Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • I contenuti più tecnici sono sottoposti a revisione di professionisti abilitati.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • CCNL Metalmecc Artigianato: welfare WilA, San.Arti, Artifond

    CCNL Metalmeccanici Artigianato (Confartigianato, CNA)

    In sintesi

    Il CCNL Metalmecc Artigianato prevede welfare di settore: WilA (Welfare interconfederale Artigianato), San.Arti (Sanità Artigianato), Artifond (previdenza complementare). Formazione obbligatoria per sicurezza. Tutele più modeste rispetto all’Industria.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Confartigianato · CNA · Casartigiani · Claai · Fim-CISL · Fiom-CGIL · UILM-UIL
    Ultimo rinnovo
    19 novembre 2024 (in vigore dal 1° dicembre 2024)
    Vigenza
    Fino al 30 novembre 2028
    Platea
    ~500.000 (aziende artigiane meccaniche di produzione, installazione impianti, orafi, odontotecnici)

    Tabella riepilogativa

    Ente Funzione
    WilA Welfare bilaterale (sostegno al reddito)
    San.Arti Sanità integrativa
    Artifond Previdenza complementare
    EBNA Ente Bilaterale Nazionale Artigianato (formazione)

    San.Arti: sanità

    Fondo sanitario integrativo del settore Artigianato. Rimborsi 70-80% per visite/esami/odontoiatria. Contributo azienda €10-15/mese.

    Artifond: previdenza

    Fondo pensione complementare. TFR + 1% dip + 1% az. Rendimenti 2-3%. Adesione facoltativa.

    WilA: welfare bilaterale

    Sostegno al reddito in caso di crisi aziendale (cassa integrazione artigiana). Contributi delle parti.

    Formazione sicurezza

    EBNA finanzia corsi sicurezza (D.Lgs. 81/2008), formazione tecnica, aggiornamento patentini (carrelli, attrezzature).

    Casi pratici

    Tizio – San.Arti visita dentista
    Tizio (4°) iscritto San.Arti. Visita dentista €100. Rimborso 70% = €70. Tizio paga €30.
    Caia – Corso sicurezza EBNA
    Caia (3°) fa corso 4h aggiornamento sicurezza presso EBNA. Gratuito. Retribuito come ore di lavoro.
    Sempronio – Artifond con anticipo casa
    Sempronio (4° con 9 anni Artifond). Patrimonio €18.000. Anticipo 70% per casa = €12.600.

    Domande frequenti

    Cos'è San.Arti?
    Sanità integrativa del settore Artigianato. Rimborsi 70-80% per visite/esami/odontoiatria. Iscrizione automatica all’assunzione.
    Cos'è Artifond?
    Fondo Pensione Complementare del settore. TFR + 1% dip + 1% azienda. Rendimenti 2-3%. Tassazione vantaggiosa.
    Cos'è WilA?
    Welfare bilaterale che eroga sostegno al reddito in caso di crisi aziendale (cassa integrazione artigiana, ammortizzatori).
    I corsi sicurezza sono gratuiti?
    Sì, finanziati da EBNA (Ente Bilaterale Nazionale Artigianato). Per lavoratori del settore. Includono aggiornamenti carrelli, attrezzature.
    Welfare aziendale c'è?
    Limitato rispetto all’Industria. Solo aziende >20 dipendenti tendono a offrire flexible benefit. Buoni pasto comuni.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive, preavviso e dimissioni, ferie, festività e permessi, maternità e paternità, tredicesima e premi e malattia e infortunio.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Metalmeccanici Artigianato (Confartigianato, CNA). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Bollo auto: come si calcola e come si paga

    In sintesi

    • Tassa di possesso, non di circolazione: il bollo si paga finché l’auto è iscritta al PRA, anche se non la usi.
    • Calcolo su kW e classe Euro: più il motore è potente e più la classe ambientale è inquinante, più alto è l’importo.
    • Scadenza legata al mese di immatricolazione: il bollo scade ogni anno nello stesso mese in cui l’auto è stata immatricolata per la prima volta.
    • Versamento entro la fine del mese successivo: hai tempo fino all’ultimo giorno del mese dopo la scadenza per pagare senza sanzioni.
    • Importi stabiliti dalla Regione: ogni Regione fissa le proprie tariffe per kW, quindi l’importo può variare a seconda di dove sei residente.
    • Pagamento tramite sportelli o canali telematici: si può pagare online, in banca, in tabaccheria o agli sportelli ACI e Regione.

    Che cos'è il bollo auto e perché si paga

    Il bollo auto – tecnicamente chiamato tassa automobilistica – è un tributo regionale che devi pagare semplicemente perché sei intestatario di un veicolo iscritto al Pubblico Registro Automobilistico (PRA). Non importa se la usi tutti i giorni o se resta ferma in garage: finché il tuo nome compare al PRA, il bollo è dovuto.

    Questa distinzione – tassa di possesso, non di circolazione – è importante. Molte persone pensano di non dover pagare perché il veicolo non è in uso. Non è così. L’unico modo per smettere di pagare il bollo è procedere con la cancellazione dal PRA, che di solito avviene quando si vende, si rottama o si esporta il veicolo.

    L’importo dipende da due fattori: la potenza del motore espressa in kilowatt (kW) e la classe ambientale del veicolo (Euro 0, 1, 2, 3, 4, 5 o 6). In linea generale, veicoli più potenti e con classe Euro più bassa – cioè più inquinanti – pagano un importo più alto. Le tariffe per kW sono fissate da ogni Regione, quindi l’importo finale può variare a seconda della tua Regione di residenza.

    Criteri che determinano l'importo del bollo auto
    Fattore Effetto sull'importo
    Potenza del motore (kW) Più kW = importo più alto (tariffa per kW × numero di kW)
    Classe ambientale Euro 0-2 Tariffa per kW più elevata (classe più inquinante)
    Classe ambientale Euro 3-4 Tariffa per kW intermedia
    Classe ambientale Euro 5-6 Tariffa per kW più bassa (classe meno inquinante)
    Regione di residenza Ogni Regione fissa le proprie tariffe: l'importo varia

    Esempio pratico

    • Esempio indicativo (valori a titolo illustrativo, verifica le tariffe vigenti nella tua Regione): un’auto da 70 kW omologata Euro 5 potrebbe avere un importo annuo nell’ordine di poche decine di euro, mentre un’auto da 150 kW Euro 2 potrebbe costare anche due o tre volte tanto, per effetto sia della maggiore potenza sia della tariffa più alta prevista per la classe inquinante. Tizio ha un’utilitaria da 55 kW Euro 6: paga il bollo più basso della sua fascia. Caio ha un SUV da 140 kW Euro 3: paga un importo sensibilmente più alto, sia perché il veicolo è più potente sia perché la classe Euro 3 comporta una tariffa per kW superiore rispetto a Euro 6.

    Documenti necessari

    • Libretto di circolazione (carta di circolazione): riporta la potenza in kW e la classe Euro del veicolo
    • Codice fiscale dell’intestatario
    • Avviso di scadenza (se ricevuto dalla Regione o dall’ACI)
    • Ricevuta del pagamento precedente (utile per verificare importo e scadenza)

    Tizio: auto comprata a luglio, quando scade il bollo?

    Scenario. Tizio ha acquistato un’auto nuova che è stata immatricolata per la prima volta a luglio. Non ha mai pagato il bollo e vuole capire quando deve farlo e come.

    Come si applica. La scadenza del bollo è legata al mese di prima immatricolazione. Se l’auto è stata immatricolata a luglio, il bollo scade ogni anno a luglio e deve essere versato entro la fine di agosto – cioè entro la fine del mese successivo alla scadenza. Per il primo anno, l’importo è spesso calcolato in proporzione ai mesi restanti dell’anno, ma le modalità esatte dipendono dalla Regione. Tizio può verificare l’importo dovuto e pagare online attraverso il portale della sua Regione, tramite l’ACI, in banca o in tabaccheria abilitata.

    In pratica

    • Controlla il mese di prima immatricolazione sul libretto: coincide con la scadenza annuale del tuo bollo.
    • Il versamento va fatto entro la fine del mese successivo alla scadenza per evitare sanzioni.
    • Puoi pagare online (portale Regione, ACI, home banking) o di persona (tabaccheria, sportello ACI, banca).

    Caio: ha venduto l'auto a metà anno, deve pagare il bollo intero?

    Scenario. Caio ha venduto la sua auto a marzo, trasferendo la proprietà all’acquirente. Si chiede se deve pagare il bollo per l’anno in corso o se è tenuto a versare solo la parte fino alla vendita.

    Come si applica. Il bollo auto è a carico di chi risulta intestatario del veicolo al momento della scadenza annuale. Quando Caio trasferisce la proprietà e il veicolo viene re-intestato, l’obbligo di pagamento del bollo successivo passa all’acquirente. Se però la scadenza del bollo cade mentre il veicolo è ancora intestato a Caio – anche solo per un giorno – il bollo di quell’anno è dovuto da Caio per intero, senza rimborso proporzionale. È quindi importante coordinare i tempi del passaggio di proprietà rispetto alla scadenza del bollo, se si vuole evitare di pagare un tributo per un veicolo che non si possiede più.

    In pratica

    • Il bollo è dovuto da chi è intestatario alla data di scadenza: verifica quando scade prima di vendere.
    • Dopo il passaggio di proprietà, il nuovo intestatario è responsabile dei bolli successivi.
    • Nessun rimborso proporzionale è previsto per i mesi in cui non eri più proprietario.

    Quando rivolgersi a un professionista

    La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

    Fonti e approfondimenti

    Calcolatore Bollo Auto — da potenza in kW
    La tariffa dipende dalla classe ambientale (Euro) e dalla Regione. Riferimento nazionale Euro 4 e successivi: 2,58 €/kW fino a 100 kW e 3,87 €/kW per la parte eccedente. Le classi inferiori e alcune Regioni applicano importi maggiori.
  • IVA degli enti non commerciali: quando è dovuta

    In sintesi

    • Attività istituzionale: è fuori campo IVA per definizione, non richiede partita IVA né dichiarazione.
    • Attività commerciale: se l’ente svolge anche attività commerciale, questa è rilevante IVA con obbligo di partita IVA.
    • Contabilità separata: la legge impone di tenere conti distinti tra attività istituzionale e commerciale.
    • Legge 398/1991: le associazioni con ricavi commerciali fino a 400.000 euro possono applicare una detrazione forfettaria IVA del 50% (10% per alcune prestazioni).
    • Dichiarazione IVA: l’ente deve presentarla solo per la parte commerciale, con adempimenti semplificati se ha optato per il regime agevolato.

    Quando un'associazione deve preoccuparsi dell'IVA

    Un’associazione culturale, sportiva dilettantistica o di promozione sociale nasce per uno scopo non commerciale. Ma questo non significa che sia automaticamente esente da qualsiasi obbligo IVA. La risposta dipende da cosa fa concretamente l’associazione: se si limita all’attività istituzionale – cioè quella che persegue i fini statutari – è fuori campo IVA. Se invece svolge anche attività commerciale, quella parte è rilevante ai fini IVA.

    La norma di riferimento è l’art. 4 del DPR 633/1972, che stabilisce il confine tra ciò che è rilevante IVA e ciò che non lo è per gli enti diversi dalle società. La distinzione non è sempre semplice da tracciare nella pratica: vendere gadget con il logo dell’associazione ai propri soci è diverso da aprire un punto vendita al pubblico, ma entrambe le situazioni vanno valutate con attenzione.

    Per semplificare la vita alle piccole associazioni, la legge prevede un regime agevolato – la Legge 398/1991 – che consente di applicare una detrazione forfettaria dell’IVA invece di seguire le regole ordinarie di detrazione analitica. Questo regime è disponibile per le associazioni i cui ricavi commerciali non superano 400.000 euro nell’anno precedente.

    Riepilogo: IVA degli enti non commerciali
    Tipo di attività Rilevanza IVA Obblighi
    Attività istituzionale (fini statutari) Fuori campo IVA (art. 4) Nessun obbligo IVA
    Attività commerciale (qualsiasi) Rilevante IVA Partita IVA, contabilità separata, dichiarazione
    Regime L. 398/1991 (ricavi commerciali ≤ 400.000 euro) IVA con detrazione forfettaria Detrazione 50% (10% alcune prestazioni), adempimenti semplificati

    Esempio pratico

    • L’associazione sportiva dilettantistica ‘Alfa’ organizza corsi di nuoto per i propri soci (attività istituzionale, fuori campo IVA) e affitta la piscina a terzi per eventi privati (attività commerciale, rilevante IVA). I ricavi da affitto nell’anno precedente ammontavano a 80.000 euro, quindi Alfa rientra nel limite dei 400.000 euro della L. 398/1991. Alfa applica una detrazione forfettaria del 50% sull’IVA delle operazioni imponibili legate all’affitto: se l’IVA a debito su queste operazioni è 2.200 euro, la detrazione forfettaria ammonta a 1.100 euro, e il saldo da versare è 1.100 euro. Alfa deve tenere contabilità separata per la parte commerciale e presentare la dichiarazione IVA limitatamente a quella attività.

    Documenti necessari

    • Statuto associativo (per verificare l’oggetto istituzionale)
    • Delibera di opzione per il regime L. 398/1991 (se applicabile)
    • Registro dei corrispettivi per l’attività commerciale
    • Fatture di acquisto inerenti all’attività commerciale
    • Modelli F24 per i versamenti IVA periodici sulla parte commerciale
    • Dichiarazione IVA annuale per la parte commerciale

    Tizio presidente di un circolo culturale: quale attività è fuori campo IVA

    Scenario. Tizio presiede un circolo culturale che organizza conferenze gratuite per i soci, pubblica una rivista distribuita internamente e affitta la sala per matrimoni e cerimonie private.

    Come si applica. Le conferenze gratuite per i soci e la rivista interna rientrano nell’attività istituzionale del circolo: sono fuori campo IVA ai sensi dell’art. 4 DPR 633/1972. L’affitto della sala per cerimonie private è invece attività commerciale: genera un corrispettivo verso soggetti terzi che non aderiscono all’attività istituzionale. Su questa attività il circolo deve avere una partita IVA, emettere fattura con IVA (aliquota ordinaria 22% per la locazione di fabbricato strumentale, salvo opzione di esenzione), tenere contabilità separata e dichiarare questa parte dell’attività nella dichiarazione IVA annuale.

    In pratica

    • Separare nettamente i conti dell’attività istituzionale da quelli dell’attività commerciale.
    • Per la sala affittata a terzi aprire partita IVA e applicare l’aliquota corretta.
    • Presentare la dichiarazione IVA annuale per la sola parte commerciale.
    • Conservare la documentazione che distingue le due attività per eventuali verifiche fiscali.

    Caio tesoriere di un'associazione sportiva: regime L. 398/1991

    Scenario. Caio è tesoriere di un’associazione sportiva dilettantistica che organizza gare, vende abbonamenti ai soci e sponsorizzazioni. I ricavi commerciali dell’anno precedente erano 150.000 euro.

    Come si applica. L’associazione rientra nel limite dei 400.000 euro previsto dalla L. 398/1991. Optando per questo regime, la detrazione IVA sull’attività commerciale è forfettaria: 50% dell’imposta sulle operazioni imponibili (con alcune eccezioni al 10% per specifiche prestazioni). Gli adempimenti contabili sono semplificati: non occorre tenere i registri IVA ordinari, ma è sufficiente il registro previsto dalla L. 398/1991. Caio deve comunque assicurarsi che l’opzione sia stata comunicata e che venga rinnovata o mantenuta nei tempi previsti. L’attività istituzionale (allenamenti per i soci, gare interne) resta fuori campo IVA.

    In pratica

    • Verificare che i ricavi commerciali dell’anno precedente non superino 400.000 euro per accedere alla L. 398/1991.
    • Applicare la detrazione forfettaria del 50% (non la detrazione analitica) sull’IVA delle operazioni imponibili.
    • Tenere il registro semplificato previsto dalla L. 398/1991 in luogo dei registri IVA ordinari.
    • L’attività istituzionale (allenamenti, gare interne) resta sempre fuori campo IVA indipendentemente dal regime scelto.

    Quando rivolgersi a un professionista

    La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

    Fonti e approfondimenti

  • CCNL Metalmecc Artigianato: tredicesima e premi

    CCNL Metalmeccanici Artigianato (Confartigianato, CNA)

    In sintesi

    Il CCNL Metalmecc Artigianato prevede 13 mensilità (12 + 13ª dicembre). Premi di risultato meno frequenti rispetto all’Industria. Eventuali welfare aziendale solo nelle aziende più strutturate (>20 dipendenti).

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Confartigianato · CNA · Casartigiani · Claai · Fim-CISL · Fiom-CGIL · UILM-UIL
    Ultimo rinnovo
    19 novembre 2024 (in vigore dal 1° dicembre 2024)
    Vigenza
    Fino al 30 novembre 2028
    Platea
    ~500.000 (aziende artigiane meccaniche di produzione, installazione impianti, orafi, odontotecnici)

    Tabella riepilogativa

    Voce Quantità Scadenza
    13ª 1 mensilità Entro 20 dicembre
    Premio aziendale (raro) €500-€1.500 Annuale
    Welfare aziendale Limitato A discrezione azienda

    13ª intera o proporzionale

    Una mensilità intera entro 20 dicembre. Proporzionale per chi ha lavorato meno (1/12 per mese).

    Premi rari

    L’artigianato è meno strutturato dell’industria: premi di risultato rari, solo aziende >20 dipendenti li prevedono. Importi modesti €500-€1.500.

    Welfare limitato

    Welfare aziendale poco diffuso. Buoni pasto, regali natalizi, mutui aziendali limitati.

    Composizione 13ª

    Minimo + scatti + indennità fisse. Senza straordinari e indennità variabili.

    Casi pratici

    Tizio – 13ª piena 4°
    Tizio (4° €1.700) lavora tutto 2026. 13ª dicembre: €1.700. Netto ~€1.350.
    Caia – 13ª proporzionale per assunzione metà anno
    Caia assunta dal 1° giugno. 7 mesi al 31/12. 13ª: €1.600 × 7/12 = €933 lordi.
    Sempronio – Bonus aziendale modesto
    Sempronio (4°) riceve bonus aziendale €600 a fine anno (azienda 25 dipendenti). Tassato come reddito ordinario.

    Domande frequenti

    Quando si paga la 13ª?
    Entro il 20 dicembre. Pari a una mensilità intera per chi ha lavorato l’anno completo.
    Esiste la 14ª?
    NO, il CCNL prevede 13 mensilità. Non è prevista 14ª come nel Commercio.
    I premi di risultato sono frequenti?
    No, nel CCNL Artigianato sono rari. Solo aziende >20 dipendenti li prevedono. Importi modesti.
    Cosa entra nella 13ª?
    Minimo + scatti + indennità fisse. NON entrano rimborsi spese, straordinari, indennità variabili.
    Come si calcola la 13ª proporzionale?
    Stipendio mensile × mesi lavorati / 12. Frazione ≥15gg = mese intero.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive, preavviso e dimissioni, ferie, festività e permessi, maternità e paternità, malattia e infortunio e periodo di prova.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Metalmeccanici Artigianato (Confartigianato, CNA). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • CCNL Metalmecc Artigianato: TFR e previdenza

    CCNL Metalmeccanici Artigianato (Confartigianato, CNA)

    In sintesi

    Il TFR si calcola accantonando 1/13,5 della retribuzione annua. Possibilità di adesione a fondi pensione complementari (Artifond, Cooperlavoro, fondi aperti). Anticipi dopo 8 anni.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Confartigianato · CNA · Casartigiani · Claai · Fim-CISL · Fiom-CGIL · UILM-UIL
    Ultimo rinnovo
    19 novembre 2024 (in vigore dal 1° dicembre 2024)
    Vigenza
    Fino al 30 novembre 2028
    Platea
    ~500.000 (aziende artigiane meccaniche di produzione, installazione impianti, orafi, odontotecnici)

    Tabella riepilogativa

    Voce Valore
    Quota TFR annua Retribuzione annua / 13,5
    Esempio 4° €22.100 / 13,5 = €1.637/anno
    Rivalutazione 1,5% + 75% indice ISTAT
    Artifond TFR + 1% dip + 1% azienda
    Anticipo 70% (dopo 8 anni)

    Calcolo TFR

    Retribuzione annua / 13,5. Per 4° (€22.100/anno): TFR €1.637/anno. Su 10 anni: ~€16.370 + rivalutazione.

    Artifond previdenza

    Fondo Pensione settore Artigianato. Contributi: TFR + 1% dip + 1% azienda. Rendimenti storici ~2-3%.

    Anticipi

    Dopo 8 anni, 70% per casa/salute/formazione.

    Tassazione

    TFR in azienda: ~23-28% IRPEF media. In fondo: 15-9%. Conviene fondo.

    Casi pratici

    Tizio – TFR azienda 10 anni 4°
    Tizio è 4° (€22.100/anno), TFR azienda 10 anni: €16.370 + rivalutazione = ~€18.000.
    Caia – Artifond con 5 anni
    Caia (3°) aderisce Artifond. Contributi 1+1% = €407/anno + TFR €1.555 = €1.962/anno totali. 5 anni: ~€10.000.
    Sempronio – Anticipo TFR per casa
    Sempronio (4° con 9 anni). TFR maturato €15.000. Anticipo 70% per casa = €10.500.

    Domande frequenti

    Come si calcola il TFR?
    Retribuzione annua / 13,5. Per 4° (€22.100/anno): TFR €1.637/anno. Su 10 anni: ~€18.000 con rivalutazione.
    Cos'è Artifond?
    Fondo Pensione Complementare del settore Artigianato. TFR (100%) + 1% dip + 1% azienda. Rendimenti 2-3%.
    Conviene aderire ad Artifond?
    Sì, contributo azienda gratuito (anche se inferiore ai grandi fondi), tassazione vantaggiosa, rendimenti superiori alla rivalutazione TFR di legge.
    Posso chiedere anticipo TFR?
    Sì, dopo 8 anni, fino al 70% per casa/salute/formazione/congedo parentale.
    Il TFR in azienda è tassato?
    Sì, ~23-28% IRPEF media. In Artifond: 15-9% tassazione vantaggiosa.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive, preavviso e dimissioni, ferie, festività e permessi, maternità e paternità, tredicesima e premi e malattia e infortunio.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Metalmeccanici Artigianato (Confartigianato, CNA). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Gestione separata: ripartizione committente e collaboratore

    In sintesi

    • Regola 2/3 – 1/3: per i collaboratori coordinati e continuativi (co.co.co.) e gli amministratori di società, i contributi alla gestione separata si ripartiscono: due terzi a carico del committente (o della società) e un terzo a carico del collaboratore.
    • Chi versa: l’obbligo di versamento è sempre del committente, che trattiene la quota a carico del collaboratore dalla retribuzione e poi versa l’intero importo all’INPS con modello F24.
    • Quando si versa: entro il giorno 16 del mese successivo a quello in cui il compenso è stato corrisposto (termine mensile, non annuale come per i professionisti).
    • Busta paga o prospetto: il committente deve indicare la quota trattenuta in busta paga o nel prospetto paga del collaboratore.
    • Sanzioni: il mancato versamento da parte del committente comporta sanzioni civili; il collaboratore non è responsabile del versamento ma subisce la mancata copertura previdenziale.
    • Estratto conto: il collaboratore può verificare che i contributi siano stati realmente accreditati nel Cassetto previdenziale INPS.

    Come si divide il contributo tra committente e collaboratore

    Quando un’azienda si avvale di un collaboratore coordinato e continuativo (co.co.co.) o nomina un amministratore, si apre un obbligo previdenziale nei confronti della gestione separata INPS. A differenza di quanto avviene per i professionisti con partita IVA – che versano tutto da soli – in questo caso il contributo viene diviso tra le due parti secondo una ripartizione fissa stabilita dalla legge.

    La regola è semplice: due terzi del contributo totale sono a carico del committente (o della società per gli amministratori) e un terzo è a carico del collaboratore. In pratica, se il contributo complessivo dovuto per un trimestre fosse, per esempio, 900 euro, il committente ne pagherebbe 600 e tratterrebbe 300 dalla retribuzione del collaboratore.

    Attenzione: anche se il costo si divide, l’obbligo di versare i contributi all’INPS è esclusivamente del committente. Il collaboratore non versa nulla direttamente: è il committente che trattiene la quota di spettanza del collaboratore dalla retribuzione e poi riversa tutto all’INPS tramite modello F24. Se il committente non adempie, le conseguenze (sanzioni e mancato accredito) ricadono sulla sua responsabilità.

    Ripartizione del contributo gestione separata per co.co.co. e amministratori
    Soggetto Quota del contributo Chi versa
    Committente / Società 2/3 del contributo totale Il committente versa l'intero importo all'INPS
    Collaboratore / Amministratore 1/3 del contributo totale Quota trattenuta dal compenso dal committente
    Scadenza versamento Entro il 16 del mese successivo al pagamento del compenso F24 a cura del committente
    Aliquota applicabile Di norma ~26-27% (senza altra copertura) o ~24% (pensionati/doppia copertura) Verificare circolare INPS dell'anno

    Esempio pratico

    • Esempio indicativo. La società Alfa eroga a Tizio, co.co.co., un compenso mensile lordo di 2.000 euro. Applicando un’aliquota indicativa del 26%, il contributo totale è di circa 520 euro. Di questi, 346 euro (2/3) sono a carico della società e 174 euro (1/3) sono a carico di Tizio e vengono trattenuti dal compenso. La società riversa all’INPS l’intero importo di 520 euro tramite F24 entro il 16 del mese successivo. Tizio percepisce 1.826 euro netti (al lordo delle ritenute IRPEF). I valori esatti dipendono dall’aliquota aggiornata dalla circolare INPS dell’anno.

    Documenti necessari

    • Contratto di collaborazione coordinata e continuativa (co.co.co.) o delibera di nomina dell’amministratore
    • Busta paga o prospetto compensi con indicazione della quota contributiva trattenuta
    • Modello F24 compilato dal committente per il versamento mensile
    • Circolare INPS annuale con aliquote e massimali aggiornati
    • Estratto conto contributivo INPS del collaboratore (per verifica accredito)

    Caso 1 – Tizio: collaboratore co.co.co. di una società

    Scenario. Tizio collabora con la società Beta come coordinatore di progetto con un contratto co.co.co. Riceve un compenso mensile fisso e non ha partita IVA né altra copertura previdenziale.

    Come si applica. Tizio è iscritto d’ufficio alla gestione separata INPS. L’aliquota applicata è quella piena (di norma intorno al 26-27%) perché non ha altra copertura. Ogni mese la società Beta calcola il contributo dovuto, trattiene da Tizio la quota di un terzo e versa all’INPS l’intero importo entro il 16 del mese successivo. Tizio non deve fare nulla: non versa direttamente, non usa l’F24. Può però – e dovrebbe – controllare periodicamente nel Cassetto previdenziale INPS che i contributi vengano effettivamente accreditati.

    In pratica

    • Controlla ogni anno il tuo estratto conto INPS per verificare che la società abbia davvero versato i contributi.
    • Se noti periodi non accreditati, segnalalo all’INPS con una domanda di variazione o regolarizzazione.
    • I contributi accreditati concorrono alla tua futura pensione: tenerli monitorati è nell’interesse di tutti.

    Caso 2 – Caio: amministratore di Srl

    Scenario. Caio è amministratore unico di una piccola Srl e percepisce un compenso annuale deliberato dall’assemblea. Non è dipendente della società e non ha una propria cassa professionale.

    Come si applica. L’amministratore di Srl che percepisce un compenso per la carica è soggetto alla gestione separata INPS. La regola 2/3 – 1/3 si applica anche qui: la Srl sostiene due terzi del contributo come costo, trattiene un terzo dal compenso di Caio e versa tutto all’INPS entro il 16 del mese successivo a quello in cui il compenso è stato corrisposto. Se il compenso è annuale in un’unica soluzione, il versamento va fatto entro il 16 del mese successivo alla data di erogazione. Le sanzioni per il mancato versamento ricadono sulla società, non su Caio.

    In pratica

    • La delibera assembleare che fissa il compenso deve essere coerente con la base imponibile dichiarata ai fini contributivi.
    • La quota di contributo a carico della società (2/3) è un costo deducibile ai fini IRES.
    • Verifica che la scadenza del versamento F24 coincida con il 16 del mese successivo all’effettiva erogazione del compenso.

    Quando rivolgersi a un professionista

    La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

    Fonti e approfondimenti

  • Articolo 46 TU Giustizia Tributaria: Oggetto della giurisdizione tributaria

    Art. 46 D.Lgs. 175/2024 – Oggetto della giurisdizione tributaria

    Testo vigente – D.Lgs. 14 novembre 2024, n. 175 (Testo unico della giustizia tributaria) (aggiornato da Normattiva)

    1. Appartengono alla giurisdizione tributaria tutte le controversie aventi ad oggetto i tributi di ogni genere e specie comunque denominati, compresi quelli regionali, provinciali e comunali e il contributo per il Servizio sanitario nazionale, le sovrimposte e le addizionali, le relative sanzioni nonché gli interessi e ogni altro accessorio. Restano escluse dalla giurisdizione tributaria soltanto le controversie riguardanti gli atti della esecuzione forzata tributaria successivi alla notifica della cartella di pagamento e, ove previsto, dell'avviso di cui all'articolo 146 del testo unico in materia di versamenti e di riscossione di cui al decreto legislativo 24 marzo 2025, n. 33, per le quali continuano ad applicarsi le disposizioni del medesimo decreto del Presidente della Repubblica.

    2. Appartengono altresì alla giurisdizione tributaria le controversie promosse dai singoli possessori concernenti l'intestazione, la delimitazione, la figura, l'estensione, il classamento dei terreni e la ripartizione dell'estimo fra i compossessori a titolo di promiscuità di una stessa particella, nonché le controversie concernenti la consistenza, il classamento delle singole unità immobiliari urbane e l'attribuzione della rendita catastale. Appartengono alla giurisdizione tributaria anche le controversie attinenti l'imposta o il canone comunale sulla pubblicità e il diritto sulle pubbliche affissioni.

    3. Il giudice tributario risolve in via incidentale ogni questione da cui dipende la decisione delle controversie rientranti nella propria giurisdizione, fatta eccezione per le questioni in materia di querela di falso e sullo stato o la capacità delle persone, diversa dalla capacità di stare in giudizio.

  • CCNL Metalmecc Artigianato: preavviso e dimissioni

    CCNL Metalmeccanici Artigianato (Confartigianato, CNA)

    In sintesi

    Il CCNL Metalmecc Artigianato prevede preavviso da 15 giorni a 2 mesi in base a livello e anzianità. Per operai: 15-30 giorni. Per impiegati: 1-2 mesi. Le dimissioni vanno presentate telematicamente all’INPS.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Confartigianato · CNA · Casartigiani · Claai · Fim-CISL · Fiom-CGIL · UILM-UIL
    Ultimo rinnovo
    19 novembre 2024 (in vigore dal 1° dicembre 2024)
    Vigenza
    Fino al 30 novembre 2028
    Platea
    ~500.000 (aziende artigiane meccaniche di produzione, installazione impianti, orafi, odontotecnici)

    Tabella riepilogativa

    Livello Fino 5 anni Oltre 5 anni
    1,5 mesi 2 mesi
    4°-4°bis 1 mese 1,5 mesi
    3°-3°bis 20 giorni 1 mese
    2°-2°bis 15 giorni 20 giorni
    15 giorni 15 giorni

    Preavviso variabile

    Per operaio 4° con 7 anni: 1,5 mesi. Per capo officina 5° con 10 anni: 2 mesi. Generalmente più breve rispetto a CCNL Industria.

    Modalità

    Licenziamento: scritto e motivato. Dimissioni: telematiche INPS. Senza procedura le dimissioni sono nulle.

    Indennità sostitutiva

    Per mancato preavviso: mensilità non rispettate. Es. 1 mese preavviso saltato = 1 mese stipendio.

    NASpI

    Spetta per disoccupazione involontaria. Per 4° (€1.700): ~€1.300/mese × 24 mesi.

    Casi pratici

    Tizio – Licenziamento operaio con 8 anni
    Tizio (4° con 8 anni) licenziato per chiusura officina. Preavviso 1,5 mesi. NASpI ~€1.300/mese × 24 mesi.
    Caia – Dimissioni per nuovo lavoro
    Caia (3°) si dimette per nuovo lavoro. Preavviso 20 giorni. Dimissioni telematiche INPS.
    Sempronio – Licenziamento giusta causa
    Sempronio (4°) sorpreso a furto materiali. Licenziamento giusta causa immediato. Solo TFR/ferie/13ª. No NASpI.

    Domande frequenti

    Quanto preavviso devo dare?
    Per operai (3°-4°) con 5 anni: 20gg-1 mese. Per capo officina (5°) con 10 anni: 2 mesi. Stessi termini del licenziamento.
    Posso dimettermi via PEC?
    No, serve procedura telematica INPS (sito o patronato). Senza procedura dimissioni nulle.
    Cos'è la NASpI?
    Indennità di disoccupazione INPS. Per 4° (€1.700): ~€1.300/mese × 24 mesi.
    Posso essere licenziato senza motivo?
    No, serve giustificato motivo (oggettivo o soggettivo) o giusta causa. Per aziende <15 dipendenti: indennizzo ridotto (2,5-6 mensilità).
    Le dimissioni per giusta causa danno NASpI?
    Sì, se imputabili al datore (mancato pagamento, molestie). Servono prove documentate.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive, ferie, festività e permessi, maternità e paternità, tredicesima e premi, malattia e infortunio e periodo di prova.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Metalmeccanici Artigianato (Confartigianato, CNA). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • CCNL Metalmecc Artigianato: periodo di prova

    CCNL Metalmeccanici Artigianato (Confartigianato, CNA)

    In sintesi

    Il CCNL Metalmecc Artigianato prevede periodo di prova da 1 a 3 mesi: 1 mese per 1° livello (operai generici), 2 mesi per livelli intermedi, 3 mesi per 4°-5° (operai specializzati, capi officina). Recesso libero senza preavviso.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Confartigianato · CNA · Casartigiani · Claai · Fim-CISL · Fiom-CGIL · UILM-UIL
    Ultimo rinnovo
    19 novembre 2024 (in vigore dal 1° dicembre 2024)
    Vigenza
    Fino al 30 novembre 2028
    Platea
    ~500.000 (aziende artigiane meccaniche di produzione, installazione impianti, orafi, odontotecnici)

    Tabella riepilogativa

    Livello Durata prova
    3 mesi
    4°-4°bis 3 mesi
    3°-3°bis 2 mesi
    2°-2°bis 1,5 mesi
    1 mese

    Durata graduata

    Da 1 mese (1°) a 3 mesi (4°-5°). Massima legale: 6 mesi (per i Quadri ma non previsto in artigianato).

    Forma scritta

    Obbligatoria nella lettera di assunzione. Senza clausola: prova non pattuita.

    Recesso libero

    Entrambe le parti recedono liberamente senza preavviso. Non discriminatorio.

    Sospensione

    Si sospende per malattia, infortunio, ferie, maternità.

    Casi pratici

    Tizio – Saldatore 4° in prova 3 mesi
    Tizio è 4° in prova 3 mesi. Dopo 2 mesi conferma. Anzianità dal 1° giorno.
    Caia – 1° livello in prova 1 mese
    Caia è 1° in prova 1 mese. Datore conferma dopo 3 settimane. Passaggio automatico a 2° dopo 12 mesi.
    Sempronio – Recesso a 1 mese
    Sempronio (3°) recede dopo 1 mese (offerta migliore). Riceve giorni lavorati + 13ª + ferie maturate.

    Domande frequenti

    Quanto dura la prova?
    Da 1 mese (1° livello) a 3 mesi (4°-5°). Per livelli intermedi: 1,5-2 mesi.
    La prova deve essere scritta?
    Sì, obbligatoriamente nella lettera di assunzione.
    Posso essere licenziato durante la prova?
    Sì, liberamente senza preavviso. Riceverai giorni lavorati + 13ª + ferie maturate.
    Malattia sospende la prova?
    Sì, i giorni di malattia/infortunio/ferie/maternità NON contano nei mesi.
    Anzianità inizia dalla prova?
    Sì, dal primo giorno di lavoro effettivo. I mesi di prova contano per ferie, 13ª, TFR, scatti.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive, preavviso e dimissioni, ferie, festività e permessi, maternità e paternità, tredicesima e premi e malattia e infortunio.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Metalmeccanici Artigianato (Confartigianato, CNA). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • CCNL Metalmecc Artigianato: maternità e paternità

    CCNL Metalmeccanici Artigianato (Confartigianato, CNA)

    In sintesi

    Il CCNL Metalmecc Artigianato applica il Testo Unico Maternità. Integrazione 100% per i 5 mesi obbligatori. Paternità 10gg al 100%. Per le lavoratrici incinte in officina: divieto sollevamento pesi, esposizione fumi, macchine vibranti. Spostamento o maternità anticipata.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Confartigianato · CNA · Casartigiani · Claai · Fim-CISL · Fiom-CGIL · UILM-UIL
    Ultimo rinnovo
    19 novembre 2024 (in vigore dal 1° dicembre 2024)
    Vigenza
    Fino al 30 novembre 2028
    Platea
    ~500.000 (aziende artigiane meccaniche di produzione, installazione impianti, orafi, odontotecnici)

    Tabella riepilogativa

    Tutela Durata Indennità
    Maternità obbligatoria 5 mesi 100%
    Paternità obbligatoria 10 giorni 100% INPS
    Congedo parentale 6 mesi/genitore 30%
    Riposi giornalieri 2h (1° anno) 100% INPS

    Maternità 5 mesi al 100%

    Congedo obbligatorio 5 mesi al 100% (INPS 80% + integrazione 20%).

    Rischi specifici officina

    Per donne in gravidanza vietato: sollevamento >5kg, esposizione fumi saldatura, macchine vibranti, lavoro a temperature estreme. Spostamento a mansioni amministrative o maternità anticipata.

    Paternità 10gg

    10gg paternità obbligatoria al 100% INPS, fruibili entro 5 mesi dalla nascita.

    Divieto licenziamento

    Vietato dalla comunicazione gravidanza al 1° anno bambino.

    Casi pratici

    Tizio – Padre operaio paternità
    Tizio è 3°, padre. 10gg paternità al 100%: ~€480 lordi.
    Caia – Operaia incinta spostata
    Caia (3°) in officina, scopre gravidanza. Medico vieta saldatura/sollevamento. Spostata a controllo qualità con stesso stipendio.
    Sempronio – Saldatrice maternità anticipata
    Sempronio (saldatrice 4°) non sostituibile. Maternità anticipata da subito su autorizzazione ITL. Stipendio al 100%.

    Domande frequenti

    Quanti mesi di maternità?
    5 mesi obbligatori al 100% (INPS 80% + integrazione 20%).
    Posso saldare incinta?
    No, vietato. Esposizione a fumi e radiazioni saldatura nocivo. Spostamento a mansioni d’ufficio o maternità anticipata.
    Posso lavorare al tornio in gravidanza?
    No, vibrazioni macchine utensili sconsigliate. Spostamento a controllo qualità o amministrazione.
    Il padre ha tutele?
    10gg paternità obbligatoria al 100% + congedo parentale 6 mesi al 30%.
    Posso essere licenziata in gravidanza?
    NO, vietato dalla comunicazione al 1° anno bambino.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive, preavviso e dimissioni, ferie, festività e permessi, tredicesima e premi, malattia e infortunio e periodo di prova.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Metalmeccanici Artigianato (Confartigianato, CNA). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • CCNL Metalmecc Artigianato: malattia e infortunio

    CCNL Metalmeccanici Artigianato (Confartigianato, CNA)

    In sintesi

    Il CCNL Metalmecc Artigianato prevede comporto di 6-12 mesi per anzianità. Retribuzione integrata al 100% (INPS + azienda). Per infortuni sul lavoro: copertura INAIL. Rischi specifici: lesioni da macchine, tagli, ustioni, schizzi metallo fuso.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Confartigianato · CNA · Casartigiani · Claai · Fim-CISL · Fiom-CGIL · UILM-UIL
    Ultimo rinnovo
    19 novembre 2024 (in vigore dal 1° dicembre 2024)
    Vigenza
    Fino al 30 novembre 2028
    Platea
    ~500.000 (aziende artigiane meccaniche di produzione, installazione impianti, orafi, odontotecnici)

    Tabella riepilogativa

    Anzianità Comporto
    Fino a 5 anni 6 mesi
    5-10 anni 9 mesi
    Oltre 10 anni 12 mesi
    Gravi patologie Raddoppio

    Comporto

    Da 6 mesi (fino 5 anni) a 12 mesi (oltre 10 anni). Per gravi patologie: raddoppio.

    Retribuzione 100%

    Azienda integra al 100% l’indennità INPS (50-66,66%) per tutto il comporto. Tutela rafforzata.

    Infortunio sul lavoro

    Settore ad alto rischio: macchine utensili, taglio metalli, saldatura, sollevamento, fiamme. Copertura INAIL completa: 60-75% indennità + integrazione azienda 100%.

    DPI obbligatori

    Scarpe antiinfortunistiche, guanti, occhiali, casco, otoprotettori, maschera saldatura. Forniti gratis dal datore. Rifiuto uso: sanzione disciplinare.

    Casi pratici

    Tizio – Frattura da pressa
    Tizio (4° saldatore) ha frattura mano da pressa idraulica. Infortunio sul lavoro INAIL. 60gg convalescenza. Tutto coperto al 100%.
    Caia – Influenza 5 giorni
    Caia (3°) ha influenza 5gg. Stipendio pieno (INPS + integrazione).
    Sempronio – Ipoacusia da rumore
    Sempronio (4° tornitore) sviluppa ipoacusia da rumore (>10 anni). Malattia professionale INAIL riconosciuta. Rendita ~€100/mese.

    Domande frequenti

    Quanto dura il comporto?
    Da 6 mesi (fino 5 anni) a 12 mesi (oltre 10 anni). Per gravi patologie: raddoppio (fino 24 mesi).
    La malattia è pagata al 100%?
    Sì, il CCNL integra al 100% l’indennità INPS per tutto il comporto.
    Gli infortuni meccanici sono frequenti?
    Sì, settore ad alto rischio. Tagli, ustioni, fratture, schiacciamenti, schizzi metallo. INAIL apre infortunio sul lavoro con copertura completa.
    L'ipoacusia da rumore è coperta?
    Sì, come malattia professionale INAIL se documentata. Rendita di invalidità permanente per casi gravi. Sorveglianza sanitaria periodica obbligatoria.
    Devo usare i DPI?
    Sì, obbligatorio per legge. Rifiuto: sanzione disciplinare. Il datore deve fornirli gratis e sostituirli se usurati.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive, preavviso e dimissioni, ferie, festività e permessi, maternità e paternità, tredicesima e premi e periodo di prova.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Metalmeccanici Artigianato (Confartigianato, CNA). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • CCNL Metalmecc Artigianato: ferie, festività e permessi

    CCNL Metalmeccanici Artigianato (Confartigianato, CNA)

    In sintesi

    Il CCNL Metalmecc Artigianato riconosce 26 giorni di ferie lavorativi all’anno. ROL 88 ore annue (11 giornate). 11 festività nazionali + Santo Patrono. Tutela equilibrata, leggermente meno generosa rispetto all’Industria.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Confartigianato · CNA · Casartigiani · Claai · Fim-CISL · Fiom-CGIL · UILM-UIL
    Ultimo rinnovo
    19 novembre 2024 (in vigore dal 1° dicembre 2024)
    Vigenza
    Fino al 30 novembre 2028
    Platea
    ~500.000 (aziende artigiane meccaniche di produzione, installazione impianti, orafi, odontotecnici)

    Tabella riepilogativa

    Voce Quantità
    Ferie annuali 26 giorni lavorativi
    ROL 88 ore/anno (11 giornate)
    Festività 11 + Patrono
    Permessi visite mediche 16h/anno
    Permessi 104 3 giorni/mese

    Ferie 26 giorni

    26 giorni di ferie lavorativi/anno, indipendentemente da anzianità (a differenza di altri CCNL). Almeno 2 settimane consecutive nell’anno; resto entro 18 mesi.

    ROL 88 ore

    88 ore/anno (11 giornate equivalenti) di permessi retribuiti aggiuntivi (Riduzione Orario Lavoro). Fruibili come ore o giornate. Le non godute monetizzate a fine anno.

    Festività

    11 festività nazionali + Santo Patrono. Lavoro festivo: +50% + riposo compensativo.

    Permessi specifici

    Visite mediche 16h/anno, matrimonio 15gg, lutto 3gg, donazione sangue, 104 (3gg/mese).

    Casi pratici

    Tizio – Ferie estive di 3 settimane
    Tizio prende 3 settimane in agosto (15 giorni). Da 26 totali: rimangono 11 giorni per il resto dell’anno.
    Caia – ROL per emergenze familiari
    Caia usa 16h di ROL come 2 giornate per emergenze figli. Conserva 72h per il resto dell’anno.
    Sempronio – Permessi 104 padre disabile
    Sempronio assiste padre disabile: 3gg/mese di permesso 104. Diritto soggettivo, datore non può negare.

    Domande frequenti

    Quanti giorni di ferie ha un metalmeccanico artigiano?
    26 giorni lavorativi all’anno + 88 ore di ROL (11 giornate). Più 11 festività nazionali + Patrono. Totale tempo libero retribuito: ~50 giorni/anno (escluse domeniche).
    Le ferie aumentano con l'anzianità?
    No, nel CCNL Metalmecc Artigianato sono 26 giorni indipendentemente dall’anzianità (a differenza dell’Industria dove dopo 20 anni si arriva a 30).
    Cosa sono i ROL?
    Riduzione Orario Lavoro: 88h/anno (11 giornate) di permessi retribuiti aggiuntivi. Fruibili come ore o giornate. Non godute monetizzate a fine anno.
    I permessi 104 sono cumulabili?
    Sì, 3 giorni/mese aggiuntivi a ferie e ROL per assistere familiari disabili. Diritto soggettivo non negabile dal datore.
    Posso lavorare nelle festività?
    Sì, se l’azienda lo richiede e tu accetti. +50% maggiorazione + riposo compensativo entro 30 giorni. Non frequente nell’artigianato.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive, preavviso e dimissioni, maternità e paternità, tredicesima e premi, malattia e infortunio e periodo di prova.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Metalmeccanici Artigianato (Confartigianato, CNA). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.