Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • CCNL Ortofrutticoli e Agrumari: welfare e sanità integrativa

    CCNL Ortofrutticoli e Agrumari

    CCNL Ortofrutticoli e Agrumari: welfare e sanità integrativa

    Il sistema di welfare contrattuale per i lavoratori del settore ortofrutticolo e agrumario: bilateralità, fondo sanitario integrativo, previdenza complementare e prestazioni di sostegno previste dal rinnovo 2024.

    In sintesi

    Il CCNL Ortofrutticoli e Agrumari (rinnovo 19 luglio 2024, Fruitimprese · Flai-Cgil · Fisascat-Cisl · Uiltucs-Uil) prevede un welfare contrattuale fondato sull'Ente Bilaterale Ortofrutta (E.B.O., art. 6), sull'assistenza sanitaria integrativa con il fondo EST (art. 23: contributo del datore di 10 euro al mese per ogni lavoratore, 13 euro dal 1° maggio 2027) e sulla previdenza complementare con il fondo FON.TE (art. 16: 1% a carico dell'azienda e 1% del lavoratore, più il TFR). Le aziende che non versano a EST devono pagare direttamente al lavoratore la prestazione integrativa prevista dal regolamento del fondo. Il testo non prevede alcuna «erogazione economica sostitutiva» di giugno.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Fruitimprese · Flai-Cgil · Fisascat-Cisl · Uiltucs-Uil
    Ultimo rinnovo
    19 luglio 2024
    Vigenza
    1° gennaio 2024 – 31 dicembre 2027
    Fondo sanitario integrativo
    EST (art. 23 CCNL): 10 € al mese a carico del datore, 13 € dal 1° maggio 2027
    Previdenza complementare
    FON.TE (art. 16 CCNL; D.Lgs. 252/2005): 1% azienda + 1% lavoratore + TFR

    Il sistema bilaterale: cos'è e come funziona

    La bilateralità è il sistema di enti paritetici istituiti e finanziati congiuntamente dalle associazioni datoriali e dalle organizzazioni sindacali firmatarie di un CCNL. Nel settore ortofrutticolo e agrumario l'ente di riferimento è l'Ente Bilaterale Ortofrutta (E.B.O.), disciplinato dall'art. 6 del CCNL, che opera accanto alla Commissione paritetica nazionale e alla Commissione pari opportunità.

    Secondo l'art. 6 del CCNL, l'E.B.O. ha questi scopi:

    • promuovere studi e ricerche sul settore e sui fabbisogni di formazione, e costituire su richiesta delle parti territoriali Comitati bilaterali di bacino (politiche attive del lavoro e formazione, monitoraggio della flessibilità e del mercato del lavoro);
    • promuovere iniziative di formazione continua anche attraverso il fondo FOR.TE, e attivare convenzioni per accedere ai programmi comunitari e al Fondo Sociale Europeo;
    • costituire una banca dati sulle professionalità, ricevere gli accordi territoriali e aziendali e la notizia dell'elezione delle RSU;
    • promuovere, anche attraverso il fondo complementare FON.TE, forme integrative di previdenza, e studi sulla salute e sicurezza sul lavoro;
    • promuovere convenzioni per favorire l'integrazione di malattia, infortunio e maternità, compresi i servizi di sanità integrativa.

    Per l'assistenza sanitaria integrativa l'art. 23 impone alle aziende di garantire la copertura del fondo EST. Chi non lo fa deve pagare direttamente al lavoratore la prestazione integrativa prevista dal regolamento del fondo. Il testo del CCNL non contiene alcuna «erogazione economica sostitutiva» da pagare con la mensilità di giugno: la sanzione per l'inadempimento è il pagamento diretto della prestazione.

    La sanità integrativa: il fondo EST

    Il fondo EST è il fondo di assistenza sanitaria integrativa che l'art. 23 del CCNL individua come cassa di assistenza sanitaria integrativa del settore. Sono coperti i lavoratori a tempo indeterminato e quelli a tempo determinato e stagionali con contratto di almeno 5 mesi. A prescindere dalla durata iniziale del contratto, il diritto matura se nell'anno solare precedente il lavoratore è stato assunto per 7 mesi (210 giorni di calendario), anche non continuativi. Il contributo a carico del datore è di 10 euro al mese per ogni lavoratore, per il periodo di assunzione, oltre all'una tantum prevista dal regolamento; dal 1° maggio 2027 sale a 13 euro. A titolo volontario il lavoratore può farsi carico dell'onere dei periodi non lavorati, autorizzando la trattenuta.

    Il CCNL non elenca le prestazioni, che sono definite dal regolamento di EST e comprendono in genere:

    • Visite specialistiche: rimborso per visite mediche specialistiche non erogate dal SSN in tempi adeguati o non previste nei LEA;
    • Esami diagnostici e di laboratorio: rimborso per esami non coperti dal SSN o soggetti a ticket elevati;
    • Ricoveri ospedalieri: integrazione per ricoveri in strutture convenzionate, con copertura delle spese di degenza non rimborsate dal SSN;
    • Odontoiatria: prestazioni di odontoiatria preventiva e conservativa (estrazioni, otturazioni, devitalizzazioni, protesi parziali), in misura variabile secondo il piano;
    • Maternità: rimborso spese per visite ostetriche ed ecografie nel corso della gravidanza;
    • Grandi interventi: copertura delle spese chirurgiche per interventi di alta complessità.

    I massimali, le categorie di prestazioni rimborsabili e le procedure di rimborso sono stabiliti dal regolamento interno di EST e possono essere aggiornati annualmente. Il CCNL non riporta i massimali: l'unico dato che fissa è il contributo del datore (10 euro al mese, 13 dal 1° maggio 2027).

    Tabella riepilogativa degli strumenti di welfare contrattuale

    Welfare contrattuale – CCNL Ortofrutticoli e Agrumari: strumenti e finalità
    Strumento Finalità Soggetto erogante Norma di riferimento
    Fondo sanitario EST Rimborso prestazioni sanitarie integrative (visite, esami, ricoveri, odontoiatria) EST CCNL art. 23
    Ente Bilaterale Ortofrutta (E.B.O.) Studi, formazione continua, Comitati di bacino, convenzioni per integrazione di malattia, infortunio e maternità E.B.O. CCNL art. 6
    Previdenza complementare Integrazione pensionistica con TFR e contribuzione di azienda (1%) e lavoratore (1%) Fondo FON.TE CCNL art. 16; D.Lgs. 252/2005
    Integrazioni malattia Integrazione dell'indennità INPS: 100% nei primi 3 giorni, 75% dal 4° al 20° giorno, 100% dal 21° al 180° Datore di lavoro CCNL art. 22
    Integrazioni maternità Integrazione dell'indennità INPS fino al 100% della retribuzione per i 5 mesi di congedo; 13ª e 14ª al 20% per i mesi di congedo Datore di lavoro CCNL artt. 27, 77, 78

    La previdenza complementare nel settore ortofrutticolo

    La previdenza complementare è il secondo pilastro del sistema pensionistico italiano, disciplinato dal D.Lgs. 252/2005. Si affianca alla pensione pubblica INPS (primo pilastro) e consente di accumulare un capitale previdenziale aggiuntivo attraverso versamenti del TFR e contributi volontari.

    L'art. 16 del CCNL Ortofrutticoli e Agrumari assicura la previdenza integrativa a tutti i lavoratori (tempo indeterminato, part-time, tempo determinato, apprendisti, stagionali) con l'adesione al fondo FON.TE. La contribuzione è formata da: 1% a carico dell'azienda e 1% a carico del lavoratore, commisurati alla retribuzione utile per il TFR; una quota di TFR pari al 50% (o l'intero TFR maturando) per i lavoratori a tempo indeterminato già occupati al 28 aprile 1993; il 100% del TFR maturato dopo l'iscrizione per gli assunti dopo quella data e per tutte le altre tipologie (tempo determinato, apprendistato, stagionale). Il lavoratore può versare, per la quota a suo carico, un contributo più elevato. Il meccanismo del silenzio-assenso opera nel modo seguente:

    • Il lavoratore neo-assunto ha 6 mesi dalla data di assunzione per scegliere dove indirizzare il TFR maturando;
    • Se sceglie di aderire a un fondo pensione, il TFR futuro viene versato al fondo scelto (collettivo o individuale), con eventuale contribuzione aggiuntiva del datore e del lavoratore secondo le condizioni del fondo;
    • Se non effettua alcuna scelta entro i 6 mesi, il TFR viene destinato automaticamente al fondo pensione collettivo di riferimento, che per questo CCNL è FON.TE; in assenza di fondo collettivo, al Fondo di Tesoreria INPS;
    • Il TFR già maturato prima della scelta rimane in azienda (o al Fondo di Tesoreria INPS per le aziende con più di 49 dipendenti) e non viene trasferito al fondo pensione.

    I contributi versati al fondo pensione sono deducibili dal reddito imponibile IRPEF fino al limite annuo di 5.164,57 € (art. 8, D.Lgs. 252/2005). Il rendimento del fondo sostituisce la rivalutazione legale dell'1,5% + 75% ISTAT prevista per il TFR in azienda.

    Le quote del CCNL (1% azienda e 1% lavoratore) valgono anche per i periodi coperti da indennità INPS e INAIL (art. 16). Al momento dell'assunzione l'azienda deve fornire un'informativa scritta sul fondo FON.TE.

    Le integrazioni contrattuali durante malattia, maternità e congedi

    Il CCNL Ortofrutticoli e Agrumari migliora, in alcuni casi, le tutele di legge durante periodi di assenza dal lavoro:

    Malattia

    La legge (art. 2110 c.c.) garantisce la conservazione del posto durante il periodo di comporto e il trattamento economico a carico dell'INPS (indennità di malattia). L'art. 22 del CCNL prevede un'integrazione a carico del datore: 100% della retribuzione nei primi 3 giorni, 75% dal 4° al 20° giorno e 100% dal 21° al 180° (queste ultime solo per il personale a tempo indeterminato). Il dettaglio è nella pagina su malattia e infortunio.

    Maternità e congedi parentali

    Il D.Lgs. 151/2001 fissa i diritti minimi di legge per la maternità (congedo obbligatorio di 5 mesi con indennità INPS all'80%). Il CCNL aggiunge, a carico del datore, l'integrazione fino al 100% della retribuzione lorda per i 5 mesi (art. 27) e, per i mesi di congedo, la tredicesima e la quattordicesima nella misura del 20% (artt. 77 e 78); l'aliquota del 20% per la quattordicesima è la novità del rinnovo 2024. Vedi la pagina su maternità e congedi.

    Congedo parentale

    I congedi parentali sono disciplinati dal D.Lgs. 151/2001 (come modificato dal D.Lgs. 105/2022 in attuazione della Direttiva UE 2019/1158), con indennità INPS le cui percentuali sono fissate dalla legge e aumentate dalle ultime leggi di bilancio per i primi mesi. Il CCNL (art. 26) aggiunge il preavviso al datore di almeno 15 giorni (2 giorni per il congedo a ore), l'anticipo del TFR anche senza i requisiti di legge e la conversione in part-time dopo la maternità nelle imprese con più di 20 dipendenti.

    Welfare aziendale e fiscalità

    La legge consente alle aziende di erogare benefit di welfare ai dipendenti in forma non monetaria (o monetaria entro i limiti di franchigia) con vantaggi fiscali sia per il datore sia per il lavoratore. I benefit più diffusi nel settore sono:

    • Buoni pasto: esenti da contribuzione e tassazione fino a 8 € per buono pasto elettronico (art. 51, comma 2, lett. c, TUIR);
    • Rimborsi chilometrici per lavoratori che utilizzano il mezzo proprio per trasferte: non imponibili nei limiti delle tariffe ACI;
    • Polizze assicurative sulla vita e infortuni extra-professionali: i premi pagati dal datore non concorrono al reddito del lavoratore (art. 51, comma 2, lett. f, TUIR);
    • Contribuzioni a fondi sanitari (come EST): non concorrono al reddito imponibile del lavoratore fino al limite di 3.615,20 € annui;
    • Welfare premiale aziendale: i premi di risultato possono essere convertiti in benefit di welfare con tassazione agevolata (L. 208/2015 e ss.mm.ii.), se previsto dall'accordo di secondo livello.

    Casi pratici

    Tizio – Iscrizione al fondo EST e rimborso visita specialistica
    Tizio è assunto a tempo indeterminato al livello 5 in una centrale ortofrutticola. Il datore è tenuto dall'art. 23 a garantire la copertura EST e versa 10 euro al mese per ogni lavoratore. Tizio deve sottoporsi a una visita ortopedica specialistica: i tempi del SSN sono lunghi. Ottiene il rimborso nei limiti previsti dal regolamento di EST (massimali e convenzioni non sono nel CCNL). La documentazione di spesa va inviata al fondo entro i termini del regolamento.
    Caia – Silenzio-assenso e destinazione del TFR al fondo pensione
    Caia è assunta a febbraio 2026. Entro agosto 2026 (6 mesi dall'assunzione) non effettua alcuna comunicazione sulla destinazione del TFR. Il datore applica il silenzio-assenso: il TFR futuro viene versato al fondo pensione collettivo di riferimento, per il CCNL Ortofrutticoli FON.TE (art. 16). Caia riceve comunicazione scritta dell'avvenuta iscrizione. Da quel momento, per ogni anno di lavoro, il TFR maturando viene versato al fondo invece di essere accantonato in azienda. Caia può scegliere di versare contributi aggiuntivi per aumentare la propria posizione previdenziale.
    Sempronio – Stagionale di 6 mesi: ha diritto alla copertura EST?
    Sempronio è assunto da un'azienda agrumaria con contratto stagionale di 6 mesi. L'art. 23 estende la copertura EST ai lavoratori a termine e stagionali con contratto di almeno 5 mesi: Sempronio rientra. Se l'azienda non versa i contributi a EST, deve pagargli direttamente la prestazione integrativa prevista dal regolamento del fondo. Sempronio può anche autorizzare la trattenuta volontaria per coprire i periodi non lavorati.

    Domande frequenti

    Esiste un fondo sanitario integrativo per i lavoratori del settore ortofrutticolo?
    Sì. L'art. 23 del CCNL obbliga le aziende a garantire la copertura del fondo EST ai lavoratori a tempo indeterminato e a quelli a termine o stagionali con contratto di almeno 5 mesi.
    Cosa copre il fondo sanitario integrativo EST?
    EST copre visite specialistiche, esami diagnostici, ricoveri ospedalieri, prestazioni odontoiatriche, spese di maternità e altri servizi sanitari non coperti o coperti solo parzialmente dal SSN, nei limiti dei massimali stabiliti dal piano vigente.
    Il datore deve versare contributi per il welfare contrattuale?
    Sì: 10 euro al mese per ogni lavoratore coperto (13 euro dal 1° maggio 2027), oltre all'una tantum prevista dal regolamento di EST. Le aziende che non adempiono devono pagare direttamente al lavoratore la prestazione integrativa prevista dal regolamento del fondo.
    Posso destinare il TFR a un fondo pensione nel settore ortofrutticolo?
    Sì, in base al D.Lgs. 252/2005. Il CCNL indica il fondo FON.TE (art. 16): 1% a carico dell'azienda, 1% del lavoratore e il TFR. Se non effettui scelta entro 6 mesi dall'assunzione, il TFR viene destinato al fondo collettivo di riferimento o al Fondo di Tesoreria INPS.
    Il CCNL prevede prestazioni di sostegno al reddito per i lavoratori stagionali?
    Il testo del CCNL non prevede prestazioni di sostegno al reddito dell'E.B.O. per gli stagionali: tra gli scopi dell'ente (art. 6) ci sono formazione, studi, comitati di bacino e convenzioni per integrare malattia, infortunio e maternità. Per gli stagionali l'art. 34 prevede la possibilità di trasformazione a tempo indeterminato a prestazione ridotta dopo oltre 190 giornate in un anno, con garanzia di almeno sei mesi di attività ogni anno.
    Le prestazioni di welfare aziendale sono tassate?
    I benefit di welfare in conformità all'art. 51 TUIR non concorrono al reddito imponibile del lavoratore entro i limiti di franchigia (1.000 € annui in via generale, 2.000 € per chi ha figli a carico). Le erogazioni in denaro sono invece imponibili ordinariamente.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive 2024-2027, come darle, preavviso e telematiche, preavviso e licenziamento, ferie, permessi e ROL, maternità e congedi e tredicesima, quattordicesima e premi.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL per i dipendenti da aziende ortofrutticole ed agrumarie del 19 luglio 2024 (vigenza 1° gennaio 2024 – 31 dicembre 2027), siglato da Fruitimprese, Flai-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil. Le prestazioni del fondo EST e dell'ente bilaterale sono soggette a variazioni: consultare EST e gli enti bilaterali per i massimali aggiornati. Per situazioni specifiche è consigliabile rivolgersi a un consulente del lavoro, alle organizzazioni sindacali (Flai-Cgil, Fisascat-Cisl, Uiltucs-Uil) o all'Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Art. 217 D.Lgs. 259/2003 – Uso indebito di segnale di soccorso

    Art. 217 D.Lgs. 259/2003 – Uso indebito di segnale di soccorso

    Codice delle comunicazioni elettroniche (D.Lgs. 1 agosto 2003, n. 259)

    1. Chiunque usi indebitamente il segnale di soccorso riservato alle navi od alle aeronavi in pericolo, compreso quello emesso dalle radioboe d’emergenza, è punito con l’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda fino a euro 670,00, salvo che il fatto costituisca reato punito con pena più grave. articolo precedente articolo successivo

  • Art. 161 D.Lgs. 36/2023 – Pubblicità e avviso periodico indicativo

    Art. 161 D.Lgs. 36/2023 – Pubblicità e avviso periodico indicativo

    D.Lgs. 31 marzo 2023, n. 36 – Codice dei contratti pubblici. Testo vigente letto su Normattiva il 7 ottobre 2026.

    1. Le stazioni appaltanti o gli enti concedenti possono rendere nota l’intenzione di programmare appalti pubblicando un avviso periodico indicativo possibilmente entro il 31 dicembre di ogni anno.

    Tali avvisi, che contengono le informazioni di cui all’allegato II.6, Parte II, Sezioni A e C, sono pubblicati dalla stazione appaltante o dall’ente concedente sul proprio sito istituzionale rendendoli accessibili tramite collegamento ipertestuale. Per gli appalti di importo pari o superiore alla soglia di cui all’articolo 14 si applica l’articolo 84.

    2. Quando una gara è indetta per mezzo di un avviso periodico indicativo per procedure ristrette e procedure negoziate precedute da indizione di gara, l’avviso soddisfa tutte le seguenti condizioni:

    a) si riferisce specificatamente alle forniture, ai lavori o ai servizi che saranno oggetto dell’appalto da aggiudicare;

    b) indica che l’appalto è aggiudicato mediante una procedura ristretta o negoziata senza ulteriore pubblicazione di un avviso di indizione di gara e invita gli operatori economici interessati a manifestare il proprio interesse;

    c) contiene, oltre alle informazioni di cui all’allegato II.6, Parte II, Sezione A, le informazioni di cui all’allegato II.6, Parte II, Sezione B;

    d) è stato inviato alla pubblicazione tra trentacinque giorni e dodici mesi prima della data di invio dell’invito a confermare interesse.

    3. Gli avvisi di cui al comma 2 possono essere pubblicati sul sito istituzionale quale pubblicazione supplementare a livello nazionale.

    Il periodo coperto dall’avviso può durare al massimo dodici mesi dalla data di trasmissione dell’avviso per la pubblicazione.

    Tuttavia, nel caso di appalti pubblici per servizi sociali e altri servizi specifici di cui all’allegato II.6, l’avviso di cui all’articolo 127, comma 1, lettera b), può coprire un periodo di due anni.

  • Art. 160 D.Lgs. 36/2023 – Comunicazione delle specifiche tecniche

    Art. 160 D.Lgs. 36/2023 – Comunicazione delle specifiche tecniche

    D.Lgs. 31 marzo 2023, n. 36 – Codice dei contratti pubblici. Testo vigente letto su Normattiva il 7 ottobre 2026.

    1. Su richiesta degli operatori economici interessati all’affidamento di un appalto, le stazioni appaltanti e gli enti concedenti mettono a disposizione le specifiche tecniche previste nei loro appalti di forniture, di lavori o di servizi, o le specifiche tecniche alle quali intendono riferirsi per gli appalti oggetto di avvisi periodici indicativi. Tali specifiche sono rese disponibili in forma digitale in maniera gratuita, illimitata e diretta.

    2. Le specifiche tecniche sono trasmesse per via diversa da quella digitale qualora non sia possibile offrire accesso gratuito, illimitato e diretto per via digitale a determinati documenti di gara oppure per tutelare la riservatezza delle informazioni che le stazioni appaltanti o gli enti concedenti trasmettono.

    3. Quando le specifiche tecniche sono basate su documenti ai quali gli operatori economici interessati hanno accesso gratuito, illimitato e diretto, in forma digitale, si considera sufficiente l’indicazione del riferimento a tali documenti.

  • Art. 159 D.Lgs. 36/2023 – Disponibilità digitale dei documenti di gara

    Art. 159 D.Lgs. 36/2023 – Disponibilità digitale dei documenti di gara

    D.Lgs. 31 marzo 2023, n. 36 – Codice dei contratti pubblici. Testo vigente letto su Normattiva il 7 ottobre 2026.

    1. A decorrere dalla data di pubblicazione di un avviso o da quella di invio di un invito a confermare l’interesse, i documenti di gara sono resi disponibili in forma digitale, in modo gratuito, illimitato e diretto. L’avviso e l’invito a confermare interesse indicano il collegamento ipertestuale presso il quale i documenti di gara sono accessibili.

    2. Quando il mezzo di indizione di una gara è un avviso sull’esistenza di un sistema di qualificazione, tale accesso è consentito il più rapidamente possibile e comunque non oltre il momento dell’invito a presentare un’offerta o a negoziare.

    3. Quando è impossibile l’utilizzo dei mezzi di comunicazione elettronica previsti dal codice, l’avviso o l’invito a confermare interesse ne danno conto e indicano le modalità con cui i documenti sono trasmessi. In questi casi il termine per la presentazione delle offerte è prorogato di non oltre cinque giorni.

    4. Quando la deroga all’obbligo di utilizzare mezzi di comunicazione elettronica previsti dal codice è dovuta a esigenze di tutela della riservatezza, l’avviso o l’invito a confermare interesse o, quando il mezzo di indizione di gara è un avviso sull’esistenza di un sistema di qualificazione, i documenti di gara indicano le misure adottate per proteggere la natura riservata delle informazioni e le modalità di accesso ai documenti. In tale caso, il termine per la presentazione delle offerte è prorogato di non oltre cinque giorni, salvo che il nuovo termine sia stato fissato di concerto tra la stazione appaltante o l’ente concedente e tutti i candidati selezionati.

    5. Le ulteriori informazioni richieste sui documenti di gara sono comunicate a tutti gli offerenti oppure rese disponibili sulla piattaforma di approvvigionamento digitale e sul sito istituzionale almeno sei giorni prima della scadenza del termine stabilito per la ricezione delle offerte e almeno quattro giorni prima quando il termine per la ricezione delle offerte è ridotto.

  • Art. 157 D.Lgs. 36/2023 – Procedura negoziata con pubblicazione di un bando

    Art. 157 D.Lgs. 36/2023 – Procedura negoziata con pubblicazione di un bando

    D.Lgs. 31 marzo 2023, n. 36 – Codice dei contratti pubblici. Testo vigente letto su Normattiva il 7 ottobre 2026.

    1. Nelle procedure negoziate con pubblicazione di un bando qualsiasi operatore economico può presentare una domanda di partecipazione in risposta a un avviso di indizione di gara, fornendo le informazioni richieste dalla stazione appaltante o dall’ente concedente.

    2. Il termine minimo per la ricezione delle domande di partecipazione è fissato di norma in non meno di trenta giorni dalla data di trasmissione del bando di gara o, se come mezzo di indizione di gara è usato un avviso periodico indicativo, dalla data dell’invito a confermare interesse e non è in alcun caso inferiore a quindici giorni.

    3. Soltanto gli operatori economici invitati dalla stazione appaltante o dall’ente concedente in seguito alla valutazione delle informazioni fornite partecipano alle negoziazioni. Le stazioni appaltanti e gli enti concedenti possono limitare il numero di candidati idonei da invitare a partecipare alla procedura secondo quanto previsto dall’articolo 169, comma 2.

    4. Il termine per la ricezione delle offerte può essere fissato d’accordo tra la stazione appaltante o l’ente concedente e tutti i candidati selezionati, purché questi ultimi dispongano di un termine identico per redigere e presentare le loro offerte. In assenza di un accordo sul termine per la ricezione delle offerte, questo non è inferiore a dieci giorni dalla data di invio dell’invito a presentare offerte.

  • Dazi doganali: come si calcolano

    In sintesi

    • Tributo UE: i dazi doganali sono imposti dall’Unione Europea, non dallo Stato italiano, e il gettito è una ‘risorsa propria’ dell’UE.
    • Base di calcolo: si applica l’aliquota al valore doganale della merce, di norma il prezzo pagato più trasporto e assicurazione fino alla frontiera UE (valore CIF).
    • Aliquota per prodotto e origine: ogni merce ha un codice TARIC a 10 cifre che determina l’aliquota; l’origine del Paese fornitore può ridurla o azzerarla.
    • Tipi di dazio: ad valorem (percentuale sul valore), specifico (per unità o peso), misto (entrambi).
    • Origine preferenziale: gli accordi commerciali UE con Paesi terzi consentono dazi ridotti o zero, a condizione di documentare l’origine con certificato EUR.1 o dichiarazione del fornitore.

    Perché esistono i dazi e chi li riscuote

    I dazi doganali sono un tributo che l’Unione Europea applica alle merci importate da Paesi terzi. Non si tratta di una tassa italiana: sono stabiliti da regolamenti europei, riscossi dalle dogane nazionali per conto dell’UE e il loro gettito confluisce direttamente nel bilancio comunitario come ‘risorsa propria’. In parole semplici, ogni volta che un’azienda italiana acquista merci da un fornitore cinese, americano o turco, parte di quello che paga in dogana va a finanziare il bilancio dell’Unione Europea.

    Il meccanismo di calcolo ha tre ingredienti fondamentali: il valore doganale (cioè su quale cifra si applica l’aliquota), il codice doganale del prodotto (che stabilisce l’aliquota percentuale o specifica) e il Paese di origine della merce (che può abbassare o azzerare il dazio se esiste un accordo commerciale tra l’UE e quel Paese). Capire come funzionano questi tre elementi aiuta a stimare in anticipo il costo reale di un’importazione e a valutare se esistono percorsi alternativi più convenienti.

    I dazi si distinguono dall’IVA all’importazione, che è un tributo separato: i dazi remunerano la protezione del mercato UE, mentre l’IVA segue le regole ordinarie e, per i soggetti passivi, è normalmente detraibile. Un’azienda che importa deve mettere in conto entrambi i costi, ma solo i dazi sono definitivamente a carico del conto economico – l’IVA, in genere, è neutrale per chi ha diritto alla detrazione.

    Come si forma il costo doganale: schema di calcolo
    Voce Descrizione Nota
    Valore di transazione Prezzo effettivamente pagato al fornitore estero Punto di partenza del valore doganale
    + Trasporto fino alla frontiera UE Costo del trasporto fino al primo punto di ingresso UE Da aggiungere se non già incluso nel prezzo
    + Assicurazione Premio assicurativo fino alla frontiera UE Da aggiungere se non già incluso
    = Valore doganale (CIF) Base imponibile per i dazi Su questo si applica l'aliquota TARIC
    Dazio ad valorem Aliquota % × valore CIF Dipende da codice TARIC e Paese di origine
    IVA all'importazione Aliquota IVA ordinaria × (valore CIF + dazio) Separata dai dazi; detraibile per soggetti passivi

    Esempio pratico

    • Tizio importa dalla Turchia un lotto di piastrelle ceramiche. Valore di fattura: 10.000 euro; trasporto fino a Trieste: 800 euro; assicurazione: 120 euro. Valore doganale CIF = 10.920 euro. Il codice TARIC del prodotto prevede un’aliquota convenzionale (da verificare sul portale TARIC della Commissione UE); poiché la Turchia è in unione doganale con l’UE per i prodotti industriali, le piastrelle potrebbero beneficiare di dazio zero – ma Tizio deve verificarlo con il codice esatto e presentare il documento di origine corretto. In assenza di preferenze, il dazio si applicherebbe all’aliquota prevista sul valore di 10.920 euro.

    Documenti necessari

    • Fattura commerciale del fornitore estero (con valore, quantità, descrizione)
    • Documento di trasporto internazionale (CMR, polizza di carico, airway bill)
    • Certificato di origine EUR.1 o dichiarazione di origine del fornitore (per preferenze tariffarie)
    • Dichiarazione di valore in dogana (modello DV1 per forniture sopra 20.000 euro)
    • Eventuale Informazione Tariffaria Vincolante (ITV) ottenuta preventivamente
    • Eventuale licenza di importazione o certificato di conformità settoriale

    Tizio importa componenti elettronici dalla Cina: dazio ad valorem

    Scenario. Tizio gestisce una piccola azienda di assemblaggio e acquista resistenze elettroniche da un fornitore di Shenzhen. Il prezzo di acquisto è 5.000 euro, il trasporto aereo fino a Milano Malpensa costa 400 euro e l’assicurazione 60 euro. Origine: Cina.

    Come si applica. Il valore doganale CIF è 5.460 euro (5.000 + 400 + 60). Lo spedizioniere cerca il codice TARIC per le resistenze elettroniche: il codice determina l’aliquota doganale convenzionale prevista per le merci di origine cinese. Su quel codice possono esistere anche misure di difesa commerciale (dazi antidumping o compensativi) se la Commissione UE ha aperto procedure nei confronti della Cina per quel prodotto: lo spedizioniere lo verifica sul database TARIC online. Il dazio si calcola applicando l’aliquota (ad valorem) al valore di 5.460 euro. Dopodiché si aggiunge l’IVA all’importazione calcolata su valore doganale + dazio. Tizio, soggetto passivo IVA, potrà recuperare l’IVA come credito; il dazio, invece, è un costo definitivo.

    In pratica

    • Valore doganale = prezzo fattura + trasporto + assicurazione fino alla frontiera UE.
    • Il codice TARIC (10 cifre) determina l’aliquota del dazio e le eventuali misure di difesa commerciale.
    • Il dazio è un costo definitivo; l’IVA all’importazione è detraibile per i soggetti passivi.
    • Verificare sempre sul portale TARIC se esistono dazi antidumping oltre al dazio ordinario.

    Alfa Srl importa capi di abbigliamento dalla Tunisia: origine preferenziale

    Scenario. Alfa Srl acquista 200 giacche da un produttore tunisino. Valore CIF alla frontiera italiana: 8.000 euro. L’abbigliamento di origine UE-Tunisia può beneficiare di preferenze tariffarie in base all’Accordo Euro-Mediterraneo.

    Come si applica. L’UE ha concluso accordi commerciali con molti Paesi terzi, tra cui la Tunisia, che prevedono dazi ridotti o azzerati per le merci che soddisfano le regole di origine preferenziale (cioè che sono ‘sufficientemente trasformate’ in quel Paese). Per beneficiare della preferenza, Alfa Srl deve ottenere dal fornitore tunisino il certificato EUR.1 (rilasciato dalle autorità doganali tunisine) oppure, se il fornitore è un ‘esportatore registrato’ nel sistema REX, una dichiarazione di origine sulla fattura. Senza questo documento, l’aliquota applicata sarà quella convenzionale ordinaria, più alta. La classificazione della merce con il codice TARIC corretto è comunque il primo passo, perché l’accordo preferenziale si applica solo ai codici previsti dall’allegato dell’accordo.

    In pratica

    • L’origine preferenziale riduce o azzera i dazi, ma va documentata con EUR.1 o dichiarazione di origine.
    • Senza il documento di origine, si paga l’aliquota ordinaria anche se il Paese ha un accordo con l’UE.
    • Il sistema REX (esportatori registrati) sostituisce progressivamente il certificato EUR.1.
    • L’accordo copre solo determinati codici merceologici: verificare che il prodotto rientri nell’allegato tariffario.

    Quando rivolgersi a un professionista

    La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

    Fonti e approfondimenti

    Domande frequenti

    Dazi e IVA all'importazione sono la stessa cosa?

    No, sono tributi distinti. I dazi doganali sono un tributo UE applicato sul valore CIF della merce; l’IVA all’importazione è calcolata su valore CIF più dazio ed è gestita secondo le regole IVA ordinarie. Per le aziende con diritto alla detrazione, l’IVA è normalmente neutrale; i dazi sono invece un costo definitivo.

    Come faccio a sapere qual è l'aliquota del dazio per il mio prodotto?

    Cercando il codice TARIC del prodotto sul portale TARIC della Commissione UE (disponibile online e gratuito). Il codice a 10 cifre indica l’aliquota convenzionale, le eventuali preferenze per accordo e le misure di difesa commerciale. Se non si è sicuri del codice corretto, si può richiedere una Informazione Tariffaria Vincolante (ITV) all’Agenzia delle Dogane.

    Cosa cambia se la merce viene da un Paese con accordo commerciale con l'UE?

    Se l’UE ha un accordo commerciale con il Paese fornitore e la merce ha origine preferenziale provata (certificato EUR.1, dichiarazione di origine o sistema REX), l’aliquota del dazio si riduce o si azzera. Senza la prova documentale dell’origine si paga l’aliquota ordinaria.

    Cos'è il dazio antidumping e quando si applica?

    È una misura di difesa commerciale che l’UE impone quando accerta che un Paese esporta a prezzi artificialmente bassi (dumping) danneggiando i produttori europei. Si aggiunge al dazio ordinario e può essere consistente. Si verifica sul portale TARIC insieme all’aliquota base.

    Come si calcola il valore doganale se il prezzo è franco fabbrica (EXW)?

    Se il prezzo concordato è EXW (il fornitore mette la merce a disposizione nel suo stabilimento), l’importatore deve aggiungere al prezzo di fattura tutte le spese di trasporto e assicurazione dal punto di origine fino al primo punto di ingresso nel territorio UE (frontiera doganale). Il totale costituisce il valore CIF che è la base per il calcolo del dazio.

    Esiste una soglia sotto cui non si pagano dazi?

    Sì, per le spedizioni verso privati: la franchigia dai dazi è fino a 150 euro di valore intrinseco della merce. Le spedizioni regalo tra privati sono esenti fino a 45 euro. Sopra queste soglie si applicano dazi e IVA. Per le imprese non esistono franchigie: ogni importazione commerciale sconta i dazi previsti dal codice TARIC, indipendentemente dal valore.

    Calcolatore Dazi Doganali e IVA all’import
    L’aliquota del dazio dipende dalla classificazione doganale (codice TARIC) e dal Paese di origine: verificala nella banca dati TARIC. Il valore in dogana di norma include trasporto e assicurazione fino alla frontiera UE (valore CIF).
  • Art. 155 D.Lgs. 36/2023 – Tipi di procedure

    Art. 155 D.Lgs. 36/2023 – Tipi di procedure

    D.Lgs. 31 marzo 2023, n. 36 – Codice dei contratti pubblici. Testo vigente letto su Normattiva il 7 ottobre 2026.

    1. Per l’aggiudicazione di appalti pubblici, le stazioni appaltanti e gli enti concedenti utilizzano procedure di affidamento aperte, ristrette o negoziate precedute da indizione di gara, dialoghi competitivi o partenariati per l’innovazione, in conformità alle disposizioni della presente Parte.

    2. Nei soli casi previsti dall’articolo 158, le stazioni appaltanti e gli enti concedenti possono utilizzare la procedura negoziata senza pubblicazione del bando.

    3. La gara è indetta con una delle seguenti modalità:

    a) un avviso periodico indicativo a norma dell’articolo 161, se il contratto è aggiudicato mediante procedura ristretta o negoziata;

    b) un avviso sull’esistenza di un sistema di qualificazione a norma dell’articolo 162, se il contratto è aggiudicato mediante procedura ristretta o negoziata o tramite un dialogo competitivo o un partenariato per l’innovazione;

    c) mediante un bando di gara a norma dell’articolo 163.

    4. Nel caso di cui al comma 3, lettera a), gli operatori economici che hanno manifestato interesse in seguito alla pubblicazione dell’avviso periodico indicativo sono successivamente invitati a confermare il proprio interesse per iscritto, ai sensi dell’articolo 165.

  • Art. 154 D.Lgs. 36/2023 – Accordi quadro

    Art. 154 D.Lgs. 36/2023 – Accordi quadro

    D.Lgs. 31 marzo 2023, n. 36 – Codice dei contratti pubblici. Testo vigente letto su Normattiva il 7 ottobre 2026.

    1. Negli affidamenti di cui al presente Libro, gli appalti basati su un accordo quadro sono aggiudicati in base a regole e criteri oggettivi che possono prevedere la riapertura del confronto competitivo tra gli operatori economici partecipanti all’accordo. Le regole e i criteri sono indicati nei documenti di gara per l’accordo quadro e garantiscono parità di trattamento tra gli operatori economici parti dell’accordo. Quando è prevista la riapertura del confronto competitivo, la stazione appaltante o l’ente concedente fissa un termine sufficiente per consentire di presentare offerte relative a ciascun appalto specifico e aggiudicano ciascun appalto all’offerente che ha presentato la migliore offerta in base ai criteri di aggiudicazione stabiliti nel capitolato d’oneri dell’accordo quadro. La stazione appaltante o l’ente concedente non può ricorrere agli accordi quadro per eludere l’applicazione del codice o per ostacolare, limitare o distorcere la concorrenza.

  • Art. 152 D.Lgs. 36/2023 – Estrazione di gas e prospezione o estrazione di carbone o di altri combustibili solidi

    Art. 152 D.Lgs. 36/2023 – Estrazione di gas e prospezione o estrazione di carbone o di altri combustibili solidi

    D.Lgs. 31 marzo 2023, n. 36 – Codice dei contratti pubblici. Testo vigente letto su Normattiva il 7 ottobre 2026.

    1. Le disposizioni del codice si applicano alle attività relative allo sfruttamento di un’area geografica, ai seguenti fini:

    a) estrazione di petrolio, estrazione o produzione di gas;

    b) prospezione o estrazione di carbone o di altri combustibili solidi.

    2. Rimangono escluse dall’applicazione delle disposizioni del codice le attività relative allo sfruttamento di un’area geografica, ai fini di prospezione di petrolio e di gas naturale, nonché di produzione di petrolio, in quanto attività direttamente esposte alla concorrenza su mercati liberamente accessibili.

  • Art. 151 D.Lgs. 36/2023 – Settore dei servizi postali

    Art. 151 D.Lgs. 36/2023 – Settore dei servizi postali

    D.Lgs. 31 marzo 2023, n. 36 – Codice dei contratti pubblici. Testo vigente letto su Normattiva il 7 ottobre 2026.

    1. Le disposizioni del codice si applicano alle attività relative alla prestazione di:

    a) servizi postali;

    b) altri servizi, diversi da quelli postali, quando siano prestati da un ente che fornisca anche servizi postali e a condizione che questi ultimi non riguardino attività direttamente esposte alla concorrenza su mercati liberamente accessibili, ai sensi dell’articolo 143.

    2. Ai fini del codice e fatto salvo quanto previsto dal decreto legislativo 22 luglio 1999, n. 261 si intende per:

    a) «invio postale»: un invio indirizzato nella forma definitiva al momento in cui è preso in consegna, indipendentemente dal suo peso, che abbia per oggetto corrispondenza, libri, cataloghi, giornali, periodici e pacchi postali contenenti merci con o senza valore commerciale;

    b) «servizi postali»: servizi consistenti in raccolta, smistamento, trasporto e distribuzione di invii postali, comprensivi sia dei servizi rientranti nell’ambito di applicazione del servizio universale istituito ai sensi della direttiva 97/67/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 15 dicembre 1997, sia di quelli che ne sono esclusi;

    c) «altri servizi diversi dai servizi postali»: i servizi di gestione di servizi postali, precedenti l’invio e successivi all’invio, compresi i servizi di smistamento della posta, e i servizi di spedizione diversi da quelli di cui alla lettera a), quali la spedizione di invii pubblicitari, privi di indirizzo.

  • Art. 150 D.Lgs. 36/2023 – Settore dei porti e degli aeroporti

    Art. 150 D.Lgs. 36/2023 – Settore dei porti e degli aeroporti

    D.Lgs. 31 marzo 2023, n. 36 – Codice dei contratti pubblici. Testo vigente letto su Normattiva il 7 ottobre 2026.

    1. Le disposizioni del codice si applicano alle attività relative allo sfruttamento di un’area geografica per la messa a disposizione di aeroporti, porti marittimi o interni e di altri terminali di trasporto ai vettori aerei, marittimi e fluviali.

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