Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.
Metodo editoriale
Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
I contenuti più tecnici sono sottoposti a revisione di professionisti abilitati.
Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.
Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia
I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.
Testo vigente verificato su Normattiva. Scheda in arricchimento editoriale.
(Partecipazione sindacale).
Fermo restando quanto previsto dall'articolo 5, comma 2, i contratti collettivi nazionali disciplinano le modalità e gli istituti della partecipazione.
Il CCNL Alimentari prevede preavviso da 15 giorni a 3 mesi in base a livello e anzianità. Le dimissioni vanno presentate telematicamente all’INPS. NASpI per disoccupazione involontaria.
Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Alimentari Industria (Federalimentare). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.
Il CCNL Alimentari prevede periodo di prova da 1 a 6 mesi: 1 mese per 8° (mansioni elementari), 3 mesi per 5° (operai), 5 mesi per 2° (tecnici), 6 mesi per Quadri. Recesso libero senza preavviso. Forma scritta obbligatoria.
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Il CCNL Alimentari applica il Testo Unico Maternità con integrazione 100%. Paternità 10gg al 100%. Per operaie in gravidanza: divieto lavoro a rischio (celle frigorifere, sollevamento, esposizione a sostanze chimiche). Spostamento mansioni o maternità anticipata.
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Il CCNL Alimentari prevede comporto di 6-12 mesi per anzianità. Retribuzione integrata al 100%. Per infortuni sul lavoro: copertura INAIL completa. Rischi specifici: tagli da coltelli, ustioni da macchinari, esposizione freddo/caldo, biologico (carni crude).
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Il CCNL Alimentari riconosce 22 giorni di ferie per i primi 10 anni di anzianità, 25 giorni oltre. ROL annui 64 ore (8 giornate). Per turnisti dal 2026: +88h aggiuntive (riduzione orario). 11 festività + Patrono. Lavoro festivo: +50% e riposo compensativo.
22 giorni per primi 10 anni, 25 giorni oltre 10 anni. Almeno 2 settimane consecutive nell’anno; resto entro 18 mesi.
ROL standard 64h
64 ore/anno di permessi retribuiti (8 giornate). Fruibili come ore o giornate. Le non godute monetizzate.
Riduzione orario turnisti
Dal 1° gennaio 2026: turnisti ricevono 88 ore aggiuntive/anno di permessi (riduzione orario 40→36h/sett). Totale tempo libero per turnisti: 25 ferie + 8 ROL standard + 11 ROL riduzione = 44 giorni/anno.
Festività e lavoro festivo
11 festività + Patrono. Per industria a ciclo continuo: lavoro festivo frequente. +50% + riposo compensativo entro 30 giorni.
Casi pratici
Tizio – Turnista 3°8 con 25gg ferie + 88h riduzione
Tizio (4° turnista) con 12 anni: 25 ferie + 8 ROL std + 11 ROL riduzione = 44 giorni/anno. Tutela top per turnisti ciclo continuo.
Caia – Lavoro a Natale
Caia (5°) lavora il 25/12 (linea yogurt). +50% sulle 8h + giorno compensativo entro 30 giorni. Lordo extra: ~€80.
Sempronio – ROL monetizzato
Sempronio non ha goduto 32h ROL. Monetizzazione: 32h × paga oraria × 1,15 = ~€370.
Domande frequenti
Quanti giorni di ferie un operaio alimentare?
22 giorni se ha meno di 10 anni, 25 giorni se più di 10 anni. Più ROL (8 giornate standard, +11 per turnisti dal 2026).
Cosa è la riduzione orario turnisti?
Dal 1° gennaio 2026 i turnisti hanno 4 ore/sett in meno (40→36h), compensate con 88 ore/anno di permessi retribuiti aggiuntivi.
I turnisti hanno più ferie?
Hanno gli stessi 22-25 giorni di ferie, ma ricevono 88 ore in più di permessi (riduzione orario). Tutela complessivamente più ricca.
I permessi 104 sono cumulabili?
Sì, 3 giorni/mese aggiuntivi per familiari disabili gravi. Diritto soggettivo non negabile.
Posso lavorare nelle festività?
Sì, in industria a ciclo continuo è frequente. +50% maggiorazione + riposo compensativo entro 30 giorni.
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Il CCNL Alimentari prevede 40 ore settimanali. Per industria a ciclo continuo (latte, surgelati): turni 2×6 o 3×8 (24/7). Riduzione orario turnisti: -4 ore/sett dal 2026 = 36h effettive (compensate con permessi retribuiti). Indennità turno e notturna.
Novità rinnovo 2024: riduzione di 4 ore/sett per turnisti dal 1° gennaio 2026. Orario effettivo: 36 ore/sett invece di 40. Compensazione con permessi retribuiti aggiuntivi (88 ore/anno).
Misura per riconoscere il disagio dei turni 3×8 in industria alimentare (rumore, freddo celle, ritmi serrati).
Indennità e maggiorazioni
Indennità per condizioni di lavoro:
Indennità turno: €60-150/mese
Notturna: +30% sulle ore 22-6
Festivo: +50%
Disagio celle frigorifere: +€50/mese
Lavoro in altezza (silos, serbatoi): +€30-60/mese
Straordinari
+25% diurno, +50% notturno/festivo. Limite 250h/anno. Banca ore fino a 80h.
Casi pratici
Tizio – Operaio 3×8 con riduzione orario
Tizio (4°) è turnista 3×8. Dal 2026: 36h effettive invece di 40 + 88h permessi/anno. Stipendio invariato + indennità turno €100/mese + notturna 4 turni × 8h × 30% = ~€156. Totale: ~€1.960.
Sempronio (3°) durante picco Natale fa 40h straordinario. +25% diurno: €11/h base × 40 × 1,25 = €550 lordi extra.
Domande frequenti
Quante ore settimanali in Alimentari?
40 ore standard. Per turnisti a ciclo continuo: 36 ore effettive dal 2026 (riduzione di 4 ore con compensazione permessi).
Cosa è la riduzione di 4 ore?
Riduzione orario settimanale per turnisti dal 1° gennaio 2026: da 40h a 36h effettive. Compensazione con 88 ore/anno di permessi retribuiti aggiuntivi.
Quanto pagano il notturno?
+30% sulla retribuzione oraria delle ore 22-6. Cumulabile con indennità turno fissa (€60-150/mese).
Esiste indennità per il freddo?
Sì, per lavoro in celle frigorifere o ambienti refrigerati: +€50/mese di indennità di disagio. DPI specifici (tute, scarponi termici) forniti gratis.
Posso rifiutare il turno notturno?
Solo per donne in gravidanza, genitori con figli <12 anni, motivi sanitari documentati. Altrimenti è parte del contratto.
La pausa pranzo è retribuita?
Per turnisti 8h: pausa di 30 min spesso retribuita (essendo turno continuativo). Per diurnisti: pausa di 30-60 min non retribuita.
Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Alimentari Industria (Federalimentare). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.
Dipende dalla qualifica del professionista: il medico dietologo è sempre detraibile; per il biologo nutrizionista la fattura deve riportare la figura professionale e la prestazione resa.
Detrazione del 19% sulle spese sanitarie complessive che superano la franchigia di 129,11 euro, da indicare nel rigo E1 del 730.
Pagamento tracciabile obbligatorio: bonifico, carta di credito o bancomat per le prestazioni di liberi professionisti privati.
Spetta anche per familiari a carico: puoi detrarre la spesa per coniuge, figli e altri familiari fiscalmente a carico.
Franchigia unica annuale: i 129,11 euro si sottraggono una sola volta dal totale delle spese sanitarie, non da ogni singola fattura.
Spese rimborsate escluse: l’importo già coperto da fondi sanitari o assicurazioni non entra nel calcolo della detrazione.
Nutrizionista e dietologo: quando la spesa è detraibile
Sempre più persone si rivolgono a un nutrizionista o a un dietologo per perdere peso, gestire una patologia o semplicemente migliorare la propria alimentazione. Ma la parcella di questi professionisti è detraibile nella dichiarazione dei redditi? La risposta dipende dalla qualifica del professionista a cui ti rivolgi, perché non tutti i ‘nutrizionisti’ hanno lo stesso inquadramento professionale.
Il medico dietologo è un medico specialista: la sua parcella rientra senza dubbi tra le spese sanitarie detraibili al 19%. Il biologo nutrizionista, invece, è un professionista sanitario che opera nel settore alimentare e della nutrizione, ma non è un medico. La legge consente comunque la detrazione per le prestazioni rese da figure professionali sanitarie, purché la fattura riporti con chiarezza la qualifica del professionista e la prestazione svolta.
In entrambi i casi si applicano le regole generali delle spese sanitarie: detrazione del 19% sulla parte che supera la franchigia di 129,11 euro, pagamento con mezzi tracciabili, indicazione nel rigo E1 del modello 730. La franchigia non si applica a ogni singola fattura, ma al totale delle spese sanitarie dell’intero anno.
Attenzione: il semplice ‘consulente nutrizionale’ privo di iscrizione a un albo professionale riconosciuto non è un professionista sanitario. In quel caso la spesa non sarebbe detraibile, indipendentemente dalla fattura ricevuta.
Detraibilità per tipo di professionista della nutrizione
Professionista
Detraibile?
Condizione
Medico dietologo (specialista)
Sì
Fattura con qualifica e prestazione
Biologo nutrizionista (iscritto all'Ordine)
Sì
Fattura con qualifica professionale e prestazione resa
Dietista (professionista sanitario)
Sì
Fattura con qualifica e prestazione
Consulente nutrizionale (non albo)
No
Non è professionista sanitario riconosciuto
Franchigia
129,11 euro
Sul totale spese sanitarie annue
Aliquota detrazione
19%
Sulla parte eccedente la franchigia
Esempio pratico
Tizio ha sostenuto nel 2025 le seguenti spese sanitarie: 300 euro di visite dal biologo nutrizionista (fattura con indicazione della qualifica), 200 euro di esami del sangue, 150 euro di visita specialistica. Totale nel rigo E1: 650 euro. Calcolo: 650 – 129,11 (franchigia) = 520,89 euro. Detrazione del 19%: circa 98,97 euro di risparmio fiscale.
Documenti necessari
Fattura o ricevuta fiscale con indicazione della qualifica del professionista (medico dietologo, biologo nutrizionista, dietista) e della prestazione resa
Ricevuta del pagamento tracciabile (estratto conto, ricevuta bonifico, ricevuta carta di credito o bancomat)
Eventuale prescrizione del medico curante (non sempre obbligatoria, ma utile in caso di controllo)
Certificazione Unica del datore di lavoro se le spese sono state conguagliate dal sostituto d’imposta
Percorso nutrizionale con biologo nutrizionista
Scenario. Caio ha seguito un percorso di sei mesi con un biologo nutrizionista iscritto all’Ordine, pagando 80 euro a visita per un totale di 480 euro con carte di credito. Le fatture riportano la qualifica ‘Biologo Nutrizionista’ e la descrizione ‘visita nutrizionale e piano alimentare personalizzato’.
Come si applica. La spesa è detraibile perché il professionista è un biologo nutrizionista iscritto all’albo, la fattura riporta la sua qualifica e la prestazione resa, e il pagamento è tracciabile. Caio include i 480 euro nel rigo E1 insieme ad altre eventuali spese sanitarie del 2025.
In pratica
Controlla che la fattura riporti esplicitamente ‘Biologo Nutrizionista’ come qualifica del professionista.
Conserva l’estratto conto della carta come prova del pagamento tracciabile.
Se hai anche la prescrizione del medico di base, conservala: rafforza la documentazione in caso di controllo.
Visita da medico dietologo in studio privato
Scenario. Sempronia ha un problema di sovrappeso con complicazioni metaboliche e si è rivolta a un medico specialista in dietologia. Ha sostenuto 4 visite a 120 euro ciascuna (totale 480 euro) più esami prescritti per 200 euro. Tutto pagato con bonifico.
Come si applica. Il medico dietologo è un medico specialista: la sua parcella rientra pienamente nelle spese sanitarie. Sempronia somma tutte le spese (480 + 200 = 680 euro) e le indica nel rigo E1. La detrazione del 19% si applica sulla parte che supera 129,11 euro, quindi su 550,89 euro, pari a circa 104,67 euro.
In pratica
Le fatture del dietologo specialista sono trattate come qualsiasi altra parcella medica.
Aggiungi anche le ricevute degli esami prescritti: si cumulano tutte nel rigo E1.
La detrazione vale anche per la visita di controllo del medico di medicina generale che ha indirizzato da specialista, se è stata fatturata.
Quando rivolgersi a un professionista
La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.
Gli assegni stabiliti in sede di separazione o divorzio fotografano la situazione esistente in quel momento. Ma la vita cambia: si perde il lavoro, si trova una nuova occupazione, nascono nuovi figli, l’ex inizia a convivere. Per questo la legge consente la revisione dell’assegno di mantenimento e di quello divorzile. Vediamo quando è possibile, quali fatti rilevano e come si procede.
Gli assegni non sono scolpiti nella pietra
Sia l’assegno di mantenimento nella separazione (art. 156 del codice civile) sia l’assegno divorzile (art. 9 della legge 898/1970) possono essere modificati o revocati quando mutano le circostanze su cui erano stati determinati. La regola vale anche per gli assegni concordati nelle procedure consensuali: l’accordo non impedisce una successiva revisione se intervengono fatti nuovi.
Le sopravvenienze rilevanti
Per ottenere la revisione occorre un mutamento delle condizioni rilevante, oggettivo e non meramente transitorio. Esempi tipici:
perdita del lavoro o riduzione significativa del reddito di chi versa l’assegno;
nuova occupazione o miglioramento economico di chi lo riceve;
nuova convivenza stabile o nuove nozze del beneficiario;
mutamento dei bisogni dei figli (per esempio il raggiungimento dell’autosufficienza).
Una difficoltà passeggera o volontariamente provocata, invece, di norma non giustifica la revisione.
Non ci si fa giustizia da soli
È un errore frequente e pericoloso: non si può smettere di pagare o ridurre l’assegno di propria iniziativa, neppure se la propria situazione è davvero peggiorata. Finché il giudice non modifica il provvedimento, l’obbligo resta pieno e gli arretrati non versati restano dovuti. L’omesso pagamento può inoltre avere conseguenze, anche penali nei casi più gravi previsti dalla legge.
La procedura di revisione
La modifica si chiede al tribunale con un apposito procedimento di revisione, dimostrando il fatto nuovo sopravvenuto. Il giudice, verificato il mutamento, può aumentare, ridurre o azzerare l’assegno. Se le parti sono d’accordo sulla nuova misura, possono anche regolare la modifica in via consensuale, con gli strumenti previsti (accordo omologato o negoziazione assistita).
Un esempio concreto
Al momento del divorzio Tizio versava a Caia un assegno calcolato sul suo stipendio da dirigente. Due anni dopo Tizio perde il posto e trova un’occupazione con reddito dimezzato, mentre Caia ottiene un lavoro stabile. Tizio non può semplicemente ridurre i versamenti: deve chiedere al tribunale la revisione, documentando il nuovo reddito di entrambi. Il giudice potrà ridurre l’assegno in proporzione alle mutate condizioni.
I contenuti hanno finalità divulgativa e non sostituiscono la consulenza di un avvocato. Per la propria situazione specifica si raccomanda di rivolgersi a un professionista abilitato.
Importi = totale mensile (minimo + contingenza + EDR 10,33 €; per il livello 1S Quadro è inclusa l’indennità di funzione di 100 €) del CCNL industria alimentare, rinnovato il 1° marzo 2024 dalle associazioni di Federalimentare (Unione Italiana Food, Assica, Assolatte, Assobibe, Federvini e le altre) con FAI-CISL, FLAI-CGIL e UILA-UIL (vigenza 1/12/2023-30/11/2027, ~400.000 addetti). L’aumento nel quadriennio è di 214 € di TEM + 55 € di IAR (incremento aggiuntivo della retribuzione) + 11 € da settembre 2027, in 5 tranche: 1/12/2023, 1/9/2024, 1/1/2025, 1/1/2026 (quella in tabella) e 1/1/2027. Il livello 3A è il parametro di riferimento del settore (operaio specializzato/impiegato d’ordine). Per il personale di vigilanza valgono le tabelle dedicate (1ª cat. = liv. 2, 2ª cat. = liv. 3). Attenzione: per le PMI alimentari esiste il CCNL separato Unionalimentari-Confapi (rinnovo 28/5/2025, +280 € al par. 137 in 4 tranche).
Fonte: tabelle 1/1/2026 del rinnovo 1/3/2024, verificate al centesimo su due banche dati professionali indipendenti. Valori verificati il 3 luglio 2026; i rinnovi possono aggiornare gli importi.
Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Alimentari Industria (Federalimentare). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.
Il CCNL Alimentari Industria classifica i lavoratori in 9 livelli (Quadri + da 1° a 8°) applicabili alle aziende di trasformazione alimentare. Si applica a circa 400.000 lavoratori dei sotto-settori: latte e derivati, carni, conserve, surgelati, bevande, dolciario, oleario, molitorio, risiero, pastario.
Si applica all’industria alimentare (Federalimentare-Confindustria): grande industria di trasformazione. Settori: latte/yogurt, carni/salumi, conserve/surgelati, bevande/birra, dolciario (cioccolato, biscotti), oleario, pasta, riso. Circa 400.000 lavoratori.
Differente CCNL Panificazione (PMI) e CCNL Alimentari Artigianato (piccole imprese).
Livelli operai 3-8
La maggior parte dei lavoratori è nei livelli operai (3°-8°):
6°-8°: mansioni meno qualificate (carico/scarico, magazzino, pulizia)
Impiegati e tecnici qualità
I livelli 1°-2° sono per impiegati e tecnici qualificati: addetti laboratorio qualità (HACCP), tecnologi alimentari, capi turno. Spesso laureati in scienze e tecnologie alimentari.
Quadri direttivi
I Quadri sono figure dirigenziali non manager: direttori produzione, capi stabilimento, R&D senior, responsabili qualità. Tutele specifiche (Fondir Mass, formazione).
Casi pratici
Tizio – Operaio linea 5°
Tizio è operaio 5° in linea produzione yogurt. Stipendio ~€1.620 lordi/mese + indennità turno €70. Lavora 3 turni (M/P/N) in linea automatica.
Caia – Tecnica qualità 2°
Caia è 2° livello, addetta laboratorio qualità (HACCP) in conserve. Stipendio ~€1.950 lordi. Laurea in tecnologie alimentari. Controlli microbiologici quotidiani.
Sempronio – Capo reparto 1°
Sempronio è 1° livello capo reparto confezionamento cioccolato. Stipendio ~€2.300 + indennità responsabilità. Coordina 25 operai su 3 turni.
Domande frequenti
Quanti livelli ha il CCNL Alimentari?
9 livelli: Quadri + da 1° (capi reparto) a 8° (mansioni elementari). I lavoratori operai sono nei livelli 3°-8°. Impiegati e tecnici 1°-2°. Quadri sopra.
Che livello è un operaio di linea?
Tipicamente 5° (operaio semplice) o 4° (qualificato con esperienza). Per conduttore di linea automatizzata: 3°. Per casaro/salumiere specializzato: 3°.
Cosa significa tecnico HACCP?
Tecnico di qualità che gestisce il sistema HACCP (Hazard Analysis Critical Control Points), obbligatorio nell’industria alimentare. Tipicamente inquadrato 2° livello. Laureato in scienze e tecnologie alimentari.
Si passa di livello automaticamente?
Sì, per maturazione mansioni superiori (art. 2103 c.c.). Passaggio automatico: 6°→5° dopo 18 mesi, 5°→4° dopo 24 mesi di mansioni qualificate.
Esiste anche CCNL per panificazione?
Sì, separato. Il CCNL Alimentari Industria si applica alla grande industria di trasformazione. Per panifici e pasticcerie tradizionali c’è CCNL specifico (Alimentari Artigianato).
Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Alimentari Industria (Federalimentare). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.
Saldatori esposti a fumi (cromo VI, manganese, ozono) e radiazioni UV. DPI: maschera autoscurante, abiti ignifughi, aspirazione fumi alla fonte. Visita medica oculistica + polmonare ogni 2 anni.
Sollevamento carichi (MMC)
Sollevamento manuale: max 25kg (15kg donne). Oltre: ausili meccanici (carrelli, paranchi). Formazione MMC obbligatoria. Errore frequente: ernia discale.
Formazione obbligatoria
16h iniziali + 6h aggiornamento ogni 5 anni. Per saldatori: patentino EN ISO. Per carrellisti: patentino con aggiornamento ogni 5 anni. Finanziati EBNA.
Casi pratici
Tizio – Saldatore con maschera autoscurante
Tizio (4° saldatore) usa maschera autoscurante (€150) + aspirazione fumi locale. Esami medici ogni 2 anni: vista, polmoni, sangue.
Caia – Tornitrice con guanti antitaglio
Caia (3° tornitrice) ha guanti antitaglio + occhiali + scarpe antiinfortunistiche. Formazione 16h+6h aggiornamento. Capelli sempre legati (rischio impigliamento).
Sempronio – Ipoacusia da rumore
Sempronio (4° con 12 anni). Sviluppa ipoacusia da rumore officina (>85dB). INAIL riconosce malattia professionale. Rendita ~€100/mese.
Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Metalmeccanici Artigianato (Confartigianato, CNA). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.
Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.
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