Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 173 D.Lgs. 36/2023 – Servizi sociali e altri servizi assimilati

    Art. 173 D.Lgs. 36/2023 – Servizi sociali e altri servizi assimilati

    D.Lgs. 31 marzo 2023, n. 36 – Codice dei contratti pubblici. Testo vigente letto su Normattiva il 7 ottobre 2026.

    1. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 141, comma 2, per l’aggiudicazione degli appalti di servizi sociali e di altri servizi assimilati di cui all’allegato XIV alla direttiva 2014/24/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014 nei settori speciali di cui al presente Libro si applicano gli articoli 127, 128, 129, 130 e 131, fermo restando quanto previsto dal Titolo VII del codice del Terzo settore, di cui al decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117.

  • Art. 172 D.Lgs. 36/2023 – Relazioni uniche sulle procedure di aggiudicazione degli appalti

    Art. 172 D.Lgs. 36/2023 – Relazioni uniche sulle procedure di aggiudicazione degli appalti

    D.Lgs. 31 marzo 2023, n. 36 – Codice dei contratti pubblici. Testo vigente letto su Normattiva il 7 ottobre 2026.

    1. Le stazioni appaltanti o gli enti concedenti conservano le informazioni appropriate relative a ogni appalto o accordo quadro disciplinato dal codice e ogniqualvolta sia istituito un sistema dinamico di acquisizione. Tali informazioni sono sufficienti a consentire loro, in una fase successiva, di giustificare le decisioni riguardanti:

    a) la qualificazione e la selezione degli operatori economici e l’aggiudicazione degli appalti;

    b) l’utilizzazione di procedure negoziate non precedute da una gara a norma dell’articolo 158;

    c) la mancata applicazione delle disposizioni sulle tecniche e strumenti per gli appalti e strumenti digitali e aggregati e delle disposizioni sullo svolgimento delle procedure di scelta del contraente del presente codice, in virtù delle deroghe ivi previste;

    d) se del caso, le ragioni per le quali per la trasmissione in via digitale sono stati usati mezzi di comunicazione diversi dai mezzi digitali.

    2. Se l’avviso di aggiudicazione dell’appalto stilato a norma dell’articolo 111 o dell’articolo 127, comma 3, contiene le informazioni richieste dal comma 1, le stazioni appaltanti o gli enti concedenti possono fare riferimento a tale avviso.

    3. Le stazioni appaltanti o gli enti concedenti documentano lo svolgimento di tutte le procedure di aggiudicazione, indipendentemente dal fatto che esse siano condotte con mezzi digitali o meno. A tale scopo, garantiscono la conservazione di una documentazione sufficiente a giustificare decisioni adottate in tutte le fasi della procedura di appalto, in particolare la documentazione relativa alle comunicazioni con gli operatori economici e le deliberazioni interne, la preparazione dei documenti di gara, il dialogo o la negoziazione se previsti, la selezione e l’aggiudicazione dell’appalto. La documentazione è conservata per almeno cinque anni a partire dalla data di aggiudicazione dell’appalto, oppure, in caso di pendenza di una controversia, fino al passaggio in giudicato della relativa sentenza.

    4. Le informazioni o la documentazione o i principali elementi sono comunicati alla Cabina di regia di cui all’articolo 221, per l’eventuale successiva comunicazione alla Commissione europea o alle autorità, agli organismi o alle strutture competenti.

  • Art. 171 D.Lgs. 36/2023 – Relazioni con Paesi terzi in materia di lavori, servizi e forniture

    Art. 171 D.Lgs. 36/2023 – Relazioni con Paesi terzi in materia di lavori, servizi e forniture

    D.Lgs. 31 marzo 2023, n. 36 – Codice dei contratti pubblici. Testo vigente letto su Normattiva il 7 ottobre 2026.

    1. Su segnalazione da parte del Ministero delle imprese e del made in Italy o del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, la Cabina di regia di cui all’articolo 221 informa la Commissione europea di ogni difficoltà d’ordine generale, di fatto o di diritto, incontrata dalle imprese italiane nell’ottenere l’aggiudicazione di appalti di servizi in Paesi terzi e da esse riferita con particolare riferimento all’inosservanza delle disposizioni internazionali di diritto del lavoro elencate nell’allegato XIV alla direttiva 2014/25/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014.

    2. Sono fatti salvi gli impegni assunti nei confronti dei Paesi terzi derivanti da accordi internazionali in materia di appalti pubblici, in particolare nel quadro dell’Organizzazione mondiale del commercio.

  • Patente a punti: come funziona nel 2026

    La patente a punti, prevista dall’articolo 126-bis del Codice della Strada, associa a ogni patente un capitale di 20 punti che si riduce con le violazioni. Conoscere il meccanismo di decurtazione, recupero e revisione è essenziale per non trovarsi con la patente sospesa o da riconquistare.

    I 20 punti di partenza

    Ogni titolare di patente dispone di 20 punti iniziali. Non è un voto da migliorare oltre questa soglia in via ordinaria: è il plafond di partenza che si riduce a ogni infrazione che prevede decurtazione.

    Le violazioni che comportano la perdita di punti sono indicate dal Codice della Strada, con un numero di punti variabile a seconda della gravità.

    La decurtazione dei punti

    Ogni violazione rilevante comporta una decurtazione proporzionata alla gravità. Le infrazioni più gravi, come il superamento marcato dei limiti o la guida pericolosa, fanno perdere più punti.

    La decurtazione viene comunicata e annotata; per il conducente è importante sapere quanti punti restano, soprattutto in prossimità dell’azzeramento.

    Il bonus dopo due anni senza violazioni

    Chi non commette violazioni che comportano perdita di punti per 2 anni riacquista punti come bonus, fino a tornare alla dotazione piena. È un meccanismo premiale che valorizza la guida corretta nel tempo.

    Il bonus si interrompe se nel periodo si commettono nuove infrazioni con decurtazione.

    Corsi di recupero punti

    Per recuperare punti senza attendere il decorso del tempo è possibile frequentare appositi corsi di recupero presso strutture autorizzate. Al termine, superata la verifica, si riacquista un numero di punti predeterminato.

    È una soluzione utile per chi ha subito più decurtazioni e vuole ricostituire il proprio plafond.

    L’azzeramento e l’esame di revisione

    Se i punti si azzerano, il titolare deve sottoporsi a un esame di revisione della patente. Fino al superamento dell’esame, la posizione resta compromessa.

    L’azzeramento è quindi la conseguenza più seria: per evitarlo è importante monitorare il saldo e intervenire per tempo con i corsi.

    La comunicazione dei dati del conducente

    Quando la violazione comporta decurtazione e l’autore non è identificato sul posto, il proprietario del veicolo deve comunicare i dati del conducente entro 60 giorni. La mancata comunicazione è punita con una sanzione autonoma, ulteriore rispetto alla multa originaria.

    È un adempimento da non trascurare: ignorarlo espone a una seconda sanzione, spesso significativa.

    Patenti neopatentati e casi particolari

    Per chi ha conseguito da poco la patente alcune violazioni comportano decurtazioni più severe, in ragione della minore esperienza alla guida. È una previsione che mira a incentivare una condotta prudente nei primi anni.

    In generale, conoscere quanti punti restano e quali infrazioni incidono maggiormente aiuta a evitare l’azzeramento. Chi guida con frequenza per lavoro ha interesse a monitorare con regolarità il proprio saldo e, se necessario, a ricorrere per tempo ai corsi di recupero per non compromettere il titolo.

    Esempio concreto

    Caio riceve una multa per un’infrazione che comporta la perdita di 3 punti, ma alla guida c’era un familiare. Entro 60 giorni Caio comunica i dati del conducente effettivo, evitando la sanzione autonoma per omessa comunicazione. La decurtazione viene così imputata al conducente reale e non a Caio proprietario.

    Articoli di legge da consultare

    Domande frequenti

    Con quanti punti si parte?

    Si parte da 20 punti. Ogni violazione che prevede decurtazione riduce questo capitale; con due anni senza infrazioni si riacquistano punti come bonus.

    Cosa succede se i punti si azzerano?

    In caso di azzeramento occorre sostenere un esame di revisione della patente. Per recuperare punti prima dell’azzeramento è possibile frequentare i corsi di recupero presso strutture autorizzate.

    Devo comunicare chi era alla guida?

    Sì, quando la violazione comporta decurtazione e il conducente non è stato identificato, il proprietario deve comunicarne i dati entro 60 giorni, altrimenti subisce una sanzione autonoma.

    Risorse correlate

    I contenuti hanno finalità divulgativa e non sostituiscono la consulenza di un avvocato. Per la propria situazione specifica si raccomanda di rivolgersi a un professionista abilitato.

  • Art. 170 D.Lgs. 36/2023 – Offerte contenenti prodotti originari di Paesi terzi

    Art. 170 D.Lgs. 36/2023 – Offerte contenenti prodotti originari di Paesi terzi

    D.Lgs. 31 marzo 2023, n. 36 – Codice dei contratti pubblici. Testo vigente letto su Normattiva il 7 ottobre 2026.

    1. Fatti salvi gli obblighi assunti nei confronti dei Paesi terzi, il presente articolo si applica a offerte contenenti prodotti originari di Paesi terzi con i quali l’Unione europea non ha concluso, in un contesto multilaterale o bilaterale, un accordo che garantisca un accesso comparabile ed effettivo delle imprese dell’Unione europea ai mercati di tali Paesi terzi.

    2. Qualsiasi offerta presentata per l’aggiudicazione di un appalto di forniture o di un appalto misto che contenga elementi di un appalto di fornitura può essere respinta se la parte dei prodotti originari di Paesi terzi, ai sensi del regolamento (UE) n. 952/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 ottobre 2013, supera il 50 per cento del valore totale dei prodotti che compongono l’offerta.

    In caso di mancato respingimento dell’offerta a norma del presente comma, la stazione appaltante o l’ente concedente motiva debitamente le ragioni della scelta e trasmette all’Autorità una relazione corredata della relativa documentazione. La relazione di cui al secondo periodo è allegata al provvedimento di aggiudicazione. Ai fini del presente articolo, i software impiegati negli impianti delle reti di telecomunicazione sono considerati prodotti.

    3. Salvo il disposto del terzo periodo del presente comma, se due o più offerte si equivalgono in base ai criteri di aggiudicazione di cui all’articolo 108, è preferita l’offerta che non può essere respinta a norma del comma 2 del presente articolo. Il valore delle offerte è considerato equivalente, ai fini del presente articolo, se la differenza di prezzo non supera il 3 per cento. Tuttavia, un’offerta non è preferita ad un’altra in virtù del presente comma, se la stazione appaltante o l’ente concedente, accettandola, è tenuto ad acquistare materiale con caratteristiche tecniche diverse da quelle del materiale già esistente, con conseguente incompatibilità o difficoltà tecniche di uso o di manutenzione o costi sproporzionati.

    4. Ai fini del presente articolo, per determinare la parte dei prodotti originari dei Paesi terzi di cui al comma 2, sono esclusi i Paesi terzi ai quali, con decisione del Consiglio dell’Unione europea ai sensi del comma 1, è stato esteso il beneficio del codice.

    5. In coerenza con quanto previsto dal comma 2, tra i criteri di valutazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa di cui all’articolo 108, comma 4, può essere considerato dalla stazione appaltante, per ciascuna delle voci merceologiche che compongono l’offerta, il valore percentuale dei prodotti originari di Paesi terzi, ai sensi del regolamento (UE) n. 952/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 ottobre 2013, rispetto al valore totale dei prodotti che compongono l’offerta. Le stazioni appaltanti garantiscono che il criterio di cui al primo periodo sia applicato nel rispetto dei principi di non discriminazione nei rapporti con i Paesi terzi e proporzionalità.

  • Art. 169 D.Lgs. 36/2023 – Procedure di gara regolamentate

    Art. 169 D.Lgs. 36/2023 – Procedure di gara regolamentate

    D.Lgs. 31 marzo 2023, n. 36 – Codice dei contratti pubblici. Testo vigente letto su Normattiva il 7 ottobre 2026.

    1. Con propri atti, pubblicati sui propri siti istituzionali e, comunque, accessibili a tutti gli operatori economici interessati, ferme le cause di esclusione automatica di cui all’articolo 94, le imprese pubbliche e i soggetti titolari di diritti speciali esclusivi possono, nel rispetto dei criteri di cui all’articolo 98, stabilire preventivamente quali condotte costituiscono gravi illeciti professionali agli effetti degli articoli 95, comma 1, lettera e) e 98.

    2. Qualora le stazioni appaltanti o gli enti concedenti si trovino nella necessità di garantire un equilibrio adeguato tra le caratteristiche specifiche della procedura di appalto e i mezzi necessari alla sua realizzazione, nelle procedure ristrette o negoziate, nei dialoghi competitivi oppure nei partenariati per l’innovazione possono definire norme e criteri oggettivi che rispecchino tale necessità e consentano alla stazione appaltante o all’ente concedente di ridurre il numero di candidati che saranno invitati a presentare un’offerta. Il numero dei candidati prescelti tiene conto dell’esigenza di garantire una adeguata concorrenza.

  • Art. 167 D.Lgs. 36/2023 – Ulteriori disposizioni applicabili nella scelta del contraente

    Art. 167 D.Lgs. 36/2023 – Ulteriori disposizioni applicabili nella scelta del contraente

    D.Lgs. 31 marzo 2023, n. 36 – Codice dei contratti pubblici. Testo vigente letto su Normattiva il 7 ottobre 2026.

    1. Per la selezione dei partecipanti e delle offerte nelle procedure di scelta del contraente nei settori speciali si applicano le seguenti disposizioni:

    a) le stazioni appaltanti o gli enti concedenti che sono amministrazioni pubbliche nominano una commissione giudicatrice;

    b) sono rispettati i termini per la presentazione delle domande di partecipazione secondo quanto previsto dall’articolo 92, comma 1;

    c) salvo quanto stabilito dagli articoli 168 e 169, è accertata l’assenza delle cause di esclusione previste dagli articoli 94, 95, con riferimento agli accordi internazionali elencati nell’allegato XIV alla direttiva 2014/25/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 febbraio 2014, 96, 97 e 98 ed è richiesta la documentazione prevista dall’articolo 99;

    d) salvo quanto stabilito dagli articoli 168 e 169, è richiesto il possesso dei requisiti di partecipazione previsti dagli articoli 100 e 103;

    e) è consentito il soccorso istruttorio con le modalità e nei limiti previsti dall’articolo 101;

    f) è stabilito che gli operatori economici presentino la documentazione prevista dagli articoli 91 e 105;

    g) è consentito il ricorso all’avvalimento secondo quanto previsto dall’articolo 104;

    h) è verificata la conformità delle offerte e aggiudicato l’appalto secondo quanto previsto dagli articoli 107, 108 e 110.

    2. Quando selezionano i partecipanti a una procedura ristretta o negoziata, a un dialogo competitivo o per un partenariato per l’innovazione, quando decidono sulla qualificazione ai sensi dell’articolo 168 o quando dispongono l’aggiornamento dei sistemi di qualificazione, le stazioni appaltanti o gli enti concedenti:

    a) non impongono condizioni amministrative, tecniche o finanziarie a taluni operatori economici senza imporle ad altri;

    b) non esigono prove o giustificativi presenti nella documentazione valida già a disposizione.

  • Art. 165 D.Lgs. 36/2023 – Inviti ai candidati

    Art. 165 D.Lgs. 36/2023 – Inviti ai candidati

    D.Lgs. 31 marzo 2023, n. 36 – Codice dei contratti pubblici. Testo vigente letto su Normattiva il 7 ottobre 2026.

    1. Nelle procedure ristrette, nei dialoghi competitivi, nei partenariati per l’innovazione, nelle procedure negoziate con indizione di gara, le stazioni appaltanti o gli enti concedenti invitano, simultaneamente, e per iscritto i candidati selezionati a presentare le rispettive offerte, a partecipare al dialogo o a negoziare. Con le stesse modalità, le stazioni appaltanti o gli enti concedenti invitano, nel caso di indizione di gara tramite un avviso periodico indicativo, gli operatori economici che già hanno espresso interesse a confermarlo.

    2. Gli inviti indicano l’indirizzo digitale al quale sono stati resi direttamente disponibili i documenti di gara e le informazioni indicate di cui all’allegato II.9, Parte II. Se tali documenti non sono disponibili in modo gratuito, illimitato e diretto, per i motivi di cui all’articolo 88 e non sono disponibili con altri mezzi, gli inviti sono corredati del collegamento ipertestuale ai documenti di gara.

  • Art. 164 D.Lgs. 36/2023 – Redazione e modalità di pubblicazione dei bandi e degli avvisi

    Art. 164 D.Lgs. 36/2023 – Redazione e modalità di pubblicazione dei bandi e degli avvisi

    D.Lgs. 31 marzo 2023, n. 36 – Codice dei contratti pubblici. Testo vigente letto su Normattiva il 7 ottobre 2026.

    1. I bandi e gli avvisi di cui agli articoli da 161 a 163 contengono le informazioni indicate nell’allegato II.6, Parte II, Sezioni A, B, C, D, E, F, G e H, nel formato di modelli di formulari, compresi modelli di formulari per le rettifiche, stabiliti dalla Commissione. Tali bandi e avvisi sono trasmessi all’Ufficio delle pubblicazioni dell’Unione europea ai sensi dell’articolo 84, in conformità all’allegato II.7.

    2. I bandi e gli avvisi sono pubblicati per esteso in una delle lingue ufficiali dell’Unione europea, scelta dalle stazioni appaltanti o dagli enti concedenti, e il testo è l’unico facente fede. Le stazioni appaltanti o gli enti concedenti italiani scelgono la lingua italiana, fatte salve le norme vigenti nella Provincia autonoma di Bolzano in materia di bilinguismo. Una sintesi degli elementi importanti di ciascun bando, indicati dalle stazioni appaltanti o dagli enti concedenti nel rispetto dei principi di trasparenza e non discriminazione, è pubblicata nelle altre lingue ufficiali.

    3. L’Ufficio delle pubblicazioni dell’Unione europea garantisce che il testo integrale e la sintesi degli avvisi periodici indicativi di cui all’articolo 161, degli avvisi di indizione di gara che istituiscono un sistema dinamico di acquisizione di cui all’articolo 32, nonché degli avvisi sull’esistenza di un sistema di qualificazione usati come mezzo di indizione di gara di cui all’articolo 155, comma 3, lettera b), continuino a essere pubblicati:

    a) nel caso di avvisi periodici indicativi, per dodici mesi o fino al ricevimento di un avviso di aggiudicazione di cui all’articolo 163, che indichi che nei dodici mesi coperti dall’avviso di indizione di gara non sarà aggiudicato nessun altro appalto; tuttavia, nel caso di appalti per servizi sociali e altri servizi specifici di cui all’allegato XIV alla direttiva 2014/24/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, l’avviso periodico indicativo di cui all’articolo 127, comma 1, lettera b), continua a essere pubblicato fino alla scadenza del periodo di validità indicato inizialmente o fino alla ricezione di un avviso di aggiudicazione come previsto all’articolo 163, indicante che non saranno aggiudicati ulteriori appalti nel periodo coperto dall’indizione di gara;

    b) nel caso di avvisi di indizione di gara che istituiscono un sistema dinamico di acquisizione, per il periodo di validità del sistema dinamico di acquisizione;

    c) nel caso di avvisi sull’esistenza di un sistema di qualificazione, per il periodo di validità.

    4. Le stazioni appaltanti o gli enti concedenti possono inviare per la pubblicazione avvisi relativi ad appalti pubblici che non sono soggetti all’obbligo di pubblicazione, a condizione che essi siano trasmessi secondo il modello e le modalità precisati al comma 1.

    5. Per la pubblicazione a livello nazionale si applica l’articolo 85.

  • Art. 163 D.Lgs. 36/2023 – Bandi di gara e avvisi relativi agli appalti aggiudicati

    Art. 163 D.Lgs. 36/2023 – Bandi di gara e avvisi relativi agli appalti aggiudicati

    D.Lgs. 31 marzo 2023, n. 36 – Codice dei contratti pubblici. Testo vigente letto su Normattiva il 7 ottobre 2026.

    1. I bandi di gara possono essere utilizzati come mezzo di indizione di gara per tutte le procedure. Essi contengono le informazioni di cui alle pertinenti disposizioni dell’allegato II.6, Parte II e sono pubblicati conformemente all’articolo 164.

    2. Entro trenta giorni dalla conclusione di un contratto o di un accordo quadro che faccia seguito alla relativa decisione di aggiudicazione o di conclusione, le stazioni appaltanti e gli enti concedenti inviano un avviso di aggiudicazione che riporta i risultati della procedura di appalto. Tale avviso contiene le informazioni di cui all’allegato II.6, Parte II, Sezione G, ed è pubblicato conformemente all’articolo 164. Si applicano altresì le disposizioni di cui all’articolo 111, commi 2, 3, 4 e 5.

    3. Nel caso di contratti per servizi di ricerca e sviluppo, di seguito «servizi R&S», le informazioni riguardanti la natura e la

    quantità dei servizi possono limitarsi:

    a) all’indicazione «servizi R&S» se il contratto è stato

    aggiudicato mediante procedura negoziata senza indizione di gara conformemente all’articolo 158, comma 2, lettera b);

    b) a informazioni che siano almeno tanto dettagliate quanto specificato nell’avviso utilizzato come mezzo di indizione della gara.

    4. Le informazioni fornite ai sensi dell’allegato II.6, Parte II, Sezione G, e non destinate alla pubblicazione sono pubblicate solo in forma semplificata e per motivi statistici.

  • Art. 162 D.Lgs. 36/2023 – Avvisi sull’esistenza di un sistema di qualificazione

    Art. 162 D.Lgs. 36/2023 – Avvisi sull’esistenza di un sistema di qualificazione

    D.Lgs. 31 marzo 2023, n. 36 – Codice dei contratti pubblici. Testo vigente letto su Normattiva il 7 ottobre 2026.

    1. Le stazioni appaltanti e gli enti concedenti possono istituire e gestire un proprio sistema di qualificazione degli operatori economici. Il sistema è reso pubblico con un avviso di cui all’allegato II.6, Parte II, Sezione H, indicando le finalità e le modalità per conoscere le disposizioni relative al funzionamento. Le stazioni appaltanti e gli enti concedenti possono utilizzare il sistema di qualificazione istituito da un’altra stazione appaltante o ente concedente o da altro organismo terzo, dandone idonea comunicazione agli operatori economici interessati.

    2. Quando è indetta una gara con un avviso di cui al comma 1, gli offerenti in una procedura ristretta, o i partecipanti in una procedura negoziata, sono selezionati tra i candidati qualificati con tale sistema.

    3. Le stazioni appaltanti e gli enti concedenti indicano nell’avviso sull’esistenza del sistema il periodo di efficacia del sistema di qualificazione. Per gli appalti di importo pari o superiore alle soglie di cui all’articolo 14, essi informano l’Ufficio delle pubblicazioni dell’Unione europea secondo le modalità di cui all’articolo 84 di qualsiasi cambiamento di tale periodo di efficacia utilizzando i seguenti modelli di formulari:

    a) se il periodo di efficacia è modificato senza porre fine al sistema, il modello utilizzato inizialmente per gli avvisi sull’esistenza dei sistemi di qualificazione;

    b) se è posto termine al sistema, un avviso di aggiudicazione di cui all’articolo 163.

  • CCNL Ortofrutticoli e Agrumari: welfare e sanità integrativa

    CCNL Ortofrutticoli e Agrumari

    CCNL Ortofrutticoli e Agrumari: welfare e sanità integrativa

    Il sistema di welfare contrattuale per i lavoratori del settore ortofrutticolo e agrumario: bilateralità, fondo sanitario integrativo, previdenza complementare e prestazioni di sostegno previste dal rinnovo 2024.

    In sintesi

    Il CCNL Ortofrutticoli e Agrumari (rinnovo 19 luglio 2024, Fruitimprese · Flai-Cgil · Fisascat-Cisl · Uiltucs-Uil) prevede un welfare contrattuale fondato sull'Ente Bilaterale Ortofrutta (E.B.O., art. 6), sull'assistenza sanitaria integrativa con il fondo EST (art. 23: contributo del datore di 10 euro al mese per ogni lavoratore, 13 euro dal 1° maggio 2027) e sulla previdenza complementare con il fondo FON.TE (art. 16: 1% a carico dell'azienda e 1% del lavoratore, più il TFR). Le aziende che non versano a EST devono pagare direttamente al lavoratore la prestazione integrativa prevista dal regolamento del fondo. Il testo non prevede alcuna «erogazione economica sostitutiva» di giugno.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Fruitimprese · Flai-Cgil · Fisascat-Cisl · Uiltucs-Uil
    Ultimo rinnovo
    19 luglio 2024
    Vigenza
    1° gennaio 2024 – 31 dicembre 2027
    Fondo sanitario integrativo
    EST (art. 23 CCNL): 10 € al mese a carico del datore, 13 € dal 1° maggio 2027
    Previdenza complementare
    FON.TE (art. 16 CCNL; D.Lgs. 252/2005): 1% azienda + 1% lavoratore + TFR

    Il sistema bilaterale: cos'è e come funziona

    La bilateralità è il sistema di enti paritetici istituiti e finanziati congiuntamente dalle associazioni datoriali e dalle organizzazioni sindacali firmatarie di un CCNL. Nel settore ortofrutticolo e agrumario l'ente di riferimento è l'Ente Bilaterale Ortofrutta (E.B.O.), disciplinato dall'art. 6 del CCNL, che opera accanto alla Commissione paritetica nazionale e alla Commissione pari opportunità.

    Secondo l'art. 6 del CCNL, l'E.B.O. ha questi scopi:

    • promuovere studi e ricerche sul settore e sui fabbisogni di formazione, e costituire su richiesta delle parti territoriali Comitati bilaterali di bacino (politiche attive del lavoro e formazione, monitoraggio della flessibilità e del mercato del lavoro);
    • promuovere iniziative di formazione continua anche attraverso il fondo FOR.TE, e attivare convenzioni per accedere ai programmi comunitari e al Fondo Sociale Europeo;
    • costituire una banca dati sulle professionalità, ricevere gli accordi territoriali e aziendali e la notizia dell'elezione delle RSU;
    • promuovere, anche attraverso il fondo complementare FON.TE, forme integrative di previdenza, e studi sulla salute e sicurezza sul lavoro;
    • promuovere convenzioni per favorire l'integrazione di malattia, infortunio e maternità, compresi i servizi di sanità integrativa.

    Per l'assistenza sanitaria integrativa l'art. 23 impone alle aziende di garantire la copertura del fondo EST. Chi non lo fa deve pagare direttamente al lavoratore la prestazione integrativa prevista dal regolamento del fondo. Il testo del CCNL non contiene alcuna «erogazione economica sostitutiva» da pagare con la mensilità di giugno: la sanzione per l'inadempimento è il pagamento diretto della prestazione.

    La sanità integrativa: il fondo EST

    Il fondo EST è il fondo di assistenza sanitaria integrativa che l'art. 23 del CCNL individua come cassa di assistenza sanitaria integrativa del settore. Sono coperti i lavoratori a tempo indeterminato e quelli a tempo determinato e stagionali con contratto di almeno 5 mesi. A prescindere dalla durata iniziale del contratto, il diritto matura se nell'anno solare precedente il lavoratore è stato assunto per 7 mesi (210 giorni di calendario), anche non continuativi. Il contributo a carico del datore è di 10 euro al mese per ogni lavoratore, per il periodo di assunzione, oltre all'una tantum prevista dal regolamento; dal 1° maggio 2027 sale a 13 euro. A titolo volontario il lavoratore può farsi carico dell'onere dei periodi non lavorati, autorizzando la trattenuta.

    Il CCNL non elenca le prestazioni, che sono definite dal regolamento di EST e comprendono in genere:

    • Visite specialistiche: rimborso per visite mediche specialistiche non erogate dal SSN in tempi adeguati o non previste nei LEA;
    • Esami diagnostici e di laboratorio: rimborso per esami non coperti dal SSN o soggetti a ticket elevati;
    • Ricoveri ospedalieri: integrazione per ricoveri in strutture convenzionate, con copertura delle spese di degenza non rimborsate dal SSN;
    • Odontoiatria: prestazioni di odontoiatria preventiva e conservativa (estrazioni, otturazioni, devitalizzazioni, protesi parziali), in misura variabile secondo il piano;
    • Maternità: rimborso spese per visite ostetriche ed ecografie nel corso della gravidanza;
    • Grandi interventi: copertura delle spese chirurgiche per interventi di alta complessità.

    I massimali, le categorie di prestazioni rimborsabili e le procedure di rimborso sono stabiliti dal regolamento interno di EST e possono essere aggiornati annualmente. Il CCNL non riporta i massimali: l'unico dato che fissa è il contributo del datore (10 euro al mese, 13 dal 1° maggio 2027).

    Tabella riepilogativa degli strumenti di welfare contrattuale

    Welfare contrattuale – CCNL Ortofrutticoli e Agrumari: strumenti e finalità
    Strumento Finalità Soggetto erogante Norma di riferimento
    Fondo sanitario EST Rimborso prestazioni sanitarie integrative (visite, esami, ricoveri, odontoiatria) EST CCNL art. 23
    Ente Bilaterale Ortofrutta (E.B.O.) Studi, formazione continua, Comitati di bacino, convenzioni per integrazione di malattia, infortunio e maternità E.B.O. CCNL art. 6
    Previdenza complementare Integrazione pensionistica con TFR e contribuzione di azienda (1%) e lavoratore (1%) Fondo FON.TE CCNL art. 16; D.Lgs. 252/2005
    Integrazioni malattia Integrazione dell'indennità INPS: 100% nei primi 3 giorni, 75% dal 4° al 20° giorno, 100% dal 21° al 180° Datore di lavoro CCNL art. 22
    Integrazioni maternità Integrazione dell'indennità INPS fino al 100% della retribuzione per i 5 mesi di congedo; 13ª e 14ª al 20% per i mesi di congedo Datore di lavoro CCNL artt. 27, 77, 78

    La previdenza complementare nel settore ortofrutticolo

    La previdenza complementare è il secondo pilastro del sistema pensionistico italiano, disciplinato dal D.Lgs. 252/2005. Si affianca alla pensione pubblica INPS (primo pilastro) e consente di accumulare un capitale previdenziale aggiuntivo attraverso versamenti del TFR e contributi volontari.

    L'art. 16 del CCNL Ortofrutticoli e Agrumari assicura la previdenza integrativa a tutti i lavoratori (tempo indeterminato, part-time, tempo determinato, apprendisti, stagionali) con l'adesione al fondo FON.TE. La contribuzione è formata da: 1% a carico dell'azienda e 1% a carico del lavoratore, commisurati alla retribuzione utile per il TFR; una quota di TFR pari al 50% (o l'intero TFR maturando) per i lavoratori a tempo indeterminato già occupati al 28 aprile 1993; il 100% del TFR maturato dopo l'iscrizione per gli assunti dopo quella data e per tutte le altre tipologie (tempo determinato, apprendistato, stagionale). Il lavoratore può versare, per la quota a suo carico, un contributo più elevato. Il meccanismo del silenzio-assenso opera nel modo seguente:

    • Il lavoratore neo-assunto ha 6 mesi dalla data di assunzione per scegliere dove indirizzare il TFR maturando;
    • Se sceglie di aderire a un fondo pensione, il TFR futuro viene versato al fondo scelto (collettivo o individuale), con eventuale contribuzione aggiuntiva del datore e del lavoratore secondo le condizioni del fondo;
    • Se non effettua alcuna scelta entro i 6 mesi, il TFR viene destinato automaticamente al fondo pensione collettivo di riferimento, che per questo CCNL è FON.TE; in assenza di fondo collettivo, al Fondo di Tesoreria INPS;
    • Il TFR già maturato prima della scelta rimane in azienda (o al Fondo di Tesoreria INPS per le aziende con più di 49 dipendenti) e non viene trasferito al fondo pensione.

    I contributi versati al fondo pensione sono deducibili dal reddito imponibile IRPEF fino al limite annuo di 5.164,57 € (art. 8, D.Lgs. 252/2005). Il rendimento del fondo sostituisce la rivalutazione legale dell'1,5% + 75% ISTAT prevista per il TFR in azienda.

    Le quote del CCNL (1% azienda e 1% lavoratore) valgono anche per i periodi coperti da indennità INPS e INAIL (art. 16). Al momento dell'assunzione l'azienda deve fornire un'informativa scritta sul fondo FON.TE.

    Le integrazioni contrattuali durante malattia, maternità e congedi

    Il CCNL Ortofrutticoli e Agrumari migliora, in alcuni casi, le tutele di legge durante periodi di assenza dal lavoro:

    Malattia

    La legge (art. 2110 c.c.) garantisce la conservazione del posto durante il periodo di comporto e il trattamento economico a carico dell'INPS (indennità di malattia). L'art. 22 del CCNL prevede un'integrazione a carico del datore: 100% della retribuzione nei primi 3 giorni, 75% dal 4° al 20° giorno e 100% dal 21° al 180° (queste ultime solo per il personale a tempo indeterminato). Il dettaglio è nella pagina su malattia e infortunio.

    Maternità e congedi parentali

    Il D.Lgs. 151/2001 fissa i diritti minimi di legge per la maternità (congedo obbligatorio di 5 mesi con indennità INPS all'80%). Il CCNL aggiunge, a carico del datore, l'integrazione fino al 100% della retribuzione lorda per i 5 mesi (art. 27) e, per i mesi di congedo, la tredicesima e la quattordicesima nella misura del 20% (artt. 77 e 78); l'aliquota del 20% per la quattordicesima è la novità del rinnovo 2024. Vedi la pagina su maternità e congedi.

    Congedo parentale

    I congedi parentali sono disciplinati dal D.Lgs. 151/2001 (come modificato dal D.Lgs. 105/2022 in attuazione della Direttiva UE 2019/1158), con indennità INPS le cui percentuali sono fissate dalla legge e aumentate dalle ultime leggi di bilancio per i primi mesi. Il CCNL (art. 26) aggiunge il preavviso al datore di almeno 15 giorni (2 giorni per il congedo a ore), l'anticipo del TFR anche senza i requisiti di legge e la conversione in part-time dopo la maternità nelle imprese con più di 20 dipendenti.

    Welfare aziendale e fiscalità

    La legge consente alle aziende di erogare benefit di welfare ai dipendenti in forma non monetaria (o monetaria entro i limiti di franchigia) con vantaggi fiscali sia per il datore sia per il lavoratore. I benefit più diffusi nel settore sono:

    • Buoni pasto: esenti da contribuzione e tassazione fino a 8 € per buono pasto elettronico (art. 51, comma 2, lett. c, TUIR);
    • Rimborsi chilometrici per lavoratori che utilizzano il mezzo proprio per trasferte: non imponibili nei limiti delle tariffe ACI;
    • Polizze assicurative sulla vita e infortuni extra-professionali: i premi pagati dal datore non concorrono al reddito del lavoratore (art. 51, comma 2, lett. f, TUIR);
    • Contribuzioni a fondi sanitari (come EST): non concorrono al reddito imponibile del lavoratore fino al limite di 3.615,20 € annui;
    • Welfare premiale aziendale: i premi di risultato possono essere convertiti in benefit di welfare con tassazione agevolata (L. 208/2015 e ss.mm.ii.), se previsto dall'accordo di secondo livello.

    Casi pratici

    Tizio – Iscrizione al fondo EST e rimborso visita specialistica
    Tizio è assunto a tempo indeterminato al livello 5 in una centrale ortofrutticola. Il datore è tenuto dall'art. 23 a garantire la copertura EST e versa 10 euro al mese per ogni lavoratore. Tizio deve sottoporsi a una visita ortopedica specialistica: i tempi del SSN sono lunghi. Ottiene il rimborso nei limiti previsti dal regolamento di EST (massimali e convenzioni non sono nel CCNL). La documentazione di spesa va inviata al fondo entro i termini del regolamento.
    Caia – Silenzio-assenso e destinazione del TFR al fondo pensione
    Caia è assunta a febbraio 2026. Entro agosto 2026 (6 mesi dall'assunzione) non effettua alcuna comunicazione sulla destinazione del TFR. Il datore applica il silenzio-assenso: il TFR futuro viene versato al fondo pensione collettivo di riferimento, per il CCNL Ortofrutticoli FON.TE (art. 16). Caia riceve comunicazione scritta dell'avvenuta iscrizione. Da quel momento, per ogni anno di lavoro, il TFR maturando viene versato al fondo invece di essere accantonato in azienda. Caia può scegliere di versare contributi aggiuntivi per aumentare la propria posizione previdenziale.
    Sempronio – Stagionale di 6 mesi: ha diritto alla copertura EST?
    Sempronio è assunto da un'azienda agrumaria con contratto stagionale di 6 mesi. L'art. 23 estende la copertura EST ai lavoratori a termine e stagionali con contratto di almeno 5 mesi: Sempronio rientra. Se l'azienda non versa i contributi a EST, deve pagargli direttamente la prestazione integrativa prevista dal regolamento del fondo. Sempronio può anche autorizzare la trattenuta volontaria per coprire i periodi non lavorati.

    Domande frequenti

    Esiste un fondo sanitario integrativo per i lavoratori del settore ortofrutticolo?
    Sì. L'art. 23 del CCNL obbliga le aziende a garantire la copertura del fondo EST ai lavoratori a tempo indeterminato e a quelli a termine o stagionali con contratto di almeno 5 mesi.
    Cosa copre il fondo sanitario integrativo EST?
    EST copre visite specialistiche, esami diagnostici, ricoveri ospedalieri, prestazioni odontoiatriche, spese di maternità e altri servizi sanitari non coperti o coperti solo parzialmente dal SSN, nei limiti dei massimali stabiliti dal piano vigente.
    Il datore deve versare contributi per il welfare contrattuale?
    Sì: 10 euro al mese per ogni lavoratore coperto (13 euro dal 1° maggio 2027), oltre all'una tantum prevista dal regolamento di EST. Le aziende che non adempiono devono pagare direttamente al lavoratore la prestazione integrativa prevista dal regolamento del fondo.
    Posso destinare il TFR a un fondo pensione nel settore ortofrutticolo?
    Sì, in base al D.Lgs. 252/2005. Il CCNL indica il fondo FON.TE (art. 16): 1% a carico dell'azienda, 1% del lavoratore e il TFR. Se non effettui scelta entro 6 mesi dall'assunzione, il TFR viene destinato al fondo collettivo di riferimento o al Fondo di Tesoreria INPS.
    Il CCNL prevede prestazioni di sostegno al reddito per i lavoratori stagionali?
    Il testo del CCNL non prevede prestazioni di sostegno al reddito dell'E.B.O. per gli stagionali: tra gli scopi dell'ente (art. 6) ci sono formazione, studi, comitati di bacino e convenzioni per integrare malattia, infortunio e maternità. Per gli stagionali l'art. 34 prevede la possibilità di trasformazione a tempo indeterminato a prestazione ridotta dopo oltre 190 giornate in un anno, con garanzia di almeno sei mesi di attività ogni anno.
    Le prestazioni di welfare aziendale sono tassate?
    I benefit di welfare in conformità all'art. 51 TUIR non concorrono al reddito imponibile del lavoratore entro i limiti di franchigia (1.000 € annui in via generale, 2.000 € per chi ha figli a carico). Le erogazioni in denaro sono invece imponibili ordinariamente.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive 2024-2027, come darle, preavviso e telematiche, preavviso e licenziamento, ferie, permessi e ROL, maternità e congedi e tredicesima, quattordicesima e premi.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL per i dipendenti da aziende ortofrutticole ed agrumarie del 19 luglio 2024 (vigenza 1° gennaio 2024 – 31 dicembre 2027), siglato da Fruitimprese, Flai-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil. Le prestazioni del fondo EST e dell'ente bilaterale sono soggette a variazioni: consultare EST e gli enti bilaterali per i massimali aggiornati. Per situazioni specifiche è consigliabile rivolgersi a un consulente del lavoro, alle organizzazioni sindacali (Flai-Cgil, Fisascat-Cisl, Uiltucs-Uil) o all'Ispettorato Territoriale del Lavoro.

Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.