Autore: Andrea Marton

  • CCNL Lavoro Domestico: TFR di colf e badanti

    CCNL Lavoro Domestico (Colf, Badanti, Babysitter)

    In sintesi

    Il TFR del lavoratore domestico si calcola accantonando 1/13,5 della retribuzione annua imponibile (la retribuzione mensile divisa per 13,5). Il datore versa il TFR direttamente al lavoratore alla cessazione del rapporto, oppure può versarlo annualmente. Il TFR matura nel mese solo se il lavoratore presta servizio per almeno 15 giorni di calendario.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Fidaldo · Domina · Filcams-CGIL · Fisascat-CISL · UILTuCS-UIL · Federcolf
    Ultimo rinnovo
    28 ottobre 2025 (accordo economico, in vigore dal 1° novembre 2025)
    Vigenza
    Fino al 31 ottobre 2028
    Platea
    ~860.000 (di cui ~360.000 badanti)

    Tabella riepilogativa

    Calcolo TFR CCNL Domestico
    Voce Formula Esempio
    Quota TFR mensile Retribuzione mensile / 13,5 € 1.313,50 / 13,5 = € 97,30/mese
    Quota TFR annua Retribuzione annua / 13,5 € 17.075,50 / 13,5 = € 1.265/anno
    Rivalutazione 1,5% fisso + 75% indice ISTAT Annua
    Soglia matura mese Almeno 15 gg di servizio Calendario, non lavorativi

    La regola dei 15 giorni mensili

    Il TFR del lavoratore domestico matura nel mese solo se il lavoratore presta servizio per almeno 15 giorni di calendario nello stesso mese. Questa è la regola fondamentale che distingue il CCNL Domestico.

    Vengono contati come “servizio effettivo”:

    • Giorni di lavoro effettivo
    • Ferie pagate
    • Malattia pagata dal datore
    • Infortunio
    • Maternità

    Se il rapporto inizia il 20 del mese, quel mese NON conta per il TFR. Se inizia il 14, il mese conta interamente.

    Calcolo della quota TFR

    Il TFR si calcola dividendo la retribuzione annua imponibile per 13,5. La retribuzione imponibile include:

    • Retribuzione tabellare
    • Indennità (es. indennità CS, DS)
    • Valore convenzionale di vitto e alloggio per i conviventi
    • Tredicesima mensilità
    • Eventuali superminimi

    Esempio: badante DS convivente con € 1.682,42/mese × 13 mensilità + vitto/alloggio (€ 157,56 × 12) = € 23.764,18 annui. TFR: € 23.764,18 / 13,5 = € 1.760,31/anno.

    Rivalutazione del TFR

    Il TFR già accantonato negli anni precedenti viene rivalutato ogni 31 dicembre con il coefficiente:

    1,5% fisso + 75% dell'indice ISTAT FOI

    Esempio: per il 2026 con ISTAT all’1,5%: coefficiente = 1,5% + 75% × 1,5% = 2,625%. Su € 5.000 di TFR accantonato: rivalutazione di € 131,25.

    Liquidazione e anticipi

    Alla cessazione del rapporto il datore versa al lavoratore l’intero TFR accantonato + rivalutazioni – eventuali anticipi richiesti.

    Il lavoratore può chiedere anticipi del TFR dopo 8 anni di servizio, una sola volta, per:

    • Spese mediche straordinarie (proprie o familiari)
    • Acquisto prima casa per sé o figli
    • Spese formazione professionale

    L’anticipo massimo è del 70% del TFR maturato.

    Casi pratici

    Tizio – TFR di colf B dopo 5 anni
    Tizio è colf B (€ 983,16/mese) da 5 anni, non convivente. TFR annuo: € 12.781,08 / 13,5 = € 946,75. In 5 anni: € 4.733,75 accantonati. Con rivalutazione media 2%/anno: ~€ 4.950 totali alla cessazione.
    Caia – TFR di badante DS dopo 10 anni
    Caia è badante DS convivente (€ 1.682,42 + vitto/alloggio € 157,56) da 10 anni. Retribuzione annua imponibile: € 23.764,18. TFR annuo: € 1.760,31. In 10 anni: € 17.603,10 + rivalutazioni (~€ 1.760 cumulati) = ~€ 19.360 totali.
    Sempronio – Anticipo TFR per acquisto casa
    Sempronio è badante CS da 9 anni. TFR accantonato: € 11.000. Chiede anticipo del 70% per acquisto prima casa = € 7.700. Il datore deve pagarlo entro 30 giorni dalla richiesta documentata (compromesso o atto notarile).

    Domande frequenti

    Come si calcola il TFR di una colf?
    Si divide la retribuzione annua imponibile per 13,5. Esempio: colf con € 12.000/anno = € 888,89 di TFR maturato in un anno, accantonati dal datore.
    Cosa significa la regola dei 15 giorni?
    Il TFR matura nel mese solo se il lavoratore ha prestato servizio per almeno 15 giorni di calendario in quel mese. Se inizia il 20 del mese, quel mese NON conta. Se inizia il 14, conta intero.
    Il vitto e l'alloggio entrano nel TFR?
    Sì, per i conviventi il valore convenzionale di vitto e alloggio (€ 157,56/mese nel 2026) entra nella base imponibile del TFR. Per i non conviventi non si pone il problema.
    Posso chiedere un anticipo del TFR?
    Sì, dopo 8 anni di servizio, una sola volta, per spese mediche, acquisto prima casa o formazione. L’anticipo massimo è il 70% del TFR maturato.
    Il TFR viene rivalutato ogni anno?
    Sì, ogni 31 dicembre: 1,5% fisso + 75% dell’indice ISTAT FOI di novembre. Per il 2026 il coefficiente sarà di ~2,6%.
    Cosa succede al TFR se vengo licenziata?
    Il TFR ti spetta indipendentemente dal motivo della cessazione (licenziamento, dimissioni, giusta causa). Va liquidato entro 30 giorni dalla cessazione, altrimenti scattano interessi e rivalutazione monetaria.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive 2026 di colf e badanti, preavviso, dimissioni e licenziamento, ferie, festività e permessi di colf e badanti, maternità, paternità e congedi parentali, tredicesima mensilità di colf e badanti e malattia e infortunio di colf e badanti.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Lavoro Domestico (Colf, Badanti, Babysitter). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • CCNL Sanità Privata AIOP/ARIS: livelli e mansioni

    CCNL Sanità Privata (AIOP, ARIS)

    In sintesi

    Il CCNL Sanità Privata AIOP/ARIS (personale non medico) classifica i lavoratori in 6 livelli + sotto-livelli S: dal livello A (ausiliari, addetti pulizie) al DS (infermieri laureati, capi reparto). Gli OSS si collocano al livello CS, gli ausiliari socio-sanitari al BS. Il livello determina retribuzione, mansioni, indennità e tutele.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    AIOP · ARIS · Filcams-CGIL · Fisascat-CISL · UILTuCS-UIL · Nursind · NurSing-Up
    Ultimo rinnovo
    CCNL 2016-2018 (ultrattività), accordi ponte 2023-2025
    Vigenza
    Ultrattivo in attesa rinnovo
    Platea
    ~150.000 (infermieri, OSS, ausiliari, amministrativi in case di cura, RSA, cliniche)

    Tabella riepilogativa

    Livelli CCNL Sanità Privata – Profili tipici
    Livello Profilo Requisiti
    DS Infermiere coordinatore/capo reparto, dirigente sanitario non medico Laurea + esperienza + master coordinamento
    D Infermiere professionale, tecnico sanitario (TSRM, fisioterapista) Laurea triennale sanitaria
    CS OSS (Operatore Socio Sanitario) Diploma OSS 1000h
    C Ausiliario socio-assistenziale (OSA), tecnico amministrativo Qualifica regionale
    BS Ausiliario specializzato, amministrativo qualificato Diploma + esperienza
    B Ausiliario sanitario, addetto reception, magazziniere Qualifica base
    A Ausiliario generico, addetto pulizie, mansioni elementari Nessun titolo specifico

    La struttura del CCNL Sanità Privata

    Il CCNL Sanità Privata si applica a circa 150.000 lavoratori di case di cura private, RSA, cliniche e centri diagnostici aderenti ad AIOP (Associazione Italiana Ospedalità Privata) e ARIS (Associazione Religiosa Istituti Socio-sanitari).

    Personale destinatario:

    • Personale sanitario non medico: infermieri, OSS, fisioterapisti, tecnici radiologi
    • Personale ausiliario: ausiliari sanitari, addetti pulizie, lavanderia
    • Personale amministrativo: reception, contabilità, gestione

    I medici hanno un CCNL separato (AIOP medici, ARIS medici).

    Infermieri: livello D e DS

    Gli infermieri professionali sono inquadrati al livello D (laurea triennale + iscrizione Albo). Mansioni: assistenza diretta al paziente, somministrazione terapie, gestione cartelle infermieristiche.

    Il livello DS è riservato a:

    • Infermieri coordinatori (caposala)
    • Dirigenti sanitari non medici
    • Tecnici sanitari specializzati (TSRM con specializzazione)
    • Direttori di nursing

    Lo stipendio di un infermiere D nel privato è generalmente inferiore al pubblico (~€300-400/mese in meno), ma con turni più flessibili.

    OSS al livello CS

    Gli OSS (Operatori Socio Sanitari) sono inquadrati al livello CS. Mansioni: assistenza al paziente per bisogni primari (igiene, alimentazione, mobilizzazione), supporto al personale sanitario, attività di animazione in RSA.

    Requisito: diploma OSS di 1.000 ore (corso regionale con tirocinio). Per il livello CS è obbligatorio il certificato OSS originale, non basta l’esperienza.

    Ausiliari e personale di supporto

    Il personale di supporto si distribuisce nei livelli inferiori:

    • C: ausiliari socio-assistenziali (OSA), tecnici amministrativi
    • BS: ausiliari specializzati (es. addetti sterilizzazione)
    • B: ausiliari sanitari base, addetti reception, magazzinieri
    • A: ausiliari generici, pulizie, lavanderia

    Il personale amministrativo (contabilità, gestione, segreteria) è inquadrato in base alla complessità della mansione, tipicamente C o BS.

    Casi pratici

    Tizio – Infermiere D in clinica privata
    Tizio è infermiere D in clinica privata, laurea triennale + Albo. Stipendio base ~€1.700/mese + indennità turno + notturno. Reparto medicina interna, 3 turni (M/P/N). Comparazione vs SSN: ~€300/mese in meno ma flessibilità maggiore.
    Caia – OSS livello CS in RSA
    Caia è OSS in RSA, livello CS. Diploma 1000h OSS conseguito 2 anni fa. Stipendio base ~€1.400/mese + indennità lavoro disagiato (anziani non autosufficienti) +€50. Turni 6×6 con weekend rotanti.
    Sempronio – Ausiliario A pulizie
    Sempronio è ausiliario A addetto pulizie in clinica privata. Stipendio base ~€1.250/mese. Mansioni: pulizia degenze, sale operatorie con protocolli specifici, smaltimento rifiuti sanitari. Patentino per disinfettanti obbligatorio.

    Domande frequenti

    Che livello è un infermiere nel privato?
    Livello D (infermiere professionale con laurea triennale). Per coordinatori/caposala: livello DS. Lo stipendio è generalmente inferiore al SSN ma con turni più flessibili.
    Che livello è un OSS?
    Livello CS (OSS con diploma 1.000 ore). Senza diploma OSS non si può accedere al livello CS, anche con esperienza. Il certificato deve essere rilasciato da ente regionale accreditato.
    Quanto guadagna un infermiere nel privato?
    Stipendio base livello D: ~€1.700 lordi mensili + indennità turno (€50-150/mese) + notturno (+25% sulle ore notturne). Lordo annuo ~€24.000 con 13 mensilità.
    Posso passare di livello?
    Sì, per maturazione di mansioni superiori (art. 2103 c.c.) o per titoli (es. master per coordinatore = DS). Tipicamente dopo 12-24 mesi di mansioni superiori scatta il passaggio.
    Esiste anche il CCNL per i medici?
    Sì, separato: CCNL AIOP medici e CCNL ARIS medici. Non sono inclusi nel CCNL Sanità Privata (personale non medico). Hanno regole, stipendi e turni propri.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive AIOP/ARIS, preavviso, dimissioni e licenziamento, ferie, festività e permessi, maternità, paternità e tutele, tredicesima e premi e malattia, infortunio e comporto.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Sanità Privata (AIOP, ARIS). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Art. 53 CPI – Effetti della brevettazione

    Art. 53 CPI – Effetti della brevettazione

    D.Lgs. 10 febbraio 2005, n. 30 – testo aggiornato

    1. I diritti esclusivi considerati da questo codice sono conferiti con la concessione del brevetto.

    2. Gli effetti del brevetto decorrono dalla data in cui la domanda con la descrizione , le rivendicazioni e gli eventuali disegni è resa accessibile al pubblico.

    3. Decorso il termine di diciotto mesi dalla data di deposito della domanda oppure dalla data di priorità, ovvero dopo novanta giorni dalla data di deposito della domanda se il richiedente ha dichiarato nella domanda stessa di volerla rendere immediatamente accessibile al pubblico, l’Ufficio italiano brevetti e marchi pone a disposizione del pubblico la domanda con gli allegati.

    4. Nei confronti delle persone alle quali la domanda con la descrizione , le rivendicazioni e gli eventuali disegni è stata notificata a cura del richiedente, gli effetti del brevetto per invenzione industriale decorrono dalla data di tale notifica.

  • Art. 115 D.P.R. 115/2002 – (L) Liquidazione dell’onorario e delle spese al difensore di persona ammessa al programma di protezione dei collaboratori di giustizia

    Art. 115 D.P.R. 115/2002 – (L) Liquidazione dell’onorario e delle spese al difensore di persona ammessa al programma di protezione dei collaboratori di giustizia

    D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 – T.U. spese di giustizia

    1. L'onorario e le spese spettanti al difensore di persona ammessa al programma di protezione di cui al decreto legge 15 gennaio 1991, n. 8 , convertito, con modificazioni, dalla legge 15 marzo 1991, n. 82 , e successive modificazioni, sono liquidati dal magistrato nella misura e con le modalità previste dall'articolo 82 ed è ammessa opposizione ai sensi dell'articolo 84. Nel caso in cui il difensore sia iscritto nell'albo degli avvocati di un distretto di corte d'appello diverso da quello dell'autorità giudiziaria procedente, in deroga all'articolo 82, comma 2, sono sempre dovute le spese documentate e le indennità di trasferta nella misura minima consentita.

  • Art. 117 TUEL – [Abrogato]

    Art. 117 TUEL – Articolo abrogato

    Articolo abrogato

  • Articolo 148 Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza

    Articolo 148 Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza

    Art. 148 CCII – Corrispondenza diretta al debitore

    D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14 – testo aggiornato ai correttivi D.Lgs. 83/2022 e D.Lgs. 136/2024.

    1. Il debitore persona fisica, è tenuto a consegnare al curatore la propria corrispondenza di ogni genere, inclusa quella elettronica, riguardante i rapporti compresi nella liquidazione giudiziale.

    2. La corrispondenza diretta al debitore che non è una persona fisica è consegnata al curatore.

  • Controllo formale e documenti mancanti: esempi pratici sull’art. 36-ter DPR 600/1973

    Controllo formale e documenti mancanti: esempi pratici sull’art. 36-ter DPR 600/1973

    In sintesi

    • L’art. 36-ter del DPR 600/1973 disciplina il controllo formale: l’ufficio verifica la corrispondenza tra i dati della dichiarazione e i documenti del contribuente e quelli trasmessi da terzi (datori di lavoro, banche, enti).
    • A differenza del controllo automatico, qui l’ufficio può chiedere di esibire i documenti che giustificano oneri, detrazioni, deduzioni e ritenute.
    • Il controllo va eseguito entro il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione.
    • Il contribuente è invitato a fornire chiarimenti e documenti; pagando dopo la comunicazione degli esiti la sanzione è ridotta a due terzi (20%).

    La norma (art. 36-ter, commi 1, 2 e 3, DPR 600/1973)

    «1. Gli uffici periferici dell’amministrazione finanziaria procedono, entro il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello di presentazione, al controllo formale delle dichiarazioni presentate dai contribuenti e dai sostituti d’imposta sulla base dei criteri selettivi fissati dal Ministro delle finanze […]. 2. […] gli uffici possono: a) escludere […] lo scomputo delle ritenute d’acconto non risultanti […]; b) escludere […] le detrazioni d’imposta non spettanti in base ai documenti richiesti […]. 3. […] il contribuente o il sostituto d’imposta è invitato […] a fornire chiarimenti in ordine ai dati contenuti nella dichiarazione e ad eseguire o trasmettere ricevute di versamento e altri documenti.»

    Elemento Controllo automatico (36-bis) Controllo formale (36-ter)
    Oggetto Errori di calcolo e versamenti Documenti a sostegno di oneri e detrazioni
    Richiesta documenti No
    Termine Inizio periodo dichiarazioni anno successivo 31 dicembre del 2° anno successivo
    Sanzione ridotta pagando 1/3 (10%) 2/3 (20%)

    Tre casi pratici

    Spese mediche senza scontrini

    Vengono chieste le ricevute delle spese sanitarie detratte; il contribuente non trova alcuni documenti.

    Cosa fare: Recuperare le ricevute presso farmacie e strutture (anche dal Sistema Tessera Sanitaria); per le spese non documentabili si accetta la ripresa pagando con sanzione ridotta.

    Ritenuta non risultante dalla CU

    L’ufficio esclude lo scomputo di una ritenuta non presente nella Certificazione Unica del sostituto.

    Cosa fare: Esibire la fattura e la prova del pagamento al netto della ritenuta: se la ritenuta è stata effettivamente subìta lo scomputo va riconosciuto anche se il sostituto non l’ha certificata.

    Documenti non dovuti perché già all’anagrafe

    L’ufficio chiede documenti relativi a dati già presenti nelle banche dati fiscali.

    Cosa fare: Eccepire l’art. 36-ter, comma 3-bis: gli uffici non possono chiedere documenti relativi a informazioni già disponibili nell’anagrafe tributaria.

    Spunti pratici

    • Il termine di 30 giorni per rispondere all’invito non è perentorio, ma rispondere tempestivamente evita l’iscrizione a ruolo.
    • La cartella da controllo formale deve essere notificata, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quarto anno successivo alla presentazione.
    • Conservare i documenti fiscali fino alla scadenza dei termini di accertamento: per gli oneri pluriennali (es. ristrutturazioni) per tutta la durata della detrazione.

    Norme collegate

    Fonti affidabili

    • DPR 29 settembre 1973, n. 600, art. 36-ter (testo consolidato Agenzia delle Entrate)
    • D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 462
    • L. 212/2000, art. 6, comma 4 (divieto di richiedere documenti già in possesso dell’amministrazione)

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  • Art. 120 D.Lgs. 159/2011 – Abrogazioni

    Art. 120 D.Lgs. 159/2011 – Abrogazioni

    D.Lgs. 6 settembre 2011, n. 159 – Codice antimafia

    1. 1. Sono abrogate le seguenti disposizioni: a) legge 27 dicembre 1956, n. 1423 ; b) legge 31 maggio 1965, n. 575 ; c) decreto-legge 4 febbraio 2010, n. 4 , convertito in legge 31 marzo 2010, n. 50 ; d) articoli da 18 a 24 della legge 22 maggio 1975, n. 152 ; e) articolo 16 della legge 13 settembre 1982, n. 646 ; f) articoli da 2 ad 11, 13 e 15 della legge 3 agosto 1988, n. 327 ; g) articolo 7-ter della legge 13 dicembre 1989, n. 401 ; h) articolo 34 della legge 19 marzo 1990, n. 55 ; i) articoli 1 , 3 e 5 del decreto-legge 29 ottobre 1991, n. 345 , convertito, con modificazioni, dalla legge 30 dicembre 1991, n. 410 ; l) articoli 70-bis , 76-bis , 76-ter , 110-bis e 110-ter del regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12 .

    ((2. A decorrere dalla data di cui all'articolo 119, comma 1, sono abrogate le seguenti disposizioni:

    a) decreto legislativo 8 agosto 1994, n. 490 ;

    b) decreto del Presidente della Repubblica 3 giugno 1998, n. 252 ;

    c) decreto del Presidente della Repubblica 2 agosto 2010, n. 150 .))

  • Art. 33 Imp. Reg. – mandato irrevocabile e atto di surrogazione

    Art. 33 Imp. Reg. – mandato irrevocabile e atto di surrogazione

    Art. 33 Imp. Reg. – Mandato irrevocabile e atto di surrogazione

    D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131 – testo aggiornato

    1. Il mandato irrevocabile con dispensa dall’obbligo di rendiconto è soggetto all’imposta stabilita per l’atto per il quale è stato conferito.

    2. L’atto da cui risulta la surrogazione nei diritti del creditore, a norma degli articoli 1201 e 1203 del codice civile, è soggetto all’imposta stabilita per la cessione del diritto spettante al creditore surrogato.

  • Articolo 139 Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza

    Articolo 139 Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza

    Art. 139 CCII – Sostituzione e compenso dei componenti del comitato dei creditori

    D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14 – testo aggiornato ai correttivi D.Lgs. 83/2022 e D.Lgs. 136/2024.

    1. I creditori che rappresentano la maggioranza dei crediti ammessi possono effettuare nuove designazioni in ordine ai componenti del comitato dei creditori, nel rispetto dei criteri di cui all’articolo 138. Il giudice delegato provvede alla nomina dei soggetti designati, verificato il rispetto delle condizioni di cui all’articolo 138, commi 1 e 2.

    2. Dal computo dei crediti, su istanza di uno o più creditori, sono esclusi quelli che si trovino in conflitto di interessi.

    3. Il giudice delegato, su istanza del comitato dei creditori, acquisito il parere del curatore, può stabilire che ai componenti del comitato dei creditori sia attribuito, oltre al rimborso delle spese, un compenso per la loro attività, in misura non superiore al dieci per cento di quello liquidato al curatore.

  • Art. 115 Codice del Processo Amministrativo – Titolo esecutivo e rilascio di estratto del provvedimento giurisdizionale con formula esecutiva

    Art. 115 Codice del Processo Amministrativo – Titolo esecutivo e rilascio di estratto del provvedimento giurisdizionale con formula esecutiva

    D.Lgs. 2 luglio 2010, n. 104 – Codice del processo amministrativo

    1. Le pronunce del giudice amministrativo che costituiscono titolo esecutivo sono spedite, su richiesta di parte, in forma esecutiva.

    2. I provvedimenti emessi dal giudice amministrativo che dispongono il pagamento di somme di denaro costituiscono titolo anche per l’esecuzione nelle forme disciplinate dal Libro III del codice di procedura civile e per l’iscrizione di ipoteca.

    3. Ai fini del giudizio di ottemperanza di cui al presente Titolo non è necessaria l’apposizione della formula esecutiva.

    Titolo II – Rito in materia di accesso ai documenti amministrativi

  • Art. 40 DPR 448/1988 – Esecuzione delle misure di sicurezza

    Art. 40 DPR 448/1988 – Esecuzione delle misure di sicurezza

    D.P.R. 22 settembre 1988, n. 448 – Approvazione delle disposizioni sul processo penale a carico di imputati minorenni

    1. La competenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza applicate nei confronti di minorenni è attribuita al magistrato di sorveglianza per i minorenni del luogo dove la misura stessa deve essere eseguita.

    2. Il magistrato di sorveglianza per i minorenni impartisce le disposizioni concernenti le modalità di esecuzione della misura, sulla quale vigila costantemente anche mediante frequenti contatti, senza alcuna formalità, con il minorenne, l’esercente la potestà dei genitori, l’eventuale affidatario e i servizi minorili. In caso di revoca della misura ne dà comunicazione al procuratore della Repubblica presso il tribunale per le persone, per i minorenni e per le famiglie per l’eventuale esercizio dei poteri di iniziativa in materia di provvedimenti civili.