Indice
  1. La guida
  2. Vedi anche

La guida

CCNL Alimentari Industria (Federalimentare)

In sintesi

Il welfare del CCNL Alimentari industria ha tre pilastri: il fondo sanitario FASA, pagato dall’azienda con 16 euro al mese dal 2025; il fondo pensione Alifond, con l’1% del lavoratore e l’1,5% dell’azienda; la Cassa rischio vita (30.000 euro in caso di morte) e la Cassa maternità e paternità. Le aziende che non aderiscono alla bilateralità pagano 20 euro lordi al mese in busta paga.

Dati contrattuali

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Parti firmatarie
Federalimentare-Confindustria · FAI-CISL · FLAI-CGIL · UILA-UIL
Ultimo rinnovo
1° marzo 2024, con decorrenza dal 1° dicembre 2023
Vigenza
Fino al 30 novembre 2027
Platea
~400.000 (industria alimentare: latte, carni, conserve, dolciario, bevande, pasta)

Tabella riepilogativa

Welfare contrattuale nel CCNL industria alimentare (artt. 74-74 quinquies)
Strumento Chi paga e quanto A chi spetta
FASA, assistenza sanitaria azienda: 16 euro al mese per 12 mesi dal 2025; familiari a carico: 2 euro al mese tempo indeterminato e tempo determinato di almeno 9 mesi nell’anno
Alifond, previdenza complementare lavoratore 1%, azienda 1,5% dal 2025, più il TFR chi aderisce (adesione volontaria)
Cassa rischio vita azienda: 30 euro l’anno eredi dei lavoratori a tempo indeterminato: capitale di 30.000 euro
Cassa maternità e paternità azienda: 4,50 euro al mese integra il congedo parentale dopo il parto
Aziende fuori dalla bilateralità 20 euro lordi al mese in busta paga ogni lavoratore

FASA

Il FASA è il fondo di assistenza sanitaria integrativa del settore. È finanziato dall’azienda con 16 euro al mese per 12 mensilità (12 euro più 4 dal 1° gennaio 2025) e spetta ai lavoratori a tempo indeterminato e a quelli a termine con almeno nove mesi di rapporto nell’anno (art. 74-quater). I familiari fiscalmente a carico possono essere iscritti con 2 euro al mese. Le prestazioni rimborsate e i massimali sono fissati dal regolamento del fondo.

Alifond

Alifond è il fondo pensione del settore. Chi aderisce versa l’1% della retribuzione utile al TFR, l’azienda l’1,5% dal 1° gennaio 2025 e al fondo va anche il TFR (art. 74). Senza adesione il contributo dell’azienda non spetta.

Cassa rischio vita e Cassa maternità e paternità

La Cassa rischio vita garantisce agli eredi dei lavoratori a tempo indeterminato che muoiono durante il rapporto un capitale di 30.000 euro, finanziato dall’azienda con 30 euro l’anno per lavoratore (art. 74-ter). La Cassa maternità e paternità, gestita dall’Ente bilaterale, integra le indennità del congedo parentale dopo il parto ed è finanziata con 4,50 euro al mese.

Se l’azienda non aderisce

Queste prestazioni sono un diritto contrattuale del lavoratore. L’azienda che non aderisce al sistema bilaterale deve garantire direttamente prestazioni equivalenti e, in più, pagare a ogni lavoratore 20 euro lordi al mese per 12 mensilità come elemento distinto della retribuzione (art. 74-bis).

Casi pratici

Tizio, assunto a tempo indeterminato
Tizio è assunto a tempo indeterminato: l’azienda lo iscrive al FASA e versa 16 euro al mese. Tizio iscrive anche la figlia, fiscalmente a carico, pagando 2 euro al mese, e può chiedere i rimborsi previsti dal regolamento del fondo.
Caia, stagionale
Caia ha un contratto a termine di cinque mesi: non raggiunge i nove mesi nell’anno richiesti per il FASA, ma può aderire ad Alifond perché il contratto dura almeno quattro mesi.
Sempronio, azienda fuori dalla bilateralità
L’azienda di Sempronio non versa ai fondi di settore: deve garantirgli prestazioni equivalenti e pagargli 20 euro lordi al mese in busta paga.
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Domande frequenti

Quanto versa l’azienda al FASA?
Sedici euro al mese per 12 mensilità dal 1° gennaio 2025 (art. 74-quater).
Chi ha diritto al FASA?
I lavoratori a tempo indeterminato e quelli a termine con almeno nove mesi di rapporto nell’anno; i familiari a carico si iscrivono con 2 euro al mese.
Quanto versa l’azienda ad Alifond?
L’1,5% della retribuzione utile al TFR dal 2025, se il lavoratore aderisce e versa l’1%.
Cos’è la Cassa rischio vita?
Un’assicurazione pagata dall’azienda che garantisce agli eredi un capitale di 30.000 euro in caso di morte del lavoratore a tempo indeterminato durante il rapporto.
E se l’azienda non aderisce ai fondi?
Deve garantire prestazioni equivalenti e pagare 20 euro lordi al mese in busta paga (art. 74-bis).

Fonti: CCNL Industria Alimentare 2023-2027, artt. 74-74 quinquies (testo Flai Cgil). Dati verificati su queste fonti a ottobre 2026.

Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive, preavviso e dimissioni, ferie e festività, maternità e paternità, tredicesima e premio risultato e malattia e infortunio.

Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Alimentari Industria (Federalimentare). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

Contenuto redatto con l’assistenza di strumenti di intelligenza artificiale (L. 132/2025). La selezione delle fonti, la verifica sui testi ufficiali e la revisione finale sono a cura del responsabile editoriale. Metodo editoriale →
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
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