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La guida
Nel CCNL Alimentari industria il congedo di maternità dura 5 mesi e l’azienda integra l’indennità INPS fino al 100% della retribuzione netta (art. 46). Il padre ha 10 giorni di congedo obbligatorio al 100% (20 per parto plurimo). Il congedo parentale arriva a 10 mesi tra i genitori (11 se il padre ne prende almeno 3), con fino a 3 mesi all’80% entro i 6 anni del figlio; la Cassa maternità e paternità del settore lo integra.
Tabella riepilogativa
| Tutela | Durata | Trattamento |
|---|---|---|
| Congedo di maternità | 5 mesi | INPS 80% + integrazione dell’azienda fino al 100% della retribuzione netta |
| Congedo di paternità obbligatorio | 10 giorni (20 per parto plurimo) | 100% della retribuzione |
| Congedo parentale | fino a 10 mesi tra i genitori (11 se il padre ne prende almeno 3), entro i 14 anni | fino a 3 mesi all’80% entro i 6 anni, poi 30%; integrazione della Cassa maternità e paternità |
| Riposi giornalieri | 2 ore al giorno (1 sotto le 6 ore di orario) nel primo anno | 100%, a carico dell’INPS |
Congedo di maternità
Il congedo obbligatorio dura cinque mesi, di regola due prima e tre dopo il parto; con il parere favorevole del medico si possono spostare in parte o tutti dopo il parto. L’INPS paga l’80% e il CCNL prevede che l’azienda integri il trattamento fino al 100% della retribuzione mensile di fatto netta per i cinque mesi (art. 46). Il periodo conta per la tredicesima e la quattordicesima.
Chi prende tutto il congedo parentale subito dopo quello obbligatorio, senza interruzioni, può chiedere un anticipo del TFR.
Lavori vietati in gravidanza
Durante la gravidanza e fino a sette mesi dopo il parto la lavoratrice non può essere adibita a lavori pericolosi, faticosi e insalubri: tra questi il trasporto e il sollevamento di pesi e i lavori che obbligano a stare in piedi per più di metà dell’orario (art. 7 e allegato A del D.Lgs. 151/2001). L’azienda deve spostarla ad altre mansioni con la stessa retribuzione; se non è possibile, l’Ispettorato del lavoro dispone l’astensione anticipata. Dall’accertamento della gravidanza fino a un anno del bambino è vietato il lavoro tra le 24 e le 6.
Congedo di paternità
Il padre ha diritto a 10 giorni di congedo obbligatorio, 20 per parto plurimo, pagati al 100% dall’INPS, da prendere tra i due mesi prima e i cinque mesi dopo la nascita, anche non continuativi (art. 27-bis D.Lgs. 151/2001).
Congedo parentale e Cassa maternità e paternità
Ciascun genitore può astenersi fino ai 14 anni del figlio, fino a 10 mesi in totale (11 se il padre ne prende almeno tre). L’INPS paga il 30% per un massimo di nove mesi tra i due genitori; fino a tre mesi sono pagati all’80% se goduti entro i 6 anni del figlio, per chi ha finito il congedo di maternità o paternità dopo il 2024 (INPS, circolare 95/2025).
Il settore ha una Cassa maternità e paternità, gestita dall’Ente bilaterale e finanziata dalle aziende con 4,50 euro al mese per ogni lavoratore a tempo indeterminato, che integra le indennità per il congedo parentale dopo il parto (art. 74-quater). Importi e condizioni sono fissati dal regolamento dell’Ente.
Licenziamento e dimissioni
Il licenziamento è vietato dall’inizio della gravidanza fino a un anno del bambino, salvo i casi tassativi dell’art. 54 del Testo Unico; il divieto vale anche per il padre che usa il congedo di paternità. Le dimissioni presentate fino ai tre anni del bambino vanno convalidate dall’Ispettorato del lavoro.
Casi pratici
Domande frequenti
Quanto dura il congedo di maternità nel CCNL Alimentari?
Cosa non posso fare in gravidanza?
Quanti giorni di paternità spettano?
Cos’è la Cassa maternità e paternità?
Posso essere licenziata in gravidanza?
Fonti: CCNL Industria Alimentare 2023-2027, artt. 46 e 74-quater (testo Flai Cgil) · D.Lgs. 151/2001 (Normattiva) · INPS, congedo parentale all'80% (circ. 95/2025). Dati verificati su queste fonti a ottobre 2026.
Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive, preavviso e dimissioni, ferie e festività, tredicesima e premio risultato, malattia e infortunio e periodo di prova.
Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Alimentari Industria (Federalimentare). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.