Indice
  1. La guida
  2. Vedi anche

La guida

CCNL Alimentari Industria (Federalimentare)

In sintesi

Il CCNL Industria Alimentare dà 22 giorni lavorativi di ferie con la settimana di 5 giorni (26 con quella di 6), senza aumenti per anzianità. In più spettano 76 ore l’anno di riduzione d’orario (80 dal 2027) e 32 ore al posto delle ex festività; i turnisti su 18 e 21 turni hanno ore aggiuntive, aumentate di 4 nel 2026 e di altre 4 nel 2027. Festività: 11 più il Santo Patrono.

Dati contrattuali

Risorsa gratuita
Minimi CCNL 2026: il punto d'ingresso settore per settore (PDF)
  • Il minimo d'ingresso a confronto in 8 settori chiave
  • Dal minimo tabellare alla busta paga: cosa si aggiunge davvero
Niente spam, solo lavoro e fisco utile. Inviando accetti la privacy policy. P.IVA 04180610133.

Parti firmatarie
Federalimentare-Confindustria · FAI-CISL · FLAI-CGIL · UILA-UIL
Ultimo rinnovo
1° marzo 2024, con decorrenza dal 1° dicembre 2023
Vigenza
Fino al 30 novembre 2027
Platea
~400.000 (industria alimentare: latte, carni, conserve, dolciario, bevande, pasta)

Tabella riepilogativa

Ferie, riposi e festività (artt. 30, 34 e 35 CCNL Industria Alimentare 2023-2027)
Voce Quantità
Ferie, settimana di 5 giorni 22 giorni lavorativi (173 ore)
Ferie, settimana di 6 giorni 26 giorni lavorativi (173 ore)
Riduzione d’orario (ROL) 76 ore l’anno, 80 dal 1° gennaio 2027
Ex festività 32 ore l’anno (4 gruppi da 8 ore)
Turnisti 3×6 (18 turni) fino a 20 ore in più nel 2026, 24 dal 2027
Turnisti 3×7 (21 turni) fino a 24 ore in più nel 2026, 28 dal 2027
Festività 11 (3 nazionali e 8 infrasettimanali) più il Santo Patrono
Permessi legge 104 3 giorni al mese (fonte di legge)

Ferie: 22 giorni

Ogni anno spettano 22 giorni lavorativi di ferie se l’orario è distribuito su 5 giorni, 26 se è su 6 giorni: in entrambi i casi sono 173 ore (art. 35). Il contratto non prevede giorni in più con l’anzianità. Le festività che cadono durante le ferie le allungano di un giorno.

Il periodo di ferie si concorda in azienda entro il primo trimestre dell’anno e deve garantire almeno 2 settimane consecutive, se maturate. In alcuni settori (tra cui salumi, latte, vini, bevande, acque minerali e distillati) i periodi minimi continuativi sono due: uno di due settimane e uno di una. Chi lavora solo una parte dell’anno matura le ferie in dodicesimi; la frazione di 15 giorni o più conta come mese intero.

Riduzione d’orario ed ex festività

Oltre alle ferie, il contratto riconosce riposi individuali retribuiti (art. 30):

  • 76 ore l’anno di riduzione d’orario, che diventano 80 dal 1° gennaio 2027
  • 32 ore l’anno al posto delle ex festività abolite nel 1977, in gruppi da 8 ore

Per i giornalieri non turnisti parte di queste ore serve a portare l’orario contrattuale a 39 ore settimanali. Per gli impiegati (salvo chi lavora sugli impianti) i ROL maturati vanno goduti entro l’anno, al più tardi entro il 31 marzo dell’anno dopo; quelli residui sono pagati con la retribuzione di aprile, sulla base della paga al 31 dicembre dell’anno di maturazione.

Riposi in più per i turnisti

A chi lavora su turni spettano ore in più, che maturano in base alle notti effettivamente lavorate:

  • tre turni per cinque giorni: 4 ore, al raggiungimento di 50 notti di lavoro effettivo nell’anno
  • 18 turni (3×6): fino a 16 ore, che il rinnovo del 2024 porta a 20 nel 2026 e 24 dal 2027
  • 21 turni (3×7, ciclo continuo): fino a 20 ore, che diventano 24 nel 2026 e 28 dal 2027

L’orario settimanale resta di 40 ore: non esiste una settimana ridotta a 36 ore. La riduzione arriva come riposi retribuiti in più.

Festività e lavoro festivo

Sono festivi (art. 34) il 25 aprile, il 1° maggio e il 2 giugno; Capodanno, Epifania, Lunedì di Pasqua, 15 agosto, 1° novembre, 8 dicembre, Natale e Santo Stefano; il Santo Patrono della località dove ha sede l’unità produttiva. Per il 4 novembre si riceve il trattamento delle festività che cadono di domenica. Quando una festività cade di domenica spetta in più una quota giornaliera, pari a 1/26 della retribuzione mensile fissa.

Chi lavora in una festività riceve una maggiorazione che dipende dal settore: per esempio il 50% nella tabella di carni, dolciari, alimenti zootecnici e lattiero-caseari, e il 50% per gli operai e il 65% per gli impiegati nei vini e liquori.

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Casi pratici

Tizio – Turnista a ciclo continuo nel 2026
Tizio lavora su 21 turni da 12 anni. Ha 22 giorni di ferie come tutti, perché il contratto non li aumenta con l’anzianità. In più ha 76 ore di ROL, 32 di ex festività e fino a 24 ore come turnista nel 2026: in totale 132 ore di riposi retribuiti, cioè 16 giornate e mezza da 8 ore.
Caia – Lavoro a Natale
Caia lavora in un’azienda lattiero-casearia con 1.900 euro al mese (quota oraria 10,98 euro). Il 25 dicembre fa 8 ore: oltre alla retribuzione normale riceve la maggiorazione del 50%, cioè 8 × 10,98 × 0,50 = 43,93 euro lordi.
Sempronio – ROL non goduti da impiegato
Sempronio è impiegato amministrativo e a fine 2026 ha 16 ore di ROL non godute. Può usarle entro il 31 marzo 2027; se restano ancora, l’azienda gliele paga con la retribuzione di aprile, calcolate sulla paga al 31 dicembre 2026.

Domande frequenti

Quanti giorni di ferie un operaio alimentare?
22 giorni lavorativi con la settimana di 5 giorni, 26 con quella di 6, pari in entrambi i casi a 173 ore. Il CCNL non prevede aumenti con l’anzianità.
Quante ore di ROL spettano?
76 ore l’anno di riduzione d’orario, 80 dal 1° gennaio 2027, più 32 ore al posto delle ex festività.
I turnisti hanno più riposi?
Sì. Chi lavora su 18 turni ha fino a 20 ore in più nel 2026 (24 dal 2027), chi lavora su 21 turni fino a 24 (28 dal 2027), in base alle notti lavorate. Le ferie restano 22 giorni.
È vero che i turnisti passano a 36 ore settimanali?
No. L’orario resta di 40 ore: il rinnovo del 2024 aggiunge 4 ore l’anno di riposi ai turnisti nel 2026 e altre 4 nel 2027.
I permessi 104 sono cumulabili?
Sì: i 3 giorni al mese per assistere un familiare con disabilità grave sono previsti dalla legge e si aggiungono a ferie e ROL.
Come è pagato il lavoro nelle festività?
Con la retribuzione normale più una maggiorazione che varia per settore: il 50% nella tabella di carni, dolciari, zootecnici e lattiero-caseari.

Fonti: CCNL Industria Alimentare 2023-2027, artt. 30, 34 e 35 (testo Flai Cgil). Dati verificati su queste fonti a ottobre 2026.

Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive, preavviso e dimissioni, maternità e paternità, tredicesima e premio risultato, malattia e infortunio e periodo di prova.

Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Alimentari Industria (Federalimentare). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

Contenuto redatto con l’assistenza di strumenti di intelligenza artificiale (L. 132/2025). La selezione delle fonti, la verifica sui testi ufficiali e la revisione finale sono a cura del responsabile editoriale. Metodo editoriale →
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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
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