della società di scopo che, nel corso dell’esecuzione del contratto, perdano i requisiti di qualificazione.

    5. Il bando-tipo per l’affidamento di un contratto ai sensi del comma 1 reca anche lo schema della convenzione da allegare agli atti di gara.

  • Art. 192 D.Lgs. 36/2023 – Revisione del contratto di concessione

    Art. 192 D.Lgs. 36/2023 – Revisione del contratto di concessione

    D.Lgs. 31 marzo 2023, n. 36 – Codice dei contratti pubblici. Testo vigente letto su Normattiva il 7 ottobre 2026.

    1. Al verificarsi di eventi sopravvenuti straordinari e imprevedibili, ivi compreso il mutamento della normativa o della regolazione di riferimento, purché non imputabili al concessionario, che incidano in modo significativo sull’equilibrio economico-finanziario dell’operazione, il concessionario può chiedere la revisione del contratto nella misura strettamente necessaria a ricondurlo ai livelli di equilibrio e di traslazione del rischio pattuiti al momento della conclusione del contratto.

    L’alterazione dell’equilibrio economico e finanziario dovuto a eventi diversi da quelli di cui al primo periodo e rientranti nei rischi allocati alla parte privata sono a carico della stessa.

    2. In sede di revisione ai sensi del comma 1 non è consentito concordare modifiche che alterino la natura della concessione, o modifiche sostanziali che, se fossero state contenute nella procedura iniziale di aggiudicazione della concessione, avrebbero consentito l’ammissione di candidati diversi da quelli inizialmente selezionati o l’accettazione di un’offerta diversa da quella inizialmente accettata, oppure avrebbero attirato ulteriori partecipanti alla procedura di aggiudicazione della concessione.

    3. Nei casi di opere di interesse statale ovvero finanziate con contributo a carico dello Stato, per le quali non sia già prevista l’espressione del parere del CIPESS, la revisione è subordinata al previo parere non vincolante del Nucleo di consulenza per l’attuazione delle linee guida per la regolazione dei servizi di pubblica utilità (NARS). Negli altri casi, è facoltà dell’ente concedente sottoporre la revisione al previo parere del NARS. Qualora l’ente concedente intenda discostarsi dal parere reso, è tenuto a darne adeguata motivazione, dando conto delle ragioni della decisione e indicando, in particolare, la modalità di contabilizzazione adottata.

    4. In caso di mancato accordo sul riequilibrio del piano economico-finanziario le parti possono recedere dal contratto. In tal caso, al concessionario sono rimborsati gli importi di cui all’articolo 190, comma 4, lettere a) e b), a esclusione degli oneri derivanti dallo scioglimento anticipato dei contratti di copertura del rischio di fluttuazione del tasso di interesse.

  • Art. 191 D.Lgs. 36/2023 – Subentro

    Art. 191 D.Lgs. 36/2023 – Subentro

    D.Lgs. 31 marzo 2023, n. 36 – Codice dei contratti pubblici. Testo vigente letto su Normattiva il 7 ottobre 2026.

    1. Alla scadenza del periodo di affidamento e in conseguenza del nuovo affidamento, le reti, gli impianti e le altre dotazioni patrimoniali essenziali per la prosecuzione del servizio, in quanto non duplicabili a costi socialmente sostenibili, sono assegnati al nuovo gestore. Analogamente si procede in caso di cessazione anticipata.

    2. Sono altresì ceduti al nuovo gestore i beni strumentali realizzati in attuazione dei piani di investimento concordati con l’ente concedente.

    3. Fatte salve le discipline di settore, nel caso di durata dell’affidamento inferiore rispetto al tempo di recupero dell’ammortamento oppure di cessazione anticipata, per causa non attribuibile al concessionario, si prevede, a carico del gestore subentrante, un indennizzo pari al valore contabile non ancora ammortizzato, rivalutato attraverso pertinenti deflatori fissati dall’ISTAT e al netto di eventuali contributi pubblici direttamente riferibili agli investimenti stessi. I criteri di determinazione dell’indennizzo sono indicati nel bando o nella lettera di invito relativi alla gara indetta per il successivo affidamento a seguito della scadenza o della cessazione anticipata della gestione.

    4. Restano salvi eventuali diversi accordi tra le parti stipulati prima dell’entrata in vigore del codice.

    5. Il subentro per le concessioni di servizi di interesse economico generale prestati a livello locale resta disciplinato dall’articolo 23 del decreto legislativo 23 dicembre 2022, n. 201.

  • Art. 190 D.Lgs. 36/2023 – Risoluzione e recesso

    Art. 190 D.Lgs. 36/2023 – Risoluzione e recesso

    D.Lgs. 31 marzo 2023, n. 36 – Codice dei contratti pubblici. Testo vigente letto su Normattiva il 7 ottobre 2026.

    1. L’ente concedente può dichiarare risolta la concessione in corso di rapporto della stessa se una o più delle seguenti condizioni si verificano:

    a) la concessione ha subito una modifica che avrebbe richiesto una nuova procedura di aggiudicazione della concessione;

    b) il concessionario si trovava, al momento dell’aggiudicazione della concessione, in una delle situazioni che comportano l’esclusione dalla procedura di aggiudicazione della concessione;

    c) la Corte di giustizia dell’Unione europea constata, in un procedimento ai sensi dell’articolo 258 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, che uno Stato membro ha violato uno degli obblighi su lui incombenti in virtù dei trattati europei per il fatto che un ente concedente appartenente allo Stato membro in questione ha aggiudicato la concessione in oggetto senza adempiere gli obblighi previsti dai trattati europei e dalla direttiva 2014/23/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014.

    2. La risoluzione della concessione per inadempimento dell’ente concedente o del concessionario è disciplinata dagli articoli 1453 e seguenti del codice civile. Il contratto prevede per il caso di inadempimento una clausola penale di predeterminazione del danno e i criteri per il calcolo dell’indennizzo.

    3. Nei casi che comporterebbero la risoluzione di una concessione per cause imputabili al concessionario, l’ente concedente comunica per iscritto al concessionario e agli enti finanziatori l’intenzione di risolvere il rapporto. Gli enti finanziatori, ivi inclusi i titolari di obbligazioni e titoli analoghi emessi dal concessionario, entro centoventi giorni dal ricevimento della comunicazione, possono indicare un operatore economico che subentri nella concessione avente caratteristiche tecniche e finanziarie corrispondenti a quelle previste nel bando di gara o negli atti in forza dei quali la concessione è stata affidata, con riguardo allo stato di avanzamento dell’oggetto della concessione alla data del subentro. L’operatore economico subentrante assicura la ripresa dell’esecuzione della concessione e l’esatto adempimento originariamente richiesto al concessionario sostituito entro il termine indicato dall’ente concedente. Il subentro dell’operatore economico ha effetto da quando l’ente concedente presta il consenso.

    4. Se l’ente concedente recede dal contratto di concessione per motivi di pubblico interesse spettano al concessionario:

    a) il valore delle opere realizzate più gli oneri accessori, al netto degli ammortamenti, oppure, nel caso in cui l’opera non abbia ancora superato la fase di collaudo, i costi effettivamente sostenuti dal concessionario;

    b) i costi sostenuti o da sostenere in conseguenza del recesso, ivi inclusi gli oneri derivanti dallo scioglimento anticipato dei contratti di copertura del rischio di fluttuazione del tasso di interesse;

    c) un indennizzo a titolo di mancato guadagno compreso tra il minimo del 2 per cento ed il massimo del 5 per cento degli utili previsti dal piano economico-finanziario, in base ad una valutazione che tenga conto delle circostanze, della tipologia di investimenti programmati e delle esigenze di protezione dei crediti dei soggetti finanziatori. In ogni caso i criteri per l’individuazione dell’indennizzo devono essere esplicitati in maniera inequivocabile nell’ambito del bando di gara ed indicati nel contratto, tenuto conto della tipologia e dell’oggetto del rapporto concessorio, con particolare riferimento alla percentuale, al piano economico-finanziario e agli anni da prendere in considerazione nel calcolo.

    5. Le somme dovute ai sensi del comma 4 sono destinate prioritariamente al soddisfacimento dei crediti dei finanziatori del concessionario e dei titolari di titoli emessi.

    6. Senza pregiudizio per il pagamento delle somme dovute, in tutti i casi di cessazione del rapporto concessorio diversi dalla risoluzione per inadempimento del concessionario questi ha il diritto di proseguire nella gestione ordinaria dell’opera, incassandone i ricavi da essa derivanti, sino all’effettivo pagamento delle suddette somme, fatti salvi gli eventuali investimenti improcrastinabili individuati dal concedente unitamente alle modalità di finanziamento e di ristoro dei correlati costi.

    7. L’efficacia del recesso dalla concessione è sottoposta alla condizione del pagamento da parte dell’ente concedente delle somme previste dal comma 4.

  • Art. 167 L. 633/1941

    Art. 167 L. 633/1941

    Testo vigente verificato su Normattiva. Scheda in arricchimento editoriale.

    I diritti di utilizzazione economica riconosciuti da questa legge possono anche essere fatti valere giudizialmente: a) da chi si trovi nel possesso legittimo dei diritti stessi; b) da chi possa agire in rappresentanza del titolare dei diritti.

    Fonte: Normattiva.it.

  • Art. 189 D.Lgs. 36/2023 – Modifica di contratti durante il periodo di efficacia

    Art. 189 D.Lgs. 36/2023 – Modifica di contratti durante il periodo di efficacia

    D.Lgs. 31 marzo 2023, n. 36 – Codice dei contratti pubblici. Testo vigente letto su Normattiva il 7 ottobre 2026.

    1. Le concessioni possono essere modificate senza una nuova procedura di aggiudicazione della concessione nei casi seguenti:

    a) se le modifiche, a prescindere dal loro valore monetario, sono state previste nei documenti di gara iniziali in clausole chiare, precise e inequivocabili, che possono comprendere clausole di revisione dei prezzi purché riferite agli indici sintetici di cui all’articolo 60, comma 3; tali clausole fissano la portata e la natura di eventuali modifiche, nonché le condizioni alle quali possono essere impiegate; esse non apportano modifiche che altererebbero la natura generale della concessione;

    b) per lavori o servizi supplementari da parte del concessionario originario che si sono resi necessari e non erano inclusi nella concessione iniziale, quando un cambiamento di concessionario:

    1) risulti impraticabile per motivi economici o tecnici, quali il rispetto dei requisiti di intercambiabilità o interoperatività tra apparecchiature, servizi o impianti esistenti forniti nell’ambito della concessione iniziale;

    2) comporti per l’ente concedente notevoli inconvenienti o una sostanziale duplicazione dei costi;

    c) negli ulteriori casi in cui siano soddisfatte tutte le seguenti condizioni:

    1) la necessità di modifica è determinata da circostanze che un ente concedente diligente non ha potuto prevedere;

    2) la modifica non altera la natura generale della concessione;

    3) nel caso di concessioni aggiudicate dall’ente concedente allo scopo di svolgere un’attività diversa da quelle di cui all’allegato II alla direttiva 2014/23/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, l’eventuale aumento di valore non deve eccedere il 50 per cento del valore della concessione iniziale. In caso di più modifiche successive, tale limitazione si applica al valore di ciascuna modifica. Tali modifiche successive non sono intese ad aggirare le disposizioni della presente Parte;

    d) se un nuovo concessionario sostituisce quello a cui l’ente concedente aveva inizialmente aggiudicato la concessione a causa di una delle seguenti circostanze:

    1) la presenza di una clausola di revisione inequivocabile in conformità della lettera a);

    2) al concessionario iniziale succeda, in via universale o parziale, a seguito di ristrutturazioni societarie, comprese rilevazioni, fusioni, acquisizione o insolvenza, un altro operatore economico che soddisfi i criteri di selezione qualitativa stabiliti inizialmente, purché ciò non implichi altre modifiche sostanziali al contratto e non sia finalizzato ad eludere l’applicazione della direttiva 2014/23/UE;

    3) nel caso in cui l’ente concedente si assuma gli obblighi del concessionario principale nei confronti dei suoi subappaltatori, ove tale possibilità sia prevista dalla legislazione nazionale;

    e) se le modifiche, a prescindere dal loro valore, non sono sostanziali.

    2. Le concessioni possono parimenti essere modificate senza necessità di una nuova procedura di aggiudicazione se il valore della modifica è inferiore a entrambi i valori seguenti:

    a) la soglia di cui all’articolo 8 della direttiva 2014/23/UE;

    b) il 10 per cento del valore della concessione iniziale.

    3. Le modifiche di cui al comma 2 non possono alterare la natura generale della concessione. In caso di più modifiche successive, il valore è accertato sulla base del valore complessivo netto delle successive modifiche.

    4. La modifica di una concessione durante il periodo della sua validità è considerata sostanziale se la natura della concessione muta nella sua essenza rispetto a quella inizialmente conclusa. In ogni caso, una modifica è considerata sostanziale se una o più delle seguenti condizioni sono soddisfatte:

    a) la modifica introduce condizioni che, se fossero state contenute nella procedura iniziale di aggiudicazione della concessione, avrebbero consentito l’ammissione di candidati diversi da quelli inizialmente selezionati o l’accettazione di un’offerta diversa da quella inizialmente accettata, oppure avrebbero attirato ulteriori partecipanti alla procedura di aggiudicazione della concessione;

    b) la modifica cambia l’equilibrio economico della concessione a favore del concessionario in modo non previsto dalla concessione iniziale;

    c) la modifica estende notevolmente l’ambito di applicazione della concessione;

    d) se un nuovo concessionario sostituisce quello cui l’ente concedente aveva inizialmente aggiudicato la concessione in casi diversi da quelli previsti dal comma 1, lettera d).

    5. Nelle situazioni di cui al comma 1, lettere b) e c), l’ente concedente pubblica un avviso al riguardo nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea. Tale avviso contiene le informazioni di cui all’allegato XI alla direttiva 2014/23/UE ed è pubblicato conformemente all’articolo 33 della stessa direttiva.

    6. Nelle ipotesi di cui al comma 1, lettere a) e b), per le concessioni aggiudicate dall’ente concedente allo scopo di svolgere un’attività diversa da quelle di cui all’allegato II alla direttiva 2014/23/UE, l’eventuale aumento di valore non deve eccedere il 50 per cento del valore della concessione iniziale. In caso di più modifiche successive, tale limitazione si applica al valore di ciascuna modifica. Tali modifiche successive non sono intese ad aggirare le disposizioni della presente Parte.

  • Art. 188 D.Lgs. 36/2023 – Subappalto

    Art. 188 D.Lgs. 36/2023 – Subappalto

    D.Lgs. 31 marzo 2023, n. 36 – Codice dei contratti pubblici. Testo vigente letto su Normattiva il 7 ottobre 2026.

    1. Il ricorso al subappalto da parte del concessionario è regolato dalle corrispondenti disposizioni in materia di appalto, di cui all’articolo 119.

  • CCNL Metalmeccanica PMI Confapi: welfare, EBM Salute e Fondapi

    CCNL Metalmeccanica PMI (Confapi)

    CCNL Metalmeccanica PMI Confapi: welfare, EBM Salute e Fondapi

    Il sistema di welfare nel CCNL Unionmeccanica Confapi: i 200 euro annui in beni e servizi, la sanità integrativa tramite EBM Salute, la previdenza complementare tramite Fondapi e il ruolo dell’ente bilaterale metalmeccanico Confapi.

    In sintesi

    Il welfare contrattuale del CCNL Metalmeccanica PMI Confapi si articola su tre livelli: 200 euro annui in beni e servizi (art. 52 del CCNL; 250 euro dal 2028 col rinnovo 2025-2028), la sanità integrativa attraverso EBM Salute (ente bilaterale Confapi, fondo distinto da mètaSalute di Federmeccanica) e la previdenza complementare attraverso Fondapi (fondo pensione Confapi, distinto da Cometa di Federmeccanica). Il datore che applica il CCNL è tenuto al versamento delle contribuzioni bilaterali.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Unionmeccanica (Confapi) · FIM-CISL · FIOM-CGIL · UILM-UIL
    Testo base
    CCNL 26 maggio 2021 (codice CNEL C018)
    Welfare annuo
    200 euro in beni/servizi (art. 52); 250 euro dal 2028
    Fondo sanitario
    EBM Salute – Ente Bilaterale Metalmeccanico Confapi
    Fondo pensione
    Fondapi – Fondo Pensione dei Lavoratori delle PMI (iscritto COVIP)
    Ente bilaterale
    EBM (Ente Bilaterale Metalmeccanico) nell’ambito del sistema Confapi

    Il welfare contrattuale da 200 euro: struttura e utilizzo

    Il rinnovo del CCNL del 26 maggio 2021 tra Unionmeccanica Confapi, FIM-CISL, FIOM-CGIL e UILM-UIL ha introdotto, dal 2022, l’obbligo per le aziende di mettere a disposizione di tutti i dipendenti strumenti di welfare per un valore di 200 euro l’anno, da usare entro il 31 dicembre (art. 52). Ne hanno diritto, superata la prova, i lavoratori a tempo indeterminato in forza al 1° gennaio o assunti entro il 31 dicembre e i tempi determinati con almeno tre mesi di anzianità nell’anno. Per gli anni 2022-2024 il testo prevedeva la messa a disposizione entro febbraio; il rinnovo 2025-2028 conferma i 200 euro e li porta a 250 dal 2028 (vedi la scheda tabelle retributive).

    Il welfare non è erogato in denaro ma in beni e servizi tramite piattaforme welfare accreditate dal datore di lavoro. Le categorie di utilizzo tipicamente disponibili comprendono:

    • Rimborsi per spese sanitarie (visite specialistiche, farmaci, ticket, protesi) non coperte da EBM Salute.
    • Abbonamenti a servizi di trasporto pubblico (bus, metro, treni).
    • Buoni acquisto per istruzione e formazione dei figli.
    • Servizi di baby-sitting o asili nido.
    • Polizze assicurative (vita, infortuni, non autosufficienza).
    • Attività sportive e culturali (palestre, cinema, teatri).

    L’importo di 200 euro è esente da contributi previdenziali e da imposte fiscali nei limiti stabiliti dall’art. 51, comma 3, del TUIR (fringe benefit e welfare aziendale). Il datore può integrare il welfare contrattuale con importi aggiuntivi a proprio carico, anche tramite accordo aziendale.

    Il valore dei 200 euro non è riproporzionabile per i lavoratori part-time ed è escluso dalla base di calcolo del TFR (art. 52); chi è in aspettativa non retribuita né indennizzata nell’anno è escluso.

    EBM Salute: la sanità integrativa Confapi

    EBM Salute è il sistema di sanità integrativa previsto nell’ambito dell’ente bilaterale metalmeccanico (EBM) operante nel sistema Confapi. L’EBM – Ente Bilaterale Metalmeccanico – è un organismo paritetico costituito dalle parti firmatarie del CCNL (Unionmeccanica Confapi da un lato, FIM-CISL, FIOM-CGIL e UILM-UIL dall’altro) con finalità di gestione delle prestazioni integrative di welfare del settore.

    EBM Salute eroga prestazioni di sanità integrativa ai lavoratori iscritti tramite il versamento di contributi a carico del datore di lavoro. Le prestazioni tipicamente coperte comprendono:

    • Visite specialistiche ambulatoriali (cardiologia, ortopedia, dermatologia, oculistica, neurologia, ecc.).
    • Odontoiatria: cure conservative, estrazioni, protesi dentarie, ortodonzia.
    • Diagnostica: esami del sangue, radiografie, ecografie, TAC, risonanze magnetiche.
    • Ricoveri: rimborsi per degenze in regime ordinario o di day hospital, compresi interventi chirurgici e spese accessorie (anestesia, medicinali, camera).
    • Maternità e parto: contributi per spese legate alla gravidanza e al parto.

    L’art. 51 del CCNL riconosce le prestazioni sanitarie integrative a tutti i lavoratori non in prova a tempo indeterminato (anche part-time e apprendisti) e ai tempi determinati di durata non inferiore a 5 mesi, salva la rinuncia scritta. La contribuzione è di 96 euro annui (8 euro al mese dal 1° gennaio 2022) a totale carico dell’azienda e comprende i familiari fiscalmente a carico. Non è richiesta alcuna adesione individuale esplicita. I lavoratori ricevono una tessera o credenziali di accesso alla piattaforma EBM per consultare i benefici disponibili e presentare le richieste di rimborso.

    Attenzione: EBM Salute (Confapi) è un fondo distinto da mètaSalute, che è invece il fondo sanitario integrativo del CCNL Metalmeccanici Industria firmato da Federmeccanica e Assistal. I due fondi non sono intercambiabili: il fondo applicabile dipende da quale CCNL viene applicato dall’azienda datrice di lavoro.

    Fondapi: la previdenza complementare Confapi

    Fondapi (Fondo Pensione dei Lavoratori delle Piccole e Medie Imprese) è il fondo pensione negoziale chiuso istituito nell’ambito del sistema Confapi. È un fondo multi-settoriale: raccoglie adesioni da lavoratori di diversi settori produttivi delle PMI aderenti a Confapi, tra cui la metalmeccanica (CCNL Unionmeccanica Confapi). Fondapi è iscritto all’Albo dei fondi pensione tenuto dalla COVIP (Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione) ed è soggetto alla sua vigilanza ai sensi del D.Lgs. 252/2005.

    In caso di adesione a Fondapi, le fonti di contribuzione sono tre:

    • TFR maturando: l’intera quota di TFR che matura annualmente viene versata a Fondapi, anziché rimanere presso il datore o al Fondo di Tesoreria INPS.
    • Contributo del lavoratore: il lavoratore può scegliere di versare un contributo aggiuntivo volontario, deducibile dal reddito imponibile fino a 5.164,57 euro annui (art. 10, comma 1, lett. e-bis, TUIR).
    • Contributo del datore di lavoro: l’azienda versa a favore degli iscritti il 2,00% della «retribuzione Fondapi» (minimi conglobati, EDR e indennità quadri) dal 1° gennaio 2020, a fronte di una trattenuta minima dell’1,2% a carico del lavoratore (art. 50 CCNL). L’iscrizione è volontaria, dopo il periodo di prova. Il contributo datoriale rappresenta un beneficio economico diretto per il lavoratore che aderisce, che non spetta a chi mantiene il TFR in azienda.

    Fondapi offre diversi comparti di investimento con profili di rischio/rendimento differenziati (tipicamente: garantito, obbligazionario, bilanciato, azionario). Il lavoratore sceglie il comparto o la combinazione di comparti all’atto dell’adesione e può modificare la scelta periodicamente. Il montante accumulato è di proprietà individuale del lavoratore e viene erogato in forma di rendita o capitale al momento del pensionamento (con le regole e i limiti del D.Lgs. 252/2005).

    Attenzione: Fondapi (Confapi) è un fondo distinto da Cometa, che è invece il fondo pensione del CCNL Metalmeccanici Industria (Federmeccanica). I due fondi non sono intercambiabili. Il lavoratore di un’azienda che applica il CCNL Unionmeccanica Confapi non ha accesso a Cometa, ma a Fondapi.

    Tabella riepilogativa

    Il sistema welfare del CCNL Metalmeccanica PMI Confapi a confronto con il CCNL Metalmeccanici Industria (Federmeccanica)
    Istituto CCNL Metalmeccanica PMI (Unionmeccanica Confapi) CCNL Metalmeccanici Industria (Federmeccanica)
    Welfare annuo 200 euro in beni/servizi (art. 52), 250 dal 2028 Flexible benefit 250 euro (rinnovo 22.11.2025)
    Sanità integrativa EBM Salute (ente bilaterale Confapi) mètaSalute
    Previdenza complementare Fondapi (fondo pensione PMI Confapi, COVIP) Cometa (fondo pensione metalmeccanici industria, COVIP)
    Ente bilaterale EBM – Ente Bilaterale Metalmeccanico (Confapi) ENFEA / organismi bilaterali Confindustria
    Platea indicativa ~400.000 lavoratori PMI ~1.500.000 lavoratori industria

    I dati Federmeccanica sono indicativi e riportati solo a scopo comparativo. Per le condizioni esatte del CCNL Metalmeccanici Industria fare riferimento al testo integrale del rinnovo del 22 novembre 2025. Le platee stimate sono indicative.

    L’ente bilaterale EBM e i servizi di bilateralità

    L’EBM – Ente Bilaterale Metalmeccanico nell’ambito del sistema Confapi gestisce, oltre alla sanità integrativa (EBM Salute), anche ulteriori servizi di bilateralità contrattuale. La bilateralità è il sistema di relazioni industriali in cui le parti firmatarie del CCNL (datore e sindacati) cooperano nella gestione di fondi e prestazioni a beneficio dei lavoratori. Tra i servizi bilaterali tipici degli enti come EBM figurano:

    • Formazione e aggiornamento professionale: borse di studio, percorsi formativi per lavoratori e apprendisti, anche in raccordo con le istituzioni regionali della formazione professionale.
    • Sostegno al reddito: in alcuni casi, fondi di integrazione al reddito in periodi di sospensione del rapporto non coperti da CIGS o NASpI.
    • Osservatorio del mercato del lavoro: monitoraggio delle dinamiche occupazionali nel settore metalmeccanico PMI, con dati utili per la contrattazione.
    • Conciliazione delle controversie di lavoro: sportelli di conciliazione per la risoluzione extragiudiziale delle controversie tra datori e lavoratori.

    I datori di lavoro che applicano il CCNL Unionmeccanica Confapi sono tenuti a versare la contribuzione all’EBM. L’omissione dei versamenti bilaterali costituisce inadempimento contrattuale e può essere oggetto di contestazione sindacale e di vertenza.

    Fiscalità del welfare contrattuale

    Il welfare contrattuale gode di un regime fiscale agevolato ai sensi del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR, D.P.R. 917/1986):

    • I beni e servizi welfare elencati dall’art. 51, comma 2, TUIR (ad esempio abbonamenti al trasporto pubblico, istruzione dei figli, assistenza a familiari anziani o non autosufficienti), anche se erogati con voucher tramite piattaforma (comma 3-bis), per le voci indicate sono esenti da IRPEF e da contributi previdenziali senza un tetto di importo; gli altri beni e servizi (fringe benefit, comma 3) sono esenti fino a 1.000 euro annui, elevati a 2.000 euro per i dipendenti con figli fiscalmente a carico, per gli anni 2025, 2026 e 2027 (L. 207/2024, art. 1, comma 390).
    • I contributi versati a Fondapi dal lavoratore sono deducibili dal reddito imponibile IRPEF fino a 5.164,57 euro annui.
    • I contributi versati dal datore a Fondapi non concorrono al reddito del lavoratore (entro i limiti di deducibilità) e sono deducibili dall’IRES del datore come costo del lavoro.
    • Le prestazioni erogate da EBM Salute per rimborsi sanitari sono esenti da IRPEF nei limiti previsti dalla normativa sui fondi sanitari integrativi (art. 51, comma 2, lett. a, TUIR), a condizione che il fondo sia iscritto all’apposita anagrafe fiscale dei fondi sanitari integrativi.

    Casi pratici

    Tizio – Utilizzo del welfare contrattuale 200 euro
    Tizio è operaio di 4ª categoria in forza al 1° gennaio, oltre la prova. L’azienda (aderente a Confapi) mette a disposizione i 200 euro di welfare sulla piattaforma welfare adottata. Tizio utilizza 80 euro per il rimborso di una visita oculistica, 60 euro per l’abbonamento mensile ai trasporti e 60 euro per acquistare libri scolastici per il figlio. I 200 euro sono completamente esenti da IRPEF e contributi per entrambe le parti. Se Tizio avesse ricevuto la stessa somma in busta paga come retribuzione ordinaria, avrebbe netto circa 130-140 euro dopo il cuneo fiscale.
    Caia – Adesione a Fondapi e contributo datoriale
    Caia è tecnica al 6° livello (minimo 2.407,97 €) e aderisce a Fondapi scegliendo il comparto bilanciato. Il suo TFR maturando (circa 2.267 euro annui) viene versato a Fondapi invece di restare in azienda. Il datore versa in aggiunta il contributo datoriale obbligatorio per i lavoratori iscritti, pari al 2,00% della retribuzione Fondapi (art. 50), circa 48 euro mensili sul minimo di 2.407,97 €: un beneficio economico che Caia non avrebbe se non avesse aderito a Fondapi. Caia può aggiungere un contributo volontario a suo carico (es. 50 euro mensili), deducibile dal reddito IRPEF.
    Sempronio – Rimborso sanitario tramite EBM Salute
    Sempronio (3° livello) deve sottoporsi a un’operazione ortopedica in una clinica convenzionata con EBM Salute. Presenta la richiesta di rimborso tramite la piattaforma EBM, allegando le fatture della struttura. EBM Salute rimborsa la quota coperta dal piano sanitario (ad es. fino a un massimale per ricovero ortopedico). Il rimborso è esente da IRPEF perché proviene da un fondo sanitario iscritto all’anagrafe fiscale dei fondi sanitari integrativi. Sempronio paga solo l’eventuale differenza tra il costo effettivo e il massimale EBM.

    Domande frequenti

    Qual è il fondo sanitario integrativo del CCNL Metalmeccanica PMI Confapi?
    EBM Salute, gestito dall’Ente Bilaterale Metalmeccanico Confapi. È distinto da mètaSalute (che è il fondo del CCNL Metalmeccanici Industria – Federmeccanica). Le prestazioni includono visite specialistiche, odontoiatria, diagnostica e rimborsi per ricoveri. Hanno diritto alle prestazioni i lavoratori non in prova a tempo indeterminato e i tempi determinati di almeno 5 mesi, salva rinuncia scritta.
    Qual è il fondo pensione del CCNL Metalmeccanica PMI Confapi?
    Fondapi (Fondo Pensione dei Lavoratori delle Piccole e Medie Imprese), iscritto all’Albo COVIP. È distinto da Cometa (fondo del CCNL Metalmeccanici Industria – Federmeccanica). L’adesione dà accesso al contributo datoriale aggiuntivo e alla deducibilità fiscale dei versamenti volontari fino a 5.164,57 euro annui.
    Cos’è il welfare contrattuale da 200 euro e quando viene erogato?
    Sono 200 euro annui in beni e servizi (non in denaro, art. 52), da usare entro il 31 dicembre, per i dipendenti oltre la prova in forza al 1° gennaio o assunti nell’anno. Salgono a 250 euro dal 2028 col rinnovo 2025-2028. Esenti da IRPEF e contributi entro i limiti dell’art. 51 TUIR.
    Il contributo a EBM Salute è obbligatorio per il datore?
    Sì, per le aziende che applicano il CCNL Unionmeccanica Confapi. Il versamento è a totale carico del datore: 96 euro annui (8 euro al mese) per ciascun lavoratore avente diritto (art. 51). L’omissione è inadempimento contrattuale. Il lavoratore è iscritto automaticamente e beneficia delle prestazioni senza oneri diretti per la quota di base.
    Qual è la differenza tra EBM Salute/Fondapi e mètaSalute/Cometa?
    mètaSalute e Cometa sono i fondi del CCNL Metalmeccanici Industria (Federmeccanica), applicato alle imprese Confindustria. EBM Salute e Fondapi sono i fondi del CCNL Metalmeccanica PMI (Unionmeccanica Confapi), applicato alle PMI Confapi. Verificare sempre quale CCNL applica la propria azienda per sapere a quale fondo si ha diritto.
    I contributi versati a Fondapi sono deducibili fiscalmente?
    Sì. I contributi volontari del lavoratore a Fondapi sono deducibili dal reddito imponibile IRPEF fino a 5.164,57 euro annui (art. 10, comma 1, lett. e-bis, TUIR). Il contributo del datore non concorre al reddito del lavoratore entro i medesimi limiti. In uscita, le prestazioni di Fondapi godono dell’aliquota agevolata del 15%, riducibile fino al 9% dopo 35 anni di partecipazione.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi 2025-2026, preavviso, modulo telematico, giusta causa, preavviso e licenziamento, ferie, permessi e PAR, maternità, paternità e congedi e tredicesima, mensilità aggiuntive e welfare.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono riferite al CCNL Unionmeccanica Confapi (testo base 26 maggio 2021, codice CNEL C018) e alla dichiarazione comune del 17 gennaio 2025. Per informazioni sulle prestazioni EBM Salute consultare direttamente l’EBM di riferimento; per Fondapi consultare il sito fondapi.it e la documentazione COVIP. Per situazioni specifiche rivolgersi a un consulente del lavoro, alle organizzazioni sindacali (FIM-CISL, FIOM-CGIL, UILM-UIL) o all’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Art. 187 D.Lgs. 36/2023 – Contratti di concessione di importo inferiore alla soglia europea

    Art. 187 D.Lgs. 36/2023 – Contratti di concessione di importo inferiore alla soglia europea

    D.Lgs. 31 marzo 2023, n. 36 – Codice dei contratti pubblici. Testo vigente letto su Normattiva il 7 ottobre 2026.

    1. Per l’affidamento dei contratti di concessione il cui valore sia inferiore alla soglia di cui all’articolo 14, comma 1, lettera a), l’ente concedente può procedere mediante procedura negoziata, senza pubblicazione di un bando di gara, previa consultazione, ove esistenti, di almeno 10 operatori economici, nel rispetto di un criterio di rotazione degli inviti, individuati sulla base di indagini di mercato o tramite elenchi di operatori economici. Resta ferma la facoltà per l’ente concedente di affidare gli stessi contratti di concessione di importo inferiore alla soglia europea mediante le procedure di gara disciplinate dal presente Titolo.

    2. Ai contratti di importo inferiore alla soglia europea si applicano le norme sull’esecuzione di cui al Titolo III della presente Parte.

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